VALDO VACCARO: STORIA DELL’ IGIENISMO NATURALE


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14 Marzo 2010

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STORIA DELL’ IGIENISMO NATURALE 

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

(Conferenza Saras 14 marzo 2010 di Milano sul tema: Alimentazione e Medicina Naturale – Il potere terapeutico della natura) Relatore dr. Valdo Vaccaro.

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Messaggio di saluto
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Auguro a voi tutti una buona domenica. Cinquecento persone motivate e pimpanti, venute da ogni parte d’Italia, non possono non dare una certa emozione. Ho soltanto un’ora per presentarvi una relazione che ne richiederebbe almeno due. Farò del mio meglio.

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Vi voglio però regalare il pensiero del mattino sull’argomento salute.
Le formule-chiave per stare sempre bene e magnificamente sono due, e riguardano il corpo e il morale.

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Per il corpo serve un sangue fluido e alcalino (mai acidificato sotto il punto 7.3-7.5 della scala pH).
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Per l’anima, serve una mente e uno spirito in piena armonia con se stessi e col resto del mondo (uomini, animali, natura).

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Acidificazione del corpo e decapitazione dell’anima

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Purtroppo, è proprio su questi due punti salienti che registriamo un fallimento dell’umanità contemporanea. La gente è acidificata nel corpo e decapitata nell’anima. Per l’acidificazione del corpo esiste solo un rimedio e niente altro che quello, ed è l’alimentazione super-fruttariana del veganismo tendenzialmente crudista.
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Per la decapitazione dell’anima, non c’è chiesa o religione al mondo in grado di venderci le indulgenze per le nostre malefatte. L’unico rimedio possibile è quello di metterci in linea con quanto ci detta il nostro ego interno, il nostro corpo eterico-spirituale-universale.

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PARTE I : CONCETTI
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Due percorsi distinti che si intrecciano, si intersecano e si scontrano

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Non esiste al mondo persona che non sappia cos’è la medicina, il medico, il medicinale. Ma se chiedi al primo che incontri per strada cos’è l’igienismo, ti guarderà sorpreso e stupito, e al massimo ti dirà che si tratta della mania di pulirsi le mani e i denti più del necessario.

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Nella ricerca di dare un significato e una migliore comprensione alla mai risolta disputa sulla salute tra Igienismo Naturale e Medicina, tra la terapeutica responsabile e prudente di cui il mondo ha estremamente bisogno, e la medicina aggressiva-spregiudicata-sperimentale-presuntuosa-arrogante-plateale-venale che ci circonda, e di cui il mondo vorrebbe tanto farne a meno, diventa basilare non solo tracciare un profilo storico dei rispettivi percorsi, che si intersecano e si scontrano in continuazione, ma anche chiarire ancora una volta i concetti che caratterizzano e differenziano la Scienza della Salute-secondo-natura (ovvero l’igienismo naturale), dalla medicina vera e propria.

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Una medicina che non ha le prerogative per essere definita scienza della salute

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Paradossalmente, non si può scrivere una storia dell’igienismo prescindendo dal contributo di molti medici dissidenti. Medici che hanno scritto le più belle e più vivaci pagine di critica igienistica alla loro stessa disciplina di origine. Per i filosofi naturalisti, per i naturo-terapisti, ed anche per i medici-contro, la medicina odierna non ha le qualità per essere definita scienza della salute, essendo essa diventata un complesso di tecnologie e metodologie riparatorie di tipo invasivo, improntate alla chirurgia facile, al trapianto spettacolare, alla farmacologia, e alla prevenzione di tipo vaccinatorio, in linea perfetta e solidale con gli interessi organizzativi-politici-mercantili dell’Ordine Medico Internazionale, delle Chiese mediche tipo l’OMS, il CDC e la FDA, e delle multinazionali del farmaco, del cibo depotenziato-salato-zuccherato, della bevanda alcolica-nervina-zuccherata-gassata-aspartamizzata, e del drogante integratore mineral-vitaminico.
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Riassunta in soldoni, la medicina ufficiale verte su 3 punti fondamentali attinenti la malattia:

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A) La malattia è un acerrimo ed insidioso nemico di tipo esterno, che arriva da lontano e si concretizza in disfunzioni, dolori, febbre, infiammazioni, ulcerazioni, squilibri ormonali, carenze, escrescenze.
Un nemico da combattere duramente e sgominare facendo ampio impiego di farmaci, bisturi e trapianti (che sono le tipiche armi della medicina curativa-interventista).
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B) Le cause di malattia, da Pasteur in poi, non sono più il malocchio e gli spiriti maligni da contrastare mediante esorcismi, ma i batteri e i virus, da annientare coi vaccini (che sono le armi tipiche della medicina preventiva allopatica-omeopatica).

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C) La malattia, identificata e confusa col dolore e col sintomo locale o distrettuale, si combatte senza quartiere, organo per organo, con la tecnica search and destroy (cerca e distruggi) dei marines, mediante terapie specialistiche.

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Il concetto igienistico-naturale, sostiene al contrario quanto segue:

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A) La malattia non è un nemico ma un alleato. Non è una presenza estranea ma è il rovescio della medaglia chiamata salute. Combattere la malattia col napalm, per quanto inverosimile appaia, significa napalmizzare la salute, ovvero perseguitare se stessi e il proprio sistema immunitario. 

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Meglio di tutto restare sempre sani. Ma se si perde l’equilibrio e ci si ammala, il processo patologico non è altro che la via più economica-rapida-intelligente verso il ripristino della normalità. La malattia in altre parole è una benettia. È la chiave che conduce all’autoguarigione.
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Controproducente combatterla, mentre serve solo coadiuvarla e rispettarla, togliendo però le motivazioni causative a monte, e lasciando il compito risolutivo finale al sistema immunitario, cioè all’infallibile medico interno di cui ogni organismo vivente è in possesso.

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B) I virus sono figli naturali ed innocenti delle nostre cellule in continua moria e disgregazione, mentre i batteri sono nostri preziosi soci nel complesso e meraviglioso affare della nostra vita, e collaborano nel ripulire l’organismo fagocitando scorie e virus inespulsi, ovvero materiale intasante che il nostro organismo non è riuscito ad espellere.

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C) La malattia vera non è dunque il sintomo (segnale d’allarme e spia rossa), non è lo sbrocco di essudati dell’herpes, non è il muco che fuoriesce, non è la fronte che scotta, non è il grasso che dilaga, non è la testa che scoppia, non è la cellula che muta e tumorizza i tessuti.
Qual’è allora la reale patologia? E’ la scelta di vita, il comportamento, il pensiero, l’alimento, l’ambiente, l’atteggiamento etico-morale, è la cattiveria e l’ignoranza che stanno a monte degli effetti dolorosi. 
Al limite c’è la sfortuna, il caso, l’incidente, tutte situazioni di emergenza dove l’igienismo naturale ammette un uso limitato e mirato di armamentario medico.

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Il direttore d’orchestra è sempre e solo il sistema immunitario

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La distinzione tra Medicina e Igienismo potrebbe apparire sibillina e sofisticata, ma invece non lo è affatto. Poteri ammalanti e poteri guarenti sono entrambi di esclusiva pertinenza del sistema immunitario. E’ lui il direttore d’orchestra che, a bacchetta, ordina al corpo di accaldarsi e sfebbrarsi, di ripulirsi ed espellere il muco, di trovare vie eliminative per i veleni depositati sotto la pelle, tramite le pustolette e gli herpes labiali e genitali. E’ lui che ordina ai punti critici dell’organismo di infiammarsi o disinfiammarsi, di ulcerarsi e cicatrizzarsi, di guarire o invece cancerizzarsi (quando sa che non ci sono più risorse). 

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Gli strumenti guaritivi ma non-curativi dell’igienismo naturale ed ippocratico

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In lingua greca, il termine farmakon significa veleno. Se le farmacie si chiamassero non più farmacie ma velenìe, è probabile che non sarebbero costantemente sovraffollate, come sta accadendo ai nostri giorni. Per l’Igienismo niente sale operatorie, sostituite dal riposo fisiologico totale (digiuno) associato all’acqua distillata, sistema che agisce come un bisturi nei riguardi di ogni presenza anormale interna, di ogni scoria velenosa e di ogni crescita cellulare fuori posto.

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La cura dell’aspettativa e dell’osservazione, ovvero la cura della non cura

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L’unica cura possibile e priva di controindicazioni è la Cura-della-non-cura, che corrisponde poi alla medicina dell’aspettativa e dell’osservazione propugnate da Ippocrate (460-370 a.C), secondo le quali il medico deve fare atto di umiltà e di sottomissione alla natura, deve limitarsi a soccorrere e coadiuvare la natura, perché la natura è sovrana medicatrice dei mali, e di conseguenza la regola fondamentale è quella del primo non nuocere, ossia primo non disturbare o contrastare l’azione della natura.

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Ippocrate condannava i medici del suo tempo per un loro grave errore comune. Non sapevano distinguere le malattie e confondevano le stesse coi sintomi. Quello che succede pure oggi.

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La medicina sicura, soave e sollecita del medico-igienista Asclepiade

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Cura-della-non-cura che corrisponde esattamente alle idee di un altro caposaldo dell’igienismo, ovvero ad Asclepiade (100 a.C), per il quale la medicina doveva rispondere a 3 requisiti ben precisi. Doveva cioè essere sicura (non sperimentale), soave (non invasiva) e sollecita (diete, ginnastica, bagni, docce). Asclepiade inventò a Roma l’idroterapia e le docce 2000 anni prima di Vincent Priessnitz (1801-1851), di Sebastian Kneipp (1821-1897) e di Louis Kuhne (1844-1901).
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Asclepiade sottolineava:

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A) l’importanza delle cause nascoste a monte,

B) l’importanza del corpo (del terreno umano) e di come viene usato,

C) l’irrilevanza e l’indifferenza tra diverse malattie, tra diversi sintomi (tutte le malattie e tutti i sintomi hanno cioè la stessa matrice).
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Ma anche lui, come Ippocrate, venne presto tradito dagli allievi, portati a seguire i diversi sintomi locali.
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Largo Scribonio (47 d.C) applicava infatti la torpedine nera sulla testa dei sofferenti di emicrania, anziché cercare le vere cause a monte del male di testa. 
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Peggio ancora faceva Temisone, che si disinteressava espressamente delle cause occulte o remote, e puntava tutto sulla fisiologia e sulla patologia.

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L’eterno oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il soave e l’invasivo

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Pertanto, l’eterna disputa tra Igienismo Naturale e Medicina, non nasce affatto con Paracelso e Kuhne, con Petenkofer ed Ehret, con Bircher-Benner e Gerson, o con la ANHS (American Natural Hygiene Society) dei Jennings, Graham, Trall, Tilden e Shelton, ma ha origini antichissime. L’intreccio storico tra Igienismo Naturale e medicina è un continuo oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il non-nuocere e il nuocere, tra il rispettare e l’interferire.

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L’affogamento continuo della coscienza igienistica

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Una tensione ed una contraddizione che si ripercuotono anche nella coscienza interna di ogni medico e di ogni terapeuta liberi da presunzione ed arroganza protagonistica, dotati della giusta sensibilità, della propensione a trattare il paziente come un figlio ed un fratello, e non come una vile ed anonima merce umana. In ogni medico esiste una voce interna che ammonisce, una coscienza igienistica che viene affogata e strapazzata in continuazione dalle esigenze di ordine pratico-economico-politico-strategico, e a volte anche dalle pressanti richieste del cliente in sofferenza.

