IL MERCATO DELLA SALUTE


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MUCO, TOSSE, FEBBRE E OTITE, CONDITI DI PAURA MONATTA: 

LIBERAZIONE DAL MUCO

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GUARDIAMO IL PROBLEMA IN FACCIA E CI IMBATTIAMO NEL MANICOMIO SANITARIO

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

 Il grondare del muco non è altro che un accumulo di acidificazione nel corpo in via di smaltimento.

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Parliamo di impregnazione tossica che il corpo, giunto ai massimi livelli di tolleranza-veleni, tende a mandar fuori mediante le tipiche manifestazioni influenzali che poi i medici associano ai vari virus. Virus con caratteristiche varianti di anno in anno, classificati in ipotetici ceppi ed ipotetiche e fantasiose zone specifiche di provenienza, dettate di anno in anno al mondo dagli orchestratori della NDC (National Disease Control). Questo nella normalità dei casi. Se poi ad Atlanta, Chiesa Mondiale della Religione Medica, si pianificano scenari più angoscianti e crisi di emergenza mondiale, come l’Aids, le legionarie, le aviarie, le suine, le messicane, le neo-spagnole, e le cetrioline, scattano tutte le misure di emergenza e il mondo si trasforma in un manicomio di gente spaventata, con campane che suonano a morto e di sirene che annunciano sciagure, contagi ed epidemie.

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PESTI ANTICHE E ALLUNGAMENTO DELLA VITA GRAZIE ALL’IGIENE

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Le morie da peste, da ignoranza e da sporcizia, da mancanza di acqua corrente e di cibi freschi e sani, ci sono sicuramente state nella storia, sia in presenza che in assenza medica. L’allungamento della vita non proviene certamente dalla medicina, come ci vogliono far credere, ma dal progresso tecnologico generale nel campo dell’igiene, come dice il grande igienista tedesco Max Pettenkofer (1818-1901), fondatore del primo istituto di igiene naturale in Europa, docente di medicina a Vienna e a Monaco di Baviera, studioso di ventilazione-fogne e di purezza dell’aria e dell’acqua.

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LA PRESENZA MEDICA NON E’ AFFATTO UN DOGMA

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Il mondo è andato avanti al meglio per secoli e millenni senza terapeuti, con proibizione legale di esistere e di professare nei riguardi dei medici, ritenuti invasivi e pericolosi per la salute e il benessere della comunità, come la storia di Roma antica insegna. Ben 700 anni di divieto-medico rigoroso e totale fino al 100 a.C e altri 800 anni di tolleranza vigilata nei loro riguardi, lo dimostrano. Secoli, tra l’altro, di grande splendore e di costruttiva magnificenza imperiale. Oggi la situazione si è rovesciata. Ogni singolo e ogni nazione si ritrovano ad essere, volenti o nolenti, medico-dipendenti fin dalla nascita. Ogni paese trasformato in parrocchia legata alle disposizioni papali e ai concistori che si attuano in Georgia, nuovo stato Vaticano del pianeta.

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UN REGIME MONDIALE MEDICO-ECCLESIASTICO CON TANTO DI INQUISIZIONE

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Ogni ministro della Sanità trasformato in Cardinale Nazionale e ogni sottosegretario in Arcivescovo, più una marea di pretini obbedienti ed irregimentati nel loro camice verde, disseminati tra cliniche, Asl e ospedali. Non più il sacerdote-curato con le armi rituali della paura spiritica-maligna, dell’acqua santa, del battesimo, della cresima, del matrimonio, e dell’estrema unzione, ma il neo-prete-curato e laureato con le armi della paura microbica e del contagio bubbonico, del vaccino, del farmaco, del bisturi e dell’integratore. Difeso ovviamente dalla politica, dalla appropriazione in esclusiva del mercato della salute, da strumenti legali di pressione non lontani da quelli tipici dell’Inquisizione (ne sanno qualcosa i medici radiati dall’Ordine, e i terapeuti non-medici umiliati e costretti ai margini dell’illegalità).

