COME GUARIRE LE EMORROIDI


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INFIAMMAZIONE EMORROIDALE E VARICOCELE 

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

LETTERA A VALDO VACCARO

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UNA PRIMA SISTEMATA ALLA COLAZIONE DEL MATTINO
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Buonasera Valdo, ho conosciuto il suo blog grazie a mia sorella che la segue da tempo. Trovandomi con le emorroidi praticamente in fiamme, ho iniziato, come molti fanno, a dare un prima sistemata alla mia colazione del mattino. Via il caffè e via il latte per sempre e senza rimpianti, e avanti con la frutta di prima mattina come una banana, una mela, una pera, un paio di fette di ananas.
A volte seguite da qualche fetta di pane integrale casareccio cotto a legna e senza sale, magari con un filo di miele o di crema di sesamo.

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STO IMPEGNANDOMI SULLA STRADA DELLE BUONE ABITUDINI

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Alle 11 un’arancia e alle 12.30 una seconda banana, seguite dal pranzo alle 13, che è presso una mensa, per cui faccio meglio che posso, e qualche piccolo compromesso ci sta pure. Nel pomeriggio consumo qualche mandorla, qualche noce, uno o due datteri. Ovvio che la cena a casa ridiventa interessante, potendo scegliere tra un sacco di verdure, semini e seitan. Ho praticamente eliminato la carne e trasgredisco non più di una volta alla settimana, o forse nemmeno quella. Mi sto insomma impegnando a prendere delle buone abitudini. So come fare. L’ho capito. Ho studiato diversi testi, incluso il suo Alimentazione Naturale.

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STO FACENDO IL BRAVO DA QUATTRO MESI

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Ho 37 anni e ho iniziato a far pulizia dentro di me lo scorso novembre. Prima non trattavo certamente bene lo stomaco. Tante serate a base di birra e superalcolici, e una prima emorroide. Me la tenni sempre al suo posto tranquilla tranquilla. Era sufficiente non bere Coca-cola oppure non mangiare mezzo chilo di noci. Adesso non c’è nulla da fare. Da quando ho tolto le cose sbagliate, che comunque andavano tolte, le emorroidi sono quasi sempre in fiamme.

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CHE FARE A QUESTO PUNTO?

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Chiedo a questo punto un consiglio o un conforto. Questo fenomeno fa forse parte della crisi eliminativa? Devo pazientare? Devo dare un taglio più netto altrimenti non risolverò mai un bel niente? Non voglio certo riprendere l’uso del caffè per stare meglio. Ho pure tentato l’uso di qualche prodottino innocuo, giusto per alleviare il dolore, ma è stato invece come mettere della benzina sul fuoco. Trovo qualche sollievo con l’olio di oliva.

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A PARTE EMORROIDI E VARICOCELE, STO IN OTTIMA FORMA

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Come faccio a mangiare una manciata di mandorle? Penso che salterei in aria.
Adesso mi sono messo coi germogli. Sono i primi che mangio. Ce li ho qui alla mia destra mentre scrivo. Non vorrei diventarne poi schiavo. Intendiamoci. La situazione non è poi così grave. Il lavoro di progettista meccanico mi costringe a stare seduto per diverse ore. Peso 64 chili e ne avrò perso un paio in questi ultimi mesi. Per il resto, a parte il varicocele, sono in formissima, non ho problemi, sono felicemente sposato da un anno e mia moglie è ammirevole nel rispettare il mio percorso depurativo.

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INCREMENTO DEL FLUSSO SANGUIGNO

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Sento che qualcosa di importante sta accadendo al mio corpo e al mio sangue, ed è anche giusto che sia così. Mi sembra di avvertire un maggiore flusso sanguigno nelle parti topiche. Concludo qui, anche perché devo ordinare due pizze. La ringrazio in ogni caso per le tesine inviatemi.
Lettera firmata

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

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UNA TUMEFAZIONE SOPPORTABILE CHIAMATA VARICOCELE

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Il varicocèle è una dilatazione multipla del cordone spermatico, ossia una tumefazione varicosa delle vene in zona testicolare-scrotale. Trattasi di una affezione il più delle volte innocua e sopportabile, anche se in alcuni casi può richiedere, nella visuale medica, la rescissione chirurgica delle vene dilatate.
Un netto miglioramento della dieta può già portare ad una attenuazione del fenomeno. L’erboristica propone estratto fluido in gocce (da 5 a 20 gocce) di castagno d’India o ippocastano, da spalmare sulla parte, ed anche un estratto fluido di bacche di cipresso, da assumere per bocca (20-35 gocce prima dei pasti).

