MEDITAZIONE SUI SETTE PRINCIPI DEGLI SCIAMANI KAHUNA


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I SETTE PRINCIPI DELLO SCIAMANESIMO HUNA

DAL MATTINO ALLA SERA BY PAOLA DIANETTI

 

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Per vivere un giorno davvero speciale vi propongo 7 semplici meditazioni, in accordo coi Sette Principi della Filosofia Huna.

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 1 Principio: “Il mondo è ciò che pensate che sia”

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Al mattino, appena svegli, ricordate che “Il mondo è ciò che pensate che sia”, quindi portate la vostra attenzione ai pensieri che si agitano nella vostra mente. State alimentando aspettative negative o giudizi critici nei confronti degli altri?

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Per oggi prendete la decisione cosciente di rivolgere la vostra attenzione solo a quello che cè di bello e di buono, dentro e attorno a voi. Pensate alle parti del vostro corpo che sono in perfetta salute, ai settori delle vostre attività che stanno avendo successo e notate tutto il positivo che si trova nell’ambiente e negli altri.

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Naturalmente ci sarà anche qualcosa meno bella o qualche sensazione di sofferenza, ma voi accettatela senza giudicare e senza aumentarne l’impatto emotivo; restate sintonizzati sul pensiero positivo.

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2 Principio: “Non ci sono limiti”

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Mentre uscite per andare al lavoro ricordate che “Non ci sono limiti”. L’Universo è infinito e tutto è collegato, dunque qualsiasi limitazione crediate di avere dipende da ciò che accettate per vero.

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Se vi trovate bloccati nel traffico, invece di innervosirvi, approfittate dell’occasione per espandere la percezione, dall’energia del vostro corpo, a quella delle vetture e degli altri esseri umani vicini a voi.

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Sentite la grande concentrazione di energia, che si sviluppa lungo la strada, come risultato della somma di tutte le energie individuali tese verso un comune obiettivo: arrivare in ufficio in orario.

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 3 Principio: “L’energia fluisce dove va l’attenzione”

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Preparatevi al lavoro attingendo forza dall’energia del traffico, così eviterete di arrivare già stanchi. Ora che siete al lavoro ricordate che “L’energia fluisce dove va l’attenzione”. Concentratevi dunque sui vostri compiti per favorirne l’esecuzione e se trovate qualche difficoltà, esaminate un particolare alla volta, per comprenderne la motivazione e la possibile risoluzione.

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Non accettare altri pensieri vi consentirà di indirizzare l’energia verso i vostri obiettivi con minor fatica e maggior efficacia. Comunque si vi capitasse qualche distrazione improvvisa non fatene un dramma, semplicemente riportate l’attenzione, con calma e pazienza, al punto in cui vi siete interrotti.

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4 Principio: “Adesso è il momento del potere”

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Siamo giunti all’ora di pranzo, ed è il momento opportuno per considerare che “Adesso è il momento del potere”. Tutto ciò che ha energia si trova qui-e-ora, nulla del passato è più esistente e nulla del futuro è ancora esistente. Solo nel presente si trova il necessario per esperire la vita.

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E come possiamo respirare coscientemente, per attingere energia dall’aria, così possiamo mangiare coscientemente, per attingere energia dal cibo. Perciò durante il vostro pranzo fate meditazione su quello che ingerite. Senza pensare ad altro, apprezzate il gusto delle pietanze che avete scelto, sentite l’aroma che emanano, guardate i colori e le forme che assumono nel piatto.

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Concentratevi sui rumori prodotti dalla masticazione e dalle stoviglie, sentite il contatto col palato e la lingua, il freddo delle bevande e il caldo delle zuppe. Questo sarà il pasto più energetico e piacevole che abbiate mai consumato.

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 5 Principio: “Amare è essere felici con gli altri”

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Mentre rientrate in famiglia ricordate che “Amare è essere felici con gli altri”. Il vero amore è incondizionato e deriva dal piacere della condivisione e del progresso comune.

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Nessuno è perfetto, né voi, né le persone con le quali avete scelto di accompagnarvi. Sottolineate dunque i lati positivi dei vostri cari, affinché vengano incentivati al bene, e tralasciate i lati negativi, affinché perdano efficacia.

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Non cristallizzatevi su determinate aspettative, ma apritevi a ciò che può essere condiviso. Abbandonate il risentimento e la gelosia, così, tornando a casa, orientate la vostra mente e il vostro corpo al sorriso.

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Il sorriso è contagioso e spesso è in grado di mutare all’istante anche un’atmosfera pesante o tesa. Questo è il vostro invito alla felicità, dichiarato pubblicamente, senza bisogno di usare le parole.

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6 Principio: “Tutto il potere viene da dentro”

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L’Alba e il Tramonto sono i momenti migliori da dedicare alla meditazione. Ritagliatevi uno spazio, prima della cena, e mentre la luce diminuisce sul mondo delle attività, spostate lo sguardo al mondo interiore.

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Riflettete sul fatto che “Tutto il potere viene da dentro” ed entrate in contatto col vostro maestro interiore. Tutti noi siamo gli artefici della nostra vita, anche se non sempre ne siamo consapevoli e accettiamo questa responsabilità. Sta a noi creare i nostri sogni e renderli reali.

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In questo momento avete la possibilità di portare in esistenza un nuovo sogno. Chiedetevi di cosa avete bisogno e visualizzate la situazione nei minimi particolari, poi usate la respirazione profonda per collegarvi al potere universale e indirizzate l’energia verso la realizzazione del vostro sogno, facendola fluire attraverso il vostro corpo.