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L’eterna lotta tra la salute e la pecunia

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La deontologia medica è un insieme di regole virtuose che dovrebbero caratterizzare in senso positivo ogni scelta, ogni mossa, ogni comportamento e ogni parola di chi pratica questo tipo di arte. Se venisse applicata davvero in profondità, con coerenza e costanza, e in piena libertà dai bisogni economici, dalla venalità e dalle spropositate ambizioni dell’individuo, dai condizionamenti politico-mercenari di un Ordine Medico legato mani e piedi agli imperi farmaceutico-alimentari delle multinazionali, non staremmo nemmeno qui a parlare di due mondi in dura lotta l’uno contro l’altro.
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Quello di una medicina ufficiale ai vertici mondiali, di una medicina militarizzata e prendi-tutto, di un pozzo-senza fondo alla ricerca ossessiva di nuove patologie presunte ed immaginarie, di nuove pesti create od inventate ad arte, di una medicina venale ed opportunistica sempre alla caccia di nuove fonti di guadagno, e di un Igienismo Naturale che le fa da perito-contrario, vilipeso e ridicolizzato, privo di titoli e di mezzi, e persino di citazioni sulle leggi statali e sui testi ufficiali delle scuole e delle università.

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Quando la ricchezza non ha alcun valore

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A conferma che quello che conta nel mondo materiale e consumistico degli uomini odierni, non è tanto la salute e la verità, quanto la vile pecunia, in assoluto ed insanabile contrasto con l’ammonimento di Erofilo (300 a.C), fondatore della Scuola Medica di Alessandria: 
Quando manca la salute, la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore.

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A volte, occorre toccare il fondo per poter tentare una risalita

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Il flirt contradditorio e litigarello tra Igienismo Naturale e Medicina, che aveva caratteristiche di intreccio quasi-indissolubile agli esordi, è diventato via-via un tiramolla polemico tra due rivali in dura lotta concorrenziale.
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Col passare dei secoli e dei millenni, le schermaglie e le incomprensioni sono diventate divaricazione e incompatibilità, separazione e divorzio totale, fino a piombare nelle opposte trincee di oggi, dove i proiettili fischiano in continuazione, misti ad accuse reciproche di ciarlataneria e di tradimento. A volte, perché un miracolo ed un ricongiungimento avvengano, è necessario toccare il fondo.
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Non siamo affatto lontani da quella situazione. Non siamo affatto lontani dal giorno in cui il medico andrà a fare corsi rieducativi presso i migliori igienisti naturali. C’è un fiorire di organizzazioni mediche dissidenti, di medici responsabili, di medici olistici, di medici alternativi, a testimonianza del malessere interno che ribolle ormai incontenibile nel pancione malato, disorientato ed esasperato della medicina.

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PARTE II: PROFILO STORICO
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Le origini

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Da che mondo è mondo, l’essere umano ha idealizzato la salute e il benessere fisico-mentale-spirituale, e ha cercato di sottrarsi agli urti ed alle offese dei nemici, delle belve, delle intemperie, delle carestie, dalla paura e dalle malattie.
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L’uomo compare sul pianeta Terra non 5000 (tempi della Bibbia), non 50 mila o 500 mila, ma 5 milioni di anni fa. Parliamo dunque di 4.995.000 anni di preistoria e di appena 5000 anni di storia ben documentata. Tre fiumi caratterizzano il passato di noi tutti appartenenti alla Civiltà Occidentale. Non sono il Po, il Reno, la Senna, il Danubio e il Volga, ma il Nilo, il Tigri e l’Eufrate. 

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Dalla Civiltà Egizia, a quella Assiro-Babilonese, a quella Greca

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E’ lì che tra il 4000 e il 1000 a.C. si scrivono le più importanti ed epiche pagine della storia antica, con dentro la Civiltà Egizia e le Piramidi (intorno al 2500). I Fenici dominano i commerci lungo le rotte del Mediterraneo, e insediano la Civiltà Etrusca a nord di una Roma non ancora nata. Cretesi e Cartaginesi gli stanno alle calcagna.
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I Sumeri sono i primi a utilizzare la scrittura e i geroglifici (3000 a.C) e vengono rimpiazzati dagli Assiri e dai Babilonesi, che fondano grossi imperi (2000-1000 a.C).
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I Greci riescono ad entrare nell’impenetrabile Troia col famoso Cavallo nel 1184 a.C., e colonizzano il Mediterraneo tra il 1000 e il 900 a.C. La prima Olimpiade ha luogo nel 776 a.C. Tra il 492 e il 479 a.C. si scontrano ancora col potente impero persiano e lo sconfiggono. 
Sono gli anni in cui sorge ad Atene il Partenone.

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Diogene e l’imperatore Alessandro Magno

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Alessandro Magno dilaga militarmente e conquista nel 325 un immenso impero. Fonda pure in Egitto la città di Alessandria con la più grande biblioteca dell’antichità.
Rientrato in patria, Alessandro Magno va a trovare Diogene di Sinòpe, incuriosito dalle sue celebri stranezze. Il filosofo sta seduto su un muretto poco distante la sua strana abitazione, ricavata da una grossa botte rovesciata.
Alla domanda se può fare qualcosa di utile per lui, quello gli dice: Certo imperatore che puoi farlo. Spostatevi tu e il tuo cavallo e così non mi togliete più la luce del sole. 
Diogene era spregiatore di ogni agio e di ogni riguardo borghese, e usava gironzolare in pieno giorno con una lanterna accesa, alla disperata ricerca di un uomo vero.
La grandezza e lo splendore della Civiltà Greca si coglie anche da questi episodi o aneddoti tramandati.

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La nascente Civiltà di Roma

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Mentre a Sparta e Atene si formano le città-stato, con importanti carte costituzionali a difesa dei diritti del cittadino, in riva al Tevere nasce l’ultima grande civiltà della storia antica.
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La fondazione di Roma avviene nel 753 a.C. La città viene governata dai 7 re (703-509 a.C), poi dalla repubblica (509-30 a.C) e dall’Impero (31 a.C.-476 d.C), mentre il Colosseo viene inaugurato nell’80 d.C. dall’imperatore Tito Flavio Vespasiano (39-81 d.C).
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Senza ovviamente scordare che, nel frattempo, nell’anno 1 d.C, in una grotta di Betlemme, è nato Gesù, il fondatore del Cristianesimo.
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Le origini reali dell’Igienismo vanno cercate ben oltre Ippocrate

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Abbiamo visto, nella I parte, che Igienismo Naturale sta per armonia con se stessi e col mondo che ci circonda. Benessere fisico, mentale e spirituale, sono stati sempre obiettivo fondamentale dell’uomo.
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Dire pertanto che l’Igienismo Naturale prende le sue mosse dalla cultura medico-igienistica dell’Olimpo greco, dai discendenti di Apollo, da Esculapio e dalle sue figlie Igea e Panacea, o anche da Ippocrate (490-370 a.C) che giura idealmente di fronte a loro di rispettare le regole, è una semplificazione culturale. I medici stessi amano spingere ben oltre le proprie radici, e tirano in ballo le divinità egizie, Iside e Osiride, nonché Tot, dio della sapienza ed Ermete Trismegisto (il 3 volte grande).

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Chi ha tutti i titoli per essere chiamato padre dell’Igienismo Naturale è Pitagora

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Più ancora che da Ippocrate, l’Igienismo Naturale parte se vogliamo da Pitagora (600 a.C) che sintetizza meglio di ogni altro le verità apprese dai suoi maestri vegetariani-igienisti Anassimandro di Mileto (611-547 a.C) e Talete di Mileto (625-545 a.C), fondatore della Scuola di Mileto (Calabria), nonché dal suo trentennale peregrinare in terra Egizia, in Fenicia, Caldea, Assiria, India e Mesopotamia, assorbendo a piene mani dal ricco substrato culturale rappresentato dalle migliori culture di quel tempo, dalla Veda indiana, a quella persiana di Zoroastro.
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Pitagora si occupa soprattutto di igiene fisica-mentale-spirituale, ossia di medicina preservativa. Crotone diventa la più famosa delle scuole filosofiche e mediche dell’antichità.
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Non lontano c’è Elea o Velia (oggi Castellamare della Bruca-Lucania), sede della Scuola Eleatica di Zenone e di Parmenide (VI-V a.C), medico-filosofo-naturalista, famoso per la sua difesa a spada tratta della febbre (Datemi la potenza della febbre e saprò fare mirabilie).

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Pitagora faro illuminante della Civiltà Occidentale

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La Scuola Pitagorica è la prima confraternita vegetariana-igienistica del mondo occidentale, se si esclude quella di Orfeo di qualche secolo prima. Pitagora accende una fiamma che cento anni dopo si sviluppa ad Atene con l’era di Pericle, dove ha luogo la più alta concentrazione intellettuale della storia, con Socrate, Platone ed Aristotele, tutti vegetariani e tutti tributari del grande maestro Pitagora.
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Una fiamma che continua a illuminare per secoli e millenni, nonostante la forsennata distruzione delle sue opere da parte della Curia romana, gelosa di avere uno scomodo concorrente capace di sovrastare la grandezza del suo Gesù Cristo.

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La filosofia comportamentale di Pitagora

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Pitagora insegna una nuova religione scientifica e concreta, basata non più sul credo sovrannaturale e sull’occultismo, ma sul vivere sano e naturale, sulla buona educazione e le buone maniere verso se stessi e verso tutti gli altri esseri viventi. La filosofia comportamentale di Pitagora è quanto di più scientifico e umanitario mai predicato sul suolo terrestre.
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Pitagora differisce radicalmente da tutti gli altri pensatori che lo hanno preceduto ed anche dai suoi successori storici, per la capacità di rifuggire dai meandri di quella metafisica che egli conosceva troppo bene, ed anche per la sua dedizione a risolvere i problemi pratici degli umani in questa vita.

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Stoicismo ed Epicureismo come coscienza morale del Paganesimo Romano

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Epicuro (343-270 a.C), nato a Samo e vegetariano come Pitagora, sostiene che la felicità consiste nel piacere, che non è puro edonismo, ma serenità che si conquista vivendo nascostamente, in modo pacifico e non ambizioso. 
Zenone di Cizico (336-264 a.C) insegna filosofia sotto lo Stoà Poikìle, portico a colonne di Atene.
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Il suo stoicismo implica il dominio di se stessi, l’autosufficienza, la salute e il vegetarianismo. 
Stoicismo ed epicureismo rappresentano lo sforzo supremo del paganesimo verso un ideale di nobiltà e di fermezza morale, e trovano grande seguito nella Roma Imperiale, con Epitteto, Seneca e Marco Aurelio, tra i più noti sostenitori. 

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Grazie al cavolo crudo, Roma va avanti sana e senza medici per 600 anni

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Marco Porcio Catone, detto il Censore (234-148 a.C), è il maggior interlocutore immaginario nei dialoghi di Marco Tullio Cicerone (106-143 a.C). Ci tramanda importanti scritti di filosofia comportamentale. Nel suo De Re Rustica, riporta che per oltre 600 anni i romani sono vissuti sani senza alcun medico intorno, grazie al cavolo crudo, panacea preziosa per tutti gli usi, e al vino con cui si facevano infusi di erbe.
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L’arte medica è considerata talmente di basso livello che ai cittadini romani non si dà permesso di praticarla. I pochi terapeuti abusivi sono tutti stranieri, o schiavi che curano il proprio padrone.

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Invasione di medici-stregoni greci che curano nelle tabernae

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Ma nel 292 a.C. imperversa a Roma una terribile pestilenza. Una delegazione di medici e sacerdoti, del celebre Tempio Medico dell’Isola Tiberina, viene inviata in Grecia al tempio di Esculapio, in missione di studio.
Il primo medicastro greco che giunge a Roma nel 290 è Arcagato, che apre la strada a una migrazione di medici che curano con filtri, semplici amuleti e complessi talismani, esercitando un’arte medica rudimentale, fatta di empirismo e magie.