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LA PAURA E’ UN BENE RIPRODUCIBILE E A BASSO COSTO

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Oggi la medicina moderna, a indirizzo monatto-tecnologico, vive di rendita. Ha investito enormi risorse nel martellamento ossessionante e nella vendita del suo prodotto di punta, la paura. Il petrolio costa, lo devi far spillare dal sottosuolo, lo devi raccogliere e raffinare. L’acciaio costa, lo devi mescolare negli altiforni, trasformare in barre, lamine e tondini. Il calcestruzzo costa, lo devi amalgamare con acqua, ghiaia, sabbia e cemento. La paura no. Nessuno sforzo e nessuna fatica. Basta un’idea tanto brillante quanto malevola. Basta uno schioccare di dita. Basta un programma diseducativo. Basta elaborare un Abecedario manipolato a proprio piacere e lanciarlo dall’alto sulle stupide folle e sui branchi di pecore. Basta trasformare il batterio in diavolo, il virus in satana, il fungo in belzebù e l’allergia in strega maligna, e il gioco è fatto. Ci penseranno le varie televisioni, colluse con Big Pharma a convogliare il messaggio.

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LA PAURA E’ COMODA, LEGGERA E REDDITIZIA

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La paura si presta poi ad essere confezionata ed aviotrasportata, ed anche a guadagnare il rispetto delle borse e dei circoli finanziari. Trasportare un container di macchinari costa carissimo. Camion dalla fabbrica al porto, lungo tragitto in mari tempestosi, gru e carrelli giganteschi ai porti di arrivo e di partenza, e margini ridicoli per vincere la concorrenza. Chi te lo fa fare? La paura invece vale assai di più. Si trasforma in fiale, pastiglie e pillole, in materiale leggerissimo e comodo da trasportare e smerciare. Tanto valore in poco spazio. Un container da 400 mila Euro anziché di soli 100 mila. Azioni in borsa che, per cibi sintetici e integratori, per cibi e bevande-spazzatura, per farmaci e vaccini, sono sempre in costante ascesa.

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CHI MAI FA VERAMENTE USO DEL PROPRIO CERVELLO?

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Chi fa uso del proprio cervello, senza farsi condizionare, sa distinguere il vero dal falso, sa distinguere una malattia etichettata e inventata di sana-pianta come l’Aids da una patologia specifica e reale? Chi sa svegliarsi e destarsi dal torpore in cui lo hanno precipitato il Regime Sanitario e il pretume chiamato Ordine Medico? Chi sa distinguere cosa significa prova del nove e prova del cacchio? La prova del nove significa prova chiara ed inequivocabile, quella che tronca ogni polemica e ogni cervellotica affermazione. Ma quanti fanno oggi uso del proprio cervello, senza dipendere come degli ansiosi beoti da insulse ed incomplete analisi-diagnosi mediche, da diseducative e svianti piramidi alimentari, da devastanti diete dimagranti lowcarb-zoniste-antiglicemiche-grupposanguinee-pseudomediterranee-ortomolecolari-dunkaniane? Quanti usano il raziocinio senza andare dietro a “Lo-ha-detto-Tizio-Caio-Sempronio”?

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CHI E’ IN GRADO DI DISTINGUERE TRA IL VERO E IL FASULLO?

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Quanti fanno uso del proprio cervello senza credere ciecamente al divino dogma del medico, confermato da mamma televisione? Quanti sono disposti a capire che la regola della spremuta d’arancia, del pop-corn e del porridge, del radicchio seguito dalla patata, dalla zucca, dal miglio, dal riso integrale e dai legumi, la regola dei centrifugati, della frutta stagionale con tuberi e verdure, è la sola possibile per la salute, per lo star bene del corpo e della mente? Quanti sono disposti a capire che le scene culinarie e i teatrini alimentari di Gusto e Cotto e Mangiato sono penosi e faziosi tentativi di normalizzare e legalizzare l’odioso crimine dei macelli, delle tonnare, delle baleniere, dello sterminio di elefanti per le zanne, della caccia e della pesca contro innocenti e magnifici animaletti di acqua e di terra?