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EMORROIDI, OSSIA VENE DILATATE IN ZONA ANALE

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Per infiammazione emorroidale si intende un ingrossamento patologico delle vene che hanno i loro terminali nel retto e nell’ano. La permanente dilatazione delle vene in generale è classificata come varici venose. Quando le zone interessate sono l’intestino retto e l’ano, le varici venose prendono il nome di emorroidi (dal greco haimorroìs-ìdos, composto di hàima, sangue, e hrèin, scorrere, ovvero sanguinare).

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INDEBOLIMENTO PARETI VENOSE E IMPEDIMENTI CIRCOLATORI

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Come mai si dilatano le vene?

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Può essere per un indebolimento delle loro pareti (a causa di sostanze estranee, tossiche e corrosive presenti cronicamente nel sangue), o per impedimenti alla libera circolazione del sangue stesso (fasce, pancere, calze elastiche strette, cinturoni, busti, anormale gravidanza, vestiari aderenti, o addirittura emboli endovenosi che impediscano il fluire sanguigno, causando la flebite).

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DIGESTIONI DIFFICILI, SANGUE VISCOSO E STITICHEZZA

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Però, la causa principe delle emorroidi rimane quella delle digestioni cattive e ripetute che causano sangue lipotossico e viscoso, e quindi uno stato di stitichezza cronica. Succede spesso che tramite le emorroidi vengano espulse delle sostanze morbose assieme al sangue. In questi casi la presenza di tali sostanze corrosive è molto dolorosa. Lo stillicidio di sangue può anche portare a un certo indebolimento di tipo anemico. In ogni caso, la soppressione di tali processi non è affatto consigliabile. Mai fermare un flusso di veleni in uscita, in qualunque parte del corpo ciò accada.

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LE CURE INVASIVE E LE RIMOZIONI CHIRURGICHE SONO DA EVITARE

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L’asportazione delle emorroidi, come un po’ tutte le rimozioni chirurgiche, è ancor di più assurda. Non ristabilisce affatto la salute dell’infermo, visto che il bisturi taglia soltanto, e non ha il potere magico di purificare il sangue. Sia con l’operazione, che con eventuali antinfiammatori, i veleni che prima cercavano una via d’uscita attraverso l’ano, rimangono intrappolati nel sistema, e risalgono fino alla testa compromettendo persino il benessere mentale. Il soggetto si crederà inizialmente guarito e riprenderà a fare gli errori di un tempo, causando a se stesso mali ancora peggiori e persino casi di morte improvvisa ed inaspettata.

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STRATEGIE ALIMENTARI PER COLAZIONE, PRANZO, MERENDA E CENA

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Sistemare la colazione mattiniera innanzitutto, è stata cosa saggia. Ti consiglio però di inserire come primo cibo al risveglio un’abbondante spremuta di agrumi (arance o pompelmi o clementine, o anche acqua e limone), spostando le banane a metà mattina (la banana richiede 2 ore abbondanti per la digestione).
Fai bene a difenderti nel pranzo in mensa, adottando sempre un primo piatto di abbondante verdura cruda più mezzo avocado (lo dovrai portare con te), seguito da un secondo amidaceo e basso-proteico, tipo cereali integrali (miglio, saraceno, quinoa, riso nero, orzo o patate o zucche), o anche una pizzetta vegana. Mele, pere, kiwi, fragole a metà pomeriggio, e cena verduriana a casa.

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STOP TOTALE ALLE PROTEINE ANIMALI

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La carne morta, in tutte le sue forme e derivazioni, deve sparire dal tuo vocabolario, siamo intesi? Quando si combatte una specifica patologia serve armarsi di elmetto e baionetta, serve rigore, coerenza e pazienza. Non farsi distrarre o sviare dalle campagne mediche-televisive contro “le allergie causate dai vegetali e dalla frutta in primavera”. Se i cibi crudi di nostra elezione causano allergie, mi chiedo quanti e quali disastri possano causare i cibi morti, assassinati e devitalizzati. Una domanda a cui la medicina non dà risposte.

