LATTE ALIMENTO KILLER


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MOTIVAZIONI ETICO-SALUTISTICO-ANTROPOLOGICHE

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Dopo i primi tre anni di vita l’uomo perde gli enzimi (rennina e lattasi) preposti per la digestione del latte. L’uomo è il solo animale che continua a prendere il latte (dopo lo svezzamento) di un animale che egli considera inferiore sotto l’aspetto intellettivo, emotivo e spirituale.

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Il latte della mucca è adatto al vitello

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Tra il latte umano e quello vaccino c’è la stessa differenza tra una donna ed una mucca. Il latte della mucca è adatto al vitello che ha una velocità di crescita 3 volte superiore a quella del cucciolo umano ed una necessità proteica quasi 4 volte maggiore.

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I reni di un bambino nutrito con latte vaccino arrivano ad essere un terzo più grossi di quelli di un bambino nutrito al latte di donna: l’ipertrofia è determinata dal superlavoro cui sono sottoposti i reni a causa dell’eccesso proteico del latte vaccino che oltre ad oberare i reni ed il fegato, arreca danni all’ipofisi, alla tiroide e al surrene.

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Il latte vaccino nei bambini può provocare sanguinamento gastroenterico; è carente di ferro perchè il fosforo e il calcio che contiene interferiscono con l’assobimento di questo minerale. (Dr.ssa Elena Guarnieri, nutrizionista. (“Viversani”, maggio 2009).

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Il latte umano oltre ad avere (in assoluto) il più basso valore proteico, è anche il più dolce. Il cervello umano funziona a glucosio. I glucidi del latte umano, sotto forma di lattosio, sono essenziali per lo sviluppo cerebrale del bambino: sono presenti nel latte umano in misura quasi doppia rispetto al latte vaccino.

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Solo il 25-30% del calcio presente nei latticini viene assimilato

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Il resto viene eliminato con le feci perché i latticini non contengono la vitamina K fondamentale per il corretto assorbimento del calcio. Il latte di vacca, anche se ricco di calcio, quando è nel tubo digestivo umano la maggioranza di esso precipita sotto forma di fosfato di calcio e viene eliminato attraverso le feci. Solo una piccola parte viene assorbita.

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Nei formaggi vi è un’alta concentrazione di farmaci, di diserbanti ed additivi.

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I nitrati (conservanti) si trasformano facilmente in nitrosammine potenzialmente cancerogene. I formaggi stagionati contengono molte proteine, grassi saturi e colesterolo

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EFFETTI

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Tre quarti di tutte le allergie e metà dei problemi digestivi del bambino sono causati dal latte vaccino, oltre a casi di asma, di insonnia e di affezioni cutanee.

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Il latte produce catarro e muco che si fissa sulle pareti dello stomaco impedendo l’assorbimento delle sostanze alimentari. La caseina del latte è la base di una delle più potenti colle per il legno usata per la costruzione delle navi.

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Il latte vaccino apre la strada a: catarro, febbre da fieno, asma, bronchite, raffreddore, allergie, dissenteria, stitichezza, palpitazioni, malattie cardiache, angina, calcoli renali, artriti, spondiliti, tumori e cancro.

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Al latte e alle uova sono da attribuire almeno la metà di tutti i cancri maschili e a più di due terzi dei cancri femminili.

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Il fosforo presente nel latte vaccino è circa 6 volte maggiore che nel latte umano, questo blocca l’assorbimento del calcio provocando nel lattante una tendenza alla ipocalcemia. Il fosforo serve all’animale per costruire rapidamente il suo scheletro che gli consente di fuggire anche da cucciolo ad un pericolo improvviso.

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Rudolf Steiner sostiene che il bambino nutrito con il latte vaccino presenterà da anziano sclerosi ed invecchiamento precoce.

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Nel 1942 un’indagine in Scandinavia sui legami tra latte vaccino e l’insorgenza dell’artrite, durata 30 anni, ha dimostrato che il latte vaccino causa il fattore artritico.

Da un’indagine in alcune zone dell’India dove lo yogurt si consuma abbondantemente, pare che il galattosio sia la causa dell’insorgere della cataratta.

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I fermenti dello yogurt utilizzano per il proprio sviluppo la vit. B12 che si forma nell’intestino umano provocandone una diminuizione.

Un quinto dell’umanità vive benissimo senza usare latte vaccino: Cinesi, Giapponesi e Coreani…

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Il latte di mucca provoca nel bambino carenza di ferro.

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L’uomo del paleolitico non usava latte vaccino ma aveva ossa robustissime con una dieta basata su cereali, verdure e frutta.

Il pediatra prof. Marcello Giovannini ed il nutrizionista Ermanno Lanzola sconsigliano il latte vaccino nei primi 12 mesi di vita del bambino perché:

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ha troppe proteine;

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– ha meno lattosio del latte umano;

– ha uno squilibrato rapporto di acidi grassi;

– ha valori squilibrati di calcio e fosforo;

– è privo di fattori di difesa specifici;

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Il latte umano ha un elevato contenuto di acido linoleico, precursore delle prostaglandine e leucotrieni antiinfiammatori. Al contrario, il latte di vacca é una sostanza infiammatoria al 100%.

Il latte vaccino contiene circa 59 tipi di ormoni (pituitari, steroidei, adrenali, sessuali etc.) tra cui il piú importante l’ormone della crescita veloce dei vitelli.

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Il latte puó anche essere contaminato da prodotti chimici, ormoni, antibiotici, pesticidi, pus proveniente dalle mastiti, virus, batteri, prioni…viene arricchito con additivi, vitamine e minerali sintetici, semi, piante, frutti, proteine, acidi grassi… In alcuni casi, anche grassi di animali diversi.

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Le sostanze tossiche che con piú frequenza si possono trovare in un bicchiere di latte di vacca sono:

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– Metalli e plastica;

– Detergenti e disinfettanti;

– Pesticidi e fertilizzanti;

– Micotossine: provenienti dal mangime che si dá alle vacche; – – – Antibiotici ed altri farmaci;

– Diossine.

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MALATTIE CONNESSE AL CONSUMO DI LATTE

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ANEMIA FERROPENICA; ARTRITE REUMATOIDE E OSTEOARTRITE; ASMA; AUTISMO; CANCRO ALLO STOMACO; CANCRO DELLA MAMMELLA; CANCRO DI OVARIO; CANCRO DI PANCREAS; CANCRO DI PROSTATA; CANCRO AL POLMONE; CANCRO AL TESTICOLO; CATARATTA; COLITE ULCEROSA; DIABETE MELLITUS TIPO 1; DOLORI ADDOMINALI SENZA INTOLLERANZA AL LATTOSIO; MALATTIA DI CROHN;

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MALATTIE CORONARIE; SCLEROSI MULTIPLA; STITICHEZZA; FATICA CRONICA; INCONTINENZA URINARIA; INTOLLERANZA AL LATTOSIO; LINFOMI; EMICRANIA; ORECCHIE, NASO, GOLA; REAZIONI ALLERGICHE; EMORRAGIE GASTROINTESTINALI; SINDROME DI CATTIVO ASSORBIMENTO; PROBLEMI DI SONNO; ULCERA PEPTICA.

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IL PROBLEMA DEL CALCIO

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Negli Stati Uniti, il paese maggior consumatore mondiale di latte, c’é un’incidenza maggiore di osteoporosi tra la sua popolazione.

Il Progetto di nutrizione Cornell Oxford-Cina, salute e ambiente, che si iniziò nel 1983 con uno studio delle abitudini quotidiane di 6500 abitanti di 65 province disperse nella Cina rurale, una delle ricerche più rigorose effettuate in materia di salute, si provò che le donne che non bevevano latte di vacca non soffrivano di osteoporosi. Se lasciavano questa dieta e introducevano latte di vacca, i loro livelli di calcio si abbassavano e aumentava l’incidenza di questa patologia.

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Le ricerche svolte dal dottor John McDougall (medico nutrizionista del ST. Helena Hospital di Napa California, USA) dimostrarono che le donne dell’etnia Bantú che non bevono latte di vacca pur avendo una media di 10 figli e li allattano per lunghi periodi, non soffrono osteoporosi.

Il lavoro del Dr. William Ellis, ex presidente dell’Accademia Americana di Osteopatia Applicata, stabilì che le persone che bevevano da 3 a 5 bicchieri di latte al giorno presentano i livelli più bassi di calcio nel sangue.

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Lo Studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition stabilì che l’eccesso di proteine del latte é uno dei fattori più importanti nello sviluppo dell’osteoporosi. Inoltre si dimostrava che fino all’età di 65 anni le donne che non bevevano latte ed erano vegetariane, avevano solo il 18% di perdita ossea, mentre le onnivore avevano una perdita ossea del 35%. Studi più recenti mostrano che con un’ingestione di 75 grammi giornalieri di proteine del latte si perde più calcio nell’urina di quello che si assorbe attraverso la dieta.

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L’OPINIONE DI JEAN SEIGNALET

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Il dottor Seignalet-ematologo, immunologo, biologo e cattedratico di Medicina all’Universitá di Montpellier, a proposito del latte riferisce: “Il pericolo della mancanza di calcio é un’illusione. É vero che il latte di vacca é ricco in calcio, però una volta che si trova nel tubo digestivo umano, l’immensa maggioranza di esso precipita sotto forma di fosfato di calcio e viene eliminato attraverso le feci. Solo una piccola parte viene assorbita. Il calcio assimilabile é apportato in quantità più che sufficiente dai vegetali, ortaggi, legumi secchi, verdure, frutta secca e fresca. Eliminare dall’alimentazione il latte animale non provoca carenza di calcio. Al contrario, il regime alimentare che esclude i derivati del latte, blocca 70 volte su 100 l’evoluzione dell’osteoporosi e permette di recuperare parte del terreno perso”.

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LA CASEINA DEL LATTE

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Il bambino lattante assimila completamente la caseina del latte materno ma non quella del latte di vacca. La caseina animale in alcune persone aderisce ai follicoli linfatici dell’intestino impedendo l’assorbimento di altri nutrienti. Sbarazzarsi dei suoi residui metabolici causa perdita energetica per l’organismo e può provocare problemi immunologici.

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I GRASSI DEL LATTE

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Il latte umano contiene 45 grammi di lipidi per litro, dei quali 55% sono acidi grassi poliinsaturi, e 45% di saturi; ha, soprattutto, un elevato contenuto di acido linoleico, precursore delle prostaglandine e leucotrieni antiinfiammatori. Al contrario, il latte di vacca contiene un 70% di acidi grassi saturi e 30% di poliinsaturi. Inoltre questo 30% di poliinsaturi perde le sue proprietá quando per effetto del calore (tra i 40 º e i 45ºC) si denaturano e non possono essere precursori di sostanze antiinfiammatorie. Per questo il latte trattato per il consumo é una sostanza infiammatoria al 100%.

I bambini che sono soliti bere vari bicchieri di latte al giorno hanno le arterie in peggiori condizioni di quelli che non lo prendono.

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LA CARICA ORMONALE

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La professoressa Jane Plant, autrice del libro “La tua vita nelle tue mani” spiega che l’IGF1 é specialmente attivo durante la pubertà e la gravidanza. Nel caso delle bambine adolescenti quest’ormone stimola la crescita del tessuto della mammella. Durante la gravidanza aumenta i tessuti mammari e i dotti del latte materno per favorire l’allattamento. Alti livelli di quest’ormone incrementano fino a tre volte il rischio di soffrire di cancro della mammella o di prostata da parte di quelli che consumano molto latte, come la carne delle vacche da latte. Nello stesso modo gli estrogeni che si aggiungono al latte bovino sono altri fattori che stimolano l’effetto nocivo di quest’ormone e che indirettamente favoriscono la comparsa di tumori.

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Sostanze tossiche nel latte.

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I macchinari utilizzati negli allevamenti per trasportare e immagazzinare il latte può contaminarlo. Di fatto si é arrivati a trovare in esso ferro, rame, piombo, cadmio, zinco etc… o loro residui.

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Detergenti e disinfettanti.

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Formiolo, acido borico, acido benzoico, sali alcalini, bicromato di potassio etc…sostanze che si usano nella pulizia e disinfezione del materiale che viene a contatto col latte. Il suo uso viene giustificato dal fatto che l’acqua da sola é incapace di trascinare i resti di materia organica e distruggere i batteri che contaminano le istallazioni e che possono passare al latte.

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Pesticidi e fertilizzanti.

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Nel mangime che si dà alla vacca si possono trovare composti chimici: acaricidi, nematicidi, fungicidi, rodenticidi, erbicidi, DDT, dieldrin, lindano, metoxicloro, malation, aldrin etc…che possono causare il cancro.

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Micotossine.

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Provenienti dal mangime che si dà alle vacche, quando é contaminato da muffe, specialmente Aspergyllus flavus.

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Antibiotici ed altri farmaci.

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Impiegati nel trattamento e prevenzione delle malattie infettive e parassitarie delle vacche: possono passare al latte contaminandolo. La maggioranza delle industrie casearie usano circa 60 tipi di trattamento chimico per trattare i gonfiori del capezzolo dopo ogni minzione e per ridurre la propagazione della mastite nei branchi.

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Diossine.

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Derivati del cloro sono relazionati col cancro di polmone ed i linfomi. La esposizione alla diossina é stata messa in relazione con il diabete, i problemi di sviluppo del bambino e diversi problemi di squilibrio del sistema immunitario.

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MALATTIE CONNESSE AL CONSUMO DI LATTE

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ANEMIA FERROPENICA.

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Il Dr. Frank Oski (direttore del dipartimento di Pediatria della scuola di medicina dell’Universitá John Hopkins (USA) asserisce che nel suo paese tra il 15 e il 20% dei bambini minori di due anni soffrono anemia ferropenica e che la metà del resto delle anemie che si producono negli USA sono relazionate con il consumo di latte e suoi derivati a causa delle piccole emorragie gastrointestinali che il latte può provocare.

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ARTRITE REUMATOIDE E OSTEOARTRITE.

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Si é constatato che i complessi antigene-anticorpo generati dal latte si depositano a volte nelle articolazioni provocandone infiammazione e tumefazione. Studi realizzati nell’Universitá della Florida (USA) confermano che i sintomi si aggravano in pazienti, che consumano latte, con artrite reumatoide. In un articolo pubblicato nella rivista Scandinavian Journal of Rheumatology, si affermava che in persone affette da questa patologia quando smisero di ingerire latticini e bevvero solo acqua, té verde, frutta e succhi vegetali entro 7 e 10 giorni l’infiammazione e il dolore diminuirono significativamente: quando uno tornava a una dieta latto-ovo-vegetariana i sintomi riapparivano. Un gruppo di ricercatori israeliani dimostrò nel 1985 che il latte può indurre anche l’artrite reumatoide giovanile.

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ASMA.

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Il latte può stimolare la produzione eccessiva di muco nelle vie respiratorie. L’allergia al latte é causa di asma. I bambini con eccesso di muco e difficoltà respiratorie ai quali si toglie il latte di vacca migliorano in modo sorprendente.

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AUTISMO.

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I sintomi neurologici dei pazienti autistici peggiorano quando consumano latte o grano. Si crede che i peptidi del latte possano avere un effetto tossico nel sistema nervoso centrale interferendo con i neurotrasmettitori. Nelle loro ricerche i dottori dell’Universitá di Roma notarono un miglioramento marcato nel comportamento di questi malati dopo aver smesso di ingerire latte per otto settimane. Nel loro sangue c’erano alti livelli di anticorpi contro la caseina, la lattoalbumina e la betalattoglobulina.

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CANCRO ALLO STOMACO.

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Ricercatori dell’Istituto Nazionale di Salute Pubblica di Morelos (Messico) trovarono un aumento significativo di rischio di contrarre cancro allo stomaco in pazienti che consumano latticini: in quelli che consumavano anche carne, il rischio triplicava.

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CANCRO DELLA MAMMELLA

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Il latte é considerato da molti esperti causa diretta di questo tipo di cancro. Se a questo si aggiunge l’influenza dell’ormone insulinico, le probabilitá di contrarlo aumentano considerevolmente nelle grandi consumatrici di latte.

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CANCRO DI OVARIO.

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Il galattosio (uno degli zuccheri del latte) é stato messo in relazione anche con il cancro dell’ovario. Alcuni ricercatori affermano che le donne che bevono più di un bicchiere di latte intero al giorno hanno tre volte più probabilità di contrarre cancro di ovario rispetto a quelle che non ne bevono.

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CANCRO DI PANCREAS.

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Ricercatori dell’ Universitá di Harvard (USA) affermano che esiste una relazione “positiva e forte” tra il cancro del pancreas e il consumo di latte, uova e carne.

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CANCRO DI PROSTATA.

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Secondo il Dr. Chan (epidemiologo dell’Universitá di Harvard) il consumo di molto latte e suoi derivati é associato con un incremento del rischio di cancro di prostata nell’uomo. Ciò può essere dovuto al fatto che l’alto contenuto di calcio nel latte fa diminuire la quantitá di vitamina D del corpo incaricata di proteggere dal cancro di prostata. Epidemiologi italiani del Aviano Cancer Center calcolarono che se si prendono due o più bicchieri di latte al giorno il livello di rischio di soffrire questo cancro aumenta 5 volte. Un altro studio (realizzato dalla stessa equipe di ricercatori dimostrò che gli uomini che consumano grandi quantità di latte e/o latticini hanno un 70% di rischio in più di contrarre cancro di prostata. Il consumo di latte scremato é associato con un maggior incremento rispetto a quello intero.

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CANCRO AL POLMONE:

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Ricercatori olandesi nel 1989 hanno concluso che le persone che bevono due o più bicchieri di latte al giorno hanno una probabilità 2 volte maggiore di sviluppare cancro al polmone di quelle che non lo bevono. Le persone che bevono questa stessa quantità di latte scremato sembrano essere più protette. Inoltre si é documentato che esiste una relazione diretta tra l’ormone somatotropina e il cancro al polmone, e tra questo e la diossina che contamina il latte. In un articolo pubblicato nel giornale americano The Washington Post, si affermava che le persone che consumano grandi quantità di grassi (carne e latticini) sono 10 volte più predisposte a contrarre il cancro, specialmente di polmone.

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CANCRO AL TESTICOLO.

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Ricercatori britannici scoprirono che esiste una relazione tra il cancro testicolare e il consumo di latte. Il rischio incontrato fu 7,19 volte maggiore rispetto alla popolazione generale e aumenta di un 1,39 per ogni quarto di litro di latte in più che si consuma.

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CATARATTA.

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C’é una crescente evidenza della relazione tra il consumo di latte e la cataratta. Secondo diversi studi scientifici le popolazioni umane che consumano grandi quantità di latticini hanno una maggior incidenza di cataratta rispetto a quelli che lo evitano. Questo difetto é stato posto in relazione con il lattosio e il galattosio.

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COLITE ULCEROSA.

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Anche in questo disturbo è stato associato il consumo di latte.

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COLON IRRITABILE.

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Ci sono diversi studi che mettono in relazione il consumo di latte con lo sviluppo di questa patologia.

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DIABETE MELLITUS TIPO 1.

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Diversi studi dimostrano che i lattanti alimentati con latte di vacca presentano un maggior rischio di soffrire di diabete insulino dipendente. Uno studio pubblicato nella Rivista di medicina della Nuova Inghilterra identifica il latte come “elemento responsabile o fattore scatenante in alcune persone geneticamente sensibili”. Eliminare il latte e derivati dalla dieta infantile potrebbe diminuire drasticamente l’incidenza di questo tipo di diabete.

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MALATTIA DI CROHN.

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Il Dottor John Hermon-Taylor, direttore del Dipartimento di Chirurgia della Scuola di Medicina dell’Hospital St. George (Gran Bretagna) afferma: “Dopo aver studiato la malattia di Crohn per 20 anni, la Paratubercolosi é indubbiamente associata a questa patologia e che questo microorganismo si trasmette fondamentalmente attraverso il latte perché la pastorizzazione non lo distrugge”. In uno studio realizzato tra il 1990 e il 1994 sui contenitori per il latte si trovò che il 7% di essi erano contaminati con la Paratubercolosi.

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MALATTIE CORONARIE:

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Numerosi ricercatori relazionano alcuni componenti del latte (il colesterolo, i grassi, il suo alto contenuto in calcio, la presenza di xantina ossidasi, etc.) con questo tipo di problemi. L’enzima bovino xantina-ossidasi causa problemi quando il latte é omogeneizzato: il suo danno si centra nei vasi sanguigni. Sembra che questo enzima attraverserebbe intatto le pareti intestinali facendosi trasportare dal sangue e distruggerebbe il masmogeno, uno dei componenti della membrana delle cellule che formano il tessuto cardiaco. Uno di questi ricercatori é il dottor Kurt Oster, capo di servizio di cardiologia dell’ospedale Park City a Bridgeport (USA), durante un periodo di quasi 4 anni studiò 75 pazienti che soffrivano di angina pectoris e arteriosclerosi. Quando si eliminò il latte dalla loro dieta e gli si dette acido folico e vitamina C (entrambe combattono la xantina-ossidasi) il dolore diminuì.

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Il dottor Kurt Esselbacher ( dell’Universitá di Harvard) afferma che: “Il latte omogeneizzato, dovuto al contenuto di xantina-ossidasi, é uno delle cause maggiori di malattie coronarie negli Stati Uniti”. Studi realizzati in Russia secondo i quali chi beve tre o più bicchieri di latte al giorno ha 1,7 volte più probabilità di soffrire malattie ischemiche cardiache di chi non ne consuma. Il consumo abituale di latticini aumenta il colesterolo cattivo (LDL). Anche il consumo di proteine lattee sembra avere una relazione diretta con la mortalità coronaria. Inoltre le proteine del latte contribuiscono alla formazione di omocisteina: la connessione tra il latte, il lattosio, il calcio e l’omocisteina potrebbe essere responsabile della calcificazione delle arterie.

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SCLEROSI MULTIPLA.

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Scienziati dell’Università di Michigan (USA) hanno potuto stabilire una relazione tra la sclerosi multipla e un eccessivo consumo di latte.

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STITICHEZZA.

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Il latte é causa accertata di stitichezza in bambini ed anziani. La sua eliminazione dalla dieta e un maggior consumo di verdure e fibra di solito risolve questo problema. Allo stesso modo, tanto la stitichezza cronica come le lesioni perianali sono state associate ad una chiara intolleranza al latte di vacca.

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FATICA CRONICA.

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Secondo uno studio realizzato con bambini a Rochester (New York) nel 1991, bere latte aumenta 44,3 volte il rischio di soffrire questa malattia.

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INCONTINENZA URINARIA:

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Molti bambini che bagnano le lenzuola smettono di farlo quando eliminano dalla loro dieta il latte, i prodotti che lo contengono ed i loro derivati.

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INTOLLERANZA AL LATTOSIO.

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Il lattosio, zucchero del latte, per essere utilizzato dal nostro organismo deve essere previamente idrolizzato per mezzo di un’enzima chiamato lactasi, che sparisce lentamente quando cominciano a crescere i denti. Nella razza bianca la lactasi resta per più tempo che nella razza negra. Nella maggior parte delle persone che non producono lactasi, o lo producono a livelli molto bassi, il lattosio non idrolizzato passa all’intestino dove viene attaccato dai batteri generando fermentazione, meteorismo, coliche, diarrea, etc. oltre che irritazione delle pareti intestinali, micro-ferite con perdite di sangue che possono provocare carenza di ferro. Inoltre il lattosio può favorire l’assimilazione dei metalli pesanti come il cadmio, il mercurio e il ferro ed altre sostanze tossiche.

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LINFOMI.

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In uno studio realizzato nell’Università di Bergen (Norvegia) durante un anno e mezzo con quasi 16.000 pazienti si osservò che le persone che consumano due bicchieri di latte al giorno presentano un rischio 3,4 volte maggiore di soffrire di linfoma rispetto a quelli che ne bevevano di meno. Pare che il latte di vacca possa trasmettere il virus della leucemia bovina. Questo stesso studio trovò un’associazione, anche se debole, tra il consumo di latte e il cancro ai reni ed agli organi riproduttivi femminili. Un altro meccanismo attraverso il quale si può contrarre linfoma é il latte contaminato con diossina.

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EMICRANIA:

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Si é provato sperimentalmente che quando si sopprime il latte dalla dieta di pazienti affetti da emicrania si riducono significativamente i sintomi.

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ORECCHIE, NASO, GOLA.

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 Nel 1994 la rivista Natural Health pubblicava una serie di scoperte che relazionano al latte l’aumento di infezioni di orecchie e gola. Gli studi dimostrano che le tonsille e le adenoidi si riducono quando si limita il consumo di latte.

