IL TRENO DELLA GUARIGIONE


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 HO FATTO UN SOGNO

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“UN TRENO CHIAMATO GUARIGIONE”

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Stamattina ho fatto uno strano sogno: mi trovavo in stazione e dovevo prendere un treno, questo treno aveva un nome, si chiamava “Guarigione”, e correva su due binari, che anch’essi avevano un nome,  uno si chiamava “Perdono” e l’altro “Amore”. 

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La destinazione era una città il cui nome era “Eden”. Sono salito su quel treno chiamato “Guarigione”, e mentre il treno andava io mi sentivo sempre meglio, avevo in mente pensieri sempre nuovi e positivi, pensieri di perdono e pensieri d’amore.

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E più il treno procedeva, più mi sentivo bene, in pace con me stesso e con il mondo, pieno di gioia e di allegria. Ed il mio viso era pervaso da un sorriso sempre più incontenibile. Quando questo treno chiamato “Guarigione” arrivò nella città di Dio, chiamata “Eden”, lessi un grande cartello di benvenuto su cui era scritto “Dio è Amore”.

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Tutto il mio essere era purificato, mi sentivo bene dappertutto, ogni dolore era sparito, ero guarito nel corpo e nello spirito. La pace sia con voi.

Sebastiano.

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ZONA TUMORE E ZONA CANCRO


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TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SU TUMORE E CANCRO  

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Viviamo in un mondo di imbrogli

e di mistificazioni

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dr. Valdo Vaccaro

 

Come sempre accade, le parole hanno importanza fondamentale. Chiamare una cosa in un modo piuttosto che nell’altro, fa una enorme differenza. Chiamare un porcellino, porco e maiale, lo precipita senza remissioni nel primo macello del circondario, come accade da noi. Chiamarlo amico inseparabile dell’uomo e della famiglia, come succede in Medioriente, dove caracolla per i giardini, familiarizza con cane e gatto e scimmiette, si accovaccia simpaticamente sulle panchine, corre incontro affettuoso ai bambini ed al padrone, lo salva dai maltrattamenti e gli restituisce la dignità che si merita.

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La sofisticazione del non distinguere tra una cosa e l’altra. Togliere il potere della parola alla gente significa toglierle la libertà, parola di Confucio.

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Chiamare vitamine naturali e vitamine sintetiche, col nome unico di vitamine. Definire i minerali inorganici ed inassimilabili (vedi minerali delle acque dure, del suolo, di tutti i cibi cotti) allo stesso modo dei minerali organicati della frutta e delle verdure crude. Paragonare carboidrati industriali e lavorati, ovvero zuccheri e dolciumi, con zuccheri naturali della frutta al naturale. 

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Chiamare proteine o addirittura proteine nobili, le proteine vietate di carne-latte-pesce, e proteine inesistenti o di scarto quelle che pure esistono nelle angurie e nei meloni, e in tutta la frutta del mondo, specie nelle carote e nei tuberi, sono tutte opere di mistificazione logica e linguistica. Esiste infatti un baratro di differenza tra ciascun termine elencato e il suo termine simile ma opposto.

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Chiamare latte, tutti i tipi di latte, dimenticando che ogni tipo di animale mammifero ha il suo latte con le sue specifiche funzioni naturali e le sue caratteristiche diversissime, è ulteriore bestemmia terminologica. Considerare poi l’umanità come normale consumatrice di latte a vita, come una razza che sfida le leggi naturali dello svezzamento, prolungando il medesimo dai 2 anni canonici agli 80 o ai 120 per chi ci arriva, è una ulteriore perla attribuibile agli Azzeccagarbugli delle stalle, dei macelli e dei caseifici.

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Togli il potere della parola alla gente equivale togliere la libertà, perché la costringi a seguire i tuoi ragionamenti e i tuoi concetti, diceva giustamente un tizio di nome Confucio, vissuto 2500 anni fa ai tempi del nostro Pitagora.

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Hai mai sentito un medico parlare di vitamina naturale o di minerale organicato?

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Non sentirai infatti mai un medico dire che ti mancano vitamine naturali A o B o C, potrebbe andare incontro a radiazione dall’albo. Ti dirà che ti mancano vitamine, senza alcun aggettivo. Non è che lo faccia per semplificare le cose. Lo fa, ovvero lo deve fare, per imbrogliare le cose. Non lo sentirai mai dire ti mancano minerali organicati. Non lo sentirai mai dire ti manca acqua zuccherina biologica. Non sentirai mai un dietologo imbroglione dirti, adotta una dieta low-naturalcarb (una dieta a bassi carboidrati naturali) ma semplicemente una dieta low-carb, dove il termine carboidrato è unico ed onnicomprensivo.

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Rigorosamente una parola soltanto: porco, vitamina, minerale, proteina, latte, zucchero. Qualcuno penserà che sono un parolaio e che la tiro troppo per le lunghe.

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Cosa c’entra poi tutto questo col cancro? C’entra eccome. Lo vedremo subito.

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La putredine reale, ovvero il cancro esclusivo dei carnivori dal sangue blu

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Per la Scienza Igienistica, che è scienza e non tecnica come la Medicina, le parole tumore e cancro hanno un ben preciso e distinto significato. Nei tempi andati, i medici, non osavano staccarsi troppo dalla scienza igienistica, non confondevano le acque come quelli di oggi, e si parlava di tumore benigno e tumore maligno.

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La parola cancro non era ancora spuntata all’orizzonte. Nei secoli scorsi poi, ad ammalarsi di cancro erano solo i re e i dignitari di corte, ovvero quelli che avevano il privilegio esclusivo di mangiare la carne dei propri cavalli e dei propri armenti. I contadini poveri, i servi della gleba, ma anche gli artigiani, e i piccoli commercianti del periodo feudale, si accontentavano dei prodotti della terra e degli alberi, e magari integravano il tutto con qualche ovetto nel periodo invernale, o con qualche pollo a Pasqua e Natale, sempre a patto che i padroni di sangue blu, i valvassori e i valvassini, e poi i baroni e i conti, glielo concedessero. 

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Mangiare carne faceva ammalare di cancro già allora, visto che i contadini erano sani e pimpanti, con le diete basso-proteiche naturali della modesta vita campagnola di allora, mentre i regnanti finivano uno dopo l’altro preda della cosiddetta putredine, un male nel quale il sangue e i tessuti imputridivano.

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Non era un caso se i consumatori esclusivi di carne diventavano alla fine vittime esclusive e privilegiate della putredine, al punto che tale malattia venne chiamata Putredine reale, ovvero cancro.

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La differenza tra tumore e cancro è come quella tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco

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Tornando ai giorni nostri, la differenza tra un tumore e un cancro equivale alla differenza che esiste tra un trullo di Alberobello e il Monte Bianco, o tra un rigagnolo di campagna e il Po. Questo gli igienisti naturali lo sanno bene. Il tumore (sempre benigno, se non è degenerato e se non colpisce certi organi delicatissimi) non deve spaventare. E’ un sintomo di altra malattia chiamata intossicazione avanzata, o chiamata ossidazione avanzata (da radicali liberi). E’ un sintomo come la febbre, come il mal di testa, come il raffreddore, come il grasso in più della gente sovrappeso. 

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Se hai la febbre, essa arriva perché il problema sta nell’intestino, o nel sangue carico di leucociti, perché ogni volta che mangi il veleno carne scatta la leucocitosi. Stessa cosa per il mal di testa. Se hai il grasso, non devi intervenire sul grasso, ma sul meccanismo che ti fa accumulare l’adipe. Il tumore localizzato dunque non è malattia, ma salute alterata, ovvero benettia.

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Esso è un sintomo. Una costruzione logica e illuminata del Sistema Immunitario. Una barriera difensiva. Una ultima ratio. Un punto prescelto dalla CIA interna per concentrare determinati veleni che andando in circolo farebbero insopportabili danni.

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Serve una nuova cultura, totalmente diversa da quella medioevale della medicina

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Il corpo non va mai contro se stesso. 

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Il corpo tende a guarire, non a peggiorare, a condizione però che si cambi stile di vita e che si interrompa il circolo vizioso di avvelenamento. La situazione è diversa solo quando si è in stato di cachessia, di putrefazione avanzata del sistema, dove le cellule non ricevono più nutrimento e non si ripuliscono più.

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La malattia che causa tumori e talvolta cancri, ha un nome preciso, ed è avvelenamento, degenerazione cellulare. Fregarsi le mani se ti ritrovi con un tumore? Certamente che no. Meglio stare sempre in salute. Disperarsi? Certamente che no.  Dirsi semmai: Che culo, ragazzi, mi è andata bene. Faccio in tempo a cambiare radicalmente vita e a recuperare. Ma per fare questo tipo di ragionamento serve cultura. La cultura giusta. Non certo la cultura medicale del terrore e dell’intervento a tutti i costi, tipica della medicina di questi ultimi anni.

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I pericoli insiti nel toccare chirurgicamente e chemioterapicamente un tumore.

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Una bomba innocua se lasciata in pace. Una bomba da disinnescare con mille attenzioni. Il tumore benigno è come una bomba. Tranquilla e innocente finché nessuno la tocca e la sbatte violentemente. L’unica cosa saggia da fare è lasciarla al suo posto, oppure disinnescarla con metodo scientifico. Anche perché toccare chirurgicamente o chemioterapicamente un tumore, significa mandare in circolo i veleni in esso depositato, e creare le basi per altri punti critici, mediante quel fenomeno, purtroppo inarrestabile e letale che si chiama metastasi.

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La Scienza Igienistica ha da tempo descritto per filo e per segno il tumore difensivo, in sei passi precisi, chiamati enervazione (indebolimento), toxemia (intossicazione), infiammazione della parte prescelta dal sistema, ulcerazione, indurimento.

