ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (3)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte terza

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Questo è il terzo principio

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3. L’energia fluisce dove va l’attenzione.

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Questo principio chiarisce come funziona il fenomeno del flusso  dell’energia nel corpo. Esso dichiara  che l’energia fluisce naturalmente li dove focalizziamo la nostra attenzione. Se, per esempio,  volgiamo la nostra attenzione a una certa parte del corpo, lì automaticamente va a concentrarsi un flusso di energia. Il tessuto, il muscolo, l’organo o le cellule interessate, cioè quella parte del corpo che riceve  la nostra attenzione, si energizza.

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Il maggiore o minore flusso di energia dipende dall’intensità dei nostri pensieri

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Più frequenti e più predominanti sono, più forza e più potenza forniscono al flusso di energia, perché essi sono quelli che attraggono maggiore attenzione. Come si vede, facendo riferimento al primo principio, possiamo dedurre che i pensieri sono pura energia elettromagnetica. Abbiamo anche detto che quando questi pensieri hanno abbastanza forza si manifesteranno in qualche modo  concretamente.

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Tutto ciò in cui focalizziamo la nostra attenzione, acquista forza

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Questo principio chiarisce come funziona il processo mediante il quale i pensieri diventano sempre più forti e spiega  il meccanismo attraverso il quale possiamo dare forza a qualcosa. Il principio dice che tutto ciò in cui focalizziamo la nostra attenzione intensamente, sia in modo automatico o su base volontaria, come pure coscientemente o incoscientemente, acquista forza e privilegi nella nostra vita.
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Anche i pensieri negativi potenziano le negatività

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Ugualmente, se rivolgiamo troppa attenzione su un problema personale o un malessere fisico, questi non faranno altro che potenziarsi in peggio. Se noi, invece, ci concentreremo sulle soluzioni possibili di un problema o sul benessere desiderato, noi stiamo facilitando la situazione verso una soluzione positiva.

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Molto interessante a questo proposito un vecchio articolo che getta ulteriore luce su questo argomento: IL CONTROLLO DEL DOLORE.

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Questo è il quarto principio:

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4. Adesso è il momento del potere. 

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Dal passato acquisiamo esperienze, nel futuro pianifichiamo i nostri progetti, ma  è solo nell’eterno presente, solo nel qui e ora,  che abbiamo il potere  di fare qualcosa con quello che abbiamo imparato, con i nostri desideri e con i nostri progetti. Molto è già stato detto circa il fatto che il presente è l’unica realtà in termini esistenziali, perché il passato è solo memoria ed il futuro è solo immaginazione.

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Molta gente vive più nel passato o nel futuro, che nel presente

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Ma anche se in termini esistenziali questa dichiarazione risulta chiara a chiunque, in realtà succede che mentalmente, molta gente vive più nel passato o nel futuro, che nel presente. E cosa succede allora? Succede che si perde il contatto con l’Unica  Fonte del vero Potere.

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Come possiamo connetterci con la Fonte del nostro potere?

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Questo principio ci dice in forma chiara e semplice come possiamo connetterci con la Fonte del nostro potere: focalizzando la nostra attenzione sul momento presente, (sul qui e ora di Eckhart Tolle). Questo ci  dice anche chiaramente che è improduttivo e negativo  andare a rimestare il passato o starsene a rimuginare sul futuro.

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Per ricuperare  la connessione è necessario vivere nel presente

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A volte potrebbe anche essere necessario ed utile  fare un rendiconto del passato ed un esame del futuro. Ma quello che qui si vuole affermare con forza è che, se la nostra attenzione rimane focalizzata lì, cioè  nel passato o nel futuro, noi ci troviamo ad essere disconnessi dalla nostra Fonte di Potere e che per ricuperare  la connessione è necessario ritornare di nuovo al presente.

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Per riconnettersi col presente è solo necessario prendere la decisione di ricollegarsi con il qui e ora, di aprire gli occhi a quello che sta succedendo proprio in questo momento, essendo presenti con la mente, con il corpo,  con l’azione e con lo Spirito.

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Aloha. Sebastiano.

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Seguirà l’esposizione degli altri tre principi della Filofofia Huna.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (2)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte seconda

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Il principio n. 2 dichiara:

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2. “Non ci sono limiti”

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Chi non ha mai avuto l’esperienza di star pensando a una persona e subito dopo ricevere una sua  chiamata? o, al contrario, aver avuto l’impulso di chiamare qualcuno e scoprire che quella persona stava pensando a lui proprio in quel momento? E come questi si potrebbero citare molti altri esempi  per rendersi conto di uno dei tanti significati di questo principio Huna, e cioè: che

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Tutto è collegato. 

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In termini di Spirito, di Energia e di informazione non c’è nessuna  separazione, non ci sono confini o limiti: tutto ciò che esiste è collegato insieme e comunica con l’uno con l’altro. La nostra mente comunica con il nostro corpo e viceversa, le persone comunicano tra di loro , le persone interagiscono con l’ambiente intorno a loro e l’ambiente con le persone, ecc.

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Riceviamo ed emettiamo informazioni,

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e siamo collegati spiritualmente ed energeticamente a tutto ciò che ci circonda, anche se per motivi diversi non ne siamo pienamente consapevoli. La telepatia e la chiaroveggenza, per esempio, sono possibili proprio per questo motivo.

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Siamo in grado di ricevere e trasmettere informazioni da e verso tutto ciò che ci circonda, indipendentemente dalla distanza alla quale si trova colui col quale vogliamo metterci in contatto, proprio perché non ci sono limiti.

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 Tutto  è possibile

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L’altro significato di questo principio ha a che fare col fatto che tutto  è possibile, ossia, che  non c’è limite alle possibilità. Nel campo della scienza, dell’istruzione, della tecnologia e dell’informatica, ci sono molti esempi di cose che erano considerate impossibili,  ma che ora non lo sono più. 

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La scienza e la tecnologia ci hanno permesso di trascendere i limiti del nostro sistema percettivo.

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Come tutti sanno, sono stati inventati  strumenti in grado di captare e trasmettere segnali energetici che i nostri sensi naturali non possono percepire, vedi le onde radio e televisive che trasportano suoni e immagini nell’aria, in una maniera del tutto invisibile ai nostri cinque sensi.

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Ora possiamo vedere  cose, attraverso questi strumenti, che fino a poco tempo fa era considerato impossibile di poter vedere e che erano completamente sconosciuti all’uomo. Fino a poco tempo fa si pensava che i bambini con sindrome di Down avevano ben  poche possibilità di apprendimento. Oggi, con programmi e metodi adeguati,  questi bambini riescono ad imparare molto  più di quanto ci si poteva solitamente aspettare.

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 Tutto è possibile, se  sappiamo come farlo

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Il punto è che tutto è possibile se  scopriamo come farlo e se manteniamo flessibili  le nostre aspettative riguardo ai risultati ed ai metodi che usiamo. Questo principio non dice che tutto è possibile per un particolare individuo in un certo tempo, luogo e modo. Ma dice che tutto è possibile in termini più universali. 

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Per rendere possibili certe progetti si richiede passione, dedizione e lavoro d’equipe di un gruppo di individui. Per altri invece, è necessario che si verifichino prima  alcune circostanze affinchè dopo   le altre siano rese possibili.

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Ma il punto è questo

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Che se pensiamo che qualcosa è possibile,  in qualche modo  possiamo  contribuire affinchè  sia possibile, mentre, se non crediamo che una cosa sia possibile realizzarla, è certo non stiamo collaborando affinchè lo sia, anzi la stiamo sabotando.

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I limiti che ci auto-imponiamo

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Individualmente, la stragrande maggioranza delle persone  hanno idee (consce o inconsce) sull’immagine di se stessi, su ciò che sono, fino a che punto possono realizzarsi nella vita, quali sono i suoi pregi e le sue carenze. Si tratta di idee vecchie e limitanti che stabiliscono limiti invalicabili alle loro possibilità. 

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Una vecchia sentenza sempre smentita dai fatti: “Non è possibile”

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E ‘importante notare che  questi limiti auto-impostici sono solo delle mere supposizioni limitanti,  e non limiti “reali” su ciò che è o non è possibile per noi. Questa asserzione ci dovrebbe far riflettere parecchio, se consideriamo come sono stati osteggiati nel passato proprio le più innovative scoperte scientifiche con la sentenza inappellabile “non è possibile”.

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E così non era possibile che una nave tutta in lamiera potesse galleggiare, non era possibile che un oggetto pesante potrebbe sollevarsi dal suolo e volare, non era possibile che una carrozza potesse muoversi senza cavalli, come non era possibile che la terra era rotonda e non piatta, oppure come non erano possibili tante altre cosa che sarebbe lunghissimo elencare. 

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Possiamo andare oltre i nostri limiti

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se scopriamo come farlo, cioè come trasformare l’immagine bloccata che abbiamo di noi stessi, se riusciamo a cambiare i nostri pensieri e le nostre azioni e se inoltre ci manteniamo  flessibili per quanto riguarda le nostre aspettative, i metodi usati e i risultati attesi.

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Aloha. Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (4)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte quarta

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Questo è il quinto principio:

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5. Amare è essere felici con chiunque. 

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L’Amore è inteso in questa filosofia, come un particolare tipo di energia e di azione e non come un sentimento. Il sentire Amore è un qualcosa che completa l’esperienza, ma non è ciò che definisce la qualità di questa energia nè le azioni che la stessa comporta.

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Da un punto di vista energetico l’Amore è una forza unificante.

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L’energia contraria all’Amore è un’energia di separazione. Quando uno vibra con l’energia dell’Amore si sente unito a qualcosa o a qualcuno. Il tipo di azioni derivanti da questa energia e che contribuiscono ad incrementarla sono le azioni di valutare, di riconoscere, di ammirare, di apprezzare e di ringraziare qualcuno o qualcosa. Di modo che, quando realizziamo qualcuna di queste azioni, stiamo incrementando l’energia dell’Amore nella relazione con noi stessi, con gli altri e / o con l’ambiente.

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Il principio dice che quando amiamo siamo felici.

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Quindi, se vogliamo essere felici con qualcosa o con qualcuno, è necessario che  l’ amiamo. Dal momento che l’Amore è un’azione ed anche una energia, noi non dipendiamo da nessun sentimento per accrescere l’Amore nella nostra vita: ciò che è necessario è che realizziamo e pratichiamo le azioni che conducono all’Amore, che sono, come già detto, la valutazione, il riconoscimento, l’ammirazione, la riconoscenza e la gratitudine.

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L’azione mentale contraria all’amore è la critica.

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Ogni volta che critichiamo qualcosa o qualcuno (noi stessi compresi) vibriamo di un’energia contraria all’Amore. Quindi, ogni volta che critichiamo generiamo infelicità e separazione, in noi stessi ed intorno a noi. In generale abbiamo l’idea errata che se critichiamo lo facciamo con lo scopo di migliorare qualcosa o qualcuno, ma l’effetto che ne risulta è l’opposto di quello sperato, perché, come abbiamo già detto, quando critichiamo ciò che produciamo è infelicità e separazione. Di conseguenza, quando sperimentiamo infelicità a causa di una critica, sostanzialmente non abbiamo migliorato niente e nessuno, anzi peggioriamo la situazione.

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L’energia di separazione viene vissuta emotivamente come paura.

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La paura è l’emozione che proviamo quando vibriamo con questa energia, quando ci sentiamo soli e separati. Se abbiamo paura la soluzione non è quella di combatterla, ma di generare più potenza tramite l’Amore. Quando siamo pieni di forza e d’Amore, la paura non ha più posto e svanisce.

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 Il nostro potere cresce quando ci concentriamo sul presente

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Come si è visto in riferimento al principio precedente, il nostro potere cresce quando ci concentriamo sul presente, e come vediamo in relazione a questo principio, il nostro Amore aumenta quando compiamo azioni che ci portano verso l’unità e la cooperazione. 

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Aloha, Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (1)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte prima

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La filosofia  Huna è una filosofia dell’antica Polinesia

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La dottrina Huna è una filosofia di vita e un percorso psico-spirituale,  che si è sviluppata nella Polinesia antica e di cui non se ne conosce l’origine esatta, ad opera degli sciamani hawaiiani, detti Kahuna. Huna significa “conoscenza nascosta”, nel senso dell’aspetto invisibile delle cose, o “ciò che non si vede semplicemente con l’occhio. “

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Huna è un sistema  sciamanico di guarigione

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E’ anche un sistema  sciamanico di guarigione e di crescita personale (non solo un insieme di tecniche), che comprende una propria visione del mondo,  principi filosofici universali  e una concezione dell’essere umano basata sull’armonia,  idee che sono applicabili in tutti i paesi del mondo , in tutte le attività umane e in tutti i settori della vita . 

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L’obiettivo fondamentale di questo sistema

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è principalmente quello di armonizzare le relazioni umane, sia con sè stessi che con gli altri, con l’ambiente in cui viviamo e con le varie circostanze che la vita ci propone, ed inoltre, di integrare insieme  nella nostra vita quotidiana la componente spirituale con quella umana, e raggiungere pienamente tutti i nostri obiettivi .

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Lo Sciamanesimo Huna è un sistema pragmatico,

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che si basa sulla conoscenza dei processi della natura e dell’essere umano e soprattutto  della loro verifica attraverso l’esperienza. L’Huna cerca di integrare (e mai di dissociare) i diversi aspetti di sé e della realtà così com’è.

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Questo percorso non è né dogmatico, né pretende di essere l’unico sistema valido di sviluppo personale.

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 Si tratta in pratica di una disciplina psico-spirituale che favorisce la consapevolezza,

la libertà, la capacità di focalizzare l’attenzione  volontariamente, di lasciar scorrere il libero  flusso delle energie, la liberazione  dai condizionamenti restrittivi acquisiti fin dalla nascita, la ricerca della pace con tutti e della collaborazione con la vita, la capacità di discernimento e di scelta, l’intuizione interiore, la comunicazione con il mondo spirituale e con la propria Coscienza Superiore, l’efficacia dell’azione, la flessibilità e la creatività nell’applicare i metodi e i concetti Huna, in modo che ogni persona  possa utilizzarli secondo le proprie esigenze e le proprie inclinazioni naturali.

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Lo Sciamanesimo Huna è quindi una filosofia pratica di vita,

che era già radicata nella antica  cultura polinesiana e in altre discipline similari che si praticavano tra gli sciamani. La  parola Huna ha diversi significati. Ma in questo contesto, significa fondamentalmente nascosto o segreto, nel senso di qualcosa che non possiamo vedere chiaramente ad occhio nudo.

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Serge Kahili King, sciamano e psicologo americano,

ha contribuito notevolmente a spiegare in termini moderni questa antica filosofia ed a diffonderla, sia nel suo paese che nel resto del mondo. E’ una filosofia che, a mio parere, esprime in concetti chiari, semplici ed espliciti delle verità universali.

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Essa postula sette principi, che possono essere considerati strumenti psico-spirituali e pratici per:

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a) Organizzare la nostra esperienza della realtà

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b) Trasformare la nostra esperienza della realtà

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c) Crescere e sviluppare il nostro potenziale latente

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 d) Raggiungere obiettivi e mete di qualsiasi tipo

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e) Generare una maggiore prosperità, armonia,  fiducia e  potere nella nostra vita

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E questi semplici principi possono essere applicati ad ogni aspetto delle esperienze umane. Alcune persone associano erroneamente la semplicità di questo sistema con la superficialità, oppure confondono il complicato che c’è in altre discipline, come indice di profondità spirituale, ma  nel sistema Huna questo tipo di ragionamento non è  valido. Nonostante la sua semplicità  i principi della filosofia Huna abbondano di profondità spirituale.

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Ogni singolo principio è una dichiarazione precisa,

ma dalla quale si possono estrarre diversi significati. Ed ogni significato ha a sua volta una serie di implicazioni diverse  di ordine pratico e filosofico, la cui comprensione e applicazione ci conduce a livelli sempre più significativi di trasformazione interiore.

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Perseveranza e continuità nelle pratiche

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Ma allo stesso tempo, proprio a causa della sua semplicità, questi principi possono risultare difficili da applicare, l’uomo tende sempre naturalmente a complicarsi la vita anche dove non ce ne bisogno. Comunque, come per ogni apprendimento, la parte più difficile è di solito all’inizio, dove si richiede di creare delle nuove abitudini di vita, di praticarle e di esercitarsi in esse.

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In generale, e questo potrebbe sembrare strano, ma  la difficoltà più grande consiste nel dimenticarsi, in un lento oblio o per pigrizia mentale,   di ricordarsi di praticare questi princìpi sistematicamente e di continuare a farlo, anche quando non si registrano risultati immediati. La perseveranza è la base del successo in ogni impresa.

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Sebbene ogni principio è già uno strumento efficace in sé stesso, esso è nello stesso tempo  parte di un insieme che le dà un senso più completo. Pertanto, quando selezioniamo un particolare principio per lavorare su una determinata situazione, è opportuno utilizzarlo considerando tutto l’insieme di cui fa parte.

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Ma veniamo all’esposizione di questi sette principi Huna:

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Il primo principio è:

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1. Il mondo è ciò che si pensa che sia.

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Il pensare è preso qui in senso ampio, che comprende le idee, le credenze, le convinzioni, le ipotesi e le immagini mentali, sia nel suo aspetto conscio che in quello  inconscio. Questo principio afferma in buona sostanza che i nostri pensieri contribuiscono a creare la nostra esperienza della realtà.

