IL SUBCONSCIO CAUSA DI GUARIGIONE O DI MALATTIA


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MEDICINA PSICOSOMATICA E SUBCONSCIO

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Il nostro Subconscio può essere paragonato al timone automatico di una nave o un aereo. Il pilota gli trasmette la rotta da seguire, ed il timone automatico si prenderà cura di raggiungere la destinazione. Perciò il Subconscio, questa poderosa intelligenza dentro di noi, si prenderà letteralmente cura con tutte le sue capacità di realizzare quelle che sono le nostre credenze e i nostri convincimenti.

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Il Subconscio non è la nostra Coscienza Morale, ma è un meccanismo automatico che interpreta i nostri desideri  a modo suo, ma che, sempre seguendo una sua logica, li esegue letteralmente. Proviamo a fare un esempio: se noi pensiamo di non valere niente, di non essere degni di essere amati, di non essere belli, che tutti ce l’hanno con noi, etc.

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Noi ci stiamo accusando e incolpando. E’ come se dessimo al nostro Subconscio questo messaggio: “Sono colpevole di non valere, sono colpevole per il fatto di non essere amato, sono colpevole di non essere bello, sono colpevole di avere tutti contro di me”.

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La conseguenza della colpa è il castigo. Perciò l’Inconscio tenderà a realizzare nel corpo l’evidenza di questo castigo attraverso il dolore e la malattia. Senza rendercene conto ci stiamo auto-ammalando. Ci stiamo auto-infliggendo una malattia. Possono sembrare favole, eppure questa è la cruda realtà.

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La Medicina PsicoSomatica, una nuova branca della medicina, conferma l’influenza che ha la  mente sul corpo nel creare una malattia o la guarigione . Mente e corpo interagiscono continuamente tra loro. Ogni pensiero della mente è come quella goccia d’acqua che alla fine spacca il sasso.

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Paure, rancori, risentimenti, vendette, invidie, gelosia etc. se prolungate nel tempo sfoceranno regolarmente in malattie fisiche. Questa è la legge non scritta del Subconscio.

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Se conoscessimo questa amara realtà, continueremmo ancora a crogiolarci in questa fornace di pensieri distruttivi? Continueremmo ad autoprocurarci sempre nuove malattie?

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IL RISENTIMENTO

Il risentimento: un veleno più potente del cianuro.

Certamente a nessuno  piacerebbe prendere giornalmente una piccola porzione di cianuro. Ma è quello che facciamo regolarmente, giornalmente, anche se involontariamente, ogni qual volta indugiamo nella nostra mente in pensieri di risentimento o rancore verso qualcuno, chiunque egli sia.

La persona che vive e si nutre regolarmente del veleno del risentimento è una persona che essenzialmente ha fallito nella propria vita sociale. Questa persona finisce per acquisire certi modi di comportamento inconsciamente già fin dalla sua fanciullezza.

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Questo tipo di personalità è abbastanza diffuso, e non è difficile in vari gradi riconoscerlo in noi stessi come negli altri. E’ il classico tipo che cerca sempre un capro espiatorio o una scusa per i suoi insuccessi. Perciò è sempre pronto ad attribuire alla società, al sistema di questo mondo, alla vita, alla politica, allo sport, alla religione, oppure al destino le colpe dei suoi fallimenti.

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La persona che si nutre di risentimento si sente sempre trattata ingiustamente, e quindi si sente defraudata dalla società. Il risentimento è soltanto un tentativo per rendere meno doloroso, più accettabile, il nostro insuccesso personale nella vita.

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Ma il risentimento si rivela un balsamo ancora peggiore della malattia stessa. E’ un veleno mortale per l’anima, perchè ci rende impossibile la felicità, ed esaurisce inutilmente le nostre energie che potrebbero essere usate per qualcosa di più costruttivo.

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L’individuo che nutre ed esprime sempre sentimenti di rancore, ed ha il dente avvelenato contro tutti e contro tutto, gradualmente finirà col rimanere isolato.

Un tale individuo non è certo la migliore compagnia: parenti, amici e compagni di lavoro scompariranno intorno a lui, ed egli avrà una ragione di più per sentirsi ancora più vittima del sistema.

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L’ODIO E LE SUE CONSEGUENZE

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Quando noi odiamo una persona siamo legati a lei da un legame emozionale più forte di una robusta corda d’acciaio.  Questo stato emotivo ha effetti devastanti sul corpo. Il primo organo a soffrirne è lo stomaco con tutto l’apparato digerente.

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Acidità, bruciori di stomaco, gastrite, ed infine l’ulcera sono le conseguenze di questo veleno chiamato odio.

