FEBBRE, VIRUS E LA SOLITA ASPIRINA


.

L’ ASPEN-SPIRAIN E LE MICIDIALI RICADUTE DI POLMONITE SPAGNOLA 

 .

dr. Valdo Vaccaro

dr. Valdo Vaccaro

Cosa è e cosa non è un virus

 .

Il virus non è un mostro vivente. Non è neppure un mostro semi-vivente o uno Zombie vendicativo che si muove in cerca di vittime. Ancor meno è un vampiro tornato dall’al-di-là ed assetato di sangue e di nuove cellule umane da ghermire. Già voler affermare il contrario di questo, come fa sistematicamente e testardamente la medicina, mettendoci incredibili fantasie microbiologiche e geografiche, ci piazzerebbe nel mondo di Walt Dysney, più che in quello della scienza trasparente.

.

Su questo punto mi sono espresso con una ventina di tesine, sullo stile di Scienza e fantascienza del virus, Il caso Sandlers e i conigli polio resistenti, Il Tamiflu monatto e il pipistrello alchimistico, La farsa del contagio batterico-virale, Superstizione del contagio e cultura della salute, ecc.

 .

Un virus non è ammazzabile

 .

Il virus è sempre e solo materiale morto e spento del tutto, privo di cervello, di volontà, di anima, di mezzi assorbitivi-nutritivi, duplicativi e riproduttivi. Incapace pertanto di pensare e di agire, e meno ancora di intraprendere degli attacchi contro l’uomo o contro chicchessia. Frammento cellulare polverizzato, riconoscibile e catalogabile in base al tipo di cellule morte di provenienza, ma biologicamente amorfo, inattivo e privo di personalità comportamentale. Un virus poi non può essere colpito, deattivato, ammazzato. Si può mai ammazzare un sasso? Si può mai assassinare una cosa già morta?

 .

Un corpo funzionante a dovere non conosce ostruzioni virali

 .

Virus come materiale intasante? Quello sì. Come fa ad aumentare e ad intasare se non ha capacità replicative? Molto semplice. Si accumula secondo formula sommatoria e non attraverso moltiplicazione. Si accumula perché è il corpo umano che, per normale legge fisiologica, subisce una ininterrotta disintegrazione cellulare producente detriti organici, chiamati impropriamente virus autogeni o veleni.

.

Se il soggetto respira bene, mangia corretto, si muove, utilizza tutte le sue funzioni mentali, fisiche, sessuali e spirituali, il corpo funziona al meglio nel suo metabolismo nutritivo-ripulitivo, e non si creano intasamenti e rallentamenti, blocchi e ostruzioni di alcun genere, in quanto tali virus vengono in parte riciclati e per il resto espulsi mediante gli apparati emuntori (polmoni, reni, intestini, epidermide).

 .

Le squadre di intervento e l’arma basilare della febbre

 .

Ogniqualvolta l’uomo si intossica a monte (cibo, stress, emozioni, clima, inquinamento), il sangue si addensa e si viscosizza, il metabolismo si rallenta, gli organi si infiammano (epatiti, nefriti, gastriti, coliti, riniti), i virus si accumulano per sommatoria e creano pesanti ostruzioni. Il servizio batterico interno di nettezza urbana, e di pronto intervento, scatta grazie a Dio con tanto di sirena, e va a piazzare una crisi espulsiva-liberatoria chiamata influenza, facendo buon uso dello strumento principe chiamato febbre, sapientemente dosato dal sistema immunitario.

 .

Il metodo sicuro per guarire rapidamente da ogni influenza

 .

Fin dai tempi più antichi esiste un metodo sicuro e garantito, preciso e infallibile, per risolvere una cosiddetta infezione virale (che in realtà è sempre e solo una semplice ostruzione interna e autoctona). Fin da tempi di Sparta e Atene, sin dall’era di Talete, Pitagora e Parmenide, si sapeva benissimo come guarire in una sola notte dalle influenze.