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REAZIONI ALLERGICHE.

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L’allergia alle proteine del latte di vacca é una reazione dei meccanismi immunologici a una o piú proteine del latte (caseina, alfa lattoalbumina, betalattoglobulina). Attualmente molti studi medici riconoscono la relazione tra il latte e le reazioni allergiche stabilendone la prevalenza tra un 2 e un 5% della popolazione mondiale.

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EMORRAGIE GASTROINTESTINALI.

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Dovute all’intolleranza alle proteine del latte di vacca nei bambini sono state adeguatamente documentate. Il sanguinamento é cosí serio che si colloca come una delle cause più comuni di anemia nei bambini.

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SINDROME DI CATTIVO ASSORBIMENTO.

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Ricercatori dell’Universitá di Helsinki (Finlandia) hanno provato la relazione tra le proteine del latte e il danno alla mucosa intestinale. Questo danno é caratterizzato da diarrea cronica, vomito e crescita ritardata.

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PROBLEMI DI SONNO.

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Studi realizzati nell’Università Free di Bruxelles tra gli anni1986 e 1988 confermarono la relazione tra il consumo di latte ed i problemi di sonno nei bambini. Tutti i sintomi miglioravano quando si escludeva il latte dalla dieta e peggioravano quando lo si riintroduceva. Il tempo medio per notare un miglioramento era di 5 settimane. Anche l’agitazione che manifestavano i bambini diminuiva.

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ULCERA PEPTICA.

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Il latte e derivati aggravano tutti i sintomi. Il sollievo temporaneo che in passato sentivano questi pazienti era dovuto semplicemente al fatto che normalmente il latte lo si beveva freddo ed era la temperatura del liquido che faceva migliorare temporaneamente la situazione.

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ALTRE REAZIONI PROVOCATE DAL LATTE.

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Acidosi lattea associata all’allergia al latte di vacca; difficoltà di apprendimento in bambini e, alcuni casi, infertilità femminile. Le madri che bevono latte di vacca durante il periodo dell’allattamento espongono i loro figli ai rischi associati a quest’alimento.

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L’omogeneizzazione.

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Un processo meccanico mediante il quale si riduce la misura delle particelle di grasso del latte evitando che la crema si concentri nella superficie. Si spara un getto di latte a pressione contro una placca di acciaio ad una temperatura tra 50 e 60ºC: si ottiene un latte più bianco che si mantiene liquido nel contenitore ma si rompono anche gran parte delle strutture lipidiche e proteiche. Secondo alcuni esperti, diminuire di 10 volte la dimensione delle particelle di grasso può far aumentare il rischio di soffrire attacchi al cuore in quelli che ne consumano grandi quantitá, probabilmente a causa dell’enzima bovino xantina-ossidasi che attraversa intatto le pareti intestinali e, utilizzando il sangue come veicolo, distruggerebbe il masmogeno, un componente delle membrane cellulari del tessuto cardiaco.

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Pastorizzazione.

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Consiste nell’applicazione di alte temperature per un determinato tempo. Con questo metodo si distrugge la maggior parte dei microorganismi che possono alterare il latte, ma non tutte le spore: si ottiene il latte fresco del giorno che si mantiene in condizioni adeguate solo per 2 o 3 giorni. Esistono due tipi di pastorizzazione: quella alta (che dura 15 secondi ad una temperatura di 72ºC) e quella bassa (che dura 30 minuti a 65ºC). Il latte é poi sottoposto ad un raffreddamento rapido, ma se quest’ultimo trattamento non avviene in forma corretta possono germininare le spore che sono sopravvissute al trattamento termico. Inoltre con questo metodo si produce la coagulazione delle proteine e si perde il 5% delle vitamine B1 e B6, il 10% della B12 e il 25% della vitamina C. La pastorizzazione disgrega calcio, magnesio e fosfati indispensabili per la formazione delle ossa, oltre a causare parziale coagulazione delle proteine.

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Sterilizzazione.

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Un processo che combina alte temperature in un tempo abbastanza lungo: si assicura l’assenza di germi patogeni e tossine ed il prodotto si mantiene in buone condizioni per un tempo più lungo. Con questo processo si perdono però le vitamine B1, B2, B3, B6, B12, A, C, D ed alcuni amminoacidi essenziali.

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UHT.

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Latte che é stato trattato a temperatura molto alta per un tempo molto corto. Con questo metodo le alterazioni biochimiche a danno delle proteine sono molto importanti.

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Tipi di latte di vacca.

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Latte intero.

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Presenta il maggior contenuto di grasso del latte. Il suo apporto calorico e di colesterolo é molto elevato: un bicchiere di latte apporta 7,2 grammi di grasso e 123 calorie: l’impatto di questa sostanza sul sistema cardiovascolare è molto significativo.

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Latte scremato.

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Ha meno calorie del latte intero. In funzione della quantità di grasso si chiama “scremato” (<0,18%) o “semiscremato” (0,5-2%). Ha un sapore più gradevole ma il suo valore nutritivo è scarso.

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Latte condensato.

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Latte al quale si toglie circa un 60% del contenuto acquoso e gli si aggiunge un 40% in peso di zucchero per impedire la proliferazione di batteri.

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Latte in polvere.

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Si ottiene scaldando il latte liquido fino a fargli perdere circa il 60% dell’acqua che contiene. Nel processo si perdono tra un 25 ed un 50% delle vitamine idrosolubili (vitamina C e complesso B).

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Formaggi.

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Le materie prime utilizzate possono essere molto diverse, come i processi di elaborazione: tutti hanno bisogno della coagulazione della caseina per mezzo del caglio. Il caglio si elabora con mucosa seccata della quarta cavitá stomacale dei ruminanti e, a volte, del maiale. Perciò nutrendosene si ingerisce un derivato animale.

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Una storia reale

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La storia della professoressa Jane Plant, goechimica e capo scientifico del British Geological Survey è un esempio significativo per molte donne: é sopravvissuta a 5 tumori della mammella e alle pratiche mediche convenzionali per trattare i suoi cancri. Lo ha fatto, come ella stessa afferma, eliminando tutti i latticini dalla sua dieta.

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“Soffrí l’amputazione di una mammella, mi sottomisero a radioterapia e a chemioterapia molto dolorosa. Mi videro specialisti tra i più eminenti del mio paese: dentro di me sentivo che stavo per morire e fui al punto di arrendermi” racconta la professoressa Plant nel suo libro (La tua vita nelle tue mani) e racconta la propria esperienza e come arrivò all’idea che le ha salvato la vita. “All’origine di un viaggio con mio marito in Cina cominciai a pensare che la mia malattia era inesistente in quel paese. Di fatto solo una tra 10.000 donne muore di cancro al seno in Cina mentre solo nel Regno Unito le cifre officiali parlano di una ogni 12. Allora con mio marito (uno scienziato) cominciammo a studiare il modo di vita e l’alimentazione delle orientali fino a che arrivammo all’idea che mi salvò la vita: le donne cinesi non si ammalano di cancro al seno, né gli uomini sviluppano tumori prostatici perché sono incapaci di tollerare il latte e, pertanto, non lo prendono. I cinesi non utilizzano mai il latte e tanto meno per allattare i loro bambini! Non è una casualità che piú del 70% della popolazione mondiale sia incapace di digerire il lattosio.

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Allora decisi di sopprimere completamente l’ingestione di latticini, compresi tutti gli alimenti che contengono un po’ di latte: zuppe, biscotti, dolci, margarine etc… E cosa successe? In solo pochi giorni il tumore cominciò a ridursi. Due settimane dopo il tumore cominciò a prudere. Dopo diventò più blando e cominciò a diminuire. Sei settimane dopo era sparito. Il mio oncologo del Charing Cross Hospital di Londra non poté reprimere un’esclamazione di meraviglia: “Non lo trovo!”. Indubbiamente non si aspettava che qualcuno con un cancro tanto avanzato (che aveva invaso il mio sistema linfatico) potesse sopravvivere”.

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Piú di 60 donne che soffrivano di cancro al seno si misero in contatto con lei per domandarle consiglio. I loro tumori sparirono.

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La Plant spiega che la relazione tra i latticini e il cancro al seno é simile a quella che esiste tra il tabacco e il cancro di polmone. Ma non solo questo. Ad esempio nel 1989 il dottor Daniel Cramer (dell’Universitá di Harvard) determinó che questi prodotti sono implicati anche nella comparsa del cancro di ovario. E i dati sul cancro di prostata conducono a conclusioni simili. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) afferma che il numero di uomini che soffre questo cancro in Cina é dello 0,5 per ogni 10.000 persone, mentre nel Regno Unito la cifra é 70 volte maggiore, La chiave sta dunque, senza dubbio, nel consumo di latticini.

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Per la professoressa Plant il latte di vacca é un grande alimento… ma solo per il vitello! Ed afferma che la natura non lo ha destinato ad essere consumato da nessun’altra specie. “Spero che la mia esperienza possa servire a più donne ed uomini che, senza saperlo, possono star male a causa dei latticini che consumano.”

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Fonte: www.luigiboschi.it

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Sebastiano

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ANGELA STOKES: OBESITA’ SCONFITTA CON L’ALIMENTAZIONE CRUDISTA


NOVE ANNI DI CRUDISMO E 72 CHILI DI MENO

 

DOCUMENTO

VIAGGIO FOTOGRAFICO DI ANGELA STOKES

Quando stavo celebrando il mio nono “anniversario di crudismo” la scorsa settimana, qualcuno ha commentato che gli sarebbe piaciuto vedere le foto di ogni mio anno del viaggio.
L’idea mi piaceva troppo, così ho spulciato attraverso la mia raccolta di foto per sceglierne qualcuna da ciascuno degli ultimi nove anni – Ecco il risultato:

Agosto 2000,
Il mio 22° Compleanno
Aprile 2002,

Cantando a Reykjavik 

Agosto 2002,
Al Matrimonio di un Amico
Settembre 2002,

Sei Mesi di Crudismo 

Marzo 2003,
nel Galles
Novembre 2003,

Nuovo Taglio di Capelli 

Maggio 2004,
Nuovo Amico di penna in Islanda
Febbraio 2005,

In Partenza dall’Islanda 

Agosto 2005,
Nella Campagna del Sussex
Ottobre 2005,

In Norvegia 

Novembre 2005,
Sulla Stampa di Brighton
Marzo 2006,
Primo Viaggio in California,

Aprendo il Primo Durian 

Maggio 2006,
Mercato dei Contadini a Santa Barbara
Maggio 2007,
Celebrando Cinque Anni di Crudismo in Asheville, Carolina

del Nord 

Agosto 2007,
Ritorno a Londra
Settembre 2008,

In Spiaggia in Canada 

21 Giugno 2009,
Il Giorno che ho Sposato
Mr. M in Oregon :) 
Maggio 2010,
Succhiando Acqua di Cocco in Vilcabamba, Ecuador 


Novembre 2010,
Amando la Nostra Terra a Vilcabamba

Se avessi messo queste due fotografie di Angela per una promozione del tipo “Prima e Dopo” ci avresti creduto? Non tutti forse ci crederebbero, ma è tutto vero!


Prima


Dopo, 72 chili in meno

Non credere invece a quei prodotti che ti promettono cambiamenti come quello di Angela in qualche settimana. Occorre più tempo oltre all’assunzione di un nuovo punto di vista, una maggiore consapevolezza spirituale, uno stile di vita di sani principi, esercizio fisico, sole, aria pura, e buoni pensieri liberi dal risentimento. Diversamente la vita sarà una continua rincorsa al peso forma, a prodotti che promettono dimagrimento dal giorno alla notte, un alternarsi delle gioie e delusioni che caratterizzano le cose effimere.

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COMMENTO

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ANCHE LE FOTO VANNO SOPPESATE ED INTERPRETATE

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Ringrazio l’amico Ignazio Podda che da Cagliari mi ha chiesto di pubblicare questa breve ma chiara esposizione fotografica, priva di trucchi e carica di significato. Le foto a volte imbrogliano e serve preparazione per interpretarle in modo corretto. Nella mia modesta biblioteca ho anche le opere  di Robert Atkins, dove non mancano le foto, prima e dopo, di tanti grassoni americani, diventati magri ed atletici nel giro di 6 mesi a suon di dieta low-carb e a suon di bistecche. Ma due foto per ciascun caso non bastano. Serve l’intera storia. Troppa gente ha rovinato Atkins, prima di lasciarci pure lui le penne in anticipo. D’accordo, ha fatto soldi a palate, ed è rimasta pure la fondazione Atkins.

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IL RETAGGIO ATKINS NON E’ PER NIENTE INVIDIABILE

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Ma essere ricordato come colui che capiva di diete quanto il maiale dell’Arkansas capisse di astronomia,
non mi pare davvero una gran cosa. Essere ricordato come colui che ridicolizzava le spremute d’arancia, potendo contare sulle comode megadosi di vitamina-C regalate dal “grande” Linus Pauling, non è gran cosa. Essere ricordato come colui che teneva nelle tasche una sessantina tra vitamine e sali minerali, da prendersi tra una fettina di manzo e l’altra, non è gran cosa. Essere ricordato come colui che ha aperto la strada a diete non meno dannose e cariche di insidie, come la Zona, la Mediterranea tonno-grana-prosciutto, la Gruppi Sanguigni, la Dukan e altre minori, non è gran cosa.

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UN ENNESIMO CASO DI RIPRISTINO DELLA SALUTE

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Angela Stokes è calata di peso in modo naturale, stabile e definitivo, senza tragici accumuli di cadaverina, senza impregnazioni tossiche, e lo prova una sequenza di fotografie scattate nell’arco di 9 anni, oltre che il video qui allegato. Ennesima prova che il vegancrudismo funziona davvero. Dimagrire non rappresenta l’obiettivo principe dell’igiene naturale. La scienza igienistica punta piuttosto al benessere, alla salute, alla forma psico-fisica, e alla pace con la bilancia come logica conseguenza.

E questo è un chiarissimo caso di salute riacquistata, più che di dimagrimento.

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Valdo Vaccaro: http://www.valdovaccaro.blogspot.it

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QUAL’E’ LA CAUSA DI TUTTE LE MALATTIE?


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LA CAUSA DI TUTTE LE MALATTIE

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Dr Otto Heinrich Warburg

Lo sapevate che nel 1931 il dr Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la medicina con la scoperta della causa primaria del cancro e di tutte le malattie?

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Perché questo non è mai stato reso di pubblico dominio?

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Chi era il dr Otto Heinrich Warburg  (1883-1970)

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Premio Nobel 1931 per la medicina con la sua tesi:

 

“La causa principale e la prevenzione del cancro”

 

 

Secondo il dr Otto Heinrich Warburg:

 

“La mancanza di ossigeno e l’acidosi sono le due facce della stessa medaglia: quando c’è l’una, inevitabilmente c’è anche l’altra. Le sostanze acide  respingono l’ossigeno, mentre le sostanze alcaline attraggono l’ossigeno.”

 .

Ciò significa che un ambiente acido è sempre un ambiente privo di ossigeno …  egli ha dichiarato inoltre che:

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“Privare  delle cellule del 35%  del suo ossigeno per 48 ore può convertirle in cancerose”.

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Egli ha detto:

 .

“Tutte le cellule normali hanno un bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno – una regola che non ammette eccezioni”

 .

Secondo questo scienziato, il cancro è la conseguenza di una alimentazione anti-fisiologica e di uno stile di vita  anti-fisiologico.

 .

PERCHE’ ?

 .

Perché una alimentazione anti-fisiologica (dieta a base di cibi acidificanti e stile di vita sedentario), crea un ambiente acido nel nostro corpo.

L’acidità a sua volta espelle l’ossigeno dalle cellule …



 

… E anche:

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“I Tessuti tumorali sono tessuti acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”

 .

Nel suo libro “Il metabolismo dei tumori”  Warburg ha dimostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali:

 

 

– ACIDOSI (eccesso di acidità)

 

– IPOSSIA (mancanza di ossigeno)

 

 

Egli ha anche scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. In contrasto, esse sopravvivono grazie al glucosio, ma  finché l’ambiente è libero di ossigeno. Pertanto, il cancro non sarebbe altro che un meccanismo di difesa che hanno certe cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e  privo di ossigeno.



 

 

In sintesi:

 

Le cellule sane vivono in un ambiente alcalino e ossigenato, che consente il loro normale  funzionamento.

 

Le cellule cancerose  vivono in un ambiente estremamente acido e privo di ossigeno.

 

 

Prima di continuare:



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Una volta che è stato completato il processo di digestione, gli alimenti in base alla qualità di proteine, carboidrati, grassi, minerali e vitamine che possono fornire, generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. Il risultato acidificante o alcalinizzante è misurato da  una scala chiamata PH , i cui valori stanno nell’intervallo da 0 a 14, dove PH 7  equivale al PH neutro.

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È importante sapere come la nostra salute sia influenzata dagli alimenti acidi e alcalini, perchè affinchè le cellule  funzionino correttamente e adeguatamente il PH deve essere leggermente alcalino. In una persona sana il PH del sangue è compreso tra 7,40 e 7,45. Si noti che se il pH del sangue scende al di sotto di 7 corrisponde ad uno stato di coma vicino alla morte.



 

 

Allora, cosa abbiamo a che fare con quanto è stato detto?


 

 


 Analizziamo quello che è il sistema medio di alimentazione nei paesi occidentali:

 
 

Gli alimenti che acidificano il corpo sono il cibo peggiore, vediamo qualche esempio:

 

   – Lo zucchero raffinato e tutti i suoi prodotti (E’ il peggiore di tutti: non contiene    proteine ​​o grassi o sali minerali o vitamine, ma soltanto carboidrati raffinati che stressano  il pancreas. Il suo PH è 2,1, che è altamente acidificante).

  

 

   – Carni e pesci (di tutti i tipi).

   

 

   – Latte di mucca e tutti i suoi derivati

   

 

   – Sale raffinato

  

 

 

   -Farina raffinata e tutti i suoi derivati ​​(Pane, pasta, dolci, biscotti, ecc.)

 
   

 

   – Bevande gassate.

   

 

 

   – Prodotti da forno. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale raffinato, zucchero raffinato e conservanti).

   

 

  – Caffeina

 

 

 

 – Alcolici

  

 

 

   – Tabacco

  

 

 

   – Farmaci

  

 

 

  – Cibi cucinati. Qualsiasi cibo cotto ( la cottura elimina l’ossigeno e la trasforma in acido), comprese le verdure cotte.

   

 

 

   – Conserve e scatolame. Tutto ciò che contiene conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

   

 

 

   – Tutti i cibi confezionati e imbustati.

    

 



Costantemente il sangue è in perenne processo di auto-regolazione per non  cadere in acidosi metabolica, in modo da garantire il corretto funzionamento delle cellule, ottimizzando il metabolismo.

 .

Il nostro organismo dovrebbe trarre dagli alimenti i minerali per neutralizzare l’acidità del sangue, ma tutti gli alimenti sopra elencati, contribuiscono molto poco a questo scopo, e in cambio demineralizzano il corpo (soprattutto quelli raffinati).

 

 

I segreti del cibo spazzatura

 .

Tenete a mente che nel moderno stile di vita alimentare, questi cibi vengono consumati circa cinque volte al giorno, per 365 giorni l’anno! È interessante notare che tutti questi alimenti sopra menzionati, sono tutti anti-fisiologici, anti-salutistici! Il nostro corpo non è stato progettato per digerire tutta quella spazzatura!

 

 

Gli alimenti alcalinizzanti sono:

 

   Tutte le verdure crude ( alcune sono acide ma nel corpo provocano una reazione alcalinizzante,  altre sono leggermente acidificanti, ma portano con sé le basi necessarie per il giusto equilibrio). Le verdure crude forniscono ossigeno, quelle cotte no.

  

 

   Tutta la frutta è alcalinizzante 
come le verdure, compreso il limone, che ha un pH di circa 2,2 , ma nel corpo sviluppa un effetto altamente alcalinizzante (forse il più potente di tutti). Anche la  frutta, come le verdure,  fornisce  una benefica quantità  di ossigeno.


   

 

   Semi : oltre a tutti i suoi benefici, sono altamente alcalinizzanti come le mandorle.
 

    

 

   Cereali integrali : L’unico cereale integrale alcalinizzante è il miglio, tutti gli altri sono leggermente acidificanti, però molto sani! Tutti debbono essere consumati cotti in misura ridotta.

  

 

   L’esercizio ossigena il corpo,  uno stile di vita sedentario lo intorpidisce.

   

 

Alcune testimonianze del mondo medico:

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Dr.  George W. Crile 

Il dr.  George W. Crile , di Cleveland, uno dei chirurghi più importanti del mondo,  dichiara apertamente:

 

 

“Tutte le morti erroneamente chiamate  naturali non sono altro che il punto terminale di una saturazione di acidi nel corpo”.

 

“Al contrario,  è assolutamente impossibile per un cancro proliferare nel corpo di una persona che si libera della sua acidità, nutrendosi con alimenti che producono reazioni  metaboliche alcaline e aumentano il consumo di acqua pura, e che, a sua volta, evitano i cibi che causano  acidità e  tossicità.

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Nel complesso il cancro non è contagioso, né ereditario. Ciò che si  ereditano sono le cattive abitudini alimentari, ambientali  e gli stili di vita. Sono quelli che producono il cancro”.

 

 

    Henry Louis Mencken ha scritto:

 

“La lotta della vita è contro la ritenzione di acido. Invecchiamento, mancanza di energia, malumore e mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, arteriosclerosi e calcoli  non sono altro che conseguenze  dell’accumulo di acidi”.

  

 

Dr. Theodore A. Baroody

   Dr. Theodore A. Baroody dice nel suo libro “Alcalinizzare o morire” :

 

In realtà, non importa gli  innumerevoli nomi dati alle malattie. Ciò che conta è che esse provengono tutte dalla stessa causa di base: eccesso di rifiuti acidi nel corpo”.

   

 

dr Robert O. Young

Dr.  Robert O. Young ha detto:

 

“L’acidificazione eccessiva nel corpo è la causa di tutte le malattie degenerative. Quando l’equilibrio è sconvolto e il corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quanti possono essere eliminati, allora  si manifestano i vari disturbi.”

   

 

Che dire della chemioterapia?



 

 

Non voglio entrare nei dettagli, ma mi limiterò a sottolineare l’ovvio:

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La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che esso deve ricorrere immediatamente alle sue riserve alcaline per neutralizzare quest’eccesso di acidità, sacrificando i minerali di base (calcio, magnesio, potassio) depositati in ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli.

 .

Questo è il motivo per cui  viene osservata una tale degradazione nelle persone che ricevono questo trattamento, e tra i molti altri disturbi, si nota chiaramente la caduta rapida dei capelli.

 

 

Per il corpo non significa nulla rimanere senza i capelli, ma un PH acido significa la morte.

 .

E’ necessario ripetere ancora che queste informazioni non vengono pubblicizzate perché l’ industria del cancro e la chemioterapia sono uno dei maggiori business   miliardari che esistono oggi? Che cosa deve essere detto ancora? che l’ industria farmaceutica e l’ industria alimentare sono una stessa entità?

 

 



Ci rendiamo conto di cosa significa questo?



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Quanti di noi abbiamo sentito la notizia di una persona che ha il cancro e c’è sempre qualcuno che dice:

“… E  sì,  può toccare a chiunque …”

 

 

A chiunque? L’ignoranza giustifica … La conoscenza  condanna.

 

 

Ippocrate

   

Concludiamo con le parole di Ippocrate: 

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“Fa che il cibo sia la tua medicina,

e la medicina sia il tuo cibo” 

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Articolo tradotto ed elaborato dal web.

Sebastiano.

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ALIMENTAZIONE VEGAN: UN PUNTO DI VISTA MEDICO


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Dr Vasco Merciadri

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INTERVISTA AD UN MEDICO CHIRURGO:

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 Intervista al dr. Vasco Merciadri (medico-chirurgo), realizzata durante il “Milano Yoga Festival 2011”.

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Il dr. Vasco Merciadri risponde a tutte quelle domande relative ad una Alimentazione Naturale, e su come iniziare un nuovo percorso di Alimentazione Vegan.

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Questa intervista è stata registrata a margine della conferenza dal titolo “Il valore scientifico della dieta Vegan” tenuta a Milano. Il  Dottor Giovanni Vasco Merciadri  in un lunga e articolata esposizione discorsiva  ha spiegato l’interesse e i vantaggi di avere delle abitudini alimentari Vegan.

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Il Dottor Merciadri é vegetariano da più di ventisette anni, lavora per la A.S.L. 1  Toscana, ed é fra gli organizzatori dei corsi di Medicine non convenzionali di Massa Carrara. 

