IL SEGRETO DELLA FELICITA’ – LA FORMULA DELLA FELICITA’ – LA RICETTA DELLA FELICITA’(parte 2)


SAN PAOLO: “IO HO IMPARATO

AD ESSERE CONTENTO 

NELLO STATO IN CUI MI TROVO”.

(Filippesi 4:11).

 

Vicolo della Felicità

LA CHIAVE DELLA FELICITA’

 

 

E’ possibile essere felici in questa vita, qualunque sia lo stato in cui ci troviamo. Tutti possiamo essere felici. La felicità consiste in attimi in cui possiamo avere un pensiero felice, e tanti attimi di felicità messi insieme fanno un pò di felicità.

 

 

 

La felicità è innata

 

 

La felicità a volte è un atteggiamento innato, naturale e spontaneo, in alcuni tipi di persone. Ma se non facciamo di questa piccole elite di fortunati, di gente che ha ricevuto fin dalla nascita il dono del sorriso e dell’ottimismo, non scoraggiamoci,  non siamo disperati, c’è speranza di essere felici per tutti, qualunque sia la nostra condizione.

 

 

l’abitudine alla felicità possiamo crearcela

 

 

San Paolo dovette essere uno di noi, un triste e rabbioso santo, persecutore dei primi cristiani. Ma fu dopo la sua conversione che egli acquisì l’attitudine alla felicità, attraverso una disciplina di apprendimento. Infatti egli dichiarò: “Io ho imparato ad essere felice nello stato in cui mi trovo”. Ma quello che è più importante sapere è che se non abbiamo ancora l’abitudine alla felicità, la possiamo acquisire, possiamo crearcela da noi. E questo è fantastico.

 

Come imparò San Paolo ad essere felice in tutte le circostanze della vita, possiamo farlo anche noi. Anche noi possiamo “imparare ad essere contenti dello stato in cui ci troviamo”. E’ una nostra scelta. Noi possiamo scegliere di essere felici nonostante tutto e tutti.

 

 

Come si impara ad essere contenti dello stato in cui ci troviamo?

 

 

La scuola della vita  ce lo insegna. L’esperienza ce lo insegna.

 

 

Se io voglio fare il meccanico o il medico, debbo imparare a farlo. Dovrò studiare le parti della meccanica di un auto, o l’anatomia del corpo umano per il dottore. Mi dovrò esercitare a montare e smontare le varie parti della macchina, o fare delle finte operazioni chirurgiche per quanto riguarda i medici. Poi, dopo un periodo di apprendistato, dovrò passare alla pratica vera e propria: riparare i gusti di una macchina, o, suturare una ferita, etc.

 

Alla stessa maniera, per imparare ad essere contento in ogni situazione ed in ogni luogo e momento, qui ed ora, ho bisogno anch’io di un tirocinio per “imparare ad essere contento nello stato in cui mi trovo”. Dovrò imparare ad essere felice, dovrò acquisire l’abitudine alla felicità nello stao in cui mi trovo.

 

 

LA CHIAVE DELLA FELICITA’

 

 

Voler essere felici

 

 

1. Per prima cosa debbo  volere e  credere che è possibile vivere felici e contenti per quello che si è, quindi prendo la seguente decisione: “Io voglio imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo”.

 

 

Studiarsi come essere felici

 

 

2. Come secondo punto voglio studiarmi come essere contento in tutte le varie situazioni in cui mi trovo durante la giornata. Passo mentalmente al vaglio quella che è la mia giornata tipo, e mi studio di imparare ad essere contento del mio stato, attraverso tutte le varie circostanze che mi si presenteranno. Mi ripeterò sempre mentalmente “Io sto imparando ad essere contento dello stato in cui mi trovo”, e comincerò ad assaporare i primi acconti di felicità.

 

 

Esercitarsi ad essere felici

 

 

3. Adesso passo ad esercitarmi ad essere contento del mio stato, sempre e comunque, in ogni luogo ed in ogni momento, indipendentemente da quella che possa essere la realtà esterna, perchè la vera felicità è semplicemente uno stato interiore che nessuno mi può dare o togliere, essa appartiene solo a me , perchè dipende soltanto da me.

