COME PREVENIRE LE MALATTIE E VIVERE MEGLIO


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PREVENZIONE E SALUTE

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Mente sana in corpo sano

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In pochi e semplici punti ecco un promemoria per vivere meglio, qualsiasi sia la vostra età o sesso. Consideriamo l’uomo nella sua unità di corpo e mente. Una buona salute non può prescindere dal famoso detto degli antichi filosofi Romani: “Mens sana in corpore sano”, cioè “Una mente sana in un corpo sano”. Oggi il detto della Nuova Era è: “Noi siamo ciò che pensiamo, noi siamo ciò che mangiamo”. Ricordiamoci che la qualità della nostra salute dipende dalla qualità dei cibi che ingeriamo e dalla qualità delle idee che accettiamo nella nostra mente. Ecco cosa fare, per sommi capi, per prevenire le malattie e vivere meglio.

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1. MEDITAZIONE

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“Noi diventiamo quello che pensiamo”. Dedichiamo almeno 15 minuti al giorno per meditare su Pensieri Positivi. Accogliamo stabilmente nella nostra mente pensieri di amore per noi stessi e per gli altri, pensieri di perdono, pensieri di salute e di guarigione, pensieri di buonumore, di sorrisi e di allegria. Questo quarto d’ora dedicato al Pensiero Positivo è quanto di meglio possiamo fare per la nostra salute. Non ci sono pillole che possano eguagliare gli effetti del Pensiero Positivo per vivere una vita sana e gioiosa, e senza gli spiacevoli “Effetti collaterali”.

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2. RILASSAMENTO

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Dedichiamo almeno 15 minuti al giorno per rilassare i muscoli e le ossa del nostro corpo. Gran parte dei dolori che ci portiamo dietro sono dovuti semplicemente alla rigidità e alla tensione di qualche muscolo, specialmente i dolori di schiena. Impariamo a praticare il rilassamento del corpo, e vedremo come logica conseguenza la scomparsa di molti dolori.

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La rigidità di qualche muscolo non va combattuta con pomate, basta imparare a rilassarsi. Le rigidità dei muscoli hanno spesso cause mentali: stati di ansia, depressione, nervosismo, conflitti, che si trasformano in tensioni muscolari  e delle quali non ci rendiamo conto; e poi corriamo di corsa dal medico per il solito farmaco miracoloso e i suoi immancabili effetti collaterali.

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Come rilassarsi? Posso darvi un metodo semplice e naturale, senza particolari complicazioni: Stendetevi sul dorso su un letto non troppo morbido appoggiando la testa su un cuscino molto basso, e rimanete immobili e morbidi, respirando naturalmente. Lasciate che tutto scorra con naturalezza. Mentre rimanete immobili e morbidi, osservatevi mentalmente, notate come pian pianino il vostro corpo cede sotto il suo stesso peso. Accompagnate questa pratica con pensieri di rilassamento, considerate come si afflosciano letteralmente i vostri muscoli.

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Impariamo il corretto rilassamento dagli animali. Vi è mai capitato di vedere un cane o un gatto disteso immobile al sole? riescono a rilassarsi così bene che a volte sembrano senza vita, tanto sono immobili e afflosciati. Questo rappresenta il “non plus ultra” del rilassamento.  Questo tipo di rilassamento sul dorso sblocca le rigidità su una serie di muscoli. Lo stesso esercizio si può ripetere distesi a bocconi, in questo caso sblocchiamo quelle rigidità sulla zona lombare che provocano il mal di schiena. Due esercizi molto utili. Se non avete mal di schiena è sufficiente fare il primo esercizio.

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3. ALIMENTAZIONE

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“Noi diventiamo quello che mangiamo”. Proprio per questo non possiamo introdurre nel nostro corpo ogni tipo di sostanza, purchè sia saporita al nostro palato. Non voglio presentarvi una dieta impossibile col bilancino, ma posso darvi delle semplici regole generali per evitare di fare del cibo una fonte di intossicazione. Lasciatevi guidare dal vostro buon senso e non dalla vostra golosità.