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MEDICINA CONVENZIONALE E MEDICINA NATURALE A CONFRONTO


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La vita di città è una intossicazione continuata

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Medicina Convenzionale

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 Si intossicano i polmoni introducendovi i veleni dall’aria inquinata che respiriamo.  Si intossicano lo stomaco, gli intestini ed il sangue mangiando cadaveri cucinati ed alimenti industriali conservati. Si intossica la pelle, rivestendola con vestiti sintetici e aderenti che ne impediscono la traspirazione attraverso i pori, per la liberazione delle tossine. Si intossicano reni e fegato con bevande nervine come caffè, vino, alcool, coca cola, red bull, oltre a farmaci, integratori, sale, zuccheri raffinati, etc.

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Chi controlla la reale efficacia dei farmaci?

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L’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono quelle che finanziano i fondi di “ricerca” sul valore nutrizionale e la nocività dei prodotti alimentari, e l’efficacia dei farmaci. Non c’è da meravigliarsi quindi, che la posizione ufficiale di tutti i paesi del mondo sia quella di combattere, ostacolare o nascondere  il Vegetarianismo ed il Naturismo e sostenere il consumo di cibi industriali e intossicanti e di farmaci al 90% inefficaci e soprattutto nocivi, condizionando l’opinione pubblica per mezzo di stampa, radio, televisione, scuole, etc .

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Siamo stati manipolati fin dalla nascita

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Inoltre c’è un altro condizionamento che inizia fin dall’età scolastica presentandoci latte, formaggi, uova, carne e pesce come   alimenti d’eccellenza, indispensabili alla crescita del bambino ed alla vita dell’uomo. Questa forma occulta di persuasione inculcataci fin da piccoli costituisce una barriera piuttosto difficile da rimuovere dalla nostra mente. Siamo stati manipolati fin dalla nascita, a cominciare dal nostro ambiente familiare.

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Perchè la Medicina Convenzionale sarà sempre schierata contro il Vegetarismo ed il Naturismo?

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E’ ovvio che la Medicina Convenzionale sarà sempre schierata contro il Vegetarismo ed il Naturismo. Se la gente di tutto il mondo si alimentasse di frutta cruda, verdure crude, semi, frutta a guscio, cereali e legumi, bevendo acqua pura, respirando aria pura, a contatto con il sole e la luce, utilizzando  questi elementi della natura, sparirebbero l’80% di qualsiasi disturbo di salute, e sparirebbe anche  l’80% dei medici, e l’industria farmaceutica crollerebbe di colpo (così come le industrie di congelazione, degli allevamenti intensivi, della pesca industriale e della conservazione alimentare), resterebbero in attività solo i medici destinati ai servizi di emergenza per gli incidenti ed il pronto soccorso dei feriti, sono l’unica vera utilità della Medicina Ufficiale.

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La Medicina Convenzionale ha sempre pronto un farmaco per ogni malattia

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Certamente con la Medicina Naturale non è possibile riparare e suturare una parte incidentata, una gamba, un braccio, una mano, ecc.  Qui è dove si rende necessaria la Medicina Convenzionale , è qui dove si  giustifica l’uso di farmaci e di operazioni chirurgiche, compreso anche la  trasfusione di sangue nei casi di emergenza. Però la Medicina Convenzionale è totalmente fuori strada e decisamente pericolosa, quando pretende di curare con farmaci e chirurgia ogni tipo di malattia,  anche quelle di persone che sono semplicemente  vittime dei stessi loro errori, causati da una alimentazione innaturale e da malsane abitudini di vita.

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 Curare i sintomi delle malattie, trascurandone le cause

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Invece di studiare la corretta nutrizione e disintossicazione del corpo, la Medicina Convenzionale si è dedicata allo studio di microbi e germi. La Medicina Convenzionale continua a curare i sintomi delle malattie, trascurandone le cause. Questo è un modo sbagliato di procedere. Liberiamo il corpo dalle tossine, alimentiamolo correttamente, e vedremo ristabilita la salute come fosse un miracolo.

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Merendine,  caramelle e coca cola

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Ai bambini, già  da molto piccoli, invece di abituarli a frutta ed insalate crude, si preferisce corrompere i loro gusti con merendine industriali,  caramelle e coca cola. Cosa potremo aspettarci installando queste nocive abitudini nei bambini?

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Preservazione e conservazione della salute

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La Medicina Naturale classica, ovvero l’Igiene Naturale, o Igienismo, mira alla preservazione ed alla conservazione della salute con i mezzi che ci offre la natura: Aria pulita, acqua naturale, calore del sole, i frutti della terra come alimentazione, digiuno quando serve, esercizio fisico adeguato, attitudine positiva della mente e dello spirito.

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Sebastiano.

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MANGIARE PROTEINE ANIMALI CAUSA MALATTIE


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CARNE, PESCE, UOVA E LATTE UCCIDONO

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Sai davvero cosa mangi?   


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Prevenzione e cura: cancro, sclerosi multipla, diabete, cardiopatia, osteoporosi e altre malattie. Medici e ricercatori spiegano come le proteine animali provocano moltissime malattie. Questo tipo di alimentazione incide negativamente anche sulla salute del pianeta.

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un delicato equilibrio   

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A delicate balance (un delicato equilibrio) è un film documentario che dovrebbero vedere tutti quanti per le informazioni utili che contiene. Purtroppo come spesso accade, film di questo genere non hanno una grossa distribuzione, quindi vengono “consumati” solo dagli addetti ai lavori. Grazie ad internet e al passaparola, ora questo materiale prezioso circola maggiormente, riscuotendo un notevole successo.

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Come conservare la propria salute

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In maniera semplice, A delicate balance spiega come conservare la propria salute, indicando le scelte piu’ corrette in ambito alimentare. Medici e scienziati di nazioni diverse espongono le loro tesi sugli errati stili di vita che inevitabilmente arrecano danni alla salute. Decenni di concetti sbagliati hanno fatto si che le malattie piu’ disparate prendessero piede in tutto il mondo “civilizzato”.

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Il falso mito di carne, pesce, uova e latte

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Questo film mette in relazione alimentazione e problemi di salute, sottolineando il legame fra malattie gravi, come cancro e disturbi cardiovascolari, e l’eccessivo consumo di proteine animali, teorie confermate da molteplici studi a livello internazionale. Medici e ricercatori universitari, spiegano il meccanismo che porta all’insorgenza delle malattie e alla perdita della salute e sfatano vari miti sulla bontà di cibi come carne, pesce, uova e latte.

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Sofferenze inutili agli animali

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La salute non è l’unico tema affrontato in questo film, una dieta carnivora a livello mondiale produce anche tanta sofferenza ai poveri animali e un effetto devastante su tutto l’ecosistema. Vi invitiamo non solo a guardare questo film ma anche a condividerlo per farlo arrivare a piu’ gente possibile. Potete usarlo liberamente per scopi didattici o per proiettarlo pubblicamente.

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Fonte: http://adelicatebalance.com.au/
Doppiaggio a cura di: http://www.agireora.org/

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Sebastiano.

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TOSSIEMIA e DISINTOSSICAZIONE DEL CORPO


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POCHE REGOLE PER DISINTOSSICARE

IL CORPO E RIACQUISTARE 

VITALITA’ E PESO FORMA

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  LA TOSSIEMIA

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La Tossiemia è l’eccesso di tossine nel corpo. Giornalmente continuiamo ad introdurre tossine nel nostro corpo atttraverso una alimentazione scriteriata basata su cibi industriali e stracotti. Quando  l’accumulo  di tossine supera il livello di guardia, ciè la quantità che il nostro corpo riesce a gestire, o meglio a tollerare, esplode il fenomeno della Tossiemia. Ricordiamoci che la Tossiemia è la causa principale di ogni malattia.

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Sintomi della Tossiemia

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La tossiemia si manifesta con un sangue tossico e denso che va ad intossicare tutti i tessuti del corpo e fa fatica a scorrere per i vasi sanguigni generando tutte le patologie della circolazione del sangue: flebite, pressione alta ed insufficiente rifornimento nutritivo delle cellule, diabete, colesterolo, etc.. Un corpo intossicato ha le difese immunitarie indebolite, come anche le sue forze autocurative.  La Tossiemia  può essere facilmente combattuta e debellata con una corretta alimentazione.

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Cibi ad alto impatto tossico    

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Ci sono cibi che contribuiscono ad aumentare il livello di scorie nel corpo, e sono in genere tutti gli alimenti di provenienza animale, ed i loro derivati:

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1 – carne, salumi, pesce, uova, latte, formaggi, etc.

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2 – zucchero raffinato e di canna, sale minerale e marino, fritture in genere.

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3 – Pane bianco, pasta, farina bianca e suoi derivati.

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4 – Caffè, The, Coca cola, Bevande gassate, alcolici, Red Bull, etc.

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Cibi ad alto potere disgorgante

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I cibi che contribuiscono a ripulire il sangue e gli organi dalle tossine accumulate in eccesso, sono:

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1 – Frutta di ogni tipo, da mangiare cruda.

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2 – Verdure e ortaggi che si possono mangiare crudi.

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3 – Frutta secca: datteri, uva passa, fichi secchi, prugne secche, etc.

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4 – Frutta a guscio non tostata: Noci, mandorle, nocciole, semi, etc.

 .

 

E dove prendi le proteine??????????????

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Al contrario di una errata credenza popolare (inculcataci fin dalle scuole elementari), frutta e verdura contengono tutti gli elementi nutritivi richiesti dal corpo, in misura sufficiente, ma allo stato naturale, quindi facilmente assimilabili dal nostro organismo, e sono: proteine, carboidrati, zuccheri, sali, vitamine.

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Disintossicarsi è facile

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Bastano pochi mesi di Alimentazione Naturale per ripulirsi dagli scarti alimentari, sentirsi in forma e pieni di energia, e ritornare al proprio peso forma. Provare per credere.

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Sebastiano.

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RED CANZIAN DEI POOH HA SCELTO DI ESSERE VEGANO


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RED CANZIAN DEI POOH

E LA SCELTA VEGANA

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Red Canzian dei Pooh

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Red Canzian, noto componente del gruppo musicale Pooh, risponde alle domande del Dott. Michele Riefoli e Simona Valesi dell’associazione “Coscienza e Salute” di Milano. Red argomenta punto per punto le motivazioni che lo hanno spinto ad adottare lo stile di vita vegano, quali siano i benefici positivi di tale scelta sulla salute dell’uomo, sull’impatto ambientale e sul rispetto verso il mondo animale.

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Red Canzian spiega con linguaggio semplice ma preciso quali sono i benefici positivi di tale scelta sulla salute dell’uomo, sull’ambiente e quale sia il coinvolgimento rispetto il mondo animale.

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“…penso sia giusto parlare delle cose belle che fai e quando ho capito che diventare vegano poteva essere importante non solo per me ma anche per riuscire a trasmettere in qualche maniera questo messaggio ho deciso di dire di si quando qualcuno mi chiede un’intervista….non si tratta di una dieta, è uno stile di vita, è un concetto, è affrontare la vita in maniera diversa.  sono stato per 15 anni vegetariano poi…”

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Red, insieme con la moglie Bea, da più di vent’anni porta avanti un progetto didattico-naturalistico con il quale trasferisce ai bambini delle elementari la passione ed il rispetto per la natura facendoli diventare i tutori di un alberello. Il progetto ha preso il nome “Un albero per la vita” ed in tutti questi anni sono stati regalati agli alunni oltre 25.500 piante.

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L’intervista è stata realizzata in collaborazione con la web-tv Veggie Channel, regia di Massimo Leopardi e montaggio di Julia Ovchinnikova:

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http://www.veggiechannel.com

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AUTOINTOSSICAZIONE del COLON e DISINFORMAZIONE MEDICA


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SALUTE E COLON

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COLITE

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Uno dei maggiori specialisti mondiali nel settore della gastroenterologia è sicuramente il dr Bernard Jensen, che nel suo Hidden Valley Health Ranch, a Escondido-California, ha ospitato negli anni scorsi malati di ogni parte del mondo, insegnando loro ad alimentarsi come si deve e a guarire dai loro problemi all’intestino e soprattutto al colon. Nel suo peregrinare intorno al mondo, Jensen si rese ben presto conto che nel colon sta la radice di tutte le malattie umane, ed anche la radice del benessere, quando tutto fila liscio.

 

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AUTOINTOSSICAZIONE

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Chi ha il colon a posto è una persona toccata dalla benevolenza divina, dalla salute, dalla vitalità, dal buonumore, dall’ottimismo a oltranza. Avere un corpo libero da tossine ti permette davvero di vivere in stato di invidiabile relax.

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L’autointossicazione è la fonte numero uno di miseria e decadimento fisico, una condizione che ci è dato spesso di vedere sotto i nostri occhi nella società odierna. L’autointossicazione deruba l’uomo della chiarezza di pensiero. Gli toglie la capacità di scelta e discriminazione, la capacità di giudicare con certezza. Gli porta disillusione, amarezza, caos finanziario e fallimento, oltre che mancanza di salute fisica. Sconfiggere l’autointossicazione può essere un compito lungo e difficile.

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I CINQUE CANALI DI ESCREZIONE

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Quando mangiamo cibi disintegrati, disidratati, devitalizzati, demineralizzati, devitaminizzati, de-enzimizzati, defibrati, decolorati, privi cioè delle loro caratteristiche naturali originarie e della loro acqua biologica, spalanchiamo l’uscio di casa nostra alle peggiori patologie, a problemi e a sofferenze. Essi non possiedono più la lubrificazione e l’umidità vitale necessaria a superare con disinvoltura ed efficacia il travagliato tratto intestinale.

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Nessun terapeuta e nessun medico al mondo dovrebbero azzardarsi a praticare la propria arte senza prima prendere cura maniacale dei nostri cinque canali di escrezione ed eliminazione che sono la pelle, il sistema linfatico, i reni, i polmoni e il colon.  

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VIVERE CORRETTAMENTE

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Se vivessimo tutti correttamente, non staremmo qui a parlare di queste cose. Il problema è che viviamo nella maggioranza dei casi da imbecilli e da dissennati, da autolesionisti e irresponsabili. Non mangiamo i cibi giusti. Non facciamo gli esercizi appropriati. Non traiamo vantaggio dall’aria pura che respiriamo.

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Non catturiamo i benefici raggi del sole le poche volte che c’è. Non pensiamo in positivo. Come possiamo pretendere, in tali condizioni, che la parte più preziosa del nostro corpo, ovvero il colon, funzioni a regola d’arte e non diventi un punto critico della nostra vita?

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Troppa gente con stili di vita stile zuccherino e caffè, stile hamburger e cola, finisce in ospedale, si fa curare e torna poi alle stesse ridicole abitudini… 

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Se vai in una clinica igienista, la prima cosa che pretendono è la lista delle cure e delle operazioni subite in precedenza, ovvero il curriculum medicale. Le prime cose citate sono le varie vaccinazioni, e un accenno alle demenziali abitudini di stoppare la nostra preziosa amica febbre.

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Invariabilmente segue l’asportazione delle tonsille, l’organo cioè preposto ad eliminare il catarro, il muco e gli acidi, nelle parti più delicate del corpo. L’unica parte del sistema linfatico che funzioni esternamente e che elimina gli umori e i veleni che il corpo non può utilizzare. Il terzo report cita l’appendice, altro pezzo nobile del tessuto linfoide.

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E con questo, all’igienista si rizzano i capelli. Ma come! Qui siamo proprio alla demenza! Qui abbiamo deciso di trasformare il nostro corpo da un apparato perfetto ed autopulente in una autentica pattumiera ambulante a vita!

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DISINFORMAZIONE MEDICA

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Non si può poi pretendere di mettere buon cibo pulito all’interno di un corpo carico di vecchia immondizia, e aspettarci per giunta dei buoni risultati. 

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E’ importante rendersi conto che il colon ha la struttura nervosa più povera e scadente di tutti gli organi interni. Non avendo nervi a sufficienza, non è in grado di segnalarci prontamente e compiutamente quanto succede al suo interno. Quando ti accorgi di avere un problema al colon, sei già praticamente nei guai.

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Esistono testi medici universitari che sostengono cose assurde ed imbarazzanti, come quella per cui un movimento intestinale ogni 5 giorni può essere considerato nella norma. Chi scrive queste sconcezze è uno stitico che produce libri per studenti stitici.

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Chi divulga da una cattedra universitaria queste autentiche puttanate, è il medesimo che poi va a insegnare che i minerali delle acque potabili e imbottigliate sono utili per la salute.

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E’ il medesimo che va poi a insegnare che il corpo umano ha bisogno di proteina nobile, di latticini carichi di buon calcio, di vitamina B12, di Omega-3 ittica, di ferro-eme, di cloruro di magnesio inorganico e di 2 litri di acqua al giorno, corredati da vaccini, farmaci, viagra e integratori, per funzionare al meglio.

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UN CORPO BOMBARDATO

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Quando le acque stagnanti e le tossine salate-zuccherate-caffeinizzate-nicotinizzate-cadaverinizzate-alcolizzate vengono depositate nel corpo ad un ritmo superiore alle nostre capacità organiche di tollerante resistenza e di auto-eliminazione, e quando uno dei citati cinque canali eliminativi lavora male e non a pieno regime, trouble lies ahead, come dicono gli inglesi, a significare che ci stiamo dando una martellata nei cosiddetti, e che davanti a noi ci attendono grosse insidie.

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E’ vero che abbiamo un corpo a prova di bomba, ma se lo bombardiamo in continuazione ne fiacchiamo ogni resistenza. Il nostro organismo può essere sopraffatto dall’accumulazione tossica in seguito a fatica traumatica, a scarsa circolazione, a diete sballate.

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Man mano che aumenta la tossiemia nel sangue e nel sistema linfatico, i tessuti e le cellule non vengono ossidati al meglio. Senza ossidazione perdiamo in potenza energetica e bio-chimica, si sviluppano radicali liberi, e il corpo sfiancato continua a lavorare in pena, col freno a mano tirato, in una spirale discendente. Non è in grado di eliminare le sue tossine.

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IL VIAGGIO DEL CIBO

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Il corpo in salute dipende da un colon pulito. La pulizia e l’efficienza del sangue, delle reni, dello stomaco, del cervello, delle ghiandole endocrine, dipende da quello che troviamo di giusto, o invece di imbarazzante, all’interno del colon. 

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Quando il cibo è passato dalla bocca all’esofago e allo stomaco, esso fa il suo ingresso nel tubo a spirale chiamatopiccolo intestino o intestino tenue. Ed è qui che avviene il 90% dell’assorbimento dei nutrienti, presi dal bolo liquido chiamato chimo. Siamo nella parte alta chiamata duodeno.

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Attraverso contrazioni ritmiche (12-16 al minuto), chiamate peristalsi intestinale, il chimo si mescola ai succhi digestivi intestinali (bicarbonati), a quelli pancreatici e a quelli epatico-biliari (veri e propri detergenti che emulsionano gli acidi grassi e i gliceridi, sminuzzandoli).

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La superficie villosa intestinale misura all’incirca 20 metri quadri. I villi, come tanti funghetti affamati, assorbono i nutrienti e, tramite la vena porta li affidano al fegato per una ulteriore riduzione e per la distribuzione a tutte le cellule dell’organismo.

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A 8-10 ore di distanza dal pasto, il cibo ha superato l’intestino tenue e ha quasi completato la sua digestione, passa l’ileo ed entranell’intestino crasso (cieco-colon-retto) per la fase digestiva finale e l’eliminazione.

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Parliamo ovviamente di cibo virtuoso pre-insalivato e pre-digerito al meglio, non di proteine animali sfiorate e non disintegrate dal loro guscio, e dunque putrefacenti e miasmanti, che comprometterebbero tutto e raddoppierebbero i tempi di transito, richiamando batteri in un’area poco adatta ai medesimi.

 

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BATTERI BUONI E MENO BUONI

 

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Il colon ha una superficie liscia, priva di villi, ma ha quella classica sua conformazione a seni e salamini, che gli permette di espandersi a fisarmonica. Grazie alle onde peristaltiche, le feci vengono spinte verso il retto e l’ano per l’eliminazione finale. Quando le operazioni sono virtuose e il colon è sano, c’è scarsa attività batterica nel piccolo intestino ed enorme lavoro batterico in zona colon.

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L’azione batterica gioca un ruolo inestimabile nella nutrizione e nella digestione. I nostri amici batteri riescono persino a produrre vitamine del gruppo B (chiamate fattore intrinseco) e vitamina K ricavandole dalle feci.

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Tutto quanto sopra funziona al meglio e il corpo ha tutta l’energia biochimica per farlo. Ma, se alimentiamo la nostra macchina perfetta con cibo nutrizionalmente incompatibile e deficiente, tutto si complica e si compromette, e viene a mancare al corpo l’energia di spinta.

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CIBO E NUTRIZIONE

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Il cibo fornito oggi all’umanità proviene già da suoli spesso impoveriti e desertificati dagli erbicidi e dai fertilizzanti chimici. Viene poi lavorato, seccato, concentrato, cotto e pastorizzato, sterilizzato, chemicalizzato, imbalsamato, arricchito e vitaminizzato. Il cibo devitalizzato manca di fibre e di contenuto.

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Tende ad essere secco, colloso, pastoso, innaturalmente dolce-salato, totalmente inadatto ad affrontare un transito elaborato e complesso nell’intestino umano. E’ portato semmai ad incollarsi e a rallentare, piuttosto che a procedere agevolmente.

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Ecco allora che si rallenta il transito e si abbassa il rendimento nutrizionale netto, per cui il sistema immunitario, istruito dalle cellule affamate, richiede più cibo per compensare. Parte un circolo vizioso di fame e starvazione, con riduzione del rendimento utile e della vitalità.

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Sintomi come mancanza di energia, irritabilità, irrequietezza, ansia, intolleranza, litigiosità facile, sono il risultato di quanto sopra. Il corpo ha bisogno di più elettricità per svolgere il suo aggravato compito, ed è costretto a lavorare in sovraccarico con rischio raddoppiato di rotture e di funzionamenti irregolari, di sbalzi nei valori ormonali.

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MUCO E INCROSTAZIONI

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Quando il colon si incrosta con materiale fecale trattenuto a lungo e mai espulso, l’assorbimento dei nutrienti finali viene compromesso, e inoltre si vanno a formare colonie batteriche sul materiale imputridito. Il muco indurito del colon, misto ad antiche incrostazioni fecali, ospita a quel punto colonie batteriche pervertite e anaerobiche (operanti in assenza di ossigeno), portatrici di insidie cancerogene e capaci di reintrodursi nell’organismo.

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La pulizia del colon ha tremenda importanza per la salute nell’assieme. Quando il colon si avvelena di stagnazioni velenose e i suoi tessuti vengono rigati da abrasioni e da ulcere, i residui tossici della fermentazione putrefattiva trovano facile accesso al sangue, alla linfa e ai liquidi corporali. 

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Pani bianchi e stracotti, torte, crostate, pasticcini, tutte cose da eliminare.
Sei cereali in forma integrale vanno massimizzati e sono: miglio, segale, avena, mais, riso e grano saraceno. Sempre come contorno del cibo base che rimane la frutta.

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ALIMENTAZIONE CORRETTA

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La costipazione non è altro che otturazione dell’intestino crasso. Le feci trattenute sono una autentica maledizione, e causano pure disordini cardiaci, pensieri annebbiati e scompensi sessuali, incluso impotenza e carenza di desiderio.

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L’intossicazione intestinale con relativa febbre che attrae il sangue e rende la pelle smorta e gli arti costantemente gelidi, è figlia diretta della costipazione. La corretta nutrizione gioca dunque un ruolo di importanza stratosferica per il benessere corporale e spirituale dell’uomo.

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veleni che ogni stato e ogni governo virtuoso dovrebbero bandire e che vengono invece promossi, supportati, finanziati, protetti e coccolati. Veleni come la cadaverina e la putrescina, il tabacco, il caffè, l’alcol, lo zucchero industriale, il cioccolato, il sale, i farmaci, gli integratori, i minerali inorganici dei cibi cotti e delle acque minerali, hanno effetti disastranti sulla digestione e sulla eliminazione, in quanto sconvolgono, ribaltano e turbano le secrezioni gastriche e le risposte nervine, e distruggono la flora intestinale. La gente vive in continuo stato di penuria idrica, di disidratazione, di mancanza di succo zuccherino fruttaceo.

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Tutte le malattie del globo terracqueo, nessuna esclusa, sono dovute interamente a carenza di principi nutritivi quali sali minerali organicati, vitamine naturali, enzimi, ormoni, ed all’assenza contemporanea di difese immunitarie e di flora batterica protettiva.