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La persona odiata diventa, pian piano, il nostro padrone; ci viene in mente di giorno e di notte; ci toglie sonno e serenità e ci priva della gioia di vivere, ci uccide.

Il perdono è l’unico modo per rompere tale legame e ritornare liberi e sani.

Perchè continuare su questa strada distruttiva?

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Sebastiano

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IL PENSIERO POSITIVO DI LOUISE HAY


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ORIGINI DEL PENSIERO POSITIVO DI LOUISE HAY

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di Laura Rita

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Louise Hay
Louise Hay

Il successo

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Nel 1980 torna nella sua nativa California, dove mette a frutto la sua eccezionale esperienza aiutando la gente. Nel 1984, pubblica il già citato “Puoi guarire la tua vita”, in cui con rinnovata convinzione spiega come le idee e i pregiudizi che abbiamo nei confronti di noi stessi siano la causa principale dei nostri problemi emozionali e delle nostre malattie fisiche, e come quindi sia possibile cambiarli e “guarire” nel senso più profondo, nel corpo come nello spirito.

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Fonda la sua casa editrice, la Hay House, e, nel 1985, si dedica ai malati di AIDS; il piccolo gruppo iniziale arriverà a contare ben 800 partecipanti, e diviene noto come “The Hay Ride”. Ormai, la Hay, pur continuando a scrivere libri, ha smesso di lavorare 10 ore al giorno sette giorni la settimana.

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“Mi è stato difficile riuscire a trovare del tempo per me stessa”, ha dichiarato in una delle sue rare interviste. “Ho dovuto superare un sacco di sensi di colpa. Così tante persone mi dicono che hanno bisogno di me… È davvero difficile dedicarsi a se stessi quando gli altri ti dicono così, ma è fondamentale. Se non amo me stessa e non mi prendo cura di me stessa nel migliore dei modi, non posso aiutare gli altri”.

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Le radici del pensiero di Louise Hay

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Louise Hay è considerata una esponente di spicco del “pensiero positivo”, nato nell’ambito del movimento chiamato “New Age”. Alcuni elementi innovativi di questo movimento sono per esempio il rifiuto di qualunque verità assoluta, la diffidenza nei confronti dell’idea di “religione” sostituita da quella di spiritualità, il Dio di cui si parla è piuttosto un sottofondo cosmico, un energia immanente e, infine, il rifiuto della nozione di peccato, sostituita da quella di malattia, che può essere superata con un cambiamento di coscienza.

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La Dottrina del New Thought

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Questi movimenti sono riconducibili ad un gruppo di chiese non confessionali americane, esistenti sin dalla fine dell’800, operanti tuttora e raggruppate, sia a livello americano che mondiale, nella International New Thought Alliance, l’Alleanza Internazionale del Nuovo Pensiero. La dottrina del New Thought (nuovo pensiero), è stata definita “misticismo pratico”, in quanto basata sul presupposto che il Regno dei Cieli non si raggiunge dopo la morte, bensì nel “qui ed ora”, perché si trova dentro ognuno di noi.

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In questa visione si conciliano spiritualità e senso pratico, ma anche religione e scienza, non a caso i rami più importanti del New Thought sono rappresentati da chiese chiamate Christian Science (Scienza Cristiana) o Religius Science (Scienza Religiosa). È in quest’ambiente che si sviluppa il pensiero di Louise Hay, che nel suo libro più famoso: Puoi guarire la tua vita riconosce appunto di essersi avvicinata alla spiritualità attraverso la Church of Religius Science, di cui è stata “ministro di culto”.

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Il pensiero di Louise Hay

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Dunque: abbiamo detto che Louise Hay si forma nell’ambiente del Pensiero Positivo. Il Pensiero Positivo non è altro che la scoperta e l’utilizzo del potere creativo del pensiero, un potere normalmente limitato da schemi ristretti e negativi assorbiti nell’infanzia. Il presupposto di base, che è anche uno dei punti di forza della Hay, è che ognuno è responsabile al 100% di tutto ciò che gli accade, nel bene e nel male. Noi “creiamo” le nostre esperienze attraverso i nostri pensieri ma vanifichiamo questo potere creativo accusando gli altri.

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Le Affermazioni Positive

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Per poter usare questo potere è necessario l’utilizzo di affermazioni, anch’esse uno degli strumenti più conosciuti del pensiero positivo, visualizzazioni e esercizi allo specchio. Le affermazioni hanno due precise caratteristiche:

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1 – Sono costruite al tempo presente.

2 – Sono prive di negazioni.

