AFFERMAZIONI POSITIVE DI AUTOGUARIGIONE MENTALE E FISICA


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PROMEMORIA RAPIDO

DI AFFERMAZIONI POSITIVE

PER MANTENERE E MIGLIORARE

IL BENESSERE PSICO-FISICO

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Louise Hay

Louise Hay

Questo è un breve prontuario di Pronto Soccorso Psichico, da registrare  nel nostro archivio mentale, atto a riparare con urgenza le ferite emotive, prima che esse si cristallizzino in dolore fisico o infermità. Queste affermazioni possono essere meditate, o semplicemente ricordate ogni volta che sentiamo il bisogno di una ricarica di positivo ottimismo.

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Io amo tutto e tutti,

sempre, ovunque e comunque.

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Io mi amo,

sempre, ovunque e comunque.

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Io perdono tutti,

sempre, ovunque e comunque.

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Io mi perdono,

sempre, ovunque e comunque.

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Io non mi lamento di niente e di nessuno,

sempre, ovunque e comunque.

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Il non lamentarsi  è un’altro potente metodo per accrescere la nostra salute Psico-fisica. Questa affermazione va oltre il semplice lamentarsi. Sono incluse tutte quelle lamentele che possano sembrare banali che riguardano il tempo, il governo, la crisi, gli scioperi dei mezzi, il cibo che mangiamo, il traffico automobilistico, etc. Ma non solo le vere e proprie lamentele. “Io non mi lamento”  include astenersi da critiche, polemiche e pettegolezzi. Tutto questo aiuta a raggiungere e mantenere  una sensazione di pace e di benessere nel cuore.

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Un giorno Louise Hay si rese conto del valore distruttivo di perdere tempo a raccontare pettegolezzi; decise di non raccontare più pettegolezzi, e neanche di fare da spalla a quelli che li raccontano. Dice Louise Hay che restò zitta e muta per un mese intero, fino a quando riuscì a introdurre nella sua vita un nuovo metodo di comunicare, in cui erano banditi i pettegolezzi.  Sebastiano.

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I DOLORI CRONICI. TERAPIA DEL DOLORE. COMBATTERE IL DOLORE. RIDUZIONE DEL DOLORE. CONTROLLO DEL DOLORE.


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CONTROLLO DEL DOLORE

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COME COMBATTERE I DOLORI CRONICI SENZA FARMACI

.controllo-dolore

Ormai è risaputo che ci sono molti dolori, i cosiddetti Dolori Cronici, per alcuni dei quali c’è ben poco da fare, se non abituarsi a convivere con essi nel migliore dei modi. Ho già pubblicato un articolo in cui viene trattato esaurientemente l’argomento sul come combattere il Dolore Cronico, con tutti i ritrovati della Medicina Ufficiale. Con questo articolo desidero dare un ulteriore contributo personale su come sia possibile controllare il dolore e migliorare la propria vita: “COME COMBATTERE I DOLORI CRONICI SENZA FARMACI”. Di solito, si definisce un dolore come “Cronico” quando  dura da più di sei mesi senza che le cure mediche o chirurgiche abbiano apportato sollievo.

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Molti Dolori Cronici sono conseguenze  dell’età avanzata, ma tuttavia questi dolori impediscono di vivere una vita normale, e a volte sono causa di invalidità parziale o totale. Molto diffusi sono il Mal di Schiena, il Mal di Testa, Artriti e Artrosi, la famosa Cervicale, etc. Desidero con questo articolo presentare una Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore, basata sul Pensiero Positivo.

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Una premessa necessaria sul Dolore:  Il dolore può essere un alleato o un nemico.

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Il dolore  come alleato

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La grande utilità del dolore consiste nel fatto che il dolore è un utilissimo e indispensabile campanello d’allarme per avvisarci che qualcosa non va in qualche parte del nostro corpo. Altre volte ci può evitare danni maggiori. Per esempio, se tocchiamo qualcosa che scotta, la nostra mano si ritirerà istantaneamente come reazione al dolore, evitandoci una brutta scottatura.

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Il Dolore è invece un nemico,

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quando ci provoca delle sofferenze inutili. Prendiamo il caso della devitalizzazione di un dente: il dentista provvede a devitalizzare il dente, perchè esso continuerebbe ad inviare inutili segnali di dolore al cervello. Questo è un  classico caso di dolore inutile, cioè di sofferenza inutile.

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Illustriamo la Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore.

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Posso dirvi che è molto semplice ed alla portata di tutti; si fa da soli senza dipendere da alcun terapeuta, è collaudata, e soprattutto  funziona. Non ci sono nessun tipo di Effetti Collaterali, perchè non si assumono farmaci. I suoi risultati, secondo i casi, vanno da un alleviamento del dolore a una sua riduzione che può arrivare  fino al 90%. E la causa del dolore? Cioè la malattia? Sempre a seconda dei casi, la riduzione del dolore è accompaganata da un miglioramento evidente della malattia. Inoltre non ci sono limiti nè Controindicazioni,  la Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore può essere eseguita tutte le volte che si vuole senza limitazioni di tempo, perchè è una cosa naturale.

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Resta inteso che questa   Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore non vuole in alcun modo sostituirsi al vostro medico curante, ed alle cure che state facendo. Consideratela come una Cura Complementare per combattere un dolore cronico, e vi invito ad informare il vostro medico nel caso che decidiate di provarla.

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Esposizione della Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore

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Distendetevi sulle spalle sul vostro letto o su un divano, un cuscino basso sotto la testa, occhi chiusi, rilassatevi. Adesso, provate a sentire  un particolare dolore in qualche punto del corpo, ovunque esso sia. E’ il momento di usare  la Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore.

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Dovete fare una semplice cosa: rivolgete la vostra attenzione alla parte del corpo dolorante, precisamente,  dovete OSSERVARE IL DOLORE, solo osservarlo attentamente; osservatene la sua intensità. E mentre osservate il dolore, ditevi mentalmente: “IO MI AMO …  IO AMO IL MIO CORPO …  IO AMO LA MIA SCHIENA (nel caso si tratti di un Mal di Schiena, oppure “Amo il mio collo” se si tratta di una Cervicale. Oppure “Amo la mia Testa”, se si tratta di un mal di testa. Oppure “Amo il mio Ginocchio” , se si tratta di dolori al ginocchio). Procedete avanti così, osservando il dolore e parlando lentamente alla parte dolorante  “IO MI AMO …  IO AMO IL MIO CORPO …  IO AMO LA MIA SCHIENA”.

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Cosa succederà adesso? Succederà che il dolore andrà attenuandosi sempre più fino a sparire, oppure a spostarsi in un altro punto vicino, ma con un’intensità sempre più bassa. Continuate a seguire il dolore, continuate ad osservarlo, ripetendovi quietamente nella mente il mantra sopraddetto: “IO MI AMO …  IO AMO IL MIO CORPO …  IO AMO LA MIA SCHIENA” (nel caso si tratti di un Mal di Schiena, … ).

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Se il dolore scompare in quel punto, provate a cambiare dolcemente la vostra posizione per cercare un altro punto dolorante; se lo trovate, ripetete l’operazione precedente fino alla riduzione o all’annullamento del dolore. Andate avanti così fino a quando avrete ridotto il dolore in tutto il corpo. Potete anche dividere il lavoro in due cicli, uno dopo l’altro. Gestitevi come vi viene meglio.

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Certamente non tutti i dolori sono uguali, e non tutte le persone sono uguali, ma posso dirvi che tutti ne trarrete un grande beneficio dal tempo dedicato a questa Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore, fin dalla prima applicazione. Poi starà a voi giudicarne l’utilità di questa terapia nel vostro caso specifico.

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Una breve spiegazione.