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Uno straordinario imperatore di nome Marco Aurelio

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Di Asclepiade (100 a.C) abbiamo parlato nella I° parte, dicendo che rappresenta quanto di meglio offre la medicina igienista del suo tempo.
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Marco Aurelio Antonino (121-180 d.C) è imperatore, ma anche ottimo igienista, visto che il suo motto è Vivere conformemente alla natura. Scrive dei testi straordinari come Le Riflessioni e Le meditazioni. Non a caso, assieme a Machiavelli, Marco Aurelio è l’autore nostrano più letto in America. 
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Claudio Galeno (129-201 d.C) medico-igienista e vegetariano più famoso dell’antichità assieme ad Ippocrate. E’ moderno ed avanzato al punto di essere punto di riferimento medico fino ai nostri giorni. 
Il cibo può rendere l’uomo dissoluto o responsabile, mediocre o illuminato, usava dire. Grande ammiratore di Pitagora, come tutti i filosofi romani.

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Porfirio e Filostrato rimpiangono e celebrano Pitagora

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Porfirio (232-dopo il 300 d.C), filosofo in Roma, non riesce a capacitarsi come l’uomo possa accettare di opprimere ed ottenebrare se stesso cibandosi di carne animale.
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Filostrato (sec. II-III d.C), rettore di filosofia ad Atene, e autore del testo La Vita di Apollonio di Tiana, racconta come Pitagora all’età di 16 anni si rifiutò di consumare carne perché la riteneva un cibo intimamente sporco e disgustoso capace di rendere la mente rozza, e fu per questo che adottò sin da ragazzo una dieta di frutta fresca e secca, integrata dai vegetali disponibili. Pitagora sosteneva che i frutti della terra sono puliti e trasmettono la loro pulizia ed il loro vigore, mantenendo l’uomo pulito fuori e dentro.

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Dalla lunga notte medievale a Leonardo Da Vinci

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Saltiamo la notte millenaria del Medioevo e arriviamo a Leonardo da Vinci (1452-1519). 
“Impara non a curare la tua malattia, ma a come preservare la salute”, e “Verrà il giorno in cui l’uomo giudicherà l’uccisione dell’animale come orrendo delitto”, sono le due perle che qualificano il grande eclettico fiorentino come elemento di punta dell’Igienismo Naturale.

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Il naturalista Paracelso

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Paracelso (Theophrastus Bombastus Paracelsus) da Hohenheim) (1493-1519), è il massimo esponente del naturalismo tedesco ed insegna medicina a Berlino.
“Non mi vergogno di aver imparato le cose più preziose da vagabondi, da zingari, da barbieri e da boia”, è una delle sue originali affermazioni. Grande bastonatore dei colleghi medici, accusati di essere campioni di venalità.

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L’ American Natural Hygiene Society

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Isaac Jennings (1788-1874), pioniere della ANHS (American Natural Hygiene Society), è il primo a usare placebi colorati sottoforma di innocenti pillole di pane. Li distribuisce ai suoi pazienti, accoppiati a buoni consigli igienistici, e ottiene strabilianti guarigioni, mentre nei 20 anni precedenti, usando i soliti farmaci, non nasconde di aver mandato al cimitero centinaia di persone, con tanto di nome e cognome.
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Sylvester Graham (1794-1851), pioniere della ANHS: L’uomo che tenta di curare un disordine fisico senza conoscerne le cause è come un cieco che brancola nel buio.
Russell Thacher Trall (1812-1877), pioniere della ANHS, spirito indomito e grande oratore.
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Il medico più antimedico di tutti i tempi:
Il sistema igienistico naturale è veritiero, in armonia con la natura, scientificamente esatto, filosoficamente sano, in linea col buon senso. E’ una vera benedizione per il genere umano.
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John Tilden (1851-1940), pioniere della ANHS: 
Non esistono cure per la malattia. Quello che serve è la salute, come costruirla, come mantenerla. La teoria della tossiemia surclassa la teoria dei virus e dei batteri in logica, certezza e risultati.

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Pettenkofer, trangugiatore di bevande al colera

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Max Joseph von Pettenkofer (1818-1901), fondatore del primo istituto di igiene in Europa. Fisiologo, igienista e professore di medicina a Vienna e Monaco. Famoso per le clamorose dimostrazioni antipasteuriane di fronte ai suoi allievi, dove smentiva la teoria dei batteri causatori di malattia, ingurgitando bicchierozzi colmi di microbi concentrati, senza mai ammalarsi.

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Florence Nightingale, i migliori concetti mai espressi in campo medico negli ultimi 200 anni

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Non è il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi?
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Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia interna da un lato, l’aria viziata e la sporcizia intestinale dall’altro, a determinare lo star bene o lo star male delle persone?
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Non sono forse tutte le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?
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Mi è stato insegnato da medici superbi e da donne ignoranti a temere la febbre, la scarlattina e le varie malattie chiamate infettive. Ma non esistono malattie tipiche e malattie nemiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata. La dottrina delle malattie specifiche, nemiche e contagiose, è il rifugio delle menti deboli e fragili della Medicina.

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Kuhne, il più grande nemico dei farmaci

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Louis Kuhne (1844-1901) perde madre e padre per colpa di errori medici. Contrario ad ogni tipo di medicinali. Sostiene l’unitarietà di tutte le malattie, e una dieta vegana includente pane integrale. Ha un successo enorme e il suo testo principale, The New Science of Healing, viene tradotto in 30 e più lingue. Viene giustamente considerato campione mondiale della guarigione senza farmaci.

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Ehret, il teorico della dieta senza muco

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Arnold Ehret (1866-1922), grande medico tedesco amatissimo in America, disse due cose basilari.
L’errore più eclatante dell’uomo è quello di acidificare ed avvelenare il sangue con cibi muco-formanti, e di imbottirsi con proteine e grassi animali costipanti.
Il grado di sporcizia interna dell’individuo medio è qualcosa di inimmaginabile.

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Max Bircher-Benner, il preferito dagli Zar di Russia

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Max Bircher-Benner (1867-1939), svizzero, precursore illuminato della scienza della nutrizione naturale odierna, medico curante preferito dagli Zar di Russia, disse quanto segue: 
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“Nato per essere sano dal primo all’ultimo giorno, l’uomo spende il suo tempo e la sua intera vita ad avvelenarsi, a minare e sabotare la sua preziosa dotazione ereditaria. Frutta e vegetali crudi hanno poteri curativi unici, in quanto si tratta di cibo vivente”.

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Charles Baudelaire, ovvero l’Igienismo dell’anima

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Charles Baudelaire (1821-1867), scrittore e poeta, autore de I fiori del male, un capolavoro della poesia francese, esprime le emozioni di un’anima sensibilissima in tutti i suoi scritti. C’entra con l’igienismo e con l’etica salutistica? Assolutamente sì. 
Lo conferma questa sua frase:
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“Un uomo sano può stare due o più giorni senza cibo, ma non può resistere due o più giorni senza poesia”.
L’Igienismo Naturale non è fatto solo di nutrizione e di salute, ma anche e soprattutto di poesia.
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Albert Einstein, non solo relatività ma anche filosofia etico-salutistica

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Albert Einstein (1879-1955), Nobel per la fisica nel 1921, non si limitò a parlare di relatività:
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“Il vegetarianismo arrecherà enormi benefici al pensiero e al carattere dell’essere umano. L’eliminazione della carne e delle proteine animali apporterà una ventata di salute e di serenità al pianeta Terra”.

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Albert Schweitzer e una maialina di nome Josephine

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Albert Schweitzer (1875-1965), Nobel per la pace 1952, uno degli spiriti più eletti dell’età moderna:
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“Finché l’uomo non estende il suo raggio di amore e di compassione a tutte le creature, non sarà mai uomo, non troverà mai pace con se stesso e con la natura, avrà un fisico monco e una personalità mediocre”.

Il suo più grande amore fu Josephine, la fidata maialina che lo accompagnava in visita ai pazienti africani.

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Padre Taddeo di Wiesent, un frate davvero eccezionale

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Padre Taddeo di Wiesent(1858-1926), umile frate cappuccino tedesco che, mentre è in missione in Cile, incontra per strada un giovane studente disperato e pronto a gettarsi da un ponte, malato di piaghe e di sifilide. Lo soccorre e gli insegna a guarire del tutto, senza farmaci e senza pomate. Quel giovane miracolato si chiama Manuel Lezaeta, e diventa uno dei più grandi terapeuti naturalisti del secolo scorso.

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Manuel Lezaeta Acharan, il teorico dell’equilibrio termico

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Manuel Lezaeta Acharan (1881-1959) scrive un libro formidabile dal titolo La Medicina Naturale alla portata di tutti, che ha grosso successo anche in Italia grazie alla traduzione di Luigi Costacurta, colonna dell’igienismo naturale nostrano. Costacurta (mancato purtroppo da alcuni anni) dedica la traduzione all’autore stesso e definisce il libro come opera senza precedenti di un immortale Maestro della Salute, essendo egli stesso stato beneficiato dalla sua lettura. Carmelo Scaffidi da Bergamo, è uno dei più attivi terapeuti nazionali ad applicare i metodi di Lezaeta, avendo lavorato gomito a gomito con Luigi Costacurta e con Michele Manca.

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Herbert Shelton, una vita al servizio della salute

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Herbert Shelton (1895-1985), il più grande divulgatore di cultura igienistico-naturale, con una cinquantina di libri di successo:
“Sono molto più interessato alla conoscenza che al fattore pecuniario. L’igienismo naturale è scienza della salute, scienza della vita. Esso mi ripaga pienamente del tempo che gli dedico”.
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Ogni nuova verità ha dovuto sempre farsi strada tra l’ignoranza, la superstizione e il bigottismo della gente.
Non dovete confondere l’autorità e il potere con la verità. Fate in modo che la verità diventi autorità e potere, che la verità diventi l’ago della bilancia.

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Max Gerson, uno straordinario oncologo legatissimo alla frutta 

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Max Gerson (1891-1959), grande oncologo tedesco, capace di recuperare persino casi estremi di cancro: Ogni 30 secondi un cittadino americano muore di cancro (oggi, ne muore uno ogni 10 secondi), e 2800 persone al giorno sono falcidiate in questo modo orribile. Una dieta di frutta e verdura, in sostituzione radicale dei grassi e delle proteine animali, unita alla astensione dal fumo e a maggiore esercizio fisico, riduce già del 40% l’incidenza del cancro. Questa è la via per ottenere la salute.

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L’esperimento nutrizionale più importante della storia

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Aisla Welch e Key-Tee Khaw, ricercatrici mediche della Cambridge University:
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“Per evitare cancro e infarto, i due maggiori killer mondiali, serve un minimo di 5 pasti al giorni di sola frutta a copertura del fabbisogno reale di vitamina C naturale, che risulta essere di 5-6 volte superiore alle tabelle FDA.
Questo è il risultato del nostro maxi-esperimento durato 20 anni, su un campione di 40 mila soggetti”.

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Umberto Veronesi: assai meglio senza carne

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Umberto Veronesi, 85 anni, bandiera italiana ed internazionale del vegetarianismo medico:

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“Parola di medico-oncologo, di ex-Ministro Sanità, di presidente Lega Europea contro il cancro, la carne non è mai stata necessità biologica per l’uomo. Non si rischia la salute senza carne. I vegetariani vivono meglio e più a lungo”.