.

Guarire in una sola notte, senza farmaci, senza medici e a costo zero, grazie alla febbre alta e all’acqua. Ma cosa stai cianciando? Ti rendi conto almeno della gravità di quello che dici? Stai forse bestemmiando Dio Onnipotente come fece Gesù prima di finire sulla croce? Sei almeno sicuro?

 .

La febbre? Meglio alzarla che abbassarla!

 .

Certo che sono sicuro. Non al 99 ma al 100%. Come erano sicuri tutti i medici di qualche decennio fa. Ti arriva la febbre? Non abbassarla mai con niente, nel modo più assoluto. 
Al limite sarebbe meglio alzarla che abbassarla. Bevi dunque semplice acqua in abbondanza, o anche acqua e limone non zuccherati, e infilati in un sacco a pelo o sotto un caldo piumino o sotto le coperte.

.
Basta una notte con 6-8 ore di intensa traspirazione, stile sauna, e la mattina dopo ti ritrovi sfebbrato del tutto e senza più intasamento virale.

 .

I medici condotti di ormai antica memoria

 .

I medici condotti degli anni 50-60 conoscevano queste tecniche a menadito, e davano pure consigli di questo tipo alla gente, evitando rigorosamente di ricorrere alle armi farmacologiche. Non erano ancora perseguitati e maramaldeggiati da Big Pharma. Facevano il loro dovere con saggezza e con alto senso di responsabilità. Le loro sale d’aspetto, attigue agli ambulatori, non pullulavano ancora di promotori scientifici carichi di nuovi farmaci da proporre e da imporre con le buone o le cattive, con i dolcetti e le carote compensative.

 .

Il ricorso sistematico alla pillola, al farmaco e al flacone

 .

I medici di oggi nulla sanno di queste cose e meno ancora sanno dell’importanza della febbre come strumento di guarigione manovrato dal sistema immunitario. Hanno imparato semplicemente che, per ogni diversa patologia, esiste una pillola, un farmaco, un flacone, studiati appositamente per stroncarla. E che la febbre è un accessorio della patologia nemica. Qualcosa dunque da sopprimere senza riserve e senza esitazioni.

.

Il risultato finale è che queste cure miracolose riducono prontamente la temperatura, ma nel contempo prolungano la febbre che, da intensa e acuta, si trasforma dopo pochi giorni in leggera e cronica, causando alla fine quel fenomeno di morie collettive chiamate epidemie, attribuite ad agenti virali anziché ad ignoranza o a perfidia terapeutica.
I casi della SARS e dell’Aviaria.

.

Nel 2004 il CDC (Central for Disease Control), già autore 20 anni prima della farsa Aids, e la WHO (World Health Organization) lanciarono nel mondo pesanti allarmi sull’influenza SARS e sull’Aviaria, collegabili, secondo loro, alla Spagnola del 1918, maggiore pandemia mondiale di tutti i tempi, sulla base di un virus simil-aviario preso da una vittima di quel disastro sanitario. 

.

Tale prelevamento, se davvero effettuato e non inventato (vista la nota inaffidabilità di questi enti), sarebbe del tutto insufficiente a provare alcunché, visto che la Spagnola causò da 20 a 40 per alcuni, e da 100 a 120 milioni di vittime per altri, dati sempre approssimativi, mancando in quel dopoguerra metodi e strumenti per fare dei reali conteggi statistici. Sarebbero servite centinaia di prelevamenti e non uno solo, per ottenere dei risultati significativi.

 . 

L’interessante nascita dell’Aspen e dello Spirain

In realtà, la medicina gioca a rimpiattino. 

 . 