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Gli Esercizi allo specchio

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Gli esercizi allo specchio rappresentano la vera scoperta di Louise Hay. Convinta che la chiave di svolta sia nell’amore per se stessi e per il proprio bambino interiore, Louise Hay inventa uno strumento che trasformi il dialogo interiore in una vera e propria relazione con se stessi. È indubbio che allo specchio, a tu per tu con la propria immagine, consci di quanto questa sia diversa dall’ideale che ci siamo costruiti, sia più facile prendere coscienza del disprezzo per se stessi e quindi si possa trasformarlo in accettazione e approvazione. Inoltre è l’unica occasione in cui ci si può guardare “negli occhi” e quindi dentro, ciò rende più difficile mentirsi e quindi più efficace ciò che di positivo riusciamo a dirci.

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Critiche al Pensiero Positivo di Louise Hay

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Louise Hay si è guadagnata critiche feroci dalla Chiesa Cattolica che, immaginando schiere di persone capaci di far ricorso alla propria forza spirituale per dare senso e forza alla propria vita si vede privata dell’unico potere di delega che ne giustifica l’esistenza e quindi minacciata. Ma altre critiche vengono da ambienti accademici di stampo psicoanalitico. Queste prendiamole in considerazione perché non sono del tutto campate in aria e forse trovano eco in alcuni di noi.

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La sostanza di queste critiche riguarda l’inconscio: come si può credere, dicono, che un pensiero o un’affermazione positiva possa risultare convincente per una persona se questa continua a conservare nel suo inconscio un pensiero che al contrario è negativo? Louise Hay quindi non crede che esiste un inconscio? O crede che l’inconscio sia così stupido da farsi abbindolare da una semplice affermazione quando al suo interno conserva interi ricordi e traumi che la smentiscono?

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Noi non sappiamo cosa Louise Hay risponda a queste critiche, né ci risulta se l’abbia mai fatto, ma possiamo tentare di esprimere la nostra posizione in proposito.

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La nostra posizione

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In nessun caso Louise Hay, proponendo le affermazioni positive incita a negare, rimuovere o ignorare ciò che si oppone all’amore per se stessi. Anzi. Lei stessa esorta le persone a fare un serio e duro lavoro per tirar fuori la rabbia e l’odio per se stessi e gli altri, dando a ciò il significato di una depurazione e di un indispensabile occasione per poter poi conoscere fino in fondo quali siano le offese che abbiamo bisogno di perdonare.

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Essa esorta a prendere coscienza del dialogo interiore negativo, poiché non è affatto vero che ci accorgiamo di averlo, anzi, siamo del tutto inconsapevoli di essere giudicanti, rimproveranti e schiacciati dai sensi di colpa. È l’uso delle affermazioni positive, soprattutto quelle dette a voce alta e davanti allo specchio che ci permettono di “sentire” quanto poco siamo convinti e quindi, per deduzione, quanto invece siamo convinti di non valere niente.

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A questo proposito è utile ricordare il “termometro” inventato da Antonio Mazzetti, che è uno strumento in più, perché ci permette di stabilire il grado della nostra convinzione, di verificare quanta sia la strada da fare e monitorare i nostri progressi.

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È vero, tuttavia, che il rischio di semplificare un processo che è invece doloroso e difficile c’è se si fa un uso superficiale e consumistico dell’opera di Louise Hay. Perché come tutte le idee geniali è semplice. Ma un’idea semplice diventa superficiale solo perché lo è l’intento di chi la utilizza.

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Fonte: http://www.ass-arcano.it/

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Sebastiano

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HO’OPONOPONO: OLTRE LA LEGGE DI ATTRAZIONE


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IL METODO DI GUARIGIONE HO’OPONOPONO – 6

Ho-oponopono va al di là della Legge di Attrazione

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Dato che non è possibile controllare tutto quello che abbiamo nell’Inconscio e che comunque agisce sulla nostra realtà, questa tecnologia ci permette di intervenire comunque dando amore al nostro Inconscio, accettando ciò che è, senza giudicarlo. Essere felice è la scorciatoia migliore per arrivare ad ottenere lo scopo, ed è lo stato d’animo che accelera qualunque processo di attrazione consapevole.

Abbi fiducia che ogni volta che utilizzi Ho-oponopono qualcosa si “aggiusta”,  perché quando ci ripuliamo e ci allineiamo al Divino attraverso l’amore,  l’Universo ci appoggia e ci mette sulla via migliore per noi. Mentre siamo incarnati in questa dimensione terrena, la nostra missione è di ripulirci il più possibile perchè lo stato migliore e più vicino al Divino e quello di essere “vuoti” senza alcuna credenza limitante o alcun blocco mentale.