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Frank Sabatino, allievo di Shelton, titolare della clinica igienistica dr Sabatino ad Hallandale in Florida

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Smettiamola con le sciocchezze e con le proteine. La nostra formula vincente prevede:

a) Drastico incremento di frutta-verdura-noci-legumi freschi (tutti riduttori dei radicali liberi).
b) Masticare bene e lentamente.
c) Dormire meglio (la carenza di sonno provoca dolori duscolari e sbalzi insulinici).
d) Ridere di più, sdrammatizzare, via il musonismo, incrementare il proprio senso dello humor.
e) Amare se stessi e chi ci sta vicino, amare il prossimo, amare tutti gli animali.
f) Ricordarsi che le 3 più comuni deficienze alimentari sono nell’ordine: fibre, fitonutrienti, 
antiossidanti.

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Ralph Cinque, allievo di Shelton, titolare della clinica igienistica Dr Cinque a Buda in Texas

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Concentrarsi nel cambiamento radicale delle abitudini distruttive:

a) Via il fumare. 
b) Via il bere alcolici e nervini. 
c) Via i latticini e le proteine animali.

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Alan Goldhamer, titolare della clinica igienistica dr Goldhamer, a Santa Monica in California

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L’igienismo naturale è estremamente semplice: 
a) Mai mettere in bocca niente che non sia vivo-fresco-naturale-innocente (cruelty-free).
b) Assicurarsi di poter sempre disporre di aria pura, acqua pura, sole, movimento fisico. 
c) Prendi nota che vivi in un mondo disegnato e programmato per farti ammalare, e diventa quindi 
independent thinker (pensatore indipendente).

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Ronald Criedland, titolare della clinica dr Criedland a San Francisco in California

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a) La salute è sempre risultato di un vivere salubre. 
b) Il corpo non va mai contro se stesso, e tende sempre ad auto-guarire, a condizione che gli diamo la 
possibilità di farlo. 
c) Il nostro obiettivo è rispettare i sintomi e rimuovere le cause di malattia.

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Joel Fuhrman, titolare della clinica igienistica dr Fuhrman nel New Jersey

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a) Non mi sento obbligato a smuovere la gente e a cambiare il mondo. Mi basta il raro privilegio di offrire consigli e istruzioni capaci di modificare in meglio la qualità della vita. 
b) Da noi viene gente con grossi problemi. Ci fa male al cuore rimandare a casa quelli con cancro conclamato finale. 
c) Abbiamo scelte costruttive da proporre (come mangiare, come riposare, come controllare le proprie emozioni, tutti fattori determinanti per il nostro benessere). 
d) Insegnamo a dialogare col corpo, ad allinearsi con la saggezza intrinseca del proprio organismo.

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Robert Pritikin, figlio del celebre dietologo Nathan Pritikin, titolare dei Centri Salute e Longevità a Santa Monica-California e Miami-Florida (con l’eccezionale palmares di 70 mila persone rimesse in vita in 20 anni)

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a) L’uomo è stato disegnato per mangiare certi cibi e non altri. I vegetali contengono tutto quello che serve senza alcuna eccezione. 
b) La scienza ha speso anni e miliardi per individuare la formula ideale per l’uomo. Essa esiste ed è di una semplicità sconcertante. Si chiama sistema vegano. 
c) I ricercatori lo sanno da decenni che la dieta salubre, estetica, ringiovanente, sexy, non-ingrassante, è quella composta da carboidrati vivi, da frutta e vegetali freschi, da legumi e cereali integrali (a volte cotti in modo conservativo).

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Peter Duesberg, docente di biologia molecolare e cellulare presso la Berkeley University of California, primo al mondo ad aver isolato un gene del cancro

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a) Quando il mondo si accorgerà che il virus HIV, per il quale Montagnier ha avuto il Nobel, non esiste affatto, e che l’AIDS è stato tutto una gran truffa, il CDC (Center Disease Control) sarà pronto a presentare i nuovi superbatteri. 
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b) Da tempo immemorabile, il potere della medicina si fonda sulla paura delle malattie, soprattutto se infettive, soprattutto se sessuali. 
L’ambiente scientifico AIDS ha sfruttato in modo indecoroso e vile questo specifico strumento di potere. 

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III PARTE: LO STILE DI VITA IGIENISTA

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1) Rivedere le proprie convinzioni ideologiche. Prendere nota che l’uomo è inequivocabilmente vegano 
per disegno e progetto della creazione, e anche come discorso etico-evolutivo.
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2) Allinearsi al più presto alle esigenze vegane del nostro organismo.
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3) Conoscere se stessi e rispettare il prossimo, soprattutto quello indifeso ed innocente (bambini e 
animali).
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4) Dare sempre priorità e precedenza alla salute (ricordare la massima di Erofilo (Quando manca la 
salute la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la 
ricchezza non ha alcun valore).
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5) Evitare stress e rumori fastidiosi.
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6) Mettere l’aria buona davanti ad ogni cibo.
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7) Esposizione solare, esercizio fisico e aerobico (respirazione ritmata e profonda), buonumore.

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8) Riposo adeguato (meglio se con la testa rivolta verso Nord), finestra aperta d’estate e socchiusa (mai 
tappata) d’inverno.
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9) Scegliere acque leggere (minimizzando il bere, e aumentando il consumo di frutta).
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10) Sempre e solo il cibo della specie. Via rigorosamente tutto il resto.
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11) Non pretendere sempre la perfezione, ma almeno avvicinarsi ad essa il più possibile.
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12) Non si cala di peso mandando via i chili, ma mandando via le cause che li hanno accumulati, e poi 
riparando mediante digiuno terapeutico. Non esistono altre scorciatoie innocenti e stabili.
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13) Il nesso tra cibi sbagliati e malattie killer non è oggetto di contestazione negli ambienti scientifici.
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14) Non affamare il corpo (salvo che nel digiuno terapeutico), altrimenti esso si vendica spingendoti al tuffo notturno sulla nutella o su altre cose simili.

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IV PARTE: MANGIARE BENE PER VIVERE MEGLIO

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Lo schema che propongo è valido per tutti in generale, e serve come traccia orientativa, flessibile e non rigida.
Ognuno lo deve adattare alla sua situazione personale fisica, di lavoro, di gusti, di carattere.
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Ho incluso nello schema l’esigenza di rispettare i 3 cicli giornalieri umani: 4 am-12: ciclo eliminativo, (coadiuvarlo mangiando rigorosamente solo frutta di prima mattina), 12-20: ciclo appropriativo (mangiare la parte più consistente dei cibi della giornata), 20-4 am: ciclo assimilativo (si dorme e basta).
E ho incluso anche il rispetto del five-per-day di Cambridge, riducendo l’importanza e la consistenza di pranzo e cena.

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Ore 7: Prima colazione. Succo di 4 arance o di due pompelmi.
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Ore 9: Seconda colazione: 2 kiwi e una banana, oppure un kiwi e un caco.
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Ore 11: Terza colazione: Crema di avena, più semi di sesamo frantumati al pestello, semi di girasole, germe di grano, semi di lino, il tutto intenerito nel latte di cereali. Oppure popcorn fatto fresco in casa con banane o con fichi (in stagione).

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Ore 13: Pranzo:

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a) Piatto abbondante di verdure crude, incluso radicchio, lattuga, cavoli, tarassaco, 
cavolini Bruxelles, carciofi, finocchi, germogli vari (non più di 4 tipi di verdure in 
tutto). Si può accompagnare con pane integrale.
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b) Riso integrale nero o miglio, o altri cereali cotti al dente (chi non ce la fa, può optare 
per la pizza vegetariana alle verdure fresche e non di scatola, o per una pasta integrale 
al dente con verdure).
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c) Manciata di mandorle e pinoli o simili.
Ore 16: Prima merenda: una mela o una pera.
Ore 18: Seconda merenda: alcuni mandarini, o due melograni, o un caco.

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Ore 19: Cena:

a) Piatto abbondante di verdure crude (meglio se alternate rispetto a pranzo)
b) Zucca, patata, patata dolce o legumi 
c) Manciata di noci e pinoli e datteri

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Note aggiuntive:
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– Nessuna bevanda a pranzo e cena. Al massimo mezzo bicchiere d’acqua naturale (non gassata).
– Massimo 2-3 bicchieri d’acqua al giorno lontano dai pasti, per chi indulge ancora coi cibi cotti.
– Qualche oliva e qualche carciofino sott’olio, o altre cose del genere, possono andare benissimo, senza 
esagerare con la quantità, perché dare un pizzico di più gusto ai cibi non è peccato mortale.

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– Per condire, usare sempre e solo un buon olio di oliva extravergine, spremuto a freddo, più aceto balsamico o qualche goccia di aceto normale, tenendo sale e aceto al minimo, essendo entrambi nocivi.
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– In alternativa a pranzo e cena si può sempre optare (specie se in viaggio) per 3-5 panini integrali con 
abbondante verdura, avocado, carciofini, pinoli crema di funghi o di olive).

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamsca Igiene Naturale)

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su http://valdovaccaro.blogspot.com/

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Sebastiano

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PERCHE’ L’UOMO E’ FRUTTARIANO?


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UNA GRAN VOGLIA DI RISTUDIARE IL TUTTO

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

Reazione di un naturopata ed una biologa a due miei scritti dei giorni scorsi

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Lettera a Valdo Vaccaro

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Salve, abbiamo ricevuto due suoi files (Superstizione del contagio e cultura della salute, e Peste suina e porco-economia), che ci hanno fatto riflettere sulle errate informazioni che possediamo su virus, batteri e alimentazione. Veniamo a chiederle aiuto, visto che lei è un esperto in materia a riguardo di domande alle quali non sappiamo dare una risposta e che, però, ci sembrano importanti per la vita di tutti i giorni.

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1) Da quali fonti risulta che l’apparato digerente dell’essere umano è fruttariano? 
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2) Da dove vengono ricavati gli 8 aminoacidi essenziali che il corpo umano non è in grado di sintetizzare (fonti di medicina)?
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3) Ci sembra che in ogni tempo ed in ogni civiltà (se così si può chiamare il cammino dell’ignoranza umana) l’essere umano abbia sempre mangiato carne, verdure, carboidrati, ecc, per cui non riusciamo a capire come mai, salvo seguendo particolari filosofie spiritualizzanti, oggi dovremmo mangiare solo frutta.

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4) E gli enzimi digestivi (amilasi, proteasi, ecc.) a che cosa servono?
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5) In qualità di naturopata e biologa, vorremmo aiutare meglio le persone, ammesso che fino ad oggi non le abbiamo aiutate correttamente sul piano alimentare.
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6) Ci avevano fatto capire che il virus è una specie di mostro che attacca il corpo umano sadicamente e di sua spontanea animazione.

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Da quello che leggiamo sul suo rendiconto, si tratta di pezzetti di codice inanimati che possono attivarsi in condizioni particolari ed alterare il funzionamento della cellula, cioè la produzione delle proteine, proprio come il virus del computer. Dunque si tratta di coincidenze di allineamento di codici che, quando avvengono accidentalmente, danno luogo a un meccanismo capace di attaccare e distruggere ciò che trova. A noi, come studiosi anche della filosofia informatica del corpo umano, la sua spiegazione torna parecchio, ma in tal caso c’è da riscrivere libri di medicina e da re-istruire tutti i medici che la pensano nei modi soliti, in quei modi che lasciano tutti piuttosto perplessi e insoddisfatti. 

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Ma allora, come mai alcuni virus esistono già e sono classificabili? Cioè, una volta allineati, seppur casualmente, così rimangono e così si trasmettono?  Infine, come mai nel metabolismo cellulare vegetale non si formano tali pezzettini, non si collegano fra loro e non formano virus virulenti, mentre invece nella cellula animale sì? Altrimenti anche i vegetali sono potenziali veicoli di virus.