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CI SONO PIZZE E PIZZE

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Le pizze che ordini, spero siano cariche di verdure crude e non precotte o conservate, possibilmente inclusive di avocado, ananas, rucola, cipolla e pomodoro a fette, e senza mozzarella. Verdure aggiunte sulla base della pizza a metà cottura e non dall’inizio. Nessun dubbio che le tue attuali sofferenze siano di tipo essenzialmente eliminativo. Occorre pertanto stringere i denti e resistere, tenendo però chiuso il rubinetto dei veleni.

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DIGIUNO, SEMIDIGIUNO E GIORNATE TOTALMENTE CRUDISTE

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Se serve fare un breve digiuno totale di 3 giorni, lo puoi fare stando riparato a casa ed interrompendolo con 2 giorni di crudismo rigoroso, riprendendo poi la dieta normale e stabile, che sarà di tipo vegano tendenzialmente crudista, dove il tendenziale sarai tu e soltanto tu a stabilirlo in base al tuo livello personale di maturazione, e alle necessità fisiche e gustative del tuo corpo. Non puoi concedertelo? Allora parti subito col sistema vegano tendenzialmente crudista, riservando due volte a settimana una giornata crudista 100% (solo frutta o solo centrifugati carota-sedano-ananas-zenzero, o bietole-sedano-zenzero-mele, o rape-topinambur-zenzero-mele, ecc).

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CHE FARE PER VINCERE LE EMORROIDI? QUELLO CHE I MEDICI NON TI INSEGNANO.

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Cos’è che bisogna fare dunque per vincere in modo definitivo ogni tua patologia? Quello che purtroppo nessun medico al mondo insegna ancora.
Non per loro cattiveria, ma per semplice obbedienza militare all’ordine medico-farmaceutico. Se un medico si lasciasse sfuggire una frase del tipo “mangiati un piatto di radicchio”, o “fatti una scorpacciata di ciliegie, di fichi o di uva”, al posto della solita prescrizione farmacologica, e della solita raccomandazione del brodo, del pollo e dello spezzatino, verrebbe semplicemente radiato.

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NORMALIZZARE LE DIGESTIONI E FLUIDIFICARE IL SANGUE

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Bisogna purificare il sangue normalizzando il ciclo digestione-assimilazione-evacuazione. Come farlo? Un modo soltanto. Zero farmaci, ovviamente. Regime vegetariano a base di frutta e di insalate crude. Come pratica coadiuvante, servirà decongestionare la zona ventrale mediante frequenti bagni freddi d’estate (freddi e caldi alternati d’inverno), della durata di 15 minuti. Durante la notte, un cataplasma di fango freddo (terra normale presa in un secchio e bagnata) applicato mediante doppio panno intorno a ventre-ano ed organi genitali, avrà effetti decisamente importanti.

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LE GUARIGIONI SONO FATTI NORMALI ED ACCERTATI

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I casi di guarigione definitiva e totale da questi problemi emorroidali sono tanti e clamorosi, e portano la firma del mitico Max Bircher-Benner, di Louis Kuhne, di Manuel Lezaeta e di tutti gli igienisti americani. Tra i miei lettori ho ricevuto diverse testimonianze di guarigioni generalizzate, includenti le emorroidi.
Una guarigione specifica, e direi clamorosa, riguardante un caso di flebite cronica, si trova sulla mia tesina “Guarigione totale da flebite e vene varicose” del 24/2/11).

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LA PATOLOGIA NON STA NELLE EMORROIDI MA SEMPRE NEL CERVELLO

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Per concludere, le sofferenze che stai sperimentando sono di tipo sintomatologico. La patologia non sta affatto nelle emorroidi ingrossate e nel conseguente sanguinamento, come ti verrà eventualmente diagnosticato in qualunque sede medica del mondo. La patologia sta nascosta, cinica e sadica a monte, e si fa anche delle sghignazzate diaboliche. Qual è il suo nome? Mangiare un po’ di tutto, proteine animali, formaggi, Omega3 ittici e B12 in primis, bere tanta acqua, correggere con gli integratori, permettersi qualche sano bicchiere di vino, e tirarsi su con una buona tazza di caffè e con un digestivo, in onore alla magnifica Dieta Mediterranea.

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Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO   http://valdovaccaro.blogspot.com/

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USCIRE DAL DIABETE MELLITO DI TIPO 2 SI PUO’


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DIABETE MELLITO TIPO 2:

BASTA INSULINA

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Introduzione 

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Nel mondo, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e altre due si ammalano.[1]  
Questi dati ufficiali sono di per sé già molto preoccupanti ma diventano addirittura inquietanti per ciò che potrà accadere nei prossimi decenni. E’ naturale allora porsi delle domande per comprendere cosa sta accadendo al mondo occidentale invaso dal diabete e dalle cosiddette malattie cronico-degenerative. 