Vediamo come e perché. Ce lo racconta un documento che circola via internet negli Stati Uniti (http://home.earthlink.net/-anitaastrologer/aspirinflu.htm), firmato da Marshal Smith su edizione BroJon Gazette. Nel 1890, un chimico americano produsse un medicinale migliorativo di un vecchio rimedio familiare chiamato Willow o Aspen Tea, che veniva preso da anni per calmare gotta, artrite e dolori reumatici. Il nuovo prodotto, pur mantenendo lo stesso sapore di the, conteneva in più acido salicilico e, mentre bloccava i dolori, aveva effetti collaterali mai prima sperimentati, tipo nausea e vomito. 

.

Il chimico stesso si dette da fare e risolse alla fine il problema trovando un neutralizzatore-tampone che limitava tali effetti, e sintetizzandolo in un nuovo additivo chimico coperto da brevetto. A questo punto, e si era nel 1895, il chimico in questione vendette tale brevetto a una grossa azienda farmaceutica europea di nome Bayer.

 .

Da Aspen Spirain ad aspirina, la grossa fortuna della Bayer

 .

La Bayer, per vendere sia in America che in Europa, registrò il prodotto col marchio inalterato Aspen Tea sul mercato americano, e col nuovo marchio, Spirain Tea, sul mercato europeo. Dopo alcuni anni raggruppò i due marchi Aspen e Spirain in uno solo, ribattezzandoli col nome di Aspirina. Fin dal 1905 c’erano altre ditte che producevano acido acetilsalicilico con diversi nomi, per cui cominciarono a fioccare denunce e battaglie legali da parte della Bayer. Il gigante tedesco della chimica e della farmacologia stava investendo enormi risorse pubblicitarie sia in Europa che in America, ed era particolarmente intransigente sulla difesa del marchio.

 .

I collegamenti tra aspirina e la pandemia Spagnola del 1918

 .

Tuttora oggi, nelle farmacie, appaiono a fianco dell’aspirina Bayer prodotti come Nyquil, Aleve, Tylenol, Motrin, Bufferin, Anacin, e cento altri nomi ancora, tutti contenenti acetilsalicidico o sostanze simili ad essa, e tutti intesi a combattere raffreddamenti, influenza e febbre. In effetto, la riduzione della febbre non era nemmeno menzionata nella licenza originale della Bayer del 1895. La Bayer di allora del resto non conosceva nemmeno l’uso dell’aspirina in ogni suo dettaglio. Ma cosa c’entra l’aspirina con la pandemia Spagnola? C’entra eccome.

 .

Febbre come espressione del Sistema Immunitario

 .

La febbre non è il sintomo di una malattia, ma è piuttosto autentica espressione segnaletica del sistema immunitario. La febbre alta, in particolare, agisce sui telomeri, ovvero sui terminali del RNA virale, impedendo loro di duplicare se stessi. I telomeri sono come una chiusura lampo che si chiude in millisecondi e separa il nuovo Rna da quello vecchio. Essi sono termosensibili e non si aprono a temperature inferiori a 37.5 °C. E’ grazie a questo meccanismo che le alte febbri sbloccano gli intasamenti virali. 

 .

Ragionamenti contorti e contraddittori 

 .

Creando la febbre, l’infezione virale viene ridotta quanto basta affinchè le cellute T possano catturare ed inghiottire le cellule danneggiate, grazie ai loro acidi forti che disgregano pure i virus Rna in semplici aminoacidi. Questo sistema ammazza i virus e non permette loro di riprodursi, secondo il documento in questione. Solo che, come già detto all’inizio, i virus non sono esseri viventi e non possono essere ammazzati da nessuno. E’ impossibile ammazzare qualcosa che è già morto.

 .

Le cose sono in realtà molto più semplici, e siamo di fronte a una fisiologica moria cellulare

 .

