IL BAGNO GENITALE O BAGNO DERIVATIVO SECONDO IL METODO KNEIPP



IDROTERAPIA: IL BAGNO GENITALE O BAGNO DERIVATIVO

SECONDO IL METODO DELL’ABATE KNEIPP

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Abate Sebastian Kneipp

Abate Sebastian Kneipp

I bagni derivativi presentati con un  linguaggio semplice e comprensibile dal dr Giovanni Rosa, medico in pensione e naturalista, cultore del metodo dell’Abate Kneipp. Credo che sia importante per ampliare la nostra conoscenza sui bagni derivativi e sul modo di operare, visionare il video del dr Giovanni Rosa; potrebbe chiarirci anche dei dubbi al riguardo.

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Negli anni 70 ebbe un grande successo, viene oggi riscoperto come un metodo per combattere lo stress e riportare l’equilibrio e la serenità nel meraviglioso apparato ormonale ipofisario.

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Il bagno genitale o bagni derivativi come li chiamano oggi, benchè abbiano origini antichissime, sono stati riscoperti recentemente da circa duecento anni.

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Tra gli ultimi annoveriamo:

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Vincent Priessnitz (Jesenik -Cecoslovacchia, 1799 -1851) comincia un uso sistematico dell’idroterapia come medicina naturale, da cui prese il nome di Naturopatia.

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 Louis Kuhne (Lipsia – Germania, 1835 – 1901) fu un precursore dalla moderna Idroterapia.

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L’abate Sebastian Kneipp (Stephansried – Germania, 1821 – 1897) è riconosciuto come il fondatore della moderna Idroterapia.

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Padre Taddeo di Wisent (Baviera – Germania, 1858 – 1926) fu uno dei maggiori discepoli dell’Abate Kneipp.

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Manuel Lezaeta Acharan (Santiago del Cile, 1881 – 1959) discepolo diretto di Padre Taddeo e scopritore della Dottrina Termica.

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Luigi Costacurta (Vittorio Veneto – Italia, 1921 – 1991) discepolo di Manuel Lezaeta Acharan.

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France Guillain (Montpellier – Francia, 1942) autrice di libri sui bagni derivativi.

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Carmelo Scaffidi, Italia, igienista e naturopata, presidente dell’ A.B.I.N. (Scuola di Salutismo Naturale) di Bergamo. http://www.abin.it/

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Buona visione col dr Giovanni Rosa

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Sebastiano.

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BAGNI DERIVATIVI


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BAGNI DERIVATIVI: la scoperta dell’acqua….fredda! ;0)

Pubblicato da 

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 bagni derivativi

Hai mai sentito parlare di Bagni Derivativi?

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In Italia se ne parla ancora poco, ma in Francia, così come in altri Paesi, sono centinaia di migliaia le persone che lo praticano.

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La pratica del bagno derivativo

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La pratica del bagno derivativo consiste nel rinfrescare con acqua fredda in maniera prolungata ed esclusiva il sesso bagnandolo con frizioni leggerissime. Il gesto va dall’alto in basso. Il resto del corpo deve essere bene all’asciutto e al caldo, piedi compresi.

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Un mezzo semplicissimo per ritrovare la salute

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Alcuni sostengono che il bagno derivativo sia altrettanto miracoloso dell’allattamento materno, producendo gli stessi effetti e, come questo, risale alle origini del genere umano. Il bagno depurativo agisce sul nostro corpo, sul sonno, sulle funzioni vitali di base; è un mezzo semplicissimo che la natura mette a disposizione per essere in forma e per conservare o ritrovare una bella linea. «Come gli animali che ci circondano, un tempo, molto tempo fa, dovevamo sapere come recare sollievo al nostro corpo bagnando il nostro sesso con l’acqua fredda intelligentemente.» (France Guillain)

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Eliminare tossine, grasso e cellulite e raggiungere una radiante salute, con 10 minuti di applicazione di un semplice tecnica usando soltanto l’acqua.

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La razza umana ha fatto importanti scoperte nel campo della salute e della guarigione che hanno positivamente influito la qualità delle nostre vite per sempre. Purtroppo, alcune di queste scoperte sono state sepolte dalle sabbie del tempo, considerate come superate dalla scienza moderna, dalla medicina e dalla tecnologia.