 Dobbiamo accettare il fatto che non sappiamo precisamente cosa stiamo cancellando, ma poiché viene cancellato, è qualcosa che non può esserci che d’intralcio; non mettiamo limiti alla provvidenza (come si usa dire) e affidiamoci ad essa.

Quando incominci a cancellare, in realtà ti stai sempre più avvicinando allo stato più elevato di consapevolezza. Possiamo utilizzare tutto quello che si manifesta opportunamente nella nostra vita per cancellare i blocchi, dalle notizie del telegiornale, fino a qualunque informazione ci pervenga, perché se arriva a noi è perché noi glielo permettiamo e perché rappresenta la proiezione di qualcosa che è reale dentro di noi.

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IL SUBCONSCIO CI CONNETTE COL DIVINO

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L’intelletto non può comprendere appieno l’operazione di Ho-oponopono perché chi materialmente apre la connessione con il Divino è il Subconscio, il nostro Bambino Interiore, nella sua innocenza ed ingenuità, al di là di ogni giudizio di merito, al di sopra ed oltre ogni senso di colpevolezza o di peccato.

Dire mentalmente Grazie chiude molte porte ed ne apre ancora di più, ma quelle che apre sono tutte strade che ci innalzano e ci portano a raggiungere il migliore stato di serenità e di Pace!

Questo report è liberamente distribuibile a condizione di non modificare in nessuna parte il contenuto e citando sempre la fonte.  © www.ho-oponopono.info

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 Sebastiano.

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HO’OPONOPONO: L’INSEGNAMENTO


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IL METODO DI GUARIGIONE HO’OPONOPONO – 5

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 COME PRATICARE L’ HO-OPONOPONO

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Quando si pratica Ho-oponopono si producono dei cambiamenti positivi nell’ambiente per sé, ma anche per gli altri. Ciò che io individuo come problema, lo posso risolvere, a condizione che io ne accetti al 100% la responsabilità.

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Ma tecnicamente come faccio a farlo?

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Nella maggioranza dei casi non abbiamo la più pallida idea di dove sia nascosto il ricordo che ci crea il blocco da cui poi deriva il problema con cui abbiamo a che fare. Quindi se potessimo fare affidamento solo sul Sub-conscio che nasconde il ricordo e sul Conscio che non è in grado di scovarlo saremmo davvero presi a mal partito. Invece abbiamo anche l’Io Superiore che sa precisamente cosa, come e dove intervenire.

Noi spesso siamo i peggiori ostacoli nella nostra vita, quando non vogliamo capire che la cosa migliore è farci da parte e lasciare agire gli esperti! Questa tecnica funziona sempre, che lo crediamo o no. Anche se al momento non capiamo come funziona, dovremo accettare il fatto che funziona efficacemente quando ci accorgeremo che il problema al quale l’abbiamo applicato si è dissolto!

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COME APPLICARE HO’OPONOPONO

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Nell’applicare Ho-oponopono non bisogna avere giudizi né aspettative, è una cosa molto semplice ma bisogna farlo correttamente. Per tutto il tempo in cui io ripeto le parole,  “Scusa, Mi dispiace, Ti Amo, Grazie” dentro di me so che sto liberando, pulendo, cancellando me stesso. Questa è l’unica cosa che dobbiamo fare. Se lo facciamo così rimaniamo allineati e quindi arriveremo a centrare e connettere i nostri tre Sé.

Dobbiamo essere liberi da giudizi ed opinioni perchè la vita sia libera di fluire. Non è importante ripetere esattamente quelle parole  o sempre tutte insieme, l’importante, la cosa fondamentale è utilizzare Ho-oponopono consapevolmente!

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Come faccio a non avere aspettative?

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Non si tratta in realtà di non avere aspettative, quanto piuttosto di avere FEDE che le cose non potranno che risolversi per il meglio, con la conseguenza di renderci felici! E, incredibilmente, con questo metodo  noi potremmo raddrizzare tutte le cose che non vanno, per tutti e per  tutto il mondo, perché tutto ciò di cui siamo a conoscenza, fa parte della  nostra realtà ed è responsabilità nostra se si è manifestato, pertanto  attraverso la tecnica di Ho-oponopono siamo in grado di modificarlo.

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COSA E’ IL SUBCONSCIO?

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Nel nostro Inconscio, nel nostro Bambino Interiore, trovano spazio tutti, ma proprio tutti, i nostri ricordi. Le persone entrano nella nostra vita perché vengono attratte dalle Memorie che abbiamo in comune, ed è questo che principalmente ci unisce agli altri, anche se di questo non abbiamo consapevolezza. Certi legami sono labili e si sciolgono facilmente, ma altri sono più radicati nel nostro Subconscio e quindi sono più resistenti.