Quel ragionamento è dunque di tipo neo-pasteuriano, e non è affatto condivisibile igienisticamente. Serve solo a contrastare l’ideologia pasteuriana del virus usando argomenti pasteuriani. In realtà, non esiste per noi questo meccanismo sofisticato e fantasioso di copiatura e riproduzione dei virus, ma esiste soltanto il semplice avvicendamento cellulare, ovvero la moria normale e fisiologica delle cellule spente che diventano detriti cellulari. Detriti che, in un corpo funzionante normalmente, vengono in parte riciclati (per recuperare le catene di atomi minerali utili al corpo, tipo gli atomi di ferro) e in parte espulsi.

 .

Il solito sgorbio dell’intervento sul sintomo 

 .

Non conoscendo un bel nulla di queste problematiche, i nostri medici odierni identificano il nemico da combattere nella febbre stessa, e curano in modo disinvolto e tranquillo l’influenza con l’aspirina o con dei febbrifughi. Nessun ragionamento sulla fonte intossicante a monte (dieta, stress, clima, ecc) che nessuno ha pensato a disattivare e che continua a rallentare il sangue, a procurare ostruzione virale ed accumulazione virale.

.

Il risultato è che, entro poche ore, la fastidiosa febbre scompare e il paziente, anche se tuttora carico di materiale virale, si sente provvisoriamente meglio. Ma né il medico, né tanto meno il paziente, sanno che, con la temperatura normalizzata, si inceppa il meccanismo termico stoppa-virus, per cui nel giro di 3 giorni la conta dei virus inespulsi passa da pochi milioni a miliardi e miliardi.

 .

Lo schema classico della polmonite fulminante

 .

A questo punto, arriva una drammatica ricaduta, una ripresa della febbre. Il paziente finisce in ospedale con la polmonite e viene trattato, manco a dirlo, con dosi massicce di aspirina, o di prodotti similari. Comincia a boccheggiare e a bramare dell’aria che non riesce ad assumere e, nel giro di 24 ore, passa spesso dalla vita alla morte. Cos’è che ha bloccato il febbrone iniziale? L’aspirina. Cos’è che ha decapitato infine, dopo circa 72 ore, il sistema immunitario nella fase di ricaduta? Ovviamente l’aspirina. Questo è uno schema classico nei decessi da polmonite fulminante. Ecco spiegato quello che successe nell’epidemia del novembre 1918.

 .

L’aspirina in trincea

 .

I medici della prima Grande Guerra sapevano che l’aspirina riduceva rapidamente la febbre, pertanto l’adoperavano in modo sistematico. Se a un soldato veniva la febbre gli affibbiavano subito l’aspirina. Tre giorni dopo gli veniva la polmonite fulminante e moriva regolarmente durante la notte. Nessuno si sognava di fare dei collegamenti logici tra quella morte e l’aspirina. Anche perché morire in trincea era cosa normalissima. Se non era il proiettile o la granata, ci pensavano la difterite o la tubercolosi, lo stress e la paura, l’umidità e gli stenti.

 .

Il passaparola telefonico

 .

Con l’armistizio del 1918 tutti i soldati tornarono a casa dai vari fronti. Per la prima volta esisteva un mezzo straordinario di comunicazione chiamato telefono. Tutti i soldati avevano memorizzato un fatto soltanto, e cioè che, con la magica aspirina, la febbre calava. Nessuno aveva invece fatto, lo ripetiamo per chiarezza, il collegamento tra aspirina e polmonite fulminante. I combattenti americani che rientravano in patria dall’Europa, telefonavano a casa, e raccomandavano ai familiari di curarsi con la meraviglia del momento, con la poderosa aspirina, rimedio magico contro ogni tipo di febbre.

 .

La gente moriva come le mosche

 .

Il 24 novembre del 1918 migliaia e migliaia di pazienti ammalati di polmonite affollavano gli ospedali americani con una misteriosa ricaduta influenzale e con la febbre alta. La stessa cosa succedeva in Europa. I medici di allora furono presi di sorpresa. Non avevano mai visto nulla del genere. I pazienti arrivavano in ospedale, venivano messi a letto ed aspirinizzati, e lasciavano libero il loro posto la mattina successiva, prendendo la via del camposanto. La chiamarono epidemia Spagnola perché i primi a morire, come mosche spruzzate dal DDT, si erano registrati in Spagna. Il vero responsabile però non era il DDT, e nemmeno l’inesistente virus della Spagnola. Il vero responsabile si chiamava aspirina.