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E’ un metodo naturale

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Il metodo descritto in questa pagina è una scoperta del genere. È ispirato da una tecnica che esiste fin dagli albori del genere umano. E’ inerente al comportamento della razza umana, e naturale come l’allattamento al seno. Costituisce un rimedio ideale casalingo per ognuno che cerca di raggiungere e mantenere una salute ottimale, e naturalmente godere di una forma snella e un corpo tonico.

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Cosa è questa tecnica e come funziona?

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Si basa sull’idroterapia, che è nota per i suoi enormi vantaggi terapeutici fin dagli albori della civiltà. L’idroterapia utilizza esclusivamente l’acqua per alleviare il dolore, aumentare la mobilità, alleviare i sintomi, e in generale migliorare il funzionamento complessivo del corpo. Comprende numerose tecniche con acqua calda o fredda, e talvolta si alternano entrambi, per stimolare reazioni del corpo.

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Idroterapia

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L’idroterapia è un potente strumento per sostenere il potenziale di guarigione del corpo. Attiva la circolazione e può essere usata per dirigere il sangue direttamente in qualsiasi parte del corpo, o per farlo ritrarre.

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Louis Kuhne, il precursore moderno dell’idroterapia

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Realizzando i suoi effetti benefici terapeutici, Louis Kuhne di Lipsia ha fatto del semicupio con frizione una parte intrinseca della sua panacea idroterapica. Ha guarito centinaia di malattie e disturbi usandola alla fine del 19esimo secolo, anche quelli che la medicina tradizionale aveva dichiarato “incurabili”.

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M.K. Gandhi, il ‘Mahatma’, fu anche un appassionato naturopata.

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Praticava i bagni Kuhne e li raccomanda nel suo libro “Key to Health”. Egli sostiene in una lettera a Nehru scritta il 17 Gennaio 1929 “Non ho alcuna fiducia nei medici, vi raccomando vivamente i bagni di Kuhne e i bagni di sole”.

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France Guillain e i bagni derivativi

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France Guillain, ispirata dal lavoro di Kuhne ha pubblicato nel 1995 e nel 2000 due libri in francese che descrivono questo particolare metodo, a cui si riferisce opportunamente come Bagno Derivativo, per la sua azione derivata.

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Secondo Kuhne, il calore del corpo (generato dal movimento, la digestione, stress, shock ecc …) spinge i grassi depositati e le tossine dallo stomaco e dall’intestino verso la periferia del corpo dove non possono più essere eliminate. Il principio di funzionamento dei bagni derivativi è quello di rinfrescare il centro del corpo (l’inguine e il sesso) per 10 minuti al giorno o più, a seconda della condizione iniziale ed i risultati che si intendono perseguire. Questo processo crea una vibrazione nella fascia (il tessuto connettivo che copre tutti gli organi interni), che accelera l’eliminazione delle tossine e dei grassi.

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I vantaggi terapeutici  di questa potente tecnica derivano dal fatto che:

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  • Si rivolge alla zona inguinale: una delle aree del corpo a più alta concentrazione di nervi. Da qui il suo effetto positivo sull’umore, sul sonno e sull’energia.

  • In questa zona passano anche le arterie principali, e la tecnica aumenta notevolmente la circolazione sanguigna, l’eliminazione e la digestione.

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  • Stimola direttamente il plesso sacrale che governa l’energia sessuale e gli organi riproduttivi. Aiuta a regolare il ciclo mestruale, ed è stata usata da Louis Kuhne per trattare l’impotenza. E ‘utile anche per risolvere i livelli bassi di libido e i sintomi della menopausa.

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Funzioni dei Bagni Derivativi

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La funzione principale dei Bagni Derivativi è quello di aiutare il corpo, attraverso una reazione termica interna per eliminare le tossine e il grasso in eccesso.

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Benefici dei bagni derivativi

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Per ottenere un corpo proporzionato, tonico e sano, un sonno ristoratore, il buon umore, la digestione efficiente, la pelle liscia e livelli di grande energia, è necessario dedicare un minimo di 10 minuti al giorno per raffreddare l’area inguinale. Occorre assicurarsi che il resto del corpo rimanga caldo (per garantire la essenziale reazione termica).