Quando qualcuno o qualcosa mi ferisce o semplicemente mi disturba, posso lamentarmi, arrabbiarmi, affrontare la situazione  colpevolizzando gli altri o le circostanze, ma in realtà è molto più produttivo e soddisfacente capire che qualunque cosa accade non è altro che una proiezione di me stesso. Colpevolizzare gli altri è un po’ come se, guardando la televisione, ce la prendessimo con l’attore di un telefilm, e lo  apostrofassimo dicendogli che è un cretino, o ci mettessimo a discutere con lui sul perché del suo comportamento! Piuttosto assurdo no?

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LA REALTA’ E’ UNA NOSTRA PROIEZIONE

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Nella vita reale è paradossalmente la stessa cosa. TUTTO è una mia proiezione sullo schermo tridimensionale della realtà. Se io mi ringrazio o mi perdono, quindi automaticamente cancello le credenze in comune tra me e ciò che mi disturba. Semplice no? L’assumersi consapevolmente la responsabilità della realtà é quello che cancella gli errori.

Per esempio i terapeuti devono essere consapevoli che quando arriva da loro una persona che vuole essere guarita da loro, in realtà va proprio da loro semplicemente per aiutarli a risolvere la loro realtà, per dare loro l’occasione di correggere una memoria che provoca degli errori nella loro realtà. La strada più facile è assumersi la responsabilità.

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MEMORIE E CREDENZE LIMITANTI

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Se io non ho una credenza limitante o una memoria “pericolosa” nel mio Subconscio, nella mia realtà non possono manifestasi certe contingenze. Quindi in buona sostanza, io sono responsabile  di tutto, anche dei pensieri e delle azioni degli altri! Quindi quando qualcosa appare nella mia vita, anche se è qualcosa che mi ferisce, che mi fa stare male, devo comunque considerarlo una fortuna, perché quell’evento, per quanto nefasto, mi dà l’opportunità, essendone io il responsabile, di correggere degli errori che sono nel mio sub-cosciente.

A questo punto non è importante che coscientemente ci focalizziamo su ciò che dobbiamo cancellare, è sufficiente che la nostra attenzione vada all’effetto che ciò che vogliamo cancellare ha provocato. Quello di individuare la causa è compito della nostra parte divina, che dal canto suo sa molto bene cosa fare, senza bisogno di consigli o di istruzioni, che avrebbero l’unico risultato di distogliere la nostra attenzione dall’effetto che vogliamo eliminare.

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COME CANCELLARE LE MEMORIE LIMITANTI?

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Ma devo pensare quello che sto cancellando?… No, la nostra parte divina sa molto bene quello che bisogna pulire, neanche deve pensare che qualcosa non lo vuole cancellare, si cancella solo quello che deve cancellare. Forse l’effetto non sarà immediato,  ma la tecnica funziona sempre, il rallentamento dipende dalla  mancanza di allineamento. E l’allineamento si raggiunge  facilmente mettendo in primo piano l’amore!

Ho-oponopono è anche accettare che c’è una parte di me che è più saggia di “me” (nel senso che noi ci identifichiamo spesso solo con il nostro Io Cosciente (Ego), dimenticando le altre due parti del nostro essere). Se non pensassimo tanto, spesso potremmo comprendere le cose molto meglio.

Dobbiamo comprendere che Dio non si intromette nelle nostre vite, se noi non gliene diamo il permesso. Bisogna imparare a fidarsi  di se stessi e ringraziarci per tutto ciò che di buono abbiamo  manifestato nella nostra vita. Bisogna confidare che quando utilizziamo realmente questa tecnologia i problemi si risolvono. E soprattutto bisogna smettere di analizzare tanto ogni cosa. L’unica cosa che io devo realmente  fare è essere me stesso pienamente.

Non importa quale sia effettivamente la causa del problema, è solo un’incognita che bisogna cancellare e non importa chi la cancella. E non è nemmeno importante capire quando o come voglio che il problema si risolva, perché la nostra parte divina sa già perfettamente cosa è il meglio per noi e farà in modo che si realizzi. E il nostro Io Superiore sa molto meglio cosa va bene per noi del nostro “Ego”.

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NON PORSI OBIETTIVI DEFINITI

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Quindi la cosa più giusta da fare non è porsi degli obiettivi definiti ma piuttosto mantenerci puliti e allineati, confidando che nella nostra vita si manifesterà tutto quello che è meglio per noi al di là di ogni più rosea aspettativa dell’intelletto.

