Psiconeuroendocrinoim­munologia (PNEI): Il potere immunostimolante dell’Amore


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La Scienza incontra lo Spirito

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Il potere immunostimolante dell’Amore

L’ATTEGGIAMENTO DETERMINA LA NOSTRA SALUTE?


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Come l’atteggiamento determina la salute secondo le leggi del cervello

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La prima legge del cervello si chiama legge di associazione

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La legge di associazione è il modo in cui funziona la corteccia. Usiamo o identifichiamo esperienze passate per costruire un modello più grande, ci identifichiamo con ciò che conosciamo. Quando associate, attingete alla base della vostra attuale conoscenza per poter capire. Non ho forse detto che un neurone assomiglia a un grande albero? Quanti di voi l’hanno immaginato? Nel momento in cui l’avete immaginato avete associato che cosa? Un neurone a un albero e avete detto: “oh, sì, so a che cosa assomiglia”.

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La legge dell’associazione dice che se io dico rosso voi dite mela o vino o… È grandioso sapete. Siamo tutti diversi e ognuno fa associazioni diverse. Così impariamo attraverso queste associazioni e queste associazioni costruiscono la base per accettare le cose come normali o comuni. Perché mai i bambini interagiscono costantemente con il loro ambiente e afferrano le cose e fanno tutte quelle cose… perché il loro cervello impara a una velocità impressionante? Ciò che fanno è cercare di individuare le leggi in modo che tutto diventi normale. Si sa scientificamente che tra i 5 e i 7 anni di età impariamo capacità critiche.

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Dicono no, non esiste Babbo Natale, non ho mai visto volare una slitta nel cielo… cominciano a pensare, giusto? Così cominciano a sviluppare capacità critiche e naturalmente questo viene accelerato dalla televisione e da tutto il resto, perché raccolgono sempre più informazioni, a una velocità impressionante. La legge di associazione dice che associo una cosa con la mia attuale base di conoscenza per poter capire un altro concetto. Questa è una grande cosa, questa è la bella cosa che la corteccia dovrebbe fare. Bene, adesso passiamo pure alla seconda legge…

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La seconda legge del cervello è chiamata legge di ripetizione

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La legge di ripetizione dice che se faccio qualcosa più e più volte diventerà comune o normale o facile. Pensate a una certa abilità o compito che avete imparato. Quando cominciate a impararlo è difficile, e non ci riuscite, ma poi continuate a praticarlo ripetutamente finché diventa comune, facile, normale.

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Quando ero all’università avevo compagni di stanza che si addormentavano sempre quando studiavano. lo studiavo seduto alla mia scrivania e loro si sdraiavano sul letto, leggevano il libro e dopo 15 minuti mi giravo e li vedevo con la faccia sul libro che sbavavano e dormivano. Cosa dicono la legge di associazione e la legge di ripetizione? La legge di associazione dice che associo il letto con il sonno e io vado a letto ogni sera, questo diventerà un processo normale inconsapevole.

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Si può essere quindi sicuri che in 15 minuti quello schema associativo ci farà dormire.

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Un altro esempio, che amo particolarmente. Vi è appena nato un bambino ed è grandioso, esaltante. Voi lo amate e lui arriva a un anno di età. Ora comincia a camminare. Cosa dite ogni volta che va in giro e sta per afferrare qualcosa? Dite NO, e lo fate per un anno. Quando il bambino ha due anni (i terribili 2 anni) e voi gli dite “Oh vuoi fare questo”?…. Lui cosa dice? ” No!”  Non fa altro che usare la legge di ripetizione, capite? Impariamo quindi in base alla legge di associazione e alla legge di ripetizione, e da esse nascono abitudini e comportamenti. In questo modo costruiamo i modelli di pensiero. Se dicessi che se poteste vedere i nervi che escono dalla spina dorsale vi sembrerebbero spaghetti, sareste in grado di immaginarveli? È così che noi associamo.

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La legge di ripetizione dice che dobbiamo ripeterlo più e più volte, dobbiamo esserlo, e se lo siamo abbastanza a lungo e cominciamo a crederci, allora si fissa stabilmente qui (ippocampo). Questa è una bella cosa ma il problema di noi esseri umani è che continuiamo a rivivere le nostre esperienze emozionali del passato e le manteniamo fisse nella memoria a lungo termine e con questo diamo forma alle nostre abitudini e ai nostri comportamenti. La sofferenza diventa qualcosa che porta piacere perché porterà un qualche genere di sollievo al corpo. E anche se per la mente non è piacevole, il corpo viene nutrito dalla chimica di cui ha bisogno.