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Questo principio può essere compreso sia a livello letterale delle parole, che in un’altro  più metafisico o esoterico. 

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Da un punto di vista letterale ciò che afferma è che non sono i fatti che determinano la nostra esperienza della realtà, ma sono piuttosto le idee, i giudizi e le interpretazioni che noi diamo di questi fatti a determinare la nostra realtà. Per esempio, ottenere una promozione sul lavoro è un dato di fatto.

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Questo cambia la nostra realtà, ma questo cambiamento non dipende principalmente dai fatti che sembra l’abbiano determinato, ma questo cambiamento è principalmente frutto  delle nostre credenze e convinzioni (consce e inconsce) su noi stessi come individuo.

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Spieghiamo meglio.

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Se pensiamo, ad esempio, che siamo adatti a ricoprire questo nuovo ruolo, che lo  meritiamo,  che esso  favorisce la nostra maturità umana e spirituale, allora avremo come conseguenza questo particolare tipo di esperienza: cioè una promozione.

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Se pensiamo invece che il nuovo lavoro implica una responsabilità troppo grande per noi, che non siamo all’altezza per questo lavoro o che qualcun altro è più preparato di noi per quel ruolo, allora la nostra esperienza sarà certamente molto diversa, e perfettamente in linea con le nostre credenze, le nostre convinzioni, e le nostre aspettative. Perciò è giusto affermare che noi abbiamo creato  la nostra realtà attuale, e che continuiamo a crearla giornalmente coi nostri pensieri, qualunque essa sia. E che,in definitiva, noi siamo quindi gli unici responsabili della realtà in cui ci troviamo.

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Il potere delle credenze e delle convinzioni

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In un modo meno evidente, ciò che afferma questo principio  è che erano  le nostre credenze e le nostre convinzioni quelle che hanno contribuito alla promozione. Diciamo per meglio dire cooperato perché noi non controlliamo completamente la nostra realtà. Perchè la nostra realtà è il risultato di una confluenza di diverse altri variabili fuori dal nostro controllo. Le nostre convinzioni possono facilitare o meno la promozione, ma non possono determinare che ciò accade in un particolare momento o luogo.

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L’immagine che abbiamo di noi stessi,

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le convinzioni su come siamo e ciò che sono i nostri talenti e le nostre carenze creeranno delle opportunità nella vita aprendo alcune strade e chiudendone  altre, faciliteranno certi obiettivi e non altri. In relazione all’esempio della promozione, si potrebbe dire che se, in generale, crediamo di poter ottenere una migliore lavoro, più è probabile che lo otterremo. Non possiamo forzare una promozione, però possiamo creare le condizioni favorevoli per un lavoro migliore nel momento opportuno.

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 i pensieri sono energia elettromagnetica

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Da un punto di vista più metafisico ed esoterico, la pretesa alla base di questo principio è che i pensieri sono energia elettromagnetica. I pensieri sono una forma molto sottile di materia, sono energia. Questa energia ha la capacità di attrarre circostanze, come una calamita, e di cristallizzarsi in ciò che chiamiamo realtà oggettiva.Cosa significa questo? che l’energia dei pensieri, quando  hanno abbastanza forza o carica energetica, è in grado di creare forme e avvenimenti. Quello  che noi siamo e le nostre circostanze le hanno create i nostri pensieri. Questo è il succo di questa prima dichiarazione

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Riprendendo l’esempio della promozione sul lavoro, potremmo dire che una forte convinzione sulla nostra capacità di ottenere una posizione migliore può attrarre concretamente questa possibilità e manifestarla oggettivamente in un momento favorevole. Forse la coincidenza vedere un annuncio sul giornale, quando di solito non leggiamo il giornale, o un amico che ci chiama per darci l’informazione giusta, o il nostro stesso capo che inaspettatamente ci offre  una posizione superiore. Il pensiero “Sono convinto di poter trovare un lavoro migliore” si manifesta concretamente in una catena di eventi che possono confluire in un’offerta di un lavoro migliore.

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Chiariamo meglio questo concetto a scanso di equivoci,

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quanto affermato non significa che individualmente possiamo concretizzare tutto quello che vogliamo in qualsiasi momento. Per generare energia sufficiente a manifestare qualcosa spesso abbiamo bisogno di un’intera comunità o di un  gruppo di persone che pensino nella stessa direzione.

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Per raggiungere la luna,

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per esempio, si è dovuto attendere che molta gente lo pensasse possibile. Molto prima che hanno cominciato i preparativi concreti per questo viaggio, questo progetto era solo una fantasia di pochi, ma fu realizzato  soltanto quando molti credettero possibile raggiungere la luna.

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 I nostri pensieri sono co-creatori della nostra realtà

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Quando hanno la forza sufficiente i nostri pensieri possono produrre effetti sul nostro corpo, sulla nostra salute, e sul  nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Possono anche manifestare i nostri desideri, obiettivi e progetti. I nostri pensieri agiscono come co-creatori della nostra realtà. In linea generale,  pensieri positivi creano una eccellente salute fisica, i pensieri  armoniosi generano relazioni armoniose,  credenze  e convinzioni di prosperità e ricchezza, creano le condizioni per vivere una vita di prosperità economica e financo di ricchezza eccessiva.

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 . . . Continua la seconda parte con l’esposizione del secondo principio Huna.

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Aloha, Sebastiano.

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FILOSOFIA, SPIRITO E TECNICA DI ALOHA


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THE ALOHA SPIRIT

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a.k.a. “The Little Pink Booklet of Aloha”
copyright by Serge King 2003
For Free Distribution Only
Permission is hereby granted by the author to make unlimited electronic or print copies of this document for free distribution, providing that no changes are made without the express approval of the author. For more information go to The Aloha Project, or contact Aloha International, PO Box 223009, Princeville HI 96722, tel: 808-823-8381, huna@huna.org.


LO SPIRITO DI ALOHA

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di Serge Kahili King
tradotto in italiano da M. Teresa Catani
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LA FILOSOFIA DI ALOHA

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1. IKE: Il mondo è quello che uno pensa che sia.
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2. KALA: Non esistono limiti.
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3. MAKIA. L’energia fluisce dove va l’attenzione.
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4. MANAWA: Il momento del potere è ora.
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5. ALOHA. Amare significa essere felice con chiunque.
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6. MANA. Tutto il potere viene da dentro noi stessi.
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7. PONO. Il risultato è la misura della verità.

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La caratteristica dello spirito di Aloha

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è meglio conosciuta come l’amichevole accettazione per le quali sono tanto famose le isole di Hawaii. Ma riguarda anche una potente forma per risolvere qualsiasi problema, per raggiungere qualsiasi obbiettivo e anche per ottenere qualsiasi stato della mente o del corpo si desideri.

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Nel linguaggio Hawaiiano, Aloha vuol dire molto di più di un semplice “ciao” o “arrivederci” o “amore”. Il suo significato più profondo implica “l’allegria (aho) di condividere (alo) energia vitale (ha) nel presente (alo).”.

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Più si condivide quest’energia più ci si sintonizza con il Potere Divino,

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quello che gli Hawaiiani chiamano mana. Usare, con amore, questo potere incredibile è il segreto che ci porta alla realizzazione della vera salute, felicità, prosperità e successo.

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Il modo per avere questo Potere e per sintonizzarsi con esso, è così semplice, che qualcuno potrebbe essere tentato di scartarlo perché lo ritiene troppo facile per essere vero. Per favore non vi lasciate ingannare dalle apparenze.

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Questa è la tecnica più potente del mondo

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e, anche se estremamente semplice, forse non risulta facile perché bisogna ricordarsi di praticarla, molto spesso. E’ un segreto che è stato dato all’umanità più e più volte ed ora, ancora una volta, sotto un’altra forma:

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Benedite tutti, e tutto ciò, che rappresenta quello che desiderate.

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Questo è tutto quello che c’è da fare.

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Nonostante sia qualcosa di tanto semplice, necessita di qualche spiegazione. Benedire qualcosa implica dare riconoscimento o enfasi ad una qualità positiva, ad una caratteristica o condizione, con l’intenzione che quello che sia riconosciuto o enfatizzato s’incrementi, perduri nel tempo o inizi ad essere.

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Benedire è efficace per cambiare la vita

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o per ottenere quello che si vuole, per tre ragioni:

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La prima di tutte è di focalizzare la mente in positivo attivando così la forza positiva e creativa del Potere.

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La seconda consiste nel muovere verso l’esterno la propria energia permettendo così che più potere passi attraverso se stessi.

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Terza, quando si benedice a beneficio d’altri, al posto di farlo direttamente a vantaggio proprio, si tende ad abbandonare qualsiasi timore inconscio esistente rispetto a quello che si vuole per se stessi. Allo stesso tempo ciò che viene benedetto si attiva perché s’incrementi lo stesso benessere nella vita d’ognuno.

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Quello che è realmente meraviglioso di questo processo,  è che le benedizioni che si danno ad altri aiutano tanto gli altri quanto se stessi.

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Si può benedire attraverso immagini mentali o toccando, però la maniera più usuale e facile è di farlo con le parole. I tipi principali di benedizioni verbali sono:

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Ammirare. Questo consiste nel lodare o elogiare qualcosa di buono che si sia notato. Per esempio: “che bel tramonto; mi piace quel vestito; sei tanto divertente.”

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Affermare. Questa è una dichiarazione specifica di benedizione per incrementare o fare durare qualcosa. Es.: “Benedico la bellezza di quest’albero; benedico la salute del tuo corpo”.

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Apprezzamenti. Questa è un’espressione di gratitudine per l’esistenza di qualcosa di buono o perché qualcosa di buono è successo. Es.: “Grazie, Dio, per aiutarmi; ringrazio la pioggia che nutre la terra.”

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Anticipazione. Questa è una benedizione per il futuro. Es.: “Avremo un buon picnic; benedico l’aumento delle tue entrate; ringrazio la mia perfetta compagna; ti auguro un buon viaggio; che tu abbia il vento in poppa.”

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Per ottenere maggiori benefici dalle benedizioni, dovrete eliminare ciò che le nega, dovrete smettere di fare qualcosa: maledire.

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Ciò non significa smettere di “giudicare” o di dire “cattive” parole. Maledire è l’opposto di benedire, ossia, criticare invece d’ammirare, dubitare invece d’affermare, incolpare invece d’apprezzare e preoccuparsi invece d’anticipare con fiducia.

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Quando si fa qualcosa di questo genere si tende a cancellare in qualche modo gli effetti della benedizione. In pratica più si maledice, più costerà, e maggiore sarà il tempo richiesto per ottenere il beneficio della benedizione. D’altra parte, più si benedice minore sarà il danno che potrà fare qualsiasi maledizione.

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Alcune idee per benedire differenti situazioni e desideri.

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SALUTE
Benedite gente sana, animali e piante; qualsiasi cosa che sia ben fatta o ben costruita; e qualsiasi cosa che esprima abbondante energia.

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FELICITÀ
Benedite tutto quello che è buono, o il buono che si trova in tutta la gente e in tutte le cose; tutti i segnali di felicità che vedete, ascoltate o sentite nella gente o negli animali; e tutte le potenzialità di felicità che notate attorno a voi.

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PROSPERITÀ
Benedite tutti i segni di prosperità del vostro ambiente, includendo qualsiasi cosa che il denaro abbia aiutato a costruire o a fare; tutto il denaro che in qualsiasi forma possedete; e tutto il denaro che circola nel mondo.

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SUCCESSO
Benedite tutti i segnali di riuscita e realizzazione (come edifici, ponti ed eventi sportivi); tutti gli arrivi a destinazione (di navi, aerei, treni, automobili e gente); tutti i segni d’avanzamento o di perseveranza; e tutti i segnali di divertimento e piacere.

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SICUREZZA
Benedite tutti i segnali di sicurezza nelle persone e negli animali; tutti i segnali di resistenza nelle persone, animali e oggetti (incluso l’acciaio e il cemento); tutti i segni di stabilità (come montagne, alberi alti); e tutti i simboli di una determinata potenza (macchine grandi e cavi elettrici).

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AMORE E AMICIZIA
Benedite tutti i segnali d’attenzione, cura, compassione e sostegno; tutte le relazioni armoniose nella natura e nell’architettura; tutto quello che è collegato o che tocca soavemente qualcosa; tutti i segni di cooperazione, come nei giochi o nel lavoro; e tutti i segni di riso e divertimento.

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PACE INTERIORE
Benedite tutti i segnali di silenzio, calma, tranquillità e serenità (tipo acqua e aria quieta); tutte le visioni lontane (orizzonti, stelle, la luna); tutti i segnali di bellezza, di vista, suono o tatto; colori e forme nitide; dettagli di oggetti naturali o fabbricati.

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CRESCITA SPIRITUALE
Benedite tutti i segnali di crescita, sviluppo e cambiamento nella Natura; il momento di transizione dell’alba e del tramonto; il movimento del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle; il volo degli uccelli nel cielo; il movimento del vento e del mare.

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Le precedenti idee sono una guida qualora non siate pratici nel benedire,

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però non vi limitate solo a quelle. Ricordatevi che qualsiasi qualità, caratteristica o condizione può essere benedetta (es., puoi benedire delle assi sottili, degli animali snelli per favorire la perdita di peso), che già esista, o che sia esistita o che esista solo nella tua immaginazione.

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Personalmente ho usato il potere della benedizione per curare il mio corpo, aumentare le mie entrate, sviluppare molte abilità, creare una relazione di profondo amore con la mia sposa e con i miei figli, e per stabilire una rete mondiale di pacificatori che lavorino con lo spirito di Aloha. E poiché ha funzionato tanto bene per me, vorrei condividerlo con Voi.

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Come aumentare il potere delle tue benedizioni.

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Questa è una tecnica praticata dagli shamani Hawaiiani con la quale aumentate il potere delle vostre benedizioni, incrementando la vostra energia personale. E’ un semplice modo di respirare che è usato anche per stabilizzarsi, centrarsi, meditare e guarire. Non è richiesto un posto particolare o una particolare postura, e può essere fatto anche in movimento o ancora quando si è occupati o si sta riposando, con gli occhi aperti o chiusi. Nelle tecniche Hawaiiane questo si chiama pikopiko, perché piko significa sia mettere la ghirlanda alla testa che l’ombelico.

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La tecnica

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1. Iniziare ad essere consapevoli del proprio naturale respiro (potrebbe cambiare quando voi avete maggiore consapevolezza di esso, va comunque bene).

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2. Individuate e divenite consapevoli del vostro capo e del vostro ombelico, e/o toccandoli.

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3. Ora inspirando, portate la vostra attenzione sul capo; e durante l’espirazione ponete la vostra attenzione sull’ombelico. Continuate a respirare in questa maniera per la durata che desiderate.

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4. Quando vi sentite rilassati, centrati e/o energizzati, iniziate ad immaginare di essere circondati da un’invisibile fascio di luce o da un campo elettromagnetico, e il vostro respiro accrescerà l’energia di questo fascio o campo.

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5. Quando benedite, immaginate l’oggetto della benedizione circondato dalla stessa energia di cui voi stessi siete circondati.

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Variazioni
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a. Invece del capo e dell’ombelico, spostate l1attenzione da un spalla all’altra oppure dal cielo alla terra.

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b. Aiutatevi a focalizzare questo campo energetico, immaginando il suo colore, sfumature o frequenza o vibrazioni.

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Aloha. Sebastiano.

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PERDITA DI PESO CON LA DIETA SENZA MUCO


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Domande sull’alimentazione e sulla perdita di peso durante l’applicazione del “Sistema di Guarigione Della Dieta Senza Muco”

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di Luciano Gianazza  http://www.arnoldehret.it/

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Prof. Arnold Ehret
Prof. Arnold Ehret

Perderò peso mentre mangio cibi crudi?

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Le persone quando seguono un’alimentazione con cibi crudi non trasformati, ricchi di enzimi, di solito arrivano a perdere tutto il loro peso in eccesso. Questo tipo di alimentazione sana fornisce al corpo elementi nutritivi assimilabili senza stressare il sistema digestivo.

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Se il cibo è anche biologico, il tuo corpo riceve nutrienti di alta qualità che gli permettono di funzionare regolarmente e non ci sono tossine che non possano essere eliminate e che quindi possano poi depositarsi da qualche parte.

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Quando smetti di mangiare cibi che contengono tossine

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(additivi, conservanti, tossine tipiche della decomposizione come nelle carni macellate, ecc.), prodotti alimentari trasformati di cui il tuo corpo non sa cosa farsene, ti accorgerai di essere più in sintonia con il tuo corpo e con le sue reali esigenze. E’ quasi impossibile ingozzarsi di cibi senza rendersi conto di quanto si mangia, quando si mangia crudo.

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Come inizi ad assaggiare la varietà di alimenti differenti disponibili da mangiare crudi, il tuo corpo riprende contatto con fonti di sostanze nutritive reali. In pratica il tuo corpo viene rimesso in contatto con l’informazione della Natura che riguarda la sua peculiare alimentazione.

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E’ come un’illuminazione,

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una luce che improvvisamente si accende su pagine sgualcite di antichi libri che contengono una conoscenza dimenticata. Può succedere di bramare alcuni di quei cibi e di volerne mangiare un sacco. Questo va bene, è possibile mangiare come un ingordo cibi crudi che contengono gli elementi di cui il tuo corpo ha bisogno veramente e tuttavia perdere peso!