In realtà noi abbiamo già in noi tutte le “esperienze” ma non ne siamo consapevoli a causa di tutte le memorie e le credenze limitanti che abbiamo accumulato, e che ci impediscono di collegarci al Divino. Per questo motivo la nostra missione è quella di cancellare i blocchi mentali che abbiamo, per poter raggiungere consapevolmente la nostra autentica essenza.

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I PENSIERI CREANO LA NOSTRA REALTA’

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Ovviamente non possiamo essere coscienti della qualità dei pensieri che abbiamo minuto per minuto, ma i pensieri sono creativi sia che noi siamo consapevoli di averli, sia se non lo siamo. E’ banale dire che chiunque subisca una disgrazia non  l’ha attirata nella sua vita consapevolmente, ma comunque noi ormai sappiamo che l’ha attirata lui ed egli ne è l’unico responsabile.

In realtà noi abbiamo una quantità di ricordi, emozioni e pensieri dei quali non siamo consapevoli e che rischiano di farci manifestare ciò che non vogliamo affatto. E’ per questo motivo  che il nostro Ego (Io Cosciente) non può pretendere di cancellare  consapevolmente la causa degli errori, perché verosimilmente  nella maggioranza dei casi non sarebbe in grado di individuarla.

Dobbiamo diventare in questo caso come i bambini, accettare di cancellare le cause dei problemi senza un diretto controllo, con innocenza, ma con un’innocenza consapevole. Affidiamoci al divino e agiamo quando il nostro Super-Cosciente ci invia l’ispirazione ad agire!

Quindi “Grazie, Ti amo” li diciamo perché vogliamo stare sereni, indipendentemente da ciò che sa o non sa l’intelletto. Perché spesso quello che la ragione non conosce, lo conosce il cuore. E poiché tutta la realtà parte da noi se noi siamo sereni e in pace in noi stessi, questo è il più gran servizio che possiamo fare al mondo.

Quindi se ho passato tutta la vita volendo risolvere i problemi, ora scopro che non sono io che devo risolverli, anzi se continuo ad ostinarmi a volerlo fare non faccio altro che mettermi i cosiddetti bastoni tra le ruote! Perciò ripuliamoci per poter stare in Pace.

Questo report è liberamente distribuibile a condizione di non modificare in nessuna parte il contenuto e citando sempre la fonte.  © www.ho-oponopono.info .

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Sebastiano

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PENSARE E’ CREARE – CONTE SAINT GERMAIN


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Conte di Saint-Germain


IO SONO (VITA IMPERSONALE)

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Capitolo 6: Pensare è creare

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Ho detto che l’uomo non pensa; che sono io dentro di lui, che penso; ho anche detto che l’uomo crede di pensare. Siccome questo è, in apparenza, una contraddizione, io ti mostrerò che l’uomo normalmente non pensa, più che non faccia ogni altra cosa ch’egli supponga di fare.  Poiché io, dentro di lui, faccio tutto ciò che egli fa; ma lo faccio necessariamente per mezzo del suo organismo, della sua personalità, del suo corpo, della sua mente e della sua anima.

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Cercherò ora di farti comprendere come ciò possa essere.

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Ricorda prima di tutto che io ti feci a mia immagine e somiglianza e che ho il mio Essere dentro di te.  Ma questo non lo credi ancora.  Tu credi che io, Dio, sia in qualche luogo fuori di te: che noi siamo separati. Inoltre, ciò che tu fai quando credi di pensare non è realmente «pensare» perché non è un pensare cosciente, essendo tu inconscio di me, l’ispiratore, il dirigente di ogni idea, di ogni pensiero che entra nella tua mente.  

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Tu sei fatto a mia immagine e somiglianza

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Ancora, essendo io in te e tu fatto a mia immagine e somiglianza, e possedendo quindi tutte le mie facoltà, tu puoi pensare; ma non essendo conscio del fatto che pensare è creare e che pensando tu adoperi uno dei miei divini poteri, tu hai bensì pensato durante tutta la vita, ma hai pensato male, cioè hai pensato ciò che tu chiameresti l’errore. Questo pensare erroneamente ti ha sempre più separato da me, pur adempiendo il mio piano, che più innanzi ti sarà manifesto.

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La prova di questo è che tu credi di essere separato da me e di vivere in un mondo materiale; che il tuo corpo di carne produca e accolga il piacere e il dolore e che nel mondo si manifesti una cattiva influenza, chiamata Demonio, la quale si opponga alla mia volontà.

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E così è per te, poiché tutto è, per l’uomo, come egli pensa o crede che sia.  E sono pure io che ho fatto apparire all’uomo tutto ciò, come se fosse ciò che egli pensa che sia.  Anche questo in vista del mio intento e per adempiere la legge del creare.