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UN CANALE ELIMINATIVO

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La frequenza e la quantità di eliminazione fecale è apprezzabile ma non è indicazione garantita di non-costipazione. C’è gente che ha 4 movimenti al giorno e che ha ciononostante il colon costipato ed incrostato.

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Il problema è che la popolazione non prende cura di se stessa. Pochissimi sono quelli che hanno un barlume di sana alimentazione. Quando manca regolarità e intelligenza nella dieta, non si può pretendere regolarità e intelligenza nel colon, ma soltanto caos intestinale.

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La membrana mucosa del colon è stata creata come canale eliminativo e non come magazzino dei veleni, o come scarico rifiuti tossici. Se il colon viene usato come pattumiera stabile e non come strumento di ricambio regolare, i depositi tossici e droganti accumulati nel colon diventano bombe tossiche ad orologeria, e producono nel corpo allergie e intolleranze, celiachismo, malattie autoimmuni, irritazioni, infiammazioni, ulcerazioni, sbalzi ghiandolari, tumori e cancri, nonché spietati scompensi cardiaci.

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LE DIVERTICOLITI

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Le diverticoliti sono malattie sempre più diffuse. Quando la dieta è carente di fibra vegetale cellulosica, i muscoli del colon devono lavorare duramente per forzare le feci attraverso il proprio tratto di canale. Va spesso a finire che tali sforzi provocano un’ernia, ovvero una protuberanza e un sacchetto esterno.

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Questi contenitori fecali aggiuntivi sono ovviamente a fondo cieco, per cui le feci vi si installano e nessuno le tira fuori facilmente, diventando ulteriore sorgente di febbre intestinale, di irritazioni e infiammazioni, che vanno ad aggiungersi al menù intossicativo già di per sé elevato del resto del corpo. Si sono viste, ai raggi X, delle situazioni incredibili, con 142 diverticoli sviluppatisi a grappoli intorno ad un singolo colon.

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Il dr John Harvey Kellogg dichiarò giustamente che la parte bassa dell’intestino è fatta in modo tale da richiedere unaevacuazione ogni 6 ore, mentre l’uomo tende, nel migliore dei casi, a conservar la massa fecale 24 ore ed anche di più, provocandosi tutte le malattie possibili ed immaginabili.

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ZUCCHERO, SALE E MINERALI

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Lo zucchero che non sta nella frutta è un veleno implacabile che ruba tutto e porta niente, all’infuori di vuote e deficitarie calorie. Il sale che non sta nelle clorofille vegetali è un veleno implacabile che provoca infarti e ictus, crea ritenzione idrica e porta niente, all’infuori di sballanti e stimolanti reazioni leucocitiche, seguite da crisi depressive, in perfetta linea con gli alti e bassi dei valori tiroidei.

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Un colon sano è ricco di sodio, carbonio, potassio e magnesio, minerali che alcalinizzano e che mancano. Minerali organicati e in forma collaginosa che non vanno cercati nelle acque dure o negli integratori, ma nei frutti di ogni specie, nel sedano crudo e nei cavoli, nelle rape e nelle carote, nei carciofi e nei finocchi, nella verdura amarognola e nei crescioni, nei tarassachi e nelle cicorie.

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Il magnesio organicato si trova abbondante nelle pannocchie gialle tenere (da cuocersi leggermente all’interno del loro cartoccio), nel germe di grano, nelle mandorle e nelle rape, ed è minerale prezioso per i movimenti intestinali.

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SAPER VIVERE

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Una buona compagnia spirituale o anche sessuale, un clima rilassato, una musica piacevole e non assordante, servono pure a far funzionare al meglio un tizio esigente e sensibile come il colon. Il colon non funzionerà mai bene se non impariamo a vivere propriamente. Ricordiamoci che esiste un modo giusto e ideale di vivere, e non è solo una questione di cibo e di dieta.

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LA CARNE

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La carne si riconferma più che mai nemica numero uno dell’umanità, anche dell’umanità che continua testardamente a difenderla e a pretenderla. E si confermano, come nemici numero uno, il pesce e la B12, le diete a zona e le diete mediterranee, la macrobiotica e il vitaminismo sintetico stile Linus Pauling.

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Nessuna malattia esiste, nessuna allergia, nessuna intolleranza, nessuna autoimmunità, nessun Parkinson ed Alzheimer, nessuno sbalzo di tensione, nessun picco diabetico e nessuna caduta ipoglicemica, nessuno strappo simpaticotonico o vagotonico, nessuna ubriacatura ghiandolare. Niente di tutto questo esiste senza intensa presenza di materiale tossico nel corpo e di una insostenibile situazione patologica in zona colon.

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UN APPELLO

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Qualcuno mi dice che la mia è fatica sprecata. Qualcuno mi dice che ogni cosa distribuita a titolo gratuito è priva di valore. Qualcuno mi dice che la gente è tonta e non ha il cervello per distinguere il sacro dal profano, lo scientifico dal ciarlatanesco. 

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Il mio è un atto di fede nella intelligenza intuitiva e geniale delle genti italiche, che non possono aver gettato alle ortiche, dall’oggi al domani, i geni di Archimede, Pitagora, San Francesco, Dante, Leonardo, Marconi.

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Mi è successo di conoscere professori universitari ricchi di boria e privi di genialità, e anche di incontrare manovali e carpentieri dalle mani callose ma dall’intelletto fine.
Questo mi permette di rivolgermi a tutti senza nessuna discriminazione, senza guardare ai loro titoli, ma alla loro capacità di pensare e di riflettere.

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Non riesco purtroppo a rispondere una per una alle centinaia di messaggi e di domande, a volte curiose e a volte angoscianti che mi stanno arrivando. Farò il possibile per soddisfare anche individualmente alcuni messaggi.

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Ma chiedo scusa ai tanti che ho perso per strada. Non ho cinque centraliniste e 7000 clienti da sgrassare a suon di banconote, come i dietologi lombardi alle porte di Milano. Chiedo un minimo di comprensione.

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Fonte: Valdo Vaccaro  http://valdovaccaro.blogspot.it/

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Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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CELIACHIA, OVVERO INTOLLERANZA AL GLUTINE


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LA CELIACHIA VISTA DALL’OTTICA NATURALE

(Due punti di vista)

 
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    DEFINIZIONE DI CELIACHIA

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 La celiachia o glutine-enteropatia è una intolleranza alla gliadina, che è una componente alcol-solubile del glutine (insieme di proteine contenute in alcuni specifici cereali e nei loro prodotti derivati). Viene definita in genere come intolleranza permanente a vita, assolutamente non guaribile e non migliorabile.

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Trovo tale valutazione esagerata e dogmatica, oltre che pessimistica, per cui vale la pena di non rassegnarsi alla condizione e a migliorare iil proprio margine di tollerabilità alle sostanze difficili.

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IL TETTO PROTEICO TRA 20 E 30 GRAMMI/GIORNO DI PROTEINE E’ FONDAMENTALE

 

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Il mio concetto parte dal buon senso e anche dalle scoperte e dalle tante conferme che stanno arrivando in continuazione a vantaggio del vegan-crudismo. Lo sforamento dei 20 o 24 o massimo 30 grammi di proteine al giorno, che sono il famoso tetto proteico oltre il quale si va in stato di pericolosa acidificazione del sistema, la dice lunga sulle proteine e sulla giusta dieta degli umani.

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Chi è tuttora legato alla proteinomania, e non ha ancora acquisito tali concetti, farà bene ad aggiornarsi e a rivedere urgentemente i suoi dogmi mentali.

 

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PIU’ PROTEINE METTI IN CIRCOLO E PIU’ BASSI

SONO I TUOI MARGINI DI TOLLERANZA

 

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Uno che si intasa giornalmente di proteine vive in stato di acidificazione cronica, di perenne avvelenamento, e quindi di impregnazione tossica del sangue, con nessun margine di tolleranza ad ulteriori veleni. La cosa mi pare ovvia.

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Il fatto che passando da tali situazioni critiche a diete alleggerite, basso-proteiche e cariche di frutta e verdura tendenzialmente crude, comporti sorprendenti scomparse di allergie e intolleranze, indica che anche la situazione di intolleranza al glutine può subire dei miglioramenti. Se sei già ubriaco di proteine indigeste non puoi pretendere di fare ulteriori aggiunte proteiche a base di glutine, e di non subire pesanti conseguenze.

 

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MEZZO MILIONE DI CELIACI IN ITALIA

 

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Si valuta che una persona su 100 in Italia sia celiaca e che questa sia solo la punta di un iceberg, per cui molti altri soffrirebbero di forme attenuate di intolleranza ai citali cereali, senza nemmeno rendersene conto.

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Chi soffre di problemi intestinali cronici e in particolare del morbo di Crohn, deve necessariamente considerare l’ipotesi celiaca, verificando la presenza o meno di immunoglobuline IgG (dette anti-gliadina) che rappresentano il parametro più sensibile a questo tipo di anomalia. La celiachia non deriva da trasmissione genetica mendeliana ma pare caratterizzata da un certo indice di familiarità.  

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ATROFIA VILLI E MALASSORBIMENTO INTESTINALE

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Il meccanismo patogeno porta a sviluppo di atrofia dei villi intestinali, con sviluppo di citochine (interferone, interleuchina-2, interleuchina-4) che provocano fenomeni di apoptosi (moria cellulare pianificata) e di iperproliferazione cellulare, con ipertrofia delle cripte e aumento dei linfociti intra-epiteliali, con processi infiammatori a danno del duodeno, poi del digiuno prossimale e poi dell’ileo, per cui si instaura un malassorbimento dei cibi e delle microlesioni lungo l’intestino tenue, nonché un appiattimento e una ridotta funzionalità della mucosa intestinale e dei suoi 5.5 milioni di villi.

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IPOTESI SULLE CAUSE ORIGINANTI

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L’igienista australiano Ross Horne sosteneva che la celiachia viene causata spesso in età infantile, quando si pretende di alimentare con cereali e farine di frumento e d’orzo i bambini, prima che il loro intestino si sia completamente formato ed adattato alle alternative del post-svezzamento. Horne notò notevoli miglioramenti su di sé utilizzando la dieta Pritikin, togliendo pane e farinacei, aumentando la crema di avena e soprattutto triplicando la frutta ingerita.

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L’IGIENISMO NATURALE ANNOVERA IMPORTANTI CORRENTI ANTI-CEREALI

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Herbert Shelton, al pari di Hilton Hotema, ed anche di Arnold Ehret, non è molto tenero con cereali e legumi. “Tra tutti i cibi amidacei a disposizione dell’uomo, cereali e legumi sono i meno indicati per l’alimentazione umana”.

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Fa poi eccezione per il riso integrale, preferito a frumento e farro per il suo più basso livello proteico, perché è meno acido-formante, più nutriente, ed in più non lascia tossine e residui lungo il corpo. In ogni caso, aggiunge Shelton, i cereali vanno sempre preceduti da un piatto di insalata cruda, ed in più ci deve essere adeguato corredo di frutta nel corso della giornata.

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FRUTTA IN PREVALENZA E INCLUSIONE DEI CEREALI LEGGERI

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Le mie personali posizioni su questo dualismo “cereali sì-cereali no”, sono che la frutta è sicuramente un alimento superiore. Il problema si pone comunque quando essa non è sufficiente in qualità, quantità e varietà, quando l’apporto calorico stenta a coprire il fabbisogno, specie nel periodo invernale, specie nelle persone sportive, specie nelle persone sottopeso, e ogniqualvolta la quota di vitamine del gruppo B (di cui tutti i cereali integrali sono ricchi) scarseggia.

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UN CELIACO PUO’ COMUNQUE VIVERE IN CONDIZIONI DI FORMA INVIDIABILI

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I celiaci vegani non dovrebbero in alcun modo preoccuparsi. La celiachia non è catalogabile come vera e propria malattia, ma piuttosto come tendenza a non sopportare qualcosa che si chiama glutine concentrato. Un celiaco può stare in forma splendida e divertirsi a tavola quanto vuole, evitando il ristretto gruppo di sostanze vietate. Ci sono tutte le patate a disposizione e tutti i tuberi, oltre che la frutta fresca o secca, i semini ed anche i cereali integrali senza glutine.

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Essere celiaco può essere spesso vantaggioso, visto che si finisce per diventare accurati selezionatori privilegiando scelte dietologiche più attente ed accurate, ed usufruendo pure di maggiori spazi digestivi a vantaggio della frutta e delle verdure crude.

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BASTERA’ EVITARE 5 CEREALI E I LORO SOTTOPRODOTTI

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Dopotutto si tratta di rinunciare a quel tipo di glutine che si trova in 5 tipi di prodotti bene individuati, come il frumento, il farro, l’orzo, la segale, il kamut). L’avena, soprattutto se consumata correttamente a crudo o quasi-crudo come nella crema di avena che spesso propongo, viene agevolmente tollerata. Il riso integrale, il mais, il pop-corn, il grano saraceno, il miglio, l’amaranto o psillo e la quinoa non presentano controindicazioni.

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Idem per i semini vari tipo sesamo, girasole e lino. Si tratterà di evitare il germe di grano. Il frumento, volendo, si potrà germogliare e in quel caso diventerebbe accettabile, Bisognerà stare attenti con farinacei, torte, merendine, paste e pizze (le pizze alla soia vanno invece bene). E si dovranno evitare le bevande all’orzo e le birre.

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UNO STRAORDINARIO LEGUME CHIAMATO LUPINO

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Viene anche incontro il solito lupino, un legume davvero straordinario che dovrà necessariamente essere rivalutato. Utile non solo per i diabetici ma anche ai celiaci. La farina ottenuta dal lupino dà luogo a prodotti gluten-free, capaci di sostituire al meglio le farine vietate. Anche le farine di ceci, di castagne, di tapioca, di pistacchio e di carruba, possono essere usate liberamente, al posto delle farine al glutine.

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Fonte: Valdo Vaccaro  http://valdovaccaro.blogspot.it/

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Cereali, Glutine e Celiachia

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Intolleranza al Glutine

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Per paleodieta una delle considerazioni più importanti è che i cereali ed i loro derivati sono stati introdotti, in quantità importanti, solamente molto tardi nell’alimentazione umana. Il glutine è una proteina contenuta in molti cereali (grano, orzo, segale, avena…) con poche eccezioni (riso, miglio, mais…). Col termine glutine, si indica genericamente un gruppo diverso di proteine. Il “glutine” del grano è quindi diverso dal “glutine” dell’orzo o dell’avena.

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L’intolleranza al glutine, può essere presente in misura più o meno marcata, in persone che non hanno mai considerato che potessero creare problemi al loro corpo con l’assunzione di alimenti che ne contengono. Ricerche recenti mostrano che l’intolleranza al glutine è in aumento, e che spesso questo viene completamente ignorato.

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Celiachia Nascosta:

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Alcune persone hanno una vita caratterizzata da disturbi di varia natura, piccoli dolori o fastidi, e magari nessuno specialista sembra in grado di aiutarli, nonostante l’impegno, le ricerche e la competenza. Esse trascorrono la loro vita avendo un’alimentazione normale come tutte le altre persone.

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Dopo la morte accade poi, magari in seguito ad una autopsia, di rilevare un’intolleranza al glutine che però non si manifestava apertamente, quindi la persona inconsapevolmente continuava nell’assunzione, il che continuava a provocare i disturbi. Si può anche provare ad adottare una dieta che elimini in maniera totale (altrimenti non ha senso), gli alimenti contenenti glutine per qualche mese (il processo è lungo) e vedere cosa succede.

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Alcune persone riportano una serie di benefici già dopo poche settimane. Altrimenti è possibile fare dei test e togliersi il dubbio.  La paleodieta non contempla comunque l’impiego di alimenti contenenti glutine se non in modo occasionale.

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Cenni storici:

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La prima moderna descrizione della celiachia venne fatta da Samuel Gee, un medico inglese. Gee non si considerò come lo scopritore della malattia infatti aveva preso le sue conoscenze riguardo la malattia da alcuni scritti antichi.

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Che cos’è la celiachia: 

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La celiachia è una intolleranza permanente alla gliadina del frumento e alle corrispondenti proteine dette prolamine come l’avena e l’orzo. La celiachia può apparire sia nel bambino sia nell’adulto.

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Nel bambino predomina la steatorrea alla quale si associa la perdita di peso, distensione addominale, segni di deficienze vitaminiche, neuropatie. Nell’adulto invece, la steatorrea e la perdita di peso sono molto lievi, mentre hanno maggior rilievo alcuni segni e sintomi di malnutrizione secondaria.

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Secondo alcuni studi la differenza maggiore tra la persona predisposte alla celiachia e una che non lo è stia nei geni di un sistema particolare chiamato HLA che è molto importante perchè è il sistema che identifica gli agenti esterni che vengono immessi nel corpo.

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Una persona predisposta alla celiachia individua come estraneo il glutine, ma non tutte le persone predisposte alla celiachia sono intolleranti al glutine. Il celiaco, una volta che intraprende una dieta senza glutine, torna a una condizione di salute normale. La celiachia ha due facce: malattia grave se si mantiene una dieta con il glutine, normale condizione se si fa una dieta che non lo prevede.

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Celiachia subsonica o atipica:

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La celiachia può essere atipica in quanto sono presenti dei sintomi extra-intestinali. La celiachia subclinica è più difficile da diagnosticare e se non curata può intaccare la funzionalità di altri organi e apparati. Anche uno solo dei sintomi sotto riportati può essere segnale della celiachia:

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  • anemia resistente alla somministrazione di ferro;

  • alterazione dello smalto dei denti;

  • astenia spesso associata a pressione bassa;

  • diarrea;

  • distensione e dolore addominale;

  • anoressia;

  • nausea;

  • vomito;

  • osteoporosi;

  • osteomalacia;

  • crampi e crisi tetaniche;

  • edemi periferici;

  • disturbi neurologici gravi come neuropatie periferiche, schizofrinia, demenza organica, particolari forme di epilessie associate a calcificazioni endocraniche occipitali;

  • alterazioni dermatologiche come dermatite erpetiforme, fragilità di unghie e capelli, lesioni cutanee.

  • Nella donna: disturbi della sfera sessuale e della fertilità, menarca tardivo, menopausa precose, amenorrea, sterilità, aborti ripetuti, parti prematuri.

  • Nell’uomo: impotenza, alterazioni della mobilità e della morfologia degli spermatozoi.

     

Anche il sovrappeso è una condizione compatibile con la celiachia.

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Celiachia silente e potenziale:

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In assenza di sintomi ma in presenza di alterazioni della mucosa intestinale si parla di celiachia silente. In questo tipo di celiachia l’organismo trova un suo equilibrio nella malattia che però continua ad agire. La celiachia silente non curata può portare gravi patologie in cui il celiaco non risponde più alla dieta priva di glutine e può provocare il linfoma intestinale e tumori. 

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Si parla della celiachia potenziale quando  vengono trovati nel sangue dei marcatori sierologici della celiachia. I soggetti in questione vengono privati del glutine ma sottoposti a controlli periodici per valutare lo stato di avanzamento della malattia.

 

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Diagnosi della celiachia:

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I soggetti che presentano i sintomi della celiachia o quelli che appartengono alle categorie a rischio, sono sottoposti all’analisi degli anticorpi specifici nel sangue. Vengono ricercati:

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  • Anticorpi anti-gliadina (AGA)

  • Anticorpi anti-endomisio (EMA)

  • Anticorpi anti-transglutaminisi (tTG)

Se questi anticorpi sono presenti, si procede a una biopsia intestinale. La biopsia viene ripetuta a circa un anno di dieta senza glutine per controllare l’effetto terapeutico. In caso di dubbio, come ulteriore conferma, si esegue una prova chiamata “Challenge”.

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Si riespone il soggetto per circa 3 mesi al glutine e si esegue la biopsia se la mucosa intestinale si presenta normale si continua con la dieta libera per circa 2 anni quando poi si riesegue una biopsia. Una volta ottenuta la diagnosi di celiachia la persona può ottenere gratis gli alimenti senza glutine per il proprio sostentamento.

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(fonte www.paleodieta.it )

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THE CHINA STUDY: LO STUDIO PIU’ COMPLETO SULL’ALIMENTAZIONE


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CONFERENZA DEL DR. COLIN T. CAMPBELL, AUTORE DEL “THE CHINA STUDY”

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Estratto dall’introduzione del libro “The China Study”

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Dr. Colin T. Campbell:

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I libri sulle diete sono costantemente in cima alle classifiche di vendita; non c’e’ praticamente rivista popolare che non dispensi consigli dietetici… Dato il bombardamento di informazioni, siete sicuri di sapere cosa dovreste fare per migliorare il vostro stato di salute?

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La mia ipotesi e’ che non siate veramente sicuri della risposta. In tal caso sappiate di non essere i soli: malgrado l’abbondanza di informazioni e opinioni, pochissime persone sanno davvero che cosa dovrebbero fare per migliorare la loro salute.

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La vera scienza e’ stata sepolta 

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Questo non dipende dalla mancanza di ricerca. Le ricerche sono state fatte, disponiamo di un’enorme quantita’ di informazioni sui legami fra alimentazione e salute, ma la vera scienza e’ stata sepolta sotto un cumulo di informazioni irrilevanti, se non addirittura dannose: la scienza spazzatura, le diete alla moda e la propaganda dell’industria alimentare.

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Capire l’alimentazione e la salute

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Voglio cambiare questa situazione. Voglio fornirvi un nuovo quadro di riferimento per capire l’alimentazione e la salute, una struttura che elimini la confusione, prevenga e curi le malattie e vi consenta di vivere una vita piu’ appagante.

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Sono stato “nel sistema” per quasi cinquant’anni, ai massimi livelli, e ho ideato e diretto grandi progetti di ricerca, decidendo quali ricerche dovessero essere finanziate e trasferendo un’infinita’ di risultati di ricerche scientifiche nei rapporti di commissioni nazionali di esperti.

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Avete il diritto di sapere che molte delle nozioni comuni che vi sono state trasmesse sul cibo, la salute e la malattia sono sbagliate.

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– Per quanto problematiche, le sostanze chimiche presenti nell’ambiente e nel vostro cibo non sono la causa principale del cancro.

– I geni che avete ereditato dai vostri genitori non sono il fattore piu’ importante che determina se sarete vittime di una delle dieci principali cause di morte.

– La speranza che la ricerca genetica possa portare a cure farmaceutiche per le malattie ignora le soluzioni piu’ efficaci che possono essere messe in atto oggi.

– Il controllo ossessivo dell’assunzione di una sostanza nutritiva, come ad esempio i carboidrati, i grassi, il colesterolo o gli acidi grassi omega-3, non dara’ come risultato una salute a lungo termine.

– Le vitamine e gli integratori alimentari non vi forniranno una protezione a lungo termine dalle malattie.

– I medicinali e la chirurgia non sono in grado di curare le malattie che uccidono la maggior parte degli americani.

– Probabilmente il vostro medico non sa di che cosa avete bisogno per ottenere il miglior stato di salute possibile.

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Quella che propongo non e’ niente di meno che la ridefinizione della nostra concezione di buona alimentazione.

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I risultati provocatori dei miei quarant’anni di ricerca biomedica, comprese le scoperte risultanti da un programma di laboratorio della durata di ventisette anni (sovvenzionato dalle piu’ rispettabili agenzie di finanziamento), dimostrano che una dieta corretta puo’ salvarvi la vita.

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Un testo monumentale che sta sollevando un vero polverone intorno alla medicina convenzionale in tutto il mondo…

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A differenza di taluni autori popolari, non vi chiedero’ di credere a conclusioni basate sulle mie personali osservazioni. Questo libro contiene piu’ di 750 rimandi bibliografici, che sono per la maggior parte fonti primarie di informazione, fra cui centinaia di pubblicazioni scientifiche di altri ricercatori che indicano la via da seguire per ridurre il cancro, le cardiopatie, gli ictus, l’obesita’, il diabete, le malattie autoimmuni, l’osteoporosi, il morbo di Alzheimer, i calcoli renali e la cecita’.

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Alcune scoperte, pubblicate nelle riviste scientifiche piu’ prestigiose, dimostrano che:

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– un cambio di alimentazione puo’ permettere ai pazienti diabetici di sospendere l’assunzione di farmaci;

– una cardiopatia puo’ essere fatta regredire solo con la dieta;

– il cancro al seno e’ in relazione con i livelli di ormoni femminili nel sangue, a loro volta determinati dal cibo che mangiamo;

– il consumo di latticini puo’ aumentare il rischio di cancro alla prostata;

– gli antiossidanti presenti nella frutta e nella verdura sono collegati a migliori prestazioni intellettuali nella vecchiaia;

– e’ possibile prevenire i calcoli renali con una dieta sana;

– il diabete di tipo 1, una delle malattie piu’ devastanti che possano colpire un bambino, presenta evidenti correlazioni con le pratiche di alimentazione infantile.