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a) Le carni di allevamento, tutte, compresi i suoi derivati, prosciutti, mortadelle e salumi, compresi i pesci di allevamento, sono animali ingrassati rapidamente con additivi chimici e ormoni. Le carni che noi mangiamo introducono nel nostro corpo gli additivi chimici per affrettare la loro crescita. La carne è il cibo che richiede maggior lavoro al corpo per la sua digestione e la sua assimilazione, ed è quello che produce la maggior quantità di tossine nel corpo, al punto che il corpo non riesce mai ad eliminarle del tutto. Mio consiglio sulle carni e suoi derivati: Eliminazione drastica se tenete alla vostra salute. Ed in alternativa, riduzione graduale limitandosi a carni bianche, tipo pollo e tacchino. Mai mangiare carne due volte al giorno. Per esempio un panino imbottito al prosciutto a pranzo e la bistecca per cena. Meglio il pesce di mare. Limitare al massimo il consumo dei latticini e formaggi. (In attesa di eliminare completamente ogni tipo di carne e suoi derivati).

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b) No frittura di qualsiasi tipo, e non aggiungo altro. Lo sanno tutti i danni che provocano le fritture.

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c) No dolciumi e gelati. La loro raffinazione e i loro zuccheri sono origine di dissesti nel nostro corpo. 

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d) Si a legumi, minestroni, frutta e verdura, e tutti i prodotti della terra. Frutta e verdura ogni giorno in abbondanza.


e) Bere  acqua oligominerale, preferibilmente fuori dai pasti.

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f) Assolutamente no bevande gassate, liquori, fumo, vino e caffè. Eliminare o ridurre al minimo0 l’uso di sale di qualsiasi tipo. 

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Si può vivere meglio senza carne, dolci e fritture. Non è un grosso sacrificio, ma è il miglior regalo che possiamo fare a noi stessi.

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4. GINNASTICA

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A parte quella piccola percentuale di praticanti sportivi, la maggior parte delle persone non si prende cura del proprio corpo. O per pigrizia, o per mancanza di conoscenza, il fatto è che la stragrande maggioranza di persone non fa un regolare esercizio fisico per mantenere un minimo indispensabile di tono muscolare. Eppure basterebbero solo 15 minuti al giorno per mantenere in una forma accettabile il nostro corpo. Questo vale soprattutto per le persone che una volta superati i sessanta anni, limitano la loro attività fisica al semplice spostarsi da un posto ad un’altro. Ho visto persone che tengono più al motore e alla carrozzeria della propria auto che al proprio corpo, che ha pure un motore e una carrozzeria, ma è molto più prezioso della più costosa Ferrari.

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Prendersi cura del proprio corpo

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con un minimo di attività fisica non richiede molto tempo, bastano 15′ giornalieri di esercizi a corpo libero, senza strafare, badando a muovere tutti i muscoli del corpo, e non lasciarli atrofizzare. Si può fare comodamente a casa propria, un quarto d’ora al giorno per mantenersi in forma. Senza sforzi eccessivi, ma tutto rapportato alla propria età, e al proprio stato di salute.

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Muovere le gambe, le braccia, bastano anche quegli esercizi semplici a corpo libero che ci hanno insegnato alle scuole elementari. Poi c’è un esercizio che è fantastico per smuovere i muscoli interni: distesi di schiena sul letto, e rotolarsi a destra e a sinistra. Sono esercizi semplici, che se fatti giornalmente, mettono in moto la nostra forza vitale, facendoci gustare di più la vita.

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Ricordiamoci,

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il benessere e la gioia di vivere hanno bisogno di “Una Mente sana in un Corpo sano”.  E questo motto è valido a qualsiasi età, specialmente a coloro che hanno superato i sessanta, i settanta, gli ottanta, i novanta, e anche i cento anni. “Mente sana in un Corpo sano”, questa è la formula per vivere meglio a tutte le età. Sebastiano.

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MENTE COSCIENTE E SUBCONSCIO


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ELEMENTI DI MEDICINA PSICOSOMATICA

.computer

L’uomo dispone di una Mente Cosciente con la quale pensa, ragiona e prende le sue decisioni. Dispone inoltre di un’altra mente, detta Mente Inconscia, o semplicemente Subconscio, la quale presiede a tutte le funzioni involontarie del corpo, come per esempio la digestione, la circolazione del sangue, il funzionamento di organi come i reni e il fegato, e quant’altro che avviene nel corpo, e che noi crediamo che avvenga in maniera automatica.