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Infatti, se tu credi che una cosa sia in un certo modo, non è essa, per te, realmente così?  Se una cosa ti sembra reale, sia essa una gioia o un dolore, un disturbo o un cruccio, o qualunque altra cosa, condizione o esperienza, non è essa reale per te solo perché il tuo pensarla e crederla tale la fa tale per te? Ma essa sembra reale soltanto a te: altri possono pensarla del tutto differente, non è vero?

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E se è così, allora il tuo corpo, la tua personalità, il tuo carattere, il tuo ambiente, il tuo mondo, sono come appaiono a te solo perché tu li hai pensati tali.  Tu puoi quindi cambiarli col medesimo processo, se non ti piacciono, non è vero?  E tu puoi farli comunque tu voglia, pensandoli tali.

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Ma tu domandi: come si può realmente pensare, coscientemente pensare, in modo da produrre questo cambiamento?

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Sappi innanzitutto che io, il tuo Sé reale, ho espressamente attirato la tua attenzione su queste cose che ora ti dispiacciono e che te le lascio pensare quali esse ora ti sembrano.  Io, io solo preparo così la tua mente umana in modo che quando tu ti volgerai interiormente a me con fede durevole, possa renderti capace di comprendere e manifestare esteriormente la realtà delle cose che ora ti sembrano così poco soddisfacenti. Poiché io ti porto tutto ciò che, con la sua apparenza esterna, può attrarre o allettare la tua mente umana e spingerla innanzi nella sua ricerca terrena, allo scopo di istruirti intorno alla illusorietà di tutte le apparenze materiali e alla fallibilità d’ogni giudizio umano: cosicché tu ti volga finalmente a me, dentro, alla mia sapienza, come Una e unica interprete e guida.

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E quando tu ti sia così volto a me dentro, io aprirò i tuoi occhi e ti farò vedere che l’unico modo di provocare questo cambiamento nel pensare è di mutare prima il tuo atteggiamento verso tutte queste cose che ora tu pensi non siano quel che dovrebbero essere; cioè, se esse non sono soddisfacenti o ti sembrano biasimevoli e ti toccano al punto da recarti dolore o disturbo della mente, ebbene, cessa di pensare che esse possano addolorarti o disturbarti.

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Chi è, insomma, il padrone?  Il tuo corpo, la tua mente?  Oppure Tu, l’Io sono interiore?  Allora perché non mostrare che tu sei il padrone, pensando le vere cose che l’Io sono dentro di te desidera che tu pensi?

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Tutte le cose influiscono su di te solo in quanto tu le pensi e dai loro il potere di turbarti o tediarti. 

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Se tu cessi di pensare che esse abbiano questo potere, ti volgi dentro a me e mi permetti di dirigere il tuo pensiero, esse spariranno immediatamente dalla tua coscienza e si dissolveranno nel nulla, da cui tu, pensandole, le hai tratte.  Quando tu sarai disposto a fare questo, solo allora sarai pronto a riconoscere la verità e, per mezzo di un pensare cosciente diretto da me, a creare al loro posto le cose vere e permanenti che io, dentro, desidero che tu crei.

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Distinguere il vero dal falso, il reale dall’apparente

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Allora, quando tu saprai distinguere il vero dal falso, il reale dall’apparente, il tuo pensiero cosciente sarà tanto potente da creare tutto ciò che desideri, come lo è stato il tuo pensiero inconscio nel creare in passato quelle cose che tu, un tempo, desiderasti e che ora trovi odiose.  Poiché fu per il tuo pensiero inconscio, o per il tuo pensare senza aver coscienza del dominio che i tuoi desideri esercitavano sui tuoi poteri creativi, che il tuo mondo e la tua vita sono ora ciò che tu qualche volta in passato desiderasti che fossero.

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Hai tu studiato e analizzato mai il processo con cui lavora la tua mente quando le appare una nuova idea fertile di possibilità? Hai notato la relazione che il desiderio ha con quell’idea e come pensandola essa alfine si realizzi?

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Studiamo questa relazione, questo processo.  Prima di tutto c’è sempre un’idea, non considerando adesso la necessità o l’occasione per cui essa è apparsa.  E non importa di dove essa venga, se di dentro o di fuori: poiché in ogni modo sono io che l’ispiro e faccio sì ch’essa impressioni la tua coscienza in quel particolare momento.  Poi, precisamente nella misura in cui tu ti concentri su di essa, arrestando tutte le attività della tua mente ed eliminando tutte le altre idee e pensieri dalla tua coscienza, in modo che questa possa avere pieno impero su tale idea, io illumino la tua mente e faccio svolgere dinanzi a essa i vari aspetti, le varie possibilità ch’essa contiene.