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7) Se oramai siamo abituati a dare al corpo (oltre ai soliti quintali di tossine industriali) gli aminoacidi essenziali, cosa farà esso domani, quando lo alimenteremo solo a frutta?
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Per ora le porgiamo solo queste piccole domande che ci permetterebbero di rimetterci sui libri, magari anche su quelli che lei stesso ci vorrà consigliare, o su degli appunti da lei scritti, per conoscere sempre di più questa macchina che ci porta a spasso per il mondo e che torturiamo con una sempre più inaccettabile ignoranza.

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Saluti. Giuseppe Guidi, naturopata, ed Elena Marano, biologa.

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RISPOSTA

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Curiosità ed umiltà sono doti fondamentali per chi vuole conoscere e progredire

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Ringrazio questi lettori di spessore per la loro importante richiesta di chiarimenti. Vorrei tutti i giorni ricevere questo tipo di quesiti, che dimostrano apertura mentale e voglia di rimettere in discussione quanto si sa e quanto non convince affatto. L’umiltà è una dote fondamentale per progredire con la conoscenza scientifica. Provvederò ad inviare loro immediatamente i miei scritti sugli argomenti sopra accennati.

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Alimentazione Naturale

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Il mio testo Alimentazione Naturale, ordinabile a diversi editori che lo propongono on-line e che dovrebbe pure trovarsi nelle migliori librerie, contiene parecchi spunti utili al riguardo, ed anche dei dati bibliografici. Basta andare su Google.it e digitare valdo vaccaro, per trovare dati sul mio testo ed anche diversi miei scritti sui vari blog di Medicina Naturale e della ABIN, su quello di Luigi Boschi, di Arianna, ed altri. Veniamo ora alle vostre 7 domande basilari.

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Da quali fonti l’apparato digerente umano è fruttariano? Via le fonti classiche.

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Premetto che quando dico fruttariano intendo tutta la frutta, anche quella orticola (zucchine, zucche, cetrioli, pomodori, melanzane, tegoline, piselli), e intendo pure la verdura, nel senso di includere tuberi, foglie, germogli, radici, cereali e semi vari. Vorrei rispondervi citandovi le fonti classiche, tipo Talete e Pitagora, Platone ed Aristotele, Leonardo e Savonarola, Rousseau e Voltaire, Tilden ed Einstein, ma pare che i grandi del passato siano passati di moda, mentre nuova gente interessante viene portata sul palmo della mano, nella società odierna. 

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Il professor Giorgio Calabrese, il prof Carlo Cannella, la professoressa Carla Favaro, il ministro Luca Zaia (quello contrario all’ananas), e altri simili a loro, sono tutti in aspettativa di un trono nel Nuovo Olimpo degli Dei dell’Alimentazione Italica, tanto per fare un esempio nostrano.

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Quali allora le fonti che confermano la fruttarianeità dell’apparato digerente e del corpo umano?

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1 – Dallo stesso latte umano che ha l’identica formula della frutta naturale.
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2 – Dal fatto che frutta e verdura crude danno nutrimento al 100 per cento, senza rubare niente in termini di costi energetico-digestivi-assimilativi-emuntori.
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3 – Dal fatto che la frutta e la verdura crude producono zero leucocitosi in sede digestiva, come esperimenti Kautchakoff 1930, per i quali altri studiosi vinsero poi il Nobel per la Medicina nel 1948.
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4 – Dal fatto che il sangue umano è alcalino e non acido come negli animali onnivoro-carnivori, e che la frutta nutre e stranutre alla perfezione senza acidificare, l’esatto contrario di carne e latticini.
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5 – Dal fatto che il nostro stomaco ha 10 volte meno acido cloridrico, atto a demolire e trasformare le proteine in aminoacidi, rispetto agli animali onnivoro-carnivori, per cui è adatto a frutta e verdura, ma non al resto
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6 – Dal fatto che il nostro intestino è assai intricato, complesso e lungo quasi 10 metri, contro i 2 metri dei normali onnivoro-carnivori, e che è inoltre molto spugnoso, per nulla adatto a trattare proteine animali.
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7 – Dal fatto che il carburante frutta-verdura crude è l’unico a non causare crisi ossidative e rilascio di radicali liberi.

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8 – Dal fatto che il carburante frutta e verdura crude non contiene acidi urici , e va a pennello nel nostro corpo fruttariano totalmente sprovvisto di enzimi uricasi indispensabili per la demolizione dell’acido urico (28 gr per kg nella carne). Enzimi uricasi che abbondano negli animali di segno opposto, cioè negli anti-fruttariani od onnivori che dir si voglia.
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9 – Dal fatto che servono almeno 5 piatti sazianti di sola frutta al giorno per eludere totalmente cancro e cardiopatia (i due maggiori killer mondiali), come dimostrato dal maggiore esperimento nutrizionale di tutti i tempi (Cambridge University 2000), invano segretato ed insabbiato da FBI e da Scotland Yard.
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1O – Dal fatto che l’uomo paleolitico faceva ben 12 pasti di sola frutta al giorno, come dimostrato dai reperti analizzati dal maggiore studioso mondiale di alimentazione paleolitica dr Boyd Eaton.
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11 – Dal fatto che i Pimas americani dell’Arizona erano un popolo sanissimo quando nel 1900 vivevano da vegani e che in soli 100 anni sono diventati il popolo più obeso-diabetico-canceroso del mondo, dopo che furono costretti con la forza (deviazione fiumi da parte dei federali) a cambiare radicalmente dieta (mentre i Pimas della regione messicana adiacente restano oggi sani e pimpanti con 28 kg in meno di peso individuale medio rispetto ai fratelli vicini).
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12 – Dal fatto che il più importante-scientifico-affidabile laboratorio sperimentale ricerche del mondo, che per me è il mio corpo, in 65 anni non mi abbia mai tradito, e mi abbia dato esaustive e implacabili dimostrazioni a getto continuo in favore della teoria vegana-crudista.

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L’isovalenza tra proteine vegetali e proteine animali provata nel 1728 da Bartolomeo Beccari

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 Le proteine animali danno molti inconvenienti 

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In natura esistono diversi milioni di proteine, mentre nel corpo umano se ne contano circa 10 mila. Le proteine animali danno molti inconvenienti al corpo umano come appena visto (acido urico e gotta, acidità ed osteoporosi, putrefazione e cancro, crisi ossidative e radicali liberi), mentre le proteine vegetali non lasciano traccia. Già nel 1728, il grande Bartolomeo Beccari, scopritore del glutine nel frumento, dimostrò scientificamente l’isovalenza tra proteine vegetali e proteine animali (via quindi i termini nobile ed essenziale, usati ed abusati a sproposito).

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L’alta biodisponibilità proteica dei cibi basso-proteici come la frutta (100%) 

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L’utilizzazione della proteina da un determinato alimento è tanto più grande quanto minore è la sua percentuale proteica (vedi l’esempio eclatante del bebè umano che nel suo periodo di massimo fabbisogno proteico marcia a latte umano, che ha percentuale proteica bassa al pari della frutta). L’organismo umano riesce a utilizzare dalle patate una quantità di proteine 7 volte maggiore di quella della carne o del formaggio. 

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La percentuale proteica utilizzata dalla frutta è addirittura del 100%.

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E la frutta, come ogni cosa sotto il sole e sotto la nostra atmosfera alto-proteica (80% azoto N e 20% ossigeno O2), contiene proteine nella giusta percentuale. Il valore biologico, ovvero la biodisponibilità delle proteine, è strettamente condizionato dalla presenza di vitamine-minerali-enzimi. Frutta e verdura crude sono al top della digeribilità e della biodisponibilità senza perversi effetti collaterali di breve o lungo periodo.

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L’alimentazioone anti-frutta, ovvero la carno-lattea, provoca segni cancerogeni inequivocabili 

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Non stiamo qui a citare la rapida proliferazione delle cellule cancerogene non appena entrano proteine animali nel corpo umano. La prova non sta solo nel fatto che, nelle sale di anatomia, il sezionamento dei cancri evidenzia in continuazione bacilli tipo il bacillus enteridis, il bacillus Breslay, il bacillus suispestifer, il bacillus clostridium, il bacillus streptococcus bovis, tutti derivanti dalle varie carni di animali di terra e di acqua. 

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Se si prende un malato di tumore o di cancro, e lo si sottopone a dieta rigorosamente priva di proteine animali, il tumore benigno nel primo e la neoplasia maligna nel secondo rallentano lo sviluppo a vista d’occhio. Ne sapeva qualcosa in proposito il celebre terapista dei malati terminali di cancro, il medico tedesco-americano Max Gerson, che li imbottiva di frutta da mattina a sera. Metchnikoff dimostrò poi in passato come l’origine di tutte le malattie è da individuare nella putrefazione degli alimenti nell’intestino, nei miasmi incredibili che vi si sviluppano per colpa di carni e latticini.

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I disastri delle scorie proteiche ineliminate all’interno del corpo umano

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Le scorie prodotte dal consumo proteico-animale affaticano incredibilmente fegato-reni-pancreas, gli organi-chiave del funzionamento chimico del corpo umano, e sono causa dimostratissima di uricemia, obesità, diabete, calcolosi, reumatismi, dispepsie, eczemi, arteriosclerosi. Quel che è peggio, le proteine eccedenti il fabbisogno giornaliero non possono essere accumulate nell’organismo sottoforma di grassi, e il fegato le deve trasformare in urea ed indirizzarle ai poveri reni. 

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Il sistema renale, stressato da questi ripetuti insulti, non ce la fa ad espellere il veleno, non lo elimina totalmente, ed il corpo lo riassorbe intossicandosi. Il sistema immunitario, prende malvolentieri gli scarti proteici ineliminati e li lega alle pareti dei capillari che così si ispessiscono e perdono funzionalità, e alle pareti delle arterie che così sviluppano ateromi.

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Tutto questo non succede affatto con le proteine vegetali, le quali non acidificano e non avvelenano il sangue.
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Non esiste al mondo una singola malattia da carenza proteica, mentre siamo flagellati da morbi carneo-derivati.

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Più proteine animali mangiamo e più acidifichiamo il nostro sangue alcalino.
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Acidificazione significa blocco immediato di tutte le reazioni bioelettriche corporali e dunque morte immediata. Ecco allora l’intervento disperato del sistema immunitario a richiamare osseina dal midollo. Ecco lo svuotamento misterioso di calcio buono dal sistema osseo ogniqualvolta si mangiano carni-uova-pesce-latticini, tutti cibi anti-frutta. L’uomo deve dunque aver paura dell’eccesso di proteine, non certo della carenza. Non esiste al mondo una singola malattia dovuta a carenze proteiche, mentre il pianeta è flagellato da moltissime affezioni da eccesso proteico di tipo animale. 

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Dove ricaviamo dunque gli 8 aminoacidi essenziali?

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Venendo alla domanda specifica, trattasi di un quesito di retroguardia. Sappiamo da anni ormai che non esistono affatto questi 8 aminoacidi essenziali. Soltanto due aminoacidi, la treonina e la lisina risultanto infatti essere indispensabili e, partendo da essi il corpo umano ricava agevolmente tutti gli altri per trasformazione biologica. 

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Treonina e lisina si trovano in abbondanza in tutta la frutta oleosa (arachidi, pinoli, mandorle, pistacchi, anacardi, noci, nocciole), ma anche nei semi, nei cereali, nei germogli, nei funghi, negli spinaci, negli asparagi, nei carciofi. Le carote sono poi una fonte incredibile di proteine vegetali, coprendo l’intera gamma degli aminoacidi.