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LA COMODITA’ DI POTER CONTARE SU UNA MASSA DI PECORELLE SMARRITE

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La risposta è sotto i nostri occhi. La Chiesa di Atlanta ha sottomano una massa di imbecilli e di impecoriti, una massa di ignoranti e di inquadrati, una massa di dopati, di acidificati, di vaccino-dipendenti e di farmaco-dipendenti. Una massa che pende dalle labbra del papa di Atlanta, del Cardinale Governativo e del Curato distrettuale. Nessuno si offenda. Mal comune mezzo gaudio. Una buona sveglia farà di sicuro ridestare il mondo imbavagliato e paralizzato de nostri tempi. Ma intanto, ad ogni fischio e ad ogni sirena, ad ogni piano terroristico prescelto dalle multinazionali del cibo-storto e del farmaco-iatrogeno, scattano i gendarmi negli aeroporti, scattano le mascherine, scattano le amuchine, scattano i brividi, scattano i batticuori e le antiche paure, garanzia di nuove malattie a sfondo mentale come vuole Big Pharma.

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LA SCIENZA IGIENISTICA OFFRE DIMOSTRAZIONI RAZIONALI

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L’igiene dimostra tutti i giorni l’innocenza e l’utilità dei batteri, oltre che l’assoluta neutralità dei detriti cellulari morti chiamati impropriamente virus. L’igiene dimostra che compresenza di virus e batteri nelle patologie è conseguenza del male e non causa del medesimo. L’igiene dimostra che il contagio è una invenzione monatta e che non esistono malattie trasmissibili, ma solo condizioni patologiche pre-esistenti e pronte-a-deflagrare in gente che ha le medesime stolte abitudini alimentari e comportamentali. L’igiene dimostra che la moltiplicazione batterica non è disordinata ed illimitata, ma mirata e gestita intelligentemente dal Sistema Immunitario. L’igiene dimostra che l’intasamento virale non è un attacco proditorio ma semplice accumulazione di materiale cellulare interno destinato all’espulsione e rallentato dalle nostre colpevoli pigrizie metaboliche (cibi carnei e cibi spazzatura, con digestioni difficili e sangue lipo-tossico ed acidificato).

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IPOTESI TERRORISTICHE SMONTATE CON PUNTUALITA’ E PRECISIONE

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L’ipotesi medica è chiaramente terroristica. Se non prendi il vaccino, se non ricorri al farmaco, all’antibiotico, all’antivirale, all’antipiretico, all’antiallergico, vieni divorato dai batteri e sbranato dai virus. Niente di questo accade e la scienza igienistica offre l’incontestabile ed inequivocabile prova del nove. Tu malato, con presenza accertata di batteri e virus, non prendi niente di niente come medicinali antimicrobici e ti metti a totale riposo digestivo, bevendo acqua (o acqua e limone), dovresti finire devastato dalla testa ai piedi. Nulla di questo succede e, in pochi giorni, ti ritrovi vivo, in salute, libero da orde batteriche e da scorie virali. Questa è la prova del nove. Quella che sconvolge e zittisce ogni medico, quella che gli fa ingoiare un rospo amaro. Quella che gli fa andare di storto la sua bistecca al sangue. Senza se e senza ma.

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BENVENUTE SIANO LE INFLUENZE STAGIONALI, PER CHI E’ INTASATO

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I processi catarrali ed influenzali, incluse tonsillite, otite e tutto il resto, sono in realtà tipiche crisi curative in corso. Crisi che, paradossalmente, scelgono le loro vittime tra individui sovraccarichi di sostanze estranee, ma nel contempo vitali e carichi di reattività immunitaria. Il potenziale vitale dei bambini è chiaramente alto. Quello degli anziani no. I giovani sono dunque particolarmente reattivi alle cosiddette epidemie. Muco, tosse, raffreddore, febbre, infiammazioni varie, non sono altro che sintomi di un intasamento interno giunto ai limiti di sicurezza. Il fiume in piena che sta per tracimare gli argini o, se vogliamo, la goccia che fa traboccare il vaso. In questo senso benvenute siano le influenze stagionali, che fanno da indispensabile precursore alla purificazione ed allo sfogo. Il catarro è letteralmente sostanza legata alla acidificazione gastrointestinale e bronchiale, ed è giusto che venga espulso. La febbre è condizione legata al surriscaldamento enterico, ed è giusto che che venga alla fine debellata, ma sempre con meccanismi automatici ed auto-guaritivi interni. 