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Il passo numero sette, meglio non compierlo

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Il passo numero sette meglio non compierlo, e si chiama fungazione, o diramazione del problema in altri punti. E’ quel passo che, poco importa come interveniamo, porta alla morte rapida, in quanto il sistema immunitario ha capito che non c’è più nulla da fare se non abbreviare i tempi (salvo che, con droghe e medicine estreme, ovvero con l’accanimento terapeutico e con operazioni utili solo a far lievitare il conto del ricovero, non si tenga in vita il soggetto più a lungo del necessario, in condizioni di terribile sofferenza).

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Questi dettagli si trovano anche, per chi lo volesse, sul mio volume L’Alimentazione Naturale dalla A alla Z, già ordinabile su Internet presso la Anima Edizioni di Milano (redazione@animaedizioni.it). 

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L’efficacissima alternativa salutistico-naturale delle cliniche sheltoniane (Ex ANHS)

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La tecnica medica purtroppo, non vuole saperne di fare questi ragionamenti. O forse non è troppo motivata a farlo. Le cliniche igienistiche-naturali americane (Cinque, Sabatino, Goldhamer, Cridland, Fuhrman), ma anche quelle australiane (Alec Burton), quelle europee di tipo bircheriano (Svizzera) ed ehretiano (Germania), e diverse altre che pure esistono nei diversi paesi, stanno facendo miracoli senza farmaci e senza bisturi. 

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Non a caso, gli artisti di Hollywood sono regolari clienti di questi rifugi terapeutici.

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Qui non solo ti guariscono e risolvono i tuoi problemi, non solo ti disinnescano le mine interne, ma fanno la cosa più importante, che è quella di educarti alla salute e non alla malattia. Non a caso i ricchi d’America vanno in queste cliniche, e non negli ospedali dei comuni mortali. Non a caso gli stessi medici ospedalieri, quando hanno dei problemi seri, mettono la coda tra le gambe, e mogi-mogi ricorrono alle cure dei tanto sputtanati igienisti-naturali. Miracoli li ha fatti e li sta facendo pure Carmelo Scaffidi a Bergamo, avendo salvato se stesso e i suoi familiari innanzitutto, e avendo raccolto una mole interessante di guarigioni da tumore, sempre senza ricorrere a farmaci e bisturi, in ottemperanza alle precise regole dell’igienismo sheltoniano.

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Ma, attenzione, i miracoli non vengono realizzati dagli igienisti, bensì dal corpo umano ben diretto da chi ha capito come esso funziona.
Da chi segue davvero i concetti del grande Ippocrate, secondo cui

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A) La Natura è la Sovrana Medicatrice dei Mali, e

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B) Primus non nocere.

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Come operano i disinnescatori di mine e di ordigni chiamati malattie incurabili e tumori?  Cosa fanno di così speciale? Se hai cachessia e cancro conclamato ti rimandano subito a casa.

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Cosa fanno in queste cliniche di particolare? In queste cliniche ci sono i disinnescatori di bombe tossiche chiamate malattie e chiamate tumori. Non si disinnescano i cancri. Trattasi di ordigni troppo arrugginiti che perdono già veleno e creano bombette tutto intorno. Se uno è arrivato al cancro lo invitano cortesemente a tornare a casa, perché il digiuno terapeutico praticato da queste parti aiuta il canceroso a morire prima e più veloce, risparmiandogli pure atroci sofferenze. Gli farebbe dunque bene. 

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Non si tratterebbe di eutanasia nel modo più assoluto, ma di semplice scorciatoia naturale e indolore verso l’ultimo respiro. Solo che i titolari di quelle cliniche non amano peggiorare i propri straordinari record, le statistiche di guarigione che servono da referenza per altri clienti. Loro puntano a guarire, non a far morire, sia pure in modi decenti. In questi casi, il medico igienista dirà sottovoce due parole ai famigliari, insegnando loro a mettere il poveretto a digiuno, e a dargli tutte le cure amorevoli che servono ad accompagnarlo serenamente verso il trapasso.

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Immediato digiuno ad acqua distillata per tutte le neoformazioni tumorali.

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Una purificazione completa che risolve e ripulisce non solo il tumore ma tutte le irregolarità presenti. Se uno invece ha qualsiasi tipo di neoformazione tumorale, viene messo immediatamente a digiuno e a riposo fisiologico. Niente cibo, niente giornali, niente televisione, niente preoccupazioni.

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Riposo assoluto e tanta acqua distillata.

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Si va in regime di chetosi e di grasso-cannibalizzazione controllate. Ed anche in regime di eliminazione di tutte le scorie e dei prodotti inquinanti accumulati nell’organismo nel corso della vita. Trattasi di una purificazione completa e priva di rischi, che risolve non solo il tumore ma tutte le 30 mila malattie elencate nel carnet della medicina ufficiale, visto che il corpo umano è un tutt’uno, non certo un’assieme disassemblato di organi e di cellule. 

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Viene pure eliminato gradualmente il tumore. 

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Herbert Shelton, memorabile campione mondiale storico dei digiuni assistiti

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Il campione mondiale di questi digiuni assistiti fu proprio il dr Herbert Shelton, i cui record di guarigione stanno incisi nella memoria degli americani, nei suoi 50 libri best-seller, e nei successi strepitosi dei suoi allievi odierni. Nella prima seduta di 4-7 giorni il tumore grosso come una noce, diventa una piccola nocciolina. Una seconda seduta simile e anche la nocciolina scompare del tutto per non tornare mai più, a condizione però di diventare virtuosi, e di mangiare e vivere in rapporto alle precise esigenze del nostro corpo umano-fruttariano.

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Il digiuno ad acqua distillata non è altro che una autoguarigione controllata e pilotata sapientemente da un esperto igienista.

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Il suo compito è di aiutare il paziente a superare gli inevitabili momenti di difficoltà e di leggero fastidio che accompagnano la fuoriuscita dei veleni. Quindi la eliminazione dei tumori , di tutti i tumori, è un fatto normale e di routine.
Il successo è garantito.

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Non concorrenza all’acqua di rose ma furibonda competizione con la Medicina Ufficiale

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Non ci si aspetti però dai medici comuni la conferma o peggio ancora l’approvazione. La categoria che essi odiano e contrastano di più è proprio quella degli igienisti. Trattasi non di concorrenza all’acqua di rose, ma piuttosto di furibonda competizione storica. Una specie di lotta per la sopravvivenza. Muori tu o muoio io. 

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Se la gente comune si mette a fare queste scelte di tipo salutistico naturale, loro chiudono bottega e se ne vanno tutti a casa, oppure si rivolgono umilmente ai centri igienistici chiedendo di potersi aggregare al carro vincente degli ex-nemici. Sarebbe come chiedere a una prostituta di indicarti il posto in cui si trovano delle ragazze che lo fanno gratis per divertimento. Se ne guarderà bene dal rivelartelo, salvo che non sia scema o autolesionista. Il paragone suona un po’ offensivo, ma rende molto bene l’idea.

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La logica intelligente e auto-difensiva del corpo umano

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Tieni presente che il corpo umano, molto virtuosamente, tenta sempre le vie più logiche per rimediare alle nostre indiscrezioni alimentari e comportamentali.
Mangiamo e trangugiamo veleni, cibi che non sono cibi ma anti-cibi, cibi che non dovrebbero mai essere guardati, considerati, comprati, maneggiati, portati alla bocca?

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Bene, l’infinita ed inesauribile saggezza del corpo fa affluire tali veleni nei punti più consoni e meno pericolosi, e preferibilmente tra le cellule grasse del corpo.
Escrescenze locali e innocui indurimenti, a volte non sono altro che mini-ricettacoli di tossine che vanno e vengono, appaiono e scompaiono a seconda di come ci comportiamo, a seconda del nostro tasso di inquinamento interno.

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Queste non sono favole, ma realtà scientifiche osservate più volte dagli stessi medici, i quali riescono a capacitarsene solo quando tirano via i paraocchi che l’Ordine Medico gli ha da sempre imposto, quell’antico paraocchi di derivazione medievale per cui il male è una entità bizzarra e maligna che arriva misteriosamente da lontano, e che deve essere bombardata ed estirpata come si fa con un mostruoso invasore.

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I danni delle rimozioni chirurgiche sommati ai danni delle analisi preventive

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Un tumore, eliminato brutalmente per via chirurgica o per via chemioterapica, comporta una pericolosa modifica degli equilibri intorno alla zona tumorale.
Infatti quei veleni che prima dell’estirpazione affluivano al tumore, ora non trovano più la precedente valvola di sfogo, la precedente fossetta biologica, per cui corrono il rischio di riversarsi in altri punti, causando nuovi tumori.

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Un importante test in Norvegia rivela i pericoli degli esami mammografici

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Il pericolo viene segnalato da un recente test svolto in Norvegia e durato 6 anni, tra il 2002 e il 2008, dove, ironia della sorte, pare che siano gli stessi esami mammografici a causare l’insorgenza di tumori. L’igienismo naturale già lo sapeva. Già predicava da decenni che le analisi, le visite, gli screening, fanno male fisicamente e psicologicamente, non solo per danni specifici dei raggi, ma anche per lo stress che essi producono inevitabilmente.

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In questo esperimento norvegese, appena pubblicato sugli Annali di Medicina Interna, si sono raffrontati 2 gruppi di donne, campione A, sottoposto a regolare screening mammografico annuale per 6 anni e, campione B, mai sottoposto a screening. Ebbene, alla fine dell’esperimento, il gruppo A sottoposto a ripetuti test ha presentato percentuali molto più alte di tumore al seno, rispetto al gruppo B non mammografato. Interpretazione dei risultati. Sospetti inquietanti e molte incertezze. I tumori che regrediscono e svaniscono. I tumori generati dalla mammografia stessa. Ogni donna decida in piena libertà e senza criminali pressioni se sottoporsi o no ad esami.