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Il modo in cui questo funziona è che quando attingete all’ informazione dell’ archivio ed essa viene proiettata nel lobo frontale, questa parte del cervello qui, chiamata ipotalamo, produrrà una sostanza chimica per ogni vostra singola emozione. Produrrà un’impronta chimica che corrisponderà alla rabbia, all’odio, all’invidia, alla gelosia e all’indegnità e così via. A ognuna corrisponde un’ impronta chimica prodotta nell’ipotalamo ed esso la trasmette direttamente all’ipofisi e poi l’ipofisi la immette direttamente nel flusso sanguigno. Sapete che cosa fluisce nel nostro sanguigno? …Odio e rabbia e indegnità. Entrano nel nostro flusso sanguigno.

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Sulla superficie della cellula ci sono ricettori. Gli scienziati dicono: i ricettori funzionano meccanicamente come chiave e serratura… È una comprensione un po’ limitata ma buona abbastanza. Orbene abbiamo quindi tutti questi ricettori su una cellula… e ci sono ricettori per la rabbia e l’invidia e vi corrispondono esattamente… e nel momento in cui queste sostanze chimiche arrivano all’obiettivo e vi entrano come una chiave nella serratura è la rabbia che vi entra e manda una reazione elettrochimica al nucleo della cellula. In realtà essa stimola la cellula e le manda delle sostanze chimiche, le manda un messaggio.

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Nel momento in cui le manda il messaggio, il DNA nella cellula si srotola e indovinate che cosa cerca? Il DNA della rabbia. Il vostro corpo è una macchina che produce proteine. Siamo macchine che producono proteine. I vostri capelli sono proteine, la vostra pelle, le vostre ossa, i vostri muscoli, gli enzimi che digeriscono il cibo sono proteine, i vostri ormoni sono proteine. Produciamo proteine quando questo DNA si apre e produce una proteina. Così le cellule dei muscoli creano proteine dei muscoli, le cellule delle ossa proteine delle ossa.

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Quello che accade, quindi, è che la rabbia riesce a entrare nella cellula, stimola la cellula, apre il DNA e vi proietta la propria immagine e ora il corpo produce proteine che hanno dentro di sé rabbia o meglio il codice della rabbia. Questa proteina è forse la proteina sana che producevate prima della rabbia? No, ora è una proteina modificata. Gli aminoacidi che compongono le proteine, gli elementi che costituiscono le proteine ora danno le proteine delle ossa fatte di rabbia e poi si riproducono. Quindi ora sono proteine di qualità inferiore! Che cosa accade quando il nostro corpo comincia a decadere, l’avete mai notato? La digestione rallenta vero?

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Quando cominciate a invecchiare la pelle diventa meno elastica i muscoli perdono tono, le giunture, che sono fatte di liquido sinoviale fatto di proteine, sono rigide…

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Secondo le più recenti informazioni ci sono più di 300 miliardi di coppie di nucleotidi nel genoma umano, nel DNA e ho detto che usiamo circa il 3% di quel DNA. Orbene l’espressione di quel DNA è ciò che determina il vostro aspetto fisico, se avete i capelli bruni, la pelle nera, la pelle bruna, se avete occhi blu, occhi marroni, se siete alti o bassi se avete mani o piedi grandi, qualsiasi cosa… non è altro che un’ espressione della nostra fisicità, è quel 3% che esprimiamo! Anche i gorilla dal dorso argentato, sapete, i gorilla, hanno lo stesso patrimonio genetico dell’ essere umano e si differenziano solo per il 2% del 3% che sperimentiamo. Abbiamo quindi a disposizione tutto quel 97% e ho detto che in quel 97% ci sono i geni per vivere eternamente, o i geni per le ali, l’essere invisibili, l’essere contemporaneamente in due luoghi…

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NOI SIAMO I CREATORI DELLA NOSTRA SALUTE O DELLA NOSTRA MALATTIA

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Quello che facciamo quindi nel nostro cervello è che creiamo, fabbrichiamo sostanze chimiche che entrano nelle cellule come chiavi nella serratura, che cercano …Immaginate una persona che vive tutta la sua vita nella paura e nella debolezza. Produce continuamente quelle sostanze chimiche ogni giorno e per 30 anni la paura e la debolezza srotolano il DNA nelle cellule ossee e si ha il collagene, che è la proteina delle ossa, con un po’ di paura, un po’ di collagene in più, un po’ di debolezza in più e quello che accade dopo trent’anni è che le ossa diventano cosa? Fragili. E come si chiama questo? Osteoporosi.

