DIGIUNO IN SOGGETTO PRIVO DI TIROIDE


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IL PROBLEMA DELLA TIROIDE E L’EUTIROX

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Dr Valdo Vaccaro

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LETTERA A VALDO VACCARO

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VEGETARIANO DA 25 ANNI E FRUTTARIANO DA 3

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Caro Valdo, Sono Duccio, 51 anni, vegetariano da 25 anni e fruttariano da 3. Da qualche tempo ho scoperto il tuo blog, lo seguo con costanza ed ho comprato il tuo libro. Mi sono avvicinato alla Medicina Naturale negli anni ’80, dopo aver letto alcuni lavori del Dr Shelton e nel 1988 ho praticato il mio primo digiuno di 10 gg.

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GODIAMO DI OTTIMA SALUTE, MA MIA MOGLIE VORREBBE LIBERARSI DI PICCOLI SFOGHI CUTANEI

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Se ti sto scrivendo è per mia moglie di 50 anni. Per 20 anni, dietro mia spinta, è stata “semivegetariana”, ma da 2 è anche lei del tutto fruttariana. Naturalmente godiamo entrambi di ottima salute, solo che lei non riesce a liberarsi di piccoli  “sfoghi cutanei” al viso ed alle spalle. Grazie ai miei consigli sono ormai poca cosa rispetto a quando l’ho conosciuta, ma non vogliono sparire.

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TIROIDECTOMIA NEL 1987 E 25 ANNI DI CURE ORMONALI

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Io penso che un bel digiuno di 4/5 giorni sarebbe un’ottima soluzione, ma c’è una cosa che ci preoccupa. Mia moglie, a parte le tonsille, ha subito l’asportazione totale della tiroide nel 1987 e, da allora, assume 150 mg/die di ormone sostitutivo. In passato ha praticato 3 digiuni di un solo giorno, e ci chiediamo se sia possibile andare oltre senza problemi. Ti ringrazio per i consigli che eventualmente ci potrai dare. Duccio da Marsala

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

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ADATTAMENTO ED ASSUEFAZIONE ALL’EUTIROX

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Ciao Duccio, in genere non consiglio mai un lungo digiuno a chi è sotto cura farmacologica. D’altra parte, nel caso di tua moglie l’Eutirox pare essere diventato pane quotidiano per 25 anni, per cui esiste sicuramente una sorta di adattamento e di assuefazione a quel tipo di formula. Se le precedenti esperienze di un giorno non hanno dato problemi, si potrà provare i due giorni o forse al massimo i tre, magari utilizzando l’acqua e limone o l’acqua e il succo d’arancia. Occorre insomma provare e sperimentare.

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PELLE COME PRIMO ALLEATO DEL SISTEMA RENALE

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Quanto ai problemi cutanei, è opportuno ribadire che la pelle è l’organo emuntorio per eccellenza, soprattutto quando il sistema renale opera in condizioni di leggera o marcata insufficienza. Dal momento poi che l’hai giustamente trasformata in consumatrice di frutta, non c’è da meravigliarsi che ci siano  delle manifestazioni cutanee, ovvero dei  veleni che il sistema immunitario chela e cattura nel suo organismo scaricandoli in determinate zone preferenziali della pelle. 

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ESIGENZE ESTETICHE CONTRO ESIGENZE SALUTISTICHE

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Con un bel digiuno è logico aspettarsi una accelerata purificante, seguita da  una intensificazione del fenomeno espulsivo. In altre parole ci potrà essere un dualismo o una concorrenza tra esigenze estetiche (sparizione brufoli e sfoghi cutanei) ed esigenze salutistiche-purificatrici (intensificazione temporanea dei fenomeni espulsivi). L’esposizione al sole, i bagni di mare ed anche la traspirazione cutanea, sono da considerarsi utilissimi, a condizione di non trattare gli sfoghi cutanei con creme o altri mezzi di contrasto.

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PIU’ SUCCHI E MENO EUTIROX

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Il mio consiglio è quello di inserire, in aggiunta alla dieta attuale qualche centrifugato di carote, tuberi, sedani, radici varie, e di procedere simultaneamente  a una graduale riduzione dell’Eutirox, puntando a un ripristino dell’equilibrio ormonale su basi meno farmacizzate. Ogni recupero di normalità e di stato di benessere in presenza di  minore presenza farmacologica, va considerato come riconquista positiva, come processo di emancipazione salutistica e di riappropriazione del proprio corpo. 

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TENTARE SEMPRE LA VIA DELLA LIBERAZIONE DAL FARMACO

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Per il medico, le cure farmacologiche sono spesso da intendersi dogmaticamente e rigidamente a vita. Il mio invece non è un consiglio medico ma un suggerimento di tipo igienistico. Ogni progresso in tale direzione permetterebbe di impostare un digiuno su basi più efficaci e sicure.  Un dimezzamento quantitativo della cura ormonale in un mese, monitorando attentamente le proprie condizioni e il proprio grado di sopportazione al taglio del farmaco, potrebbe già essere un passo in avanti.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO: 

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http://valdovaccaro.blogspot.it/

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3 Risposte to “DIGIUNO IN SOGGETTO PRIVO DI TIROIDE”

  1. Ciro Says:

    non mi spiego; scusate, com’è che una donna che segue i dettami dell’igienismo, del vegetarianesimo, e dell’essere frugivori giunga a farsi asportare brutalmente la tiroide come qualunque massaia che campa a pane e salame; che senso ha allora vivere e mangiare in un certo modo? Il digiuno di 10 o 30 giorni non lo potevi fare all’uopo della chirurgia? che senso ha essere naturisti a metà?

  2. Sebastiano Tringali Says:

    @ Ciro,
    Leggi bene l’articolo e soprattutto le date. La signora ha fatto la TIROIDECTOMIA NEL 1987, ed è diventata semi-vegetariana 5 anni dopo. Perciò in quel tempo nè la moglie e nemmeno il marito avevano una esperienza nè da vegetariani e nemmeno da fruttariani. Ciao, Sebastiano.

    • Ciro Says:

      è vero sono stato impulsivo.


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