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Correlazione tra Mente Cosciente e Subconscio

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Qui vorrei parlarvi della correlazione tra Mente Cosciente e Subconscio, cioè come le due menti interagiscono tra di loro a nostra insaputa, e quali mezzi usano per interagire. Per cercare di definire dei concetti astratti su entità non visibili come l’inconscio, ci serviremo come esempio del computer, un apparecchio ormai entrato a far parte della vita comune, e quindi più facilmente comprensibile.

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Mi perdonino i professori di Medicina Psicosomatica, ma nell’era di internet e del computer, mi sembra molto appropriato paragonare l’inconscio ad un computer, affinchè anche i non addetti ai lavori possano comprendere a grandi linee cosa è l’inconscio, e come funziona.

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IL SUBCONSCIO E’ COME UN COMPUTER

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La Mente Inconscia, o meglio detta Subconscio, può essere paragonata a un computer, con il suo sistema operativo di base, tipo Windows XP, già installato. La Mente Inconscia si comporta perfettamente come un computer, cioè esegue le istruzioni dei programmi che in esso sono installati, cioè il suo sistema operativo.

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Così il Subconscio-computer è già stato programmato  dal suo Fabbricante al momento di essere immesso nel mercato. Così il Subconscio, con la precisione di un computer, esegue tutte le istruzioni contenute nel suo sistema operativo. Egli automaticamente svolge tutte quelle funzioni del corpo che non sono di competenza della mente cosciente.

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Il Subconscio presiede dunque alla circolazione del sangue, alla digestione, al funzionamento di tutte le ghiandole del corpo, all’assimilazione dei cibi, etc. In pratica tutte quelle funzioni che noi chiamiamo automatiche, tipo una ferita che si rimargina da sola.

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E proprio come un computer il Subconscio accetta installazioni di programmi da parte di un altro operatore interno tipo la nostra Mente Cosciente, e anche da parte di operatori esterni, cioè le Menti altrui. Ed è a questo punto che sorgono i problemi. La Programmazione Originale del Computer-Subconscio è stata fatta per ottenere sempre e comunque l’Autoguarigione, detta anche Istinto di Sopravvivenza, oppure “Difese Immunitarie”.

I successivi programmi installati dall’esterno possono essere positivi o negativi. Possono fare del bene o del male al nostro corpo.

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SUBCONSCIO E VIRUS

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Come avviene l’installazione di un nuovo programma nel nostro Subconscio-computer? Nel 99,9% dei casi avviene involontariamente, a nostra insaputa, come un virus che si installa in un computer e lo manomette, impedendone il corretto funzionamento. E la cosa più grave è che i portatori di questi virus siamo noi stessi, con la nostra Mente Cosciente, e non lo sappiamo.

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Chiariamo il concetto. Ogni nostro pensiero, ogni nostro desiderio, ogni nostra ambizione, ogni nostra aspirazione, ogni nostro sogno, insomma qualsiasi idea che staziona con insistenza nella nostra mente, viene recepita dal nostro Subconscio, viene decodificata, cioè, interpretata, come un programma da attuare, e da quel momento il Subconscio si darà da fare a modo suo per realizzare quelli che sono i pensieri della nostra mente.

Soltanto che il Subconscio, proprio come un computer, interpreta alla lettera quello che è il contenuto della Mente Cosciente. Un semplice esempio prima di andare avanti:

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Un esempio calzante

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Una buona madre di famiglia, che viene sistematicamente trattata male dal marito, si troverà spesso a pronunciare frasi di questo tipo: “Devo ingoiare questi “bocconi amari” per amore dei miei figli”.

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Questo è un classico esempio di una risposta “sbagliata” del nostro Subconscio-computer al pensiero “Devo ingoiare questi bocconi amari per amore dei miei figli”. La frase chiaramente ha un significato allegorico, ma il Subconscio-computer la interpreta alla lettera, perchè questo è il suo modo di operare, e quindi comincia a secernere succhi gastrici nello stomaco come se dovesse digerire dei “bocconi amari” veri e propri.

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Chiaramente, perdurando questa situazione, questa donna comincerà ad accusare prima acidità di stomaco a causa dell’abbondanza di succhi gastrici nello stomaco  in assenza di cibo, poi sopravviene la gastrite, e se non si pone il giusto rimedio, se non cambia la situazione familiare della donna, la malattia si evolverà in un ulcera incurabile, con il bisturi come ultima spiaggia.