 .

Hai la febbre? Prendi l’aspirina!

 .

Nessuno fu in grado si spiegare quei cento milioni di morti. Ma oggi lo sappiamo. Quella peste non aveva una comune causa patogena, ma raggruppava centinaia di diversi tipi di febbre esistenti da sempre nelle varie regioni del mondo. La sola differenza, nel fatidico Novembre 1918, era l’esistenza del telefono e del conseguente passaparola internazionale. Hai la febbre? Prenditi una buona dose di aspirina! Questa era la parola d’ordine.

 .

Il Tamiflu e la SARS

 .

Ma oggi la situazione non è radicalmente cambiata. Il SARS non è una malattia. Ma è la conseguenza di una nuova aspirina che la FDA ha approvato molti anni fa. Un’aspirina speciale che si chiama Tamiflu. Il Tamiflu ha cominciato ad essere usato nel 2003. Come viene usato? Viene usato su pazienti che avevano la febbre e che erano stati curati con aspirine o con febbrifughi, ritrovandosi dopo alcuni giorni con una ricaduta e una febbre alta. A quel punto i medici impongono il Tamiflu, con dosaggi di 10 cc all’ora, fino a quando la febbre scompare.

 .

Dubbi atroci sulle responsabilità sanitarie dell’ultimo secolo

 .

Quella dose oraria di 10cc è sufficiente per mandare all’altro mondo migliaia e migliaia di persone. Sufficiente per poterle associare alla nuova peste pandemica SARS, demonizzando non certo l’aspirina e il tamiflu, ma il nuovo e terribile mostro virale proveniente dai pollai di Hongkong, dai porcili della Nuova Zelanda, dalle scimmie dell’India, dai ramarri dell’Afghanistan, o dagli uccelli più strani delle Filippine.

.

Non è invece che, negli ultimi 100 anni, la medicina, complice la disinformazione galoppante, l’ignoranza e la corruzione promosse per telefono e per internet, ha ucciso disinvoltamente milioni di vite umane?

 .

Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

 .

PUBBLICATO DA VALDO VACCARO   http://valdovaccaro.blogspot.it

.

ESISTE UNA CURA PER L’ARTRITE?


.

ARTRITE

.
Un metodo naturale per liberarcene definitivamente senza farmaci o chirurgia 


Dottor Herbert M. Shelton, tratto da “Scienza e Salute”, dicembre 1988

.

“Non esiste una cura per l’artrite”,

.

sentenzia la voce alla radio, “ma c’è li farmaco tal dei tali». Il farmaco “tal dei tali” è una medicina notevolmente pubblicizzata per «alleviare» i dolori dovuti a mal di testa, neurite, neuralgia, reumatismi ed artrite. Naturalmente il suo corso regolare è quello di fungere da palliativo nei confronti dei sintomi, piuttosto che allontanare le cause. Il mal di testa è un sintomo. Può essere “alleviato” temporaneamente con l’aspirina che non fa nulla per eliminare le cause dei mal di testa. Questi metodi abusano dell’organismo umano eppure sono molto popolari e alla fine arrecano più male che bene.

.

La salute scaturisce da uno stile di vita giusto;

.

la malattia scaturisce da uno stile di vita errato. La persona che riesce a vedere nello stile di vita errato le cause della malattia è mentalmente preparata ad accettare un piano razionale (e radicale) per l’assistenza del corpo e della mente, non solo come mezzo di preservazione, ma anche di ripristino della salute. Gli elementi di un successo illimitato sono contenuti nei principi della salute che deriva da uno stile di vita salutare. I reumatismi, l’artrite e la gotta sono in effetti tre termini che indicano una medesima condizione: l’infiammazione delle articolazioni.