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LE CRISI ARRIVANO SEMPRE NELLA FASE DI RELAX

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Le crisi depurative arrivano e si sviluppano nella gente normale, non certo quando vive a pieno regime e in fase di accelerazione stimolata e dopata, ma al contrario quando si mette finalmente in relax e magari in vacanza al sole dei Caraibi. Il mondo è pieno di falsi sani, di gente pulita solo esternamente e solo in apparenza. “La sporcizia interna della gente è qualcosa di inimmaginabile”, scriveva Arnold Ehret nel 1916, poco prima che arrivasse la micidiale spagnola, attribuita a tutto fuorché alla sporcizia interna e alle aspirine inflitte alla massa inebetita ed impotente. Oggi non siamo affatto più puliti di allora. Siamo stracolmi di tossine chimiche e psicologiche. Siamo impregnati di falsi miti e falsi desideri. Siamo schiavi di voglie e di obiettivi insostenibili.

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CIVILTA’ DEI CONSUMI SCOMPENSATA E SQUILIBRATA

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Giovani che non guadagnano un singolo Euro, che non trovano uno straccio di posto, che non possono intraprendere qualcosa senza avere il tassometro addosso a controllare e decurtare  i propri introiti, e che nel contempo subiscono quotidiani lavaggi del cervello a suon di moto e auto potenti, riprese su magnifiche e libere strade senza traffico e senza limiti, l’esatto contrario di quanto esiste. Operai senza lavoro e in cassa integrazione, dove la cassa è sempre più vuota e disperata. E lo stato gendarme, vorace ed affamato, pronto a inseguire ogni minima fonte di reddito e di risorse, pronto a demonizzare ogni ricchezza reale ed immaginaria, lesto ad intaccare ogni tuo muro ed ogni tuo mobile di appartenenza. Civiltà opulenta nella mente e prosciugata nel contante. Una civiltà in caduta verticale nelle risorse disponibili. Civiltà in crescita di pretese e in calo di rendimento. Civiltà costosa, illogica e sbilanciata, dove non si torna a casa rassegnati e licenziati in economiche biciclette come nel ’29, ma a bordo di auto che consumano benzina quotata a prezzo d’oro, e non ci si accontenta di un piatto di risi e bisi come nel ’29, ma si pretendono lauti pasti e abbondanti circenses. Ovvio che le premesse per ammalarsi nel fisico e nel morale ci sono tutte, per grandi e piccini.

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VIETATO CONTRASTARE I SINTOMI ELIMINATIVI

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Ribadisco, per tornare al tema di partenza, che la febbre e le manifestazioni di contorno, non sono altro che uno dei mezzi naturali e preziosi del corpo per bruciare ed espellere i veleni del corpo. Lasciare dunque che l’influenza faccia il suo corso indisturbata. Ben venga la febbre, anche quella alta, come insegna Parmenide. “Mandatemi la febbre e ne saprò fare meraviglie!”. Ben venga il muco, o meglio ben vada fuori. Ben vengano l’eruzione e il prurito, l’herpes e la psoriasi, che usano i canali alternativi della purificazione cutanea per risparmiarci da guai peggiori, sostituendosi a un sistema renale evidentemente malandato ed insufficiente. Benedetta sia la febbre influenzale. Mai toccare i sintomi. Capire dov’è il precursore e il fattore causante del male, dargli un nome e un cognome. Prendere in mano il libro giusto per capire correttamente il tutto. I libri da macero vanno buttati al macero. I libri col 90% di verità preparatoria ma un 10% di conclusioni sballate finali, vanno buttati nel cassonetto immondizie, e senza rimpianti.

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CHI SA ACCENDERE IL FUOCO SA ANCHE MANGIARE

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Il 90% delle malattie è dovuto a coliche, a dissenterie, a ideologie assurde sui cibi, ad abitudini tanto vecchie quanto cretine. L’80% delle malattie è dovuto all’ignoranza umana, e soprattutto all’ignoranza di chi dovrebbe insegnare il bene ed il giusto, e che fa invece l’esatto contrario. Quello che sta sul video televisivo, ed anche purtroppo quello che sta nel vasto, sconfinato e caleidoscopico contenitore della rete internet, va vagliato e setacciato con acume e spirito selettivo, altrimenti moriamo di confusione. La realtà esiste ed è una sola. Non è una media tra la A e la Zeta, ma può essere benissimo la A o la Zeta stessa. Smettere di mettere nuova legna in una stufa intasata. Lasciarla raffreddare, pulire i tibi dalle incrostazioni, rimuovere le ceneri, ripristinare la pulizia e il tiraggio. Mettere prima dei legnetti secchi e sottili misti a carta o foglie, e poi procedere progressivamente per gradi, con legna sempre più solida e durevole. Il corpo umano non è molto diverso da quella stufa.