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Il tuo corpo tenderà a sbarazzarsi del grasso e delle tossine immagazzinate quando si gli dà ciò di cui ha davvero bisogno e desidera ardentemente.

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Si può perdere troppo peso mangiando cibi crudi?

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A volte le persone sono preoccupate perché stanno perdendo troppo peso. La cosa strana è che, per quanto siano preoccupati per il fatto di apparire troppo magri, si sentono meglio, più sani e più energici. Quello che sta accadendo è questo:

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Il corpo si sta liberando di tutto il grasso accumulato,

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e di ogni cellula del tessuto muscolare che è troppo fortemente intossicata da poter essere riparata. Non è qualcosa di cui preoccuparsi. Dopo che il corpo si è liberato dei materiali tossici e grasso, avvierà la ricostruzione del tessuto muscolare sano.

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Dopo la disintossicazione, le persone tendono a stabilizzarsi al loro peso ideale e a mantenerlo. 

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Se ritieni di essere troppo magro, o sei preoccupato perché stai diventando troppo magro, dovresti seguire un programma per fare regolarmente dell’esercizio fisico, magari iscrivendoti in palestra, o a un corso di arti marziali se lo preferisci. Questo ti permetterà di sostituire più rapidamente il grasso e i muscoli intossicati che hai perso con dei tessuti sani.

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Come faccio a procurarmi il calcio senza latte e latticini?

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Prima di tutto i prodotti lattiero-caseari non forniscono una quantità sufficiente di calcio. I paesi con il più alto consumo di prodotti lattiero-caseari sono anche quelli con il più alto numero di casi di osteoporosi! Tutti i prodotti lattiero-caseari sono estremamente acidificanti nel corpo e producono muco in eccesso. I latticini sono fra gli alimenti più acidi sulla scala del pH.

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Il calcio è il minerale numero uno che il corpo usa per tamponare l’acidità in eccesso, e assolutamente non c’è mai abbastanza calcio in qualsiasi latticino che si possa mangiare che possa compensare la sua azione acidificante.

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Pertanto non si acquisisce più calcio quando si mangiano prodotti lattiero-caseari

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ma si finisce per perderne ancora di più, dato che rendono ancora più acido il pH dell’organismo che il corpo cerca di rendere alcalino, utilizzando ancora più calcio dalla sua scorta, e se questa è esaurita lo prenderà dalle ossa. Questa è la vera spiegazione dietro al fatto interessante che tutti i paesi che consumano un sacco di latticini hanno anche un’alta incidenza di osteoporosi e di altre malattie caratterizzate da calcio-deficienza.

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Da un’alimentazione a base di cibi crudi come quella proposta da “Il sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco” si ottiene un sacco di calcio da diverse verdure a foglia verde, in particolare da cavolo e broccoli e anche dai semi di sesamo crudi, non tostati. Questo calcio è altamente assimilabile, e questi cibi sono alcalinizzanti, a differenza dei latticini che acidificano, e il corpo può effettivamente utilizzare il calcio che ottiene da quegli alimenti vegetali invece che impoverirsene.

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di Luciano Gianazza  http://www.arnoldehret.it/

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Chiarimenti sul Sistema di Guarigione Della Dieta Senza Muco di Arnold Ehret


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Prof. Arnold Ehret

Fondamenti della Dieta Senza Muco

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di Luciano Gianazza  http://www.arnoldehret.it/

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Che cosa si intende per alimenti della Dieta Senza Muco?

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Cibo crudo. E’ il cibo che non è mai stato cotto né trattato con prodotti chimici in modo che mantiene gli enzimi e i nutrienti del suo stato naturale. Non appena un cibo viene cotto o vengono aggiunti dei prodotti chimici, le vitamine, i nutrienti, gli enzimi, e altri elementi benefici iniziano a cambiare o vengono distrutti e il cibo non ha più la vita, la salubrità e le proprietà che dovrebbe.

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Quali vantaggi derivano dal seguire la Dieta Senza Muco?

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Ci sono così tanti benefici che non possiamo nemmeno elencarli tutti. Per cominciare: le persone si sentono più energiche, più sveglie e più sane di prima. La maggior parte delle persone perde il peso in eccesso, sembra e si sente più giovane e più vivace.

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Problemi digestivi come ulcere, il reflusso acido esofageo, il colon irritabile, stitichezza, ecc. diminuiscono e poi scompaiono. Malattie della pelle come l’acne tendono a svanire. Gli odori sgradevoli del corpo diminuiscono. Le persone si ammalano molto meno.

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Le persone ammalate trovano sollievo e alla fine molte guariscono, quando il loro corpo non è più gravato da tossine o sovraccarico di lavoro, e quindi in grado di ripulire e riparare se stesso.

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Cosa mangia chi segue il “Sistema di Guarigione Della Dieta Senza Muco”?

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In poche parole, un Ehretista mangia frutta e verdura cruda fresca includendo semi, frutta a guscio e alcuni chicchi germogliati o ammollati. C’è un numero illimitato di ricette di piatti crudi preparati con questi ingredienti, con cui si possono fare dei gustosi paté, pani, “tagliatelle”, torte, biscotti, cracker, zuppe, insalate e cibi marinati, senza bisogno di cuocerli. Gli Ehretisti, al pari dei crudisti, non mangiano solo insalata!

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La dieta senza muco include anche della carne cruda?

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No. La carne non è necessaria, non si ricavano direttamente delle sostanze nutrienti mangiandola e si incamerano tossine. Il corpo ha difficoltà nell’elaborare la carne anche se cruda, non è in grado di assimilare le sostanze della carne come invece le assimila da verdura, frutta fresca e a guscio e semi germogliati.

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La carne cruda fra l’altro contiene spesso parassiti che poi proliferano nel corpo di chi se ne nutre. Molti ehretisti e crudisti sono anche contrari al mangiare carne per ragioni etiche.

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E per le proteine, come faccio ad averne abbastanza?

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Questa è la prima domanda che le persone fanno quando valutano una dieta crudista come quella senza muco. Le persone normalmente pensano che le proteine provengono solo dalla carne, dal latte o almeno dalla soia, e che senza mangiare almeno alcuni di questi alimenti non ne otterranno mai abbastanza.

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La risposta è molto semplice, ed è sempre rimasta di fronte ai nostri occhi, ma la disinformazione e le false credenze ci hanno sempre impedito di coglierla. È un dato di fatto che ogni cellula vivente contiene proteine: ogni cellula vegetale ha delle proteine come componente di base nel suo citoplasma.

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I vegetali contengono proteine!

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Anche semi e frutta a guscio contengono proteine, ovviamente, come qualsiasi organismo vivente, animale o vegetale. Anche le alghe sono fonti molto ricche di proteine. Di fatto, il tuo corpo non può usare le proteine intere, le deve scindere in aminoacidi. Le proteine vegetali in genere vengono scisse ed assimilate più rapidamente delle proteine animali e spesso si trovano già in forma di aminoacidi, senza residui indigeribili.

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Il cavallo, la mucca, l’elefante e il gorilla, per menzionarne alcuni, sono naturalmente vegetariani: da dove vengono tutti i loro muscoli e la loro massa corporea?

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Dall’erba, verdura a foglia verde, e nel caso del gorilla, dalla frutta! Le industrie della carne e dei prodotti latteo-caseari hanno speso miliardi (sto parlando di euro, non di lire) in pubblicità per convincere le persone che l’unico modo per ottenere le proteine è tramite il consumo di carne e prodotti caseari, e hanno avuto molto successo.

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Le proteine della carne sono coagulate e in una forma che il corpo non può assimilarle facilmente, e non le può utilizzare efficacemente. Il consumo di carne e latte (e dei loro grassi) è stato collegato a tutti i tipi di malattie mortali.

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Di fatto il corpo umano ha bisogno di 22 aminoacidi per costruire le molecole delle sue proteine e i muscoli. Di questi 22 aminoacidi ce ne sono 8 che il corpo non può fare e li deve quindi ottenere da fonti esterne. Tutti questi 8 sono disponibili negli alimenti vegetali crudi. E negli alimenti vegetali crudi sono presenti in una forma che viene facilmente assimilata e utilizzata dall’organismo.

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Tutte le proteine di cui il tuo corpo ha bisogno possono essere ottenute da frutta fresca e a guscio, verdura a foglia verde e semi.

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Chi è preoccupato per le proteine mangia carne per la convinzione che non ci sia altro modo di procurarsele. Se comunque volesse passare alla dieta senza muco, il consiglio è di continuare a mangiarne riducendone la quantità di volta in volta. Dopo qualche tempo chi segue questo metodo non sente più il bisogno della carne, e alla fine non ne mangia più. In questo modo scopre da solo che con frutta fresca, verdura cruda, semi e frutta a guscio, il corpo si procura le proteine che gli servono.

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Devo essere sulla Dieta senza Muco al 100% prima di ottenere dei benefici?

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No. Vedrai i benefici anche già essendo solo un po’ più crudista di come sei adesso. Per esempio anche mangiando il 90% cibi cotti e solo il 10% di cibi crudi ad ogni pasto. (Le percentuali si intendono riferite al peso, non al volume.). Se si arriva gradualmente ad aumentare il cibo crudo al 50% si dovrebbero notare grandi benefici!

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Tuttavia il cibo cotto che si mantiene nella propria alimentazione non dovrebbe essere costituito da dolci, cioccolata, arrosti, roba fritta, ecc.

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Prova ad eliminare i cibi cotti malsani, in particolare il cosiddetto junk food (cibo spazzatura). Tuttavia, finché hai ancora qualsiasi quantità di cibo cotto nel tuo piatto, non potrai mai conoscere tutti i vantaggi della dieta senza muco. Probabilmente raggiungerai una soglia in cui i miglioramenti si fermeranno e potrebbero ancora esserci alcuni problemi di salute e lagnanze da parte del corpo.

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È possibile fare una transizione alla Dieta senza Muco?

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Certamente! Aumentando la percentuale di cibi crudi rispetto a quelli cotti gradualmente ogni settimana o ogni mese, fino a quando sei al 100% su cibi crudi. Alla fine, dopo un anno o dopo diversi anni, sarai tu che vorrai essere crudista al 100% e ti sentirai a tuo agio con questo modo naturale di alimentarti.

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di Luciano Gianazza   http://www.arnoldehret.it/

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MALATTIE DA ALIMENTAZIONE, O, GUARIRE CON L’ ALIMENTAZIONE


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 ALIMENTAZIONE E MALATTIA

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  di Luciano Gianazza  http://www.medicinenon.it/ 

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alimentazione

Cattiva alimentazione =  cattiva salute

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Ormai è comunemente noto che una cattiva alimentazione porta ad una condizione di cattiva salute. Infatti i mass-media diffondono le varie scoperte, teorie, evidenze sul fatto che la tal cosa fa male e che sarebbe opportuno limitarne l’assunzione perchè altrimenti aumenta il colesterolo o i trigliceridi e altro ancora.

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Le diete della salute in TV

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Nelle varie trasmissioni TV e radio, sulle riviste specializzate della “Salute&Fitness” viene illustrata la patologia che in quel momento cattura l’interesse della gente e poi viene chiamato in causa il dottor tal dei tali, docente di dietologia all’università della tal città e gli si chiede:”Dottore, per alleviare la malattia di cui abbiamo parlato sentito o visto le immagini cosa ci consiglia?” (Sembra un copione fisso…). e allora l’Esperto tira fuori la sua dieta o la dieta estrapolata dalle ricerche sul soggetto in questione ed elenca una serie di alimenti che dovrebbero aiutare a risolvere la patologia in questione.

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Purtroppo non si può dire che le diete così come vengono diffuse abbiano risolto granchè, in primo luogo perchè ci sono delle enormi lacune alla base della Dietetica e concetti errati su cui è fondata la medicina ortodossa e i vari campi ad essa correlati.

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Alimentazione Naturale

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alimentazione

La Dietetica è, o perlomeno dovrebbe essere, la scienza della nutrizione, ed essa da sola potrebbe risolvere la maggior parte di disturbi e malattie. Purtroppo così non avviene perchè i dietisti o dietologi non conoscono i principi dell’alimentazione naturale. La maggior parte di coloro che lavorano nelle strutture sanitarie od esercitano la professione del medico, hanno affermato la reputazione e la loro carriera sulle teorie acquisite all’università e quindi le loro “sicurezze” riposano sulle ideologie imparate e non verificate. Molti di essi hanno ovviamente molta difficoltà a riconoscere l’evidenza del contrario anche quando vengono posti di fronte ai risultati o alla mancanza di risultati. Il fatto che la scienza medica e anche i cosiddetti terapisti “naturalisti”, vedano la dietetica come un mezzo secondario di guarigione è significativo.

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La salute e la malattia del corpo  dipende dal tipo di cibo

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Persino l’efficienza di una macchina dipende dalla qualità e dalla quantità del suo carburante. Non vi sono dubbi che una pianta dipende dal tipo di terra da cui trae gli elementi che le servono piuttosto che dal clima per produrre una gran quantità di frutti. Gli allevatori comprendono interamente (non più così interamente dopo che sono stati “plagiati” dai venditori di mangimi e di ormoni e antibiotici, altrimenti non avremmo avuto la BSE) che tutto dipende da cosa danno da mangiare al loro bestiame. La salute e la malattia del corpo dell’uomo dipende al 99,99% dal cibo, non considerando le interferenze del pensiero e delle emozioni negative.

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 La malattia è ancora un mistero

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Il semplice fatto che i bambini istintivamente rifiutano il cibo quando sono ammalati, è la dimostrazione della Natura che la salute e la malattia dipendono principalmente dal cibo, come pure dal tipo di cibo. Il fatto che la persona media e anche i medici “informati” rimproverino qualunque cosa sulla terra tranne che il cibo come causa delle malattie è dovuto al fatto che nelle loro menti la malattia è ancora un mistero.

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Il corpo umano è terribilmente  “sporco” internamente 

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Non sanno (e parlando dei medici, non vogliono imparare) quanto sia terribilmente “sporco” internamente il corpo, a causa di cattive abitudini di tutta una vita e dal mangiare dieci volte più di quanto è realmente necessario—in molti casi principalmente o anche esclusivamente cibi dannosi.Un dietista considera che il corpo abbia bisogno di determinati elementi chimici per sopperire a delle carenze che una persona può avere. Allora gli prescrive una dieta “su misura” (e questo sarebbe corretto) a base di particolari cibi che si suppone che li contengano, aggiungendo dei supplementi in compresse.

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Il corpo ha bisogno di cibi organici, cioè vivi

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alimentazione

Purtroppo questo non è sufficiente, se non addirittura inutile o di detrimento. L’errore di base ha a che fare con il fatto che gli elementi di cui il corpo necessita per ricostruire o riparare le cellule dei suoi organi devono essere organici.

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Gli elementi in compresse sono inorganici o di sintesi, quelli contenuti nel cibo invece lo sono a condizione che vengano consumati crudi. Quando sono cotti, gli elementi che essi contengono diventano a loro volta inorganici. Il cibo crudo, come la verdura e la frutta contengono elementi organici e sono considerati vivi. Una volta cotti, in conserva, elaborati o raffinati, sono morti.

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Il ferro degli spinaci in conserva o cotti è inorganico

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Braccio di Ferro ha fatto consumare tonnellate di spinaci in scatola ai bambini americani delle scorse generazioni. E’ vero, gli spinaci contengono ferro, un elemento importantissimo per il corpo, ma quello degli spinaci in conserva o cotti è inorganico ed è di ben poca utilità per il corpo, con non pochi “effetti collaterali”. E’ importante sapere che i minerali negli spinaci—come il ferro ad esempio,— di solito non possono essere assimilati completamente se sono diventati inorganici con il processo della cottura, e spesso prevengono l’utilizzo di altri elementi tramite azioni chimiche o d’altro genere.

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Il ferro degli spinaci freschi e crudi può essere utilizzato al 100%

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Il ferro degli spinaci freschi e crudi può essere utilizzato al 100%, ma solo un quinto o meno verrebbe utilizzato se preso dagli spinaci cotti. Gli spinaci inoltre contengono acido ossalico che si combina facilmente con il calcio. Se questi elementi sono entrambi organici, il risultato è una combinazione sinergica benefica, perchè il primo facilita la digestione del secondo, stimolando pure la funzione peristaltica.

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Cibo cotto = cibo morto

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Quando però l’acido ossalico è diventato inorganico dopo la cottura, si lega con il calcio e altri elementi chimici presenti nei cibi mangiati durante lo stesso pasto, formando dei composti e distruggendo il valore nutritivo di entrambi. Questo risulta poi in una seria carenza di calcio che è causa della decomposizione progressiva delle ossa. E questa è una ragione sufficiente per non mangiare spinaci cotti o in scatola e vale anche per gli altri alimenti.

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Da quì, la sostanziale differenza fra cibi cotti, conservati, inscatolati, liofilizzati, lavorati, raffinati e il cibo fresco e crudo: i primi sono morti, i secondi sono vivi e solo questi ultimi nutrono veramente e mantengono in buona salute. In genere questo è un argomento sconosciuto ai medici in generale e ai dietisti in particolare.

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di Luciano Gianazza  http://www.medicinenon.it/

I CINQUE CIBI KILLER: LE PROTEINE ANIMALI


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LA CRUDA VERITA’

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I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale

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tratto dal minicorso di Marco:  http://www.rawfoods.it/

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Lezione 5

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Bentrovati in questa quinta e ultima lezione.

Ti avevo lasciato con una domanda importante, che mi ha fatto molto riflettere durante gli studi che ho fatto sull’alimentazione umana.