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Cosa avviene durante l’applicazione di questa Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore? E perchè si ha una diminuzione del dolore, ed un miglioramento della Salute?

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In pratica succede questo (Del resto lo sperimenterete personalmente se avrete avuto la bontà di provarlo). Quando voi ve ne state immobili ad osservare la parte dolorante, noterete che il dolore in quel punto tende a dileguarsi, a sparire, come se guardaste un’immagine e questa svanisse come un fantasma. Inoltre, la parte interessata dal dolore,  sottoposta alla vostra osservazione mentale, tende ad abbandonarsi, ad afflosciarsi, a rilasciare la sua tensione. La tensione di una parte dolorante contribuisce con un alta percentuale ad innalzare l’intensità del dolore che provate, di conseguenza il rilasciamento della tensione determinerà automaticamente un abbassamento dell’intensità del dolore.

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Il Mantra “IO MI AMO …  IO AMO IL MIO CORPO …  IO AMO LA MIA SCHIENA” (nel caso si tratti di un Mal di Schiena) invece attiverà le forze guaritrici presenti nel nostro corpo, cioè nel Subconscio, e questo  indipendentemente dalla nostra età. Il Mantra contribuirà a svegliare quelle energie interiori che le nostre credenze limitanti sull’inguaribilità di una certa malattia, avevano fatto assopire. Ma tutte queste cose le potrete sperimentarle personalmente mentre proverete questa Tecnica.

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Quali risultati possiamo aspettarci?

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Sempre secondo i casi, e secondo le persone, possiamo ragionevolmente aspettarci un migliorammento evidente della malattia e una diminuzione netta del dolore, con la possibilità di una guarigione parziale o addirittura completa, ma che certamente, in ogni caso migliorerà notevolmente la vostra qualità di vita. Certamente per ogni tipo di dolore e ogni tipo di persona si potranno conseguire risultati diversi in tempi diversi, ma tutti potranno benficiare di risultati positivi da questa Tecnica Mentale per il Controllo del Dolore.

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Io consiglio a chi soffre di qualche dolore cronico di cominciare a provare (Stiamo parlando in fin dei conti di Rilassamento e Pensiero Positivo), e nel caso che ci sia  bisogno di ulteriori chiarimenti, scrivete  un commento. Anzi, vi invito a scrivere le vostre impressioni dopo aver provato la Tecnica, per aver la possibilità di spiegarla ancor più dettagliatamente. E’ una Tecnica Originale che io ho praticato e pratico su me stesso ogni volta che ne sento il bisogno, e posso dirvi che mi è di grande aiuto.

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Ho indagato sul Web per controllare se non esistesse qualcosa di simile, ma per quanto io abbia cercato, non ho trovato niente di simile, mirato al controllo del dolore e alla sua guarigione. Invito vivamente coloro che proveranno questa Tecnica a lasciare un loro COMMENTO, per poter arricchire insieme questi concetti, esposti in maniera breve, su un problema tanto grave come il CONTROLLO DEL DOLORE CRONICO. Se sei un Medico, un invito speciale per te  a lasciare un tuo parere. Sebastiano.

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TERAPIE CONTRO IL DOLORE CRONICO


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DOLORE CRONICO:

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UNA MALATTIA, NON UN SINTOMO

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Dolore-cronico-150x150È possibile sconfiggere il dolore cronico? A che punto sono ricerca e terapia?

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Abbiamo svolto un’indagine fra medici specialisti del dolore per scoprire quali sono le ultime risorse in questo campo e cosa si fa per sensibilizzare dottori e opinione pubblica sull’argomento.

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Solo in Italia, 15 milioni di persone si confrontano ogni giorno con il dolore cronico, provocato da diverse patologie. Fra le soluzioni a cui si ricorre maggiormente ci sono i farmaci, ma purtroppo non tutti sono sufficientemente efficaci, senza dimenticare poi gli effetti collaterali più o meno fastidiosi e il costo (alcuni non sono rimborsabili).

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Molto si parla del dolore cronico da cancro, meno del dolore cronico provocato da altre patologie, di cui è affetto un italiano su quattro. Basti pensare che sono 7 milioni le persone in Italia che sono affette da dolori osteo-articolari e che hanno dolore continuo o almeno più volte ogni settimana della loro vita.

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Che cos’è il dolore cronico?

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Chi ne è affetto lo sa bene, anche se molti ne soffrono e non lo sanno: si tratta di un dolore che si protrae oltre il normale decorso di una malattia acuta o al di là del tempo di guarigione previsto, e che può perdurare indefinitamente. A provocare il dolore cronico possono essere patologie gravi come il diabete o la sclerosi multipla, interventi chirurgici (è il caso di dolori post-toracotomici, dolori post-mastectomia, dolori da arto fantasma dopo l’amputazione di un arto) o da malattie più comuni come ernie discali, dolori facciali (trigemino), lombosciatalgie, emicranie.

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A differnza del dolore acuto, che rappresenta un segnale utile della prezza di stimoli nocivi (se avvertiamo dolore afferrando un oggetto che scotta, lo lasciamo per evitare di bruciarci) e/o dello sviluppo di danni ai tessuti, il dolore cronico perdura a lungo dopo che è finita la sua utilità come segnale d’allarme.

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Il peggioramento della qualità della vita

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Il dolore cronico peggiora la qualità della vita perché porta ad una serie di cambiamenti fisici e psicologici, come l’immobilità, la dipendenza dai medicinali, l’invalidità, l’inabilità al lavoro, l’isolamento sociale, l’ansia, la paura, la depressione. Quando il malato si sente disperato, “cerca l’aiuto del medico il quale si trova a dover fronteggiare una situazione già estremamente complicata” ci spiega il dottor Cristiano Gandini, specialista in anestesia e rianimazione nonché in terapia del dolore presso il Policlinico di Milano.

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“Il paziente è spesso sfiduciato, completamente soverchiato dal proprio dolore: percepisce una diminuzione della sua libertà di muoversi perché il movimento è causa di dolore. Ciò si traduce in un circolo vizioso che sfocia nella inattività e nell’incapacità di condurre una vita normale e autonoma”.

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I numeri del dolore

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Secondo i dati di una ricerca condotta da Eurisko per conto dell’AISD, gli italiani con più di 18 anni che hanno sofferto di dolore cronico nei primi sei mesi dell’anno 2007 sono quasi 10 milioni, mentre il numero sale a 16 milioni se si prende in considerazione l’intero anno.

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II 4% ha avvertito malessere di forte intensità e il 21 % molto forte; il 56% per tutta la giornata e il 28% soltanto per qualche ora ogni giorno.

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Le parti del corpo più colpite sono rachide (42%), braccio-mano-spalla (39%), piede-gamba-anca-ginocchio (33%).

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I pazienti che fanno attualmente uso di farmaci per trattare il dolore sono il 63%, il 41% dei quali con ricetta del medico.

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Il costo del dolore

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II dolore cronico non incide solo sulla salute ma anche sulle tasche del malato. Come accennato sopra, non tutti i farmaci per il trattamento del dolore cronico sono rimborsabili: è un problema che due grandi associazioni che si occupano di dolore hanno affrontato di recente. La LICD e l’AISD (vedi riquadro a fine articolo) lottano continuamente per sensibilizzare pazienti, medici e opinione pubblica sull’importanza di curare il dolore cronico.

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Recentemente l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha stabilito che alcuni farmaci per alleviare il dolore cronico neuropatico non sono rimborsabili, con il risultato che sono rimborsabili solo quei “farmaci destinati ad un ristretto numero di manifestazioni dolorose, creando una discriminazione tra pazienti che soffrono dello stesso male”, ha affermato Giustino Varrassi, presidente dell’AISD.