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Non farti ingannare dalla semplicità dei bagni derivativi prendendoli alla leggera a causa della loro semplicità, provali e sperimenterai benefici enormi, spesso dopo una settimana.

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Come si fanno

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Per descrivere la pratica del bagno derivativo bastano due parole, che corrispondono ai suoi due elementi costitutivi: la frizione e il rinfrescamentoLa pratica consiste nel rinfrescare con acqua la parte più bassa delle due pieghe dell’inguine su ciascun lato, tanto nell’uomo quanto nella donna.

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Facile, efficace e non costa niente

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A tale scopo, si prende una spugna, un guanto da bagno o un pezzo di stoffa naturale e lo si fa scorrere delicatamente dopo averlo immerso in acqua fresca, con un gesto continuo dall’alto verso il basso da ciascun lato del pube e scende fino al livello dell’ano. Tutto il resto del corpo deve essere ben coperto, con particolare attenzione ai piedi, che devono essere caldi.

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Anche la temperatura dell’acqua deve essere fresca ma non gelida. L’atmosfera dell’ambiente in cui si pratica deve essere calda e accogliente: non bisogna semplicemente non avere freddo, ma sentire abbastanza caldo.

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Dieci minuti da dedicare alla propria salute

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Generalmente il bagno derivativo viene effettuato seduti sul bidet, ma senza immergere i glutei. Il bagno derivativo può essere ripetuto tutti i giorni fino a due volte al giorno, lontano dai pasti. Il rinfrescamento deve durare almeno dieci minuti consecutivi per una persona adulta e può protrarsi fino a un’ora.

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In generale si interrompono i bagni quando si sono ottenuti i risultati desiderati.

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Come mantenimento sono sufficienti 3 volte alla settimana, con regolarità.

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Da evitare nel periodo mestruale mentre la gravidanza è un periodo privilegiato.

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Dopo aver terminato la seduta riscaldatevi.

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Nel suo libro, France Guillain approfondisce anche gli effetti benefici che il bagno derivativo ha sulle varie patologie. 

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Si ottengono buoni risultati in caso di:

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  • acne

  • acufeni

  • affaticamento

  • allergie

  • allergia da pollini

  • angina

  • appetito

  • artrosi e artrite (dolori)

  • asma

  • chemioterapia

  • cellulite

 

  • denti e gengive

  • dipendenza (alcol, tabacco, caffè)

  • eczema

  • emorroidi

  • herpes

  • insonnia

  • memoria

  • mestruazioni

  • peso (regolazione)

  • stitichezza

  • capelli (bianchi, radi, caduta, calvizie)

 

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…Provare per credere ;o)

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Fonte: http://alberodellagioia.blogspot.it

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P.S.  Vorrei aggiungere il mio parere personale a quanto già esposto in questo articolo di  .

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I bagni derivativi sono veramente depurativi e disintossicanti. Gli effetti più evidenti ed a breve termine sono certamente nei confronti della stitichezza, costipazione, cellulite, emorroidi che sono una conseguenza della stitichezza, insonnia, prostatite, e recupero del proprio peso forma. Poi è da aggiungere che molti hanno notato un scurimento dei capelli bianchi ed un infoltimento generale dei capelli.

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Una Alimentazione Naturale a sostegno

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Ma una cosa non è stata messa nel suo giusto risalto in questo post, cioè che i bagni derivativi  per dare la sua massima efficacia devono essere accompagnati da una alimentazione naturale a sostegno. Una alimentazione Vegana tendenzialmente crudista. Per chi non avesse dimistichezza con l’alimentazione Vegana-crudista, dirò brevemente che si tratta di una alimentazione Vegetariana che predilige il crudo all’80%, ed esclude categoricamente ogni forma di cibo di provenienza animale, che è la causa della stitichezza, di coliti, di digestioni difficili, e quindi di una intossicazione a livello di sangue e visceri. Termino così questa mia breve precisazione:

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Bagni derivativi sì, al 100% . Ma accompagnati da una alimentazione disintossicante.

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Ultimo avvertimento per chi volesse iniziare questa pratica salutistica: lo smaltimento delle tossine del corpo avviene attraverso il corpo stesso, cioè la pelle, i reni, la defecazione, un raffreddore, ecc. Perciò non scambiare un piccola crisi eliminativa per una malattia. Esempio: possono apparire dei grani sottopelle o una recrudescenza dell’acne, spariranno in pochi giorni.