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Tutto ciò ha luogo, fino a questo punto, senza il concorso della tua volontà, tranne che nel mettere a fuoco, nel concentrare la tua attenzione su quell’idea.  Ma una volta che io ho dato alla tua mente umana una prospettiva delle sue possibilità e ho attirato a essa il tuo interesse, allora diviene responsabile la tua personalità: allora essa deve assumere il suo compito, poiché come io creai e generai quell’idea, così nell’atto stesso io generai in essa il potere di creare e generare il desiderio, desiderio di portare a manifestazione esterna tutte le possibilità dell’idea stessa.  

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Il desiderio, quindi, diviene l’agente mortale della mia Volontà e fornisce la forza motrice; precisamente come la personalità umana è lo strumento mortale adoperato per costringere e mettere a fuoco quel potere.  Nasce per prima, quindi, l’idea nella mente, poi sorge il desiderio di realizzarla.  Questo per ciò che concerne la relazione. Veniamo ora al processo di realizzazione.

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A seconda della precisione con cui la mente afferra l’immagine dell’idea e nella misura con cui l’idea possiede la personalità, procede nell’opera sua il potere creativo, sotto l’impulso del desiderio.  E fa questo costringendo la mente mortale a pensare o immaginare o, in altre parole, a costruire forme mentali in cui io posso, come in un vuoto, riversare la forza vitale, elementare, impersonale dell’idea, che subito comincia a realizzarsi, prima dirigendo e dominando la coscienza e tutte le attività della mente e del corpo, e di tutte le menti e di tutti i corpi che sono in relazione con essa stessa, e poi attraendo, guidando, modellando le cose e gli eventi in modo che prima o poi quell’idea possa avere definita e tangibile manifestazione.

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Così ogni cosa, ogni condizione, ogni evento, furono prima un’idea nella mente.

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Pensa questo e fa tu stesso la prova.  Prendi un’idea qualunque e seguila attraverso tutto il processo, dal suo primo apparire alla sua realizzazione: oppure prendi un atto qualunque da te compiuto, una tua opera d’arte, una tua invenzione o qualunque cosa o condizione ora esistente e risali alle sue origini, all’idea prima da cui partì.  Questo è il processo di ogni vero pensare e quindi di tutta la creazione.

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In altre parole, tu hai ora e hai sempre avuto, per mezzo del potere del pensiero, il dominio su tutti i regni della Terra.  

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Se solo tu lo sapessi, tu hai, ora, in questo momento, solo da pensare o proferire parola e la coscienza aspettante di tutte le cellule invisibili di tutta la materia su cui si concentrano la tua volontà e la tua attenzione, cominceranno a obbedire immediatamente e ad agire a seconda dell’immagine o dei piani che tu hai preparato pensandoli.

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Una volta che tu sei persuaso di questo e che sai che la coscienza dell’Io sono in te è una con la coscienza di tutta la materia animata e inanimata, e che la sua volontà è una con la tua, che è la mia volontà, allora tu comincerai a conoscere e sentire me dentro e riconoscerai il potere e lo splendore della mia idea, che esprime eternamente se stessa, impersonalmente per mezzo tuo.

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Ma prima è assolutamente necessario che tu impari a pensare, a distinguere i tuoi pensieri, quelli diretti da me, dentro, dai pensieri degli altri, a rintracciare fino alla loro origine la sorgente dei pensieri, a bandire dalla tua coscienza quelli che non sono desiderabili e, finalmente, a dominare e utilizzare i tuoi desideri in modo che essi servano sempre te, invece di renderti loro schiavo.

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Tu hai in te tutte le possibilità: poiché io sono in te.  

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La mia idea deve esprimersi per mezzo tuo.  Essa si esprimerà perfettamente se tu lo permetterai: se tu calmerai la tua mente umana, se metterai da parte le tue idee, credenze e opinioni personali e la lascerai fluire dall’esterno.  Tu non hai che da volgerti dentro, a me, e lasciarmi dirigere il tuo pensiero, lasciarmi esprimere qualunque cosa io voglia, accettando personalmente e facendo ciò che io desidero che tu faccia. 

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Allora nella tua vita ci sarà una grande armonia, il tuo mondo diverrà un paradiso e tu stesso diverrai uno con me.

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Quando tu avrai cominciato a realizzare tutto ciò e avrai avuto un barlume del suo intimo significato, sarai pronto ad afferrare il valore di quanto segue.

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Fonte: www.stazioneceleste.it

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Sebastiano.

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