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Sono anch’io un malato di dolore cronico ?

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Dalla ricerca “Il dolore cronico nella popolazione italiana” realizzata da Eurisko per conto dell’AISD, su un campione di 15 mila persone, è emerso che chi soffre di dolore cronico convive con la sofferenza per circa tre mesi prima di rivolgersi al proprio medico di famiglia e solo nel 3 I % dei casi interpella uno specialista. Inoltre, non sempre il medico è in grado di effettuare una diagnosi certa, con il risultato che spesso si somministrano anche farmaci non adeguati e che il paziente continua a soffrire.

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Abbiamo rivolto al Prof. Giustino Varrassi, presidente delll’AISD, alcune domande per fare chiarezza sull’argomento:

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È vero che esiste una soglia del dolore personale?

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Esiste una soglia del dolore che è molto simile tra gli esseri umani, ciò che può variare di molto è la tolleranza al dolore. Per fare un esempio, se facciamo immergere la mano in una pentola d’acqua a diverse persone ed accendiamo una fiamma al di sotto di essa, quando sarà raggiunta una certa temperatura tutti diranno di iniziare a percepire dolore (ciò che si definisce soglia del dolore), ma vi sarà molta differenza tra loro sulla capacità di resistere nel tempo con la mano immersa (tolleranza). La tolleranza risente molto delle capacità individuali di difesa e della “forza psicologica”, così come delle situazioni esterne contingenti.

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Il malato di dolore cronico è quindi una persona che sente il dolore più degli altri?

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E un malato il cui sistema nervoso si è modificato strutturalmente, che diventa ipersensibile al dolore. La sua soglia al dolore e la sua tolleranza possono subire sensibili riduzioni rispetto alla persona non affetta da dolore cronico.

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Come può una persona capire se è affetta da dolore cronico?

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Una persona che presenta dolore da più di tre mesi, per più volte la settimana, può definirsi affetta da dolore cronico.

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Esiste un medico specialista per curare il dolore cronico?

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Lo specialista di riferimento è il cosiddetto Algologo. Attualmente la specializzazione di riferimento è quella in Anestesia e Rianimazione, ma in realtà vi sono anche altri specialisti, come i Neurologi o i Reumatologi, che spesso si occupano a tempo pieno di dolore.

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L’Associazione Italiana per lo Studio del Dolore (AISD), che raccoglie un numero cospicuo di Algologi, non a caso è un’associazione trasversale, costituita da specialisti di qualsiasi estrazione, ma con un denominatore comune che è la predilezione per lo studio del dolore.

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Farmaci: tolleranza, dipendenza ed effetti collaterali

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Nel trattamento del dolore cronico vengono impiegati diversi tipi di farmaci. “Spesso in prima battuta sono impiegati i farmaci antinfiammatori non steroidei”, come ci dice il dottor Gandini, “tuttavia tale approccio risulta insufficiente poiché, per il loro meccanismo di azione, queste molecole funzionano nella sedazione dei dolori acuti ma sono meno efficaci nel trattare a lungo quelli cronici”.

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Estremamente potenti sono i morfinici che, se ben usati, hanno scarsi effetti collaterali. “Ma hanno problemi come la riduzione dell’efficacia nel tempo e la necessità di un costante aumento delle dosi”, aggiunge il dottor Gandini. “Inoltre, la percentuale di dipendenza fisica e psichica non è mai stata misurata con precisione.” Di questo problema si occupa la farmacogenetica.

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Morfina ed oppiacei “personalizzati”

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Ha suscitato notevole interesse la recentissima notizia a proposito di un nuovo test di laboratorio per individuare la risposta di ciascun individuo alla terapia farmacologica. Questo test è il risultato di una ricerca durata tre anni e che ha visto coinvolti 300 pazienti (il 40% dei quali malati di tumore e il restante 60% afflitti da patologie comuni, come il mal di schiena o l’artrosi) ed è stata condotta da un gruppo di medici dell’Università di Pisa coordinati da Roberto Barale, ordinario di Genetica dell’Università di Pisa. Questo test potrebbe rivoluzionare il trattamento del dolore cronico in un prossimo futuro.

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La morfina, che è un oppioide, è uno dei farmaci impiegati nel trattamento del dolore.

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Si tratta di un farmaco naturale che, come ogni altra sostanza, può provocare degli effetti collaterali. Purtroppo in Italia ci sono ancora delle resistenze fra i medici nel somministrare questo tipo di farmaci ed infatti il consumo pro-capite nel nostro Paese è bassissimo se confrontato con quello di altre nazioni. La ricerca svolta dall’Università di Pisa ha riguardato in particolare l’impiego della morfina; grazie a questo test di laboratorio, semplice ed efficace (consiste nel prelievo di tamponi di saliva dei pazienti), i medici potranno conoscere nel giro di tre ore qual è la giusta dose di morfina da somministrare al malato, perché ogni paziente risponde in maniera differente agli oppioidi.

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Fino ad oggi si procedeva con fasi di aggiustamento della dose, che riuscissero a bilanciare gli effetti positivi del farmaco e gli effetti collaterali. La ricerca si estenderà ora a più geni (finora ne sono stati presi in considerazione solo due) e più varianti di ogni gene per arrivare a realizzare un test più affidabile che consentirà di sapere con anticipo se il paziente risponderà molto, mediamente, poco o nulla alla morfina. Si tratta quindi di una scoperta importantissima che potrà certamente cambiare il modo di curare il dolore, rendendo le terapie più mirate ed efficaci.

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Le terapie non farmacologiche

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Ne esistono tante e mentre alcune mirano a trattare il dolore, altre hanno l’obiettivo di ridurre la disabilità che ne risulta. “Quando vengono prescritte con precisione”, conferma la dottoressa Jurisic (medico specialista in medicina fisica e neuroriabilitazione), “possono essere estremamente efficaci; esse agiscono in sinergia con i trattamenti farmacologici. Alcune corrispondono a vere e proprie medicine con tradizioni millenarie come l’agopuntura, altre corrispondono soltanto a modalità di trattamento di nuova concezione come il biofeedback.” Quest’ultimo utilizza diverse vie sensoriali (acustica, visiva) per rinforzare un’attività comportamentale semplice e specifica ritenuta efficace nella riduzione del dolore, come la respirazione, il movimento specifico di arti, o altro.

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Un esempio può essere l’insegnamento al paziente di come può variare la propria frequenza cardiaca tramite il controllo della respirazione.

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Raccomandabili ed efficaci sono anche le terapie fisiche. “L’esercizio fisico è una vera e propria terapia e dev’essere considerato alla stregua di tutti gli altri trattamenti”, sottolinea ancora la dottoressa, “esso può avere effetti estremamente piacevoli e benefici quando ben indirizzato da una diagnosi funzionale precisa, può causare invece un peggioramento del dolore quando utilizzato in modo superficiale e generico”.

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Esistono ginnastiche specifiche,

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per riacquistare l’equilibrio muscolare perso in un arto o nella schiena a causa della patologia, e quelle globali, utilizzate per rinforzare ed aumentare l’energia vitale della persona. Al primo gruppo appartengono trattamenti fisiokinesiterapici classici, prescritti dal fisiatra ed eseguiti dal fisioterapista; del secondo gruppo fanno invece parte ginnastiche che hanno origine dalle culture mediche orientali come lo yoga, il fai chi e qui gong a cui sono state accostati ultimamente dei derivati occidentali, come il Pilates, il Feldenkrais e l’antiginnastica.