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Il corpo quindi è una macchina che produce proteine e quando alteriamo le proteine possiamo prevedere che alteriamo la salute del corpo. Come? Supponiamo ora di produrre molta più rabbia dei ricettori che abbiamo. La natura sa sempre creare compensazioni, una cellula si moltiplica circa 50 volte in una vita e la prossima volta che la cellula si moltiplica indovinate cosa accade: essa crea più recettori perché la domanda di ricettori per la rabbia è più grande, di che cosa? Di recettori per le sostanze nutritive e vitamine e minerali.

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Ciò che accade è che le cellule cominciano a produrre più ricettori per rispondere a quella domanda ed è ciò che chiamiamo regolazione al ribasso… è una parola scientifica, la cellula si regola al ribasso, si altera. Se lo facciamo per 20 o 30 volte, cellula dopo cellula, non credete che non rimarrà più alcuno spazio per l’assorbimento delle sostanze nutritive? Se vivete in base alle vostre emozioni e producete un cambiamento nelle proteine del vostro corpo e i ricettori sono tutti bloccati perché ci sono più ricettori per quelle emozioni limitate di cui siete dipendenti, ha forse importanza quello che mangiate? Possiamo dire: se consideriamo un atteggiamento, l’atteggiamento è direttamente proporzionale alla rete neurale che avete.

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Il vostro atteggiamento dà forma alla rete neurale e produce peptidi. I peptidi nel vostro cervello sono direttamente proporzionali ai ricettori delle vostre cellule, le quali sono direttamente proporzionali all’espressione del DNA, che è direttamente proporzionale all’ espressione della vita, che è direttamente proporzionale alla salute. Se potessimo vedere, se prendessimo uno di questi e guardassimo i ricettori di una persona, vedremmo che cosa c’è nei recettori e potremmo sapere che tipo di salute ha. Se guardassimo la sua rete neurale sapremmo il tipo di peptidi che ha prodotto e sapremmo la salute che ha.

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Quindi, procedendo per pura deduzione, l’atteggiamento che è direttamente proporzionale alla rete neurale, che è direttamente proporzionale ai peptidi prodotti dal cervello, che sono direttamente proporzionali ai recettori, che sono proporzionali all’espressione del DNA o della vita, che è l’atteggiamento, che è la base fondamentale della vostra salute:

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l’atteggiamento determina la salute.

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Fonte:  www.ceepsib.org

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Sebastiano

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Emozioni e Salute

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“Vi è una sola saggezza:

comprendere come tutto sia governato attraverso il Tutto.”

Eraclito

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Indice: Studio dei rapporti tra Psiche, sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario

Candace Pert: il corpo come rete di informazioni emozionali, Tutto il corpo pensa: la chimica delle emozioni.

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Studio dei rapporti tra Psiche, sistema nervoso, sistema endocrino, sistema immunitario.

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La PNEI è diventata negli ultimi anni una delle discipline più ricche e interessanti dell’intera ricerca medica e scientifica. La PNEI sta trasformando radicalmente il consueto modo frammentato di concepire l’essere umano, proponendo una visione realmente unitaria dell’essere umano e dei suoi principali sistemi di comunicazione interna, una visione olistica in cui la psiche, ossia il pensiero, la coscienza e l’emozione diventano elementi fluidi e dinamici direttamente implicati in ogni processo nervoso, endocrino e immunitario.

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Prima di addentrarci nell’analisi dei rapporti tra questi grandi sistemi, occorre precisare che le conoscenze relative al sistema nervoso, al sistema endocrino e al sistema immunitario si sono arricchite e modificate tanto da stravolgere completamente la precedente visione della funzione di ciascun sistema. Gli studi condotti dagli anni settanta ad oggi, hanno portato alla individuazione di particolari proteine, i neuropeptidi. La loro scoperta ha ampliato le conoscenze sul funzionamento sia del sistema nervoso che di altri importanti sistemi quale quello endocrino e immunitario, che oggi ci appaiono molto più integrati nello scopo comune di adattare sempre meglio l’organismo all’ambiente.