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La formula biochimica del latte umano è prova inconfutabile del fruttarianismo umano

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Il latte umano ha poi una formula biochimica che è decisiva per capire come siamo fatti e di cosa abbiamo realmente bisogno. Nel periodo di massima crescita, il cucciolo dell’uomo si serve di un alimento che ha una percentuale proteica 20 volte inferiore a quella della carne, e 7 volte inferiore a quella del latticini mucca-derivati. La parola svezzamento significa abbandono rigoroso del latte materno e ancor di più del latte di altri, cosa che ogni animale rispetta, fuorchè lo stolto animale umano. 

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In questa delicata fase di svezzamento, far passare il bebé umano da una dieta naturale ipo-proteica a una dieta 7-20 volte più proteica, è quanto di peggio si possa fare contro l’infanzia. Una autentica follia, una mazzata sulla testolina dei piccoli che restano poi segnati a vita da tale ingiuria iniziale. Un vile attentato alla salute futura di tale ignaro essere.

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Un continuo furto di vita e di salute. 


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Il bimbo è OK? Non andare dal pediatra. Sta male? Non andare dal pediatra. Firmato Mendelsohn.

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Le pratiche e la cultura pediatrica prevalenti in tutto il globo rubano all’essere umano qualcosa come 70 anni di vita supplementare e 120 anni di salute. Questo è quanto viene fatto dalla diabolica rete medico-pediatrica mondiale, che a questo misfatto ne fa seguire altre decine tramite gli interventi vaccinatori successivi, intesi proprio contro le malattie infantili generate dagli omogeneizzati e dalle assassine diete alto-proteiche imposte con ignoranza stratosferica e infinita perfidia all’infanzia. 

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Non a caso il più grande pediatra americano Robert Mendelsohn, ha coniato i suoi famosi postulati: Il tuo bimbo sta bene? Non andare dal pediatra, te lo ammalerebbe. Sta male? Non andare dal pediatra, te lo aggraverebbe. Ci sei andato? Fa esattamente l’opposto di quanto ti ha detto, e farai un grande favore al tuo piccolo. Chiaro che l’uomo è già bravo a raggiungere 70-80 anni malamente, e non i suoi 120-150 canonici, con tutte le torture che subisce sin dai suoi primi esordi.

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Gli enormi ed irreversibili danni dei latticini al sistema renale

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Il carnivorismo e l’eccesso di proteine imposto ai piccoli umani appena svezzati predispone a tutte le malattie che sono esclusiva dell’animale umano, e conduce all’ipertrofia (ingrossamento) epatico e renale ed all’obesità infantile. Il caso incredibile e indimenticabile della melammina cinese dovrebbe far riflettere il mondo intero. Si è scoperto infatti una cosa che ha lasciato esterrefatti e confusi gli ispettori cinesi. 

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Una percentuale notevole dei bambini ospitalizzati erano consumatori di latte normalissimo e non addizionato di cacca e pipì sintetizzate in melammina. Come dire che la melammina fa di sicuro schifo, e fa pure male, ma che i danni più gravi al sistema renale sono causati dal vero e proprio consumo di latte normale. Cosa del resto che si sapeva benissimo in campo medico-igienistico.

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Omogeneizzato, ovvero un frullato di cadavere per gli ignari bambini umani

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La composizione biologica più vicina al latte materno è la frutta, e non certo il frullato di cadavere, misto a verdurine cotte, denominato eufemisticamente omogeneizzato. Gli unici bambini sani al mondo sono quei pochi super-privilegiati che hanno la fortuna di avere dei genitori avveduti, informati e quindi vegani. 

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Quei bambini avranno due grossi vantaggi nella vita. Saranno molto più sani degli altri, con organi e peso-forma normalissimi, con crescita appropriatamente lenta ed equilibrata, e saranno dotati di particolare sensibilità ed intelligenza. In più non avranno sulla coscienza indirettamente l’uccisione dei loro fratelli cuccioli di altre specie.

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In ogni tempo l’uomo ha mangiato carne, almeno ci sembra

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Giuseppe ed Elena, mettono sempre un Ci sembra, davanti alle loro affermazioni, il che la dice lunga sul loro spirito saggio, prudente e scientifico. Dire che l’uomo ha sempre e dovunque mangiato carne non risponde per niente alla realtà storica. Gli antichi greci erano tutti essenzialmente vegetariani, sia a Sparta che ad Atene. 

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Questo non riguardava solo gli artisti e i grandi filosofi, ma anche i soldati, anche il popolo. Etruschi, romani, sabini, avevano una alimentazione bilanciata, con abbondanza di frutta, ortaggi e cereali. A quei tempi non c’era divorzio tra salute e tavola. Il cuoco era anche medico. Gli insegnamenti di Pitagora e di Ippocrate, che prescrivevano cibi crudi per prevenire i mali, erano ancora troppo recenti per essere dimenticati.

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La caduta dell’Impero Romano causata dal pasticcio di carne e dai cibi stracotti

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Ad Olimpia si sapeva benissimo che il crudo rende più forti e veloci, e che fa pure vincere le maratone. E’ stato grazie al cavolo crudo che i romani hanno fatto a meno dei medici per 6 secoli ininterrotti, scrive Catone. E fu poi il cotto, lo stracotto, i pasticci di caccia, ad affossare l’impero romano, non le sconfitte militari.

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 I legionari e i combattenti romani avevano un rancio basato su vegetali, frutta ed orzo abbrustolito. Furono le diete intossicanti e devitalizzate della classe agiata a indebolire Roma. Il cotto ha sempre caratterizzato il declino dell’individuo e quello dei popoli.

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Un esercito di cuochi e di sommelier col nobile scopo di rovinare l’umanità

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La cottura è un processo di adulterazione e di corruzione dei cibi giusti, e un trionfo dei cibi assassini. Un esercito interminabile di cuochi occupati a rovinare i micronutrienti e a rendere attraenti e appetitose le peggiore schifezze dei macelli, con frotte di sommelier pronti ad ingozzare di vino, a mandare giù ed a nascondere i miasmi, le puzze e il voltastomaco delle carogne. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. I conti tornano alla perfezione.
Miliardi di animali sgozzati e brutalizzati ogni poco-santo giorno da un lato, e milioni di malati gravi in tutto il pianeta.

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La putredine reale che diventa putredine popolare

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Nel periodo medioevale e negli anni successivi, la plebe mangiava a volte carne, ma solo a Pasqua e a Natale, più per imitare le gozzovigliate continue dei re e dei loro cortigiani. Tanto che, a quel tempo, il cancro non si chiamava cancro, ma putredine reale. Oggi, la putredine reale si è finalmente trasformata in putredine popolare, visto che il veleno carne è a pronta disposizione del popolo.

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 Anche nelle nostre campagne di un tempo, la carne veniva consumata assai raramente. Non erano di moda le pratiche sado-masochistiche e le teorie suicide che affliggono la nostra società dei consumi sballati.

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A cosa servono allora gli enzimi digestivi (amilasi, proteasi, ecc)?

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Servono sicuramente. Servono a digerire gli amidi (amilasi) e le proteine (proteasi), ma sempre e solo quelle delle piante. La proteine vegetali stanno infatti confezionate in un guscio difensivo leggero, demolibile, commisurato allo stomaco ipo-cloridrico umano. 

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Aggiungo che mi piace molto la voglia di ristudiare e di rimettersi in discussione, cercando una seconda e una terza opinione quando non si è totalmente soddisfatti delle proprie convinzioni. Questo è segno di saggezza e di intelligenza, non di precarietà. Solo l’ignorante è sempre convinto al 100 %, salvo cambiare poi opinione di colpo.

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La verità sta oggettivamente dalla nostra parte, non altrove

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Noi vegani siamo, direi per fortuna, costretti a non variare troppo opinione. Meritata o casuale che sia, godiamo di una rendita di posizione. Quando arrivi infatti in zona fuoco-fuoco, quando sfiori la verità, rimane poco spazio per divagare e svariare, per concedere delle chance alla parte avversa. 

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Possiamo solo approfondire, correndo magari il rischio di sembrare presuntuosi. Noi siamo davvero in zona verità, non per motivazioni ideologiche, spirituali, fideistiche, ma perché la scienza, la logica, la natura, i fatti, ci permettono continue verifiche e ci regalano continue conferme. 

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Noi siamo con le leggi della creazione, con le leggi divine o della evoluzione. Siamo con l’uomo e con l’animale, con gli alimenti naturali dell’uomo e contro tutto il resto. Siamo contro tutta la monnezza anti-uomo ed anti-vita, ideologica e pratica, prima tra esse la carne e il latte, che nascondono dietro di sé il top della indecenza, della crudeltà, della sopraffazione, della viltà, della vera peste bubbonica.

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Spiegazioni sui virus che tornano parecchio 

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Vi ringrazio per gli apprezzamenti. Intendo rispondere indirettamente ma ampiamente alle vostre domande sui virus nell’articolo che sto elaborando, che intitolerò probabilmente La locomotiva del terrore. Vi posso solo confermare l’innocenza di batteri e virus. Quanto ai virus, pariamo di materiale defunto da scarto fisiologico cellulare. 

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Se uno mangia male, digerisce peggio (troppo lentamente), si tiene i suoi miasmi putrefattivi intestinali per 50 ore, pensa male e dorme male, è chiaro poi che il suo bagaglio giornaliero di detriti cellulari, di sporcizia, di pietruzze definite virus, non viene scopato via come dovrebbe, per cui la spocizia rimane all’interno.

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Il problema, in ogni caso, non è la malattia da mandar via, ma la salute da mantenere

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Non è la malattia poi il problema, visto che malattia vuol dire riaggiustamento (quando ciò è umanamente possibile) o morte quando si è spacciati. Malattia vuol dire espulsione logica e salubre di tossine. Malattia vuol dire guarigione. Il problema è la salute, il mantenimento dell’equilibrio e dell’omeostàsi senza cadere possibilmente nella malattia, che può sempre essere fastidiosa e debilitante.

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Andare oltre la punta del proprio naso

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Occorre solo andare oltre la punta del naso, e non partire colpo in canna e con l’immagine preconcetta del demonio-virus nella propria tasca. Non è, nel modo più assoluto, il virus a causare malattia, ma l’occupazione di spazio prezioso, il rallentamento metabolico causato dall’accumulazione virale. Rallentamento causato dal mal-cibo e dal mal-comportamento.

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Quelli sono i virus virulenti e attivi. Rallentamento che porta a crisi tossiemica, ovvero al solito superamento del livello tossicologico di guardia, che ti impone di fermarti, di metterti a letto, di digiunare, di riflettere sugli errori, di bere tanta acqua e mandare fuori le tossine in eccesso attraverso i punti di sfogo più logici che il tuo sistema immunitario presceglie.

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La moltiplicazione dei pani e dei pesci, da parte dei monatti col teschio sulla schiena

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Nota bene, ho parlato di accumulazione giornaliera o di sommatoria di virus, non di moltiplicazione. Anche perché, se qualcuno parla di moltiplicazione, mi deve prima presentare la foto di una bella viressa con tanto di labbra carnose, tette, culo e vagina, allora forse gli crederò, e mai prima. Confesso di non avere un buon rapporto coi virologi. 

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La maggior parte di essi hanno il teschio disegnato sulla schiena. Chiamarli monatti ed untori è un complimento. Chiamarli aguzzini da strapazzo, o miserabili necrofori, biechi opportunisti, rincorritori di pecunia facile e di immeritata fama è assai più appropriato.
Possono essere battuti soltanto dagli immunologi.