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Le pastiglie non risolvono i conflitti mentali

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Niente può fare il medico per fermare questa malattia, se non con dei palliativi sotto forma di inutili pastiglie, perchè non ha conosciuto qual’era la causa della malattia, e nemmeno ha provato a conoscerla.

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Il medico si limita a curare i sintomi esteriori, che sono le conseguenze di un conflitto psichico interiore. Il medico considera la persona un insieme di carne, ossa e liquidi vari; non considerando che l’uomo oltre al corpo, possiede una mente, un cuore e dei sentimenti che interagiscono tra di loro. Questa è la triste situazione della nostra Medicina Ufficiale fino ad oggi. E questo caso portato a mo’ di esempio è applicabile in ogni tipo di malattia, escluse quelle dovute a traumi e incidenti.

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Il cane di Pavlov

IL CANE DI PAVLOV

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Ecco qui un esperimento effettuato circa cento anni fa, che dimostra l’influenza del pensiero sul corpo, cioè come il pensiero può provocare delle vere e proprie modificazioni sul corpo.

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Ivan Pavlov fu un famoso fisiologo russo che poco più di cento anni fa, studiando la corteccia cerebrale, fece un esperimento rimasto negli annali della scienza.

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Comprendendo bene i meccanismi della digestione (per cui nel 1904 si meritò il premio Nobel ) e conoscendo gli stimoli che provocano la salivazione alla vista del pasto ( la cosiddetta acquolina in bocca), fece il seguente  esperimento con un cane.

Egli chiamava a se il suo cane, quindi faceva suonare una campanella, e immediatamente dopo gli somministrava il cibo. Come era naturale, alla vista del cibo il cane aumentava la salivazione disponendosi così a consumare il suo pasto.

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Fece questo per più giorni, faceva suonare una campanella e subito dopo gli presentava la scodella del cibo.

Dopo introdusse una variante nell’esperimento: dopo il suono della campanella, non le dava più la scodella del cibo. A questo punto  si accorse che il cane ormai reagiva con la salivazione (la tipica acquolina in bocca) al semplice suono della campanella, anche in assenza del pasto.

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Il cane inconsciamente aveva accoppiato nella sua mente il suono della campanella con la scodella del cibo, e la sua bocca cominciava a secernere saliva come se avesse davanti il suo cibo e fosse sul punto di mangiare. Ma chiaramente non c’era nessun cibo da digerire. Il cane aveva sviluppato un riflesso inconscio che fu chiamato “riflesso condizionato”.

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CONCLUSIONE

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La stessa cosa accade all’uomo. La madre di famiglia della quale abbiamo parlato reagiva alla stessa maniera del cane di Pavlov, secerneva succhi gastrici inconsciamente per ingoiare i suoi astratti “bocconi amari”. E questo la portava ad avere una vera e propria gastrite cronica, con tutte le sue conseguenze.

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Auspichiamo che la Medicina Ufficiale possa presto considerare l’uomo nella sua interezza di Corpo, Mente e Anima(intesa come sentimenti ed emozioni), e possa riconoscere le vere cause che generano le innumerevoli malattie moderne, cioè l’influenza della mente sul corpo nel creare la malattia o la guarigione.

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Sebastiano.

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COME CAMBIARE IL LAMENTO IN GIOIA


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IO NON MI LAMENTO

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I pensieri negativi sono la radice e la causa dell’infelicità. Inconsciamente l’uomo continua a pascersi di questi pensieri malefici che iniettano veleno nel sangue e distruggono le vite. Se avessimo appena compreso l’influenza che questo tipo di pensieri hanno sulla nostra salute, sicuramente avremmo preso delle opportune contromisure per difenderci da questi pericolosi virus pschici, perlomeno eserciteremmo una certa forma di autocontrollo su ciò che pensiamo, diciamo e facciamo.

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Dovremmo ormai riconoscere che ogni pensiero buono, ogni parola gentile, ogni azione tesa ad aiutare il prossimo, hanno un effetto di tanto superiore ad un intero tubetto di pastiglie tranquillanti per curare i nostri nervi. 