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Queste scoperte dimostrano che una buona dieta e’ l’arma piu’ potente di cui disponiamo contro la malattia.

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La comprensione di questa prova scientifica non e’ solo importante per migliorare la salute, ma ha anche profonde implicazioni per tutta la nostra societa’.

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Dobbiamo sapere perche’ nella nostra societa’ domina la disinformazione e per quale motivo compiamo errori grossolani nelle nostre ricerche in ambito di dieta e malattia, come pure nel modo in cui promuoviamo la salute e curiamo la malattia.

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Tutti i problemi si riducono a tre fattori: colazione, pranzo e cena.

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Piu’ di quarant’anni fa, agli inizi della mia carriera, non avrei mai pensato che il cibo fosse cosi’ intimamente collegato ai problemi di salute.

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Ho diretto lo studio piu’ completo su dieta, stile di vita e malattia mai effettuato sugli esseri umani nella storia della ricerca biomedica.

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Si e’ trattato di un’impresa imponente, sotto la gestione congiunta della Cornell University, dell’Universita’ di Oxford e dell’Accademia cinese di medicina preventiva. Il New York Times l’ha definito il “Grand Prix dell’epidemiologia”.

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Questo progetto ha preso in esame un’ampia gamma di malattie e fattori legati all’alimentazione e allo stile di vita nella Cina rurale e, piu’ di recente, a Taiwan.

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Piu’ comunemente noto come lo “studio Cina” (The China Study), il progetto ha finito per produrre piu’ di 8.000 associazioni statisticamente significative fra vari fattori dietetici e le malattie!

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Cio’ che lo rende particolarmente degno di nota e’ il fatto che, fra le numerose associazioni relative al rapporto fra dieta e malattia, moltissime giungevano alla medesima conclusione:

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I soggetti che si nutrivano prevalentemente di cibi di origine animale erano quelli che si ammalavano delle patologie piu’ croniche.

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Le persone che mangiavano le maggiori quantita’ di cibi vegetali erano le piu’ sane e tendevano a evitare le malattie croniche.

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Questi risultati non potevano essere ignorati. Le implicazioni per la salute a seconda del consumo di alimenti animali o vegetali erano sostanzialmente diverse.

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Per quanto impressionanti, non potevo basarmi esclusivamente sui risultati dei nostri studi effettuati sugli animali e sul vasto studio condotto in Cina, e ho quindi cercato le scoperte di altri ricercatori e clinici, che si erano rivelate fra quelle piu’ entusiasmanti degli ultimi cinquant’anni.

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Quelle scoperte, che costituiscono l’argomento della II parte di questo libro, dimostrano che le cardiopatie, il diabete e l’obesita’ possono essere fatti regredire mediante una dieta sana.

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Una ricerca approfondita, non una semplice teoria, le cui conclusioni, se applicate, salverebbero la vita a milioni di persone!

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Da altre ricerche emerge che varie forme di cancro, le malattie autoimmuni, la salute delle ossa e dei reni, i disturbi visivi e cerebrali in eta’ avanzata (come la disfunzione cognitiva e il morbo di Alzheimer) sono sensibilmente influenzati dall’alimentazione.

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Una dieta a base di cibi naturali e vegetali

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Ma la cosa piu’ importante e’ che la dieta che si e’ ripetutamente dimostrata in grado di far retrocedere e/o prevenire queste malattie e’ la stessa dieta a base di cibi naturali e vegetali che nelle mie ricerche di laboratorio e nello “Studio Cina” e’ risultata capace di favorire la salute ottimale. I risultati sono coerenti.

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E tuttavia, nonostante il potere di queste informazioni, nonostante la speranza che generano e nonostante l’urgente bisogno di questo modo di intendere la nutrizione e la salute, la gente e’ tuttora confusa.

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Terrorizzati, rassegnati e avviliti

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Ho amici con cardiopatie che sono rassegnati e avviliti di essere alla merce’ di quella che considerano una patologia inevitabile. Ho parlato con donne talmente terrorizzate dal cancro alla mammella che sarebbero disposte a farsi asportare chirurgicamente il seno, e perfino quello delle loro figlie, se questo fosse l’unico metodo per ridurre al minimo il rischio.

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Tante sono le persone da me incontrate che sono state indotte a seguire un percorso di malattia, sconforto e confusione riguardo alla loro salute e al modo in cui proteggerla.

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Gli americani sono confusi, e vi diro’ il perche’. La risposta, illustrata nella IV parte, ha a che fare con le modalita’ di generazione e comunicazione delle informazioni sulla salute e con chi controlla tali attivita’.

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Essendo stato cosi’ a lungo dietro le quinte a produrre le informazioni sulla salute, ho visto che cosa accade in realta’ e sono pronto a raccontare al mondo che cosa non va in questo sistema.

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Le linee di demarcazione fra governo, industria, scienza e medicina sono diventate indistinte, come pure quelle fra il perseguimento del profitto e la promozione della salute.

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I problemi connessi al sistema non si presentano sotto le forme di corruzione che siamo abituati a vedere nei film hollywoodiani. I problemi sono molto piu’ sottili, e tuttavia molto piu’ pericolosi. Ne risulta un’enorme disinformazione, per cui i consumatori medi americani pagano due volte: da un lato versano le tasse per la ricerca e dall’altro forniscono il denaro affinche’ l’assistenza sanitaria curi malattie che potrebbero essere ampiamente evitate.

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Dr. Colin T. Campbell

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VIDEO DI UNA CONFERENZA  DEL DR. COLIN CAMPBELL SUL SUO LIBRO “THE CHINA STUDY”, CON I SOTTOTITOLI IN ITALIANO

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IL POTERE TERAPEUTICO DELLA FRUTTA


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TUTTI I PREGI DELLA FRUTTA

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La frutta è la più pura e completa alimentazione umana

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Rinfrescante, elettrica, soave, bella, stimolante, colorata, nutriente, purificante, astringente, lassativa, diuretica, energizzante, luminosa, fortificante, bevibile, cibo, compatta, trasportabile, fragrante, acquosa, ricca e perfetta.

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La  frutta dà dinamismo,  pulizia intestinale e una gamma completa di nutrienti, il tutto in un unico  alimento.

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Porta la vita agli organi malati e debilitati, rompendo l’inerzia della cultura moderna basata sul consumo di cibi altamente acidificanti come carni, pesci, latticini, caffè, bevande alcoliche e cibi cotti in genere, solo per citare alcuni degli alimenti responsabili dell’eccesiva e permanente acidificazione del sangue e dei tessuti.  L’equilibrio alcalino dell’organismo viene ripristinato e mantenuto da un consumo continuo di frutta e verdura. Il corpo umano lotta sempre per mantenere l’alcalinità, che significa salute e vita, a differenza dell’acidità interna che si traduce in infermità e morte.  

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Un dispendio di energie inutile ed evitabile

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Il corpo, nel suo  prioritario sforzo di sopravvivenza, per combattere e riequilibrare l’alcanilità nei suoi organi e nel sangue, mette in gioco tutte le sue migliori energie per salvaguardare le sue funzioni vitali ( con un alto e inutile spreco di energie).  A questo punto è d’obbligo domandarsi: Quale sarebbe lo stato di un corpo non più obbligato a sprecare energie per normalizzare la sua alcanilità? La risposta è così ovvia quanto sconcertante per la sua semplicità: Questo risparmio energetico del corpo si tradurrebbe in salute, guarigione, riserve di energia e nell’espressione di una fresca vitalità.

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 IL POTERE CURATIVO DELLA FRUTTA

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Il potere alcalinizzante della frutta rappresenta perciò la  più significativa strategia  nel trattamento terapeutico per ripristinare la salute in modo naturale sfruttando le innate capacità di autoguarigione del nostro stesso organismo.

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Non ci sono trucchi,  niente sostanze chimiche, niente farmaci e nessun interesse commerciale dell’industria farmaceutica. C’è solo il nostro Sistema Immunitario coadiuvato dal più puro ed idoneo alimento per il nostro organismo: la frutta.

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 Ippocrate giustamente diceva “Lascia che il cibo sia la tua medicina, e la medicina sia il tuo cibo”.

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Fruttoterapia

 

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La frutta oltre ad essere un alimento completo per il nostro corpo, possiede delle immense capacità terapeutiche. Con le conoscenze biologiche che abbiamo oggi dei vari nutrienti in essa contenuti possiamo utilizzarla a ragione come Fruttoterapia.

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Ecco qui alcuni requisiti terapeutici della frutta:

 

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 MELA

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La mela è un farmaco naturale utile per tanti problemi. Combatte inappetenza, stanchezza e nervosismo, facilita la digestione, protegge le mucose della bocca e dell’intestino e rinforza capelli e unghie. Rimedio naturale contro diarrea e stipsi.

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 BANANA

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La banana contiene molto zucchero ed è estremamente nutriente, ed è particolarmente indicata come merenda e come fabbisogno di energie. Con la sua azione regolarizza gli intestini, evitando la stitichezza cronica e la successiva costipazione, senza l’uso dei pericolosi lassativi chimici.

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 MELONE

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Il melone è  dissetante  grazie al suo alto contenuto di acqua. Per questo motivo aiuta a prevenire la disidratazione. E’ leggermente lassativo,  rinfrescante, diuretico, depurativo, disinfiammante,  fluidificante per il sangue, ed aiuta chi soffre d’anemia essendo ricco di ferro.

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UVA

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L’uva contiene sostanze dissetanti, purificanti, anti-ossidanti, e nutrienti che danno vitalità al nostro organismo. Non è indicata per i diabetici per il suo alto apporto di zuccheri (fruttosio e glucosio). E’ invece molto utile per favorire la diuresi e per regolarizzare l’attività intestinale.

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ANANAS

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L’ananas ha tantissime proprieta’ terapeutiche: e’  un buon antiossidante e potenzia le difese immunitarie,migliora  l’ossigenazione del sangue, aiuta a riequilibrare la presenza di liquidi nell’organismo,  e’ un efficiente aiuto al sistema cardiovascolare. Ha inoltre proprietà digestive, antinfiammatorie ed aiuta a perdere i liquidi.

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ANGURIA

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L’anguria contiene notevoli quantità di antiossidanti. Ricca d’acqua e fruttosio, abbonda di vitamina A,  vitamina C e  potassio. Proprio per la sua composizione, l’anguria è un frutto fortemente ipocalorico, adatto alla stagione estiva per la sua capacità dissetante. Ideale per la diuresi.

 

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 PRUGNE

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Le prugne  presentano proprietà rinfrescanti, diuretiche e lassative, in grado di stimolare la secrezione della bile da parte del fegato e di regolarizzare l’attività intestinale. Inoltre la prugna vanta un’azione antivirale e antibatterica e contiene delle preziose sostanze antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi e che quindi contrastano gli effetti dell’invecchiamento.

 

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 FRAGOLA

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La fragola possiede moltissime virtù salutari:  ha un altissimo potere antiossidante  superiore ad ogni altro alimento  ed è ricca di vitamina C. Queste caratteristiche giustificano il  perché la fragola è considerata uno  dei cibi che mantengono giovani. E’ anche ricchissima di calcio, ferro e magnesio ed è altamente terapeutica contro reumatismi e malattie da raffreddamento. Inoltre è particolarmente indicata per combattere il colesterolo.

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MANDORLE

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Contengono: 21% d albumina, 53 % di grassi, 17 % di idrati di carbonio, e il 3 % di minerali. Devono masticarsi accuratamente affinchè rilascino tutto il loro potere  nutritivo. Sono uno dei più potenti alimenti della natura,  generano molte calorie per la gran quantità di grassi che contengono, e forniscono una grande energia muscolare per la loro ricchezza di idrati di carbonio. Portano abbondanza di sali tra i quali domina il fosforo, molto utile a sostenere il cervello ed il sistema nervoso.  La proteina della mandorla è una delle più complete, perchè possiede la maggior parte degli aminoacidi necessari per la vita.

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 NOCCIOLE

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Contengono il 17 % di albumina, 60 % di grassi, 15 % di idrati di carbonio, sali minerali (potassio, fosforo e calcio) e vitamina B1, B2 e C. Si debbono masticar molto bene, per facilitare la loro digestione. Sono un grande alimento per la formazione dei tessuti (per la sua albumina), per la forza che fornisce (per i suoi zuccheri), generatore di calorie (per i suoi grassi) e mineralizzante (per i suoi sali), ossia un alimento completo, un vero tesoro alimentare. 

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LIMONI

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 Sono abbondanti di sali minerali, specialmente calcio, fosforo, magnesio e potassio e contengono vitamina A, B1 , B2 e C. Si raccolgono tutto l’anno. Sono frutti medicinali per eccellenza, disinfettante, antisettico e battericida, che deve le sue proprietà specialmente all’acido citrico che contiene. Elimina l’acido urico dell’organismo, e per questo motivo è indicato nel reumatismo, nella gotta e nell’arteriosclerosi. Combatte la diarrea, la stitichezza, alcalinizza  il sangue e diminuisce l’acidità dello stomaco. Conviene non  abusare del limone, soprattutto in persone artritiche.

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NOCI 

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Insieme alle Mandorle e alle Nocciole occupano uno dei  primi posti in quanto a potenza alimentare nel regno vegetale. Contengono 15 % di albumina, 57 % di grassi, 20 % di idrati di carbonio, 1,7 % di sali minerali. Contengono anche vitamina B1, B2 e C. Anche la noce deve essere masticata per bene. La sua albumina rimpiazza vantaggiosamente quella delle uova e del latte vaccino, perchè non si altera facilmente. Un vegano può mangiarne fino a 25 grammi al giorno, però quando nello stesso giorno si ingeriscono altri frutti similari, si deve regolare la quantità ad un massimo di 25 grammi totali. 

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POMPELMO

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Ha le stesse proprietà delle arance e dei limoni, di sapore amarognolo. Mangiandolo a digiuno è un grande depurativo e lassativo. Possiede fino a 5 volte in più di vitamina C di quella del pomodoro, dell’arancia e del limone, però per poterla usufruire al massimo deve essere ben maturo, contiene anche vitamina B1 e B2. 

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OLIVE

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 Contengono: 0,7 % di albumina, 8,5 % di idrati di carbonio, 14 % di grassi e 0,4 % di sali minerali (potassio, calcio e sodio). Sono come si può osservare un ottimo alimento produttore di forza e di calorie, molto  raccomandati  d’inverno. Aiutano nella dissoluzione dei  depositi calcarei che possono esserci nei  tessuti del corpo,  che sono segnali di invecchiamento. Stimolano i succhi gastrici e sono di facile digestione quando si masticano correttamente. Le olive nere contengono anche vitamina A e C.

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Ci fermiamo qui in questa breve disamina, ma già risulta evidente l’alto potere terapeutico della frutta per mantenere la salute e prevenire la malattia. Perciò consumiamo più frutta per vivere più sani e “togliere il medico di torno”.

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 Sebastiano. 

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SALUTE E RINGIOVANIMENTO CON LA FRUTTA


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Salute perfetta, ringiovanimento fisico e Longevità:

questione di sangue

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A cura di Marco Giai-Levra: fonte Ehretismo.com

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In questo articolo vedremo come e perchè una dieta a base di frutta e vegetali crudi, produce nell’essere umano una salute perfetta e promuove il ringiovanimento cellulare.

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Prendersi cura del proprio  corpo

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Iniziamo questo discorso presupponendo che sia di interesse comune rimanere in perfetta salute il più a lungo possibile, avendo cura del proprio  corpo, cioè del veicolo materiale che il Divino e la Natura ci hanno dato in prestito per effettuare il viaggio esperienziale della vita, nonchè il contenitore della nostra anima.  In quanto elemento “datoci in prestito” dalle forze universali si presuppone che chiunque dovrebbe prestarvi la massima cura, non cadendo contemporaneamente nell’errore grossolano di indentificarsi con esso.  Noi siamo l’anima. Il corpo è un veicolo.

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IL PERFETTO FUNZIONAMENTO DEL CORPO:

PH SANGUIGNO LEGGERMENTE ALCALINO

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Ma come funziona questo veicolo? Perchè si deteriora? Perchè si ammala? E perchè muore?  

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La risposta si trova nella purezza del nostro sangue, la nostra linfa vitale. La perfetta salute è relativa al perfetto equilibrio acido-base del PH sanguigno. PH significa potentia hydrogenii (effettività dell’idrogeno) o pondus hydrogenii (peso di idrogeno) e la sua relativa scala di misura va da 0 a 14, dove 7 è neutro, da 0 a 7 è acido e da 17 a 14 è basico o alcalino.

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Il sangue puro o che si è depurato attraverso i processi biologici ha un livello di acidità corrispondente a un valore di PH compreso tra 7,35 e 7,45. Questo significa anche che l’uomo è un essere  leggermente alcalino.

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Acidosi e Alcalosi

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Ogni volta che il nostro PH sanguigno oscilla al di fuori di questo range il nostro organismo lo deve riportare rapidamente tra 7,35 e 7,45, che sono i valori compatibili con la vita; al di sopra o al di sotto di questi valori insorgono malattie e se ci si discosta troppo si va incontro alla morte. Quando il valore va al di sotto di 7,35 si dice che l’organismo va in acidosi, mentre al di sopra di 7,45 si parla di alcalosi.

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ACIDIFICAZIONE, FERMENTAZIONE, DEMINERALIZZAZIONE: IN PRATICA SINONIMI CHE PROVOCANO MALATTIA, INVECCHIAMENTO E MORTE

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La maggior parte delle malattie sono l’effetto dell’acidosi, causa di invecchiamento, deterioramento e morte. Quando si creano delle acidificazioni il corpo deve obbligatoriamente “neutralizzare” l’acidificazione legando gli acidi formatisi con degli elementi basici o alcalini, che sono i nostri minerali: denti, ossa, pelle, unghie, capelli.  Se il corpo non neutralizzasse gli acidi si ammalerebbe o andrebbe in contro alla morte.

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Ma la neutralizzazione ha un prezzo molto caro: comporta infatti la perdita dei nostri preziosi minerali. Perdere i minerali organicati corrisponde a malattia, invecchiamento e infine a morte.

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La fonte della vitalità, della perfetta salute è della giovinezza sono i nostri minerali e la perdita di questi comporta l’effetto contrario.

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La perdita di minerali o demineralizzazione è la diretta conseguenza di un qualsiasi processo di acidificazione, che è causata a sua volta da fermentazioni interne al corpo provocate per lo più da errate abitudini alimentari. Quindi i termini fermentazione, acidificazione e demineralizzazione sono correlati tra loro tanto da poter essere giudicati dei sinonimi all’atto pratico, ossia che producono il medesimo risultato: malattia, invecchiamento e morte.

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Ogni malattia è il tentativo disperato del corpo di espellere muco e sostanze tossiche, accumulati anche in decenni. Invecchiamento e morte possono essere considerate delle malattie. Quindi alla luce di questo punto di vista questi tre elementi sono la conseguenza di anni di errori alimentari in primis e di stili di vita sbagliati o troppo lontani da quello che dovrebbe essere un modo di vivere naturale.

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Ogni malattia corrisponde ad una costipazione e prevede una conseguente eliminazione fisiologica di muco e tossine.

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UN CORPO PRIVO DI ACIDIFICAZIONI E DEMINERALIZZAZIONI: SALUTE PERFETTA, LONGEVITÀ E IPOTETICA IMMORTALITÀ

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Se per assurdo non ci fosse mai nessuna acidificazione nel nostro sangue le nostre cellule sarebbero immortali: questo è stato dimostrato dal famoso esperimento del premio nobel Alexis Carrel, al Rockfeller Institute di New York for Medical Research. Carrel ebbe il Premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1912 per i lavori sulle suture vascolari, sul trapianto degli organi e sulla coltivazione a lunga scadenza di tessuti in vitro, in particolare per aver inventato un nuovo metodo di sutura delle ferite profonde e per aver evitato le emorragie postoperatorie (a quel tempo frequentissime), trombosi e altre complicanze.

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A questo proposito vale la pena di citare il sopracitato esperimento di Carrel e la sua opinione, tratti da libri di Bernard Jensen e Sang Whang:

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“Alexis Carrel, al Rockefeller Institute for Medical Research, mantenne in vita il cuore di un pollo per circa 28 anni in una soluzione salina (che conteneva minerali nelle stesse proporzioni di quelle del sangue del pollo) che egli rinnovava tutti i giorni.

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Nel momento in cui smise di cambiare la soluzione, le cellule del cuore morirono.

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Il segreto per cui il cuore sopravvisse per 28 anni sta nel fatto che egli manteneva il fluido extracellulare costante e che eliminava prodotti di rifiuto delle cellule ogni giorno”.

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Tratto da Intestino libero di Bernard Jensen

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“Il dott. Alexis Carrel, a questo proposito, diceva: “La cellula è immortale. E’ semplicemente il fluido nella quale galleggia che si degrada. Sostituendo questo fluido ad intervalli regolari, daremo alla cellula ciò che le necessita per nutrirsi e, per quanto ne sappiamo, il pulsare della vita potrà continuare indefinitamente”.

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Potete immaginare una casa da cui si eliminano solo il 99,9% dei rifiuti ogni giorno? Nel giro di pochi mesi, accumulando l’1% dei rifiuti ogni giorno, la casa avrebbe un odore orribile. Nel nostro corpo succede la stessa cosa.

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Ma cosa sono questi prodotti di rifiuto che si trovano nel nostro corpo? E come facciamo a liberarcene?

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Quello che io intendo con “Invertire l’invecchiamento” è ridurre i prodotti di rifiuto, riportandoli ad esempio, nel caso di una persona di 50 anni, ai livelli di una persona di 40 anni o persino più giovane.   Se i rifiuti accumulati non hanno ancora provocato danni irreversibili ai tessuti e agli organi del corpo, le loro funzioni possono anche essere rivitalizzate”. (Tratto da Invertire l’invecchiamento di Sang Whang).

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Di seguito l’opinine del naturopata Peter Jentschura riguardo l’invecchiamento:

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“Perché l’essere umano invecchia?

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Perché consuma i tesori della sua vita, i depositi di sostanze minerali, per neutralizzare grazie ad esse l’aggressività degli acidi.

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Con questa continua sottrazione di sostanze minerali dai depositi del cuoio capelluto, dai capelli, dalle ossa, dalle cartilagini e dalle articolazioni sfiorisce la nostra bellezza.

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L’invecchiamento del corpo è il progressivo accumulo di scorie e il concomitante esaurimento delle sostanze minerali per neutralizzare gli acidi.

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E’ lo svuotamento del corpo che è venuto al mondo “pieno” di sostanze minerali.

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Contemporaneamente è un progressivo intaccamento da parte degli acidi di ghiandole e funzioni, fino alla loro perdita totale”.

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(Tratto da La Salute attraverso l’eliminazione delle scorie di Peter Jentschura e Josef Lohkamper).

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LA SOLUZIONE ALLA PORTATA DI TUTTI: IL FRUTTARIANISMO

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Qual’è quindi la principale causa delle acidificazioni (causa di malattie, invecchiamento e morte) nell’essere umano?

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La risposta è: il cibo.

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Possono essere tante le concause, ma la principale è sicuramente il cibo assunto. Ossia questa è la causa principale dell’acidificazione dell’organismo nel contesto di un normale funzionamento corporeo umano, per come viene “programmato di fabbrica” dalla Natura. Probabilmente è virtualmente possibile “cambiare il programma” attraverso tecniche di espansione di Coscienza, ma sicuramente è una via difficile in cui pochi potrebbero riuscire facilmente. Infatti anche alla luce delle scoperte relative alla fisica quantistica la materia “non esiste” ma tutto è energia che vibra a frequenza diifferente. Quindi virtualmente una persona malata di tumore, quindi con l’organismo gravemente acidificato, potrebbe in teoria guarire solo con la mente. In realtà anche se questo è possibile, non è molto probabile per la maggior parte delle persone, in quanto richiede una fede e un livello di Coscienza non comuni.

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Quindi la soluzione alla portata di tutti a “malattia, invecchiamento e morte prematura” la si può trovare nella correzione delle proprie abitudini alimentari: più ci si allontana dai cibi naturali o di elezione dell’essere umano e più si accelera la velocità di crociera verso il decadimento.

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Quali sono i cibi di elezione dell’essere umano?

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Ovviamente tutti i vegetali e la frutta commestibili allo stato naturale, cioè crudo e a piena maturazione. Questi sono cibi alcalinizzanti e portatori di minerali.