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SIA IL DIGIUNO, CHE IL SEMI-DIGIUNO, CHE IL MIGLIORAMENTO DIETA, PRODUCONO UTILI E PREZIOSE CRISI ELIMINATIVE

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Se il riposo totale, chiamato digiuno ad acqua per 3 giorni e oltre, provoca effetti eliminativi a volte troppo intensi sballanti, sconvolgenti, difficili da capire e da sopportare, soprattutto per i super-intasati e per la gente non abituata a stringere i denti, possiamo cercare vie meno impervie. Possiamo ricorrere al digiuno totale di una giornata, con sola acqua (pulizia della stufa tirando via almeno la cenere e lasciando intanto i tubi incrostati per una futura visita dello spazza-camino), seguito da una settimana a sola frutta di stagione o meglio a sole spremute-succhifreschi-centrifugati puri o 50-50 annacquati con acqua leggera (i legnetti leggeri che creano fiamma e riscaldano l’intera stufa ridandole funzionalità e rendimento). Anche col semi-digiuno si sconfigge il male e si espurgano i veleni, per cui non mancheranno le manifestazioni eliminative, i morbilli, le scarlattine, le tossi, i muchi, le otiti, le riniti, le tonsilliti, le eruzioni e tutto il resto. Non fare mai l’errore disastrante di contrastare questi sintomi guaritivi.

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ALCALINIZZARE ED OSSIGENARE, IN OSSEQUIO A 100 TRILIONI DI CELLULE IN CONTINUO RINNOVAMENTO

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Cibi crudi, vitali, ricchi di acqua biologica e di solare clorofilla, ricchi di vibrazioni elettromagnetiche e di positiva radioattività naturale. Cibi privi di contaminazioni e di sofferenza animale. Cibi basso-proteici come ci insegnava la mente più brillante e sintetica di tutti i tempi, l’uomo del Mediterraneo Classico, l’uomo di Samo e di Crotone, il genio più italico che greco di nome Pitagora. Cibi che non sforino il tetto proteico approssimativo dei 24 grammi per l’adulto e degli 11 grammi giornalieri per infanti e ragazzini. Cibi alcalinizzanti per scardinare l’acidosi e gli acidi urici, dunque. E comportamenti di contorno, basati sul contrasto all’ipossia ed alla pseudo-ossigenazione tipiche della vita sedentaria, della respirazione corta, dell’aria viziata, riscaldata e a volte persino nicotinizzata di scuole, fabbriche, banche ed uffici. Capsule acquose di vita e di energia solare chiamate frutti, contro l’acidosi e la ritenzione idrica, e respirazione profonda contro il soffocamento del sistema cellulare.

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Valdo Vaccaro.  Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it/

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COME COMBATTERE LA TOSSE


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La tosse ha uno scopo positivo: 

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aiutare il corpo a liberarsi dal muco e dal catarro che si produce nei bronchi, o a liberare le vie aeree da eventuale pulviscolo. Ma quando la tosse non espleta questo compito, produce solo fastidi inutili per l’organismo e aumenta l’irritazione delle vie respiratorie.

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Come fare a controllare la tosse

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Allora sarebbe buono sapere come fare a controllare la tosse e a ridurla al minimo. Perchè i colpi di tosse inutili e ripetuti non fanno altro che provocare altri colpi di tosse, senza una soluzione di continuità.

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Tosse inutile

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Quando la tosse non spurga fuori del muco, ma è provocata soltanto dal prurito che si crea nella gola, per l’irritazione provocata da tutti i colpi di tosse precedenti, che non fanno altro che mettere ancora in maggior crisi la nostra gola, è una tosse che non ha nessuna utilità, anzi, contribuisce ad irritare ancor più la gola.
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In caso di tosse eccessiva, cosa fare tra un colpo di tosse all’altro per evitare di dover tossire automaticamente, contribuendo così a peggiorare la situazione della nostra gola?
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Come fare in caso di tosse forte e continuata:

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0. Cercare di astenersi dal parlare quanto più possibile.