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La domanda era:

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Secondo te quante proteine contiene il latte umano?

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Qual’è il miglior cibo per il neonato?

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E’ ormai universalmente riconosciuto che il latte materno sia il miglior cibo per il neonato: ha la giusta temperatura, è sterile, ricco di anticorpi, contiene in forma assimilabile tutto ciò di cui un bambino ha bisogno per crescere, almeno nei primi sei mesi di vita.

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E’ in sostanza un cibo completo sotto tutti i punti di vista: nutritivi, digestivi, metabolici, immunologici e psicologici.

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La cosa straordinaria del latte materno è la composizione che cambia a seconda delle esigenze del bambino e della sua crescita progressiva.

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Un’altra sorprendente sincronia della natura.

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Si distinguono tre tipi di latte materno, che costituiscono tre diverse fasi di crescita del neonato:

  • Il colostro è prodotto nei primi giorni di vita del bebè, è ricco di proteine e sali minerali, ma ha pochi grassi e zuccheri: costituisce una sorta di sferzata di energia al neonato dopo lo stress del parto ed apporta la prima, essenziale copertura immunitaria;


  • Il latte di transizione, prodotto per circa 8 – 10 giorni, contiene meno proteine e sali minerali ed aumenta, di giorno in giorno, la sua composizione in zuccheri e grassi, fino a raggiungere la composizione del:


  • Latte definitivo, bianco opaco nell’aspetto e con composizione variabile nel corso dell’allattamento e di poppata in poppata, caratteristica che lo rende un cibo “vivo” e mutevole, mai uguale a se stesso.

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Per questa sua ultima caratteristica di variare, in composizione e sapore, a seconda della dieta materna, il latte della mamma abitua il neonato alla varietà di sapori: lo shock dello svezzamento potrà così essere meno intenso.

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La sto facendo lunga per farti capire quanta importanza diamo alle proteine nella nostra dieta.

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Vediamo quindi rapidamente alcune sorprendenti curiosità.

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La composizione del latte materno:

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Acqua: ne costituisce l’87% del volume.

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Grassi: la quantità di grassi nel latte varia, non solo a seconda della dieta della mamma, ma anche nel corso della giornata, rispettando la diversa necessità di grassi del neonato.

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Sali minerali: il latte materno ne contiene circa un terzo di quelli del latte vaccino e per questo, limita il carico dei reni del bebè, che sono uno degli apparati più delicati perchè ancora in fase di adattamento e sviluppo.

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Vitamine: anche in questo caso la vera caratteristica del latte umano non è la loro particolare quantità, ma la loro totale e facile assimilazione.

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Zuccheri: prevale il lattosio che, in digestione, si scinde in glucosio e galattosio, quest’ultimo essenziale nella sintesi di alcuni costituenti strutturali del cervello e delle fibre nervose.

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Fattori di difesa: il latte materno trasmette al neonato una copertura per molte patologie virali, allergiche e batteriche. Inoltre trasmette numerosi linfociti, cioè globuli bianchi, che raggiungono l’intestino del neonato e proliferano creando anticorpi specifici.

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Proteine: se il latte vaccino ha circa il 3,5% di proteine, QUELLO MATERNO NE CONTIENE APPENA L’1-2%, ma sono talmente digeribili da essere facilmente e totalmente assimilate.

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Questo dato è estremamente importante per capire il nostro fabbisogno proteico durante quell’età così critica.

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Pensa che il neonato nel giro di 5 mesi 

e solo con il latte materno raddoppia il suo peso.

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Le sue ossa, la sua muscolatura e tutto il resto raddoppiano di volume

assumendo solo l’1-2% di proteine dal latte materno.

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Questa prova insieme a molte altre dimostra che non abbiamo bisogno di un esagerata quantità di proteine nell’età adulta. I nostri muscoli e le nostre ossa infatti sono già formate e quindi secondo la mia opinione dovremmo assumerne meno del 2%.

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Anche per questo motivo è importante non esagerare con le proteine animali. Anzi l’idea alla base è quella di diminuirne drasticamente l’uso fino ad eliminarle completamente.

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Nonostante l’uomo si sforzi di nascondere a se stesso la verità, la realtà è una sola (e la dimostreremo successivamente): Noi non siamo carnivori!

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Analizzando con scrupolosità il corpo umano e i suoi processi digestivi,

non si può che giungere a questa conclusione.

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Per capire e convincersi di questo basta ragionare sul modo in cui l’uomo mangia la carne. L’uomo è costretto a camuffare questo cibo, non compatibile con il suo organismo, con un’ infinita quantità di salse e condimenti, non prima di averlo fritto o bollito o invecchiato, e trasformato in mille modi.

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Se davvero l’uomo è un carnivoro

(come molti, anzi moltissimi, credono),

perché non mangia la carne come tutti gli altri veri carnivori,

e cioè cruda?

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Molti biologi e fisiologi sono d’accordo nell’affermare che l’uomo, in realtà, non è fisiologicamente “costruito” per mangiare carne, e offrono prove estremamente convincenti.

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La classe dei carnivori:


  • Ha una struttura fisica predatoria: artigli e canini sviluppati;


  • Ha Intestino breve (solo 3 volte la lunghezza del tronco) e fortemente acido (10 volte di più di un normale erbivoro)

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L’intestino breve, lungo 3 volte il tronco, serve ad evitare una sosta troppo prolungata della carne ingerita, in quanto essa è facilmente putrescibile. L’intestino breve inoltre è fortemente acido perché deve neutralizzare le sostanze tossiche presenti nella carne.

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Vediamo come avviene la digestione della carne:

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Una volta giunta nello stomaco la carne ha bisogno, per essere digerita, della secrezione di succhi gastrici ricchissimi di acido idrocloridico.

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I carnivori, infatti, secernono grandi quantità di acido idrocloridrico, atto a sciogliere le ossa. Il tratto intestinale dove avviene l’ultima parte della digestione, che serve a far passare gli elementi nutrivi nel sangue, deve per forza di cose essere meno lungo possibile: si deve considerare, infatti, che il pezzo di carne altro non è che un cadavere in putrefazione che crea velenosi rifiuti all’interno del corpo.

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Il carnivoro, quindi, deve liberarsene il più presto possibile. Il problema, per i non carnivori, è la lunghezza del tratto intestinale, che a volte è lungo addirittura 20 volte il tronco. Se i non carnivori mangiassero carne, questa rimarrebbe nel loro corpo un tempo troppo lungo, avvelenandoli.

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Passiamo alla classe degli erbivori:


  • Struttura fisica forte ma non aggressiva, dentatura priva di veri incisivi superiori per addentare frutti, e canini per dilaniare.


  • Intestino lungo sino a 20 volte il tronco, enzima digestivo capace di trasformare e assimilare la cellulosa delle piante.

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Gli erbivori secernono una quantità minima di acido idrocloridrico, non sufficiente a digerire del tutto la carne.

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Poi c’è la classe degli onnivori, parenti stretti dei carnivori, che conservano una certa aggressività, e sono simili in molte caratteristiche fisiche ai carnivori; molti, ad esempio, non collocano il cane tra i carnivori, poiché se nutrito di sola carne esso muore.

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Adesso osserviamo l’uomo:


  • struttura fisica non aggressiva;


  • tubo digerente lungo 12 volte la lunghezza del tronco;


  • mandibole deboli e non pronunciate;


  • secrezione salivare idonea a digerire gli amidi;


  • dentatura sviluppata soprattutto negli incisivi per mordere e addentare frutti e nei molari, piatti e robusti per macinare semi;


  • stomaco debole e poco acido, che non possiede gli enzimi adatti a neutralizzare le sostanze tossiche prodotte dalla decomposizione della carne;

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Inoltre il suo intestino ha bisogno di stimoli

che favoriscano il movimento peristaltico:

frutti, cereali ed ortaggi hanno queste capacità,

ma la carne no!

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Fisiologicamente l’uomo è più simile ai mangiatori di piante e agli animali da pascolo e da foraggio (come le scimmie, gli elefanti e le mucche), che non ai carnivori come tigri e leopardi.

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I carnivori, ad esempio, non traspirano dalla pelle: la temperatura corporea viene regolata con il respiro accelerato e l’estrusione della lingua. Gli animali vegetariani, invece, sono dotati di pori sudoriferi per eliminare le impurità e regolare la temperatura.

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Tutte coincidenze?

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La domanda che molti si pongono è:

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Senza la carne posso soddisfare

il mio fabbisogno giornaliero di proteine?

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La disinformazione, in questo campo, raggiunge livelli spaventosi e con un po’ di ricerca si può scoprire che la maggior parte dei luoghi comuni che ogni giorno sentiamo sono soltanto falsità.

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Le proteine sono composte di amminoacidi. Gli amminoacidi sono 22, di cui 14 “non essenziali” e 8 “essenziali”. “Essenziali” perché il corpo non può produrli autonomamente e ha bisogno di assumerli dai cibi.

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Gli amminoacidi “essenziali” sono: leucina, isoleucina, valina, lisina, triptofano, treonina, metionina, e fenilalanina.

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Fino agli anni ’50 la carne era considerata un’ottima fonte di proteine, in quanto contiene tutti e otto gli amminoacidi “essenziali”, ma al giorno d’oggi noi sappiamo che anche molti alimenti vegetali contengono tutti e otto gli amminoacidi (anche se non in proporzioni perfette), e in molti casi sono addirittura superiori, dal punto di vista nutrizionale, della carne.

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In parole povere gli amminoacidi “essenziali”

esistono in abbondanza in alimenti senza carne.

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I cereali integrali, i legumi, i semi oleosi sono tutti concentrati di proteine; trenta grammi di lenticchie o di arachidi, ad esempio, contengono più proteine di un hamburger o di una bistecca di maiale.

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Partendo dalla domanda provocatoria iniziale comunque ribadisco che non abbiamo bisogno di tutte queste proteine. Solo in una dieta di transizione consiglio di assumere un’elevata quantità di proteine proprio per rimpiazzare quelle della carne a cui eravamo tanto abituati.

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Nel 1954 un gruppo di scienziati dell’università di Harvard intraprese uno studio specifico e scoprì che quando si mangiano insieme una certa varietà di verdure, cereali e legumi, la combinazione produce più dell’apporto necessario di proteine giornaliere.

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Il loro rapporto giungeva alla conclusione che, a dire il vero, è piuttosto difficile seguire una dieta vegetariana senza superare il fabbisogno proteico del corpo umano!

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Più di recente, nel 1972, il dottor F. Stare di Harvard ha condotto una propria ricerca sul consumo di proteine tra i vegetariani.

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Le sue scoperte sono sorprendenti: la maggioranza dei soggetti osservati assumeva il doppio del proprio fabbisogno giornaliero di proteine.

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Quindi la soluzione a moltissimi problemi di salute è ridurre drasticamente il consumo di carne e proteine animali. Ci sono numerosi sostituti della carne.

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Cosa mangio al posto della carne?

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Inizialmente ti consiglio di seguire una dieta di transizione che comprenda alimenti ad alto contenuto proteico di origine vegetale. Può andare bene:

  • tofu

  • seitan

  • temphe

  • grano saraceno

  • muscolo di grano

  • legumi (lenticchie, ceci, fave…)

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Gradualmente poi ti consiglio di sostituire anche questi cibi cotti (e alcuni piuttosto elaborati e raffinati) con cibi più naturali possibile, nel loro stato originario, cioè crudi. Principalmente verdure a foglia verde scuro.

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Aumentando la quantità di verde nella tua alimentazione

noterai dei benefici enormi.

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Ovviamente ci sono dei trucchi per assumere tutta la gamma di amminoacidi (proteine) necessari alla salute dell’essere umano e spero presto di mostrarti qualcosa in proposito.

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Nel frattempo spero che tutte queste informazioni che hai avuto siano state di tuo interesse, per lo meno per capire che la tua salute è molto correlata a ciò che mangi. Sicuramente adesso ne sei consapevole e puoi fare qualcosa per capovolgere la situazione.

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Ti assicuro che oltre a liberarti dei fastidi che ti porti dietro da anni riacquisterai anche una vitalità e voglia di vivere straordinaria, ti sentirai meglio ogni giorno che passa e ringrazierai il giorno in cui hai deciso di diventare responsabile della tua salute.

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Termina qui il minicorso gratuito “I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale”

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 Grazie per la gentile concessione di Marco. RawFood: I 5 cibi Killer dell’Alimentazione Naturale

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Nella prima Lezione abbiamo parlato del primo Cibo Killer: I Grassi Trans.

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Nella seconda Lezione abbiamo parlato  del secondo Cibo Killer: Lo Zucchero Raffinato.

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Nella terza Lezione abbiamo parlato del terzo Cibo Killer: La Farina Bianca Raffinata.

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Nella quarta Lezione abbiamo parlato del quarto Cibo Killer: I Latticini ed i suoi derivati.

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Nella quinta Lezione abbiamo parlato del quinto cibo Killer: Le Proteine di provenienza animale.

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Sebastiano

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I CINQUE CIBI KILLER: LATTICINI E DERIVATI


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LA CRUDA VERITA’

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I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale

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tratto dal minicorso di Marco:  http://www.rawfoods.it/

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Lezione 4

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Benvenuto alla quarta lezione sui 5 cibi killer da evitare per ritrovare salute, benessere ed energia vibrante.

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Il consumo del cibo che sto per rivelarti credo che sia la causa N° 1 di tutte le malattie relative alle ghiandole dell’essere umano, ma non solo…

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Credo che come gli altri cibi di cui ti ho parlato, non avresti mai pensato che questi cibi così comuni siano le cause di innumerevoli malattie, ma purtroppo è proprio così e numerosissimi studi confermano quello che dico.

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Anche se non trovo giusto demonizzare così alcuni alimenti, in casi eclatanti come questi, preferisco che chi mi sta leggendo li percepisca come VERI E PROPRI NEMICI da evitare.

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Inizialmente è molto più semplice farne a meno perché classificandoli come veri “killer” della nostra salute, il tuo cervello ed il tuo inconscio, cercando naturalmente la salute, li eviterà.

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Ho detto inizialmente, perché se da una parte l’inconscio ci protegge, dall’altra si sa, la trasgressione di qualsiasi regola, anche se autoimposta porta ad una soddisfazione momentanea 🙂

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Comunque è probabile che tu sia uno dei pochi esseri umani sulla terra dotati di una straordinaria forza di volontà e aspirazione ad una salute radiante, tale da riuscire a prendere queste nozioni e farle da subito tue.

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Il consiglio è eliminare dalla tua dieta:

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I LATTICINI E I SUOI DERIVATI

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Prima che nascesse mia sorella più piccola, mia madre era solita consumare sia a colazione che a pranzo una grossa scodella di latte intero con pane bianco inzuppato. Diceva che serviva ad incrementare la produzione di latte materno per l’allattamento della bambina.

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Inutile dire che tutti in famiglia siamo cresciuti con la ferma convinzione che il latte di mucca fosse un alimento indispensabile per crescere forti e sani.

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Durante la mia infanzia e adolescenza il latte non  mi è mai mancato. Era una gioia grattare il grana sulla pasta e anche alla sera un bel pezzo di pecorino o di crescenza era il massimo per il mio palato.

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Un po’ meno per la mia prostata purtroppo.

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Oggi, il numero di persone in tutto il mondo che considerano il latte un alimento sano, sono probabilmente miliardi.

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È vero, ci sono gruppi relativamente piccoli e comunità che sono ben consapevoli di alcuni problemi di salute che comporta il mangiare latticini, ma non si può negare che la stragrande percentuale della popolazione mondiale continui a ritenere che il latte faccia benissimo.

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Ma andiamo a fondo nel problema per capire le reali ragioni

che mi hanno spinto a smettere di consumare latticini di ogni genere.

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La maggior parte delle mucche da allevamento sono nutrite con farina di soia arricchita di proteine e ormoni della crescita per aumentare la produzione di latte.

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Entrambe aumentano il rischio per la mucca di sviluppare la mastite, problemi al fegato e problemi alla ghiandola pituitaria, portando gli allevatori ad utilizzare dosi massicce di antibiotici (che poi ci beviamo).

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Chiaramente, l’esposizione regolare a ormoni sintetici della crescita e residui di antibiotici non è congruente con uno stato di salute ottimale.

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Il latte è quasi tutto pastorizzato con un processo che lo espone ad alte temperature e che porta ai risultati seguenti:

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  • La denaturazione delle proteine del latte, rendendole meno utilizzabili e anche dannose per il corpo umano.

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  • Distruzione degli enzimi, come i fosfatasi, una classe di enzimi che aiutano l’organismo ad assorbire il calcio correttamente.

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  • Distruzione di vitamine B12, B6 e C

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  • Distruzione di batteri amici

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Se proprio volete consumare una piccola quantità di latte il consiglio è di acquistarlo crudo, cioè non pastorizzato, molto meglio se di capra e non di allevamento intensivo.

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La pastorizzazione è stata per la prima volta introdotta nel 1920 per uccidere i microrganismi che causavano la tubercolosi e altre malattie causate da produzioni in condizioni non igieniche.

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Con i controlli moderni per garantire una produzione pulita e sicura, per favorirne il trasporto e la conservazione, gli svantaggi della pastorizzazione superano di gran lunga i vantaggi.

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Comunque anche se riesci a trovare una fonte di latte sano vicino a casa tua il mio consiglio è di non abusarne.