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Genetica e dolore: un anticorpo in aiuto

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La ricerca per combattere il dolore si svolge soprati campo genetico. I ricercatori del CNR, in collaborazio i colleghi dell’EBRI e con la Lay Line Genomics, hanno sviluppato un nuovo anticorpo efficace contro il dolore infiammatorio e neuropatico e privo di effetti collaterali. Questo anticorpo monoclonale (denominato MNAC13) è in grado di esercitare un’azione analgesica, bloccando in modo selettivo l’azione della proteina NGF, il fattore di crescita nervoso scoperto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini.

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In pratica, come spiega la ricercatrice Flaminia Pavone, “l’azione dell’anticorpo consiste nel sostituirsi al fattore di crescita nervosa impedendo il legame con il suo recettore: un’azione che si traduce in una riduzione significativa della trasmissione e della percezione del dolore”. In più, l’azione di questo anticorpo non induce effetti collaterali. I test effettuati hanno evidenziato come l’anticorpo sia in grado di indurre un innalzamento della soglia nocicettiva (la soglia di sensibilità al dolore) nel dolore infiammatorio (simile al dolore post operatorio) e un durevole effetto analgesico anche sul dolore neuropatico, caratteristico di molte neuropatie cliniche, come il diabete. Infine, questo anticorpo agisce in sinergia con altri farmaci analgesici, gli oppiacei, potenziandone gli effetti. I dati sperimentali ottenuti in laboratorio incoraggiano un’applicazione nella terapia.

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Insieme contro il dolore

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“Il dolore cronico è un problema multifattoriale, che richiede un approccio multidisciplinare”, tiene a precisare il dottor Gandini, perché “sono diversi gli organi che partecipano allo sviluppo ed al mantenimento della patologia. I primi centri di medicina del dolore pensati nei primi anni ’50 includevano diverse figure professionali come fisiatri, anestesisti, neurologi, psicologi, fisioterapisti tenuti a collaborare strettamente fra di loro. A mio avviso, tale approccio rimane valido ancora oggi”.

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Musica contro l’artrosi

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Ascoltate volentieri Bach e Mozart? Amate la musica leggera e quella rock? Benissimo, perché un nuovo studio mostra che con la musica si possono alleviare i dolori legati soprattutto al-l’osteoartrite e all’artrite reumatoide. I ricercatori della Cleveland Clinic Foundation negli Usa hanno fatto ascoltare musica con le cuffie a 30 malati di artrosi e reumatismi per un’ora al giorno, per sei mesi. Un gruppo di controllo composto da altri 30 volontari non riceveva alcuna terapia musicale. Il tipo di musica è stato scelto dai pazienti secondo i propri gusti.

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Musico-Terapia

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Il risultato è stato stupefacente: coloro che si erano sottoposti alla ‘terapia musicale’ provavano fino al 21 per cento di dolore in meno. Inoltre gli atteggiamenti di depressione dei pazienti provocati dal dolore si riducevano circa del 25 per cento. Un doppio risultato quindi (miglioramento dell’umore e riduzione della percezione del dolore cronico) che apre nuove strade nella musicoterapia e nella terapia del dolore cronico.

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Una malattia molto conosciuta ma poco riconosciuta

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Il dolore cronico dovrebbe essere riconosciuto come una malattia sociale, bisognerebbe rendere disponibili e rimborsabili tutti i farmaci impiegati per il trattamento del dolore, creare scuole di specializzazione in medicina del dolore, per aumentare il numero di specialisti in grado di riconoscere e rispondere alle esigenze di questi pazienti e, soprattutto, realizzare strutture dedicate alla medicina del dolore (attualmente in Italia i centri specializzati sono solo nove).

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Per saperne di più:

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AISD Associazione Italiana per lo Studio del Dolore

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Si tratta di un’associazione professionale multidisciplinare, non-profit, dedicata alla ricerca sul dolore e al miglioramento dell’assistenza dei pazienti con dolore.

Sul sito dell’associazione potete trovare molte informazioni utili, nonché la lista delle cliniche del dolore, dei Centri per la Terapia del Dolore, di tutta Italia. http://www.aisd.it

LICD (Lega Italiana Contro il Dolore)

www. Iicd.org

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Consulenza a cura di:

• Prof. Giustino Varrassi, Professore Ordinario, Cattedra di Anestesia e Rianimazione dell’Università dell’Aquila e Presidente AISD (Associazione Italiana per lo Studio del Dolore)

• Dottor Cristiano Gandini, specialista in anestesia e rianimazione nonché in terapia del dolore presso il Policlinico di Milano

• Dottoressa Daniela Jurisic MD, medico specialista in medicina fisica e neuroriabilitazione, assistent clinical professor, Medicai College of Wisconsin, direttore del Centro Medico per la Salute della Schiena.

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Fonte: http://www.cfsitalia.it/

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 Sebastiano.

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MEDITAZIONE SUL PERDONO


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MEDITAZIONE

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perdonoChiedo al perdono di attivarsi in me.

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Il perdono e’ un dono del mio cuore alla mia mente.

Ora io ho la capacità di perdonare.

Perdonando gli altri mi accetto integralmente per quello che sono. 

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Il perdono mi porta più vicino al mio vero essere.

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Io accetto tutto me stesso ed ogni esperienza.

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Io perdono e trasformo il ricordo in Amore.

Abbandono il rancore all’Amore.

Io perdono e abbandono ogni rancore a favore della creatività.

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Il perdono mi rende umano e consapevole.

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Abbandono ogni rancore che mi fossilizza.

Permetto la pace con me stesso e con il mio prossimo.

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Lascio che il perdono cancelli ogni forma di risentimento.

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Con il perdono mi rimetto in linea

con quel potere nascosto che è dentro di me

e aspetta di essere riabilitato.

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Imparo a perdonare gli altri, ma ancor di più a perdonare me stesso.

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Abbandono il risentimento che mi negava la possibilità di amare.

Lascio che il perdono possa cancellare gli effetti del passato sul presente.

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Che il perdono trasformi il mio modo di Essere.

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Ora il Sé mi restituisce la sicurezza reale della mia appartenenza all’Uno.

Il perdono mi procura una definitiva guarigione fisica e spirituale.

Sono Uno con il tutto.

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Il perdono mi fa sentire integro, protetto ed amato in ogni situazione.

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Agisco con Amore e l’Amore sarà la mia ricompensa.

L’Amore, l’Unione, la Libertà sono le cause principali del movimento dell’Uno.

Il perdono mi fortifica, permettendomi risorse materiali e spirituali.

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Ora creo con me stesso un’Alleanza.

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La Libertà diventerà la mia naturale condizione di vita

Il perdono mi pone in Armonia con la Vita.

Con il perdono la mia vita diventa integra e totale.

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Chiedo e offro perdono per poter star bene con me stesso.

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Abbandono il peso dei miei antichi risentimenti e sensi di colpa.

Mi riconcilio con me stesso e con il mio prossimo.

Il perdono cancella ogni forma di risentimento.

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Oggi ho deciso di amare.

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Perdono tutti gli aspetti di me che posso aver offeso in qualsiasi modo consapevole ed inconsapevole.

Permetto di perdonarmi.

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Perdono e curo tutti i luoghi e pensieri che mi hanno visto infelice.

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Lascio che il Perdono riapra la porta all’Uno,

Sciolgo le motivazioni che mi fanno sentire separato.

Rinasco e mi libero dal passato.

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Io mi assolvo.

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Lascio che il perdono mi renda Potente, Capace, Amato, Felice. Libero.

Io mi accetto, divengo affettuoso, mi prendo cura di me, mi do conforto, e rendo le cose più facili per me stesso.

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Io mi amo e mi accetto esattamente come sono.

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Non devo essere perfetto. Io sono già perfetto come sono.

Oggi mi faccio un regalo mi perdono ed ottengo più potere per me stesso e per la mia spiritualità.