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Ma allora perchè molti individui sembrano apparentemente godere di una perfetta salute e di una perfetta forma fisica, nonchè di un invecchiamento non-precoce pur mangiando cibo-spazzatura-morto-cotto-acidificante?

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La risposta è semplice: sono stati dotati da madre natura di una percentuale di minerali più elevata rispetto a molti altri e quindi possono “spenderli” conducendo uno stile di vita con abitudini alimentari dissolute, naturalmente fino ad esaurimento scorte. Ovviamente ogni individuo può avere un accumulo di minerali in denti, ossa, pelle, unghie o capelli che può essere considerato il suo “punto di forza”. È per questo motivo che a causa delle acidificazioni c’è chi perde i denti, chi diventa calvo, chi viene affetto da atrofia ossea e chi in apparenza fisicamente perfetto viene invece colpito all’interno da patologie tumorali.

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CIBI E COMBINAZIONI ALIMENTARI ACIDIFICANTI

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Quali sono i cibi che acidificano?

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I cibi acidificanti sono tutti quelli innaturali per l’essere umano, il quale ha in realtà una natura frugivora. Quindi tutti i cibi raffinati, elaborati artificialmente o non commestibili crudi allo stato naturale hanno un effetto acidificante. Al contrario il 99% dei vegetali crudi e della frutta alcalinizzano l’organismo, apportando minerali in forma liquida colloidale, ossia totalmente assimilabili. I minerali assunti da integratori invece hanno una microstruttura cristallina e quindi non sono assimilabili ma diventano sedimenti che permangono all’interno del corpo per anni, acidificandolo.

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Tra i vegetali, quelli non commestibili allo stato naturale sono i legumi, i cereali e i grani, con tutti i loro derivati.

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Cibi come i farinacei, i legumi, i cereali, i semi, la carne, il pesce e i latticini danno luogo a delle fermentazioni e quindi a delle acidificazioni: ossia il PH del nostro sangue va sotto i 7,35 diventando  più acido e il corpo va quindi in acidosi e deve neutralizzare questi acidi consumando i nostri minerali interni: come sopradetto questo significa malattia, invecchiamento e morte.

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La soluzione quindi è virare gradualmente verso una dieta crudista-fruttariana (cioè quella più adatta all’uomo), alcalinizzare l’organismo e apportare minerali in forma liquida e assimilabile, estratta dai vegetali. Questa dieta va approcciata gradualmente perchè dà luogo a numerose crisi di disintossicazione da scorie e muco, dovuti ad anni o a decenni di errate abitudini alimentari. Spesso queste crisi vengono erroneamente scambiate dai neofiti per carenze nutrizionali.

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Infine è lecito pensare che, una volta finito il processo della disintossicazione, si possano reintegrare i minerali perduti, in modo naturale e quindi “invertire l’invecchiamento”.

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Il 99% della frutta (dolce, acida, grassa) e dei vegetali crudi commestibili hanno un effetto alcalinizzante e apportano minerali nell’organismo. Quindi questi cibi, rinfoltendo la nostra riserva di minerali, aiuteranno a neutralizzare tutte le acidificazioni dovute allo smaltimento delle scorie e dei rifiuti tossici, nonchè del muco presenti nel corpo a causa di decenni di male alimentazione.

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I cibi che acidificano sono:

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-tutti i cibi elaborati e raffinati industrialmente.

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-tutti i cibi cotti: generano in diversa percentuale il fenomeno della leucocitosi nel corpo in quanto vengono riconosciuti dall’organismo come non-cibo, facendo scattare le difese immunitarie.

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-Nel caso di vegetali allo stato naturale e poi cotti l’acidificazione è più lieve.

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-tutti i cibi di origine animale: carne, pesce, insaccati, uova, latte e formaggio.

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-tutti i vegetali che non sono commestibili crudi a piena maturazione e derivati: legumi, cereali, grani, farinacei.

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-tutti i vegetali che contengono un’alta percentuale di amido.

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-tutti i cibi ad alto contenuto proteico.

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-un apporto proteico superiore ai 30-35 grammi giornalieri dà luogo ad acifificazioni.

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Altre cause di acidificazione sono le fermentazioni intestinali dovute a combinazioni alimentari errate. Anche i semi acidificano e in genere tutto ciò che ha un alto contenuto proteico.

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Le combinazioni da evitare sono:

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-amidi+proteine
-amidi+zuccheri
-amidi+acidi
-proteine+zuccheri
-proteine+acidi
-amidi+amidi (un solo tipo di amido concentrato a pasto)
-proteine+proteine (un solo tipo di proteine concentrate a pasto)
-grassi+proteine
-grassi+zuccheri
-grassi+acidi (avocado+limone è un’eccezione che conferma la regola e si può fare senza conseguenze)
-grassi+grassi (un solo tipo di grasso concentrato a pasto)

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Il contenuto proteico giornaliero medio dovrebbe essere compreso tra i 25 e i 30-35 grammi. Sopra i 30-35 grammi comincia l’acidificazione.

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Registrandosi su siti come fitday.com o cronometer.com ognuno può facilmente controllare questo valore.

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Quando si violano le regole delle corrette combinazioni alimentari avvengono delle fermentazioni nello stomaco e/o nell’intestino. Fermentazione significa ebollizione ma in questo contesto è sinonimo di acidificazione, in quanto ne è la causa.

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Le fementazioni creano nel corpo acqua, acido acetico, anidride carbonica e alcol. L’organismo utilizza solo l’acqua, mentre il resto deve smaltirlo e neutralizzarlo “bruciando” la nostra preziosa miniera di minerali, quindi come spiegato facendoci ammalare, invecchiare e andare più velocemente in contro alla morte.

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Le conseguenze della fermentazione

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Vale la pena di notare come i cibi acidificanti contengano già al loro interno delle combinazioni alimentari errate per l’essere umano: ad esempio i fagioli violano la regola “amido+proteine” in quanto contengono una percentuale considerevole di entrambi gli elementi. Infatti, come è noto, producono gas nell’intestino: questo gas è la conseguenza di una fermentazione, la quale dà luogo ad un’acidificazione. Gli acidi prodotti vengono assorbiti dai villi intestinali (ne abbiamo 3000 per centimetro quadrato) che li ributta nel sangue, abbassandone il valore del PH. Quindi segue la neutralizazzione degli acidi che si concretizza in una demineralizzazione.

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CONCLUSIONI

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Le conclusioni del discorso introdotto in questo articolo rendono evidente che se il processo “FERMENTAZIONE->ACIDIFICAZIONE->DEMINERALIZZAZIONE ” sta al processo “malattia, invecchiamento e morte”, allora il processo “MINERALIZZAZIONE->ALCALINIZZAZIONE” corrisponderà a “salute perfetta, disintossicazione e ringiovanimento cellulare”.

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Possiamo  scegliere la qualità della nostra salute

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Noi possiamo facilmente intervenire sulla qualità della nostra salute, sulla disintossicazione del nostro organismo ed infine, trascorso l’adeguato periodo di transizione-disintossicazione-riadattamento (3 o 4 anni secondo Arnold Ehret), possiamo auspicarci un ringiovanimento cellulare grazie all’apporto di sostanze minerali in forma liquida colloidale, ossia tutti quelli presenti nei vegetali crudi, che a quel punto non serviranno più per neutralizzare l’acidificazione ma sono per reintegrare i minerali perduti in passato.

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Se invece il nostro stile di vita vuole perpetuare la tipologia standard consigliata da tutti i media e da gran parte di medici e nutrizionisti allora non ci sarà nessuna possibilità di invertire l’invecchiamento o di evitare la malattia.

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fonte Ehretismo.com

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30 TRUCCHI PER PERDERE PESO


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SUGGERIMENTI PER DIMAGRIRE

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Coloro che non riescono a contenersi dal mangiare, gli incostanti nella loro dieta, gli appassionati di alta cucina, o quelli con l’ossessione di perdere peso: tutti potranno trovare qui una soluzione al proprio caso. 

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Tutti sanno cosa fare per perdere peso: mangiare meno grassi, meno zucchero … meno di tutto. Ma le difficoltà cominciano quando si tratta di applicare questi principi, a resistere alla fame e di non stancarsi dopo pochi giorni di sacrificio.

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Per riuscire in questo proposito, ognuno ha i suoi trucchi personali, che nascono dalla propria esperienza. Qui ho messo insieme alcuni consigli semplici e pratici che hanno aiutato tanti ex-obesi a perdere peso. Se qualcuno non fa al caso vostro, bisogna tener conto che non tutti gli organismi  sono uguali.

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Imparare nuove abitudini.  

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1. Obligatevi di mangiare seduti. Quando si mangia in piedi o camminando, si ingerisce una maggior quantità di cibo senza accorgersi.

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2. Non mangiate velocemente, masticate bene, se lo fate, vi sentirete pieni prima e con meno cibo ingerito. 

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3. Ove possibile, andate al supermercato sempre dopo aver mangiato, così avrete meno tentazioni di comprare le cose che vi fanno ingrassare: cioè il gelato, la pizza, l’hamburger, le patatine fritte, merendine, etc.

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4. Prima di andare per compere, fate una lista dettagliata delle cose che veramente vi servono, ed attenetevi fermamente ad essa.

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5. Per saziare la fame del mattino non ripiegate su merendine, latte e biscotti o panini imbottiti, uscite di casa dopo aver mangiato della frutta succosa, quanta ne volete, e portatevi sempre dietro una mela o una banana, per la fame della mezza mattina.

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6. Mentre mangiate non fate nessun’altra attività, come guardare la TV o leggere il giornale. Mangereste meccanicamente ed ingerireste tanto cibo in più senza neanche accorgervi. In questo modo vi è anche possibile concentrarvi sui sapori e godere di ogni boccone. 

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7. Quando  mangiate, appoggiate le posate ad ogni boccone. Spezzando il ritmo della vostra normale routine sarete costretti a mangiare di meno, e vi sentirete sazi prima.

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8. Preparate soltanto la quantità di cibo necessaria per ogni pasto, e mettete a tavola solo l’esatta porzione che volete consumare.

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9. Iniziate sempre il pranzo e la cena con una abbondante insalatona mista. Vi darà già una sensazione di pienezza.

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10. Godetevi con calma ogni boccone come se fosse il miglior manicaretto. Mangiate lentamente e gustatelo in piccole quantità. Un’altra risorsa psicologica: immaginate che ogni boccone sia l’ultimo.

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11. Dopo ogni pasto rimanete seduti almeno quindici minuti per creare la sensazione di essere sazi.

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12. Non mangiate mai nulla a partire da due ore prima di andare a letto, il sonno bloccherebbe la digestione, ed il cibo andrebbe in decomposizione.

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13. Non pesatevi dopo una giornata in cui avete mangiato molto, per non scoraggiarvi. Il giorno dopo potete ricuperare  compensando con un semi-digiuno.

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Trucchi per ingannare l’appetito

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14. Mezzora prima di ogni pasto principale bevete un bicchiere d’acqua fresca ma non ghiacciata. Questo vi darà una sensazione di pienezza.

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15. Se di sera, dopo la cena, guardando la televisione sentite lo stimolo di mangiare qualcosa, optate per una mela o una pera, e mangiatela molto lentamente. Questa fornisce un migliore senso di sazietà, non ostacola la digestione, e contiene pochissime calorie.

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16. Prima di partecipare ad un party, un matrimonio, una cena o un’altra riunione, è meglio mangiare prima un pò di frutta o un’insalatona. Questo diminuisce l’appetito ed aiuta a mangiare di meno.

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17. Le arance non sempre dovrebbe essere spremute in succhi. A volte è meglio mangiarle  a pezzi. E’ più facile bere quattro arance, mentre è più difficile mangiarne due. 

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18. Iniziare i pasti principali sempre con una grossa insalatona mista. In questa maniera si comincia a provare un buona sensazione di sazietà.

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19. Nel frigorifero tenete sempre una abbondante varietà di frutta o verdura cruda, di varie specie e di vari colori, questa visione vi condizionerà incosciamente a preferire frutta e verdure con grande risparmio di calorie ingerite.

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20. Non presentate i piatti in contenitori comuni, preparateli in porzioni individuali già ben definite, e mettete da parte gli avanzi. Abituatevi a consumare solo la vostra razione senza curarvi degli eventuali avanzi.

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21. Per gli spuntini, è meglio sostituire ogni forma di grasso classico con ravanelli, bastoncini di sedano, carote e cavolfiore crudo.

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22. Per un pranzo in fretta, preparate delle fette di pane integrale e fatevi dei sandwich vegani con melenzane sott’olio già preparate in casa, dei pomodori secchi conservati in olio d’olivo extravergine sempre preparati in casa, qualche oliva denocciolata e qualche foglia d’insalata. Dovete mangiare sempre alimenti che contengono poche calorie.

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23. Per una merendina rilassante va molto saziante mangiate del pop corn preparato all’istante. 

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 24. Se non vi è possibile rifiutare una bevanda dolce, è meglio allungarla  con acqua o qualche cubetto di ghiaccio.

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25. Alcune persone che si sottomettono ad un regime di perdita di peso  si lamentano perchè non hanno ancora imparato a escludere lo zucchero dal loro cibo. L’ideale è di sostituire lo zucchero con frutta dolce come datteri, banane, fichi secchi, uva sultanina, etc. con i quali, opportunamente schiacciati si possono preparare dei dolci ancora più dolci dello zucchero raffinato.  Per quanto riguarda il potere dolcificante più elevato della frutta, è possibile utilizzarne un terzo in meno del normale zucchero raffinato per preparare dolci o sorbetti.

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26. Non mettere la bottiglia del vino a tavola. Se non riesci a farne a meno preparati il tuo bicchiere e fai sparire la bottiglia. Per il futuro cerca di ridurre gradualmente la razione gionaliera, fino ad eliminarla.

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27. Un pò di movimento, fate degli esercizi fisici anche semplici, fate circolare il sangue.

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28. Evitate qualsiasi tipo di cibo fritto come la peste.

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29. Ridurre alle minimissime proporzioni il consumo di sale da tavola, se non potete eliminarlo completamente, usate almeno il sale iodato, ma sempre in misura ridottissima. Il sale provoca ritenzione idrica, e la ritenzione idrica provoca gonfiore.

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30. Ultimissimo consiglio: usate piatti piccoli, e cercate di non bere acqua  durante i pasti. Oltre a rendere più difficile la digestione, perchè i liquidi diluiscono i succhi gastrici, siete portati a sbarazzarvi più facilmente del boccone, senza masticarlo bene, e quindi siete portati automaticamente a riempirvi di nuovo la bocca, mangiando inconsciamente più cibo del normale.

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Sebastiano.

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COME SI MANGIA LA FRUTTA CORRETTAMENTE


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IL CORRETTO CONSUMO DELLA FRUTTA

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La frutta è un nutriente essenziale per la salute umana.

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Con le sue deliziose combinazioni di colore, sapore e aroma, la frutta è un invito al piacere di mangiare. La frutta è senza dubbio l’alimento più vantaggioso che l’uomo possa consumare, quello che fornisce più energia ed è anche il più vivificante.

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Un nuovo modo di nutrirsi

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Quello che  imparerai ora è un nuovo modo di pensare al tuo corpo ed alla maniera di nutrirlo. Le  meravigliose proprietà nutritive  e curative della frutta hanno una sola condizione:  mangiarla correttamente.

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Il nostro sistema digerente è perfettamente adatto per il consumo della frutta, quindi è molto più importante pensare alla quantità ed alla qualità della frutta che mangiamo e non alle proteine animali. 

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Carenza di proteine o eccesso di proteine animali?

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Mangiando frutta è praticamente impossibile avere carenza di proteine. Invece è una regola vedere tante persone ammalate e avvelenate da eccesso di proteine, e la maggior parte di loro non mangiano abbastanza frutta. L’eccessiva assunzione di proteine animali è inoltre causa diverse forme di malattie come cancro, leucemia , malattie cardiocircolatorie, diabete, ecc.

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Di tutti gli alimenti, la frutta è quello con maggior contenuto di acqua, e in essa sono contenute tutte le vitamine, i minerali, i carboidrati, gli aminoacidi e gli acidi grassi dei quali il corpo ha bisogno.  

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La forza vitale insita nella frutta non teme paragoni con qualsiasi altro alimento. Quando la si consuma correttamente, niente porta gli stessi benefici come la frutta, che per sua natura dà la possibilità al corpo di liberarsi delle scorie tossiche accumulate per anni e anni. Questa pulizia favorisce la salute sotto tutti gli aspetti, permettendo al corpo di funzionare con la massima efficienza. 

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La frutta richiede molta meno energia  per essere digerita rispetto a qualsiasi altro alimento

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Considerate ora questo per una  vostra migliore comprensione: Tutto ciò che si mangia deve poi essere  scomposto in glucosio, fruttosio, glicerina, aminoacidi e acidi grassi. Il nostro cervello non può funzionare con nessun combustibile diverso dal glucosio (l’ultima trasformazione dello zucchero). La frutta dà il fruttosio, (che si converte rapidamente e facilmente in glucosio), e la sua digestione, l’assorbimento e l’assimilazione richiede solo una minima frazione dell’energia necessaria per scomporre altri tipi di alimenti, i quali possono fermarsi nello stomaco per essere digeriti per un tempo che va da un minimo di un’ora e mezza fino  a quattro ore e più, nel migliore dei casi. 

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Gli alimenti  concentrati, elaborati e cucinati provocano tossicità

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Quanto meno gli alimenti sono  concentrati, elaborati e cucinati e quanto meglio sono combinati, tanto meno tempo permarranno  stagnanti nello stomaco. Quanto più sono concentrati e peggio combinati, tanto più tempo rimarranno intasati  nello stomaco. Lo stomaco è il luogo  dove inizia il dispendio energetico per la digestione. La frutta non viene digerita nello stomaco, nemmeno in minima parte.  Tutta la frutta (ad eccezione di banane, datteri, frutta secca, che rimangono un pò di più nello stomaco),  attraversa lo stomaco in poco tempo, venti o trenta minuti al massimo, come se passasse attraverso un tunnel, essa poi si discompone e rilascia le sue vivificanti sostanze nutritive nell’intestino.

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La frutta disintossica e  regola il peso del corpo

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L’energia risparmiata, non essendo la frutta  digerita nello stomaco è considerevole, ed è automaticamente viene reindirizzata per purificare il corpo dalle molte sostanze tossiche, il che produce grandi benefici, riducendo al tempo stesso il peso delle persone obese. Ma questo è valido soltanto quando la frutta si assume correttamente, e consumo corretto significa che non la devi mangiare come accompagnamento a qualcos’altro, o subito dopo.

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 E’ essenziale quando si mangia frutta, mangiarla a stomaco vuoto

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In questo modo l’organismo beneficia di tutte le sostanze nutritive in essa contenute, della sua capacità energetica e del suo grande potere antitossico. La frutta è il cibo migliore che possiamo mangiare, ma se la si mangia dopo gli altri pasti, diventa solo fonte di altri problemi. Supponiamo che si mangia un panino imbottito e poi una porzione di frutta, questo procedimento  impedirà il libero passaggio della frutta verso l’intestino che risulterà ostruito dal panino, di conseguenza la frutta  entra in contatto con i succhi gastrici dello stomaco e va in fermentazione,  contrariamente a quanto avviene con le proteine animali ​​che vi marciscono, quindi automaticamente ci si sentirà gonfi e male.

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Il nostro organismo ha una grande capacità di adattamento

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Tuttavia, se in passato avete persistentemente  consumato frutta in questo modo senza provare sensazioni di malessere, ciò non significa che  non avete violato la legge della sana alimentazione, ma questo non fa altro che dimostrare la grande capacità che ha il nostro organismo di adattamento prima di cedere alla malattia. Però presto o tardi il nostro corpo presenterà il conto delle nostre malefatte. Inoltre molte persone mangiano male la  frutta e poi danno la colpa alla frutta per i loro disagi, magari dicendo: “Io non digerisco quel tipo di frutta”,  e non faccio fatica a crederlo.

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Quindi rimanga chiara una cosa: la frutta è il miglior cibo che possiamo mangiare, a patto che lo mangiamo correttamente. 

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Di tutti i frutti, compreso quelli acidi, come arance, ananas e pompelmo, la classificazione di queste frutta come acida è una scelta puramente botanica. Una volta all’interno del corpo, qualsiasi tipo di frutta è resa alcalina, se consumata correttamente. Di fatto, sia la frutta che la verdura hanno la proprietà peculiare di neutralizzare gli acidi che si formano nel nostro organismo.

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Fattori di intossicazione ed acidificazione

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Le combinazioni errate degli alimenti, una insufficiente consumo di frutta e verdura, troppe proteine animali, i derivati di molti alimenti lattei già altamente concentrati, gli additivi, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua,  lo stress  … tutte queste cose, e molte altre, fanno sì che il nostro corpo si intossichi e si acidifichi. Ed un eccesso di acidi tossici si riconosce facilmente perché provoca gonfiori anormali, eccesso di peso, cellulite, capelli grigi, calvizie,  nervosismo, occhiaie, rughe facciali premature. Poi la gastrite e le ulcere sono il logico risultato  dell’acido corrosivo nell’organismo.

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La frutta, se consumata correttamente, ha la meravigliosa proprietà ringiovanente e di contrastare la formazione degli acidi

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La frutta non lascia residui tossici nel corpo e la sua digestione non richiede un alto dispendio energetico. La prima priorità di qualsiasi alimento, anche il più importante, è il suo valore energetico. Senza energie, il corpo non può sussistere. Il valore energetico deve essere sempre il fattore decisivo nel determinare l’utilità di qualsiasi alimento.

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La percentuale ideale di ciascuno dei componenti principali del cibo dovrebbe essere la seguente: 

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Glucosio ……………………. 90%.

Aminoacidi …………………  5%. 

MINERALI ………………… 3 al 4%. 

ACIDI GRASSI …………… 1%. 

VITAMINE ……………….. meno dell’1%.

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Sul nostro pianeta c’è solo un alimento che soddisfa questi requisiti perfettamente: la frutta

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Altri requisiti: La frutta deve essere fresca. Condizione alla quale non cesserò mai di insistere troppo. Non si ottiene alcun beneficio dal consumo di frutta che è stata elaborata o alterata in qualsiasi modo dal calore. Il suo cattivo consumo può essere, tuttavia, a discapito del corpo, che è  in grado di utilizzare la frutta soltanto nel suo stato naturale. Tanto le mele al forno come le conserve di frutta, le salse di frutta  cotta o le torte di frutta sono nocivi per il corpo in quanto non gli forniscono le sostanze che lo disintossichino o che lo nutrano, ma in cambio  producono tossine e acidità, oltre a possibili lesioni alle mucose che ricoprono gli organi interni. Questo costringe il corpo ad usare la sua energia preziosa per neutralizzare ed espellere la sua acidità. 

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La verità è che la frutta è per sua natura un alimento delicato, e la sua cottura ne distrugge il suo valore potenziale. 

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Tutta la frutta dovrebbe essere consumata fresca e cruda. Lo stesso vale per i succhi di frutta: devono essere freschi. Se sono stati pastorizzati, come avviene con molti succhi di frutta industriali, sono già acido puro, ancor prima di essere bevuti. E bere un liquido che è acido puro ancor prima di berlo non aiuta certo la salute, anzi tutto il contrario. 

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Un frutto intero è sempre meglio di uno che sia stato spremuto, però alla gente piace sempre bere qualcosa. Comunque, invece di bere sostanze tossiche che creano dipendenza come il caffè, the, vino, alcol, bibite gassate e latte, sarebbe più saggio prendere succhi di frutta o di verdura. Ma attenzione a non ingoiarseli in un sorso. Siccome nel succo la frutta è stata frammentata, si dovrebbe berlo a piccoli sorsi e  mescolarseli in bocca con la saliva prima di deglutire.

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Mentre lo stomaco è vuoto, si può mangiare tutta la frutta che si vuole 

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Un’altra considerazione riguarda il tempo che deve intercorrere dagli altri prodotti alimentari  consumati prima di mangiare la frutta. Mentre lo stomaco è vuoto, si può mangiare tutta la frutta che si vuole e per il periodo di tempo che vuoi, fino a quando ti manca venti a trenta minuti prima di mangiare qualsiasi altra cosa. Ciò lascia il margine di tempo necessario affinchè la frutta o il succo di frutta  abbandoni lo stomaco. Il succo (e alcuni tipi di frutta) hanno bisogno di meno tempo, ma per maggiore sicurezza è meglio concedere dai venti ai trenta minuti prima di mangiare altro. 