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A prima vista sembrerebbero avere ragione i patiti delle mammografie, quelli che spaventano le donne in continuazione con pressanti inviti a farsi controllare regolarmente, quasi che fossero degli esseri difettosi e pronti a cadere nelle grinfie del male ad ogni piè sospinto. Una vera e assurda atrocità mediatica, priva di motivazioni logiche e scientifiche. Una demenziale e corrotta abitudine della medicina mondiale odierna. Per i patiti della mammografia, gli strumenti e gli analisti avrebbero dunque lavorato bene e scoperto più cancri nelle donne regolarmente esaminate.

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Ma gli autori della ricerca la pensano in modo diverso.

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Sospettano infatti, con dati e ragionamenti alla mano, che alcuni ricettacoli rivelati dalle ripetute mammografie nei primi test, non continuerebbero e non si riconfermerebbero alla fine dei 6 anni, in quanto potrebbero essere regrediti spontaneamente, come accade più volte coi tumori, con sbalordimento generale dei medici. E c’è pure il sospetto, non dichiarato perché mancano le prove, che ripetute mammografie possano avvelenare le donne sottoposte a ripetuti test e favorire in loro l’insorgenza di tumori.

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Alla fine si può dire che le incertezze sul beneficio dell’esame mammografico sono sempre state tante. E questo esperimento prova che esistono tuttora molti fatti sconosciuti ed oscuri riguardanti gli esami al seno. Meglio dunque che ogni donna decida in piena libertà e autonomia i pro ed i contro del farsi esaminare, è la conclusione dei medici norvegesi.

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Gli stratagemmi e le falsità statistiche dell’oncologia.

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L’inguaribile trionfalismo della medicina.

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Leggo un documento di Marcello Pamio dell’1/12/06, che appare su http://www.Disinformazione.it col titolo di Guerra al cancro? Ecco le balle dell’oncologia.

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Quella di sottolineare pomposamente i grandissimi risultati ottenuti dalla scienza nella guarigione e nella cura del cancro, è diventato sport preferito dei medici in Italia e nel mondo. Ma in Italia più che altrove, viste le tradizioni di alto lignaggio medico che vanta il nostro paese (pensa un po’ alle università di Padova, Pavia. Pisa, Bologna, Udine, Roma, fucine di grandi cardiologi, collegate a grossi ed efficienti centri ospedalieri).

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Il cancro è ormai sconfitto, e la sopravvivenza è già sul 50%, annunciano trionfalmente i medici.

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Già osserviamo che, se il 50% sopravvive, significa comunque che l’altro 50% muore.

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Una specie di lancio della monetina. E poi, chi mai ci dice che il 100% morirebbe se non trattato coi metodi distruttivi della medicina? I diagnosticati-non-operati sopravvivono in media 11 anni, mentre i diagnosticati-operati solo 3. La Medicina insegna a scrivere male e a fare i calcoli ancora peggio. In America, i dati citati dal dr Robert Mendelsohn attestano che i diagnosticati di cancro, poi non operati, hanno una sopravvivenza media di 11 anni, mentre i diagnosticati poi operati vivono solo 3 anni. Significa che qualcuno vive 8 anni qualcuno 4 e qualcuno pochi mesi soltanto.

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Ma, tornando al 50%, ci accorgiamo che i medici sono bravi a tagliare e suturare, ma non sempre sono bravi con carta e penna. La loro calligrafia è notoriamente incomprensibile (la non-chiarezza sta nel loro dna), ma, quando si mettono a fare dei calcoli coi numeretti sono ancora peggio. Oppure sono invece troppo bravi, nel senso che sono allenati a cambiare le carte in tavola. Come quando fanno le statistiche sulle vaccinazioni, al fine di dimostrare l’indimostrabile, con falsità e bugie tra l’atroce e il carnevalesco.

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Il 50% di sopravvivenza degli operati più che una burla è un insulto alla logica e alla trasparenza

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I dati Istat sulla mortalità-tumori in Italia nel 2002 parlano di 162.201 persone morte, mentre 250.000 sono quelle diagnosticate cancerogene, per cui i sopravissuti sono 88000, cioè il 35,2% e non il 50. Ma, il 50%, è una media aritmetica di diversi tipi di tumore. 

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Il cancro al testicolo (solo 2000 casi/anno) si risolve con l’asportazione del medesimo e il maschio, così eunuchizzato, sopravvive nell’87% dei casi. Ebbene, quelli col cancro al polmone, statisticamente molto più significativo con 40.000 casi/anno, rivela una sopravvivenza media del 10-12%, per cui 10 sopravvivono e 90 muoiono, come dichiarato dal dr Francesco Bottaccioli, membro dell’Accademia delle Scienze di New York e docente di psico-oncologia all’università La Sapienza di Roma. Ecco allora che il 35,2% non vale più.

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Alla fine, si salva il 5 o forse il 10%, non per merito dell’operazione, ma nonostante l’operazione. Si salvano quelli con la scorza più forte, quelli che sarebbero sopravvissuti pure senza cure.

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Ma non è finita lì. Gli oncologi includono nelle statistiche (già di per sé erronee) anche neo-formazioni che non sono affatto tumori, inquinando ulteriormente l’affidabilità dei dati, come accade per i polipi del colon-retto o per le formazioni displastiche del seno. Si gonfiano dunque a proprio tornaconto i numeri, inserendo patologie che non c’entrano nulla col cancro.

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E poi, in aggiunta, si escludono i tanti malati che dopo la chemio muoiono entro i primi giorni, in quanto etichettati come Decessi Prematuri, non causati cioè dai medici ma da una situazione precaria del paziente già in sede pre-operatoria.

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E’ bene inoltre sapere che le terapie oncologiche usate dalle statistiche hanno una durata di 5 anni.  Quindi, se una persona muore entro 5 anni, diventa caso negativo. Se invece muore il 5° anno più un giorno, magari grazie ad accanimenti terapeutici, non entra più nel computo, e diviene un guarito totale.

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Perché mai si fanno circolare questi dati assurdi del 50%, che in realtà diventano 35%, e poi 25%, e che alla fine sono sì e no il 5% o al massimo il 10%. In pratica si salvano i soggetti a scorza più forte, quelli che, anche senza operazione e senza cure, sarebbero comunque sopravvissuti.

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Ignoranza, malafede, interessi, baronie, cattedre da lasciare a qualcuno?

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A ognuno le proprie considerazioni personali.

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Due su tre almeno finiscono malamente al cimitero, firmato Ospedale Maggiore e Università di Torino. Un fallimento totale della cosiddetta Guerra contro il Cancro.

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L’Ospedale Maggiore e l’Università di Torino dichiarano che Circa 2/3 delle persone affette da tumore ed operate vanno incontro a esito letale. Significa che 2 su 3, seguendo la prassi medica ortodossa, finiscono anzitempo al cimitero.
Nel 1990, i morti per tumore trattato erano 147.869, ma nel 1991 erano 162.201.
Dove arriveremo?

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La Guerra al Cancro, dichiarata da Richard Nixon, è stata una disfatta totale.
John Christian Bailer III, insigne professore di Epidemiologia e Biostatica alla Mc Gill University, ha dimostrato, con dati NCI (National Cancer Institute) alla mano, che nel 1962 morivano 277.000 persone/anno, e che nel 1982 ne morivano 434.000. Trent’anni di guerra e di fallimento continuo.

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Urge un drastico cambiamento culturale

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Serve dunque un drastico cambio culturale e metodologico. Decenni di indottrinamento hanno portato la società moderna a usare pillole per ogni evenienza, a fidarsi totalmente degli esperti in camice bianco.

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Hai mal di testa? Pillola.

Hai febbre? Pillola.

Hai dolore? Pillola.

Hai tumore? Chemio e bisturi.

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Se è vero che ogni malattia, anche la più terribile, insegna costruttivamente qualcosa, come dicono le grandi culture millenarie del passato, come faremo ad apprendere le leggi che il Gran Dottore Malattia (ovvero il gran Medico Benettia) è in grado di darci? Come faremo a imparare qualcosa se distruggiamo ogni cosa col napalm e le radiazioni? Non c’è nessuno da sconfiggere. Serve ri-direzionare le batterie antiaeree, puntandole contro la propria ignoranza e la propria vergognosa presunzione.

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Le malattie sono amiche e non si combattono. Questo è l’ABC della Vera Medicina che voi tradite. 

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Il tanto vituperato igienismo, cari medici, insegna una cosa basilare, e cioè che le malattie non sono dei nemici, e pertanto non si combattono e non si sconfiggono, ma si coadiuvano e si rispettano, si trasformano in preziose alleate per il ripristino della salute. Queste non sono frignazze da due soldi bucati. Questo è l’A-B-C della Vera Medicina che un padre come Ippocrate vi ha inutilmente insegnato, e che voi continuate indegnamente a tradire.

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Il discorso vale anche per il tumore, amico prezioso che ci salva in corner, nell’emergenza.

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Vale, al limite, persino per il cancro, che porta alla tomba veloce prima di far patire atroci sofferenze. Ma voi andate contro questo con accanimenti terapeutici, anche perché ogni soggetto non operato, per il vostro sistema irresponsabile e venale, è una sconfitta professionale e uno sberleffo alla venalità medico-farmaceutica. In America, non dimentichiamo, ogni caso di tumore/cancro trattato e operato significa 50.000 US$ dalle assicurazioni. Tanto ossigeno e tanto carburante per gli ospedali.