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Gli scovatori di pietruzze inanimate chiamate virologi

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Mi accontento di essere un filosofo e di ispirarmi a Pitagora. E trovo una grande soddisfazione quando i ricercatori, persa la bussola, hanno bisogno urgente della illuminazione filosofica o spirituale, che essi smarriscono regolarmente tra gli odoracci e le emicranie dei loro gelidi e psichedelici laboratori. Non mi affascina né mi convince Stefan Lanka, per quanto bravo sia stato a scoprire diversi virus. 

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Isolare virus in laboratorio può essere significativo, ma è sempre una questione di lenti magnificatorie e di microscopi. Se uno vuole fare un salto di qualità e diventare pure scienziato, oltre che fare lo scovatore di pietruzze inanimate chiamato virologo, deve usare il cervello, deve saper interpretare correttamente le sue eventuali scoperte.

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Stefan Lanka e i facchini che toccano il culo alle signore per bene

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Lanka dice coraggiosamente che non ha mai visto un virus ammazzare nessuno? Bravo. Lo hanno persino bersagliato e messo in croce per aver detto una cosa fin troppo ovvia. Ma poi aggiunge che ha visto pure il virus fare il facchino e il trasportatore. Ha cioè trasformato le sue creature morte e defunte, in inopinati operai del trasporto, con tanto di berretto e tuta. 

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A quel punto gli chiedo se ha sentito pure le loro parolacce, o se li ha visti toccare il sedere alle signore per strada, come fanno spesso i facchini nei quali mi imbatto. Siamo un po’ tutti più seri e più coerenti. Vediamo di rientrare tutti nei ranghi. Vediamo di cambiare mestiere e di cancellare dal menù delle scienze la parola virologo, che è già di per sé un insulto all’intelligenza umana.

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La grandezza di Peter Duesberg è fuori discussione

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Peter Duesberg è l’unico noto virologo al mondo che si è guadagnato ai miei occhi pieno rispetto, descrivendo per filo e per segno le magagne della virologia, la grande voglia di primeggiare e di diventare dei futuri Pasteur, travolgendo ogni logica ed ogni verità. Spretandosi del tutto da virologo rimarrebbe sempre il più grande scienziato vivente di biologia molecolare e cellulare, nonostante l’insulto del Nobel andato a uno come Montagnier. 

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Come farà un corpo abituato ad aminoacidi e a tossine, a funzionare bene con la purezza del pomo?

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Rispondo con una domanda. Come fa il corpo di un malato di tumore quando lo si priva di proteine animali e gli si dà tanta frutta? Migliora rapidamente, e con l’aggiunta di qualche digiuno il tumore si rimpicciolisce e poi scompare del tutto senza tornare mai più, senza tagliare niente, senza farmaci, senza radio-chemio terapie. Lo sanno troppo bene le cliniche salutistiche naturali del mondo intero. Lo sanno a memoria medici igienisti come Burton, Cinque, Sabatino, Goldhamer, Fuhrman, Cridland, e anche altri medici semplicemente dotati di acume tipo Robert Pritikin e gli eredi di Max Gerson.

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Un caro saluto.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su http://valdovaccaro.blogspot.com/

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Sebastiano

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GUARIRE LA FEBBRE SENZA FARMACI


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LA DUCATI E LA SANTA FEBBRE

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LETTERA a Valdo Vaccaro

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Un fatale giro in Ducati

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

Ciao Valdo, come già anticipato da Cristina, sono stato santificato dalla febbre. Essendo centauro sfegatato, nonché Ducatista vanitoso, prendo la moto anche d’inverno, e fin qui nulla di male. Ma, giorni fa, ingannato dal caldo primaverile di Roma, ho messo la giacca leggera con il risultato di essermi congelato.

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Tempo due giorni e mi sono ritrovato a letto con 39.5 di febbre. La mattina i primi sintomi di freddo assoluto, con piumone e due coperte di lana insufficienti a scaldarmi, quando fuori al mio terrazzo c’erano come minimo 17 gradi. Passano circa 2 ore e la febbre si fa viva.

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Misuro col termometro e vedo 39.5, da lì l’inferno.

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Per la prima volta ho affrontato la febbre testa a testa, senza nemmeno mezza pasticca

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Premetto che da circa 6 mesi seguo l’alimentazione vegana-crudista, anche se senza aver fatto alcun digiuno purificativo. Infatti, davanti a me si presentarono 3 giorni tremendi, sia per la febbre alta che per una crisi eliminativa innescata anche dal digiuno forzato.

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Un cocktail di forte emicrania e vomito, nonché stato di confusione.

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Ma la cosa che più mi soddisfa di tutto questo è che, per la prima volta in vita mia, ho affrontato una febbre senza nessun tipo di medicinale, solo con digiuno, acqua e riposo. Il che per me ha del sensazionale.

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Sto riprendendomi velocemente

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Ora, passo passo, e devo ammettere in maniera naturale, sto riprendendo le mie forze. Sono al quarto giorno di semidigiuno a sola frutta e a verdure crude.
Piano piano reintegro con l’avocado, le mandorle e i semini, cioè con tutto quello che serve. Mi sono comparsi anche gli sfoghi di herpes sul labbro fino alle narici, non dolorosi come succedeva in passato, ma molto grandi.

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La soddisfazione di aver scardinato il mito dei medicinali

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Il mio grande premio è che con questa procedura ho scardinato il falso, insulso e pericoloso mondo delle medicine. Tutte le fandonie proopinateci dalle pubblicità stile Boccasana, che ingurgita litri di veleno per alleviare l’arrossamento della gola. Domande? Non potevano mancare.

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Inevitabili domande sulla febbre, sul come e sul perchè

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Adesso che ho passato questo benefico processo purificatorio, ho rafforzato i miei anticorpi così da renderli invulnerabili, sempre continuando per il giusto cammino?

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Perché prendendo freddo, e non in modo virale, appare la febbre, anche se stiamo a regime di alimentazione crudista-vegana? Gli anticorpi non sono sempre forti?

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Dato che sono un grande sportivo e col digiuno mi sono tolto quasi 4.5 kg, come integro il peso perduto?

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Avendo meno forze, quanto graduale dovrà essere l’allenamento per tornare ai livelli ottimali?

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E soprattutto, carissimo dr Vaccaro, ma a lei la febbre non le è mai più venuta?
Un abbraccio dal sottoscritto Roberto, dalla Cristina e dalla bassottina Lola.

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RISPOSTA

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Hai messo a dura prova te stesso, ed ora ti conosci meglio

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Ciao Roberto, complimenti intanto per la grinta e la tempra d’acciaio dimostrate, che ti sono servite a conoscere meglio te stesso. Sei diventato igienista a tue spese e in modo diretto e quasi drammatico. Nessuno però ti potrà più raccontare storielle sui virus e sui batteri senza ricevere una mezza pernacchia.

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Senza antibiotico e senza antivirale, avrebbero dovuto divorarti quelle bestiacce, e invece sei sempre tra noi, pronto quasi a rimetterti in sella alla tua Ducati.

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Rarissime febbri nella mia vita. Roba quasi da preoccuparsi.

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Vuoi sapere sulla mia febbre? Onestamente sono decenni che non subisco crisi influenzali, pur essendo passato in continuazione tra il caldo equatoriale delle Filippine e il gelo della Korea, pur avendo bazzicato in zone di aviarie e suine. Quasi da preoccuparsi, ricordando come Parmenide invocasse la febbre, la pregasse di arrivare fortissima a mantenerlo sano e pulito.

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Onestamente non riesco a ricordarmi febbri e influenze tali da mandarmi a letto, nemmeno andando indietro nel tempo. Da ragazzo si ammalavano regolarmente tutti in famiglia, con le varie asiatiche stagionali, ed ero l’unico a starne fuori. Consumavo troppa uva, troppi fichi e troppe susine, per cedere.

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Il recupero rituale del pallone

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Ricordo che durante le partite di campionato dilettanti, nel vecchio campo di Tavagnacco, a fianco del torrente Cormor, successe più volte che il pallone finisse nelle acque melmose, gelide e invernali, ed io che, essendo oltre che pazzerello anche l’unico a saper nuotare senza incertezze e paure, mi tuffavo a recuperare il pallone stesso (non c’erano palloni di ricambio allora), incurante del fatto che ero già sudato e inzuppato di fango per la partita in corso.

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Poi si continuava a giocare con addosso maglia, calzoni, scarpe e calzettoni strafondi, senza che l’arbitro chiamasse l’autoambulanza per qualche possibile broncopolmonite fulminante. Non mi veniva nemmeno il raffreddore.

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Una doccia gelata efficace più di qualsiasi medicina

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L’ultima volta che ricordo di una febbre, fu in occasione di una partita domenicale tra Fagagna e Tavagnacco sul campo di Fagagna. C’era neve intorno al campo ed anche sul terreno di gioco. Avevo avvertito già in mattinata l’allenatore, il compianto Tony Bonifacio, che stavo sui 38 e oltre di febbre, ma mi pregò di venire ugualmente dato che eravamo 11 contati. Il punteggio finale fu 2-2, o 2-1 per noi, non ricordo bene.

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Quello che invece non dimentico per niente è che non c’erano docce calde, ma solo una doccia, e fredda come il ghiaccio. I miei compagni si defilarono. Affrontai l’acqua gelida senza troppi indugi, sotto i loro occhi increduli. Tornato a casa la febbre era sparita del tutto, senza farmaci e senza aspirine. Robe che a raccontarle oggi paiono smargiassate incredibili. Ma esistono dei testimoni.

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Non esistono modi virali e non-virali, e i virus non si acquisiscono

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Venendo agli altri quesiti, dici di aver preso freddo in modo non virale. Non capisco bene cosa tu intenda per virale e non virale. Non mi farai spero scrivere qui un’ennesima tesina sui virus, che sono nel 99,9% dei casi virus interni ed endogeni, prodotti da noi medesimi mediante la moria fisiologica normale, o patologica intensiva, delle nostre cellule.

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E’ il ricambio cellulare che produce detriti cellulari morti e polverizzati chiamati erroneamente virus (veleni in latinorum). Detriti che non sono in alcun modo dei mostriciattoli vivi o resuscitabili o riattivabili, e che non hanno bocca per mangiare, cervello per compiere stragi, memorie per compiere ricatti, gambe per correre, organi sessuali per riprodursi.

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Assoluta assoluzione per virus e batteri in tutte le malattie umane

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L’unico danno che possono fare, e ciò accade nei momenti di malattia o di shock termico (caso tuo), è di formare intasamento allorquando il metabolismo di alimentazione-ripulizia cellulare si rallenta. Tale intasamento rappresenta cibo da smaltire per le colonie batteriche che si gettano sul materiale virale e lo ingurgitano avidamente sviluppandosi in modo esponenziale fino a quando il cibo non si esaurisce.

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Finito il cibo (a patto che il paziente non mangi alimentando e prolungando così il suo stato patologico), i batteri rientrano nei ranghi e il soggetto è guarito, sfebbrato e rinormalizzato.

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In tutte le cose occorre usare misura e intelligenza

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Virus e batteri insomma compresenti nelle crisi, ma non responsabili delle stesse. O, meglio ancora, causati dalle crisi patologiche in corso. Fermo restando che, in alcuni casi di emergenza, serve prendere dei provvedimenti. Nella meningite batterica, ad esempio, occorre intervenire con antibiotico per evitare il grave rischio di danno cerebrale permanente. Non ci sono altre soluzioni più valide, al momento. O in severo caso di asma, con rischio di soffocamento, serve l’uso temporaneo di farmaci da pronto soccorso.