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Gli effetti di pensieri e parole

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Così ogni pensiero o parola o azione, anche se di poco negativa, contribuisce ad accentuare  uno stato di malessere e scontentezza. Tuttavia l’uomo inconsciamente, nella sua ignoranza, persiste nell’autoprocurarsi infelicità e malattie. Consideriamo qualche esempio di quelli che potrebbero essere degli innocui pensieri negativi. Già fin dalla mattina presto le nostre orecchie vengono bombardate dai soliti e nocivi luoghi comuni:

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Negatività e luoghi comuni

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“Buon giorno!”, e poi a seguire: “Che giornataccia oggi”, “Sono a pezzi”, oppure : “Si muore dal caldo”, “Che pioggia schifosa”, “Che freddo cane”, “Governo ladro”, “Che traffico pazzesco”, e via di questo passo con una buona aggiunta di inprecazioni e bestemmie come condimento.

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L’uomo è condizionato, suggestionato, quasi ipnotizzato, da quelli che lo circondano. Come può sperare di vivere una giornata felice con questi presupposti? Come reagisce l’uomo a questa situazione? Non reagisce affatto, vi si adegua. E così agendo non fa altro che aumentare il suo malessere, il suo stress, la sua infelicità. Ecco invece che cosa bisognava fare: rivoltare i pensieri e le parole per trasformare lo stress in pace interiore, il malessere in benessere, l’infelicità in gioia.

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Trasformiamo il nostro vocabolario

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Le frasi negative potremmo trasformarle pressappoco in questo modo: “Oggi è proprio una bella giornata!” , ” Mi piace questo caldo” , “Ci voleva proprio un po di pioggia” , ” Si sta proprio bene con questo freddo” , “Il governo sta cercando di fare del suo meglio” , ” Questo traffico è quel che ci vuole per esercitare la pazienza” .

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Se lo farete, io vi dico che la vostra giornata vi darà gioie e soddisfazioni, avrete cominciato a cambiare il lamento in gioia.

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Basta con le lamentele

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Potreste anche non essere daccordo con queste mie affermazioni, ma cosa avete da guadagnarci a fare i criticoni dalla mattina alla sera? Ve lo dico io: “Proprio un bel niente”. Anzi, vi amareggiate inutilmente la vita, da soli soffrite, nessuno vi spinge a farlo. Forse è arrivato il momento di decidere di invertire la rotta. Di respingere lo stress e scegliere per la pace dell’anima. Dipende soltanto da ognuno di noi. State di buon animo. Sebastiano.

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IL SINTOMO E’ UNA MALATTIA?


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IL SINTOMO COME MESSAGGIO

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Vorrei iniziare insieme a voi una discussione sulle correlazioni tra sintomo e malattia. Sulla funzione e l’utilità o meno dei sintomi.

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Nell’esercizio della professione medica spesso si tratta un sintomo (di cui si lamenta il paziente) come un problema che deve essere risolto con la sua eliminazione. Perciò bisogna esaminare le precedenti cartelle cliniche dell’ammalato, rifare nuove analisi, esami, lastre, test e quant’altro, e quindi prescrivere al paziente la cura farmacologica più adatta, e quando è il caso ricorrere all’intervento chirurgico. Questo grosso modo il metodo di procedere della Medicina Convenzionale. E in verità guarisce, o meglio nasconde, molti sintomi.

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Ma è altrettanto vero che molte volte imbottisce di medicinali inutili i poveri pazienti, peggiorando le loro condizioni di salute.

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Questo perchè la Medicina di Stato si incaponisce a considerare l’uomo un ammasso di carne, ossa, e liquidi vari, e a considerare i sintomi come dei disturbi da eliminare. La Medicina Olistica che continua predicare che l’uomo è un essere intelligente, che possiede un corpo, è come “la voce di uno che grida nel deserto”.

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La Medicina Convenzionale si ostina ad andare avanti col paraocchi, limitandosi al tentativo di sopprimere i sintomi, e senza prendere in seria considerazione il fatto che proprio i sintomi sono invece dei messaggi che il corpo invia per informarci che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

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Sottopongo questo imput: “Sintomo come messaggio, o come malattia?”, alla vostra gentile attenzione.

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Vorrei ritornare sul tema originale che stiamo trattando e fare un’altro passo avanti. Come è possibile riconoscere quei casi in cui il sintomo è un messaggio del corpo, e la sua rimozione perciò non risolve la malattia? Alcune malattie croniche che persistono nel tempo sono la chiara indicazione che non si tratta di un sintomo=malattia, ma di un sintomo=messaggio. In questi casi i farmaci si rivelano inutili e controproducenti per via dei loro effetti collaterali. Più che di farmaci in questi casi è necessario l’intervento di un esperto della psiche umana che riesca a decifrare il messaggio del corpo. che è sempre un messaggio di richiesta di aiuto. Più che di farmaci c’è bisogno di effettuare un’indagine psicologica sul paziente per interpretare e risolvere questi sintomo=messaggi del corpo.