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 7 Principio: “L’efficacia è la misura della Verità”

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Infine, prima di andare a letto, purificate la vostra mente toccando col ricordo i principali avvenimenti della giornata. Non tutto è stato piacevole, non tutto è risultato conforme alle aspettative. La saggezza sta nel comprendere ciò che doveva essere tale e ciò che poteva essere diverso. Riflettete sul fatto che “L’efficacia è la misura della Verità”. L’Universo è vasto e le prospettive sono molteplici, c’è sempre un altro modo per fare le cose.

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Allenatevi alla flessibilità elaborando una situazione vissuta durante il giorno, che vi ha lasciato stati emotivi disturbati. Rivedete la scena, come se fosse un film, e pensate ad un diverso modo di fare le cose, poi chiedete al vostro subconscio di inserirlo nella memoria come nuovo modello disponibile all’occorrenza.

Fonte: http://www.huna.org/

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 Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (6)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte sesta

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Questo è il settimo ed ultimo principio:

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7. Il risultato è la misura della Verità.

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La filosofia Sciamanica Huna è un sistema eminentemente pratico. Non propone nè verità assolute nè metodi unici. Secondo questa filosofia, anche questi  sette principi sono anch’essi relativi. Le idee sono strumenti efficaci per raggiungere la felicità ed il benessere nella vita, però esistono e si possono proporre altre verità ugualmente valide ed efficaci per raggiungere la felicità ed il benessere. Solo dai loro risultati potremo valutare la validità e l’efficacia di un metodo o di un’idea.

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Ogni Verità è sempre relativa

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Pertanto questo settimo  principio sostiene che tutto è relativo in termini di verità e di metodi. La filosofia Sciamanica Huna  afferma che soltanto il risultato è il parametro unico per riconoscere l’efficacia di una verità. Praticamente essa dichiara che possiamo  sapere se qualcosa è vero o no dagli effetti che produce. Ciò implica che ciò che è verità per qualcuno può non esserlo per altri, e che ciò che funziona per alcuni può non funzionare per  altri. Ed è naturale che questo succeda, perchè tutte le verità sono relative.

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La dottrina Huna non è una sterile dialettica filosofica

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Propone inoltre un modo di dirigere l’attenzione verso la vita: essa si propone di bandire la sterile dialettica filosofica  e di ricercare ciò che è efficace, che è pratico e che funziona, ed attraverso di esso trovare la Verità. Questo principio dice anche che ci sono sempre molti modi diversi di fare le stesse cose, per raggiungere i risultati desiderati, perché sottindende l’idea che ci possono essere molti modi efficaci per ottenere una stessa cosa.

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L’Amore produce armonia

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Un’altra idea, meno evidente, implicito in questo principio, se considerata alla luce dell’insieme di tutti i 7 principi è che sono i mezzi a determinare i fini. Mezzi armonici producono effetti armonici e mezzi disarmonici producono effetti disarmonici. Da questo punto di vista c’è efficacia solo quando il risultato è armonioso e come abbiamo visto,

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c’è armonia solo quando c’è l’Amore.

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Aloha, Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (5)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte quinta

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Questo è il sesto principio:

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6. Tutto il potere viene da dentro.

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Tutto in natura ha potere. La potenza è energia diretta verso uno scopo. Quindi in natura tutto ha un suo scopo. Ne consegue che ogni aspetto di ogni cosa, e ogni essere in natura ha il suo scopo.

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Gli esseri umani, come ogni cosa dell’universo, hanno un certo potere. Questo potere si esprime nei diversi aspetti o livelli dell’essere, come potenza fisica, emozionale, mentale e spirituale. Di solito si dice di avere  più o meno potere.

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Connessione con la Fonte dell’energia

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Secondo  la filosofia dello Sciamanismo Huna, ciò che in realtà abbiamo  è la maggiore o minore  connessione con la Fonte dell’Energia, quindi maggiore o minore scorrimento dell’Energia nel nostro sistema psico-fisico e la maggiore o minore capacità di dirigere intenzionalmente questa energia verso un nostro obiettivo prefissato.

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Il collegamento alla Fonte dell’Energia può essere inteso fondamentalmente in tre modi diversi, a seconda delle credenze che si hanno al riguardo:  collegamento con le Fonti interne, con le Fonti esterne o con entrambe contemporaneamente. 

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Esistono più Fonti di energia

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Dal punto di vista di questa antica filosofia Hawaiana noi non siamo l’unica Fonte di energia esistente nell’Universo e nemmeno l’ultima, perché tutto ciò che esiste ha un suo  potere intrinseco nell’universo. Come abbiamo detto, noi possiamo generare il nostro proprio potere e possiamo anche connetterci a Fonti di potere che sono fuori di noi, per accrescere il nostro potere.

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La Potenza dell’Universo è infinita.

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Perciò, come l’Universo è infinito, così la Potenza dell’Universo è anche infinita. Quanto più siamo collegati con l’Universo tanto più grande sarà il nostro potere. Ma questa connessione dipende esclusivamente da noi.

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Avere potere significa assunzione di responsabilità e di decisioni, in modo che siamo noi che decidiamo (consciamente o inconsciamente) quanto, come e quando stabilire questo collegamento con il nostro Potere individuale o con altri Poteri al di fuori di noi, come la potenza di altri esseri, della natura e del cosmo.

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Più Amore  più Potenza

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Questo è il motivo per cui quanto più Amore abbiamo, più Potenza abbiamo, perché siamo più uniti e più collegati a più Fonti di Potere. Quando le  diverse Fonti di Potere sono connesse e in  armonia tra loro, esse ne beneficiano reciprocamente, si influenzano favorevolmente ed in questo modo si realizzano le finalità di tutte le parti in relazione, e questo è in sintonia con gli scopi del Tutto. Per questo motivo

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non c’è Potere più grande del Potere dell’Amore.