.

l’infiammazione delle articolazioni

.

La gotta si riferisce all’infiammazione delle articolazioni delle dita dei piedi. Il reumatismo invece è più ampio e si riferisce all’infiammazione muscolare. La lombaggine è un termine utilizzato per indicare i reumatismi alla regione lombare, i reumatismi possono interessare anche la regione dei muscoli intercostali. L’artrite reumatoide e l’artrite deformante sono reumatismi alle articolazioni che hanno subito processi deformanti. 

.

 malattie reumatiche 

.
Queste condizioni possono essere acute, subacute o croniche. La forma acuta è in genere quella più grave ed è accompagnata da febbre. La forma subacuta dei reumatismi o dell’artrite è simile a quella acuta, tranne che per il fatto che i suoi sintomi non sono sempre così gravi. La forma acuta e quella subacuta delle malattie reumatiche possono manifestarsi di tanto in tanto e diventare gradualmente croniche. La gotta cronica e l’artrite cronica tendono a diffondersi da un’articolazione all’altra e nel tempo le strutture articolari possono essere distrutte mentre la parte terminale delle ossa finisce per unirsi, dando origine all’anchilosi.

.

Si crede che queste condizioni siano determinate da germi e siano affiancate a raffreddori, tonsillite ed altri problemi. Non è vero che i raffreddori, la scarlattina, la tonsillite, il morbillo ed altre “malattie” acute, che spesso precedono i reumatismi, sono la causa dei reumatismi acuti o cronici, in quanto si tratta di crisi dovute a una debilitazione costituzionale da cui dipendono anche i reumatismi o l’artrite.

.
I reumatismi acuti,

.

semplici o cronici, l’artrite deformante, la osteoartrite cronica o le semplici artriti sono anch’esse delle crisi che compaiono in seguito ad un indebolimento costituzionale, consistente innanzitutto di una diatesi reumatica o predisposizione e in secondo luogo di una debilitazione combinata e di una tossiemia determinate da abitudini di vita errate e da regimi alimentari sbagliati. 

.
L’artrite reumatoide

dipende da una nutrizione sbagliata in coloro che soffrono di predisposizione alla gotta. E’ legata ai calcoli alla cistifellea e ai reni, all’indurimento delle arterie, ai depositi calcarei nelle valvole dei cuore e a tutte le forme di “reumatismi” ai quali viene dato il nome di gotta. Appartiene alle «malattie da deficienza».

.

i reumatismi al cuore

.

I reumatismi e i reumatismi al cuore sono determinati da un’autoinfezione e da abitudini che debilitano e indeboliscono i poteri digestivi; successivamente se quelle pratiche indebolenti persistono si manifesta la fermentazione intestinale; questa fermentazione altera l’alcalinità dei sangue e spiana la strada ai reumatismi e alle malattie al cuore nelle persone predisposte, o comunque prepara le condizioni allo sviluppo di queste malattie. 

.
Sebbene i sintomi gastrointestinali cronici siano comuni a tutte le artriti croniche, non si sa se la persona in genere riesca a rendersi conto che questi reumatismi provengono dall’iperalimentazione o comunque da combinazioni alimentari improprie. 

.

amidi e zuccheri in eccesso

.
L’individuo predisposto ai reumatismi rappresenta una persona che “vive bene”, ma non saggiamente. Ama “la buona cucina” e abbondanza e come regola preferisce mangiare amidi e zuccheri in eccesso.

.