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La maggior parte delle persone non sono in grado di digerire adeguatamente il latte

perché non hanno naturalmente un enzima chiamato lattasi,

necessario per abbattere il lattosio, lo zucchero naturale del latte.

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Alcune persone hanno anche problemi a digerire la caseina, una proteina importante nel latte. Un eccesso di caseina non correttamente digerita è stato collegato ad otiti croniche, congestioni nasali, acne, eczema, una varietà di malattie autoimmuni, e persino il cancro alla prostata e alla mammella.

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Il formaggio è un concentrato di caseina

e quindi va evitato a maggior ragione.

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Oltre al processo di pastorizzazione, c’è un altro dannoso trattamento che viene fatto al latte prima di essere messo in vendita. Si tratta dell’omogeneizzazione.

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L’omogeneizzazione è un processo di più recente invenzione,

ed è la peggior cosa che abbia fatto l’uomo sulla produzione del latte.

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Durante il processo il latte è spinto attraverso un filtro molto fine a pressioni altissime. In questo processo, i globuli di grasso diventano più piccoli di dieci volte o più. Queste molecole di grasso si spargono uniformemente per tutto il liquido.

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Quando è omogeneizzato, il latte rilascia i suoi ormoni molto più velocemente, e bypassa così i normali processi digestivi, fornendo al corpo umano un eccesso di ormoni proteici.

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Le proteine che normalmente sarebbero digerite nello stomaco non sono ripartite e vengono invece immesse direttamente nel flusso sanguigno.

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Il processo di omogeneizzazione rompe un enzima nel latte, che nel suo stato più piccolo può poi entrare nel flusso sanguigno e reagire contro le pareti arteriose.

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In questo caso il corpo protegge la zona formando uno strato di colesterolo e del muco attorno alle ghiandole.

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A volte le proteine del latte omogeneizzato assomigliano ad una proteina umana e può diventare l’innesco per le malattie autoimmuni come il diabete o la sclerosi multipla.

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Due cardiologi del Connecticut hanno dimostrato che le proteine del latte omogeneizzato hanno la capacità di sopravvivere alla digestione.

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E’ stata dimostrata essere la causa principale degli attacchi cardiaci di 300 persone sul totale di quelli avvenuti negli USA in 5 anni. Anche i bambini piccoli negli Stati Uniti mostrano segni di indurimento delle arterie.

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Ma perché se il latte fa così male è così pubblicizzato non solo dall’industria alimentare, ma anche dai medici?

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Mi sono sforzato di andare a fondo al problema e gli unici vantaggi che ufficialmente porta l’assunzione di latte sono:

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  • Il notevole apporto di calcio

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  • Il notevole apporto di amminoacidi (proteine)

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Vediamo di vedere queste due affermazioni da un punto di vista diverso.

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Il Calcio

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Perché siamo interessati a tutto questo calcio? Ovviamente fin dalla nascita abbiamo l’intenzione di costruire una forte e resistente ossatura che ci protegga contro l’osteoporosi.

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Non c’è dubbio, il latte è ricchissimo di calcio. Ma è una fonte di calcio benefica per gli esseri umani?

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Credo proprio di no visto che quantità eccessive di prodotti lattiero-caseari interferiscono con l’assorbimento del calcio. In secondo luogo, l’eccesso di proteine che il latte fornisce causa osteoporosi.

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Il Dr. Hegsted in Inghilterra ha studiato per anni la distribuzione geografica dell’ osteoporosi. Sembra che i paesi con il più alto consumo di prodotti lattiero-caseari sono sempre i paesi con il maggior tasso di osteoporosi.

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Numerosi studi hanno dimostrato che il livello di ingestione di calcio e soprattutto degli integratori di calcio non hanno efficacia per bloccare lo sviluppo di osteoporosi.

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Un’altra osservazione, che può essere utile alla mia analisi, è l’assenza di carenze di calcio registrate su persone che vivono con una dieta naturale senza latte.

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I Bantù del Sudafrica, ad esempio. I Bantù hanno una dieta proteica del 12 per cento, per lo più proteine vegetali, e solo 200-350 mg/giorno di calcio, circa la metà del nostro apporto giornaliero nelle donne.

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Le donne non hanno praticamente alcuna osteoporosi nonostante abbiano sei o più figli e assenza di assistenza infermieristica per lunghi periodi!

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Le donne africane hanno sviluppato l’osteoporosi una volta immigrate negli Stati Uniti.

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Per rispondere alla domanda ovvia: “Beh, allora da dove prendi il tuo calcio?”

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Da esattamente lo stesso luogo in cui la mucca produce il calcio, da foglie verdi che crescono nel terreno, soprattutto da verdure a foglia verde scuro.

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Dopo tutto, elefanti e rinoceronti sviluppano le loro ossa enormi (dopo essere stati svezzati) mangiando piante a foglia verde, così fanno anche i cavalli.

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Sembra che tutti i mammiferi della terra sappiano bene dove reperire il loro nutrimento e vivono in armonia con la loro programmazione genetica e alimentazione naturale.

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Nessun mammifero esistente sul pianeta terra,

una volta svezzato va a cercare il latte di un altro essere vivente.

Solo gli esseri umani lo fanno.

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Se i riferimenti animali non ti convincono, pensa ai diversi miliardi di esseri umani su questa terra che non hanno mai visto latte vaccino. Non pensi che l’osteoporosi sarebbe prevalente in questo gruppo enorme?

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Essi hanno di gran lunga un tasso inferiore di osteoporosi rispetto a quello osservato nei paesi in cui i prodotti lattiero-caseari sono comunemente consumati.

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Il Mito delle proteine

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Ti ricordi quando eri un bambino e tutti gli adulti che ti volevano bene ti hanno detto che per crescere forte e sano hai bisogno di tante proteine?

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In realtà non abbiamo bisogno di tutta questa abbondanza di proteine, ma questo è l’argomento della prossima lezione per cui non voglio anticiparti niente.

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Ci tengo solo a farti una domanda importante che spero ti faccia riflettere:

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Secondo te, quante proteine contiene il latte umano

per far si che le nostre ossa si sviluppino

e riescano a crescere forti e sane,

durante il periodo di svezzamento?

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Con questo è tutto, non vorrei rovinarti la cena 🙂

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Spero solo che tu prenda a cuore queste informazioni perché possono davvero rivoluzionare il tuo stato di salute. Ci sentiamo tra qualche giorno per la quinta e ultima lezione.

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Alla prossima! MarcoRawFood: I 5 cibi Killer dellAlimentazione Naturale

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Seguirà la quinta Lezione che riguarda l’ultimo Cibo Killer, diffusissimo nella nostra alimentazione:

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Nella prima Lezione abbiamo parlato del primo Cibo Killer: I Grassi Trans.

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Nella seconda Lezione abbiamo parlato  del secondo Cibo Killer: Lo Zucchero Raffinato.

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Nella terza Lezione abbiamo parlato del terzo Cibo Killer: La Farina Bianca Raffinata.

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Nella quarta Lezione abbiamo parlato del quarto Cibo Killer: I Latticini ed i suoi derivati.

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Nella quinta Lezione parleremo del quinto cibo Killer: Le Proteine di provenienza animale.

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Sebastiano

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I CINQUE CIBI KILLER: LA FARINA BIANCA RAFFINATA


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LA CRUDA VERITA’

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I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale

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tratto dal minicorso di Marco:  http://www.rawfoods.it/

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Lezione 3

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Benvenuto a questa terza lezione sui cibi che stanno seriamente

danneggiando la tua salute e il tuo benessere.

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Il “cibo killer” che vediamo oggi, se non hai mai sentito parlare di alimentazione naturale potrebbe davvero sorprenderti, ed è probabile che vada ad intaccare delle convinzioni profonde sul cibo che ci portiamo dietro dalla nascita, e che la nostra tradizione italiana non ci aiuta di certo a smussare.

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LA SCONVOLGENTE VERITA’ SULLA RAFFINAZIONE DELLA FARINA BIANCA

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LA FARINA BIANCA RAFFINATA

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Per farina bianca raffinata intendo la farina che abitualmente è presente sulle nostre tavole sottoforma di pane, pasta e dolci.

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Questo tipo di prodotto industriale che non ha quasi più niente di naturale è stato privato di 2 parti fondamentali del seme del grano: La crusca all’esterno ed il germe all’interno (l’embrione).

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Una dieta basata principalmente su questo prodotto è la causa principale di malnutrizione, costipazione, stanchezza e numerose malattie croniche.

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Se ci pensi bene si tratta di un prodotto abbastanza recente, il pane comune infatti fino a poco tempo fa esisteva esclusivamente in forma integrale.

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Solo negli ultimi 50 – 60 anni è stato introdotto il pane bianco, simbolo di un progresso economico e tecnologico che non ha tenuto conto della salute degli esseri umani.

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 Un grano troppo impoverito

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Negli anni ’50 inoltre il frumento è stato vittima di profonde trasformazioni genetiche da parte dei più grandi agronomi italiani. La ricerca genetica, di un frumento che garantisse grosse produzioni e resistentissimo agli eventi esterni, ha creato un grano troppo impoverito, quasi completamente privo di sostanze nutritive.

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Farine arricchite

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Addirittura sono nate delle farine arricchite proprio per soccorrere alla mancanza di questi nutrienti. Quindi le grosse industrie di raffinazione del grano aggiungono 4-5 vitamine e minerali inorganici, pensando così di compensare le 15-20 o più sostanze che si trovano nella crusca e nel germe. (senza considerare le fibre…)

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Ma vediamo su cosa influisce il consumo eccessivo di farina bianca:

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Più prodotti raffinati una persona mangia più insulina deve essere prodotta dall’organismo.

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L’insulina favorisce il deposito di grasso, il passaggio ad un rapido aumento di peso e di trigliceridi elevati, che può portare a malattie cardiache. Nel tempo, il pancreas diventa così carico di lavoro che la produzione di insulina si blocca, e ipoglicemia (poco zucchero nel sangue) o diabete vengono a galla.

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Non è un caso che il diabete sia una delle malattie più diffuse negli ultimi decenni. Ci sono bambini che nascono già diabetici negli Usa a causa degli errori alimentari dei loro genitori e in Italia la percentuale di celiachia e intolleranza al glutine (presente nel frumento) cresce ogni anno del 10 %.

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Inoltre la farina di grano raffinata è il combustibile che alimenta le infezioni e gli alti livelli di zucchero nel sangue creando un terreno fertile per batteri dannosi ed un conseguente indebolimento del sistema immunitario.

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Ma non è tutto qui, purtroppo la situazione è anche peggio.

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Perché il colore del pane bianco è così bianco,

quando la farina di grano da cui è stato prelevato non lo è?

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Il motivo è semplice: la farina usata per fare il pane bianco è sbiancata chimicamente, proprio come quando usi la candeggina per sbiancare i tuoi vestiti.

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Così, quando mangi il pane bianco, mangi anche i residui chimici degli sbiancanti.

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I mulini industriali usano prodotti chimici differenti per lo sbiancamento,  ma sono tutti abbastanza nocivi.

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Eccone alcuni: l’ossido di azoto, di cloro e nitrosyl e perossido di benzoile miscelato con sali chimici vari.

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Un agente sbiancante, l’ossido di cloro, combinato con le proteine qualunque siano, ancora rimaste nella farina, produce allossana.

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L’allossana è velenosa, ed è stata utilizzata per produrre il diabete in animali da laboratorio. L’ossido di cloro serve anche ad allungare la durata di conservazione della farina, ma non è propriamente salutare.

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Inoltre, nel processo di produzione di farina bianca, la metà degli acidi grassi insaturi, che sono ad alto valore alimentare, si perdono nel processo di fresatura , e praticamente tutta la vitamina E è perduta con la rimozione di germe di grano e crusca.

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Come risultato, il resto della farina del pane bianco che si acquista, contiene solo proteine di scarsa qualità e amido modificato.

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Ma non è tutto per quanto riguarda la perdita di sostanze nutritive.

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Circa il 50% di tutto il calcio, il 70% di fosforo, l’80% di ferro, il 98% di magnesio, il 75% di manganese, il 50% di potassio, e il 65% del rame vengono distrutti.

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Se questo non fosse abbastanza grave, circa l’80% di tiamina, il 60% di riboflavina, il 75% di niacina, il 50% di acido pantotenico, e circa il 50% di piridossina sono inoltre persi. 

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E non è ancora finita…

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Gli zuccheri semplici e i carboidrati raffinati (farina bianca, pasta, lavorati, cibi devitalizzati, etc..) richiedono poco metabolismo ed entrano nel flusso sanguigno rapidamente.

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 improvviso aumento di zuccheri

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Il pancreas, l’organo che regola la quantità di insulina che viene rilasciata nel sangue, è indaffarato dall’ improvviso aumento di zuccheri.

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Il risultato di tutto questo è una forte diminuzione della glicemia (solitamente entro un’ora), e una conseguente sensazione di letargia, confusione mentale, debolezza e senso falso di “fame!

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Tutti questi problemi portano una forte acidità

che considero una delle cause principali di ogni malattia.

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Come se non bastasse, questo fa in modo che lo zucchero causi l’aumento di peso, non solo a causa del suo innaturale contenuto calorico, ma in realtà perché altera il metabolismo!

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Che cosa significa ciò?

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Ecco cosa significa: se due gruppi di persone sono alimentate con lo stesso numero esatto di calorie, ma un gruppo prende le sue calorie dello zucchero e da prodotti raffinati, mentre l’altro gruppo consuma le calorie sotto forma di cereali integrali, frutta e verdure, il primo gruppo aumenta di peso, mentre l’altro no.

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Questa constatazione ci viene da studi pubblicati da parte del Ministero della Salute degli USA

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Farina bianca  “arricchita”

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Come abbiamo visto quindi poche sostanze nutritive sintetiche sono aggiunte nuovamente alla farina bianca che viene poi chiamata “arricchita”.

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In realtà non c’è stato alcun reale “arricchimento” del prodotto originale, ma l’inganno e la distruzione della vita di una delle tante creazioni perfette che troviamo in natura.

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I ratti di laboratorio di solito muoiono in una settimana-dieci giorni,

quando sottoposti ad una dieta a farina bianca raffinata.

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Ultimo avvertimento:

Falsi cereali integrali

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Non lasciarti ingannare da prodotti che vengono pubblicizzati come cereali integrali, ma effettivamente non lo sono. Possono avere una qualche quantità di cereali integrali all’interno, ma ci possono essere un sacco di altri ingredienti inutili e malsani.

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Per esempio, se il pane è morbido, è molto difficile che sia davvero integrale. Assicurati di leggere tutti gli ingredienti con cura su tutti i prodotti che compri.

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Se hai ancora la tendenza a mangiare cereali, acquista soprattutto cereali integrali in chicchi, ce ne sono di innumerevoli qualità e tutti buonissimi.

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Prossimamente forse parlerò anche di questo e ne vedremo di vari tipi da adottare nella dieta di transizione.

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E con questo si conclude la terza lezione, per oggi è tutto.

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Alla prossima! Marco. RawFood: I 5 cibi Killer dell’Alimentazione Naturale

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Seguiranno le altre due lezioni che riguardano gli  altri due cibi killer, diffusissimi nella nostra alimentazione:

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Nella prima Lezione abbiamo parlato del primo cibo Killer: I Grassi Trans.

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Nella seconda Lezione abbiamo parlato  del secondo Cibo Killer: Lo Zucchero Raffinato.

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Nella terza Lezione abbiamo parlato del terzo Cibo Killer: La Farina Bianca Raffinata.

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Nella quarta Lezione parleremo del quarto Cibo Killer: I Latticini.

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Nella quinta Lezione parleremo del quinto cibo Killer: Le Proteine di provenienza animale.

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Sebastiano

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I 5 CIBI KILLER: LO ZUCCHERO RAFFINATO


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LA CRUDA VERITA’

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I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale

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tratto dal minicorso di Marco:  http://www.rawfoods.it/

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Lezione 2

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Bentrovati alla seconda lezione di questo minicorso gratuito sui 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale per ritrovare benessere e vitalità che mai hai sperimentato prima.

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Questo mini corso gratuito in 5 lezioni esamina i problemi dal punto di vista dell’alimentazione, poiché lo ritengo uno degli aspetti più immediati e semplici che ogni persona può cambiare nel suo piccolo autonomamente.

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Prima di parlare del secondo veleno vorrei aggiungere due parole sulle CALORIE.

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Purtroppo non posso dilungarmi molto in questa lezione per cui vi accenno solo il fatto che le calorie, pur essendo un indice importante nell’alimentazione umana, spesso possono confondere le persone comuni ed i nutrizionisti vedendole come indice a sé stante, e non guardando il vero significato nel suo insieme.

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Le calorie sono importanti da considerare nella scelta dei cibi, ma non possono essere il punto di riferimento o il limite invalicabile da non superare. E’ stupido considerarlo l’unico fattore importante per un’alimentazione sana.

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Detto questo, il secondo cibo killer da eliminare progressivamente o totalmente è:

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LO ZUCCHERO RAFFINATO

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Lo zucchero è da considerarsi letale perché fornisce esclusivamente un apporto calorico ma totalmente privo di sostanze nutritive.

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Lo zucchero è un alimento morto e innaturale, che per essere metabolizzato dal nostro organismo, ha bisogno di attingere alle riserve di minerali e vitamine già presenti nel nostro corpo, indebolendoci.