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Aloha, Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (3)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte terza

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Questo è il terzo principio

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3. L’energia fluisce dove va l’attenzione.

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Questo principio chiarisce come funziona il fenomeno del flusso  dell’energia nel corpo. Esso dichiara  che l’energia fluisce naturalmente li dove focalizziamo la nostra attenzione. Se, per esempio,  volgiamo la nostra attenzione a una certa parte del corpo, lì automaticamente va a concentrarsi un flusso di energia. Il tessuto, il muscolo, l’organo o le cellule interessate, cioè quella parte del corpo che riceve  la nostra attenzione, si energizza.

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Il maggiore o minore flusso di energia dipende dall’intensità dei nostri pensieri

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Più frequenti e più predominanti sono, più forza e più potenza forniscono al flusso di energia, perché essi sono quelli che attraggono maggiore attenzione. Come si vede, facendo riferimento al primo principio, possiamo dedurre che i pensieri sono pura energia elettromagnetica. Abbiamo anche detto che quando questi pensieri hanno abbastanza forza si manifesteranno in qualche modo  concretamente.

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Tutto ciò in cui focalizziamo la nostra attenzione, acquista forza

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Questo principio chiarisce come funziona il processo mediante il quale i pensieri diventano sempre più forti e spiega  il meccanismo attraverso il quale possiamo dare forza a qualcosa. Il principio dice che tutto ciò in cui focalizziamo la nostra attenzione intensamente, sia in modo automatico o su base volontaria, come pure coscientemente o incoscientemente, acquista forza e privilegi nella nostra vita.
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Anche i pensieri negativi potenziano le negatività

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Ugualmente, se rivolgiamo troppa attenzione su un problema personale o un malessere fisico, questi non faranno altro che potenziarsi in peggio. Se noi, invece, ci concentreremo sulle soluzioni possibili di un problema o sul benessere desiderato, noi stiamo facilitando la situazione verso una soluzione positiva.

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Molto interessante a questo proposito un vecchio articolo che getta ulteriore luce su questo argomento: IL CONTROLLO DEL DOLORE.

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Questo è il quarto principio:

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4. Adesso è il momento del potere. 

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Dal passato acquisiamo esperienze, nel futuro pianifichiamo i nostri progetti, ma  è solo nell’eterno presente, solo nel qui e ora,  che abbiamo il potere  di fare qualcosa con quello che abbiamo imparato, con i nostri desideri e con i nostri progetti. Molto è già stato detto circa il fatto che il presente è l’unica realtà in termini esistenziali, perché il passato è solo memoria ed il futuro è solo immaginazione.

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Molta gente vive più nel passato o nel futuro, che nel presente

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Ma anche se in termini esistenziali questa dichiarazione risulta chiara a chiunque, in realtà succede che mentalmente, molta gente vive più nel passato o nel futuro, che nel presente. E cosa succede allora? Succede che si perde il contatto con l’Unica  Fonte del vero Potere.

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Come possiamo connetterci con la Fonte del nostro potere?

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Questo principio ci dice in forma chiara e semplice come possiamo connetterci con la Fonte del nostro potere: focalizzando la nostra attenzione sul momento presente, (sul qui e ora di Eckhart Tolle). Questo ci  dice anche chiaramente che è improduttivo e negativo  andare a rimestare il passato o starsene a rimuginare sul futuro.

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Per ricuperare  la connessione è necessario vivere nel presente

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A volte potrebbe anche essere necessario ed utile  fare un rendiconto del passato ed un esame del futuro. Ma quello che qui si vuole affermare con forza è che, se la nostra attenzione rimane focalizzata lì, cioè  nel passato o nel futuro, noi ci troviamo ad essere disconnessi dalla nostra Fonte di Potere e che per ricuperare  la connessione è necessario ritornare di nuovo al presente.

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Per riconnettersi col presente è solo necessario prendere la decisione di ricollegarsi con il qui e ora, di aprire gli occhi a quello che sta succedendo proprio in questo momento, essendo presenti con la mente, con il corpo,  con l’azione e con lo Spirito.

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Aloha. Sebastiano.

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Seguirà l’esposizione degli altri tre principi della Filofofia Huna.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (2)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte seconda

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Il principio n. 2 dichiara:

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2. “Non ci sono limiti”

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Chi non ha mai avuto l’esperienza di star pensando a una persona e subito dopo ricevere una sua  chiamata? o, al contrario, aver avuto l’impulso di chiamare qualcuno e scoprire che quella persona stava pensando a lui proprio in quel momento? E come questi si potrebbero citare molti altri esempi  per rendersi conto di uno dei tanti significati di questo principio Huna, e cioè: che

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Tutto è collegato. 

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In termini di Spirito, di Energia e di informazione non c’è nessuna  separazione, non ci sono confini o limiti: tutto ciò che esiste è collegato insieme e comunica con l’uno con l’altro. La nostra mente comunica con il nostro corpo e viceversa, le persone comunicano tra di loro , le persone interagiscono con l’ambiente intorno a loro e l’ambiente con le persone, ecc.

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Riceviamo ed emettiamo informazioni,

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e siamo collegati spiritualmente ed energeticamente a tutto ciò che ci circonda, anche se per motivi diversi non ne siamo pienamente consapevoli. La telepatia e la chiaroveggenza, per esempio, sono possibili proprio per questo motivo.

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Siamo in grado di ricevere e trasmettere informazioni da e verso tutto ciò che ci circonda, indipendentemente dalla distanza alla quale si trova colui col quale vogliamo metterci in contatto, proprio perché non ci sono limiti.