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 il diabete è diventato una pandemia

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Da qualche caso sporadico, all’inizio del secolo scorso, il diabete è diventato una pandemia che interessa quasi trecento milioni di persone. come mai?  La medicina ufficiale negli ultimi decenni ha fatto progressi scientifici enormi, eppure il diabete non è stato ancora curato: come mai? 
Infine ultima domanda certamente la più importante: esiste una cura?

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 il diabete da quattro diversi punti di vista. 

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A queste importanti domande si cercherà di dare una risposta osservando il diabete da quattro diversi punti di vista. 

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Nel primo verrà presentata l’odierna concezione ufficiale della medicina allopatica, che vede il diabete solo come una malattia organicadovuta alla disfunzione di organi come il pancreas e a carenza di ormoni come l’insulina. 

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Nel secondo verranno presentate le straordinarie conoscenze dell’Igiene Naturale per cui il concetto stesso di malattia dovrebbe essere modificato da mal-attia in ben-attia, ovvero la malattia come grande educatrice. 

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Nel terzo la visione biologica della Nuova Medicina Germanica, codificata dal medico, fisico e teologo Geerd Ryke Hamer. 

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Infine si giungerà alla visione della malattia secondo le premesse scientifico-spirituale ad indirizzo antroposofico del dottor Rudolf Steiner che integrano il quadro generale, che solitamente viene dato alle cause della malattia, ampliando la conoscenza delle parti costitutive dell’essere umano. 
(…)

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Appendice

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Testimonianza di Angelo Palomba,

una persona uscita dal diabete dopo 12 anni di insulino-dipendenza!

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D: Grazie Angelo per questa importantissima testimonianza. Partiamo dall’inizio e raccontaci la tua storia personale. 

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R: Grazie a te. Il mio nome è Angelo Palomba e sono stato diabetico insulino-dipendente dal 1997 fino a due anni fa, quando ho tolto completamente l’insulina. 
Andando per ordine, circa 25 anni fa sono diventato vegetariano, ma un vegetariano non saggio, perché ho commesso diversi errori: ho eliminato la carne ma mangiavo troppi cereali raffinati, troppi formaggi. Troppo di tutto. 
E infatti, grazie a questa scorretta alimentazione mi è venuto il diabete associato a problemi di peso e disturbi al fegato. 

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Oltre 80 unità al giorno insulina!

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Ero costretto a farmi 22 unità di insulina al mattino, 20 a mezzogiorno, 22 alla sera e 20 unità alla notte prima di andare a dormire. Oltre 80 unità al giorno! 
Per chi non ha questo problema, 80 unità sono una quantità enorme. 
L’unico risultato l’ho avuto con questo modo di mangiare e pensare…

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D: A cosa ti riferisci e quando è sorto in te il desiderio di curarti? 

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R: Ero in viaggio in Arizona con Luisa, mia compagna, e mi sono trovato con Wolfgang, un mio vecchio amico che abita in New Mexico per una gita nelle Montagne Rosse. Non sapevamo nulla del centro di cura in Arizona. Wolfgang mi vedeva in ristorante farmi sempre l’insulina, e ogni volta storcendo il naso mi chiedeva se era possibile che dovevo farmi quella “roba” tutti i giorni. La mia risposta era sempre la stessa: “sono costretto a fare questa roba!” 

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si può guarire dal diabete

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Mi disse che aveva visto un sito internet in cui si diceva che si può guarire dal diabete. Mi diede il sito del dottor Gabriel Cousens, il medico che gestisce il centro olistico “L’albero della Vita” in Arizona, dove segue e aiuta in soli trenta giorni le persone ad uscire dal diabete (vedere il video “Crudo & Semplice”). Quando sono tornato a casa ho visto il dvd, consultato il sito e letto un libro “Solo crudo” che mi ha aiutato con le ricette. Da quel giorno ho cominciato a mangiare alimenti crudi. Il mio intento era quello di provare a fare solo 30 giorni, seguendo le indicazioni del dottor Cousens.

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D: Ti ha aiutato qualcuno? 