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Comprendo bene che il normale medico non è equipaggiato delle conoscenze idonee per trattare questo tipo di sintomi, e non può far altro che considerare cronica una malattia della quale non riesce a rimuoverne il sintomo. Sia chiaro che questa non è una condanna per il medico, egli fa quello che gli è stato insegnato. Potremmo citare diversi sintomi, resistenti ai farmaci, ma che si dissolvono come per incanto quando si tocca il tasto giusto della psiche del paziente, cioè si riesce a decifrare il vero messaggio del sintomo. E anche tutto questo, benchè sia facile parlarne, è una cosa abbastanza difficile anche per un vecchio conoscitore della Psiche umana. Ma, purtuttavia, esiste una via d’uscita, tutto sta a tentare di percorrerla. Sebastiano.

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EMILE COUE’: AFFERMAZIONI DI GUARIGIONE


“Ogni giorno, in ogni parte del mio corpo, la mia salute migliora di bene in meglio”.

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(Affermazione di guarigione parafrasata dalla formula di E. Couè)

Emile Couè

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Questa breve affermazione di guarigione può essere usata per scopi di guarigione generale. Vi consiglio questo esercizio almeno due volte al giorno, preferibilmente la sera prima di addormentarvi e la mattina appena vi svegliate, e ancora, durante la giornata, per rafforzare e tenere viva l’affermazione (In questo caso mentalmente). Questa affermazione va bisbigliata almeno 20 volte per esercizio. Fatela ogni volta che sentite un malessere di qualsiasi natura, e specialmente se vi trascinate qualche malanno dal quale non riuscite a liberarvi con i mezzi che la Medicina ufficiale mette a disposizione. 

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Ricordate che ogni guarigione è sempre una autoguarigione del corpo, ciò significa che il corpo possiede in se stesso tutte le capacità per autoguarirsi da qualsiasi malattia, e che qualche volta si “impigrisce” ed ha bisogno di un ulteriore stimolo, una sollecitazione, un incoraggiamento, e un segno di fiducia verso il suo innato meccanismo di autoguarigione. Lo scopo di ripetere un’affermazione di guarigione è proprio quello di ridare forza ed entusiasmo al nostro meccanismo di guarigione per spingerlo a lavorare come lui sa ben fare in maniera naturale.

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Provare per credere. Aspetto i vostri messaggi di guarigione per chi lo proverà. Queste affermazioni di guarigione non vanno in competizione con le vostre normali cure mediche, consideratele come una terapia complementare che non presenta nessun tipo di effetti collaterali ma che vi porterà tanto benessere e guarigione. Fatemi sapere.

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Questa “Affermazione di guarigione” è da imprimere nella propria mente, è da registrarla nei solchi del cervello alla stessa maniera di come si registra una canzone nei solchi di un disco musicale. Ripetete questa frase con fiducia meditandone i significati, con tranquillità e serenità. 

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1 – “Ogni giorno” …,

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2 – “In ogni parte del mio corpo” …,

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3 – “La mia salute” …,

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4 – “Migliora” …,

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5 – “Di bene in meglio” …!

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Proviamo a commentare i significati e le valenze di benessere e guarigione contenuti in ognuna delle cinque parti dell’affermazione di guarigione.

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1 – “Ogni giorno” include ogni ora della giornata, ogni minuto, ogni attimo del giorno. Questo pensiero perciò mette in luce che il nostro meccanismo interiore di autoguarigione lavora instancabilmente e senza interruzioni per tutte le 24 ore del giorno per ristabilire la salute nel nostro corpo.

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Queste due parole “Ogni giorno”, con la loro costante e fiduciosa ripetizione, spronano il meccanismo intelligente di autoguarigione del corpo a compiere la guarigione, a continuare senza sosta il suo compito di guarigione, a dimostrargli che noi abbiamo una fiduciosa aspettativa sulle capacità di autoguarigione del corpo, che noi confidiamo con certezza sul fatto che il nostro corpo possiede tutti i mezzi e ogni capacità di autoguarirsi, e abbiamo fiducia in queste sue capacità, e confidiamo che il corpo sta lavorando gioiosamente, ogni attimo, ad ogni pulsazione, per ripristinare nel corpo la salute perfetta, al massimo delle sue possibilità. 