Sebastiano.

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SALUTE E IGIENISMO NATURALE


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Igiene Naturale 
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del Dr. Valdo Vaccaro
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La medicina ufficiale verte su 3 punti fondamentali attinenti la malattia:

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1. La malattia è un acerrimo ed insidioso nemico di tipo esterno, che arriva da lontano e si concretizza in disfunzioni, dolori, febbre, infiammazioni, ulcerazioni, squilibri ormonali,
carenze, escrescenze.
Un nemico da combattere duramente e sgominare facendo ampio impiego di farmaci, bisturi e trapianti (che sono le tipiche armi della medicina curativa-interventista).

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2. Le cause di malattia, da Pasteur in poi, non sono più il malocchio e gli spiriti maligni da
contrastare mediante esorcismi, ma i batteri e i virus, da annientare coi vaccini (che sono le armi tipiche della medicina preventiva allopatica-omeopatica).

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3. La malattia, identificata e confusa col dolore e col sintomo locale o distrettuale, si combatte
senza quartiere, organo per organo, con la tecnica search and destroy (cerca e distruggi) dei
marines, mediante terapie specialistiche.

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Il concetto igienistico-naturale, sostiene al contrario quanto segue:

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A) La malattia non è un nemico ma un alleato. Non è una presenza estranea ma è il rovescio della medaglia chiamata salute. Combattere la malattia col napalm, per quanto inverosimile appaia, significa napalmizzare la salute, ovvero perseguitare se stessi e il proprio sistema immunitario.  
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Meglio di tutto restare sempre sani. Ma se si perde l’equilibrio e ci si ammala, il processo patologico non è altro che la via più economica-rapida-intelligente verso il ripristino della normalità.

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La malattia in altre parole è una benettia. È la chiave che conduce all’autoguarigione.
Controproducente combatterla, mentre serve solo coadiuvarla e rispettarla, togliendo però le motivazioni causative a monte, e lasciando il compito risolutivo finale al sistema immunitario, cioè all’infallibile medico interno di cui ogni organismo vivente è in possesso.

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B) I virus sono figli naturali ed innocenti delle nostre cellule in continua moria e disgregazione, mentre i batteri sono nostri preziosi soci nel complesso e meraviglioso affare della nostra vita, e collaborano nel ripulire l’organismo fagocitando scorie e virus inespulsi, ovvero materiale intasante che il nostro organismo non è riuscito ad espellere.

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C) La malattia vera non è dunque il sintomo (segnale d’allarme e spia rossa), non è lo sbrocco di essudati dell’herpes, non è il muco che fuoriesce, non è la fronte che scotta, non è il grasso che dilaga, non è la testa che scoppia, non è la cellula che muta e tumorizza i tessuti.
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Qual’è allora la reale patologia? E’ la scelta di vita, il comportamento, il pensiero, l’alimento, l’ambiente, l’atteggiamento etico-morale, è la cattiveria e l’ignoranza che stanno a monte degli effetti dolorosi. 
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Al limite c’è la sfortuna, il caso, l’incidente, tutte situazioni di emergenza dove l’igienismo naturale ammette un uso limitato e mirato di armamentario medico.

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Il direttore d’orchestra è sempre e solo il sistema immunitario

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La distinzione tra medicina e igienismo potrebbe apparire sibillina e sofisticata, ma invece non lo è affatto. Poteri ammalanti e poteri guarenti sono entrambi di esclusiva pertinenza del sistema immunitario. 

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E’ lui il direttore d’orchestra che, a bacchetta, ordina al corpo di accaldarsi e sfebbrarsi, di ripulirsi ed espellere il muco, di trovare vie eliminative per i veleni depositati sotto la pelle, tramite le pustolette e gli herpes labiali e genitali. E’ lui che ordina ai punti critici dell’organismo di infiammarsi o disinfiammarsi, di ulcerarsi e cicatrizzarsi, di guarire o invece cancerizzarsi (quando sa che non ci sono più risorse).