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 Tutto  è possibile

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L’altro significato di questo principio ha a che fare col fatto che tutto  è possibile, ossia, che  non c’è limite alle possibilità. Nel campo della scienza, dell’istruzione, della tecnologia e dell’informatica, ci sono molti esempi di cose che erano considerate impossibili,  ma che ora non lo sono più. 

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La scienza e la tecnologia ci hanno permesso di trascendere i limiti del nostro sistema percettivo.

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Come tutti sanno, sono stati inventati  strumenti in grado di captare e trasmettere segnali energetici che i nostri sensi naturali non possono percepire, vedi le onde radio e televisive che trasportano suoni e immagini nell’aria, in una maniera del tutto invisibile ai nostri cinque sensi.

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Ora possiamo vedere  cose, attraverso questi strumenti, che fino a poco tempo fa era considerato impossibile di poter vedere e che erano completamente sconosciuti all’uomo. Fino a poco tempo fa si pensava che i bambini con sindrome di Down avevano ben  poche possibilità di apprendimento. Oggi, con programmi e metodi adeguati,  questi bambini riescono ad imparare molto  più di quanto ci si poteva solitamente aspettare.

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 Tutto è possibile, se  sappiamo come farlo

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Il punto è che tutto è possibile se  scopriamo come farlo e se manteniamo flessibili  le nostre aspettative riguardo ai risultati ed ai metodi che usiamo. Questo principio non dice che tutto è possibile per un particolare individuo in un certo tempo, luogo e modo. Ma dice che tutto è possibile in termini più universali. 

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Per rendere possibili certe progetti si richiede passione, dedizione e lavoro d’equipe di un gruppo di individui. Per altri invece, è necessario che si verifichino prima  alcune circostanze affinchè dopo   le altre siano rese possibili.

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Ma il punto è questo

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Che se pensiamo che qualcosa è possibile,  in qualche modo  possiamo  contribuire affinchè  sia possibile, mentre, se non crediamo che una cosa sia possibile realizzarla, è certo non stiamo collaborando affinchè lo sia, anzi la stiamo sabotando.

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I limiti che ci auto-imponiamo

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Individualmente, la stragrande maggioranza delle persone  hanno idee (consce o inconsce) sull’immagine di se stessi, su ciò che sono, fino a che punto possono realizzarsi nella vita, quali sono i suoi pregi e le sue carenze. Si tratta di idee vecchie e limitanti che stabiliscono limiti invalicabili alle loro possibilità. 

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Una vecchia sentenza sempre smentita dai fatti: “Non è possibile”

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E ‘importante notare che  questi limiti auto-impostici sono solo delle mere supposizioni limitanti,  e non limiti “reali” su ciò che è o non è possibile per noi. Questa asserzione ci dovrebbe far riflettere parecchio, se consideriamo come sono stati osteggiati nel passato proprio le più innovative scoperte scientifiche con la sentenza inappellabile “non è possibile”.

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E così non era possibile che una nave tutta in lamiera potesse galleggiare, non era possibile che un oggetto pesante potrebbe sollevarsi dal suolo e volare, non era possibile che una carrozza potesse muoversi senza cavalli, come non era possibile che la terra era rotonda e non piatta, oppure come non erano possibili tante altre cosa che sarebbe lunghissimo elencare. 

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Possiamo andare oltre i nostri limiti

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se scopriamo come farlo, cioè come trasformare l’immagine bloccata che abbiamo di noi stessi, se riusciamo a cambiare i nostri pensieri e le nostre azioni e se inoltre ci manteniamo  flessibili per quanto riguarda le nostre aspettative, i metodi usati e i risultati attesi.

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Aloha. Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (4)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte quarta

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Questo è il quinto principio:

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5. Amare è essere felici con chiunque. 

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L’Amore è inteso in questa filosofia, come un particolare tipo di energia e di azione e non come un sentimento. Il sentire Amore è un qualcosa che completa l’esperienza, ma non è ciò che definisce la qualità di questa energia nè le azioni che la stessa comporta.

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Da un punto di vista energetico l’Amore è una forza unificante.

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L’energia contraria all’Amore è un’energia di separazione. Quando uno vibra con l’energia dell’Amore si sente unito a qualcosa o a qualcuno. Il tipo di azioni derivanti da questa energia e che contribuiscono ad incrementarla sono le azioni di valutare, di riconoscere, di ammirare, di apprezzare e di ringraziare qualcuno o qualcosa. Di modo che, quando realizziamo qualcuna di queste azioni, stiamo incrementando l’energia dell’Amore nella relazione con noi stessi, con gli altri e / o con l’ambiente.

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Il principio dice che quando amiamo siamo felici.

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Quindi, se vogliamo essere felici con qualcosa o con qualcuno, è necessario che  l’ amiamo. Dal momento che l’Amore è un’azione ed anche una energia, noi non dipendiamo da nessun sentimento per accrescere l’Amore nella nostra vita: ciò che è necessario è che realizziamo e pratichiamo le azioni che conducono all’Amore, che sono, come già detto, la valutazione, il riconoscimento, l’ammirazione, la riconoscenza e la gratitudine.

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L’azione mentale contraria all’amore è la critica.

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Ogni volta che critichiamo qualcosa o qualcuno (noi stessi compresi) vibriamo di un’energia contraria all’Amore. Quindi, ogni volta che critichiamo generiamo infelicità e separazione, in noi stessi ed intorno a noi. In generale abbiamo l’idea errata che se critichiamo lo facciamo con lo scopo di migliorare qualcosa o qualcuno, ma l’effetto che ne risulta è l’opposto di quello sperato, perché, come abbiamo già detto, quando critichiamo ciò che produciamo è infelicità e separazione. Di conseguenza, quando sperimentiamo infelicità a causa di una critica, sostanzialmente non abbiamo migliorato niente e nessuno, anzi peggioriamo la situazione.