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Banane, datteri e frutta secca hanno bisogno dai quarantacinque minuti ad un’ora. Dopo aver mangiato qualsiasi cosa che non sia  frutta,  si deve aspettare almeno tre ore prima di mangiare altro. Se hai mangiato  carne, almeno quattro ore. Questo si riferisce a prodotti alimentari consumati in conformità con i principi della giusta combinazione dei cibi. Se invece mangiate un pasto mal combinato, il cibo rimarrà, probabilmente, fino ad otto ore nello stomaco ed anche più. Come risultato, durante tutto quel tempo non si dovrebbe consumare nessun tipo di frutta o succo di frutta.

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Tempo di attesa di alcuni alimenti

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Insalate e verdure crude 2 ore. 

Pasto ben combinato senza carne 3 ore. 

Pasti ben combinati a base di carne  4 ore. 

Qualsiasi pasto mal combinato, fino a 8 ore e più.

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Ricordiamo che l’energia è l’essenza della vita

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Quando ci svegliamo la mattina, siamo riposati e disponiamo del massimo livello di energia per affrontare il nuovo giorno, a meno che il corpo non  abbia passato tutta la notte a combattere con un sandwich di mezzanotte o con un pasto mal combinato. Inoltre, se si mangia una prima colazione  “sostanziosa”, si spenderà una quantità enorme di energia per digerirla, e questo corrisponde a dare uno schiaffo in faccia ai principi della buona combinazione dei cibi. Questo tipo di colazione non può fornire nessuna energia, perché ne spreca di più di quella che ottiene. In che altra maniera si potrebbero digerire cibi tanto pesanti, se non  sprecando più energia di quella che danno?

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Da un punto di vista strettamente energetico non ha senso fare una colazione “sostanziosa”

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La maggior parte degli alimenti, pur opportunamente combinati, si fermano non meno di tre ore nello stomaco, e fino a quando non sono stati assorbiti a livello intestinale, non possono nemmeno cominciare a generare energia. Da un punto di vista strettamente energetico, che senso ha fare colazione quando ti svegli la mattina? Se si salta la colazione, non solo non si sente la mancanza di cibo (dal momento che il corpo sta ancora usando quello consumato il giorno prima), ma sarà molto più vigile e attivo. 

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Se si desidera mangiare qualcosa è molto meglio  un succo di frutta o un pò di frutta

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La colazione è  per così dire l’interruzione del digiuno, praticamente iniziato dall’ultimo pasto del giorno prima. Il mio personale consiglio è di mangiare  al mattino frutta a piacimento, fino ad un’ora prima del pranzo. Attenzione a non combinare frutti diversi tra loro, tranne per le pere e le mele. La digestione della frutta richiede poco spreco di energia, poiché non viene eseguita nello stomaco. Se ben masticata, la frutta non hanno bisogno di ulteriore digestione. E’ nell’intestino dove vengono assorbite tutte le sostanze nutritive. Siccome la frutta si  dirige verso l’intestino in pochi minuti anziché ore, le sostanze nutrienti in essa contenute vengono immediatamente assorbite e rese utilizzabili per il corpo. 

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Quando si mangia della frutta al mattino ci regaliamo un giorno più produttivo ed energico, perché invece di dilapidare le nostre energie nella digestione di una “sostanziosa” colazione, noi le abbiamo conservate per la nostra freschezza e vitalità.

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Quando si impara a sentire i benefici che questo modo di mangiare hanno sulla nostra salute, non si riuscirà a capire perchè prima iniziavamo la giornata con un’abbondante colazione. Una colazione abbondante può diventare una giornata pesante. 

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 Si può invece mangiare frutta fino a quanta se ne vuole al mattino, fino a circa trenta minuti prima del pranzo. Ma dopo aver consumato un altro tipo di cibo, devono passare tre ore  almeno  prima di mangiare qualcosa di nuovo. 

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Vi esorto dunque, ascoltate il vostro corpo.

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Quando lo stomaco è vuoto, si può mangiare  frutta. Segui questo modo di mangiare per dieci giorni e vedrai la differenza in quanto a benefici e vitalità. Poi  se si vuole di nuovo continuare con la  vecchia abitudine cattiva ci si sentirà come uno che ha ingoiato un’incudine. Io penso semplicemente e per esperienza che non si può più tornare indietro. Sì, forse lo farai in qualche occasione, ma questo non importa. Perché, trasgredire occasionalmente è  una cosa anche accettabile, ma farlo  tutti i  giorni significa voler far del male a se stessi, e questo non voglio crederlo.

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La composizione della frutta:

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Essa varia notevolmente da una classe all’altra.  In generale possiamo dire che il suo valore risiede essenzialmente nel sue vitamine, nei minerali e nella reazione alcalina, che  lasciano nell’organismo i sali degli acidi organici che contengono.

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Quanto più il frutto è maturo, tanta minore è la quantità di amido e tanta maggiore è la quantità di zucchero. Questo spiega perché una mela ancora verde è indigesta mentre una matura è un delizioso cibo facile da digerire. 

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Minerali: La maggior parte dei frutti sono ricchi di ferro, calcio, potassio e magnesio. Essi contengono poco sodio. Il ferro è più abbondante nelle albicocche, pesche, prugne, uva passa e datteri. 

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La  Vitamina C è abbondante in molti frutti. 

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Acidi organici: Il sapore e l’aroma del frutto è dovuta ad alcuni oli essenziali e agli acidi organici. Questi acidi organici si trovano combinati con  potassio e altri elementi basici. In buona sostanza l’acido viene tipicamente trasformato in anidride carbonica e acqua, e rilascia un prezioso residuo alcalino. 

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Per coloro che hanno bisogno di perdere peso dico:

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Quando il frutto è consumato fresco con lo stomaco vuoto, ha solo effetti positivi sulla salute, accelerando nel contempo la perdita di peso. Quando dico  che si può mangiare tutta la frutta che si vuole, alcune persone esprimono preoccupazione perchè pensano di assumere troppe calorie. Spiego che le calorie sono i nostri nemici se vengono assunte come parte di un eccesso di alimenti elaboratiti e di pessima combinazione. Le calorie di alta qualità, che si trovano in alimenti con alto contenuto di acqua come la frutta, non si aggiungono al tuo problema di peso, ma al contrario, forniranno l’energia necessaria per smaltire il peso in eccesso.

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Con queste informazioni ora conoscete i passi che porteranno alla salute e il benessere che cercate.

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Sebastiano.

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CHE COSA E’ LA PRESSIONE ALTA O IPERTENSIONE?


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Perché si ha la pressione alta? la risposta vi sorprenderà!

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Che cosa è la pressione arteriosa?

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La pressione arteriosa è la pressione del sangue che il cuore esercita sulla parete dell’arteria durante le fasi di attiva circolazione. Una pressione sanguigna alta significa che il cuore deve faticare di più per spingere il sangue in circolo. Questo, a lungo andare, porta a danneggiamento dei vasi arteriosi, a cominciare dalle arteriole più piccole, come quelle renali ed oculari, con ovvi problemi di insufficienza renale e di glaucoma.

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SINTOMI DI IPERTENSIONE E RIMEDI

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Essere in stato ipertensivo significa provare fastidiose palpitazioni, vertigini, nervosismo, stanchezza, cefalea, ronzii, epistassi (sangue dal naso), ansia. La primissima cosa da fare è quella di astenersi dal sale, dal caffè, dai farmaci, dagli integratori, dal fumo, dall’alcol. Altro consiglio è quello di ridurre il peso corporeo e di adottare attività aerobiche e motorie moderate ma regolari (passeggiate, nuoto, bicicletta).

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Da cosa dipende la pressione alta?

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In sintesi, la pressione alta è la conseguenza di cattive abitudini quotidiane contro il proprio corpo!

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Quali sono queste abitudini?

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Ciò che si mangia, cosa si beve, ciò che si fa (guardare la TV per ore e ore). Cosa non si fa (come esercizio fisico) e il  modo di guardare alla vita (pessimismo, depressione, stress).

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Cominciamo con la dieta:

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Una dieta contro la salute del corpo (e quindi anche della mente) è quella ricca di zuccheri e proteine ​​animali. Purtroppo questa è la dieta  più seguita dalla maggioranza delle persone.

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Domanda: cosa non mangiare per abbassare la pressione sanguigna?

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La mia risposta sarebbe quella di mangiare ciò che i supermercati hanno di meno.  E che hanno in minor numero i supermercati? Frutta, verdure e ortaggi!

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I supermercati sono pieni zeppi di cibi spazzatura

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Devi solo andare in un supermercato per scoprire come sono pieni di cose che contribuiscono a causare alta pressione sanguigna,  diabete, obesità e  cancro. I supermercati sono pieni zeppi di cibi spazzatura: carne, pesce, salumi, fritture varie, farina bianca raffinata,  caffè, zucchero raffinato, sale, vino, alcolici, bevande gassate, integratori, cioccolato,  latte, formaggi, uova, etc.! Questi sono gli ingredienti  da rimuovere dalle nostre diete per permettere al corpo di ricuperare il suo stato naturale di benessere e salute.

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Ma parliamo di pressione sanguigna

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Non è un segreto che la pressione alta può causare problemi molto gravi per il corpo. Migliaia di persone soffrono di pressione alta del sangue tutti i giorni e sono a rischio di sviluppare malattie cardiache e ictus.

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I decessi dovuti a malattie cardiache e ictus cerebrale sono del tutto evitabili

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Fortunatamente la soluzione a questo problema tanto comune sembra essere al di fuori della Medicina Convenzionale o Ortodossa! Ed è per questo motivo che la gente non è neppure informata della soluzione reale del problema dell’alta pressione.

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Il business della salute

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Ricordate, l’industria farmaceutica non ha nessun interesse che la gente conosca quale sia la causa dell’alta pressione sanguigna, perchè crollerebbe un fiorentissimo business finanziario.

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E ‘molto difficile per la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di pressione alta di accettare l’idea che i loro cibi  e bevande preferite (caffè e bibite) possano essere la causa principale dell’alta pressione sanguigna, perché pensano che in tal caso il medico gliele avrebbe proibiti.

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Anche i medici sono condizionati

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Purtroppo, penso che sia ancora più difficile accettare l’idea che i medici stessi sono esseri umani come noi e che sono stati assoggettati al condizionamento dei protocolli medici da parte della casta dei medici, pilotata dagli interessi delle  grandi case farmaceutiche, e qui sta il nocciolo di tutto il problema. Il lavoro essenziale del medico si riduce a prescrivere i farmaci prescritti dai loro protocolli, il suo lavoro non è quello di guarire ma di scrivere ricette.

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Cibi spazzatura e pressione alta

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La soluzione a tutti i problemi legati alla pressione alta è riconducibile a un cambiamento di idea di come il corpo umano funziona davvero. L’idea che il corpo possa continuare impunemente ad essere saturato con tutta quella spazzatura che noi chiamiamo “cibo” è assurda. E’  impossibile mantenere un corpo sano con il tipo di cibo che mangiamo regolarmente da sempre. Se si desidera tornare ad una pressione arteriosa normale, allora è il momento di pulire il corpo da tutti i rifiuti tossici accumulati per anni e anni!

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Come fare?

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L’ipertensione è generata da una sangue troppo denso e viscoso che preme contro le pareti delle arterie e fa fatica a circolare liberamente. Alimentazione inadatta, scarso esercizio, obesità e stress sono le cause di un sangue troppo denso.

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Il miglior mezzo per fluidificare il sangue, e per rendere così più facile al cuore di pompare il sangue per tutto il corpo, consiste nel limitare ai minimi termini cereali raffinati e rimuovere da subito i grassi saturi, le proteine animali ed il sale dalla nostra dieta, insieme allo zucchero raffinato, caffè, alcool, vino e sigarette!

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Una delle peggiori combinazioni alimentari sono i cereali raffinati (riso, mais, frumento, etc) con i grassi saturi (grassi animali) e gli oli di semi, come soia, arachidi, mais e molti altri similari che dominano il mercato.

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Se questa è stata la vostra dieta preferita per molti anni,  ho una brutta notizia per voi, perché questa  combinazione nutrizionale conduce direttamente all’ipertensione, al cancro e al diabete,  e  può devastare la vostra salute.

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Ipertensione e diabete

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C’è uno stretto rapporto tra diabete e pressione alta. Siamo noi stessi che ci creiamo l’ipertensione ed il diabete consumando cereali raffinati in accoppiata con grassi saturi e proteine animali. E per completare l’opera distruttrice facciamo scarso o niente esercizio fisico,  una formula perfetta per avere la pressione alta.

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Pertanto, è probabile che se si ha l’ipertensione, si hanno anche i livelli di zucchero nel sangue alti (Glicemia alta), perché questi due problemi vanno spesso di pari passo.

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Quando mangi dello zucchero (sia sottoforma di dolci o lo zucchero contenuto nei cereali), automaticamente la pressione del sangue aumenta. Lo zucchero aumenta il livello di insulina e  questa a sua volta fa innalzare la pressione. Per molte persone questo diventa un gioco tipo yo-yo, con la pressione che sale e scende  in maniera incontrollata.

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Ritenzione di liquidi

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Quando l’insulina influenza la pressione arteriosa, questo fa sì che il  corpo  trattenga il sodio. E la ritenzione di sodio provoca la ritenzione di liquidi. La ritenzione di liquidi, a sua volta, fa sì che la pressione si elevi, e in ultima analisi può portare ad insufficienza cardiaca.

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Se l’ipertensione è il risultato diretto di un livello di zuccheri nel sangue fuori controllo,  la normalizzazione dei  livelli di zucchero nel sangue porterà anche la pressione sanguigna nella gamma della normalità.

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Il fruttosio può fare innalzare la pressione sanguigna alle stelle

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La prima cosa da fare è limitare al massimo  tutti i cereali raffinati, e  rimuovere dalla nostra dieta gli zuccheri,  e soprattutto gli alimenti  industriali contenenti fruttosio! Continuare a mangiare zuccheri raffinati e cereali raffinati, compreso  pane bianco,  pasta, e  riso, farà sì che i livelli di insulina, e la pressione sanguigna, rimangano elevati.

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Il fruttosio dei cereali viene scomposto in una varietà di prodotti di scarto nel corpo, uno dei quali è l’acido urico. L’acido urico aumenta la pressione sanguigna per l’inibizione dell’ossido nitrico nei vasi sanguigni. L’ossido nitrico aiuta a mantenere l’elasticità dei vasi sanguigni, ma la rimozione dell’ ossido nitrico porta automaticamente ad un aumento della pressione sanguigna.

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Concludendo: I cibi causanti ipertensione

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Ricordarsi che nell’ipertensione sono rigorosamente vietati uova, pesce, carne, caffè, the, alcol, tabacco, sale, zucchero, spezie, integratori, vitamine sintetiche, tutte sostanze che tendono a ad addensare il sangue, e tendono pure ad innalzare il colesterolo nel sangue.

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Vanno pure limitati al massimo i farinacei, la pasta, la pizza, il pane, preferendo quelli integrali, invece eliminati del tutto i dolciumi.

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Sebastiano.

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EMBOLIA POLMONARE E MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE


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EMBOLIA POLMONARE E DIVIETO DI VERDURA A FOGLIA

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LETTERA A VALDO VACCARO

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SENTO LA DIFFERENZA E I PROGRESSI

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Salve Valdo! Volevo augurare buone feste a lei e alla sua famiglia e ringraziarla per i consigli sempre preziosi. Li seguo da circa 1 anno tra alti e bassi, ma sento la differenza. Dico tra alti e bassi perché la vita è molto caotica per chi ha figli e lavora, ma già ho fatto progressi e cercherò sempre di migliorare.

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EMBOLIA PROVOCATA DA UN COAGULO DI SANGUE

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Ora le volevo chiedere di scrivere qualcosa per una persona a me cara che è stata recentemente colpita da embolia polmonare. In ospedale le hanno detto che l’embolia è stata provocata da un problema di coagulazione del sangue di tipo genetico.

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NESSUN REGIME MA UN DIVIETO PER LE VERDURE A FOGLIA

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La cosa che più mi ha stupito è che non le è stato prescritto nessun regime alimentare particolare, se non evitare verdure “a foglia” perché conterrebbero una sostanza che modifica la fluidità del sangue. La ringrazio se vorrà rispondermi e le mando tanti cari saluti. Chiara.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

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DEFINIZIONE DI EMBOLIA

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Chiamasi embolia l’occlusione di un vaso sanguigno per opera di corpi estranei tipo un coagulo sanguigno, un frammento di tessuto osseo, un corpuscolo adiposo, una bolla gassosa, un tessuto neoplastico. Le conseguenze possono essere più o meno gravi a seconda di dove l’embolo è localizzato.

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INFIAMMAZIONI (FLEBITI) e DILATAZIONI (VARICI) A CARICO DELLE VENE

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Le vene e le arterie sono vasi, ossia formazioni tubulari, deputate al trasporto del sangue circolante nel corpo. Nelle vene passa il sangue venoso, cioè quello carico di residui del consumo organico. Le vene sono più inclini ad ammalarsi rispetto alle arterie, che hanno il vantaggio di essere a contatto con un sangue più puro.
Le malattie delle vene sono le infiammazioni venali (flebiti) e le dilatazioni delle vene (varici), Altre malattie sono le formazioni di trombi (trombosi), di emboli (embolie) e di infarti.

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PELLE CHE NON TRASPIRA E CORPO CHE NON SI MUOVE

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Tutte queste malattie sono dovute all’impurità del sangue per cronici disturbi digestivi e per le complicazioni causate dai farmaci, oltre che per una deficiente eliminazione da parte della pelle, mantenuta inattiva dalla vita sedentaria e dalla scarsa esposizione all’aria e al sole.

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OBIETTIVO NUMERO UNO E’ LA DEPURAZIONE DEL SANGUE

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Per prevenire le embolie si possono somministrare sostanze aventi la funzione di depurare il sangue, e dunque di evitare la formazione degli emboli. Esse sono la cipolla, la cicoria, la piantaggine, la borragine e la bardana, ottime verdure sia per normale alimentazione che per la preparazione di decotti.

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Chiaro poi che il regno vegetale offre una caterva di piante utili e operanti nella stessa direzione.
Carciofi, cardi, finocchi, cavoli, crescione, aloe, porri, sono tutti carichi di sostanze amiche.

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IL RICORSO A BAGNI DECONGESTIONANTI

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L’obiettivo in ogni caso rimane quello di purificare il sangue, provocando l’eliminazione delle sostanze estranee. Idroterapia e fangoterapia possono dare una mano nel senso che migliorano la circolazione. Due o tre bagni giornalieri di 10 minuti cadauno alla zona basso-ventrale, dove il sangue tende costantemente a confluire, a concentrarsi e a surriscaldarsi, servono a decongestionare l’area e a farlo circolare nelle zone periferiche.

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IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA CLOROFILLA

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L’obiettivo maggiore è quello di formare sangue puro mediante ottime digestioni in serie.
Cos’è che garantisce ottime digestioni se non la dieta a base di frutta e di verdure crude?
L’ossigenazione del sangue del sangue si otterrà respirando aria pura profondamente, sia di giorno che di notte (tenere sempre la finestra leggermente socchiusa). Ovvio che ci vorranno anche le carote, le rape, le bietole, le patate e si semini. Ovvio che ci vorranno anche le mandorle, le noci e i pinoli. Ma a giocare un ruolo fondamentale rimane una sostanza verde chiamata clorofilla.

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AGLI ANTIPODI DELLA VERITA’ E DELLA SALUTE

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La sola cosa che ha saputo dire il medico è stata quella di evitare assolutamente le verdure a foglia verde. Ha pronunciato laconicamente una sola cosa e si è trattato di una cosa sbagliata! Nessuno si sorprenda o si sbalordisca di questo. Quel medico ha risposto con coerenza e secondo i suoi schemi mentali e professionali. Quegli schemi che collocano oggi la medicina agli antipodi della verità e della salute.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su   

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http://valdovaccaro.blogspot.it

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IL FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO


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QUANTO E’ IL REALE FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO?

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PROTEINE ANIMALI?

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Entriamo in un campo in cui si scontrano due diversi modi di alimentazione e nutrizione. L’Igiene Naturale, o Igienismo, porta avanti una metodologia nutrizionale prettamente salutistisca basata sui nutrienti vivi che esistono in natura, tipo frutta, verdura, legumi, cereali, frutta a guscio, etc., rivolta alla salvaguardia della salute dell’uomo.  Poi tutte le diverse sigle mondiali ed europee (FDA, OMS, FAO, etc.) preposte al controllo ed alla salvaguardia della salute dei popoli, che portano avanti metodologie totalmente opposte basate su alimentazione innaturale  basata su proteine animali, come carni, pesce, latte, uova, formaggi, etc., e su integratori a base di proteine e vitamine.  

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IL FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO secondo l’ANHS (American Natural Hygiene Society)

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La quota ideale di apporto proteico rimane quella in auge nella ANHS (American Natural Hygiene Society)  fissata da oltre 100 anni. Sarebbe a dire che  il fabbisogno proteico che l’Igiene Naturale dichiara da sempre, è tra gli 11 e i 25 grammi al giorno (11 per l’infante in crescita, 25 per l’adulto in mantenimento). Su questo argomento i medici dell’ANHS hanno sempre avuto le idee chiare.   L’Igiene Naturale è un movimento salutistico sorto negli Stati Uniti, che persegue la salute dell’uomo in maniera naturale senza uso di farmaci, bisturi, integratori o altri tipi di terapie. L’Igiene Naturale, detta in poche parole, si propone di mettere il nostro corpo nelle migliori condizioni per autoguarirsi.

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La FDA,Food and Drug Administration

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La FDA,Food and Drug Administration (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, abbreviato inFDA), è l’ente governativo Statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Esso dipende dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti. L’FDA ha come scopo la protezione della salute dei cittadini attraverso regolamenti che controllino la messa sul mercato dei prodotti che sono sotto la sua giurisdizione, tra cui i farmaci, gli alimenti, gli integratori alimentari e gli additivi alimentari, i mangimi e farmaci veterinari, le attrezzature mediche, il sangue e gli emoderivati per trasfusioni e i cosmetici.

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Tra gli strumenti di controllo sono previsti sia valutazioni prima della messa sul mercato che il monitoraggio post-commercializzazione. È presieduta da un Commissario che viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti d’America e confermato dal Senato. L’attuale Commissario è Margaret A. Hamburg. Tutto sa di legale e di scientifico, vero?

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Il curriculum proteico della FDA

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“Negli anni ’70, la filomacellaia e filocasara FDA predicava 300 grammi al giorno di proteine nobili (bistecche a colazione, pranzo, merenda e cena), scandalizzando persino i medici più retrogradi e corrotti.

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Negli anni ’80, la FDA fu spinta a più miti consigli e predicò 250 grammi al giorno.

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Negli anni ’90, sempre sotto pressione, calò a 200.

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Nel 2000, spaventata dall’esperimento di Cambridge, ritoccò a 150.

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Nel 2005, fu sollecitata al livello 100.

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Oggi, tra improperi, moccoli, minacce e recriminazioni, mastica amaro sul livello 75, che è ancora decisamente troppo alto, visto che l’acidificazione del sangue umano scatta già al livello 30-35″.(Valdo Vaccaro).

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Da che parte sta la Scienza? Come si fa a ritoccare le proprie dimostrazioni scientifiche così tante volte  in pochi anni? O forse non erano per niente dimostrazioni scientifiche?

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E’ caduto il mito FDA sulla quantità proteica, portata con imbarazzante pena dai 300 ai 75 grammi al giorno. 

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Un’altra domanda che viene posta è questa:

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“E chi lo dice che il corpo va in acidificazione se se si assumono oltre 30/35 gr. di proteine al giorno?”

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Chi potrebbe dirlo? Chi ha le credenziali per stabilire questa verità? Non certo le sigle ( FDA, OMS, FAO, etc.) sopracitate, nettamente schierate a favore delle proteine animali, degli allevatori, dei macelli, dei formaggi e latticini, ma che hanno dimostrato di non avere le idee molto chiare riguardo alle proteine animali, visto dagli anni  ’70 ad oggi, queste benemerite società preposte alla nostra salute, hanno cambiato le loro convinzioni scientifiche 5 volte negli ultimi 40 anni. Significa che 40  anni fà si potevano ingoiare tranquillamente 300 gr. di proteine al giorno senza problemi collaterali, mentre oggi sono sufficienti 75 gr. giornalieri. E che fine hanno fatto gli altri 225 gr. ? Alla faccia della Scienza. Perchè questa è la Scienza Medica che sorveglia sulla nostra salute.

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Ribadiamo brevemente che non esistono diete con carenze proteiche, nemmeno quelle dei più stretti vegani. La frutta, i legumi, i cereali ed i frutti a guscio sono pieni di proteine veramente nobili, non come quelle animali, o quelle sintetiche  degli integratori.