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Fonte: —->  http://www.ho-oponopono.info

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Cercavo sul web un articolo sugli effetti del perdono. Questa meditazione sul perdono è veramente eccezionale. Ringrazio di cuore agli autori. Sebastiano.

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IL VALORE DEL PERDONO


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Josaya al Webinar: La Pace comincia…dal Perdono

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Una delle nostre difficoltà
come esseri umani
è quella di perdonare il prossimo
e il motivo principale
è che non sappiamo perdonare noi stessi.

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Perdonarsi è il primo passo
per raggiungere l’allineamento
verso la naturale capacità di amare
per una completa evoluzione spirituale.

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L’atto del perdonare gli altri
è solo un gioco della nostra mente
che non ha niente a che fare
con l’altra persona.

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Quando noi non perdoniamo qualcuno
rinunciamo al nostro potere
perché mettiamo la responsabilità
dei nostri sentimenti
nelle mani di qualcun altro.

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Qualche volta siamo stato offesi,
dal punto di vista fisico, emozionale o spirituale.

Quel dolore spesso si trasforma in rabbia
e in rancore e continuiamo a rivivere
quel momento nella nostra mente giorno dopo giorno.

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Si tratta di un comportamento
molto dannoso perché
permettiamo al passato di continuare
ad influenzare il presente
impedendoci di crescere.

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Il rancore esprime
di non aver accettato pienamente
gli altri ed il mondo
perchè non siamo in Pace con noi stessi.

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E se pensiamo che qualcuno meriti
il nostro perdono, non è un vero perdono.

Il perdono,
è vero solo quando
anche quelli che non lo meritano
lo ricevono.

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Non è una questione di sapere
se una persona è degna di perdono o meno.

La questione è se il tuo cuore è pronto o meno.

Perdonare è imparare ad amare gli altri
permettendo loro di essere ciò che sono.

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Il perdono così, ci porta più vicino al nostro vero essere.

.

Se non siamo capaci di perdonare,
è come se negassimo il nostro potere
e lo dessimo all’altra persona.

.

In pratica affermiamo che siamo soggetti al volere di qualcun altro.

.

La realtà invece è che noi siamo degli esseri potenti,
dotati della nostra propria volontà,
e del potere di creare quello che vogliamo.

.

Se ci ricordiamo di questo
il perdono diventa naturale
perché capiamo che nulla può mettersi
contro noi stessi.

.

Le cose che giungono a noi
sono quelle che abbiamo
attratto coi pensieri.

.

Gesù disse:

.

“Quando vi mettete a pregare,
se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate;
affinché il Padre vostro,
che è nei cieli perdoni le vostre colpe”

.

E ricordiamo
che il Padre Nostro che è nei cieli,
è il nostro Io Superiore
che perdona noi stessi…

.

Se vogliamo addentrarci
più nello spirituale…

.

Siamo Uno
e perciò la tua sofferenza
è la mia sofferenza,
se tu mi hai fatto male
è perché io te l’ho permesso
visto che io sono responsabile al 100%
della mia realtà.

.

Se tu hai una “colpa”
la stessa “colpa” ce l’ho io.

Quindi qualunque emozione di risentimento
perde completamente ogni senso di essere.

.

Ma allora perché le persone fanno del male al prossimo?

.

La risposta è molto semplice,
chiara e semplice:
come diceva Gesù:

.

“Padre, perdona loro,
perché non sanno quello che fanno!”

.

Inconsapevolezza.

.

La risposta di tutto questo
è nell’inconsapevolezza.

Se, prima di commettere una cattiva azione,
più o meno grave,
sapessimo quale sarà la sua conseguenza
sulla nostra anima, non la faremmo.

.

Certe persone non sono in grado
di agire diversamente,
commettono le uniche azioni
di cui sono capaci,
provano gli unici sentimenti che,
in quel momento della loro vita,
sono in grado di provare.

.

Chi ha la capacità di perdonare perdona,
chi non lo fa, semplicemente
non ha la capacità di farlo.

.

Perciò ecco:

.
perdonare significa “non serbare rancore”
ed è la cosa più utile
e più intelligente che possiamo fare.

Perdonare significa aprirsi
alla piena accettazione di noi stessi,
alla nostra esperienza di esserci
e all’intero universo.

.

Chi ha una grande capacità di amare
non concepisce l’odio,
e non è in grado di provarlo.

.

Perchè il suo amare è naturale.

.

Chi ha una grande capacità di amare
non sarà in grado di rispondere all’odio con odio
ma proverà compassione
per chi non è in grado di sentire amore,
e sarà capace di amare
anche chi gli fa del male.

.

L’amore sa perdonare.

.

L’Amore fa parte di noi,
è la nostra vera essenza,
ma noi l’abbiamo sepolta con strati di egoismo,
di odio, di paura…

.

Tuttavia, non è mai troppo tardi
per riscoprire quell’amore,
basta gettare via dalla nostra vita
e dal nostro cuore
tutto quello che amore non è.

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Il perdono ci aiuta a fare proprio questo.

.

Agli occhi di chi perdona,
un amico e un nemico
sono la stessa cosa:
anime, fratelli.

.

Egli sa che i suoi fratelli possono sbagliare,
ma attribuisce i loro errori all’inconsapevolezza,
e ha imparato che può amarli
indipendentemente dalle loro cattive azioni.

.

La violenza inconsapevole che subiamo dagli altri
e che ci fa soffrire,
grazie al perdono non sarà più associata
alla reazione vendicativa,
al desiderio di ritorsione per “fargliela pagare”.

.

Chi non sa perdonare
spezza il ponte
sul quale egli stesso dovrà passare.

.

Come persone consapevoli
sappiamo che l’unica strada
è quella di perdonare,
nel senso di donare a noi stessi
e agli altri, che sono il nostro specchio, amore.

.

Perdonare è il balsamo che risana tutte le ferite,
anche quelle fisiche e materiali
e permette di rimuovere anche
la vergogna e il senso di colpa.

.

Significa essere compassionevoli verso se stessi.

.

Lasciamo andare le paure e i sensi di colpa
e impariamo ad accettare
che l’Universo ci approva
e ci accetta esattamente così come siamo.

.

Da questa situazione
impariamo a non dubitare più di noi stessi,
a non usare la strada facile dell’affidarsi
senza assumersi la responsabilità di sé.

.

Sentire che siamo Uno è la strada,
per raggiungere e perdonare noi stessi.

Perdoniamo e ringraziamo la nostra Anima
per averci dato queste esperienze.

.

E non dimentichiamoci
di usare l’Amore
come chiave per Tutto.

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Fonte:  —–>  http://www.ho-oponopono.info/author/sandro-flora/

Un mio grazie sentito agli autori di questo meraviglioso messaggio. Sebastiano.

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Sebastiano

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MARTIN LUTHER KING: “IO HO UN SOGNO”


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Discorso integrale in italiano, pronunciato a Washington, Lincoln Memorial, 28 agosto 1968 da MARTIN LUTHER KING.

 .

Martin Luther King

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Sono felice di unirmi a voi in questa che passerà alla storia come la più grande dimostrazione per la libertà nella storia del nostro paese. 

 .

Cento anni fa un grande americano, alla cui ombra ci leviamo oggi, firmò il Proclama sull’Emancipazione. Questo fondamentale decreto venne come un grande faro di speranza per milioni di schiavi negri che erano stati bruciati sul fuoco dell’avida ingiustizia. Venne come un’alba radiosa a porre termine alla lunga notte della cattività.

 .

Ma cento anni dopo, il negro ancora non è libero; cento anni dopo, la vita del negro è ancora purtroppo paralizzata dai ceppi della segregazione e dalle catene della discriminazione; cento anni dopo, il negro ancora vive su un’isola di povertà solitaria in un vasto oceano di prosperità materiale; cento anni dopo; il negro langue ancora ai margini della società americana e si trova esiliato nella sua stessa terra.