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L’energia di separazione viene vissuta emotivamente come paura.

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La paura è l’emozione che proviamo quando vibriamo con questa energia, quando ci sentiamo soli e separati. Se abbiamo paura la soluzione non è quella di combatterla, ma di generare più potenza tramite l’Amore. Quando siamo pieni di forza e d’Amore, la paura non ha più posto e svanisce.

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 Il nostro potere cresce quando ci concentriamo sul presente

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Come si è visto in riferimento al principio precedente, il nostro potere cresce quando ci concentriamo sul presente, e come vediamo in relazione a questo principio, il nostro Amore aumenta quando compiamo azioni che ci portano verso l’unità e la cooperazione. 

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Aloha, Sebastiano.

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ALOHA E SCIAMANESIMO HUNA: I Sette Princìpi (1)


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I Sette principi degli Sciamani Huna

per trasformare la tua vita

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Parte prima

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La filosofia  Huna è una filosofia dell’antica Polinesia

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La dottrina Huna è una filosofia di vita e un percorso psico-spirituale,  che si è sviluppata nella Polinesia antica e di cui non se ne conosce l’origine esatta, ad opera degli sciamani hawaiiani, detti Kahuna. Huna significa “conoscenza nascosta”, nel senso dell’aspetto invisibile delle cose, o “ciò che non si vede semplicemente con l’occhio. “

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Huna è un sistema  sciamanico di guarigione

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E’ anche un sistema  sciamanico di guarigione e di crescita personale (non solo un insieme di tecniche), che comprende una propria visione del mondo,  principi filosofici universali  e una concezione dell’essere umano basata sull’armonia,  idee che sono applicabili in tutti i paesi del mondo , in tutte le attività umane e in tutti i settori della vita . 

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L’obiettivo fondamentale di questo sistema

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è principalmente quello di armonizzare le relazioni umane, sia con sè stessi che con gli altri, con l’ambiente in cui viviamo e con le varie circostanze che la vita ci propone, ed inoltre, di integrare insieme  nella nostra vita quotidiana la componente spirituale con quella umana, e raggiungere pienamente tutti i nostri obiettivi .

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Lo Sciamanesimo Huna è un sistema pragmatico,

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che si basa sulla conoscenza dei processi della natura e dell’essere umano e soprattutto  della loro verifica attraverso l’esperienza. L’Huna cerca di integrare (e mai di dissociare) i diversi aspetti di sé e della realtà così com’è.

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Questo percorso non è né dogmatico, né pretende di essere l’unico sistema valido di sviluppo personale.

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 Si tratta in pratica di una disciplina psico-spirituale che favorisce la consapevolezza,

la libertà, la capacità di focalizzare l’attenzione  volontariamente, di lasciar scorrere il libero  flusso delle energie, la liberazione  dai condizionamenti restrittivi acquisiti fin dalla nascita, la ricerca della pace con tutti e della collaborazione con la vita, la capacità di discernimento e di scelta, l’intuizione interiore, la comunicazione con il mondo spirituale e con la propria Coscienza Superiore, l’efficacia dell’azione, la flessibilità e la creatività nell’applicare i metodi e i concetti Huna, in modo che ogni persona  possa utilizzarli secondo le proprie esigenze e le proprie inclinazioni naturali.

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Lo Sciamanesimo Huna è quindi una filosofia pratica di vita,

che era già radicata nella antica  cultura polinesiana e in altre discipline similari che si praticavano tra gli sciamani. La  parola Huna ha diversi significati. Ma in questo contesto, significa fondamentalmente nascosto o segreto, nel senso di qualcosa che non possiamo vedere chiaramente ad occhio nudo.

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Serge Kahili King, sciamano e psicologo americano,

ha contribuito notevolmente a spiegare in termini moderni questa antica filosofia ed a diffonderla, sia nel suo paese che nel resto del mondo. E’ una filosofia che, a mio parere, esprime in concetti chiari, semplici ed espliciti delle verità universali.

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Essa postula sette principi, che possono essere considerati strumenti psico-spirituali e pratici per:

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a) Organizzare la nostra esperienza della realtà

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b) Trasformare la nostra esperienza della realtà

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c) Crescere e sviluppare il nostro potenziale latente

·

 d) Raggiungere obiettivi e mete di qualsiasi tipo

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e) Generare una maggiore prosperità, armonia,  fiducia e  potere nella nostra vita

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E questi semplici principi possono essere applicati ad ogni aspetto delle esperienze umane. Alcune persone associano erroneamente la semplicità di questo sistema con la superficialità, oppure confondono il complicato che c’è in altre discipline, come indice di profondità spirituale, ma  nel sistema Huna questo tipo di ragionamento non è  valido. Nonostante la sua semplicità  i principi della filosofia Huna abbondano di profondità spirituale.

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Ogni singolo principio è una dichiarazione precisa,

ma dalla quale si possono estrarre diversi significati. Ed ogni significato ha a sua volta una serie di implicazioni diverse  di ordine pratico e filosofico, la cui comprensione e applicazione ci conduce a livelli sempre più significativi di trasformazione interiore.

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Perseveranza e continuità nelle pratiche

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Ma allo stesso tempo, proprio a causa della sua semplicità, questi principi possono risultare difficili da applicare, l’uomo tende sempre naturalmente a complicarsi la vita anche dove non ce ne bisogno. Comunque, come per ogni apprendimento, la parte più difficile è di solito all’inizio, dove si richiede di creare delle nuove abitudini di vita, di praticarle e di esercitarsi in esse.

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In generale, e questo potrebbe sembrare strano, ma  la difficoltà più grande consiste nel dimenticarsi, in un lento oblio o per pigrizia mentale,   di ricordarsi di praticare questi princìpi sistematicamente e di continuare a farlo, anche quando non si registrano risultati immediati. La perseveranza è la base del successo in ogni impresa.

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Sebbene ogni principio è già uno strumento efficace in sé stesso, esso è nello stesso tempo  parte di un insieme che le dà un senso più completo. Pertanto, quando selezioniamo un particolare principio per lavorare su una determinata situazione, è opportuno utilizzarlo considerando tutto l’insieme di cui fa parte.

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Ma veniamo all’esposizione di questi sette principi Huna:

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Il primo principio è:

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1. Il mondo è ciò che si pensa che sia.

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Il pensare è preso qui in senso ampio, che comprende le idee, le credenze, le convinzioni, le ipotesi e le immagini mentali, sia nel suo aspetto conscio che in quello  inconscio. Questo principio afferma in buona sostanza che i nostri pensieri contribuiscono a creare la nostra esperienza della realtà.

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Questo principio può essere compreso sia a livello letterale delle parole, che in un’altro  più metafisico o esoterico. 

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Da un punto di vista letterale ciò che afferma è che non sono i fatti che determinano la nostra esperienza della realtà, ma sono piuttosto le idee, i giudizi e le interpretazioni che noi diamo di questi fatti a determinare la nostra realtà. Per esempio, ottenere una promozione sul lavoro è un dato di fatto.

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Questo cambia la nostra realtà, ma questo cambiamento non dipende principalmente dai fatti che sembra l’abbiano determinato, ma questo cambiamento è principalmente frutto  delle nostre credenze e convinzioni (consce e inconsce) su noi stessi come individuo.

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Spieghiamo meglio.

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Se pensiamo, ad esempio, che siamo adatti a ricoprire questo nuovo ruolo, che lo  meritiamo,  che esso  favorisce la nostra maturità umana e spirituale, allora avremo come conseguenza questo particolare tipo di esperienza: cioè una promozione.

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Se pensiamo invece che il nuovo lavoro implica una responsabilità troppo grande per noi, che non siamo all’altezza per questo lavoro o che qualcun altro è più preparato di noi per quel ruolo, allora la nostra esperienza sarà certamente molto diversa, e perfettamente in linea con le nostre credenze, le nostre convinzioni, e le nostre aspettative. Perciò è giusto affermare che noi abbiamo creato  la nostra realtà attuale, e che continuiamo a crearla giornalmente coi nostri pensieri, qualunque essa sia. E che,in definitiva, noi siamo quindi gli unici responsabili della realtà in cui ci troviamo.

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Il potere delle credenze e delle convinzioni

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In un modo meno evidente, ciò che afferma questo principio  è che erano  le nostre credenze e le nostre convinzioni quelle che hanno contribuito alla promozione. Diciamo per meglio dire cooperato perché noi non controlliamo completamente la nostra realtà. Perchè la nostra realtà è il risultato di una confluenza di diverse altri variabili fuori dal nostro controllo. Le nostre convinzioni possono facilitare o meno la promozione, ma non possono determinare che ciò accade in un particolare momento o luogo.

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L’immagine che abbiamo di noi stessi,

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le convinzioni su come siamo e ciò che sono i nostri talenti e le nostre carenze creeranno delle opportunità nella vita aprendo alcune strade e chiudendone  altre, faciliteranno certi obiettivi e non altri. In relazione all’esempio della promozione, si potrebbe dire che se, in generale, crediamo di poter ottenere una migliore lavoro, più è probabile che lo otterremo. Non possiamo forzare una promozione, però possiamo creare le condizioni favorevoli per un lavoro migliore nel momento opportuno.

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 i pensieri sono energia elettromagnetica

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Da un punto di vista più metafisico ed esoterico, la pretesa alla base di questo principio è che i pensieri sono energia elettromagnetica. I pensieri sono una forma molto sottile di materia, sono energia. Questa energia ha la capacità di attrarre circostanze, come una calamita, e di cristallizzarsi in ciò che chiamiamo realtà oggettiva.Cosa significa questo? che l’energia dei pensieri, quando  hanno abbastanza forza o carica energetica, è in grado di creare forme e avvenimenti. Quello  che noi siamo e le nostre circostanze le hanno create i nostri pensieri. Questo è il succo di questa prima dichiarazione

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Riprendendo l’esempio della promozione sul lavoro, potremmo dire che una forte convinzione sulla nostra capacità di ottenere una posizione migliore può attrarre concretamente questa possibilità e manifestarla oggettivamente in un momento favorevole. Forse la coincidenza vedere un annuncio sul giornale, quando di solito non leggiamo il giornale, o un amico che ci chiama per darci l’informazione giusta, o il nostro stesso capo che inaspettatamente ci offre  una posizione superiore. Il pensiero “Sono convinto di poter trovare un lavoro migliore” si manifesta concretamente in una catena di eventi che possono confluire in un’offerta di un lavoro migliore.

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Chiariamo meglio questo concetto a scanso di equivoci,

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quanto affermato non significa che individualmente possiamo concretizzare tutto quello che vogliamo in qualsiasi momento. Per generare energia sufficiente a manifestare qualcosa spesso abbiamo bisogno di un’intera comunità o di un  gruppo di persone che pensino nella stessa direzione.

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Per raggiungere la luna,

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per esempio, si è dovuto attendere che molta gente lo pensasse possibile. Molto prima che hanno cominciato i preparativi concreti per questo viaggio, questo progetto era solo una fantasia di pochi, ma fu realizzato  soltanto quando molti credettero possibile raggiungere la luna.

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 I nostri pensieri sono co-creatori della nostra realtà

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Quando hanno la forza sufficiente i nostri pensieri possono produrre effetti sul nostro corpo, sulla nostra salute, e sul  nostro rapporto con noi stessi e con gli altri. Possono anche manifestare i nostri desideri, obiettivi e progetti. I nostri pensieri agiscono come co-creatori della nostra realtà. In linea generale,  pensieri positivi creano una eccellente salute fisica, i pensieri  armoniosi generano relazioni armoniose,  credenze  e convinzioni di prosperità e ricchezza, creano le condizioni per vivere una vita di prosperità economica e financo di ricchezza eccessiva.

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 . . . Continua la seconda parte con l’esposizione del secondo principio Huna.

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Aloha, Sebastiano.

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FILOSOFIA, SPIRITO E TECNICA DI ALOHA


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THE ALOHA SPIRIT

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a.k.a. “The Little Pink Booklet of Aloha”
copyright by Serge King 2003
For Free Distribution Only
Permission is hereby granted by the author to make unlimited electronic or print copies of this document for free distribution, providing that no changes are made without the express approval of the author. For more information go to The Aloha Project, or contact Aloha International, PO Box 223009, Princeville HI 96722, tel: 808-823-8381, huna@huna.org.


LO SPIRITO DI ALOHA

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di Serge Kahili King
tradotto in italiano da M. Teresa Catani
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LA FILOSOFIA DI ALOHA

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1. IKE: Il mondo è quello che uno pensa che sia.
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2. KALA: Non esistono limiti.
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3. MAKIA. L’energia fluisce dove va l’attenzione.
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4. MANAWA: Il momento del potere è ora.
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5. ALOHA. Amare significa essere felice con chiunque.
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6. MANA. Tutto il potere viene da dentro noi stessi.
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7. PONO. Il risultato è la misura della verità.

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La caratteristica dello spirito di Aloha

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è meglio conosciuta come l’amichevole accettazione per le quali sono tanto famose le isole di Hawaii. Ma riguarda anche una potente forma per risolvere qualsiasi problema, per raggiungere qualsiasi obbiettivo e anche per ottenere qualsiasi stato della mente o del corpo si desideri.

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Nel linguaggio Hawaiiano, Aloha vuol dire molto di più di un semplice “ciao” o “arrivederci” o “amore”. Il suo significato più profondo implica “l’allegria (aho) di condividere (alo) energia vitale (ha) nel presente (alo).”.

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Più si condivide quest’energia più ci si sintonizza con il Potere Divino,

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quello che gli Hawaiiani chiamano mana. Usare, con amore, questo potere incredibile è il segreto che ci porta alla realizzazione della vera salute, felicità, prosperità e successo.

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Il modo per avere questo Potere e per sintonizzarsi con esso, è così semplice, che qualcuno potrebbe essere tentato di scartarlo perché lo ritiene troppo facile per essere vero. Per favore non vi lasciate ingannare dalle apparenze.

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Questa è la tecnica più potente del mondo

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e, anche se estremamente semplice, forse non risulta facile perché bisogna ricordarsi di praticarla, molto spesso. E’ un segreto che è stato dato all’umanità più e più volte ed ora, ancora una volta, sotto un’altra forma:

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Benedite tutti, e tutto ciò, che rappresenta quello che desiderate.

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Questo è tutto quello che c’è da fare.

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Nonostante sia qualcosa di tanto semplice, necessita di qualche spiegazione. Benedire qualcosa implica dare riconoscimento o enfasi ad una qualità positiva, ad una caratteristica o condizione, con l’intenzione che quello che sia riconosciuto o enfatizzato s’incrementi, perduri nel tempo o inizi ad essere.

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Benedire è efficace per cambiare la vita

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o per ottenere quello che si vuole, per tre ragioni:

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La prima di tutte è di focalizzare la mente in positivo attivando così la forza positiva e creativa del Potere.

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La seconda consiste nel muovere verso l’esterno la propria energia permettendo così che più potere passi attraverso se stessi.

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Terza, quando si benedice a beneficio d’altri, al posto di farlo direttamente a vantaggio proprio, si tende ad abbandonare qualsiasi timore inconscio esistente rispetto a quello che si vuole per se stessi. Allo stesso tempo ciò che viene benedetto si attiva perché s’incrementi lo stesso benessere nella vita d’ognuno.

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Quello che è realmente meraviglioso di questo processo,  è che le benedizioni che si danno ad altri aiutano tanto gli altri quanto se stessi.

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Si può benedire attraverso immagini mentali o toccando, però la maniera più usuale e facile è di farlo con le parole. I tipi principali di benedizioni verbali sono:

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Ammirare. Questo consiste nel lodare o elogiare qualcosa di buono che si sia notato. Per esempio: “che bel tramonto; mi piace quel vestito; sei tanto divertente.”

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Affermare. Questa è una dichiarazione specifica di benedizione per incrementare o fare durare qualcosa. Es.: “Benedico la bellezza di quest’albero; benedico la salute del tuo corpo”.

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Apprezzamenti. Questa è un’espressione di gratitudine per l’esistenza di qualcosa di buono o perché qualcosa di buono è successo. Es.: “Grazie, Dio, per aiutarmi; ringrazio la pioggia che nutre la terra.”

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Anticipazione. Questa è una benedizione per il futuro. Es.: “Avremo un buon picnic; benedico l’aumento delle tue entrate; ringrazio la mia perfetta compagna; ti auguro un buon viaggio; che tu abbia il vento in poppa.”