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La formidabile lezione igienistica di Florence Nightingale 

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Quella di Florence Nightingale, apparsa sul testo Notes on Nursing (Londra 1860), è una memorabile sfida, tutta femminile, alla teoria demenziale dei germi introdotta in ambiente medico dall’impostore francese Luigi Pasteur. Le malattie non sono organizzate in categorie come cani e gatti. Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi? Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia interna-esterna a determinare lo stare bene o lo stare male delle persone? Non sono forse le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?

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Mi è stato insegnato, sia da scienziati superbi che da donne ignoranti, a temere la febbre, la scarlattina e le varie infezioni.  Ma la vera assistente sanitaria ignora le infezioni, non ne ha paura, ed eventualmente le previene. Stanze pulite, finestre aperte ed assistenza amorevole ai pazienti. Questo è da richiedere a una buona nurse.

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Un trattamento saggio e umano è la migliore cura contro le infezioni e le malattie di ogni tipo.

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La dottrina delle malattie specifiche è il grande rifugio delle menti fragili e deboli della medicina. Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata. Più che una teoria intelligente sulla origine delle malattie, le parole della Nightingale sono quanto di meglio sia mai stato pronunciato negli ultimi 200 anni in ambiente medico, e meriterebbero di essere scolpite sui muri di ingresso di tutti gli ospedali e di tutte le aziende sanitarie, come avveniva con la scritta Conosci Te Stesso dei templi greci.

 

Questa magnifica donna-medico inglese, sicuramente la più famosa assistente sanitaria della storia, sfidò la presunzione dei colleghi maschi e la teoria pasteuriana sui germi, 17 anni prima che il chimico Pasteur attribuisse a se stesso la scoperta dei germi (imbrogliando indegnamente il vero scienziato Béchamp). La sua lezione è più che mai valida, come tutte valide sono le idee di Pitagora, dopo 2500 anni. Le verità non conoscono declino e tramonto. Non conoscono mode e maniere. Sono fatti eterni.

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Il melanoma e la cura Nacci

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Mi arriva la testimonianza probante ed accorata di Ervino Abbà, pubblicata su Il Piccolo di ieri, e relativa al suo melanoma, diagnosticato nel 2003 dal Policlinico di Modena e dall’Ospedale di Padova. Il dr Nacci, di Alba, con molta disponibilità ed onestà, mi ha sottoposto a una cura fitoterapica associata ad adeguato regime alimentare. Dopo alcuni anni di cure Nacci, le mie analisi non hanno più rivelato alcuna traccia di melanoma. Solo che il dr Nacci è stato sospeso dall’Ordine dei Medici che gli contesta i metodi di cura, ed anche il fatto di aver creato un suo sito Internet senza previa autorizzazione. Il dr Nacci è stato pure duramente criticato dall’Ordine dei Medici di Trieste. La grave decisione dell’Ordine toglie la libertà, sancita dall’art. 32 dalla Costituzione Italiana, di poter scegliere la cura che ognuno ritiene più appropriata.

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Infatti, nonostante gli ottimi risultati finora ottenuti, potrei essere costretto d’ora in avanti a ricorrere a cure mediche chemioterapiche non prive di effetti negativi. Tra i tanti conoscenti scomparsi a seguito di cura chemio, cito solo quelli più a me vicini. Mia moglie, Marialuisa Bevilacqua, in cura per anni presso l’Istituto Tumori di Milano, con spesa chemioterapica di 25 milioni di lire non mutuata nel 1989, e decesso dopo appena 8 mesi di cura. E mia nipote che, dopo cura per tumore all’esofago, è stata sottoposta a chemioterapia preventiva, scomparendo 15 mesi dopo per metastasi, a 43 anni.

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Commento al messaggio di Ervino Abbà.

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Colpire uno per spaventarne cento.

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Non conosco i dettagli della cura Nacci, né a livello di cura fitoterapica né a livello di cura dietologica, e quindi non posso esprimermi su questo. Do invece credito totale alla buona fede e al coraggio di Ervino Abbà, che cita tutto quanto gli è successo personalmente e in famiglia.
Ha fatto non bene ma benissimo a non sottoporsi al napalm della chemioterapia. Gli stessi medici sanno che si tratta di un metodo mega-distruttivo e di una ultima ratio. E’ una pratica assurda che dovrebbe essere stroncata per legge.

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Il problema è che l’Ordine sta rintanato nel suo fortino, forte dei suoi addentellati coi governi, coi ministeri della salute e della giustizia, con le industrie farmaceutiche e il ministero dell’economia, coi sindacati e i partiti. Le cure Nacci sono viste dall’Ordine come il fumo negli occhi.
Non è che l’Ordine, cattivo e feroce, ce l’abbia con la persona di Nacci. L’Ordine è un apparato burocratico che, come il principe di Machiavelli, non deve perdere il potere. Colpire uno per colpirne cento e mille. Colpire uno per spaventare ed ammonire tutti gli altri.

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La gente è terrorizzata dalle malattie.

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Ogni canale televisivo è zeppo di specialisti che pretendono di medicalizzare ulteriormente. Nessuno che insegni la salute. Terminati Il Potere del Cuoco e Gusto, si passa non certo casualmente al gastroenterologo, al cardiologo e al cancerologo. Da una parte ti ammalo, e dall’altra ti napalmizzo, ti opero e ti trapianto.

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Una cosa però la voglio dire ad Abbà.

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Ed è che deve abbandonare l’idea di essere ammalato e pronto a riammalarsi. Questa è la mentalità perdente dello sconfitto e del terrorizzato inculcatagli proprio da quei metodi e da quei sistemi che lui sta giustamente combattendo. Se è vero (e glielo auguro) che la cura lo ha veramente guarito, significa che non si deve preoccupare. Il corpo ha tendenza virtuosa a stare in salute. A condizione però che non continui a commettere i vecchi errori e le passate sbadataggini alimentari e comportamentali che portarono il suo corpo ad ammalarsi.

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La soluzione dei problemi esiste, ma non si deve dire a voce alta. 

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Al massimo si deve sussurrare, ovattata e per pochi adepti, nei salotti-bene.

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La dieta antiossidante, anticostipante, antimuco, antiacidificante, antiputrefattiva, antifermentativa, antiurica, anti-leucocitosica, anticancro per eccellenza, è la dieta crudista vegana. Lo sanno ormai tutti, inclusi i cancerologi, inclusi gli scienziati di ogni branca del sapere, non solo il prof Umberto Veronesi, guarda caso ex Ministro della Sanità e Presidente della Lega Europea Anti-Cancro. Ma queste cose non bisogna dirle. Se tutti diventano virtuosi ed igienisti, se tutti ricorrono a stratagemmi semplici e naturali come il digiuno a banalissima acqua distillata, dove andremo mai a finire? 

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Dove finiranno le tonnellate di farmaci, le sale chirurgiche e radiologiche, le frotte di medici istruiti perfettamente per il taglio, l’asportazione e il trapianto? Dove li metteremo i 25000 propagandisti medici che percorrono le città italiane come dei segugi, ad inseguire ogni medico ed ogni terapeuta privato o della mutua? E cosa faranno gli alberghi che ospitano le migliaia di convenzioni mediche annue? E come faremo a dimagrire il business trainante ed esplosivo delle onoranze funebri?

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Chiedesi tam-tam di stile afro-equatoriale, o le nuvolette indiane stile Sioux

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Data la delicatezza e la fondamentale importanza degli argomenti trattati, chiedo a tutti gli amici vicini e lontani che mi seguono, di fotocopiare, stampare, ritrasmettere e diffondere via email, il presente documento, naturalmente dopo averlo letto, capito e condiviso. 

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Documento da inviarsi soprattutto ai medici.

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L’etica e la salutistica riguardano tutti. Chiunque abbia un corpo da difendere e un’anima da salvaguardare. Non facciamo la guerra alle categorie. Chiediamo umilmente perdono a chi si sentisse offeso per qualche parola di troppo o per qualche termine troppo colorito. Andiamo piuttosto al sodo della questione. Non vogliamo e non auguriamo la rovina economica ed il fallimento a nessuno. Una società più logica e intelligente, più libera da dogmatismi e imposizioni, più ricca di valori e priva di sprechi, troverà modo anche di riciclare le attività obsolete, sbagliate e senza vie di uscita. Anche i macellai hanno dei figli da far crescere. Anche i medici devono pensare alla salute propria e dei loro bambini.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
– Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  http://valdovaccaro.blogspot.com/

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PERCHE’ L’UOMO NON E’ CARNIVORO


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   Commentando un mio precedente articolo  

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“PERCHE’ L’UOMO E’ FRUTTARIANO

E NON CARNIVORO”   

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un lettore ha così commentato:  

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onairam scrive: 19 febbraio 2012 alle 01:26    

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Mai lette tante boiate in un solo articolo!

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Questo commento mi ha dato lo spunto per ulteriori chiarimenti sull’argomento, trasformandolo in un nuovo articolo che trascrivo in questo spazio.

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@ Onariam,

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Non sono boiate, soltanto ti suonano tali perchè sono qualcosa di nuovo e di strano per te,  perchè nessuno ha provveduto mai ad informarti. Perciò studia a conto tuo, ricerca e informati senza pregiudizi. La nostra Madre Natura rimane sempre la nostra migliore insegnante. Ed in natura l’uomo, da quando è comparso sulla terra, non aveva ancora nè il fuoco nè le cucine per cucinarsi la carne o altro (senza nulla togliere all’immensa utilità del fuoco). L’uomo adamitico si nutriva grosso modo come gli scimpanzé, cioè dei frutti degli alberi e delle erbe dei campi.