 .

Per questo siamo venuti qui, oggi, per rappresentare la nostra condizione vergognosa. In un certo senso siamo venuti alla capitale del paese per incassare un assegno. Quando gli architetti della repubblica scrissero le sublimi parole della Costituzione e la Dichiarazione d’Indipendenza, firmarono un “pagherò” del quale ogni americano sarebbe diventato erede.

 .

Questo “pagherò” permetteva che tutti gli uomini, si, i neri tanto quanto i bianchi, avrebbero goduto dei principi inalienabili della vita, della libertà e del perseguimento della felicità.
E’ ovvio, oggi, che l’America è venuta meno a questo “pagherò” per ciò che riguarda i suoi cittadini di colore. Invece di onorare questo suo sacro obbligo, l’America ha consegnato ai negri un assegno fasullo; un assegno che si trova compilato con la frase: “fondi insufficienti”.

 .

Noi ci rifiutiamo di credere che i fondi siano insufficienti nei grandi caveau delle opportunità offerte da questo paese. E quindi siamo venuti per incassare questo assegno, un assegno che ci darà, a presentazione, le ricchezze della libertà e della garanzia di giustizia.

 .

Siamo anche venuti in questo santuario per ricordare all’America l’urgenza appassionata dell’adesso. Questo non è il momento in cui ci si possa permettere che le cose si raffreddino o che si trangugi il tranquillante del gradualismo. Questo è il momento di realizzare le promesse della democrazia; questo è il momento di levarsi dall’oscura e desolata valle della segregazione al sentiero radioso della giustizia.; questo è il momento di elevare la nostra nazione dalle sabbie mobili dell’ingiustizia razziale alla solida roccia della fratellanza; questo è il tempo di rendere vera la giustizia per tutti i figli di Dio.

 .

 Sarebbe la fine per questa nazione se non valutasse appieno l’urgenza del momento. Questa estate soffocante della legittima impazienza dei negri non finirà fino a quando non sarà stato raggiunto un tonificante autunno di libertà ed uguaglianza.

 .

Il 1963 non è una fine, ma un inizio. E coloro che sperano che i negri abbiano bisogno di sfogare un poco le loro tensioni e poi se ne staranno appagati, avranno un rude risveglio, se il paese riprenderà a funzionare come se niente fosse successo.

 .

Non ci sarà in America né riposo né tranquillità fino a quando ai negri non saranno concessi i loro diritti di cittadini. I turbini della rivolta continueranno a scuotere le fondamenta della nostra nazione fino a quando non sarà sorto il giorno luminoso della giustizia.

 .

Ma c’è qualcosa che debbo dire alla mia gente che si trova qui sulla tiepida soglia che conduce al palazzo della giustizia. In questo nostro procedere verso la giusta meta non dobbiamo macchiarci di azioni ingiuste.

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Cerchiamo di non soddisfare la nostra sete di libertà bevendo alla coppa dell’odio e del risentimento. Dovremo per sempre condurre la nostra lotta al piano alto della dignità e della disciplina. Non dovremo permettere che la nostra protesta creativa degeneri in violenza fisica. Dovremo continuamente elevarci alle maestose vette di chi risponde alla forza fisica con la forza dell’anima.

 .

Questa meravigliosa nuova militanza che ha interessato la comunità negra non dovrà condurci a una mancanza di fiducia in tutta la comunità bianca, perché molti dei nostri fratelli bianchi, come prova la loro presenza qui oggi, sono giunti a capire che il loro destino è legato col nostro destino, e sono giunti a capire che la loro libertà è inestricabilmente legata alla nostra libertà. Questa offesa che ci accomuna, e che si è fatta tempesta per le mura fortificate dell’ingiustizia, dovrà essere combattuta da un esercito di due razze. Non possiamo camminare da soli.

 .

E mentre avanziamo, dovremo impegnarci a marciare per sempre in avanti. Non possiamo tornare indietro. Ci sono quelli che chiedono a coloro che chiedono i diritti civili: “Quando vi riterrete soddisfatti?” Non saremo mai soddisfatti finché il negro sarà vittima degli indicibili orrori a cui viene sottoposto dalla polizia.
Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri corpi, stanchi per la fatica del viaggio, non potranno trovare alloggio nei motel sulle strade e negli alberghi delle città. Non potremo essere soddisfatti finché gli spostamenti sociali davvero permessi ai negri saranno da un ghetto piccolo a un ghetto più grande.

 .

Non potremo mai essere soddisfatti finché i nostri figli saranno privati della loro dignità da cartelli che dicono: “Riservato ai bianchi”. Non potremo mai essere soddisfatti finché i negri del Mississippi non potranno votare e i negri di New York crederanno di non avere nulla per cui votare. No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finché la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.

 .

Non ho dimenticato che alcuni di voi sono giunti qui dopo enormi prove e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti appena usciti dalle anguste celle di un carcere. Alcuni di voi sono venuti da zone in cui la domanda di libertà ci ha lasciato percossi dalle tempeste della persecuzione e intontiti dalle raffiche della brutalità della polizia. Siete voi i veterani della sofferenza creativa. Continuate ad operare con la certezza che la sofferenza immeritata è redentrice.

 .

Ritornate nel Mississippi; ritornate in Alabama; ritornate nel South Carolina; ritornate in Georgia; ritornate in Louisiana; ritornate ai vostri quartieri e ai ghetti delle città del Nord, sapendo che in qualche modo questa situazione può cambiare, e cambierà. Non lasciamoci sprofondare nella valle della disperazione.

 .

E perciò, amici miei, vi dico che, anche se dovrete affrontare le asperità di oggi e di domani, io ho sempre davanti a me un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

 .

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.
Io ho davanti a me un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

 .

Io ho davanti a me un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!

 .

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno, laggiù in Alabama, con i suoi viziosi razzisti, con i suoi governatori dalle labbra goccciolanti per le parole di interposizione e annullamento; un giorno in Alabama, piccoli ragazzi neri e ragazze nere saranno in grado di unire le mani a giovani ragazzi bianchi e ragazze bianche, come fratelli e sorelle. Ho davanti a me un sogno, oggi!

 .

Io ho davanti a me un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

 .

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

 .

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.

 .

Risuoni quindi la libertà dalle poderose montagne dello stato di New York.
Risuoni la libertà negli alti Allegheny della Pennsylvania.
Risuoni la libertà dalle Montagne Rocciose del Colorado, imbiancate di neve.
Risuoni la libertà dai dolci pendii della California.

 .

Ma non soltanto. Risuoni la libertà dalla Stone Mountain della Georgia.
Risuoni la libertà dalla Lookout Mountain del Tennessee.
Risuoni la libertà da ogni monte e monticello del Mississippi. Da ogni pendice risuoni la libertà.

 .

E quando lasciamo risuonare la libertà, quando le permettiamo di risuonare da ogni villaggio e da ogni borgo, da ogni stato e da ogni città, acceleriamo anche quel giorno in cui tutti i figli di Dio, neri e bianchi, ebrei e gentili, cattolici e protestanti, sapranno unire le mani e cantare con le parole del vecchio spiritual: “Liberi finalmente, liberi finalmente; grazie Dio Onnipotente, siamo liberi finalmente”.

 .

Martin Luther King

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Sebastiano

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COME TROVARE DIO?


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LA RICERCA DI DIO

Una deliziosa narrazione sugli antichi Padri del deserto ci dice che un giorno un discepolo andò dal suo Maestro e gli disse:

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“Maestro, voglio trovare Dio”.