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Per ottenere maggiori benefici dalle benedizioni, dovrete eliminare ciò che le nega, dovrete smettere di fare qualcosa: maledire.

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Ciò non significa smettere di “giudicare” o di dire “cattive” parole. Maledire è l’opposto di benedire, ossia, criticare invece d’ammirare, dubitare invece d’affermare, incolpare invece d’apprezzare e preoccuparsi invece d’anticipare con fiducia.

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Quando si fa qualcosa di questo genere si tende a cancellare in qualche modo gli effetti della benedizione. In pratica più si maledice, più costerà, e maggiore sarà il tempo richiesto per ottenere il beneficio della benedizione. D’altra parte, più si benedice minore sarà il danno che potrà fare qualsiasi maledizione.

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Alcune idee per benedire differenti situazioni e desideri.

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SALUTE
Benedite gente sana, animali e piante; qualsiasi cosa che sia ben fatta o ben costruita; e qualsiasi cosa che esprima abbondante energia.

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FELICITÀ
Benedite tutto quello che è buono, o il buono che si trova in tutta la gente e in tutte le cose; tutti i segnali di felicità che vedete, ascoltate o sentite nella gente o negli animali; e tutte le potenzialità di felicità che notate attorno a voi.

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PROSPERITÀ
Benedite tutti i segni di prosperità del vostro ambiente, includendo qualsiasi cosa che il denaro abbia aiutato a costruire o a fare; tutto il denaro che in qualsiasi forma possedete; e tutto il denaro che circola nel mondo.

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SUCCESSO
Benedite tutti i segnali di riuscita e realizzazione (come edifici, ponti ed eventi sportivi); tutti gli arrivi a destinazione (di navi, aerei, treni, automobili e gente); tutti i segni d’avanzamento o di perseveranza; e tutti i segnali di divertimento e piacere.

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SICUREZZA
Benedite tutti i segnali di sicurezza nelle persone e negli animali; tutti i segnali di resistenza nelle persone, animali e oggetti (incluso l’acciaio e il cemento); tutti i segni di stabilità (come montagne, alberi alti); e tutti i simboli di una determinata potenza (macchine grandi e cavi elettrici).

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AMORE E AMICIZIA
Benedite tutti i segnali d’attenzione, cura, compassione e sostegno; tutte le relazioni armoniose nella natura e nell’architettura; tutto quello che è collegato o che tocca soavemente qualcosa; tutti i segni di cooperazione, come nei giochi o nel lavoro; e tutti i segni di riso e divertimento.

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PACE INTERIORE
Benedite tutti i segnali di silenzio, calma, tranquillità e serenità (tipo acqua e aria quieta); tutte le visioni lontane (orizzonti, stelle, la luna); tutti i segnali di bellezza, di vista, suono o tatto; colori e forme nitide; dettagli di oggetti naturali o fabbricati.

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CRESCITA SPIRITUALE
Benedite tutti i segnali di crescita, sviluppo e cambiamento nella Natura; il momento di transizione dell’alba e del tramonto; il movimento del sole, della luna, dei pianeti e delle stelle; il volo degli uccelli nel cielo; il movimento del vento e del mare.

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Le precedenti idee sono una guida qualora non siate pratici nel benedire,

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però non vi limitate solo a quelle. Ricordatevi che qualsiasi qualità, caratteristica o condizione può essere benedetta (es., puoi benedire delle assi sottili, degli animali snelli per favorire la perdita di peso), che già esista, o che sia esistita o che esista solo nella tua immaginazione.

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Personalmente ho usato il potere della benedizione per curare il mio corpo, aumentare le mie entrate, sviluppare molte abilità, creare una relazione di profondo amore con la mia sposa e con i miei figli, e per stabilire una rete mondiale di pacificatori che lavorino con lo spirito di Aloha. E poiché ha funzionato tanto bene per me, vorrei condividerlo con Voi.

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Come aumentare il potere delle tue benedizioni.

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Questa è una tecnica praticata dagli shamani Hawaiiani con la quale aumentate il potere delle vostre benedizioni, incrementando la vostra energia personale. E’ un semplice modo di respirare che è usato anche per stabilizzarsi, centrarsi, meditare e guarire. Non è richiesto un posto particolare o una particolare postura, e può essere fatto anche in movimento o ancora quando si è occupati o si sta riposando, con gli occhi aperti o chiusi. Nelle tecniche Hawaiiane questo si chiama pikopiko, perché piko significa sia mettere la ghirlanda alla testa che l’ombelico.

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La tecnica

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1. Iniziare ad essere consapevoli del proprio naturale respiro (potrebbe cambiare quando voi avete maggiore consapevolezza di esso, va comunque bene).

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2. Individuate e divenite consapevoli del vostro capo e del vostro ombelico, e/o toccandoli.

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3. Ora inspirando, portate la vostra attenzione sul capo; e durante l’espirazione ponete la vostra attenzione sull’ombelico. Continuate a respirare in questa maniera per la durata che desiderate.

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4. Quando vi sentite rilassati, centrati e/o energizzati, iniziate ad immaginare di essere circondati da un’invisibile fascio di luce o da un campo elettromagnetico, e il vostro respiro accrescerà l’energia di questo fascio o campo.

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5. Quando benedite, immaginate l’oggetto della benedizione circondato dalla stessa energia di cui voi stessi siete circondati.

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Variazioni
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a. Invece del capo e dell’ombelico, spostate l1attenzione da un spalla all’altra oppure dal cielo alla terra.

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b. Aiutatevi a focalizzare questo campo energetico, immaginando il suo colore, sfumature o frequenza o vibrazioni.

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Aloha. Sebastiano.

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