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Lo zucchero raffinato è un alimento che produce ceneri metaboliche, estremamente acide una volta assunto. Ciò significa che essendo completamente innaturale non viene correttamente gestito dal nostro organismo e produce degli scarti acidi.

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Ogni malattia dell’essere umano presenta una condizione cronica di acidità nel sangue.

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Sai come fa il tuo corpo per contrastare tutta questa acidità a cui è sottoposto ogni volta che mangi zucchero bianco? Semplice, va a prelevare dal tuo corpo i minerali più importanti.

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Magnesio, potassio e calcio dalle ossa e dai denti. Le carie dentarie infatti sono associate proprio all’eccessivo consumo di zucchero bianco e alla sottrazione del calcio dai denti per contrastarne l’acidità.

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Inizialmente lo zucchero è immagazzinato nel fegato sotto forma di glucosio, ma poiché la capacità del fegato è limitata, un consumo giornaliero di zucchero raffinato (sopra la quantità necessaria di zuccheri naturali) tenderà ben presto ad espandere il fegato come un pallone.

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Quando il fegato è riempito alla sua capacità massima, il glicogeno in eccesso ritorna al sangue nella forma di acidi grassi. Questi si accumulano in ogni parte del corpo soprattutto nelle zone più inattive: il ventre, le natiche e il petto.

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Tutti gli organi, dopo anni di eccessivo consumo di zucchero, ne risentono e a causa della loro capacità ridotta, la pressione sanguigna diventa anormale.

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Anche il sistema nervoso ne risente e certamente tutti gli organi da esso governati.

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Il sistema circolatorio e linfatico vengono invasi,

e la qualità dei globuli rossi comincia a cambiare.

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Si verifica una sovrabbondanza di globuli bianchi e la creazione di tessuto nuovo diventa sempre più lenta. Il potere curativo del nostro sistema immunitario diventa via via sempre più limitato, per cui non possiamo rispondere adeguatamente agli attacchi esterni.

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Una delle cose che ho notato non appena ho diminuito il consumo di zucchero è stato infatti la maggior resistenza alle fredde temperature invernali delle colline toscane.

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La scarsa qualità dei globuli rossi si ripercuote su tutti gli organi.

Ecco allora che arrivano i primi dolori e problemi.

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L’ eccessiva quantità di zucchero ha un forte effetto anche sul funzionamento del cervello.

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C’è un motivo anche per questo, ma ora non voglio entrare nei dettagli tecnici, è sufficiente fare delle prove per capire la differenza di stato mentale. Un bambino che consuma molto zucchero ad esempio è molto agitato ed è sottoposto continui sbalzi di umore.

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E attenzione:

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Lo zucchero crea un’elevata dipendenza.

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Ci sono molte storie e aneddoti interessanti sullo zucchero bianco, la maggior parte dei quali descritti nel famosissimo libro di William Dufty “Sugar Blues” che è un libro interessante che ti consiglio.

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Anche se trovo un po’ troppo semplice e riduttivo dichiarare un unico cibo come la causa di tutti i mali, molte nozioni sono vere e basate su studi scientifici.

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In particolare c’è un aneddoto che mi è rimasto impresso e si tratta della storia di un gruppo di naufragi che sono statti obbligati, per sopravvivere, a nutrirsi esclusivamente di zucchero per 9 giorni consecutivi, con risultati sulla salute disastrose e diverse morti.

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Il fisiologo francese F. Magendie rimasto ispirato da questo incidente decise di condurre una serie di esperimenti con gli animali e ne pubblicò i risultati nel 1816. Negli esperimenti, alimentò i cani con una dieta di zucchero e acqua.

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Tutti i cani morirono.

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Ora non ho più il libro e non mi ricordo i dettagli dell’esperimento, ma questo dimostra che lo zucchero è molto peggio di niente.

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L’acqua naturale può mantenere in vita per molto tempo, ma zucchero e acqua può uccidere!

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Purtroppo ci sono state un sacco di vicende economiche dietro lo zucchero, e anche se c’è del marciume dietro, qualche paese sta prendendo provvedimenti informando la gente dei pericoli.

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La coca cola ad esempio in Giappone produce la versione light della bevanda con la stevia al posto dello zucchero.

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La stevia sarebbe un ottimo sostituto dello zucchero, si tratta di una piantina da un potere dolcificante enorme, molto superiore allo zucchero, completamente priva di effetti collaterali, ma che sempre per ragioni economiche ne è stato vietato l’uso commerciale in Italia.

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Potete acquistarla comunque in Svizzera o in Germania tramite internet, o farvela inviare da qualche amico… lì è legale.

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Altrimenti potete coltivarvela legalmente sul balcone e una volta essiccata tritarla e usarla al posto dello zucchero.

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Altri sostituti possono essere sicuramente il miele, possibilmente crudo (non pastorizzato), ma anche il succo di agave o lo sciroppo di acero.

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Se poi siete proprio messi male e non riuscite a trovare questi prodotti, ormai ogni supermercato vende zucchero di canna grezzo. (Lo zucchero di canna grezzo è quello scuro, non quello marroncino chiaro, ha una consistenza un po’ umida e tende ad agglomerarsi).

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Non voglio farti un elenco di tutti i cibi da evitare che contengono zucchero, sono davvero tanti. Lo scopo di questa lezione è di renderti consapevole che non tutto ciò che offre il mercato e l’industria alimentare è da considerarsi sano, anzi, solitamente è vero il contrario.

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Come seconda lezione mi sembra di averti detto abbastanza, già eliminando o comunque riducendo drasticamente questi due cibi ci guadagnerai in salute e vitalità.

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Tutto l’organismo ti ringrazierà e potrai iniziare un percorso di consapevolezza alimentare che via via si ripercuoterà positivamente anche in altre aree della tua vita.

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Alla prossima! Marco. RawFood: I 5 cibi Killer dellAlimentazione Naturale

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Seguiranno le altre tre lezioni che riguardano gli  altri tre cibi killer, diffusissimi nella nostra alimentazione:

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Nella prima Lezione abbiamo parlato del primo cibo Killer: I Grassi Trans.

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Nella seconda Lezione abbiamo parlato  del secondo Cibo Killer: Lo Zucchero Raffinato.

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Nella terza Lezione parleremo del terzo Cibo Killer: La Farina Bianca Raffinata.

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Nella quarta Lezione parleremo del quarto Cibo Killer: I Latticini.

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Nella quinta Lezione parleremo del quinto cibo KillerLe Proteine di provenienza animale.

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Sebastiano

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I CINQUE CIBI KILLER: I GRASSI TRANS


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LA CRUDA VERITA’

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I 5 cibi killer dell’Alimentazione Naturale

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tratto dal minicorso di Marco:  http://www.rawfoods.it/

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Lezione 1

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Ciao e benvenuto in questo minicorso gratuito in 5 lezioni.

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Il corso è stato studiato in modo che tu possa apprendere le nozioni gradualmente così da diventare via via sempre più consapevole di quali cibi stai ancora assumendo, danneggiando te stesso e abbassando il tuo livello di energia.

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I 5 killer dell’alimentazione naturale sono cibi molto diffusi nel mondo occidentale, e ad un certo livello li considero dei veri e propri veleni per l’organismo umano.

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Vediamo intanto cosa ci dice il vocabolario della lingua italiana per quanto riguarda la parola veleno.

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Veleno: sostanza di varia natura che, penetrata nell’organismo e raggiunta una certa concentrazione, vi può causare gravissimi danni e perfino la morte.

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Ho usato questa parola proprio perché voglio che rimanga impressa nella tua mente e abbia un forte impatto emotivo nel tuo essere per aiutarti ad eliminare questi “cibi” naturalmente.

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Non voglio dilungarmi nella terminologia e soprattutto non voglio essere preso per uno che fa “terrorismo alimentare”, vorrei solo che tu ti renda conto che forse tutto quello che ci propina il mercato, l’industria alimentare e la pubblicità non è proprio il massimo della salute.

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In ogni lezione  scoprirai i cibi che stanno seriamente danneggiando la tua vitalità e la tua naturale capacità di mantenerti in forma. Ne ho inserito uno per ogni lezione in modo che gradualmente tu possa abituarti all’idea di eliminarli (o ridurli drasticamente) dalla tua abituale alimentazione e non ti risulti un trauma.

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Il primo passo verso una salute radiante è eliminare questo cibo killer dalla tua dieta:

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I GRASSI TRANS

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Per Grassi Trans non intendo esseri umani obesi che decidono di trasformare il loro corpo in base ad evidenti deviazioni psichiche e sessuali 🙂

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I grassi trans non sono altro che grassi che hanno subito una trasformazione chimica artificiale.

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Per avere un grasso trans è sufficiente aggiungere un po’ di idrogeno ad un olio vegetale per renderlo più solido. C’è tutto un processo che utilizza anche dei metalli altamente pericolosi (come il nichel) che fungono da catalizzatori, ma ti risparmio le lezioni di chimica e passo alle cose importanti.

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I vantaggi a livello industriale sono notevoli. E’ possibile in questo modo ottenere grasso vegetale solido a basso costo, molto più pratico da usare dei classici oli vegetali, che tra l’altro irrancidiscono facilmente.

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I grassi trans si formano anche con il processo di raffinazione degli oli vegetali.

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Il processo di raffinazione è utilizzato per ottenere tutti gli oli di semi non spremuti a freddo (e quindi la stragrande maggioranza degli oli di semi), e l’olio d’oliva non extra-vergine.

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L’olio viene estratto con l’utilizzo di solventi chimici, che vengono poi eliminati per distillazione. Esso viene successivamente reso commestibile con l’utilizzo di sostanze alcaline che ne abbassano l’acidità, riportandola a valori accettabili.

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Questo processo produce una piccola quantità di acidi grassi insaturi di tipo trans, circa il 5% rispetto al quantitativo totale di grassi (quindi in una bottiglia di olio di semi da un litro ci sono circa 50 grammi di grassi trans, in un cucchiaio circa mezzo grammo).

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Il nostro corpo fisico non è assolutamente in grado di digerire questo tipo i grassi, semplicemente perché non ha la struttura di enzimi necessari per gestirli.

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A causa della NON digestione da parte del nostro organismo questi veleni vengono accumulati nei tessuti, portando problemi all’organismo, anche molto gravi.

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In natura non esistono i grassi trans, tranne che in alcune carni di grossi ruminanti ed in particolari prodotti caseari, ma che comunque sono presenti in quantità minima.

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Purtroppo, anche se nel mondo sono diffusissimi in tutti i prodotti alimentari industriali,  non esistendo  in Italia una regolamentazione in proposito per l’inclusione nelle etichette degli alimenti, se non siamo più che accorti rischiamo di assumerne in quantità elevate, senza nemmeno saperlo.

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Giusto per dare un’idea della pericolosità di quello che sto parlando ecco un elenco di problemi che possono portare:

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  • Malattie cardiovascolari e coronariche

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  • Abbassano il colesterolo buono (HDL) e alzano quello cattivo (LDL)

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  • Aumento del rischio di cancro alla prostata e alla mammella

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  • Incrementano la produzione di radicali liberi

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  • Promuovono lo sviluppo dell’Alzhaimer

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  • Incremento del rischio di diabete di tipo 2

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  • Obesità e grasso addominali

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  • Disfunzioni del fegato

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  • Infertilità nella donna e abbassamento dei livelli di testosterone nel’uomo

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  • Causano un basso peso dei bambini alla nascita

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  • Diminuiscono il valore nutritivo nel latte materno

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  • Aumento del rischio di infarto

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Dove si trovano?

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A causa della scarsa regolamentazione a livello europeo di questo tipo di alimenti, è abbastanza difficile individuare nelle etichette dei prodotti che ogni giorno consumiamo la scritta “grassi trans”.

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Tuttavia, non è difficile eliminarli completamente dalla nostra alimentazione. I grassi trans li troviamo in tutti gli alimenti che riportano come dicitura tra gli ingredienti:

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  • Olio di semi

    oli vegetali idrogenati

  • oli vegetali parzialmente idrogenati

  • grassi vegetali idrogenati

  • grassi vegetali parzialmente idrogenati

  • margarina (anche quella priva di grassi idrogenati)

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Sono da evitare anche tutti gli oli vegetali che NON sono spremuti a freddo in quanto contengono dei grassi modificati in seguito al processo a temperature troppo elevate.

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I seguenti prodotti di largo consumo vanno tenuti sotto controllo:

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Prodotti da forno confezionati: Biscotti, brioche, focacce, crostate, torte, patatine in sacchetto ecc. Tutti riportano gli ingredienti e quindi è semplice individuare la presenza di grassi trans.

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Prodotti da forno artigianali: Da tenere sotto controllo soprattutto i prodotti di pasticceria, che nel 90% dei casi fanno uso di grassi trans. Gli esercizi devono obbligatoriamente riportare in vista gli ingredienti di ciò che vendono, se non li trovate chiedeteli all’esercente e se trovate margarina o grassi idrogenati tra gli ingredienti, cambiate pasticceria.

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Gelati artigianali: La situazione dei gelati non è grave come quella delle pasticcerie, ma il rischio è comunque alto. Ormai quasi tutte le gelaterie fanno uso di preparati industriali che spesso contengono grassi trans, che hanno il vantaggio di far sciogliere il gelato più lentamente.

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Oltre ovviamente ai prodotti appena descritti, che vengono serviti anche al ristorante, bisogna cercare di evitare quelle preparazioni che fanno uso probabile di margarina. I dolci, se non sono “della casa”, sono acquistati da pasticcerie industriali o artigianali che al 90% usano margarina.

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Come fare a non risultare sgradevoli al ristorante?

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Semplice, visto che è un tuo diritto sapere cosa mangi, fingi di avere un’allergia alla margarina e chiedi se è presente nelle pietanze che stai per ordinare.

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In genere comunque in Italia siamo piuttosto fortunati per quanto riguarda questo cibo killer. Anche se le industrie alimentari ne fanno largo uso, nelle nostre tavole non troviamo olio di semi ultra raffinato, ma olio extra vergine di oliva spremuto a freddo.

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Non spalmiamo margarina o altri grassi vegetali spalmabili sul pane come fanno gli americani o le popolazioni dei paesi in via di sviluppo, ma burro (ok, anche questo vedremo che non è proprio il massimo della salute, ma sempre meglio della margarina è).

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Ok, credo di averti abbastanza allarmato con questa roba per oggi.

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Vorrei precisare che lo scopo di queste lezioni non è tanto quello di puntare il dito contro l’industria alimentare, ma cercare di dare alle persone la giusta informazione.

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La cosa più importante inoltre che vorrei trasmetterti è questa:

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Il tuo stato di salute è sotto la tua responsabilità

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Siccome sei l’essere umano che ti conosce meglio al mondo, smetti di delegare la tua salute al dottore, alla famiglia o al prete 🙂

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E’ importante capire che abbiamo attratto noi i nostri disagi fisici e quindi solo noi abbiamo il potere di lasciarli andare. Per oggi è davvero tutto.

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Alla prossima! Marco. RawFood: I 5 cibi Killer dell’Alimentazione Naturale

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Seguiranno le altre quattro lezioni che riguardano gli  altri quattro cibi killer, diffusissimi nella nostra alimentazione:

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Nella prima Lezione abbiamo parlato del primo cibo Killer: I Grassi Trans.

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Nella seconda Lezione parleremo del secondo Cibo Killer: Lo Zucchero Raffinato.

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Nella terza Lezione parleremo del terzo Cibo Killer: La Farina Bianca Raffinata.

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Nella quarta Lezione parleremo del quarto Cibo Killer: I Latticini.

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Nella quinta Lezione parleremo del quinto cibo Killer: Le Proteine di provenienza animale.

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Sebastiano

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MANGIARE CARNE AVVELENA IL CORPO


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L’AVVELENAMENTO E IL DOPING DA CARNE

di Valdo Vaccaro

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

Torture e violenze animali che ripugnano ad ogni essere civile e sensibile

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Una bistecca e un prosciutto, si sa, non crescono sugli alberi. Gli animali definiti da carne vengono sottoposti a torture e violenze che ripugnano ad ogni persona civile, ad ogni essere dotato di una normalissima sensibilità e cultura.

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Chi è l’animale più crudele della terra?

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E, quanto succede a questa massa di creature sfortunate e abbandonate temporaneamente da Dio, non riguarda solo la terrificante fase finale del macello, ma tutta la loro vita da esseri sottoposti a carcere duro, con privazione dei più elementari diritti quali l’ora d’aria e di libertà, l’ora di sole.

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Creature inermi, pacifiche, intelligenti e senzienti, che hanno la sola colpa di essere diverse dall’uomo, di non avere mezzi fisici, legali e sociali per difendersi, e che vengono discriminate e trattate alla stregua di bestie infami da vessare, torturare, uccidere.

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Diciamo pure che per fare gli allevatori, i macellai, i commercianti di bestiame, serve una durissima e ruvida scorza di pellaccia e una massa ossea impenetrabile intorno agli occhi, alle orecchie, al naso, al cuore e al cervello. Non per niente Pitagora rifiutava persino di incontrare o di incrociare per strada questa categoria di persone, per l’imbarazzo, l’avversione e il disgusto che gli procuravano.

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L’animale in questione sta ancora masticando ignaro e tranquillo la sua quota di fieno sulla mangiatoria. Non sa ancora che la sua sorte è segnata, e che qualcuno ha già deciso per lui la data e l’ora del patibolo. Ma, non appena se ne accorge,  grazie alle sue sensibilissime antenne telepatiche, i suoi muscoli già induriti dalla immobilità della stalla-carcere, si bloccano del tutto per un paio di giorni almeno e la sua carne diventerebbe durissima e inutilizzabile dopo l’assassinio in tale stato.