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2 – “In ogni parte del mio corpo”. Cominciamo a capire che ogni forma di guarigione (anche quella che sembra sia opera dei farmaci), è sempre, in definitiva un’autoguarigione del corpo. Il farmaco, quando funziona, dà come uno stimolo, ma dopo è il corpo stesso che compie sempre la sua guarigione. Ora, può anche darsi che al momento in cui decidiamo di usare questa affermazione di guarigione soffriamo di più di un malanno. In questo caso l’affermazione “In ogni parte del mio corpo” include nella richiesta di guarigione ogni possibile malessere di cui soffriamo, sia di natura fisica che pschica.

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Quindi quando affermiamo “In ogni parte del mio corpo”, intendiamo qualsiasi forma di malattia che vogliamo guarire in qualsiasi parte del corpo, compresi quegli stati patologici di natura pschica tipo depressione, ansia, paure, esaurimento nervoso e quant’altro. Perchè guarire non vuol dire soltanto stare bene fisicamente, perchè una guarigione completa comprende un completo stato di benessere psico-fisico, salute e allegria, perchè una persona triste difficilmente riuscirà a mantenere uno stato di buona salute.

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3 – “La mia salute”. Pensando alla mia salute, ci riferiamo al nostro stato di salute generale, completa. Vuol dire non soltanto salute fisica e guarigione fisica, ma anche di godere di uno stato perfetto di salute che include la pace dell’anima, il buonumore, la gioia di vivere.

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4 – “Migliora”. Affermare che la mia salute migliora non mi crea contrasti con la realtà che vivo. Un miglioramento anche impercettibile, è sempre un miglioramento. E questa affermazione oltre ad essere accettabile e plausibile anche a livello inconscio, innesca e avvia quei miglioramenti che ci aspettiamo e che cominciamo a percepire chiaramente. Ricordiamoci che noi “diventiamo ciò che pensiamo”.

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5 – “Di bene in meglio”. Anche questa affermazione non crea nessun conflitto a livello inconscio, e questo è molto importante ai fini dei risultati. Bisogna procedere gradualmente col valore delle affermazioni. Infatti  “Di bene in meglio” suggerisce al Subconscio un concetto di continuità e di gradualità verso la guarigione. Un miglioramento continuo del nostro stato di salute. Perciò ogni giorno sperimenteremo che la nostra salute psico-fisica va migliorando giornalmente di bene in meglio.

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Sebastiano.

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FORZA VITALE E AUTOGUARIGIONE


LA VERA GUARIGIONE

Dott. Giacomo Bo

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Dr Giacomo Bo

Dr Giacomo Bo

Che cosa guarisce?

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Quando una persona guarisce da una malattia ci dovremmo chiedere: “Che cosa lo ha guarito?”
E’ la medicina, la cura, la sua forza interiore, un miracolo?

Normalmente siamo così felici di essere guariti che ci dimentichiamo di studiare cosa ci abbia guarito. Ringraziamo il medico e riprendiamo la nostra vita ordinaria.
Sarebbe saggio invece fermarsi un attimo a riflettere, per comprendere quale meccanismo abbia agito per la nostra guarigione.

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Di solito, si ritiene che siano i medicinali a guarire le malattie.

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Difatti, per ogni malattia esiste una medicina corrispondente.
Però, se analizziamo più a fondo la questione, ci accorgiamo che persone con la medesima malattia (e la stessa medicina) non guariscono allo stesso modo, e a volte non guariscono per nulla.

Ad un livello più profondo, scopriamo che non è una medicina né una cura a produrre una guarigione, ma qualcosa che agisce in sinergia con queste.

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La Forza Vitale

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Ciò che tiene vivo un corpo, lo ripara e lo guarisce se necessario è la Forza Vitale, la vita stessa di quel corpo.
La materia vivente ha come unico scopo la sopravvivenza e quindi reagisce ad ogni minaccia. La sua forza proviene direttamente dalla vita che permea tutto l’universo, quella stessa vita che anima ogni essere vivente e che è uguale per tutti.