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R: No, mi sono completamente arrangiato. 
Mi sono detto tra me e me, che comunque andava, nella peggiore delle ipotesi, tornavo a mangiare le stesse cose di prima. Quindi ho cominciato a farmi i germogli in casa, riscoprire verdure che prima non mangiavo (avocado, verdure di tutti i tipi). Tutti i vari tipi di semi: sesamo, girasole, zucca, ecc.

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D: E i cereali dove li hai messi? 

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frutta e verdura cruda per un intero mese

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R: Nel primo periodo ho eliminato completamente tutti i cereali. Praticamente ho mangiato solo frutta e verdura cruda per un intero mese.

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D: E poi? 

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R: Passato il mese mi sono trovato così bene in salute e con così tanta energia che ho deciso di fare altri tre mesi. Premetto che all’inizio pesavo circa 96 kg. 
Il primo mese ho perso 5 kg, e dopo gli altri tre mesi sono calato di 24 kg! Oggi peso 72 kg e sono alto 1 metro e 72.

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D: Cosa hai fatto dopo questi altri tre mesi? 

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 sembravo molto più giovane

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R: Devo dire che mi sono trovato benissimo: la pelle ha cominciato a cambiare e infatti gli amici mi dicevano che sembravo molto più giovane. 
Ho allora iniziato a introdurre qualche cibo cotto sottoforma di cereali, per esempio grano saraceno, miglio, riso integrale. Circa 40 grammi per porzione con moltissime verdure crude e cotte. Il piatto, grazie alle verdure mi riempiva molto.
Da allora, ho preso l’abitudine di iniziare sempre il pasto, sia pranzo che cena, con le verdure crude prima,  poi tutto il resto cotto.

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D: Adesso entriamo nei particolari, mi riferisco all’insulina e alla glicemia. 

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R: Il primo giorno sono passato da 22 unità di insulina a 10 unità. 
Ho fatto una colazione con due mele e un’arancia, e la glicemia era intorno ai 200-220. Misuravo la glicemia 2 anche 3 volte al giorno. A mezzogiorno ho fatto 10 unità e mangiando solo insalata e noci la glicemia mi era scesa a 60. Stavo andando in ipoglicemia!  Quindi ho mangiato qualcosa di dolce come un frutto, che me l’ha fatta salire a 80. 

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 alla sera NON mi sono fatto insulina

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Al pomeriggio ogni due ore mangiavo sempre un frutto crudo. E qui viene il bello: alla sera NON mi sono fatto insulina perché avevo paura che mi facesse scendere troppo la glicemia! Il mio pensiero è stato quello di fare alzare la glicemia, lasciarla andare e stare a vedere cosa succedeva…  

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Incredibilmente dal giorno dopo non ho fatto più insulina!!! 
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A colazione la glicemia è salita a 220, a mezzogiorno era 180 e alla sera intorno ai 250. 
Senza più paura, con totale fiducia ho aspettato per vedere cosa succedeva e come rispondeva il mio corpo…

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D: Non hai avuto nessun sintomo, nessun problema? 

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R: Assolutamente no, solo una fame micidiale, una fame allucinante. Ecco cos’è successo nel dettaglio. 

Il 3° giorno la glicemia era 180 di mattina, 160 a mezzogiorno e ancora 180 alla sera. 
Il 4° giorno alla mattina 160 a mezzogiorno 140 e 160 alla sera. 
Il 5° e 6° giorno inspiegabilmente (per la medicina ma non per la Natura umana) la glicemia si è regolarizzata tra i 110 e i 160. Da quel momento non mi si è più alzata. 

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 l’organismo ha ripreso a funzionare

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Per esempio, la glicemia sopra i 200 non mi è più andata se non rarissime volte in passato quando magari sgarravo con una pizza bianca. Ma mentre una volta mi sarebbe andata oltre i 350, ora non più dei 200, il che denota che l’organismo ha ripreso a funzionare, il fegato e il pancreas hanno iniziato a lavorare.

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D: Sono passati circa due anni da quando hai smesso l’insulina: come stai e come ti senti? 
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R: Non voglio assolutamente più tornare a farmi l’insulina! E’ proprio questo mio sentire che mi ha dato e mi da la forza di continuare. Non voglio più essere schiavo di una sostanza chimica.
Non sto credendo a nessuno, ho semplicemente visto su di me, sperimentandolo, che questo sistema di vita ha funzionato e funziona.  In questi due anni sono stato benissimo. Mi sento, rispetto prima, cinquanta volte meglio: molta più energia, più forza, dormo meglio la notte, non mi ammalo più, cosa che invece succedeva spesso prima. Maggior concentrazione e sono certamente più calmo.