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Per renderla meno dura, per far sì che la sua bistecca diventi più morbida e masticabile, l’animale viene lasciato a digiuno prima della barbara esecuzione. Con questo stratagemma, diminuisce la concentrazione di proteine fibrillari, cala il glucosio nel sangue e aumenta l’acqua trattenuta nella muscolatura. E, mentre l’anima sua vola al più alto dei cieli indurita dalle sofferenze inflittegli, la sua carne rimasta in terra a disposizione dei carnefici diventa a sua volta più tenera e delicata.

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Il precario equilibrio tra intenerimento e putrefazione

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Dopo il rigor mortis, inizia il processo di frollatura, che è una brevissima stagionatura volta a rendere la carne ancora più molle, e che prelude alla vera e propria putrefazione. Guai permettere però che la putrefazione avvenga a quel punto. Sarebbe come far perdere ogni valore commerciale al pezzo di cadavere che si sta maneggiando.

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Occorre giostrare in modo opportuno tra mollezza e putrefazione, col prezioso aiuto del freddo, esattamente come si fa nell’autopsia di una salma, per determinarne le ragioni reali della morte o le condizioni reali dello scomparso al momento del decesso.

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La putrefazione deve avvenire non all’esterno, ma all’interno del corpo di chi mangerà quel brandello di cadavere. Il disfacimento, lo schifo, l’orribile puzzo del disfacimento, deve avvenire all’interno dell’uomo, dove ci sono le condizioni ideali di caldo e umidità per la disintegrazione di tale ordigno ecologico. Così il cliente paga e riempie il proprio tubo gastrointestinale di fetore e di veleni, mentre il macellaio sorride e si guadagna il suo soldo.

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L’oltretomba del povero animale eliminato finisce per essere situato nell’apparato intestinale di qualche manciata di uomini disposti a fare da cimitero chimico collettivo per i suoi resti. La carne diviene sempre più flaccida e cedevole man mano che avanza il processo di disgregazione cellulare e di disfacimento proteico.

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Le proprietà organolettiche e il tanfo cadaverico

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Gli enzimi proteolitici cominciano a digerire parzialmente le proteine (autolisi), liberando peptidi e aminoacidi, ai quali si deve il caratteristico tanfo cadaverico, ovvero le caratteristiche proprietà organolettiche (per dirla coi dietologi filo-carnivori stile prof Calabrese). Trattasi esattamente, per meglio comprenderci, di quell’odore nauseabondo che lasciano i topi morti o gli altri animali morti in clima e ambiente caldo-umido.

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Acidi urici metabolici e altri residui tossici come scatolo, indolo, putrescina e cadaverina, verranno prodotti in seguito. Il freddo del congelatore può solo interrompere, ritardare e attenuare tale trasformazione.

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La carne è molto deperibile e diventa facile preda di una folla di microrganismi patogeni e di spore che la inquinano irrimediabilmente. Gilbert e Dominicé, ricercatori belgi, hanno provato mediante esperimenti che l’assunzione di carne provoca nel tubo intestinale un inquietante aumento di germi patogeni da 2000 unità a 70 mila per mmc).

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Pensiamo al bacillus enteridis, al bacillus suipestifer, al bacillus clostridium, al bacillus streptococcus bovis, al prione della mucca pazza, al bacillo del tifo e del paratifo, nonché alle 2700 sostanze chimiche proibite e catalogate composte da farmaci, pesticidi, ormoni, antibiotici, e quanto altro si ritrova in quel materiale orribile chiamato carne.

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Solo cotture ad altissima temperatura potrebbero in qualche modo bonificarla.

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Ma, in tal caso, si distruggerebbe ogni già scarso valore nutritivo e gastronomico, e si produrrebbero altre complicazioni. Non dimentichiamo che anche una cottura leggera distrugge gli enzimi e le vitamine del gruppo B, e trasforma i grassi in acreolina, micidiale veleno per il fegato.

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Oltre alle tossine metaboliche c’è poi l’acido lattico da sforzo e da stress, l’adrenalina da paura accumulatasi nei fluidi dell’animale (è risaputo che le povere bestie captano, intuiscono, comprendono telepaticamente che le si vuole uccidere). Tutte cose che si ripercuotono pesantemente sul consumatore, causando femminilizzazione nei maschi e cancri nell’apparato genitale femminile (come nel caso del dietil-silbestrolo), nonchè insensibilità alle cure antibiotiche.

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Una lenta tossinfezione dovuta alla trasformazione batterica da eccesso di proteine

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Ma è la facilità con cui i residui digestivi della carne tendono a putrefarsi nell’intestino crasso, a preoccupare di più gli igienisti e i patologi. 

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E’ normale, si chiede Shelton, vivere di un cibo che produce solo putrefazioni e veleni?

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Il ristagno del bolo intestinale significa digestione lenta e difficile, significa stitichezza, significa enormi sprechi energetici, essendo la digestione lunga l’operazione più costosa in termini di energia.

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Ogni buon dietologo sportivo sa che è grave errore usare le proteine in funzione energetica.

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Nel colon proliferano poi i terribili batteroidi e bifido-batteri, che sono i battistrada del cancro.
I resti degli acidi biliari colico e desoiicolico, a contatto prolungato con le sostanze prodotte dalla decomposizione della carne, danno origine a pericolosi composti chimici come l’acido apocolico e il 3-metilcolantrene, due potenti cancerogeni.

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Una dieta contenente carne, e dunque grassi animali, porta a sviluppo di batteri intestinali capaci di creare enzimi come il beta-glicoronidasi e l’alfa-deidrossilasi, e di creare steroli cancerogeni come il coprosterolo.

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Mancando invece del tutto, nel tubo gastrointestinale fruttariano degli umani, l’enzima uricase (che abbonda invece nei canidi e nei felini, e serve a disintegrare e a rendere innocuo l’acido urico), i malcapitati che perseverano nell’alimentazione carnea si ritrovano con gravissimi problemi di accumulazione ureica o gottosa.

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Dalle carni e dal sangue ingerito gli deriva poi una lenta tossinfezione, dovuta alla trasformazione batterica dell’eccesso di proteine.

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La putrefazione che muta i nobili ed essenziali aminoacidi in borghesi e parassitari veleni

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La lisina si trasforma ahimé in cadaverina. Il triptofano si sdoppia in scatolo e indolo. La cisteina e la metionina diventano etil e metil-mercaptani. Dagli altri aminoacidi si generano putrescina, agmatina, istamina, tirosina, fenolo, metano, ammoniaca, biossido di carbonio, idrogeno, acido acetico e alcol.

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Ecco spiegato il penoso quadro patologico formato da feci dure e maleodoranti, gas gastrici e gas intestinali, coliti, emorroidi, stipsi, pesantezza, mali di testa, ipertensione. Quando non si arriva agli estremi del cancro allo stomaco, all’intestino e al fegato.

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Un motore che viene costretto a funzionare con un carburante improprio e difettoso.

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Un motore che invece di cantare e funzionare al meglio, invece di bruciare alla perfezione il suo gas senza lasciare residui e strascichi interni, balbetta e scoppietta, va a 3 cilindri, come si dice in gergo automobilistico.

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Ecco spiegato pure il meccanismo della produzione di radicali liberi in sovrabbondanza, e della insufficienza degli antiossidanti corporali a contrastare il conseguente stress ossidativo patito all’organismo. Ecco spiegato il diffondersi di malattie incontrollabili e gravi, e l’invecchiamento precoce del genere umano.

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La carne non dovrebbe mai entrare nell’organismo degli uomini.

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E meno che meno si dovrebbe dare ai bambini, nei quali produce nervosismo, insonnia e alterazioni del ricambio. Per tutti, grandi e piccini, maschi e femmine, si profila con la carne un grave affaticamento degli organi emuntori, ed in particolare del fegato, del pancreas e dei reni.

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Una serie impressionante di test scientifici a conferma della estrema pericolosità del veleno carne

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I test di massima velenosità

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Negli Usa, la Commissione per le Malattie Cardiache (1970), la Commissione Parlamentare sull’Alimentazione (1977) e l’Accademia delle Scienze (1980), hanno dimostrato con dati inoppugnabili che la carne, assieme a tabacco ed alcol, è uno dei fattori più responsabili di mortalità nei paesi del benessere.

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Nel Regno Unito, gli esperimenti dell’Università di Cambridge (dr Khaw e dr Welch) hanno dimostrato che l’unico modo di stare alla larga da cancro e cardiopatie è assumere almeno 5 volte più vitamina C naturale (e non sintetica), mediante un minimo di 5 pasti giornalieri al giorno di frutta al naturale.

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I test antropologici sulle origini

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Tutte le ricerche e i test antropologici dimostrano che l’uomo dei primordi si alimentava di bacche di ogni genere, di frutti e semi di ogni tipo, di granaglie e radici, di erbe e di miele. In certe circostanze sapeva pure ottenere dagli animali uova, latte e formaggi. Le carni in casi limitati furono sempre un cibo raro, sporadico, eventuale, rituale, festivo.

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Nell’assieme, le ricerche dimostrano che l’uomo è nato ed è cresciuto nella storia come essere frutto-vegetariano.

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I test del cibo-elettivo

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Le due leggi di Graham sul cibo elettivo dimostrano che:

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1) Esiste un rapporto preciso e definitivo tra costituzione fisica di un animale e il suo cibo elettivo, ovvero il suo cibo normale e preferenziale.

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2) Il cibo elettivo è quello più adatto, quello che serve al meglio i suoi interessi biologici, psicologici, conservativi e ambientali.

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I test delle scorie

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Le recenti scoperte sul ruolo delle scorie indigeribili nell’alimentazione, o dei cosiddetti a-nutrienti, hanno inferto un altro duro colpo alla teoria dell’onnivorismo umano. Il tubo digerente extralungo dell’uomo necessita infatti di stimoli regolatori che favoriscano il movimento peristaltico.

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Ebbene, la dieta frutto-vegetariana cruda ha queste capacità, mentre quella carnea e quella onnivora no. Le carni non lasciano scorie indigeribili, per le quali è invece predisposta e adatta l’intera capacità dell’intestino, soprattutto nella parte definita colon e crasso.

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I test sull’acidità del crasso

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L’intestino crasso, per funzionare al meglio, deve mantenere un ambiente acido e non alcalino.
Ebbene, frutti, grani, erbe e radici, che nella parte alta del tubo gastrointestinale hanno rilasciato correttamente residui alcalini che hanno mantenuto il sangue leggermente alcalino, nella parte bassa dell’intestino si ritrasformano quasi magicamente e rilasciano residui acidi (acido acetico, acido carbonico, acido lattico).

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Mentre carni, pesce, uova e latticini, che nella parte alta avevano rilasciato ceneri acide e quindi dannose, acidificando il sangue e provocando domande di calcio interno e causando osteoporosi e calcoli, nella parte bassa lasciano perfidamente residui alcalini, a dimostrazione di quanto e come essi siano dei non-cibi o meglio dei contro-cibi per l’uomo.

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I test sulla fame (prova del fuoco di Frate Girolamo Savonarola)

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I veri onnivori, quando sono affamati, sono attratti istintivamente e tramite fiuto da animali e da carogne animali, che vengono intesi come cibo immediato e di urgenza. Questo non accade con l’uomo in genere, e con le donne e i bambini in particolare, nei quali è più forte e sentito il retaggio della vita secondo natura.

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L’essere umano prova istintivamente ribrezzo e repulsione alla vista di ogni tipo di sangue e di ogni tipo di cadavere.

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Persino un uomo dedito alla trasgressione carnea, quando ha fame, sogna un piatto di pastasciutta, o un minestrone, o una pizza o una torta. La fame è del resto un fenomeno chimico originato proprio dalla carenza di carboidrati o zuccheri, non certo di proteine.

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I test sul contenuto proteico del latte materno

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Il contenuto proteico di ogni diverso tipo di latte, è la cartina di tornasole che sta a indicare la percentuale proteica approssimativa di cui quell’animale ha bisogno per mantenersi in salute.
Il latte materno della specie umana è caratterizzato da un contenuto proteico particolarmente basso, inferiore al 5 percento. Tale percentuale è assai simile a quella che si trova nella frutta e nella verdura allo stato naturale, che sono per l’appunto il vero e unico cibo di competenza dell’umanità.

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I test sul rilascio di radicali liberi e sull’ossidazione cellulare

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Le ricerche mediche e biochimiche di questi ultimissimi anni confermano come i cibi non elettivi, i cibi impropri, i cibi concentrati, i cibi animali, i cibi cotti, le bevande eccitanti, le bevande gassate, le bevande alcoliche, gli stili di vita sbagliati, siano tutti fonti di imperfezioni e disfunzioni organiche.

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Disfunzioni organiche che portano ad avvelenamenti, a tossiemie, ad infiammazioni interne e, in ultima analisi, al rilascio di radicali liberi, a pericolosissimi stress ossidativi, capaci di provocare malessere, malattie e invecchiamento precoce.

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I test sulla legge del nutriente minimo

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Ogni buon dietologo, ogni biochimico responsabile sa che il corpo umano si appropria del minimo che gli serve di ciascun micro-nutriente tra quelli messi a sua disposizione. L’eccesso di una sostanza nutritiva sulle altre può solo causare deficienze a catena e disequilibri.

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Esistono rapporti corretti, compatibilità e incompatibilità, simpatie e avversioni precise tra le varie vitamine e i diversi minerali, per cui occorre necessariamente stare sui cibi naturali e complessi, rifuggendo da ogni versione concentrata e sintetica, rifuggendo il più possibile da integrazioni e supplementazioni che possano produrre effetti perversi e imprevedibili all’interno del nostro organismo.

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Da amico degli animali a macellaio impenitente

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Che ci siano in giro degli amici degli animali e degli animalisti è già un brutto segno. Sta infatti a significare che esistono pure dei nemici e dei persecutori di questi esseri che tutto meriterebbero fuorché di essere tormentati e torturati da chi è stato preposto a far loro da guida e dar loro una mano.

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La stessa considerazione vale per i vegetariani. Dire che esiste un vegetariano o un miliardo di vegetariani non è affatto cosa consolante. Come non è consolante che ci sia il vegetarianismo.
Esso esiste solo perché c’è della gente che si comporta in modo obbrobrioso cibandosi di carne.

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Se tutti gli uomini si comportassero da uomini non staremmo a parlare di queste etichettature sociali.

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Tutti gli uomini nascono vegetariani e muoiono vegetariani, in quanto accompagnati vita natural durante da un corpo e da un apparato gastrointestinale invariabilmente frutto-vegetariano, per disegno, per struttura, per funzioni e per caratteristiche bio-chimiche.

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Solo che una parte di essi, e persino una parte preponderante di essi, tradisce e trasgredisce alla propria natura, dando luogo a una massa di popolazione disobbediente e a rischio, che arreca danno e pericolo alla natura circostante e a se stessa. Alla fine esiste in ogni caso una quadratura del cerchio.

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Il creatore ha fatto l’uomo in un certo modo e con certe caratteristiche e certe esigenze.
Sovvertire e pervertire questo ordine non può che portare a effetti collaterali, allo stesso modo dei farmaci e delle sostanze dopanti.

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L’avvelenamento procede per gradi a partire dallo svezzamento.

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Il lattante umano si sviluppa e cresce armoniosamente finché la sua dieta è quella appropriata del latte basso-proteico di sua mamma contenente meno del 5 percento di proteine. 

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I guai e le deviazioni cominciano con le intromissioni e la diseducazione pediatrica e sanitaria, con gli omogeneizzati a base di carne e di pesce, che fanno conoscere ai delicatissimi organismi infantili i primi drammi dell’acidificazione del sangue da eccesso proteico, delle malattie dell’infanzia, che sono tentativi di riequilibrio bloccati perfidamente, secondo atto del dramma infantile, dalle vaccinazioni perpetrate a danno dei piccoli innocenti che nulla possono dire e nulla possono obiettare.

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Poi, col passare del tempo, le quote di proteine in eccesso tendono ad aumentare ulteriormente in rapporto al tipo di educazione e di usanze, di convinzioni, di cattivi esempi, di convenienze economiche, di influenze esercitate dalle famiglie e dai diversi tipi di società civile in cui il giovane è inserito.

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Al termine di tutta la storia ci troviamo di fronte a un adulto vegetariano che ha rovinato il suo organismo al punto tale da sentirsi un essere forestiero ospitato in un corpo che non apprezza e che non conosce, al punto tale da non riconoscere più nemmeno il cibo di sua pertinenza.

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Gli effetti del veleno-droga chiamato carne

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Il veleno, quando non ti uccide all’istante, ti stordisce e ti droga, ti stimola e ti altera, poi ti deprime, in un continuo gioco alterno di alti e bassi che mette a dura prova tutti gli organi, e che affatica il corpo al punto di procurargli evidenti segni di decrepitezza.

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Ma l’avvelenato e il drogato da carne non sa, non si rende conto di essere drogato al pari del fumatore, del consumatore di caffé e tè, del consumatore abituale di farmaci, di integratori minerali e di vitamine sintetiche.

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La sua vita consiste in un continuo susseguirsi di crisi di fame e crisi di sete, che la carne non riesce se non parzialmente e temporaneamente a placare. Queste crisi violente e improvvise di fame hanno origini chiare e sono spiegabilissime.