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Questa Forza Vitale anima il corpo, la mente e l’anima della persona. Senza di essa la materia è morta e inerme, tant’è che qualunque agente nocivo la distrugge facilmente. Gli stessi batteri che non riescono ad intaccare una persona viva, la distruggono in pochi giorni quando questa è morta.

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Esistono quindi delle Forze Profonde di Guarigione, in opera costantemente nel corpo e nell’animo umano.

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Quando infatti parliamo di malattia, includiamo anche ciò che agisce a livello mentale e a livello dell’anima, perché una persona può star bene fisicamente ma sentirsi ‘malato’ dentro.

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Quando una persona perde l’amore per la vita – ad esempio per la morte di un proprio caro – le Forze Vitali diminuiscono ed ella sarà più soggetta a malattie.
Viceversa, esistono infiniti casi di persone malate che ritrovano la motivazione a vivere e guariscono.

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Quindi, ciò che guarisce veramente sono queste forze vitali che operano sempre per la vita e si oppongono alla morte.

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Qual è allora il ruolo di un medicinale o di una cura?

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Essi possono operare in armonia con queste forze, aiutandole nel loro lavoro. Se ad esempio c’è un’infezione, le Forze Vitali combattono i microrganismi responsabili, e se questi sono molto forti, il loro sforzo potrebbe non essere sufficiente. Allora, un medicinale che intervenga distruggendo i microrganismi sarebbe di grande aiuto e permetterebbe a queste forze di completare il proprio lavoro di guarigione.

Un medicinale quindi dovrebbe essere costruito con questo intento: aiutare le Forze Vitali.

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Che dire invece di quella medicina, come ad esempio un antibiotico,

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che distrugge la flora intestinale e intossica il fegato e i reni?
Siamo qui di fronte ad una prodotto che se da un lato fa del bene uccidendo i batteri nocivi, dall’altro indebolisce grandemente il corpo e le sue forze vitali, creando forse una situazione peggiore di quella di partenza.
Allo stesso modo cure invasive come la chemioterapia e la radioterapie distruggono le Forze Vitali indebolendo il corpo e aprendo la strada ad un’infinità di problemi.

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Purtroppo oggi la maggior parte delle medicine funzionano in questo modo, perché manca la visione del fatto che sono le Forze Vitali a guarire e non il medicinale che quindi non dovrebbe opporsi ad esse bensì aiutarle.
Manca cioè la fiducia nella natura e nel fatto che essa da sempre protegge le proprie creature, con l’esperienza di miliardi di anni di sperimentazione sul campo.

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Fiducia nelle Forze Guaritrici

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Una volta un frutteto di mele, circondato dal bosco, richiedeva rare cure da parte dell’agricoltore, diversamente da oggi dove il bosco non esiste più e con esso è scomparsa anche la sua protezione naturale, tanto da richiedere una moltitudine di trattamenti a base di prodotti sempre più aggressivi.

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Avere fiducia nella vita significa sapersi affidare a queste Forze Guaritrici, significa poterle conoscere in profondità e saper collaborare con loro.

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Avvicinarsi ad un malato significa prima di tutto valutare le sue Forze Vitali residue e stimare la loro capacità di innescare una guarigione. Spesso, è sufficiente un riposo prolungato, un digiuno mirato, l’affetto delle persone vicine, e la guarigione inizia.
Nei casi più difficili, la somministrazione di farmaci atti a rafforzare le difese immunitarie sarà il passo decisivo verso la guarigione.

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Rispetto per la vita e per le Forze Vitali

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In ogni caso, il profondo rispetto per la vita e per le Forze Vitali sarà l’atteggiamento giusto di partenza per operare in aiuto del malato e non contro di esso.

La vita opera per la vita e solo in casi estremi fallisce e si arrende alla morte.
Intossicare il corpo, portarlo oltre i suoi limiti fisiologici, mancare della giusta cura e del giusto rispetto per esso, sono tutti interventi umani che si oppongono all’operato delle Forze Vitali e possono condurre alla malattia grave e alla morte.
In assenza di questi, per la vita non è difficile mantenere sano un organismo umano che è stato progettato per vivere a lungo e in salute.

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Noi possiamo fare molto per la nostra salute, con atteggiamenti e comportamenti in armonia con la natura e le leggi eterne della vita.

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dott. Giacomo Bo

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Fonte: www.riflessioni.it

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Sebastiano.

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