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D: Pratichi qualche tecnica di concentrazione? 

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Pratico lo yoga da 25 anni e questo mi ha aiutato moltissimo soprattutto per la concentrazione e la forza di volontà. 
Non è certo stato semplice, perché l’ambiente può essere avverso, la famiglia contro, ma sono convinto che tutti ce la possono fare con la “semplice” forza di volontà.
Dobbiamo, secondo me combattere, perché abbiamo la forza per farlo. Ho avuto la fortuna di avere una compagna che mi ha non solo supportato, ma anche lei segue questo modo di alimentarsi e di vivere. 

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 alla base ci deve essere la forza di volontà

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Ripeto, alla base ci deve essere la forza di volontà. Personalmente, per esempio, mi ha aiutato molto riprendere in mano alcuni libri che avevo letto in passato per ridarmi la carica. Uno di questi è: “L’eterna ricerca dell’uomo” di Yogananda.

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D: Cosa potresti consigliare oggi, con la tua esperienza di vita, alle persone che stanno vivendo lo stesso disagio? 

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R: Consiglierei di iniziare questo tipo di cambiamento di stile di vita, senza pensarci un minuto in più. Migliorando lo stile di vita oltre a stare bene, si possono ridurre serie problematiche future. 

Ovviamente non sono medico per cui non posso consigliare nulla, ma certamente posso spiegare, come sto facendo con questa intervista, qual è stato il percorso che per me ha funzionato benissimo. 

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Il segreto è calare lentamente l’insulina fino a quando non ce n’è più bisogno,

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cioè fino a quando l’organismo inizia a rispondere. E’ più facile a dirsi che a farsi, ma per me ha funzionato e ne sono la prova vivente. Altra cosa molto importante, è di non farsi scoraggiare dalle persone che ci circondano, gli amici e parenti, perché vi diranno che rischierete di morire, di deperire ogni giorno di più, di perdere energia, ecc. Esattamente il contrario di quello che voi sentirete, se proverete, e cioè l’energia aumenta assieme a tanto altro.

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D: Dal punto di vista spirituale, quanto ha influito e aiutato nella trasformazione che hai dovuto fare? 

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R: L’aspetto spirituale ha contribuito moltissimo, come pure il fatto di praticare la meditazione Yoga ha aiutato a stimolare la mia forza di volontà che mi ha permesso di intraprendere questo nuovo modo di pensare e di alimentarmi. Dall’altra parte, il nuovo regime nutrizionale, ha aiutato la mia concentrazione nella meditazione, il respiro e la tenacia nell’entrare in profondità, dove si ottengono risultati inimmaginabili.

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D: Non ti è mai venuta l’idea di scrivere un libro o una specie di diario, per raccontare dettagliatamente la tua esperienza? Forse potrebbe essere utile a molte persone… 

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R: Me lo hanno già chiesto in molti e ci sto pensando seriamente. 
Forse avrei bisogno di un aiuto sul lato redazionale, cioè il mio italiano non è completo e potrei fare fatica ad esprimermi.

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D: So che vai in giro a raccontare la tua storia in conferenze, circoli, ecc.  Ti ringrazio di cuore Angelo, per il coraggio che hai nell’esporti personalmente e pubblicamente, nel mettere il tuo spirito a servizio per un bene più grande. 

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R: Non mi sento affatto coraggioso nel raccontare la mia esperienza ma spero sempre che le persone con il problema che ho avuto, ascoltino le mie parole e provino seriamente a mettere in atto questo cambiamento. 
Quello che noto, purtroppo, è che dopo una sola settimana, le persone si scoraggiano e lasciano perdere, tornando ad essere schiavi dell’insulina e delle loro cattive abitudini fisiche e mentali. Ovviamente non posso dire nulla e non giudico nessuno, ma io voglio continuare ad essere LIBERO!

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Tratto da “Diabete. Secondo la visione della Medicina ufficiale, Nuova Medicina Germanica, Igiene Naturale e Scienza dello Spirito ad indirizzo antroposofico” 

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Sebastiano

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[1] “Sanità: diabete, ogni 10 secondi un morto e 2 nuovi malati”, Diabete Brescia http://www.diabetebrescia.org/Notizie.asp?jump=newsArticle.asp&id=1453

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Fonte:    http://www.disinformazione.it/

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