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Il Maestro sorrise. E siccome faceva molto caldo, invitò il giovane ad accompagnarlo a fare un bagno nel fiume.

Il giovane si tuffò e il Maestro fece altrettanto. Poi lo raggiunse e lo agguantò, tenendolo a viva forza sott’acqua. Il giovane si dibatté alcuni istanti, finché il Maestro lo lasciò tornare a galla.

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Quindi gli chiese che cosa avesse più desiderato mentre si trovava sott’acqua.

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“L’aria”, rispose il discepolo.

 .

“Desideri Dio allo stesso modo?”, gli chiese il Maestro.

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“Se lo desideri così, non mancherai di trovarlo. Ma se non hai in te questa sete ardentissima, a nulla ti gioveranno i tuoi sforzi e i tuoi libri. Non potrai trovare la fede, se non la desideri come l’aria per respirare”.

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(Anonimo)

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 Sebastiano

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INNO ALL’AMORE CRISTIANO


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Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,

ma non avessi Amore,

sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

Se avessi il dono della profezia

e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza

e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,

ma non avessi Amore, non sarei nulla.

Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,

se dessi il mio corpo per essere arso,

e non avessi Amore,

non mi gioverebbe a nulla.

L’Amore è paziente,

l’Amore è benigno;

l’Amore non invidia, non si vanta,

non si gonfia, non manca di rispetto,

non cerca il proprio interesse, non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

ma si compiace della verità;

tutto tollera, tutto crede,

tutto spera, tutto sopporta.

l’Amore non verrà mai meno.

Le profezie scompariranno;

il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;

conosciamo infatti imperfettamente,

e imperfettamente profetizziamo;

ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.

Quando ero bambino, parlavo da bambino,

pensavo da bambino, ragionavo da bambino.

Da quando sono diventato uomo,

ho smesso le cose da bambino.

Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;

ma allora vedremo faccia a faccia.

Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,

come perfettamente sono conosciuto.

Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e l’Amore;

ma la più grande di esse è l’Amore.


S. Paolo
dalla I° lettera ai Corinzi, capitolo13

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Sebastiano

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DIO E’ AMORE: IL SEGRETO DELL’AUTOGUARIGIONE


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Il mantra di base dell’Autoguarigione

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“Io Amo, sempre, comunque e dovunque”. “Io Amo tutti e tutto”.

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 Altri semi di meditazione per l’Autoguarigione

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1. La Legge Universale dell’Amore è l’Amore di Dio.

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2. Dio è Amore Divino.

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3. L’Amore Divino è Amore Incondizionato.

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 In sintonia con l’Amore Divino e la Divinità che è in noi.

 .

4. Io Sono Amore.

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5. L’Amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori.

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6. Chi Ama è da Dio. Cioè in armonia col Progetto Divino.

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Conseguenze dell’Amore 

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7. Il Frutto dello Spirito è Amore.

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8. L’Amore guarisce.

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9. L’Amore cancella le cicatrici delle ferite emotive.

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10. L’Amore rimuove i blocchi emotivi dolorosi.

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Conseguenze della mancanza d’Amore

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11. Dove c’è un blocco emotivo doloroso, si crea un’ostruzione che impedirà il libero flusso dell’Energia Divina, e lì si formerà una malattia.

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VALORE DI UN ABBRACCIO FRATERNO

 

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12. Un Abbraccio è l’espressione visiva dell’Amore.

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13. Nell’Abbraccio c’è una trasmissione fisica di una sentimento d’Amore.

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14. L’Abbraccio è la naturale conseguenza di un saluto sotto l’impulso dell’Amore Divino.

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Un Abbraccio trasmette Amore

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15. Il Contatto fisico avvolgente di un Abbraccio trasmette molto più Amore di una semplice stretta di mano.

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16. Il calore di un Abbraccio sincero scioglie il gelo dell’indifferenza.

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Sebastiano

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Questo articolo può essere diffuso liberamente, purchè in maniera integrale, per uso non commerciale, e citando sempre la fonte:  https://scienzanewthought.wordpress.com/ . Compreso questo testo. Sebastiano.

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COME AUTOGUARIRSI: AUTOGUARIGIONE IN 25 PUNTI


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LA LEGGE DELLA GUARIGIONE

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1. La Guarigione del corpo dipende dalla Guarigione della Mente.

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2. La Legge della Guarigione è una Legge Naturale, ispirata dalla Legge Universale dell’Amore, e scritta in ogni cellula del nostro corpo.

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3. La Legge Universale dell’Amore comprende l’Amore verso noi stessi ed il prossimo, il Perdono verso noi stessi ed il prossimo, l’Amore verso ogni forma di vita.

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4. La sola comprensione della Legge dell’Amore  a livello cosciente non è sufficiente a produrre quel potere capace di guarire il nostro corpo.

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Il farmaco migliore

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5. L’Amore ed il Perdono sono il più potente Medicinale per guarire le nostre ferite emotive.

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6. Le ferite emotive, che riceviamo fin dalla nascita, depositano la loro carica energetica dolorosa in qualche parte del corpo fisico, generando dei blocchi energetici che impediscono  il libero fluire dell’energia attraverso il corpo, e manifestandosi col tempo come malattie.

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7. La rimozione di questi blocchi energetici dolorosi, manifesterà in cambio la guarigione del corpo.

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8. La sola comprensione, con la Mente Cosciente, di questi principi di vita non è sufficiente a rimuovere i blocchi emotivi e manifestare la Guarigione.

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Mente Cosciente e Subconscio

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9. E’ necessario rimuovere prima dalla mente Cosciente, e poi dal Subconscio tutte le false credenze negative che sono la causa dei blocchi energetici.

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10. I blocchi energetici impediscono all’energia di fluire liberamente per tutto il corpo, e questi impedimenti si manifestano in malattie.

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11. Convinzioni erronee, come covare risentimenti, odio, gelosia, vendetta, dissolutezza, ed altri simili cose, sono la causa di dolorosi blocchi energetici in qualche parte del corpo, perché sono in opposizione alla Legge Universale dell’Amore.

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12. Convinzioni  amorevoli, di perdono, di bontà e di gioia, sono in armonia con la Legge Universale, e lasciano le energie scorrere liberamente per il corpo portando con sé benessere e guarigione.

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Ripulire il Subconscio

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13. Ripulire il Subconscio di tutta la spazzature delle convinzioni negative si ottiene attraverso una costante meditazione sugli opposti: cioè Amore, Perdono, Generosità, Gratitudine, Dolcezza, Pace e Gioia.

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14. La Meditazione va praticata fino a quando le nuove idee positive avranno sostituito completamente le vecchie credenze negative.

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15. Le idee positive della Meditazione vanno messe in pratica giornalmente fino a quando entreranno a far pare del nostra natura, fino a quando avranno trasformato il nostro carattere.

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16. E’ un lavoro doloroso ed anche piacevole allo stesso tempo.

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17. Il nostro cuore potrebbe sanguinare ogni volta che strappiamo da esso una credenza erronea  negativa alla quale eravamo piacevolmente affezionati.

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18. Il nostro cuore sarà invaso di pace e di gioia per la riconquista della salute e del benessere psico-fisico ogni qualvolta eserciteremo l’Amore ed il Perdono verso gli altri e verso noi stessi.

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Dipende solo da noi

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19. Niente si può ottenere senza un sincero sforzo per rimuovere dal Subconscio ogni tipo di credenza negativa.

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20. Ultimo, non ci sono psico-terapeuti che possono fare questo lavoro al posto nostro.

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21. Ogni Guarigione è un’auto-guarigione. Una vera Guarigione fisica è la conseguenza della Guarigione della nostra Mente e della nostra Anima, in pratica dalla pulizia delle memorie negative che giacciono registrate nel nostro Subconscio.

