IL SUBCONSCIO CAUSA DI GUARIGIONE O DI MALATTIA


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MEDICINA PSICOSOMATICA E SUBCONSCIO

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Il nostro Subconscio può essere paragonato al timone automatico di una nave o un aereo. Il pilota gli trasmette la rotta da seguire, ed il timone automatico si prenderà cura di raggiungere la destinazione. Perciò il Subconscio, questa poderosa intelligenza dentro di noi, si prenderà letteralmente cura con tutte le sue capacità di realizzare quelle che sono le nostre credenze e i nostri convincimenti.

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Il Subconscio non è la nostra Coscienza Morale, ma è un meccanismo automatico che interpreta i nostri desideri  a modo suo, ma che, sempre seguendo una sua logica, li esegue letteralmente. Proviamo a fare un esempio: se noi pensiamo di non valere niente, di non essere degni di essere amati, di non essere belli, che tutti ce l’hanno con noi, etc.

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Noi ci stiamo accusando e incolpando. E’ come se dessimo al nostro Subconscio questo messaggio: “Sono colpevole di non valere, sono colpevole per il fatto di non essere amato, sono colpevole di non essere bello, sono colpevole di avere tutti contro di me”.

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La conseguenza della colpa è il castigo. Perciò l’Inconscio tenderà a realizzare nel corpo l’evidenza di questo castigo attraverso il dolore e la malattia. Senza rendercene conto ci stiamo auto-ammalando. Ci stiamo auto-infliggendo una malattia. Possono sembrare favole, eppure questa è la cruda realtà.

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La Medicina PsicoSomatica, una nuova branca della medicina, conferma l’influenza che ha la  mente sul corpo nel creare una malattia o la guarigione . Mente e corpo interagiscono continuamente tra loro. Ogni pensiero della mente è come quella goccia d’acqua che alla fine spacca il sasso.

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Paure, rancori, risentimenti, vendette, invidie, gelosia etc. se prolungate nel tempo sfoceranno regolarmente in malattie fisiche. Questa è la legge non scritta del Subconscio.

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Se conoscessimo questa amara realtà, continueremmo ancora a crogiolarci in questa fornace di pensieri distruttivi? Continueremmo ad autoprocurarci sempre nuove malattie?

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IL RISENTIMENTO

Il risentimento: un veleno più potente del cianuro.

Certamente a nessuno  piacerebbe prendere giornalmente una piccola porzione di cianuro. Ma è quello che facciamo regolarmente, giornalmente, anche se involontariamente, ogni qual volta indugiamo nella nostra mente in pensieri di risentimento o rancore verso qualcuno, chiunque egli sia.

La persona che vive e si nutre regolarmente del veleno del risentimento è una persona che essenzialmente ha fallito nella propria vita sociale. Questa persona finisce per acquisire certi modi di comportamento inconsciamente già fin dalla sua fanciullezza.

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Questo tipo di personalità è abbastanza diffuso, e non è difficile in vari gradi riconoscerlo in noi stessi come negli altri. E’ il classico tipo che cerca sempre un capro espiatorio o una scusa per i suoi insuccessi. Perciò è sempre pronto ad attribuire alla società, al sistema di questo mondo, alla vita, alla politica, allo sport, alla religione, oppure al destino le colpe dei suoi fallimenti.

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La persona che si nutre di risentimento si sente sempre trattata ingiustamente, e quindi si sente defraudata dalla società. Il risentimento è soltanto un tentativo per rendere meno doloroso, più accettabile, il nostro insuccesso personale nella vita.

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Ma il risentimento si rivela un balsamo ancora peggiore della malattia stessa. E’ un veleno mortale per l’anima, perchè ci rende impossibile la felicità, ed esaurisce inutilmente le nostre energie che potrebbero essere usate per qualcosa di più costruttivo.

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L’individuo che nutre ed esprime sempre sentimenti di rancore, ed ha il dente avvelenato contro tutti e contro tutto, gradualmente finirà col rimanere isolato.

Un tale individuo non è certo la migliore compagnia: parenti, amici e compagni di lavoro scompariranno intorno a lui, ed egli avrà una ragione di più per sentirsi ancora più vittima del sistema.

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L’ODIO E LE SUE CONSEGUENZE

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Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte di una robusta corda d’acciaio.  Questo stato emotivo ha effetti devastanti sul corpo. Il primo organo a soffrirne è lo stomaco con tutto l’apparato digerente.

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Acidità, bruciori di stomaco, gastrite, ed infine l’ulcera sono le conseguenze di questo veleno chiamato odio.

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La persona odiata diventa, pian piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere, ci uccide.

Il perdono è l’unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi e sani.

Perchè continuare su questa strada distruttiva?

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Sebastiano

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