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Nessuna polizza di assicurazione contro le malattie

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La dieta vegano-crudista non rappresenta affatto una polizza di assicurazione contro questo meccanismo automatico della natura. Essa ti permette solo di usufruire prontamente dei servizi di un sistema immunitario sano e reattivo, pronto a scattare e a dirigere efficacemente le operazioni interne di pulizia e di scarico-tossine. Non preoccuparti poi per i 5 kg scarsi di acque stantie perdute.

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Li recupererai più velocemente di quanto tu creda. La ripresa degli allenamenti sarà graduale e rapportata alle forze ritrovate. L’arrivo dei primi raggi solari e della imminente primavera ti darà un forte aiuto.

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Valdo Vaccarto – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO

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su http://valdovaccaro.blogspot.com/

Sebastiano

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BENEFICI DEL DIGIUNO


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IL DIGIUNO AUTOGESTITO O FAI-DA-TE 

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

 

LETTERA a Valdo Vaccaro
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Diverse domande sul digiuno
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Ciao carissimo Valdo. Mi chiamo Mirko. Da quando ho cominciato a leggere ciò che scrivi, ti seguo assiduamente e appassionatamente. Cosa ne pensi del digiuno autogestito in generale? Per digiuno autogestito intendo un digiuno intrapreso di propria iniziativa, senza consiglio di un igienista e senza la supervisione di costui?
Quale pensi sia il limite massimo di durata consigliabile per un digiuno autogestito, per una persona che voglia provarlo per la prima volta?

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Le impressioni del primo giorno

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Ho cominciato questa mattina il mio primo giorno senza cibo, e per ora mi sento benissimo. L’unica sensazione è che provo un po’ di rimescolio nello stomaco e nel ventre, cosa che so essere normalissima, e anzi necessaria. Le energie sono abbastanza integre. La lingua è già bianca e la mente lucidissima.

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Oggi, nonostante siamo a novembre inoltrato, ho avuto la fortuna di avere un po’ di cielo sereno con sole tiepido, quindi mi sono esposto a torso nudo sul balcone, e ho provato un piacere immenso, sentendo una forte ricarica di energia.

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I motivi per cui sto facendo il digiuno sono:

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– Provare questa esperienza (curiosità).
– Detossificarmi.
– Prevenire la comparsa di altre malattie, gravi e non gravi.
– Far guarire una quasi-carie.
– Rinforzare i miei denti incisivi inferiori, che sono leggermente deteriorati da un po’ di bruxismo (almeno così ha detto il dentista), e presentano consumo nella parte superiore nonché crepettine visibili all’interno del dente.
– Far guarire una cisti reumatica che ho al mio dito medio destro su una nocca.
– Rimediare a un piccolo sfogo della pelle che ho sulla caviglia destra.

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Mi sto anche documentando al meglio

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Ovviamente ho letto Il sistema di guarigione della dieta senza muco, di Arnold Ehret, e sto leggendo Il digiuno ti può salvare la vita, di Herbert Shelton, nonché le tue preziose tesine.
Intendo presto leggere i tuoi libri Alimentazione Naturale e Storia dell’Igienismo Naturale.
Ti auguro tutto il bene del mondo. A presto. Mirko.

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RISPOSTA

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Il digiuno è una tavola operatoria senza bisturi

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Ciao Mirko, fai benissimo a provare questa esperienza. 
Un digiuno, ossia un riposo fisiologico di 3 giorni, lo considero un fai-da-te, e va benissimo per tutti. Il digiuno viene definito spesso come tavola operatoria della natura, senza bisturi e senza l’uso di alcun prodotto chimico-farmaceutico, e dunque priva di controindicazioni di sorta.

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Far sparire in pochi giorni lipomi, miomi e tumori al seno, mediante autolisi o auto-scioglimento, senza orribili mutilazioni e senza l’uso di farmaci, è cosa normalissima per l’igienismo, anche se medici e medicalizzati rimangono spesso perplessi, sbalorditi ed increduli.

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Per chi riesce a vivere senza intossicarsi, non serve assolutamente il digiuno

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Chiaro che, se un soggetto si alimenta giornalmente al meglio (vale a dire con cibo prevalentemente crudo, con abbondanza di frutta), se respira come si deve, se fa del moto, se riposa bene, se prende il sole, e cerca di vivere in armonia con se stesso e gli altri, non ha bisogno di digiunare.

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Gli basta il normale e naturale digiuno notturno e la colazione a base di frutta acquosa (che prolunga il ritmo circadiano mattiniero tra le 4 e le 12, di tipo eliminativo) per regolare perfettamente il suo organismo.

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Estensione temporale del digiuno

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Per una persona non carica di troppi veleni, e di pre-esistenti patologie curate con farmaci, il digiuno autogestito può estendersi senza troppi problemi a una settimana ed anche oltre, se vuole magari mandar fuori innocentemente qualche chilo di ciccia in più. Difficile dire con certezza quanto a lungo si può estendere un digiuno senza assistenza, dato che ogni caso è diverso. 

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A volte, per evitare crisi eliminative troppo forti ed intense (soprattutto nelle persone molto intossicate), si suddivide il digiuno in due o tre sedute a distanza di uno o due mesi.

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L’assistenza si limita necessariamente all’aspetto psicologico

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L’assistenza al digiuno si limita in ogni caso a parole di spiegazione e di incoraggiamento durante il momento delicato delle crisi espulsive, e a niente altro che quello. 
Trattasi dunque di supporto psicologico più che pratico. Quando il digiunante ha a disposizione una decina di bottiglie di acqua distillata (o comunque leggera in termini di minerali) vicino al comodino, quando sta rilassato sotto le coperte, quando mantiene un bel ritmo respiratorio, quando la stanza è arieggiata, priva di odori e di rumori, di radio e televisione, tutto procede liscio.

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L’interruzione corretta del digiuno

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Il digiuno si interrompe allorquando arrivano i segnali giusti, ovvero quanto la patina bianca della lingua scompare, quando le urine ridiventano chiare, quando l’alito e il sapore in bocca ridiventano gradevoli, e quando ritorna in modo prepotente l’appetito.

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Il digiuno non si interrompe certamente buttandosi su un piatto di spaghetti, ma con qualche giorno di alimentazione fruttariana (meglio solo frutta acquosa) o a base di centrifugati o frullati di carote, bietole, mele, ecc., per completare il lavoro ripulitivo, per poi riprendere alla fine la dieta normale umana, che è quella vegana tendenzialmente crudista, priva di effetti collaterali ed intossicanti (salvo che uno non voglia rimettersi nuovamente nei guai).

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La crisi eliminativa che non è nuova patologia ma segnale di guarigione in corso

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Ogni fenomeno fastidioso, ogni dolorino, ogni debolezza, ogni senso di vertigine, ogni eritema e ogni rigonfiamento epidermico, ogni scarico di muco, ogni liberazione di pus, ogni eventuale tensione nervosa ed ogni temporaneo picco depressivo, vanno inquadrati nella famosa crisi eliminativa.

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Trattasi di una crisi costruttiva, gestita con sapienza dal sistema immunitario, che con l’aiuto dissolvente dell’acqua leggera e demineralizzata, smaltisce le acque stanche e le cellule grasse, disgrega i depositi interni di minerali inorganici, di acidi, di urokinasi, di ammoniaca, di caffeine, theine, nicotine e cadaverine, nonché demolisce per autolisi le crescite patologiche ed irregolari tipo calcoli, tumori, cisti, lipomi e compagnia bella.

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Il digiuno smonta, annienta e ridicolizza tutte le fandonie mediche sui virus e sui batteri 

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Il digiuno però non si limita a quanto sopra, ma fa molto di più. Smonta e smentisce categoricamente tutte le bugie pasteuriane e neo-pasteuriane, tutte le teorie mediche sui batteri e sui virus, sulle intolleranze e le allergie.

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Annienta e ridicolizza tutte le ideologie monatte ed untrici, tutti i martellamenti ministeriali sui virus e sui ceppi virali provenienti dai vari punti cardinali del globo, evidenziando come un corpo diagnosticato carico di batteri e di virus, senza alcun antibiotico ed alcun antivirale, senza alcuna vaccinazione, si libera velocemente da batteri e virus accumulati e riacquista al 100% la sua salute.

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L’imbarazzo dei virologhi e dei monatti

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Infatti, se avessero ragione i virologhi e gli immunologhi, una persona carica di batteri e di virus, lasciata senza cure biochimiche all’azione di tali voraci predatori, verrebbe divorata velocemente dai medesimi, sviluppatisi nel frattempo esponenzialmente, e morirebbe sotto mille sofferenze. Succede invece esattamente l’opposto. Come mai? I virologhi si defilano e scappano via imbarazzati. Non sanno cosa rispondere.

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La riduzione e la normalizzazione dei microrganismi durante il digiuno

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Il motivo è ben presto spiegato. I batteri non trovano più porcherie da mangiare all’interno di un corpo ripulito dal digiuno e si riducono al quantitativo normale, logico e simbiotico previsto dalla natura.

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I virus, ovvero i detriti derivanti dalla fisiologica moria cellulare (normale ricambio metabolico giornaliero che vede miliardi di cellule morire e trovare le proprie sostitute), vengono parzialmente riciclati (vedi recupero del ferro in zona intestinale), e poi espulsi. Anche le allergie vengono a loro volta attenuate ed esorcizzate in modo naturale. Il digiuno denuda spietatamente il monarca sanitario.

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Nessuna meraviglia dunque che l’Ordine Medico combatta l’igienismo e combatta il digiunismo a spada tratta, dicendone di cotte e di crude, spaventando a morte i malati e inducendoli a evitare tale pratica.

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Il digiuno mette in evidenza più di ogni altra cosa al mondo gli svarioni, gli spropositi, le ipocrisie, le corruzioni e le piccolezze mentali della medicina. Il digiuno denuda e smutanda spietatamente il monarca sanitario, e ci presenta il Re Nudo sotto i riflettori, mettendo in berlina tutto quanto c’è sotto. Come non bastasse sbeffeggia la vorace e venale sanità mondiale facendo guarire perfettamente la gente col semplice costo di poche bottiglie di acqua.

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Ci sono molti scritti meritevoli di essere riletti su questo argomento

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Ho dovuto scrivere decine di articoli su questo argomento, tipo Scienza e fantascienza del virus, oppure L’AIDS non malattia ma programma di governo, Il caso Sandlers e i conigli polio-resistenti, La farsa del contagio batterico-virale, e tanti altri, per scalfire le intoccabili cattedre dei baroni e per demolire le presunzioni e le arroganze dei ministri e dei sottosegretari, dei governi e dei presidenti, dei piazzisti e dei portaborse, dei giornali e delle televisioni.

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Il digiuno è una prova semplice e pratica, e non si presta ai giochi di parole

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Ma coi ragionamenti teorici è facile inceppare nelle trappole dei sofismi e nelle reti degli Azzeccagarbugli. Qui parliamo di un esperimento pratico e facilmente ripetibile, verificabile e controllabile da una qualsiasi giuria pubblica. In realtà bastano 3-5 giorni di digiuno per smantellare ogni montatura sanitaria, ogni costruzione fasulla e truffaldina basata sul binomio batterio-virus.

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Il digiuno offre la prova del nove che batteri e virus non sono causa di nessuna malattia al mondo

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Il digiuno è la prova del nove che batteri e virus non c’entrano in alcun modo con le malattie, che non provocano le malattie ma sono semmai causati e moltiplicati da esse e dalle tossicità accumulate precedentemente.

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Sfido pubblicamente qualunque autorità pubblica, qualunque rettore, qualunque specialista virologo, qualunque scienziato, qualunque microbiologo anche Nobel, qualunque industria farmaceutica, a smontare questa semplice, chiara ed inequivocabile prova.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.com/

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Sebastiano

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