 

 

Facciamo pratica della felicità

 

 

4. Adesso voglio passare alla pratica sul campo di quanto sto imparando riguardo la capacità di essere contento dello stato in cui vivo. Determino con la mia pratica di crearmi una nuova abitudine caratteriale, cioè “di imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo”, cioè sempre. Tutto ciò è semplicemente stupendo!

 

 

ESPONIAMO IL METODO DELLA FELICITA’

 

 

Anche se abbiamo appena detto che la felicità è un nostro stato interiore, è anche vero che essa si deve esteriorizzare per forza di cose, spontaneamente e naturalmente. Uno non può dire di essere felice e contento senza che l’espressione del suo viso lo dichiari apertamente. Perciò la gioia, la contentezza e la felicità sono strettamente correlati con un’espressione idonea, cioè un viso lieto e sorridente. Questo è imprescindibile.

 

Perciò studiamoci di sorridere, esercitiamoci a sorridere, pratichiamo il sorriso, e così impareremo ad essere contenti dello stato in cui ci troviamo. E badiamo bene, il sorriso non è mai completamente meccanico, costruito, o addirittura finto. L’uomo è l’unico essere vivente che ha la facoltà di ridere e sorridere, così ha voluto il  buon Creatore. Si vede che il Divino e la Gioia hanno qualcosa in comune.

 

 

Il sorriso sprizza simpatia intorno a noi

 

 

Inoltre è anche dimostrato scientificamente che il sorriso ed il riso sono in grado di cambiare in positivo il nostro stato d’animo e le nostre emozioni, e non solo, il sorriso e l’allegria sono in grado di migliorare il nostro stato di salute, perchè rafforzano le difese del nostro sistema immunitario. Ed ancora il sorriso sprizza simpatia intorno a noi. Una persona contenta e sorridente risulta facilmente simpatica a tutti, indipendentemente dal suo aspetto e del suo stato sociale. Cosa possiamo volere di più per decidere di “imparare ad essere contenti nello stato in cui ci troviamo”?

 

 

L’esperienza del sorriso

 

 

Fate l’esperienza del sorriso, se non l’avete ancora fatta. Provate ad accennare un sorriso davanti allo specchio. Aprite la bocca ed alzate gli angoli delle labbra verso l’alto, vedrete che già l’accenno di un piccolo sorriso fa alzare i muscoli zigomali. I muscoli zigomali hanno il potere di cambiare in un attimo il nostro stato d’animo. E’ una realtà scientifica. Provate questo: se vi sentite un pò tristi o giù di morale, mettetevi davanti allo specchio, provate a sorridere, provate ad allargare il vostro sorriso facendo alzare i muscoli zigomali, fate pure qualche smorfia comica se volete, noterete immediatamente che il vostro stato d’animo è cambiato in meglio, e questo per il semplice sollevamento dei muscoli zigomali, cioè, per il semplice accenno di un sorriso. E’ una realtà, funziona, non costa niente, non ha effetti collaterali, ma un sorriso, anche finto, ha il potere di scacciare la tristezza: provare per credere.

 

L’uomo è un essere meraviglioso che ha del Divino in se. Pensate che cervello, muscoli, e psiche interagiscono tra di loro in una maniera incredibile. Non siamo carne bruta, e nemmeno una macchina.

 

 

Ma torniamo alla Formula della Felicità

 

 

Le 4 fasi del Metodo che ho esposto prima, cioè “Volere, Studiarsi, Esercitarsi, Praticare”, non è detto che debbano essere 4 fasi distinte da applicare in momenti diversi. Tutt’altro! Appena decido di voler “imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo” , comincerò subito a studiarmi e a riflettere sul come imparare meglio e più rapidamente, quindi passerò ad esercitarmi mentalmente e praticamente, e quindi passerò a mettere in pratica la mia nuova disciplina.