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La Guarigione è Naturale

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22. La Guarigione avviene naturalmente e gradualmente man mano che estirpiamo dal nostro Subconscio tutte quei pensieri e quelle convinzioni che non sono in armonia con la Legge Universale dell’Amore.

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23. La Legge Universale dell’Amore è scritta in ogni cellula del nostro corpo, in ogni organo, in ogni pezzo di tessuto, nel nostro DNA.

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24. Coloro che vivono in armonia con la Legge Divina sperimentano naturalmente nella loro vita Amore, Gratitudine, Gioia, Pazienza, Pace nel cuore, Mitezza, Bontà, Autocontrollo, e conseguentemente Salute e Benessere psicofisico.

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25. Questa Guarigione è alla nostra portata, solo se la vogliamo, solo se siamo disposti a liberarci da tutte le nostre convinzioni negative.

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Sebastiano.

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Questo articolo può essere diffuso liberamente, purchè in maniera integrale, per uso non commerciale, e citando sempre la fonte:  https://scienzanewthought.wordpress.com/ . Compreso questo testo. Sebastiano.

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Comprendere la causa della malattia

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Ogni malattia, esclusi gli incidenti traumatici, è di origine Psicosomatica, ed è la naturale conseguenza di uno squilibrio nella nostra Psiche o nel nostro Spirito. C’è una Legge Spirituale scritta nella nostra anima, ed è la Legge dell’Amore. Trasgredire questa Legge Divina equivale a crearsi una malattia. Riequilibrarsi con questa Legge Universale ha come risultato la Guarigione Naturale, o Guarigione Spontanea o meglio l’Autoguarigione.

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Perché la malattia?

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Purtroppo non ci rendiamo ancora conto  di essere noi stessi gli unici responsabili della nostra salute o della nostra malattia. Poiché Benessere e Malattia sono il risultato dei nostri pensieri, delle nostre  parole e delle nostre azioni, in proporzione con la carica di sentimenti ed emozioni che li accompagnano.  Molti di noi viviamo la malattia senza mai chiederci il motivo e l’origine della malattia. Ci affidiamo passivamente e completamente nelle mani dei dottori, i quali, neanche essi conoscono e neanche vogliono conoscere il perché si genera una malattia.

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combattere la malattia col bisturi e con sostanze chimiche

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Essi si limitano a combattere la malattia col bisturi e con sostanze chimiche, senza mai addentrarsi in un’indagine veramente scientifica nella ricerca delle vere cause che hanno provocato una malattia. La Scienza Medica è dedita ad individuare le cause della malattia in virus e batteri che aggrediscono il corpo umano, senza tenere in nessuna considerazione che esistono una miriade di altri agenti patogeni, che sono i nostri stessi pensieri negativi e le nostre emozioni negative, i quali sono capaci di scombussolare gli equilibri del nostro corpo, ridurre le nostre difese immunitarie, e, di conseguenza, generare ogni sorta di malattia.

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Perciò, siamo noi stessi che creiamo la nostra malattia.

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Pensare Positivo

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Il Pensiero Positivo non ha risolto del tutto  le cause della malattia. E questo succede  perché il neofita del Pensiero Positivo, quando comincia ad applicare questa dottrina, crede  di vivere in modo del tutto positivo. Continua a  ripetersi nelle sue meditazioni di amare il prossimo e di amare se stesso, di amare ogni forma della creazione, e di essere grato per ogni cosa. Ma è veramente così? Siamo veramente riallineati alla Legge dell’Amore e del Perdono? Ogni volta che succede questo riallineamento noi otteniamo come risultato la Guarigione Naturale della malattia, ovvero la cessazione dello squilibrio psico-fisico. In questo caso l’Amore ed il Perdono hanno funzionato meglio dei più potenti Antibiotici e Vitamine per annullare la malattia e ristabilire la Salute.

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Limiti del Pensiero Positivo

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Ma molte volte il Pensiero Positivo non funziona così bene, e non per colpa del Pensiero Positivo. Proviamo ad interrogarci sinceramente, per vedere se i nostri pensieri positivi e le nostre parole positive, corrispondono ai nostri sentimenti ed alle nostre emozioni interiori, per verificare se il Pensiero Positivo che esprimiamo a livello cosciente trova la sua corrispondenza nel nostro Subconscio.

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Esempio:io mi dico che perdono completamente e senza condizioni il Tizio ed il Caio, e mi sforzo di manifestarlo in parole, pensieri ed azioni. Ma nel profondo del mio Subconscio, come stanno veramente le cose? Sento che ho perdonato veramente il Tizio? oppure soltanto a ricordare il suo nome sorge  in me un senso di irritazione per una marea di ingiustizie subite nel passato? Amo veramente il mio prossimo di qualunque colore, religione o nazionalità possa essere, perché lo considero un essere umano come me, un’espressione vivente della Divinità? oppure lo considero come un qualcosa venuto nel mio paese per arrecarmi disturbo?

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Non possiamo beffare il Subconscio

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Noi potremmo darci da soli le risposte più gratificanti che vogliamo, ma nel nostro Subconscio è scritta la verità, non in parole ma in emozioni. Perciò non fidiamoci delle parole di amore o di perdono che pronunciamo, ma osserviamo le emozioni e i sentimenti che essi suscitano sia nella nostra coscienza che nel nostro Subconscio.

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Se  esaminiamo i nostri pensieri, potremmo giudicare positivi i nostri comportamenti,  ma se osserviamo i sentimenti, le emozioni e le sensazioni che si trovano nella profondità del nostro cuore, ci accorgiamo  invece che molte volte ci stiamo ingannando da soli.

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Distorsione tra pensieri coscienti e sentimenti inconsci

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Le nostre parole apparentemente positive non hanno in realtà niente a che fare con un atteggiamento positivo nei confronti della vita, perché i nostri sentimenti, le nostre emozioni e le nostre sensazioni interiori gridano CONTRO il nostro prossimo. Per poterci riconoscere in profondità e scoprire quali sono veramente i nostri intenti, dobbiamo esaminare se anche il nostro dialogo interiore è positivo.

Nel nostro Subconscio si cela la verità. Quelle sensazioni e quei sentimenti  possiamo anche riuscire a soffocarli per un tempo, o a nasconderli inconsapevolmente. Ma se non abbiamo operato un vero Perdono, quei sentimenti negativi presto o tardi verranno a galla, portando i loro risultati. Perciò non illudiamoci di aver completato il nostro percorso di Amore e di Perdono, ma piuttosto continuiamo ad esaminarci e a metterci in discussione, per ripulirci da tutte le scorie negative.

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Problemi irrisolti e malattia

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Queste scorie di negatività, se non eliminate, continueranno a produrre inevitabilmente i loro risultati, consistenti in disturbi e malattie. Particolari fattori di disturbi o problemi irrisolti, rimangono presenti nel nostro Subconscio allo stato dormiente, pronti a risvegliarsi in qualsiasi momento in tutta la loro gravità. Dobbiamo affrontare e prendere coscienza di ogni problema irrisolto che abbiamo parcheggiato nel Subconscio, esaminarlo alla luce del Pensiero Positivo, e lasciarlo sciogliere fino a svanire.

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Risoluzione dei problemi e Guarigione

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Perciò portiamo a livello di coscienza ogni situazione di disagio, e domandiamoci: “Che cosa vuole dirmi il mio Subconscio dietro questo disagio o questa malattia”? Alfine arriverà la risposta interiore, insieme alla comprensione del problema. E quando comprendiamo la causa del disagio, individuata la causa, rimossa la causa, scompare anche la malattia. E questo non è un miracolo, ma è il realizzarsi della Legge Divina scritta nel nostro DNA. Sebastiano.

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Sebastiano

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