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Un pasto carneo è basato normalmente su un eccesso proteico che va ben oltre quel 5 percento naturale dei lattanti umani (corrispondente alla quota media giornaliera di 11 grammi di proteine al giorno stabilite dalla Scuola Igienista Naturale Americana).

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Andare poi oltre i 25-35 g di proteine al giorno significa varcare la fatidica soglia della acidificazione e richiamare calcio interno dalle proprie ossa. 

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Un pasto carneo è basato il più delle volte su un eccesso proteico che va ben oltre i limiti tollerati.

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C’è poi della gente che tende a ingozzarsi di proteine all’inverosimile, puntando a livelli proteici vicini al 50 percento del totale calorico.

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E questo succede non solo nelle diete letali tipo quelle che suggeriva il dr Atkins nei tempi andati, e che oggi ribadisce in Italia il prof Calabrese, ma persino nelle diete comuni osservabili tra gli amici e i conoscenti che ci circondano.

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Questi eccessi di proteine producono una serie ininterrotta di putrefazioni gastriche e intestinali, e un rilascio costante di residui velenosi che, associati ai carboidrati (amidi, dolci, frutta) che seguono a ruota, vanno a far scaturire altri fenomeni aberranti quali la fermentazione degli zuccheri e l’alcolizzazione del bolo e della massa di nutrienti ingeriti.

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A quel punto, la vena porta, destinata a convogliare i micronutrienti disintegrati al fegato per le ulteriori trasformazioni e filtrazioni, tende a rifiutare i medesimi e a indirizzarli verso il basso, ossia verso il colon e l’evacuazione.

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Solo che pus e alcol diventano micidiali per il retto. Ne sanno qualcosa le emorroidi. Così, come estrema difesa, il corpo cerca con testarda insistenza di inviare il tutto al fegato per una qualche detossificazione. Ma il fegato si guarda bene dall’accettare delle sostanze che lo danneggerebbero perforandone i filtri come un colabrodo.

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Così il tutto torna di nuovo al colon per una evacuazione difficoltosa e penosa.

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In pratica, la maggior parte dei nutrienti contenuti nel cibo iniziale, finisce per essere dispersa e sprecata, e finisce tra le acque nere dei servizi igienici. E il sistema cellulare, i trilioni di cellule in costante e trepida attesa di ricevere i nutrienti purificati dal fegato, rimane sempre a corto di carburante, a corto di fruttosio, a corto di acqua biologica.

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Da qui le improvvise e violente crisi di fame e di sete, da qui i suggerimenti dei medici di riempirsi giornalmente di litri d’acqua.

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Questo è il tragico meccanismo del deficit calorico, tipico di chi cerca il carburante zucchero di sua competenza nel modo più difficile e costoso possibile. Ricavare glucosio dalle proteine significa davvero esperire la via più complicata e dispendiosa.

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Alla fine della trafila, il finto carnivoro che si è rimpinzato di carne per un valore di 1000 calorie, corre il concreto rischio di dover spendere 1200 calorie nei lunghi tempi di digestione di un materiale improprio che mai avrebbe dovuto circolare nelle sue parti interne.

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Così la carne lo ha sì stimolato e gli ha sì dato delle vampate di calore e vitalità, ma nella realtà non lo ha nutrito affatto, e lo ha al contrario depredato di nutrienti interni e persino di calorie.

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Allontanarsi dagli schemi previsti comporta sempre delle conseguenze

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Se chi ci ha disegnati e creati ha previsto che l’adulto sano deve fare 3 ore al giorno di intensa attività fisica, accelerando e decelerando adeguatamente il suo ritmo cardiaco, e stimolando di conseguenza la circolazione del sangue (legata al cuore) e quella del sistema linfatico (legata al movimento in sé, in quanto il sistema linfatico non è dotato di una sua pompa cardiaca come il sistema sanguigno), una carenza di esercizio comporterà danni metabolici e perdita di forza muscolare, mentre un eccesso di esercizio porterà a sovra-produzione di acido lattico, a stanchezza e indebolimento.

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Se il creatore ha stabilito poi 2000 o 3000 calorie al giorno, tutte da cibo appropriato e naturale, come quota ideale, l’eccesso procurerà sovra-peso e obesità, mentre la scarsità sarà causa di sottoalimentazione, indebolimento e moria precoce delle cellule sottoalimentate.

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Se il creatore ha stabilito che ogni diverso maschio adulto e sano si mantiene tale con tre rapporti sessuali al giorno, o alla settimana, o all’anno, da eseguirsi con emozione ed entusiasmo, e non per costrizione, noia o abitudine, l’eccesso procurerà debolezza ed esaurimento, la scarsità darà origine nei maschi ad accumuli di tensione e a incrementi di testosterone, a canizie precoce e magari pure ad un atrofizzasi degli organi in disuso.

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Nelle femmine invece, la scarsità di rapporti produrrà sintomi noti come il complesso della zitella, con una certa acidificazione del carattere, o una tendenza alla mascolinità sociale, all’attivismo sfrenato in attività economiche o sociali.

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Dunque anche la sublimazione degli istinti naturali, derivante da motivazioni personali, sociali, morali, religiose, comporta dei costi e delle conseguenze.

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Allontanarsi dagli schemi naturali comporta dunque immancabilmente dei costi bene individuati e soppesati dai ricercatori e dagli scienziati dei vari settori.

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Nessun compromesso con la macchinazione infernale ordita a danno dei più deboli e indifesi esseri del pianeta

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Vivere al meglio significa trovare pure accomodamenti, compromessi, antidoti. Il mondo cosiddetto civilizzato ci propone e talvolta ci impone i suoi schemi in continuazione, taluni compatibili, tali altri in netto contrasto con le nostre reali esigenze.

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Tutto sommato, viviamo in un mondo che fa di tutto per proporci modelli insostenibili, stili di vita inaccettabili. Viviamo in un mondo che pare coalizzato per farci ammalare, per farci sparire prima del tempo, per sfruttarci, impoverirci fisicamente, mentalmente e spiritualmente.

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Un mondo che ci vuole pure coinvolgere nella infernale macchinazione ordita ai danni dei più deboli e più indifesi esseri del pianeta, e che può diventare autodistruttiva nei confronti della nostra stessa specie, sia a livello fisico che in termini di salute mentale e spirituale.

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Su questo punto della persecuzione degli animali ai fini di una alimentazione umana perversa e balorda, lontanissima dalle regole divine di ogni filosofia e di ogni religione, non ci può essere assolutamente alcuna forma di compromesso.

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PUBBLICATO DA VALDO VACCAROFonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/

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Sebastiano

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COME GUARIRE DA FLEBITE E VENE VARICOSE


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GUARIGIONE TOTALE DA FLEBITE E VENE VARICOSE

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Dr Valdo Vaccaro

Lettera a Valdo Vaccaro

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Enormi benefici dalla dieta vegana tendenzialmente crudista

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Buonasera Valdo, la seguo da circa un anno ed ho ricevuto enormi, dico enormi benefici per il mio problema di sempre: le vene varicose.

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A diciotto anni ho avuto la prima flebite e, da allora, è stato un crescendo di dolori, pizzicori, due operazioni con asportazione delle safene, gambe dure e legnose, fasciature delle gambe durante il ciclo, mal di testa, nervosismo, stitichezza, medicine per la circolazione, glicerina per quel che sappiamo.

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Un’autentica ed incredibile liberazione

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Per non parlare dell’estetica: lividi, segni, piccole protuberanze, orribili calze elastiche anche d’estate, pantaloni.

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Poi, cambiando alimentazione, ecco che tutto incredibilmente svanisce!

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Niente più dolori, indolenzimenti, emicranie, e il piacere di indossare una gonna esibendo gambe completamente pulite, anche dalle evidenti tumefazioni che avevo alle caviglie.
Che dire? Una liberazione? Di più, molto di più. E tutto questo modificando lo stile di vita.

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L’angiologo e la Ferrari

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Dovrei raccontarlo al rinomato angiologo, dove sono andata sin da ragazza per diversi anni, attraversando tutta Roma, a fare le sclerosanti (iniezioni nelle vene varicose di sostanze che ne impediscano ulteriori dilatazioni).

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Ricordo ancora che su una libreria di legno pregiato del suo studio-ambulatorio, c’era in evidenza la targa di iscrizione al Club Ferrari.

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Mi crederebbe se gli dicessi che sono guarita con frutta e verdura cruda?

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Già, ma con la frutta e la verdura, i medici non andrebbero lontano, e potrebbero iscriversi al massimo al Club Fiat Cinquecento!

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Mi sono riappropriata del mio corpo e della mia mente

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E pensare che io sono diplomata e laureata in Agraria, per cui molte cose che lei dice le ho studiate. Mi ricordo benissimo poi della mia prima visita scolastica a un mattatoio. Sono stata male per un mese. Non intendo dilungarmi. Ci tengo solo a esprimerle la mia riconoscenza perché, a 48 anni, mi ha fatto riappropriare del mio corpo e della mia mente.

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Un motivo in più per amare mio marito

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E voglio ancor più bene a mio marito, in quanto è lui che l’ha scoperta ed ha insistito con me, convinto fin dall’inizio che una dieta vegana potesse funzionare.
La saluto con affetto e con la speranza di poterla ringraziare di persona alla prossima conferenza nella capitale.

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Roberta

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Risposta di Valdo Vaccaro

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Ci sono anche dei rimedi popolari alle flebiti

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Ciao Roberta, grazie della tua qualificata e precisa testimonianza. Particolarmente importante, visto che il problema circolatorio è molto sentito, soprattutto tra le donne. Ribadisco che, per contrastare le vene varicose, esistono rimedi popolari di tipo erboristico e naturopatico, tipo le foglie di edera fresca pestate ed applicate 3 volte al giorno sui punti critici, oppure le foglie di cavolo-verza, i bagni frequenti caldi e freddi alle gambe e al corpo, i cataplasmi di fango.

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Ma l’unica cura radicale sta nel cambiamento radicale dello stile di vita

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Flebiti e vene varicose restano però fenomeni legati a intossicazioni di carattere digestivo, epatico ed evacuativo. Solo migliorando radicalmente gli stili di vita si riesce a modificare sensibilmente la formula del proprio sangue, dandogli quella fluidità che serve per circolare più veloce e rivitalizzare tutte le cellule dell’organismo.

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Il significato profondo dello stop alle proteine animali

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Quando uno migliora l’alimentazione tirando via le proteine animali, non fa un gesto avventuroso ed estremistico, non fa un salto nel buio, come molti pensano e temono. Il salto nel buio lo fanno invece in continuazione quelli che si dilettano a insistere sui cadaveri altrui.

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Tirar via le proteine animali significa riprendere il controllo di se stessi e del proprio organismo smaccatamente fruttariano-vegano, significa disinfiammare il fegato e tutte le ghiandole interne.
Significa dar modo finalmente al sistema immunitario di fare il direttore d’orchestra, e non più il suonatore mendicante che regala qualche nota stonata all’angolo della via.

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Le critiche di un kousminiano

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Tra le tante lettere che mi stanno arrivando, positive e cordiali nella stragrande maggioranza, ci sono anche quelle critiche, e mi pare inevitabile. L’ultima che ho sottomano è quella di un signore pieno di acciacchi (purtroppo per lui) che segue impassibile il metodo Kousmine e che, senza sapere un acca della storia igienistica, è prevenuto verso l’igienismo, fa delle critiche infondate e giudica i maestri igienisti poco longevi.

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La Kousmine fu sicuramente un medico di punta, ai suoi tempi, e merita tutto il rispetto.
Il suo grosso limite fu proprio quello tipico dei medici bravi ma privi di cultura igienistica, e che quindi rimangono ingabbiati nei noti limiti del medicalismo, della curomania, della proteinomania nutrizionale.

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Gli igienisti e la gerontologia

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Gli ho già risposto indirettamente, dicendo che Shelton, Fry, Pritikin, Ehret, Kuhne, Lezaeta, diventarono igienisti o naturopati tendenti all’igienismo, proprio in forza di loro gravi patologie precedenti, per cui furono già ultrabravi a sopravvivere al meglio, a mettersi al servizio del prossimo, e a lasciarci un capitale inestimabile di libri e di conoscenza scientifica.

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Giudicare poi qualcuno in base agli anni vissuti, senza includere i parametri di tipo qualitativo, porta a conclusioni affrettate ed aberranti. La lista di vegani centenari, anonimi come gli Hunza e i Vilacamba, o celebri, tipo Bertrand Russell, Thomas Parr, Norman Walker, ed altri, non teme comunque raffronti.

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Accuse ridicole e senza alcun senso

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Quanto all’accusa di avere l’animo del guru che attrae a sé i suoi discepoli con tesine simili a parabole bibliche, la cosa mi fa molto ridere.
Devo stare tutti i giorni a sottolineare che non sono medico, non sono terapeuta, non sono eroe, non sono santo e nemmeno santone?
Mi chiedo cosa sia questa mania di voler etichettare ad ogni costo le persone, anziché valutarle sui fatti.

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Troppe guarigioni danno evidentemente fastidio

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Le guarigioni che si ripetono non sono opera mia personale, ma vanno attribuite al sistema immunitario delle persone beneficiate, messo finalmente in condizioni di operare. Vedi Roberta, dove sta il problema. Dovrei probabilmente cestinare le lettere come la tua, per fare un piacere a questo tipo di detrattori.

 

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/

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Sebastiano.

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RITENZIONE IDRICA E OBESITA’: I PERICOLI DEL SALE A TAVOLA


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I PERICOLI DEL SALE A TAVOLA

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Attenti al sale

Il SALE è in tutto. Pollo, maiale, fagioli, pane, pasta e formaggio, ketchup, pizza, condimenti per insalata, senza menzionare l’infinita lista di cibi impacchettati e riempiti fino all’estremo di sale. 

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Il sale adatto per il corpo si trova in natura nei vegetali

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Il sale organico, o sodio, è un minerale essenziale ed è naturalmente presente in frutta, vegetali, noci e semi. Il nostro organismo ha bisogno di solo una piccola quantità di sodio, facilmente assumibile da queste fonti naturali. Il sodio in frutta e vegetali è complessato con altre molecole organiche, facendo sì che venga assorbito lentamente.

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Il sale da cucina manda in tilt il corpo umano

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Il sale da cucina invece può passare velocemente attraverso la membrana dello stomaco. Quando un surplus di sale entra nel flusso sanguigno, il corpo è costretto a conservarlo tra le cellule finchè i reni non riescano a filtrarlo. Il sale allora causa un effetto caustico, bruciante, sui tessuti circostanti.

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Il sale da cucina  causa la ritenzione idrica

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Per protezione le cellule rilasciano  acqua nel fluido intercellulare per diluire il sale in eccesso. Mentre le cellule cedono la loro acqua, perdono elasticità e rimpiccioliscono. Questo poi causa uno sbilanciamento degli equilibri chimici della cellula con una conseguente perdita di potassio.

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Più sale, più gonfiori nel corpo

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Bassi livelli di potassio fanno sì che più sodio penetri la membrana delle cellule. Quando il livello di sodio della cellula aumenta, l’acqua inizia a diluirlo, facendo sì che la cellula si gonfi. La continua distruzione dell’equilibrio dei fluidi cellulari può, nel tempo, calcificare, rovinare e distruggere i muscoli, le valvole e le arterie dell’intera via coronarica, e può culminare in un’insufficienza cardiaca.

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L’uso del sale è un autosuicidio programmato

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In Cina, un tradizionale metodo per suicidarsi era bere acqua saturata con sale da cucina. 30 grammi di sale fanno sì che il corpo sia costretto a trattenere quasi 3 chili di fluidi in eccesso. Sale in maggiori quantità può essere letale. 

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Il sale causa dipendenza come le droghe

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Quando si assume sale il corpo deve compensare per mantenere l’omeostasi. Mangiando cibi salati per un lungo periodo di tempo, come succede per la caffeina, l’eroina e la nicotina, il corpo diventa dipendente da esso per mantenere l’equilibrio. Per questo ridurre il consumo di sale può causare un calo fisico.

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Meglio il sale marino integrale di quello raffinato, ancora meglio NO SALE

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E’ preferibile usare il sale marino integrale rispetto al comune sale da cucina raffinato. Il sale comune che si trova in commercio, detto anche salgemma, è formato in parte maggiore da cloruro di sodio, la cui percentuale viene aumentata dopo esser stato raffinato, può arrivare al 96/97 %. Al contrario il sale integrale, il sale marino, è più ricco di minerali diversi dal sodio, per esempio, iodio, rame, zinco e bromo, la cui presenza riduce la percentuale di cloruro di sodio presente. Si può quindi ridurne il consumo in quanto il sale integrale marino sala di più traendone numerosi vantaggi sotto l’aspetto sanitario.

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Ecco alcuni consigli pratici:

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– Moderare l’aggiunta di sale agli alimenti;
– Preferire il sale integrale o iodato;

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– Limitare l’impiego di dadi da brodo e salse come il ketchup;
– Non aggiungere sale alle pappe dei bambini: le abitudini alimentari che si formano durante l’infanzia sono tra le più difficili da modificare;

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– Non usare bevande isotoniche per reintegrare la perdita di liquidi derivante dall’attività fisica; impiegare soltanto l’acqua;
– Insaporire i cibi con erbe, spezie, succo di limone e aceto.

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Daniele Pio

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Fonte: http://www.italiasalute.it/ 

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