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Ma una domanda rimane: Cosa ne sarà delle proteine assunte in eccesso?

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Acidificazione del sangue da eccesso di proteine

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Il nostro corpo non fa una magazzino delle proteine in eccesso, come avviene per le calorie, ma una parte vengono consumate in energia, mentre un’altra parte diventano pericolose sostanze di scarto che vanno eliminate principalmente attraverso i reni, andando quindi ad affaticare giornalmente il nostro apparato renale. Questa quantità di azoto rilasciata dalle proteine inutilizzabili è quella che provoca l’acidificazione del sangue. Questo secondo  i medici dell’ANHS .

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Termino con una citazione del fondatore dell’Omotossicologia 

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Il punto di vista dell’Omotossicologia 

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Secondo l’insegnamento di H.H. Reckeweg, fondatore della Omotossicologia, tutti quei processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro tossine per renderle innocue e poi espellerle.

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L’organismo può vincere o perdere questa battaglia, in ogni caso quei processi che noi chiamiamo malattie non sono altro che utili funzioni biologiche, tendenti alla difesa contro i veleni, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale. L’organismo cerca comunque e sempre di compensare i danni che ha subito e che non è riuscito nel frattempo ad eliminare.

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La probabile causa di tutte le malattie 

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Praticamente tutti dolori, le patologie e la distruzione delle cellule è dovuta ad un eccesso di acidità del sangue, dovuta all’assunzione di una quantità troppo elevata di proteine, specialmente quelle dei prodotti animali (carne, pesce, pollame, salumi e formaggio).

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Puoi leggere tutto l’articolo sull’argomento al seguente link: http://www.procaduceo.org/it_schede/osteoart/acid_organ.htm

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Sebastiano.

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PROTEINOMANIA E REALE FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO


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ENORMI BENEFICI SU TUTTI I FRONTI,
CON TANTA FRUTTA E POCHE PROTEINE

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LETTERA A VALDO VACCARO

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Sia io che la mia famiglia siamo molto contenti del cambiamento operato

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Gentilissimo Valdo, mi chiamo Giusy e scrivo da Udine. Io e la mia famiglia abbiamo letto il suo libro sull’Alimentazione Naturale e già da un paio di mesi ci stiamo attenendo alle sue indicazioni, con enormi benefici su tutti i fronti. Mio padre avrebbe una domanda per lei e ci farebbe molto piacere, con i suoi tempi, avere una risposta al nostro dubbio.

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Chiarimenti sugli aminoacidi e sulle combinazioni alimentari

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Ci piacerebbe avere delle possibili combinazioni alimentari (frutta con frutta e verdura con verdura) di cibi contenenti tutti i 23 aminoacidi (compresi i 9 essenziali). Esempio la carota contiene 8 aminoacidi essenziali ma ne manca uno per poter avere una proteina e quindi poter usufruire di una buona alimentazione proteica. Con quale altra verdura posso abbinarla per avere l’aminoacido mancante?

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Chiarimenti sulle associazioni e sulle incompatibilità dei vari frutti

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Vorrei avere le informazioni anche per le associazioni della frutta. Inoltre, cosa ne pensa dei legumi come alimentazione proteica? Io, al contrario degli altri membri della famiglia, non amo mescolare troppo gli alimenti, per cui amo mangiare ad esempio un solo alimento a pasto (mele, pomodori). Secondo lei è troppo poco e squilibrato mangiare così? Nell’attesa di una sua risposta le invio fin d’ora un grazie di cuore e i nostri più cordiali saluti.

Giusy e famiglia

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RISPOSTA di Valdo Vaccaro

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La cultura nutrizionistica medica usa linguaggi e concetti non condivisi

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Ciao Giusy, dal tipo di domande che mi avete posto deduco che non abbiate letto le mie tesine che si trovano sul http://www.valdovaccaro.blogspot.com , dove parlo spesso delle proteine, tipo Alla ricerca spasmodica della proteina, del 15/8/09 e Il fabbisogno proteico giornaliero, del 13/7/10.
Siccome siete di Udine, spero di avere la possibilità di incontrarvi e di chiarire al meglio la questione, e questo lo faremo alla prima occasione. State parlando con un igienista, ma lo fate col linguaggio e con le problematiche falsate della cultura nutrizionistica medica.

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La cultura medica è caratterizzata da proteinomania acuta ed irreversibile

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Perché mai mi parlate di proteine, ovvero delle sostanze meno importanti per il corpo umano, ed invece non mi chiedete dove trovare un buon rifornimento di acqua biologica strutturata (che altro non è se non il succo di frutta fresco oppure il centrifugato fresco di tuberi e sedani)?

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Tra l’altro, la stragrande maggioranza delle malattie che affliggono l’umanità odierna sono originate da eccesso di proteine, mentre la carenza proteica non esiste sul pianeta Terra.

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Neanche volendolo, si riesce a impostare una dieta dichiaratamente carente in proteine.

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La prima regola della nutrizione è quella di non acidificare il sangue

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Servono più o meno 25 grammi di proteine al giorno, quota che si raggiunge agevolmente con qualsiasi dieta vegana o fruttariana. Se superiamo i 30 grammi, andiamo in zona proibita ovvero in acidificazione del sangue.

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Esistono diete carenti di vitamine o di minerali, diete carenti di calorie, ma mai diete carenti di proteine.

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Come mai questi incredibili strafalcioni nel nutrizionismo medico? Perché ogni medico, scemo o intelligente che sia, deve seguire i fallaci dogmi imposti dalla FDA e dall’OMS.

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Uno dei migliori medici in circolazione, il dr Giuseppe Nacci di Trieste, la sa lunga

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E’ normale constatazione medica che, negli adulti, un’alimentazione a basso tenore proteico, o addirittura priva dei 9 aminoacidi essenziali, sia correlata ad assenza di malattie cronico-degenerative e, quindi, ad una più lunga aspettativa di vita. Questa frase non arriva da Herbert Shelton o da Arnold Ehret, ma dall’eccellente medico italiano dr. Giuseppe Nacci (“Diventa medico di te stesso!”, Editoriale Programma).

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Ad ogni buon conto, è stato scoperto in questi ultimi anni, che in realtà gli aminoacidi cosiddetti essenziali (che il corpo non sarebbe in grado di fabbricare), non sono 9 ma soltanto 2, e sono la lisina e la treonina, che si trovano poi abbondanti nei legumi (fagioli, piselli, soia, lenticchie, ceci, fave, arachidi, lupini).

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L’errore più comune è quello di andare alla ricerca della proteina

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Adottare il sistema vegano-crudista nell’ambito di una scelta igienistico-naturale, non significa affatto andare alla ricerca di proteine o di un sostituto per le carni e i formaggi, che caratterizzavano la nostra dieta precedente. La carne non era e non è il nostro cibo, e non va dunque sostituita con delle proteine, ma soltanto con tanta frutta. Il latte non era e non è il nostro cibo, e non va dunque sostituito con altre proteine, ma soltanto con tanta frutta e tanta verdura possibilmente allo stato naturale (non cotto e non lavorato).

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Impariamo a vivere da un animale saggio e paziente come la mucca

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Ribadisco anche a voi che il corpo umano non è un lego. Non funziona per sostituzione pezzi, ma per trasformazione continua delle sostanze. Proteina non fa proteina, latte non fa latte, fegato non fa fegato, come ci insegna la paziente mucca, che dall’umile filo d’erba ricava il suo latte e i suoi muscoli, ed ogni cosa necessaria a sostenere la pesante prigionia, nonchè la maternità impostagli dai bipedi.

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La proteinomania umana è un difetto culturale che ha quasi dell’incurabile

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Fatto sta che il corpo umano si fabbrica da sè tutte le proteine partendo addirittura dal fruttosio della frutta, per cui le proteine esterne immesse direttamente nel sistema, in funzione cibaria, rappresentano non un apporto proteico ma un disvalore, in quanto costringono il corpo a spendere molta energia nella disgregazione delle proteine stesse in aminoacidi.

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Le proteine animali hanno poi gravi difetti aggiuntivi

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Questo vale particolarmente per le proteine animali le quali, oltre che essere materiale proteico e dunque pesante, da disgregare chimicamente in assimilabile aminoacido, hanno anche altri difetti fondamentali, come l’eccesso di B12 e la penuria di C, l’eccesso di grassi saturi e la penuria di fibre, l’eccesso di ammoniaca e la grave penuria di acqua biologica, la presenza di diverse sostanze incompatibili col corpo umano e quindi ammalanti e cancerogene per il medesimo (cadaverina, ptomaine, putrescina, scatolo, indolo e fenolo, ecc).

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Il monito divino contro la carne si riscontra clamorosamente nell’acido urico

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Se pensiamo poi che un kg di carne (o di pesce) contiene una incredibile percentuale di acido urico (28 grammi rappresentano infatti una enormità), mentre il creatore ci ha ammoniti fin dall’inizio di non mangiare carne e pesce, non fornendoci nemmeno un milligrammo di enzima uricasi adatto alla disgregazione di tale micidiale acido (quando a cani e gatti ne ha dato in abbondanza), comprendiamo la gravità della disobbedienza e della trasgressione umana.

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Le proteine vegetali stanno in modo bilanciato in ogni pianta e in ogni frutto

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Con le proteine vegetali, che si trovano in ogni pianta a livelli minimi ed assimilabili, il discorso è assai diverso, visto che nei vegetali la natura ha inserito fibre e acqua biologica in abbondanza, enzimi e micro-nutrimenti bilanciati, anch’essi in abbondanza.

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Persino una fetta di anguria ha la sua bella e valida quota di proteine, per cui uno che si alimenti di sola anguria da mattina a sera non andrebbe mai in crisi proteica, ma solo in crisi calorica perché non ne mette dentro abbastanza, in quanto dovrebbe mangiarne circa 2 chili e mezzo, di anguria netta senza la buccia, per raggiungere i 25 grammi totali della quota media giornaliera di proteine.

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Sia le proteine che i minerali di traccia, e le vitamine di traccia (tipo la B9 o acido folico, e la B12 o cobalamina), stanno dappertutto ci sia un filo di vita, e quindi in ogni foglia e in ogni stelo d’erba, anche se in quantità strumentalmente non rilevabili.

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Ma l’uomo continua a credere più ai suoi imprecisi apparecchi di misura, che alla saggezza del creato.

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Tuberi, radici, semi e frutta da guscio, ci garantiscono il massimo apporto proteico

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Per non dire della carota, dei tuberi e delle radici in genere, alimenti ricchi di proteine e di acqua biologica, di ormoni vegetali, incluse insuline e inuline (essenziali ed innocue per i diabetici), di vitamine e soprattutto di minerali.
Esistono poi nel mondo vegetale prodotti ricchissimi di proteine concentrate, e ci riferiamo a tutti i cereali, ai semi e alla frutta da guscio, nonché ai legumi, dove il frutto edule è nel contempo il seme della pianta stessa.

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I prodotti di origine animale rappresentano il fattore numero uno di malattia per l’umanità

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Con una minima quota giornaliera di questi prodotti naturali, consumati il più possibile allo stato crudo, o al massimo con cotture intelligenti, cioè conservative ed abbreviate, l’essere umano si nutre alla perfezione e non rovina la sua salute e il suo benessere, come succede invariabilmente alimentandosi coi prodotti di origine animale, intasanti, acidificanti, putrescenti e causatori di radicali liberi.

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Le combinazioni degli alimenti sono legatissime ai tempi di digestione

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Veniamo alle combinazioni degli alimenti. Per capire le varie compatibilità, l’indice di coesistenza, l’ordine di precedenza tra una sostanza e l’altra, occorre considerare le caratteristiche chimiche ed organolettiche di un prodotto, e soprattutto i suoi tempi di digestione.

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I tempi digestivi-assimilativi-espulsivi sono facili da intendere, ed è da lì che, con semplice buon senso, possiamo capire come comportarci. Non prendiamo nemmeno in considerazione le proteine animali, visto che esse restano nel corpo come residui degenerati per 2-3 giorni interi, se non di più, per cui sono materiale scartato in partenza.

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Meloni e angurie lontano da tutto il resto, o al massimo usabili come apertura del pasto, lasciando passare mezz’ora prima di partire col piatto di insalata cruda

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La frutta è velocissima da digerire, e l’anguria è la numero uno, a condizione di essere fresca e sana, e consumata a stomaco vuoto, senza mescole con nessun’altra sostanza.
Folle è chi mette l’anguria a tavola, soprattutto a fine pasto.
Stessa cosa per il melone. Vietato anche l’uso di cucurbitacee nella macedonia (la stessa macedonia di frutta è piatto da evitare in linea generale).

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In mezz’ora di tempo le sostanze della frutta si ritrovano nel nostro sangue

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Tutta la frutta acidognola (agrumi), acquosa e dolce, viene digerita ed assimilata assai velocemente se consumata in modo corretto, vale a dire sempre a stomaco vuoto e senza troppe associazioni tra i vari frutti. Nel giro di mezz’ora le sue preziose sostanze ce le ritroviamo già nel sangue, a costo digestivo zero.

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Mele, ananas e papaie hanno la speciale caratteristica di possedere enzimi anti fermentanti, per cui, in quote modeste, possono essere consumate prima, durante e dopo un pranzo senza mandare il tutto in fermentazione alcolica, come succederebbe con gli altri frutti.

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Frutti non dolci, verdure da taglio e verdure amidacee

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I frutti non dolci da orto, tipo pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, finocchi, carciofi, vanno considerati alla stregua dei frutti normali, anche se la loro velocità di digestione è in genere leggermente minore.

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Le verdure a foglia si dividono in verdure da taglio (radicchi, valeriane, lattughe, tarassaco) e in verdure amidacee (vedi le crucifere, ossia cavoli, cavolfiori, verze, broccoli, cavolini di Bruxelles).

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Nelle combinazioni, il crudo va mangiato sempre prima del cotto, perché va giù più veloce grazie ai micronutrienti intatti e agli enzimi non disattivati.

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Le verdure fresche, prese in apertura, si combinano bene con qualsiasi cibo (non con la frutta)

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Le verdure tutte si combinano bene con cibi amidacei e con cibi proteici, e non con la frutta. E’ consigliato iniziare i pasti tradizionali di pranzo delle 13 e cena delle 19 (che nella mia versione ho alleggerito e ridotto a pasti non più principali e pesanti, ma ad autentici spuntini), con un bel primo piatto di insalata da taglio, più dei ravanelli o della rucola, più dei germogli e un quarto di avocado, oltre che olio vegetale da spremitura a freddo, più spruzzata di limone o spruzzatina di aceto balsamico. La verdura si può accompagnare con del buon pane integrale stile multi-cereali.

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Una vasta gamma di scelte per i secondi

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Per i secondi piatti, optare preferibilmente per le pietanze crude tipo il gazpacho spagnolo, arricchito con crocchette di pane integrate o con crostini di mais.

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La seconda scelta sarà per cibi cotti al minimo tipo patate con la buccia, patate dolci con la buccia, melanzane alla piastra o alla parmigiana, zucca, cipolle, peperoni, melanzane, asparagi, funghi.

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La terza scelta, ai limiti, sarà per cibi cotti tipo il mais fresco nel cartoccio, i vari cereali con piselli o fagioli o fave o lenticchie, la pasta integrale al dente (con pomodoro crudo o con cavolfiore o altre verdure), la pizzetta alle verdure fresche.

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Chiusura di pranzo e cena con mandorle e altra frutta da guscio

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Per la portata finale si va su una semplice manciata di frutta secca, tipo mandorle, noci, nocciole, pinoli, pistacchi, anacardi, o anche carrube.

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Qualche crocchetta secca di pane integrale o di cruschini o di crostino di mais, si può anche prendere quando ci fosse dell’appetito residuo o della semplice voglia di masticare ancora qualcosa.

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Mai nessuna bevanda a pranzo e cena, per non diluire i succhi gastrici ed allungare i tempi della digestione.
Al massimo, metà bicchiere d’acqua naturale.
Vietatissimi il caffè e il the (dopantoi e carichi di acido urico), nonché i cosiddetti digestivi.

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Acqua e vino lontano dai pasti

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Chi mangia correttamente beve anche correttamente, cioè non beve affatto, se non per motivi di reale emergenza, tipo grandi sudate o cose del genere. In ogni caso, chi ama il vino alla follia lo può sorseggiare (a pochi bicchierini, si intende, e non a bicchieri) lontano dai pasti. Chi ha sete residua e vuole farsi la bevuta d’acqua, lo faccia anche lui lontano dai pasti.

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Cambridge ha dimostrato al mondo che con il five-per-day tieni il medico away, per cui niente cancri e niente cardiopatie

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Gli esperimenti di Cambridge del 2000 hanno dimostrato al mondo che con 5 pasti sazianti di frutta al giorno, non solo ti togli il medico di torno, ma riesci a schivare vita-natural-durante i due maggiori killer mondiali che sono il cancro e le cardiopatie.

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Al five-per-day ci ero arrivato 60 anni fa da solo

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Non mi serviva Cambridge per sapere tutto questo. I cinque pasti di frutta al giorno io li facevo sin da ragazzino nell’orto di Tavagnacco e nei boschi del Roccolo, del Citon (Fontanabona) e del Cormor, sempre ricchi di frutti eduli, tipo gli spizzecui (rosa canina), le more di rovo, le more di gelso, i lamponi neri, i cuàrgnui (corgnoli), le bacche di biancospino, le mele selvatiche, le pesche selvatiche, le susine selvatiche, gli swìsui (ciliegine), gli emoli selvatici, le fragole di bosco, le bacche del sambuco, le uve residue o secche dei vigneti, le noccioline, le noci, le castagne.

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Cinque pasti di frutta scaraventati a colazione e merenda, alternabili a buoni centrifugati di tuberi e sedani

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Tornando ai miei schemi alimentari, ho dato grossa importanza ai 5 pasti sazianti di frutta, scaraventandoli lontano da pranzo e cena, in 3 colazioni alle 7, alle 9 e alle 11, e in due merende alle 16 e alle 18.

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Chi ha bisogno di rivitalizzarsi e rimineralizzarsi con una centrifuga di carote-sedano-ananas o rape-sedano-ananas o bietole-sedano-mele, o topinambur-patate-patate-dolci-zenzero, lo può fare in sostituzione del pasto mattiniero di frutta delle ore 9.

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La crema di avena, il pop-corn o altri fiocchi di cereali fatti preferibilmente in casa, per chi vuole acquisire del peso

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Chi ha bisogno di mettere su peso, o comunque di non calare ulteriormente con la frutta, che nutre ma anche pulisce e tende a far dimagrire, può optare per la crema di avena, in sostituzione del pasto-frutta delle 11, oppure optare per il pop-corn fatto in casa (senza i veleni sale e zucchero) da consumarsi con banane, o con fichi o con datteri o con uvetta secca.

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Può anche incrementare la quota cereali, o la quota di frutta secca, senza ricorrere troppo ai famosi dolcetti o agli stimolanti salatini.

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Esistono pure sul mercato non solo attrezzature per far germogliare i cereali, ma anche delle macchine portatili per produrre fiocchi integrali e freschi con diversi tipi di cereale.

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Chi ha voglia di salute, si dia pertanto da fare.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO:  http://valdovaccaro.blogspot.it

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Valdo Vaccaro, nato a Mattuglie (Fiume), ex-Italia, nel 1943, da padre friulano e madre italo-croata, vivenei pressi di Udine con la moglie hongkonghiana Kathleen e i suoi due ragazzi Francesco (19) e William(12), tutti vegetariani e bravi, anche se non sempre entusiasmanti a scuola. Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dal 1975, dopo aver girato tutti i continenti per una grossa fabbrica udinese, ha iniziato a collaborare con diverse aziende nazionali per l’affermazione del made in Italy nell’area asiatica. Ma, parallelamente a questo filone professionale, ha continuato a credere e praticare la sua fede etica e salutistica, ad affinare il suo rispetto irremovibile per gli animali più brutalizzati e meno protetti, per i bovini e i suini delle stalle e dei porcili, per le lepri, le anatre e i fagiani dilaniati dalle doppiette, per i tonni, i cetacei e gli abitanti dei mari tiranneggiati dai pescherecci e dalle baleniere. Dopo una proficua militanza nella sheltoniana ANHS (American Natural Hygiene Society), si è laureatonel 2002 in filosofia e naturopatia.

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PERCHE’ L’UOMO NON E’ CARNIVORO


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   Commentando un mio precedente articolo  

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“PERCHE’ L’UOMO E’ FRUTTARIANO

E NON CARNIVORO”   

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un lettore ha così commentato:  

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onairam scrive: 19 febbraio 2012 alle 01:26    

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Mai lette tante boiate in un solo articolo!

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Questo commento mi ha dato lo spunto per ulteriori chiarimenti sull’argomento, trasformandolo in un nuovo articolo che trascrivo in questo spazio.

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@ Onariam,

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Non sono boiate, soltanto ti suonano tali perchè sono qualcosa di nuovo e di strano per te,  perchè nessuno ha provveduto mai ad informarti. Perciò studia a conto tuo, ricerca e informati senza pregiudizi. La nostra Madre Natura rimane sempre la nostra migliore insegnante. Ed in natura l’uomo, da quando è comparso sulla terra, non aveva ancora nè il fuoco nè le cucine per cucinarsi la carne o altro (senza nulla togliere all’immensa utilità del fuoco). L’uomo adamitico si nutriva grosso modo come gli scimpanzé, cioè dei frutti degli alberi e delle erbe dei campi.

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Chi sono gli Scimpanzè?

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Lo scimpanzè è un mammifero facente parte dell’ordine dei Primati e della famiglia degli ominidi o scimmie antropomorfe, ed è la razza animale più vicina all’uomo. Geneticamente e fisicamente, è l’animale più somigliante all’uomo. Il DNA dello scimpanzé infatti è uguale a quello dell’uomo in una percentuale, oscillante intorno al 96% ed il 98%. Gli scimpanzè hanno conservato fino ad oggi il loro modo naturale di nutrirsi, sono al 99% vegetariani e per il restante 1% si nutrono di insetti(termiti).

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Se ad uno scimpanzè gli dai della carne cruda da mangiare non la guarda nemmeno, perchè non la identifica come cibo, e lo stesso faresti anche tu.  Non metteresti mai in bocca un pezzo di carne insanguinata, o un pezzo di frattaglie, ti darebbe il voltastomaco solo al guardarlo, a differenza degli animali carnivori ai quali verrebbe l’acquolina in bocca di fronte ad un pezzo di carne.  

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La carne cucinata è un cibo taroccato e devitalizzato

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Ma se quello pezzo di carne, già in avanzato stato di putrefazione, viene cucinato con salse varie, arricchito con aromi e profumi, cioè sofisticato, “truccato”, in questa maniera l’uomo riesce a mangiarlo. Ma è un cibo taroccato, tossico, indigesto e devitalizzato a causa della distruzione della maggior parte dei suoi nutrienti sottoposti alle alte temperature della cottura.

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La carne è un vero martirio per l’apparato digerente umano

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E’ un cibo negativo, perchè spreca più energie per la sua digestione rispetto a quelle che fornisce. Porta un bilancio in rosso, in passivo, nell’economia delle energie del corpo. Inoltre  la carne, così elaborata e condita per renderla saporita, diventa un cibo ancora più pesante perchè richiede lunghissime ed elaborate digestioni. Un vero martirio per l’apparato digerente umano.

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La carne  intossica il sangue

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Cibi complessi come la carne possono impiegare dalle 4 alle 40 ore per essere completamente digerite, ed una parte dei prodotti di scarto della digestione possono permanere attaccati alle pareti del tratto terminale degli intestini, come fossero dei collanti o della pece, per anni e anni, intossicando il sangue e provocando infiammazioni agli intestini.

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Vedi quante boiate scrivo!

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Forse oggi è stato il tuo giorno fortunato di visitare casualmente questo sito per apprendere qualcosa di più riguardo l’alimentazione e la salute. Invece di emettere pregiudizi senza nessun valore, studia seriamente, soprattutto per come guadagnarci in salute.

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L’obesità non è naturale

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E per finire: Hai mai visto animali allo stato libero che sono obesi? nessuno, perchè l’obesità non è naturale, e tutti gli animali mangiano in modo naturale il cibo adatto per ognuno di loro. Hai visto invece come dilaga la piaga dell’obesità nel nostro caro e progredito mondo? le cause sono dovute ad una alimentazione innaturale dell’uomo fatta a base di proteine animali (Carne, pesce, uova, formaggi, latte e derivati) e di cibi raffinati industrialmente e poi cotti.

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Vedi quante boiate scrivo?

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E potrei andare ancora avanti per ore e ore a scrivere di queste boiate, ma per oggi può bastare così. Ciao, Sebastiano.

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