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Gli strumenti guaritivi ma non-curativi dell’igienismo naturale ed ippocratico

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In lingua greca, il termine farmakon significa veleno. Se le farmacie si chiamassero non più farmacie ma velenìe, è probabile che non sarebbero costantemente sovraffollate, come sta accadendo ai nostri giorni.
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Per l’igienismo niente sale operatorie, sostituite dal riposo fisiologico totale (digiuno) associato all’acqua distillata, sistema che agisce come un bisturi nei riguardi di ogni presenza anormale interna, di ogni scoria velenosa e di ogni crescita cellulare fuori posto.

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La cura dell’aspettativa e dell’osservazione, ovvero la cura della non cura

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L’unica cura possibile e priva di controindicazioni è la Cura-della-non-cura, che corrisponde poi alla medicina dell’aspettativa e dell’osservazione propugnate da Ippocrate (460-370 a.C), secondo le quali il medico deve fare atto di umiltà e di sottomissione alla natura, deve limitarsi a soccorrere e coadiuvare la natura, perché la natura è sovrana medicatrice dei mali, e di conseguenza la regola fondamentale è quella del primo non nuocere, ossia primo non disturbare o contrastare l’azione della natura. 

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Ippocrate condannava i medici del suo tempo per un loro grave errore comune. Non sapevano distinguere le malattie e confondevano le stesse coi sintomi. Quello che succede pure oggi.

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La medicina sicura, soave e sollecita del medico-igienista Asclepiade

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Cura-della-non-cura che corrisponde esattamente alle idee di un altro caposaldo dell’igienismo, ovvero ad Asclepiade (100 a.C). per il quale la medicina doveva rispondere a 3 requisiti ben precisi. Doveva cioè essere sicura (non sperimentale), soave (non invasiva) e sollecita (diete, ginnastica, bagni, docce).

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Asclepiade inventò a Roma l’idroterapia e le docce 2000 anni prima di Vincent Priessnitz (1801-1851), di Sebastian Kneipp (1821-1897) e di Louis Kuhne (1844-1901). Asclepiade sottolineava:

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A) l’importanza delle cause nascoste a monte,

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B) l’importanza del corpo (del terreno umano) e di come viene usato,

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C) l’irrilevanza e l’indifferenza tra diverse malattie, tra diversi  sintomi (tutte le malattie e tutti i sintomi hanno cioè la stessa matrice). 

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Ma anche lui, come Ippocrate, venne presto tradito dagli allievi, portati a seguire i diversi sintomi locali. Largo Scribonio (47 d.C) applicava infatti la torpedine nera sulla testa dei sofferenti di emicrania, anziché cercare le vere cause a monte del male di testa. 

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Peggio ancora faceva Temisone, che si disinteressava  espressamente delle cause occulte o remote, e puntava tutto sulla fisiologia e sulla patologia.

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L’eterno oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il soave e l’invasivo

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Pertanto, l’eterna disputa tra igienismo naturale e medicina, non nasce affatto con Paracelso e Kuhne, con Petenkofer ed Ehret, con Bircher-Benner e Gerson, o con la ANHS (American Natural Hygiene Society) dei Jennings, Graham, Trall, Tilden e Shelton, ma ha origini antichissime.

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L’intreccio storico tra igienismo naturale e medicina è un continuo oscillare tra il naturale e l’innaturale, tra il non-nuocere e il nuocere, tra il rispettare e l’interferire.

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L’affogamento continuo della coscienza igienistica

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Una tensione ed una contraddizione che si ripercuotono anche nella coscienza interna di ogni medico e di ogni terapeuta liberi da presunzione ed arroganza protagonistica, dotati della giusta sensibilità, della propensione a trattare il paziente come un figlio ed un fratello, e non come una vile ed anonima merce umana. 
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In ogni medico esiste una voce interna che ammonisce, una coscienza igienistica che viene affogata e strapazzata in continuazione dalle esigenze di ordine pratico-economico-politico-strategico, e a volte anche dalle pressanti richieste del cliente in sofferenza.