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 In casi gravi di tosse lo stesso parlare irrita la gola, e provoca colpi di tosse che danneggiano le condizioni di una gola già irritata per se stessa. 

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1. Aspettando il prossimo colpo di tosse,

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 invece di starsene spensierati ed aspettare di subirlo, rivolgiamo la nostra attenzione sulla gola, ed osserviamo come si forma e cosa fa  quel prurito alla gola che poi provoca un forte stimolo a tossire.
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Se riusciamo a interrompere, o perlomeno a calmare l’intensità della tosse, andremo a sollecitare di meno la nostra gola, i colpi di tosse diminuiranno, e contribuiremo a rendere più rapido il processo di auto-guarigione avviato dal nostro corpo.

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Sensazione di solletico alla gola

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2. Dopo essere stati qualche minuto tranquilli, cominciamo a sentire un forma di prurito, come se un qualcosa tipo un filamento che vibra o una penna d’oca, solleticasse la nostra gola. E questa sensazione di solletico alla gola aumenta fino al punto che per liberarcene siamo costretti ad emettere dei colpi di tosse sempre più forti, fino a sentirci liberati da questo solletico. 
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Di norma, tutte le persone reagiscono automaticamente a questo stimolo di tossire per liberarsi dal  solletico insopportabile alla gola. Il risultato però è che questi colpi di tosse forti e ripetuti non fanno altro che irritare sempre più la gola, preparando il campo ad altri colpi di tosse , e ritardando enormemente i tempi di guarigione.

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3. Cosa Fare? 

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Dall’ultimo colpe di tosse, in attesa del prossimo, mettiamoci in posizione di riposo e concentrati su quanto accade alla nostra gola. Quando comincerà a manifestarsi il primo sintomo di solletico, osserviamo la nostra gola, osserviamo questo sintomo, proviamo a trattenere il respiro per qualche secondo osservando la reazione del solletico. Dovrebbe diminuire, o anche sparire. 

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In questo caso ci siamo guadagnati una tregua di qualche minuto, ed abbiamo risparmiato alla nostra gola un inutile straziarsi. Se è soltanto diminuito, possiamo ripetere l’operazione di trattenere il respiro qualche secondo ancora per far diminuire  il solletico che provoca la tosse. Questa tecnica la possiamo ripetere quante volte  vogliamo, per ridurre quanto più possibile fino a rendere innocuo questo solletico alla gola che causa la tosse.

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Raschiarsi dolcemente la gola

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4. Se invece il solletico è  diminuito un poco, ma non del tutto, e non riuscite a far altro, per venirne fuori, che emettere dei sonori colpi di tosse, non fatelo. C’è ancora una possibilità, provatevi a raschiarvi debolmente da soli la gola fino a liberarvi dal solletico. Vi sarete guadagnati alcuni minuti preziosi di pausa dalla tosse, senza irritare la gola.

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Leggeri colpetti di tosse

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5. Nel caso peggiore che non riuscisse a bloccare il solletico alla gola neanche raschiandovi la gola, allora emettete volontariamente dei leggeri colpetti di tosse (un misto fra tosse e raschiarsi la gola) fino alla completa liberazione dallo stimolo di tossire, evitando di tossire disordinatamente all’impazzata. Se farete questi passaggi, starete già meglio ed abbrevierete enormemente il tempo di guarigione, e soprattutto non sarete in balia della tosse e del suo prurito che vi spinge a tossire in continuazione.
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Naturalmente questo articolo non significa che non dovete andare dal vostro medico di fiducia, ma questi consigli servono ad evitare di irritare la gola inutilmente ed abbreviare i tempi di guarigione.
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6. La gola secca è anche una causa molto comune di irritazione della gola: provate a bere di tanto in tanto un sorso di acqua a temperatura ambiente, magari con qualche goccia di miele diluita dentro.

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Mi aspetto dei commenti, o delle richieste di chiarimento da chi lo prova.

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Sebastiano.

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