Queste abitudini persistono fino al momento in cui non si è più capaci di “amministrare” il cibo. 
Troppi amidi o troppi amidi e zuccheri combinati costituiscono uno dei fattori preponderanti nella predisposizione a reumatismi in qualsiasi forma essi si manifestino; non è più il tempo del pane con la marmellata, del pane con lo zucchero o con lo sciroppo, dei dolci o dei cereali con lo zucchero che hanno giocato un grande ruolo nella manifestazione dei reumatismi, dell’artrite, della gotta, molto più di qualsiasi altro cibo o di combinazioni di cibi: il pane con la carne, le uova con il pane, il pane con la frutta, il pane tre volte al giorno, il pane ogni volta che si mangia, o tra un pasto e l’altro o il pane con le patate, con i dolci, ecc..

 l’artrite alle ginocchia

.

Nel caso di un reumatismo al cuore, le fibrine si depositano nelle valvole, che non riescono a chiudersi normalmente, così si origina il difetto a livello delle valvole. Comunque, non si può affermare che l’artrite alle ginocchia, per esempio, causi dei problemi al cuore. E’ più giusto dire che il cuore è danneggiato dalle tossine che hanno causato l’artrite, in quanto il difetto al cuore è anche dovuto ad un’autoinfezione imposta da una tossiemia primaria o metabolica.

l’aspirina

.

Le malattie al cuore hanno un’altra causa forse più comune. Circa 90 anni fa Sir Lauder Brunton ha affermato che i salicilati (l’aspirina) se da un lato “alleviano” il dolore dei reumatismi, dall’altro aggravano la malattia al cuore.

.

Oggi i medici persistono nell’utilizzazione dei salicilati in caso di reumatismi e spesso discutono il problema della grande incidenza di malattie cardiache che fanno seguito ai reumatismi.

.
Il dr. Richard C. Cabot nel suo Manuale di Medicina afferma a proposito dei reumatismi: «Le droghe definite salicilati, a cui appartengono le aspirine, ci permettono di alleviare il dolore di questa malattia. Non la curano, non abbreviano la durata della malattia, non proteggono il cuore, non fanno nulla se non alleviare il dolore e questo è già tanto. Sono stati una grande benedizione, rendendo così non più necessario l’uso della morfina e di droghe simili come una volta venivano utilizzate». 

.
Non è vero “che non fanno nulla se non alleviare il dolore.” Infatti, il loro operato si ripercuote a livello dei nervi che diventano insensibili e ovviamente la cosa non può avvenire senza danno ai nervi in particolare e allo stesso corpo in generale. Qualsiasi studio accurato su tale argomento rivelerebbe i foro effetti dannosi.

.

Perché sottomettersi agli effetti dannosi di una cura, che non abbrevia la malattia e non protegge il cuore? In che modo questi veleni e i loro effetti dannosi possono effettivamente essere detti una benedizione? Solo nel senso che essi hanno sostituito delle droghe più dannose come la morfina, che sicuramente costituisce il peggiore tra i due mali. 

.
Per un certo periodo di tempo era piuttosto diffuso cercare di porre rimedio a queste affezioni eliminando i denti, le tonsille, la cistifellea, l’appendice, le ovaie, ecc.. L’eliminazione di questi cosiddetti “sfoghi di infezione” era ritenuto essenziale non perché causassero l’artrite, ma perché rappresentavano parte della patologia generale. E’ vero le secrezioni devono essere drenate, ma non è necessario rimuovere gli organi. Essi possono tornare a godere di ottima salute. 

.
Perché sottoporsi ad un’operazione per la rimozione dell’appendice, della cistifellea per curare i reumatismi, quando la causa dei reumatismi, dell’appendicite, della colecistite è la stessa?

un’unica causa, la tossiemia

.

Poiché tutte queste affezioni sono determinate da un’unica causa, la tossiemia, può una qualsiasi persona dotata di un briciolo di intelligenza aspettarsi di curare una delle tre affezioni, eliminando uno degli organi? I medici promettono di eliminare la gotta, l’artrite, i reumatismi attraverso l’operazione di un’appendice infiammata o di una cistifellea – queste ultime affezioni derivano dalla stessa causa che ha prodotto la prima. Ma la cosa è altrettanto assurda proprio come eliminare un durone dall’alluce operando e incidendo il mignolo.