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Chi sono gli Scimpanzè?

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Lo scimpanzè è un mammifero facente parte dell’ordine dei Primati e della famiglia degli ominidi o scimmie antropomorfe, ed è la razza animale più vicina all’uomo. Geneticamente e fisicamente, è l’animale più somigliante all’uomo. Il DNA dello scimpanzé infatti è uguale a quello dell’uomo in una percentuale, oscillante intorno al 96% ed il 98%. Gli scimpanzè hanno conservato fino ad oggi il loro modo naturale di nutrirsi, sono al 99% vegetariani e per il restante 1% si nutrono di insetti(termiti).

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Se ad uno scimpanzè gli dai della carne cruda da mangiare non la guarda nemmeno, perchè non la identifica come cibo, e lo stesso faresti anche tu.  Non metteresti mai in bocca un pezzo di carne insanguinata, o un pezzo di frattaglie, ti darebbe il voltastomaco solo al guardarlo, a differenza degli animali carnivori ai quali verrebbe l’acquolina in bocca di fronte ad un pezzo di carne.  

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La carne cucinata è un cibo taroccato e devitalizzato

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Ma se quello pezzo di carne, già in avanzato stato di putrefazione, viene cucinato con salse varie, arricchito con aromi e profumi, cioè sofisticato, “truccato”, in questa maniera l’uomo riesce a mangiarlo. Ma è un cibo taroccato, tossico, indigesto e devitalizzato a causa della distruzione della maggior parte dei suoi nutrienti sottoposti alle alte temperature della cottura.

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La carne è un vero martirio per l’apparato digerente umano

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E’ un cibo negativo, perchè spreca più energie per la sua digestione rispetto a quelle che fornisce. Porta un bilancio in rosso, in passivo, nell’economia delle energie del corpo. Inoltre  la carne, così elaborata e condita per renderla saporita, diventa un cibo ancora più pesante perchè richiede lunghissime ed elaborate digestioni. Un vero martirio per l’apparato digerente umano.

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La carne  intossica il sangue

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Cibi complessi come la carne possono impiegare dalle 4 alle 40 ore per essere completamente digerite, ed una parte dei prodotti di scarto della digestione possono permanere attaccati alle pareti del tratto terminale degli intestini, come fossero dei collanti o della pece, per anni e anni, intossicando il sangue e provocando infiammazioni agli intestini.

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Vedi quante boiate scrivo!

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Forse oggi è stato il tuo giorno fortunato di visitare casualmente questo sito per apprendere qualcosa di più riguardo l’alimentazione e la salute. Invece di emettere pregiudizi senza nessun valore, studia seriamente, soprattutto per come guadagnarci in salute.

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L’obesità non è naturale

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E per finire: Hai mai visto animali allo stato libero che sono obesi? nessuno, perchè l’obesità non è naturale, e tutti gli animali mangiano in modo naturale il cibo adatto per ognuno di loro. Hai visto invece come dilaga la piaga dell’obesità nel nostro caro e progredito mondo? le cause sono dovute ad una alimentazione innaturale dell’uomo fatta a base di proteine animali (Carne, pesce, uova, formaggi, latte e derivati) e di cibi raffinati industrialmente e poi cotti.

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Vedi quante boiate scrivo?

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E potrei andare ancora avanti per ore e ore a scrivere di queste boiate, ma per oggi può bastare così. Ciao, Sebastiano.

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TIROIDITE E FARMACI: TUTTO SULLA TIROIDE


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LA SCIENZA DELLA SALUTE E LA SCIENZA DELLA MALATTIA  

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L’Igiene Naturale è la Scienza della Salute

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Essa si occupa della Salute, il suo scopo è di insegnare alla gente a collaborare con il proprio corpo ad autoguarirsi naturalmente, quindi senza uso di farmaci e neanche di rimedi naturali. L’Igiene Naturale parte dal presupposto che il nostro corpo possiede un potente Meccanismo Intelligente di AutoGuarigione, un Sapiente Medico Interno, che è il nostro Sistema Immunitario, che si occupa di ristabilire le condizioni ottimali di Salute.

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Non esistono migliaia di diverse malattie ognuna col loro nome diverso, come pure non esistono nel corpo organi inutili da poter eliminare alla prima occasione. La Tiroide, L’Appendice, le Tonsille, tanto per fare qualche esempio, non sono degli organi inutili. Se il Creatore del Progetto Uomo li ha messi nel corpo è perchè svolgono un compito importante ed indispensabile per il corretto funzionamento del corpo intero.

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L’Igiene Naturale interviene sulla causa della malattia, non agisce sul suo sintomo, cercando di nasconderlo o di mascherarlo. Ora, a parte i traumi degli incidenti della vita, la causa della malattia è sempre una, e si chiama Tossiemia, che significa intossicazione del sangue e dei tessuti. Ora il corpo umano ha in sè una certa tolleranza nel gestire il grado di Tossiemia che si va ad accumulare nel corpo, superato quel limite di tolleranza si va incontro ad una intossicazione palese che si manifesta sottoforma di una malattia alla quale la Medicina Ufficiale assegna un nome preciso.

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Perciò, come dicevamo, per l’Igienismo non esistono migliaia di malattie, ma una sola causa di malattie chiamata Tossiemia o Intossicazione. E se c’è una sola causa di malattie, c’è anche un solo rimedio, che è la disintossicazione del nostro organismo per permettere al Sistema Immunitario di ristabilire lo stato di salute ottimale.

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Lo stato di Salute è la norma, lo stato di malattia è una reazione del nostro corpo intossicato che cerca di ripristinare la salute, come è nella sua mission. Perciò la domanda è d’obbligo: Da dove proviene la Tossiemia? come si fa ad intossicarsi il sangue ed i vari tessuti? Risposta rapida ed elementare: due sono le principali componenti intossicanti:

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Uno psicologico: Lo Stress della vita.

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Il secondo esterno: Il cibo non adatto al nostro corpo, l’aria inquinata che respiriamo, l’acqua inquinata che beviamo, l’inquinamento radio-acustico.

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Come possiamo difenderci? Purtroppo riguardo l’aria, l’acqua, e le onde elettromagnetiche a livello individuale possiamo fare ben poco. Possiamo invece ben difenderci per quanto riguarda lo Stress e l’Alimentazione. Riguardo lo Stress possiamo adottare il Pensiero Positivo. Smettere di lamentarci da mattina e sera di tutto e di tutti.

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Lamentarci del tempo, del traffico caotico, delle file di attesa, del lavoro, dei capi, del governo, etc. etc. Lo stress che accumuliamo in questo modo non ci snerva soltanto a livello mentale ed emotivo, ma ci crea delle vere e proprie tossine fisiche, ed indebolisce le nostre difese immunitarie, e quindi ci rende più vulnerabili ad ogni minimo contagio.

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Spazio ancor più ampio ed importante ha l’Alimentazione.

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Un’Alimentazione disordinata, basata unicamente sul piacere del palato, senza pensare ai danni che può provocare un’alimentazione protesa esasperatamente a creare i gusti più deliziosi, è la prima e maggiore causa di intossicazione. I cibi cotti in genere tengono impegnato il nostro apparato digerente il doppio di tempo dello stesso cibo se mangiato crudo. Inoltre il cibo cotto, proprio a causa della cottura perde dal 50%  all’80% dei suoi nutrienti.

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I cibi più intossicanti per il nostro corpo sono le carni e pesci di ogni tipo, salumi e mortadelle, latte e formaggi, sale e zuccheri raffinati, farine bianche devitalizzate, caffè e the, alcool e vino, oltre a sigarette ed altre simili cose. Praticamente sono quasi tutti i cibi che consumiamo giornalmente. Questi cibi sono causa di costipazione, stitichezza, ritenzione idrica, e digestioni lunghissime e pesanti.

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E quando il cibo staziona ore e ore negli intestini, va in decomposizione ed avvelena il sangue, che porta queste tossine ai tessuti. Poi quando questo intossicamento supera il livello di sopportazione del nostro corpo si manifesta in un disagio che la Medicina chiama malattia e le assegna una nome. Quindi si procura un farmaco per contrastarla.

Sebastiano.

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TUTTO QUELLO CHE DEVI SAPERE SULLA TIROIDE 

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PRIMA DI FARE LA TUA SCELTA

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a cura di Valdo Vaccaro  http://valdovaccaro.blogspot.com/

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LA TIROIDE E TUTTO IL RESTO

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La tiroide gioca sempre un ruolo chiave e i medici, pur sfoggiando sempre una conoscenza impeccabile e dettagliata del sistema ormonale e dei meccanismi delicatissimi e cangianti che lo regolano, continuano a farne di cotte e di crude. Continuano a proporre le solite soluzioni farmacologiche, inefficaci, provvisorie e dopanti, tenendo sempre in mente la magica arma di riserva, l’arma decisiva e inappellabile della rimozione drastica della ghiandola mal funzionante, accusata di andare contro il corpo, e di essere la causa di tutti i problemi. E’ ormai uno schema fisso e classico, questo passaggio dal farmaco al bisturi.

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Ghiandole e funzioni

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Se il fabbricante ci ha dotati di certe ghiandole, non ce le ha fornite certamente come optional o come accessorio voluttuario, ma perché dotate di funzioni ben precise. Esse hanno infatti il compito di secernere speciali sostanze chiamate ormoni, che servono a regolare l’armonia, l’equilibrio e l’efficienza dell’intero organismo. In particolare, le ghiandole servono a distruggere ed eliminare le sostanze estranee, per cui sono parte integrante del sistema immunitario.

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Ad esempio il fegato, ghiandola-organo basilare, filtra i prodotti della digestione e ne ritiene le impurità, espellendole con la bile della cistifellea.
La milza filtra il sangue e ne ritiene (fin che può) gli antibiotici e i veleni dei farmaci e dei vaccini (come dimostra la basilare spia dell’iride).
Le tonsille, autentiche sentinelle sanguigne, distruggono pure le sostanze estranee ed anche quelle di provenienza interna.

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La tiroide poi fa parte del magico asse ipotalamo-pineale-ipofisi-tiroide-timo-fegato-pancreas-adrenali-sessuali, con funzioni regolatrici della temperatura corporea, della crescita, del metabolismo, dell’equilibrio acido-alcalino.

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Tocchi una cosa, e crei decine di contraccolpi imprevisti nei dintorni. Le anormalità nei valori e nella funzionalità delle varie ghiandole sono in diretta dipendenza delle funzioni gastrointestinali, delle funzioni respiratorie ed epidermiche (sole e attività aerobica), nonché dellacongiuntura psicologica, emotiva e spirituale del soggetto in questione.

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Quando le ghiandole non c’entrano

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Trattasi dunque di squilibri da risolversi all’infuori delle ghiandole, e non agendo localmente sulle medesime. Classico il caso del diabete imputato a disfunzioni pancreatiche inesistenti, quando invece è la viscosità e la lenta fluidità del sangue a impedire l’arrivo in tempo del tampone insulinico.

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Agire a monte significherebbe però andare non più sullo specifico ma sul vago, sul comportamento, sulla dieta, tutte cose che non implicano prescrizioni farmacologiche o interventi, per cui non generano danaro sonante per l’apparato industriale farmacologico-ospedaliero.

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La tiroide e lo iodio

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La tiroide è formata da follicoli le cui pareti sono costituite da un epitelio cilindrico (cellule follicolari) il cui lume è riempito di materiale colloide, contenente una sostanza proteica chiamata tireoglobulina. La sintesi degli ormoni tiroidei avviene nelle cellule follicolari e richiede presenza di iodio organicato e di tireoglobulina.

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Lo iodio si prende giornalmente col cibo sottoforma di iodina, nella misura di circa 150 microgrammi al giorno. La scarsezza di iodio può portare a gravi forme di insufficienza tiroidea, a carenze di sviluppo e persino al cretinismo vero e proprio. Attenzione però a non esagerare coi cibi carichi di iodio, visto che pure l’eccesso produce gravi danni.

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Cibi naturali contenenti iodio organicato ed assimilabile

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Foglie di rapa – 0,076 mg per 100 grammi di prodotto
Zucca estiva – 0,062
Anguria – 0,040
Cetriolo – 0,037
Spinaci crudi – 0,036
Asparagi – 0,030
Rape e bietole – 0,025
Mirtilli – 0,020
Arachidi – 0,020
Fragole – 0,019
Peperoni verdi dolci – 0,019
Carciofi – 0,018
Melanzane – 0,017
Pesche – 0,016
Seguono via via cavoli, cipolla, lattuga, banana, carota, patata, patata dolce, sedano, fico, susina, ecc.
Chiaramente le alghe secche sono strapiene esageratamente di iodio, ed è meglio evitarle. 

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La sintesi degli ormoni T4 e T3

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Nelle cellule follicolari lo iodio viene ossidato ed incorporato nei residui tirosinici della tireoglobulina. Questaiodazione porta alla formazione della monoiodotirosina (MIT) e della diodotirosina (DIT). Due molecole di DIT accoppiate formano una molecola di T4 (tetraiodotironina), mentre una molecola di DIT accoppiata a una di MIT dà luogo a una molecola di T3 (triiodotironina).

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Le interconnessioni ormonali tra ipotalamo, ipofisi e tiroide

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La sintesi degli ormoni tiroidei T4 e T3 viene poi controllata dal TSH (thyroid stimulating hormone) emesso dallaipofisi, che si lega suo specifico recettore TSHr situato sulla superficie delle cellule follicolari. La secrezione del TSH è a sua volta regolata dal TRH (thyroid releasing hormone) originato dalla tirotropina dell’ipotalamo.
Gli ormoni tiroidei circolanti inibiscono e regolano il flusso di TSH e TRH grazie a un meccanismo diautoregolazione negativa che permette di mantenere adeguati ormoni tiroidei T4 e T3 in circolo, col T3 a rappresentare la forma attiva ed operazionale dell’ormone tiroideo.

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Le proteine coinvolte, i valori standard di FT4 e di FT3, il legame T3r-Tree

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Le principali proteine coinvolte nella circolazione degli ormoni tiroidei sono la thyroxine binding globulin (TBG) sintetizzata nel fegato, la transtiretina o thyroxine binding prealbumin (TPBA), e l’albumina. Solo lo 0,04% della T4 e lo 0,4% della T3 circolano in forma libera, e sono responsabili dell’attività ormonale sottoforma di FT4 (free tetraiodothyronine), con valori normali di 6-16.0 pg/mL (picogrammi per millilitro di sangue), e di FT3 (free triiodothyronine), con valori 2.3-5.8 pg/mL.

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Gli ormoni tiroidei sono trasportati all’interno delle cellule, dove la T4 viene convertita in T3 dall’enzima penta-desiodasi. Il recettore della T3 (chiamato T3r) ha una porzione che lega sequenze di Dna col TREE (thyroid hormone responsive element).
Ed è proprio il legame T3r-TREE a causare l’aumento o la diminuzione della velocità di trascrizione di geni specifici, l’incremento o il decremento della velocità di movimento, dell’intensità o del rallentamento della vita.

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Uno squilibrio chiamato tiroidite

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Ed è così che si arriva alle varie tiroiditi congenite, autoimmuni, iatrogene, da radiazioni, da infiammazioni, da lesioni vascolari, da neoplasie, e alle tipologie ipertiroidee di Basedow (o di Graves), o a quelle ipotiroidee di Hashimoto, di Riedel e di De Quervain, dai casi Basedow che si trasformano in casi Hashimoto dopo le cure farmacologiche a base di radio-iodio e di cortisone.

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L’azzardo di intervenire su equilibri delicati e complessi

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Insomma, quando si comincia a non credere nell’equilibrio, e quando si cominciano a mettere le mani sui valori, sulle secrezioni e sui recettori, sugli ormoni e sui contro-ormoni, si sa qualcosa sul punto di partenza, ma poco o niente su quello di arrivo. 
Abbiamo parlato di ormoni tiroidei, e non dobbiamo scordare che ci sono pure gli anti-ormoni. I principali antigeni tiroidei sono la tireoglobulina (TG), la perossidasi o thyroid per ossidasi (TPO), il recettore TSHr, e gli stessi ormoni tiroidei T3 e T4.

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Gli ormoni tiroidei e l’aumento del metabolismo

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Gli ormoni tiroidei causano un aumento del metabolismo (aumento produzione calore e aumento consumo di ossigeno) grazie all’incremento di attività della pompa sodio-potassio (ATP dipendente), all’aumento attività dei recettori beta-andrenergici a livello cardiaco, all’aumento del muscolo scheletrico e del tessuto adiposo (che amplifica l’azione delle catecolamine con meccanismi post-recettoriali), all’aumento della motilità intestinale, all’aumento della gluconeogenesi ossea ed epatica, all’aumentato assorbimento intestinale del glucosio, e all’aumento della lipolisi da parte degli stimolati recettori epatici nei confronti del colesterolo LDL.

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La tiroide sballata non è un dente da togliere

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Ogni donna è ovviamente libera di credere a chi vuole, di fidarsi di chi vuole. Ogni donna è libera di mettersi nelle mani di chi preferisce, e di prendersi tutti gli Eutirox che le vengono prescritti, o di farsi asportare quello che ritiene più opportuno. Non siamo in concorrenza con nessuno. Vogliamo solo informare che esistono alternative validissime e risolventi alla visuale medica.

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La tiroide sballata non è un dente da togliere o da otturare, ma uno strumento nobile del corpo da capire, da riequilibrare, da sottoporre ad auto-taratura automatica. Taratura che nessuno al mondo, specialista o Nobel, è in grado di realizzare, se si eccettua il sistema immunitario.

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I valori ballerini non sono opera di Belzebù

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Le disfunzioni, i sovvertimenti dei valori non sono arrivati a caso, per colpa di Belzebù o di Chernobyl, ma per anni di macroscopici errori di percorso. Anni di mala-alimentazione iper-proteica ed iper-grassa, iper-cotta ed iper-salata, iper-congelata e iper-zuccherata, iper-vinicizzata e iper-caffeinata.

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Anni di attività frenetica, condotta in stato di leucocitosi, di surriscaldamento intestinale e di accelerazione cardiaca, sempre in eclatante carenza di vitamine, minerali, enzimi ed ormoni naturali, con goffi tentativi di correzioni integratrici mineral-vitaminiche-ormonali. Sempre in patologica carenza di succo vitale, di inuline e di insuline verdi, di acqua biologica, di fibre e di fitonutrienti naturali.

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Il tempo degli interrogativi

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 E se i vegani avessero ragione?

 

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Quando poi i nodi vengono al pettine, allora affiorano gli interrogativi.

E se i vegani avessero ragione?

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E se il vero carburante umano stesse proprio nei frutti che pendono dai rami?

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E se il latte rubato alle mucche torturate e condannate alla pena capitale rappresentasse una disgrazia nutritiva e non un capitale costruttivo per il corpo umano?

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E se il sangue versato di miliardi di fratelli e sorelle finiti sul patibolo implicasse una specie di monito e di punizione divina?

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Nessuno vuole ipotizzare un Dio vendicativo che si diverte a infliggere punizioni a destra e a manca.
Ma le trasgressioni alle leggi della natura, le trasgressioni all’etica, alla giustizia, all’armonia con se stessi e col creato, prima o poi si pagano. 

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L’Inferno e il Paradiso sono costruzioni della mente umana, ma il nostro karma e la nostra fedina penale inter-esistenziale sono un’autentica realtà, in un mondo dove non si muove foglia che Dio non voglia.

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Con una intelligente dieta vegana i valori torneranno nella norma

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Occorre certamente qualche sacrificio preparatorio e purificatorio iniziale, e un minimo di pazienza. Ma, con una dieta vegana, i valori sballati, gli squilibri e gli sbalzi, tenderanno a rientrare nella normalità, mentre le escrescenze, di qualunque tipo, tenderanno a bloccarsi, a regredire e scomparire, nella misura in cui applicheremo a fondo le sole leggi impeccabili, che sono quelle della natura. 

A cura di Valdo Vaccaro  http://valdovaccaro.blogspot.com/

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ALITOSI, ALITO CATTIVO


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CHIARIMENTI SULL’ALITOSI

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“Alitosi molto pesante: indicazioni risolutive”. 

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L’alitosi è un problema che interessa il 50% della popolazione mondiale. In alcuni l’alito cattivo è fisso, in altri va a corrente alternata. Non è una vera e propria  malattia, ma influisce negativamente sulla nostra vita sociale con conseguenze che, a volte, possono portare chi ne soffre ad evitare qualsiasi contatto interpersonale.

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Le origini dell’alito cattivo non sono tante e potrebbero riassumersi nelle due principali:

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  • Cattiva igiene orale o malattie gengivali.

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  • Cattive abitudini alimentari.

C’è gente che soffre di alito pesante pur avendo denti sani e bianchissimi. E’ chiaro che in questi casi le cause dell’alitosi andranno ricercate da qualche altra parte, cioè verso un’alimentazione errata.

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Se rientri nel secondo caso, tu soffri sicuramente di disbiosi (l’alterazione dell’equilibrio della flora batterica intestinale) e putrefazione costante in zona colon, vista l’alitosi che lamenti.  In ogni caso, non si deve mangiare in presenza di alitosi. Bisognerebbe dare il tempo all’organismo di smaltire tutte le vecchie scorie putrefatte.  

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Anche perché diventa un mangiare malvolentieri. Quando c’è inappetenza si evita semplicemente ogni sorta di cibo e si beve acqua leggera a piccoli sorsi, e ci si mette a riposo fin quando non torna prepotente l’appetito. A volte può bastare anche uno o due giorni di digiuno per rimettersi in carreggiata.

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RITORNO DELL’APPETITO E RIPRESA ALIMENTARE

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Questa tecnica digiunistica vale per tutte le patologie e le disfunzioni del sistema gastrointestinale. Non appena torna prepotente l’appetito, non appena ci sono segnali tipo schiarimento urine, tipo stop a eventuali fenomeni di cefalea o di febbre, si ricomincia a mangiare frutta a colazione e merenda, e verdure crude a pranzo e cena, inclusive di cavolo e carote grattugiate, di carciofi e finocchi, di cicorie e valeriana come primi piatti, seguite da un secondo piatto a piacere tra patate, zucche, cavolfiori, cavolini, cereali integrali, passato di verdure. L’inserimento di mandorle e pinoli, girasole e semini va sempre rispettato. Il bilancio calorico tra cibo ingerito ed energie consumate va osservato evitando di andare in condizioni di fame (salvo che non si voglia perdere peso).

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CAMBIARE LE VECCHIE ABITUDINI SENZA TROPPI INDUGI

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L’ideale e’ imparare a conoscere meglio il proprio corpo diventando più indipendenti ed autodidatti, provando e sperimentando, senza mai rinunciare alla prudenza e al comune buon senso. La cosa più urgente da fare, nel tuo caso è cambiare progressivamente schema alimentare, rinunciando a carne, pesce, latticini e derivati, dolci, vino, caffè, focacce, patatine o altro cibo-spazzatura.

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PASSARE AD UNA ALIMENTAZIONE NATURALE PREVALENTEMENTE CRUDISTA E L’ALITOSI SCOMPARE RAPIDAMENTE

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Sebastiano.

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Le soluzioni stanno nella dieta e nell’igiene della bocca.  Se vuoi approfondire l’argomento dieta, c’è un ottimo  libro di Valdo Vaccaro “ALIMENTAZIONE NATURALE”, in cui puoi trovare dettagliatamente tutti i consigli per una sana alimentazione.

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http://www.nonsoloanima.tv/cat-iframe.php?redirect=/libri/__alimentazione-naturale-vaccaio.php

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P.S. Personalmente non vendo libri, nè altro. Solo un consiglio spassionato per chi vuole capirci di più. Sebastiano.

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ARTRITE PSORIASICA


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CHIARIMENTI SULL’ARTRITE PSORIASICA

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ARTRITE PSORIASICA

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Claudia dice:

Salve, sono alla ricerca di “sani consigli”, ho l’Artrite Psoriasica,  assumo immunosopressori da anni con i relativi effetti collaterali, so che la malattia non guarirà, ma sogno un futuro senza queste medicine….

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Risposta di Valdo Vaccaro

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ELIMINARE FARMACI E OGNI FORMA DI ACIDIFICAZIONE DEL CORPO

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Nel caso della artrite psoriasica siamo di fronte a una artrite che può coinvolgere i giunti interfalangiali, le dita della mano, la zona di congiunzione dei tendini al sistema osseo (entisite) e persino la spina dorsale. L’unico modo per saltar fuori da questi problemi è quello di stare lontano dai farmaci e di stoppare immediatamente in modo rigoroso e militare ogni forma di acidificazione del corpo.

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LE CAUSE DELL’ARTRITE NON SONO AFFATTO UN MISTERO

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Quali le cause? Dieta sbagliata, eccessi proteici, troppi cibi concentrati e cotti, carne e formaggio, pesce e crostacei, caffè e cola, fumo e alcol, bevande dolcificate, succhi pastorizzati, sale e zucchero, medicine e vaccini (inquinamento da mercurio), integratori e supplementi, stress e ansietà, umidità e sbalzi climatici, scarsa respirazione basata su sistema pettorale e non diaframmatico, scarsità di esposizione solare.

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CON UNA DIETA APPROPRIATA TUTTE LE PSORIASI TENDONO A RISOLVERSI

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Per quanto concerne le nuove scelte di vita e la nuova dieta, non c’è alcun dubbio sul da farsi. Con molti vegetali crudi, germogli, radici, tuberi, semini, frutta succosa, pane integrale multi-cereali, e minimizzazione dei compromessi come pizze vegane o pasta integrale al dente, tutte le psoriasi sono eliminabili nel giro di 3 mesi al massimo.

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Un regime basato sulla frutta e sui vegetali crudi è ideale anche per contrastare l’artrite.

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Raccomandabili in particolare le ciliegie, le pesche, le albicocche, le uve, i fichi, e tutti i tipi di bacche, dai mirtilli, alle more, ai lamponi selvatici blu, ai lamponi rossi, alle uve spine, alle more di gelso. Ottimo il tarassaco, le ortiche, i germogli alfa-alfa, i germogli di aglio e di cipolla, tutti i germogli eduli.

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Detta in due parole la tua è una multi-infiammazione

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Ricordiamo in breve di cosa soffri esattamente. Con l’artrite significa che vivi in uno stato infiammatorio delle articolazioni. Con la psoriasi dimostri come la tua alterazione cutanea evidenzi uno stato di grave impurità interna.

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Con una pastiglia sola puoi debellare tutte le patologie

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La cosa interessante è che per la psoriasi serve tanto sole, vegetali e germogli crudi, e frutti acquosi, e la malattia se ne va in 3 mesi, per l’artrite si prescrive un regime purificatore a base di frutta cruda. In pratica con la stessa pastiglia del veganismo crudista corri il concreto rischio di debellare due patologie in un colpo solo.

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Ti ho sintetizzato la situazione e ti ho indicato la via, senza tante ciance. Datti da fare in quella direzione, in modo determinato e convinto, e non te ne pentirai.

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La guarigione sta dentro di te e non dipende da nessun altro. Serve invece che tu diventi igienista di te stessa e che ti faccia una cultura igienistica.

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Ti invito a procurarti il libro “Alimentazione Naturale” di Valdo Vaccaro dove potrai trovare ogni sorta di informazione riguardo l’Alimentazione Naturale e l’Igiene Naturale.

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Fonte:   http://valdovaccaro.blogspot.com/ 

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I DUE PILASTRI DELL’AUTOGUARIGIONE: PENSIERO POSITIVO E ALIMENTAZIONE NATURALE


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PERCHE’ OGNI GUARIGIONE E’ SEMPRE UN’AUTOGUARIGIONE?

La guarigione viene sempre dall’interno, è sempre il corpo che guarisce se stesso, è sempre l’Intelligenza innata del Sistema Immunitario (il nostro Medico Interno) l’autore di ogni guarigione.  

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Alimentazione Innaturale e Stress

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Noi possiamo soltanto aiutare il nostro corpo a mantenersi in salute, più che altro non remandogli contro,  e non mettendogli il bastone tra le ruote ignorantemente. Due sono i massimi avversari del nostro corpo: un’Alimentazione Innaturale e altamente Nociva, perchè basata sulle proteine di origine animale (Carne e salumi, pesci, uova, latticini e suoi derivati, oltre al sale e zuccheri con i suoi derivati) e lo STRESS della vita.

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In questo articolo mi limiterò ad esporre i danni causati causati dallo stress e come li ho risolti. Ricordatevi quanto annunciato nel titolo e nel sottotitolo perchè la mia esperienza di vita vissuta è una dimostrazione lampante di quanto annunciato sopra.