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L’eterna lotta tra la salute e la pecunia

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La deontologia medica è un insieme di regole virtuose che dovrebbero caratterizzare in senso positivo ogni scelta, ogni mossa, ogni comportamento e ogni parola di chi pratica questo tipo di arte. Se venisse applicata davvero in profondità, con coerenza e costanza, e in piena libertà dai bisogni economici, dalla venalità e dalle spropositate ambizioni dell’individuo, dai condizionamenti politico-mercenari di un Ordine legato mani e piedi agli imperi farmaceutico-alimentari delle multinazionali, non staremmo nemmeno qui a parlare di due mondi in dura lotta l’uno contro l’altro.
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Quello di una medicina ufficiale ai vertici mondiali, di una medicina militarizzata e prendi-tutto, di un pozzo-senza fondo alla ricerca ossessiva di nuove patologie presunte ed immaginarie, di nuove pesti create od inventate ad arte, di una medicina venale ed opportunistica sempre alla caccia di nuove fonti di guadagno, e di un igienismo naturale che le fa da perito-contrario, vilipeso e ridicolizzato, privo di titoli e di mezzi, e persino di citazioni sulle leggi statali e sui testi ufficiali delle scuole e delle università.

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Quando la ricchezza non ha alcun valore

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A conferma che quello che conta nel mondo materiale e consumistico degli uomini odierni, non è tanto la salute e la verità, quanto la vile pecunia, in assoluto ed insanabile contrasto con l’ammonimento di Erofilo (300 a.C), fondatore della Scuola Medica di Alessandria: Quando manca la salute, la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore.

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A volte, occorre toccare il fondo per poter tentare una risalita

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Il flirt contradditorio e litigarello tra igienismo naturale e medicina, che aveva caratteristiche di intreccio quasi-indissolubile agli esordi, è diventato via-via un tiramolla polemico tra due rivali in dura lotta concorrenziale. Col passare dei secoli e dei millenni, le schermaglie e le incomprensioni sono diventate divaricazione e incompatibilità, separazione e divorzio totale, fino a piombare nelle opposte trincee di oggi, dove i proiettili fischiano in continuazione, misti ad accuse reciproche di ciarlataneria e di tradimento.
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A volte, perché un miracolo ed un ricongiungimento avvengano, è necessario toccare il fondo

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Non siamo affatto lontani da quella situazione. Non siamo affatto lontani dal giorno in cui il medico andrà a fare corsi rieducativi presso i migliori igienisti naturali. C’è un fiorire di organizzazioni mediche dissidenti, di medici responsabili, di medici olistici, di medici alternativi, a testimonianza del malessere interno che ribolle ormai incontenibile nel pancione malato, disorientato ed esasperato della medicina.

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LO STILE DI VITA IGIENISTA

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1) Rivedere le proprie convinzioni ideologiche. Prendere nota che l’uomo è inequivocabilmente vegano per disegno e progetto della creazione, e anche come discorso etico-evolutivo.
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2) Allinearsi al più presto alle esigenze vegane del nostro organismo.
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3) Conoscere se stessi e rispettare il prossimo, soprattutto quello indifeso ed innocente (bambini e animali).
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4) Dare sempre priorità e precedenza alla salute (ricordare la massima di Erofilo (Quando manca la salute la saggezza non vale, l’arte non si può esercitare, la forza della mente e dello spirito latita, e la ricchezza non ha alcun valore).
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5) Evitare stress e rumori fastidiosi.
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6) Mettere l’aria buona davanti ad ogni cibo.
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7) Esposizione solare, esercizio fisico e aerobico (respirazione ritmata e profonda), buonumore.
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8) Riposo adeguato (meglio se con la testa rivolta verso Nord), finestra aperta d’estate e socchiusa (mai tappata) d’inverno.
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9) Scegliere acque leggere (minimizzando il bere, e aumentando il consumo di frutta).
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10) Sempre e solo il cibo della specie. Via rigorosamente tutto il resto.
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11) Non pretendere sempre la perfezione, ma almeno avvicinarsi ad essa il più possibile.
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12) Non si cala di peso mandando via i chili, ma mandando via le cause che li hanno accumulati, e poi riparando mediante digiuno terapeutico. Non esistono altre scorciatoie innocenti e stabili.
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13) Il nesso tra cibi sbagliati e malattie killer non è oggetto di contestazione negli ambienti scientifici.
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14) Non affamare il corpo (salvo che nel digiuno terapeutico), altrimenti esso si vendica spingendoti al tuffo notturno sulla nutella o su altre cose simili.

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Dr.Valdo Vaccaro

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www.valdovaccaro.blogspot.com

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Sebastiano

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