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Il dato più sconcertante è la loro produzione contemporanea sia a livello centrale, da parte del sistema nervoso, con funzioni di neuromodulazione, che a livello periferico, da parte di cellule appartenenti a sistemi diversi quali il sistema endocrino o immunitario o digerente, ponendo il problema del significato funzionale di questa doppia rappresentazione polipeptidica centrale e periferica.

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Candace Pert: il corpo come rete di informazioni emozionali

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Uno dei maggiori contributi alla riunificazione della dicotomia umana in medicina è dovuto al lavoro e alla visione pionieristica di Candace Pert. La Pert, neurofisiologia, direttrice del centro di biochimica cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino.

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Queste scoperte l’hanno candidata al Nobel per la medicina, ed hanno creato – come spesso accade in questi ultimi anni – una sorta di rivoluzione nel modello di essere umano della medicina ufficiale. Come l’editore John Maddox ha riportato su Nature, le persone più esperte in questo campo sostengono che ogni stato d’ animo é fedelmente riflesso da uno stato fisiologico del sistema immunitario.

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Occorre puntualizzare che, fino ad una ventina di anni fa, termini come “mente”, “emozione” o “coscienza” non erano nemmeno menzionati nei testi di medicina, in quanto il modello umano ufficiale considerava il corpo come unica realtà e la mente un concetto estraneo alla scienza e non indispensabile. In neurofisiologia si riteneva (e molti purtroppo molti ritengono ancora) che il cervello “producesse” il pensiero e che il suo funzionamento fosse quello di un computer, basato su una semplice logica di acceso-spento.

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La scoperta dei primi mediatori sembrava avvalorare questa concezione puramente meccanicista, ad esempio un neurotrasmettitore “eccitava” un neurone che “attivava” un muscolo mentre un secondo mediatore “inibiva” il neurone e “rilassava” il muscolo.

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Tutto il corpo pensa: la chimica delle emozioni

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Con le scoperte della Pert sui neuropeptidi, questo modello è stato scardinato completamente. Innanzitutto i neuropeptidi devono essere considerati delle molecole “psichiche”, in quanto non trasmettono solo informazioni ormonali e metaboliche, ma “emozioni” e segnali psicofisici: ogni stato emotivo (amore, paura, piacere, dolore, ansia, ira… ), con le sue complesse sfumature chiamate sentimenti, è veicolato nel corpo da specifici neuropeptidi. Anche la vecchia divisione tra neurotrasmettitori e ormoni è diventata obsoleta, in quanto entrambi sono da considerarsi categorie di neuropeptidi.

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Contrariamente alle aspettative, questi neuropeptidi e i loro recettori sono stati rinvenuti in ogni parte del corpo e non soltanto nel sistema nervoso: inoltre la semplice meccanica dell’”acceso-spento” è stata soppiantata dalla logica estremamente più complessa della “neuromodulazione”. Lo psicofisiologo francese Jean-François Lambert, sul concetto di neuromodulazione, ha valutato le possibili variazioni di comunicazione in una singola sinapsi neuronica nell’ordine delle centinaia fino alle migliaia di differenti possibilità.

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Questo significa che l’intero corpo “pensa”, che ogni cellula o parte del corpo “sente” e prova “emozioni”, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.

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Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo. Finalmente la medicina scopre che il corpo non è una macchina! Su queste basi teoriche e sperimentali, Candace Pert parla dell’essere umano come di una complessa “rete di informazioni” e dichiara che l’antica divisione tra mente e corpo non ha più ragioni di sussistere: al vecchio concetto bisogna sostituire quello di psicosoma (bodymind), in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica organica realtà.

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Queste avanzate concezioni mediche costituiscono un importante sostegno alla concezione unitaria o psicosomatica del modello Cyber, in particolare se consideriamo che è stata documentata la presenza di neuropeptidi e dei loro recettori anche negli unicellulari: tale dato sostiene la nostra ipotesi degli organismi unicellulari come unità di coscienza in grado di sentire ed elaborare informazioni in modo analogo agli animali superiori, anche se su livelli o densità informatiche più semplici e primitive.

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Fonte:  http://www.ceepsib.org/

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Sebastiano

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