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Malattie di origine Psicosomatica

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Questa Legge della Natura io ebbi modo di comprovarla in maniera evidente e quasi istantanea circa 40 anni or sono, quando ero un giovane di circa 29 anni. Ma andiamo con ordine se vogliamo capire la via maestra per liberarsi istantaneamente da un nugolo di pseudo malattie, o meglio di malattie di origine Psicosomatica. Io ho avuto la ventura di veder sparire nell’arco di 12 ore, in una maniera così stupefacente che potrebbe sembrare miracolosa,  i seguenti sintomi che cercavo di curare invano con ogni tipo di farmaci: Acidità di stomaco fissa trasformatasi in gastrite, anticamera dell’ulcera, Esaurimento Nervoso,  Depressione, Insonnia, e l’evolversi del mio stato peggiorava sempre con nuove patologie: Debolezza tale da non poter più lavorare, palpitazioni del cuore, cioè sentivo il cuore andare fuori dai suoi ritmi normali, in una escalation sempre in peggioramento.

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Andiamo subito al sodo

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Mi sto dilungando già prima di cominciare. Andiamo subito al sodo. All’età di 29 anni mi trovavo imbarcato come  Ufficiale Macchinista in una petroliera di stazza in Nord America, trasportando petrolio dal Venezuela agli USA. Sono rimasto sei mesi su quella nave.

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Perchè lo stress e le susseguenti malattie?

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Presto spiegato. Era la prima volta che mi trovavo in una situazione lavorativa impegnativa, lontano da casa, dagli amici, dai propri interessi e dai propri hobby. Non è che la mia situazione fosse diversa dagli altri componenti dell’equipaggio, solo che io non accettavo questa situazione. Stavo prigioniero di quella petroliera mentre avrei voluto essere al mio paese a fare la mia solita vita. Pensavo soltanto a come finire questa avventura senza dovermi accollare le spese della risoluzione del contratto per mia volontà.

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Disturbi di ogni genere

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Questo stato di rifiuto della realtà mi portava non solo a stare male, ma ad evitare ogni forma di socializzazione con i compagni dell’equipaggio. Dopo circa un mese non digerivo più nessun cibo: acidità permanente di stomaco alleviata da qualche pasticca di digestivo, insonnia nervosa da non riuscire ad addormentarmi in nessuna maniera, con susseguente stanchezza cronica al punto che rifiutavo di scendere in sala macchina per lavorare. L’evoluzione del mio stato culminò con disturbi al cuore, cioè sentivo che il cuore non batteva ritmicamente come dovrebbe, ma di tanto in tanto andava fuori fase.

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Una malattia dell’anima

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Ad ogni porto marcavo visita con la speranza che il dottore mi avrebbe rispedito in Italia per malattia, e tutto questo a spese dell’armatore. Ma i dottori non mi trovavano nulla e continuavano a rifilarmi scatolette di pastiglie per lo stomaco, l’insonnia, la depressione, il cuore. Tutte queste pastiglie non portavano a nessun miglioramento. Questa non era una malattia da poter curare coi farmaci, era una malattia per mancanza di adattamento alla realtà, non accettazione della realtà, una malattia dell’anima che non puoi guarire a forza di pastiglie.

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Pasticche inutili e nocive

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A quei tempi non c’era internet, e la poca informazione circolava sui libri.  Non sapevo cosa fosse una malattia Psicosomatica, non sapevo che la causa delle mie malattie era la conseguenza del mio modo sbagliato di affrontare la vita. Devo dedurre che neanche i dottori conoscessero le malattie psicosomatiche, visto che continuavano a rimpinzarmi di pasticche inutili, che se fossero solo inutili sarebbe niente, ma il fatto è che erano anche nocive.

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Yoga, Psicologia e Vangelo

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Comunque, ho pensato che dovevo capirci qualcosa. Cominciavo a sospettare che forse i miei comportamenti avevano qualcosa a che vedere col mio stato di salute. Così cominciai a leggere qualche libro di Yoga e di Psicologia, e cominciavo a schiarirmi le idee. Una sera mi capita tra le mani un piccolo libretto rosso che un gruppo di evangelici americani, i Gedeoni, lasciava gratuitamente nelle navi per i membri dell’equipaggio.

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AMARE e PERDONARE

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Come ultima risorsa contro l’insonnia mi buttai nella lettura di questo libretto del vangelo. Non leggevo il vangelo come un libro religioso, lo leggevo cercando di vedere se potesse essermi di una qualche utilità. Praticamente mi parve di capire che i concetti fondamentali del vangelo si potevano riassumere in due punti: AMARE e PERDONARE. Io ero effettivamente in guerra con tutto e con tutti, dal comandante al mozzo, e pensavo che la colpa fosse sempre degli altri, e mi credevo il solo con la testa a posto, ma in realtà avevo più problemi di tutti gli altri messi insieme.

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 “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e travagliati,

ed io vi darò riposo”

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Ad un certo punto mi soffermai su una frase di Gesù che diceva: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e travagliati, ed io vi darò riposo”. Stanco lo ero, travagliato oltremodo, e di un pò di riposo ne avevo proprio bisogno, visto che non riuscivo più a dormire. Per semplificare, mi fermai di leggere e trassi delle deduzioni sul vangelo per riuscire ad ottenere quell’agognato riposo promesso da Gesù. Quel “Venite a me!” l’ho interpretato come “seguite il mio insegnamento” ed avrete diritto al vostro riposo.

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Recitare una parte

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Cosi mi soffermai a meditare cosa significasse praticamente Amare e Perdonare, e in che maniera si potesse mettere in pratica. Cioè realizzare un cambio netto del mio comportamento nei confronti degli altri, perdonando e manifestando amore. Decisi che potevo provare a vedere cosa succedeva, fare solo una prova, come recitare una parte.

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E così mentre meditavo su come amare e perdonare il mio prossimo, caddi in un sonno così profondo e beato che non lo ricordavo da mesi. La mattina mi alzai verso le 11.00, nonostante i rumori tipici di una nave in navigazione. Una cosa incredibile! Avevo dormito splendidamente. Mi meravigliavo e non capivo come era successo.

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Dalle stalle alle stelle

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Secondo il mio piano, cominciai a recitare la parte di una persona amichevole, amorevole, e amica con tutti. A mezzogiorno mangiai regolarmente il pasto di bordo e notai che lo stomaco non mi bruciava più, facevo per deglutire per sentire se riaffiorasse l’acidità, ma niente. mi sentivo tutto a posto. Ho cominciato quindi ad intavolare rapporti amichevoli con tutti, basati sull’Amore e sul Perdono.

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E’ stata una giornata straordinaria, dalle stalle alle stelle, vedevo che la gente rispondeva simpaticamente al mio nuovo approccio, e capii chiaramente che la fonte del mio esaurimento psico-fisico e dei susseguenti disturbi erano soltanto  la conseguenza del mio modo di vivere. Quella sera stessa dissi al Primo Ufficiale che mi sentivo bene ed ero pronto a riprendere il mio servizio.

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 Erano spariti tutti i miei mali

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Dopo quel primo successo, immediatamente erano spariti tutti i miei mali, ma proprio tutti, senza sorte alcuna di pastiglie, e tutto questo nell’arco di dodici ore. Pensai di portare avanti questo nuovo concetto di vita per i giorni seguenti. Inutile aggiungere che avevo recuperato completamente la salute e la gioia di vivere. Esaurimento, depressione, stress, bruciori di stomaco, insonnia, palpitazioni, etc. tutto dissolto in un attimo, soltanto per aver accettato di vivere secondo le Leggi della Natura.

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Amare guarisce, odiare avvelena.

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Perdonare guarisce, il rancore avvelena. Questo perchè  la natura ed il creato hanno delle loro Leggi Naturali ben precise. L’uomo è un essere vivente che si ciba di emozioni, sentimenti e pensieri, e se questi sono improntate sull’Amore anche il nostro corpo funziona al meglio delle sue capacità, si può autoguarire, perchè l’uomo è nato per stare sano, il suo sistema immunitario è programmato per autoguarirsi automaticamente, purchè noi non gli remiamo contro.

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Possiamo vedere che anche gli animali, quando trattati con amore, ce ne ricambiano di più di quello che ricevono, perchè anche gli animali sanno amare e sanno riconoscere l’oggetto del proprio amore. Qualcuno che tiene qualche cane o gatto in casa conosce molto bene l’amore naturale dell’animale verso coloro che li trattano con amore. E questo può essere esteso a tutti gli animali. Anche una belva selvaggia, se trattata con amore, nutrita con amore, sa dimostrarsi amichevole.

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Indagare, studiare, praticare e diffondere 

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Questa esperienza di guarigione, la constatazione che dove i farmaci nulla hanno potuto,  il corpo stesso si è autoguarito, soltanto curandosi con pensieri d’Amore e di Perdono, mi ha spinto a indagare sempre più, a studiare, praticare e diffondere  i principi dell’Autoguarigione Naturale del nostro corpo. Come conseguenza dei miei studi assunsi subito un’Alimentazione Vegetariana, basata soprattutto su motivazione più etiche che salutistiche.

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Dopo vari anni sono passato ad una Alimentazione Vegana, cioè all’abbandono non solo della carne ma anche di ogni tipo di cibo di provenienza animale, e cioè uova e latticini, perchè anche le uova ed il latte provengono da indicibili atrocità e sofferenze inflitte ai nostri fratelli animali.

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Concludo questo lungo articolo con la riaffermazione di quanto detto sopra: i Pilastri dell’AutoGuarigione sono il Pensiero Positivo e l’Alimentazione Naturale.

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Sebastiano.

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