 

 

In che cosa consiste lo studiarsi?

 

 

Se devo  ”imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo” , prenderò in esame i miei vari stati in cui mi verrò a trovare nel corso di una mia giornata tipo, e mi preparerò mentalmente  per imparare ad essere contento in ogni situazione della giornata. Per esempio: “Sono contento di svegliarmi, sono contento di salutare i miei familiari con un viso sorridente, sono contento della colazione, sono contento di guidare nel traffico, sono contento del lavoro che faccio, sono contento dei miei colleghi di lavoro, sono contento del pranzo, etc. etc. In pratica mi studio di  ”imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo”.

 

 

Esercitiamoci ad  “imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo” 

 

 

Quindi sempre contemporaneamente, passo ad esercitarmi. Posso fare dei sorrisi e delle allegre smorfie davanti allo specchio.Posso salutare con un sorriso radioso i miei familiari, posso esercitarmi ad esprimere allegria e buonumore con qualche battuta di spirito. E questo vale per tutta la giornata. E’ un’esperienza meravigliosa. Forse noi non abbiamo neanche l’idea  della Forza e del Potere del Sorriso e del Buonumore, come questo Potere può trasformare in meglio noi stessi ed il mondo che ci circonda. E’ letteralmente un’esplosione di simpatia che coinvolge noi ed il nostro mondo.

 

 

Ed ora facciamo pratica

 

 

 ”Impariamo ad essere contenti dello stato in cui mi troviamo” fino a diventare dei Creatori della Felicità. Portiamo sempre con noi, impresso nella mente, scolpito a caratteri cubitali:    ”Io voglio imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo”.  Perciò, studiamoci, esercitiamoci e pratichiamo come   ”imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo” . Vivremo una vita meravigliosa, e ce ne accorgeremo fin da subito.

 

 

L’esempio di San Paolo

 

 

San Paolo stesso rimane un esempio pratico, la sua vita fu costellata di tanti episodi disastrosi, per i quali egli avrebbe dovuto ricredersi ed abbandonare la sua fede. Ma egli non perse mai la sua giusta convinzione di  “essere contento dello stato in cui mi trovo”, qualunque fossero state le circostanze esteriori. Sofferse per nudità, fame, lapidazione, naufragio con la nave, persecuzioni da parte degli Ebrei e dei Romani, frustato, bacchettato, schiaffeggiato, ed anche incarcerato a causa della sua attività missionaria.

 

 

San Paolo aveva imparato perfettamente   “ad essere sempre contento dello stato in cui mi trovo”

 

 

Cosa fa San Paolo rinchiuso ingiustamente in una cella fredda e buia, con dei pesanti ceppi ai piedi? comincia a piangersi addosso? a lamentarsi di quanto sia ingiusto Dio che l’ha lasciato imprigionare mentre predicava l’evangelo? Niente di tutto questo, San Paolo aveva imparato perfettamente   “ad essere contento dello stato in cui mi trovo”. Sul far della mezzanotte, San Paolo ed il suo compagno di missione di nome Sila, cominciano ad intonare ad alta  voce un canto di lode e di ringraziamento a Dio. Che coerenza! Non è meraviglioso?

 

 

La gioia si può imparare

 

 

Tu potresti obiettare: “Ma San Paolo sicuramente ricevette un dono da Dio, fu un prescelto da Dio”. Niente affatto, San Paolo fu un uomo come noi. Si chiamava Saulo da Tarso. Era un Fariseo integralista. Il titolo di Santo glielo hanno conferito altri uomini. Paolo era un uomo come noi, non aveva ricevuto il dono divino della gioia,  ma, come disse lui stesso, l’aveva imparato,   “aveva imparato ad essere contento dello stato in cui si trovava” . Quanti credono che anche noi possiamo essere felici nello stato in cui ci troviamo? Quanti sono disposti ad accettare la Sfida contro la tristezza ed il pessimismo per  ”imparare ad essere contento dello stato in cui mi trovo”? Fatemi sapere.

 

Sebastiano.

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