.

Anche quando il cuore viene coinvolto, i reumatismi hanno la tendenza a guarire, sebbene qualche volta il cuore possa essere danneggiato permanentemente e sebbene l’infiammazione reumatica del cuore qualche volta si concluda con la morte. Guarire da un’infiammazione reumatica acuta delle dita dei piedi (gotta), delle articolazioni (artrite) o dei muscoli (reumatismi muscolari) non significa tornare in buona salute.

la tossiemia

.

Una crisi può passare e alcuni giorni dopo o altre settimane se ne manifesta un’altra. Le crisi vanno e vengono, ma la tossiemia che è alla loro base, le alterazioni dei metabolismo e lo stile di vita errato continuano.

.

Non c’è bisogno di meravigliarsi e di chiedersi perché queste affezioni artritiche difficilmente riescano ad essere superate. Sono delle condizioni estremamente debilitanti, in cui la tossiemia è notevole e spesso ha raggiunto l’ultimo stadio.

.
Il metabolismo è stato alterato eppure queste persone sofferenti non vogliono abbandonare quelle vecchie e cattive abitudini che hanno determinato l’affezione. Si scoraggiano facilmente, cosa di cui i trattamenti e le terapie precedenti sono in gran parte responsabili. Molti non ricorrerebbero a nessun tipo di consiglio se la gravità dei sintomi non glielo imponesse. 

.
L’eliminazione di tutte le abitudini debilitanti e che favoriscono l’assorbimento dei veleni nel tratto gastrointestinale, permette di evitare gli “attacchi” dei reumatismi, della gotta, dell’artrite anche se è stata acquisita una certa predisposizione verso di essi.

.

Al contrario, data una predisposizione o diatesi verso una malattia, sia essa la gotta, l’artrite, la tubercolosi, la neurastenia, il morbo di Bright o qualsiasi altro nome, aggiunta alla debilitazione e alla tossiemia, allora non mancherà che si manifesti una vera crisi. 

.
Spesso sentiamo che le istituzioni mediche trattano l’artrite attraverso la dieta, anche se non riescono ad ottenere gli stessi risultati raggiungibili con il trattamento Igienico. Innanzitutto, perché ignorano la debilitazione e la tossiemia e lo stile di vita da cui essi dipendono. In secondo luogo, perché gli individui assuefatti alle droghe, utilizzano il cibo come droghe, cioè cercano di curarsi con la dieta senza allontanare le cause dell’artrite. 

.
L’artrite è incompatibile con gli zuccheri e gli amidi, in seguito al cattivo funzionamento dei metabolismo.

.

Comunque, i migliori risultati si ottengono non attraverso una mera riduzione dei carboidrati, ma attraverso una riduzione generale dei regime alimentare, in quanto i carboidrati non sono gli unici colpevoli. La tossiemia appare in seguito all’abuso che si protrae nel tempo di qualsiasi cibo ingerito impropriamente e nelle combinazioni errate. 

.

Il digiuno terapeutico

.
Quindi non tanto la riduzione dei cibo, quanto l’astinenza da qualsiasi cibo, per un certo periodo, riuscirà ad eliminare rapidamente l’irritazione gastrointestinale che rappresenta il punto di partenza di tutti i casi di artrite reumatoide. A ciò si aggiungerà una correzione dello stile di vita nella sua totalità e un riposo adeguato per recuperare a pieno l’energia nervosa. 

.
La salute non deriva da trattamenti, terapie, cure, bensì da uno stile di vita salutare che ne permetterà il ripristino e la salvaguardia. La persona che soffre di artrite può ritrovare la salute se impara a vivere in modo appropriato prima che le articolazioni siano stato danneggiate in modo eccessivo. http://www.disinformazione.it 

 Fonte:  www.disinformazione.it

.

Sebastiano

.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: