MANGIARE CARNE FA MALE


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UMBERTO VERONESI: “LA MIA DIETA ANTI-CANCRO”

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Articolo apparso su l’Espresso on line il 29 marzo 2005.
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Niente carne e frutta e verdura a volontà. È questa la scelta dello scienziato che ci spiega perché la salute dipenda molto più da ciò che mangiamo che da ciò che respiriamo.

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Ne uccide più la gola che la spada:

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questo antichissimo proverbio mi viene quasi automaticamente alla memoria quando si affronta il problema di come ci troviamo a vivere. Perché tutti siamo convinti che la minaccia maggiore alla nostra salute arrivi da ciò che respiriamo, ma questo è vero solo in minima parte. Siamo tutti in psicosi da smog e da effetto-serra (due situazioni che non sono certo da sottovalutare), ma pochi sanno che è l’alimentazione il più grande determinante della salute. La salute dipende molto di più da ciò che mangiamo che da ciò che respiriamo. E questo vale soprattutto in campo oncologico.

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Igiene alimentare

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Se fumiamo, la nicotina, il catrame e le altre sostanze nocive sviluppate dalla combustione del tabacco possono procurarci il carcinoma del polmone e altri tumori, ma anche un’alimentazione non sana può essere cancerogena. Basta ricordare che i tumori dello stomaco sono diventati sempre più rari da quando è stato inventato il frigorifero, e io sono convintissimo di un ragionamento che ripeto spesso: si sarebbe dovuto conferire un premio a chi ha inventato il frigorifero e la lavatrice. Sono due strumenti che hanno accompagnato lo sviluppo di oltre la metà del mondo, e che hanno migliorato la salute. Il frigorifero ha portato praticamente a zero le intossicazioni alimentari e ha ridotto al minimo i tumori dello stomaco; la lavatrice ha liberato le donne dal peso del bucato (risparmiandone le forze, e quindi la salute) e ha permesso di arrivare a un’igiene del vestire che i secoli precedenti non avevano mai conosciuto.

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Alimentazione e Salute

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Il cibo ci è necessario per vivere, come a tutti gli esseri viventi, ma la quantità, la qualità e la natura di questo cibo sono come l’antica statua di Giano Bifronte, che aveva un volto per la guerra e un altro per la pace. L’alimentazione ci può aiutare a conservare la salute, oppure al contrario può comprometterla, perché il cibo può diventare un veicolo di sostanze nocive, tossiche per l’apparato cardiocircolatorio e per il sistema digerente, e talvolta potenzialmente in grado di provocare tumori.

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Migliorare migliorando l’alimentazione

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Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach, che criticò la filosofia hegeliana, aveva postulato che l’uomo dovesse avere l’obiettivo di passare dalla religione (l’uomo che pone al di là di sé l’amore, il senso d’infinito e la perfezione), all’antropologia, riconoscendo l’origine naturale della religione nelle aspirazioni dell’uomo stesso. Nello sviluppare questa filosofia che correla strettamente gli uomini tra di loro, nel 1850 Feuerbach recensì favorevolmente uno scritto del fisiologo Jakob Moleschott sull’alimentazione, interpretata come la base che rende possibile il costituirsi e perfezionarsi della cultura umana: un popolo può migliorare migliorando l’alimentazione. Nel 1862, Feuerbach scrisse il saggio per cui viene ricordato come un materialista: ‘Il mistero del sacrificio o l’uomo è ciò che mangia. Il filosofo tedesco sosteneva che esiste un’identificazione dell’anima con la psiche, e che per pensare meglio dobbiamo alimentarci meglio. Ora, io credo che una buona alimentazione faccia una buona salute, ivi compreso il buon funzionamento del cervello.

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La buona alimentazione secondo Veronesi

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Nella buona alimentazione, caposaldo della prevenzione, devono entrare molti vegetali e poca o nulla carne. Io sono un vegetariano convinto per ragioni etiche (non mi va di soddisfare la gola a spese del dolore e della morte di altri animali), ma nel fare queste affermazioni mi baso su ragioni scientifiche più che accertate. Noi siamo circondati da sostanze inquinanti, che la sensibilità collettiva ritiene ormai un rischio per la nostra vita. Sono sostanze nocive se le respiriamo, ma lo sono molto di più se le ingeriamo. Consumando carne, ci mettiamo proprio in questa situazione, perché dall’atmosfera queste sostanze ricadono sul terreno, e quindi sull’erba che, mangiata dal bestiame, si accumulano nei suoi depositi adiposi, e infine arrivano sul nostro piatto quando mangiamo la carne.

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Una sostanza tossica è più pericolosa se viene ingerita piuttosto che se viene respirata.

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Io porto sempre l’esempio del gatto, che è l’animale più colpito da cancro. I ricercatori che hanno indagato su questo fatto, hanno scoperto una ragione che ci deve trovare molto attenti: il gatto infatti ha per sua abitudine quella di lavarsi leccandosi il pelo, che è impregnato di sostanze tossiche e cancerogene cadute sul terreno. Con il suo continuo leccarsi, il povero micio introduce queste sostanze nel suo organismo, rimanendone vittima.

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Inquinamento ambientale e Alimentazione

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L’inquinamento ambientale è un rischio soprattutto per le sue conseguenze sulla catena alimentare, e ogni tanto ci sono notizie alle quali bisognerebbe prestare molta più attenzione. Una recentissima, viene dal Dipartimento di alimentazione umana dell’Università di Pavia: in una ricerca su 230 puerpere, è stato trovato che nell’80 per cento di esse il latte conteneva l’ochratoxina A, che è un possibile agente tossico, e che nel latte di una di queste mamme, intenzionata ad allattare la sua creatura, c’era addirittura l’aflatossina, la potentissima sostanza cancerogena che si trova a volte anche nel mais. Non posso qui non ricordare che il mais geneticamente modificato riesce a difendersi dal parassita piralide e dalle micotossine prodotte dalle muffe che si insediano dove la piralmide scava i suoi buchi, e una delle quali è la temibile aflatossina.

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Agricoltura tecnologica

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A novembre 2004, quando ho presentato il ‘Manifesto biotech’, 18 società scientifiche l’hanno sottoscritto, affermando: “Non ci sono prove di danni in chi consuma prodotti derivati da coltivazioni geneticamente modificate”. Si sono levate molte contestazioni, e tuttavia io sono convinto che l’agricoltura tecnologica contribuirà a risolvere il problema della fame nel mondo, che riguarda 800 milioni di persone. Siamo già sei miliardi di individui, nel 2020 saremo otto miliardi. Procediamo con cautela, ma procediamo. Non penso che sia utile, umano e intelligente opporsi alla ricerca. Le grandi questioni dell’umanità e del nostro futuro non si risolveranno con meno ricerca, ma con più ricerca, più conoscenza e cultura.

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Perchè la fame nel mondo?

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In un mondo che ha fame, il consumo di carne costituisce uno spreco economico enorme, e l’ascoltato economista e sociologo Jeremy Rifkin ne ha dato una dimostrazione in cifre: se nel mondo ci sono 800 milioni di persone che soffrono la fame è perché gran parte del terreno coltivabile viene dedicato a farvi nascere foraggio e cibo per gli animali da carne. Ogni anno sono destinati a bovini, ovini, suini e polli circa 150 milioni di tonnellate di cereali. Con uno spreco finale enorme, perché se facciamo un bilancio tra quanto nutrimento s’impiega per allevare un animale da carne e quanta resa se ne ha ai fini dell’alimentazione umana, vediamo che il conto non torna. È molto più conveniente impiegare direttamente nell’alimentazione umana un chilo di cereali (può nutrire più persone in un giorno, e non ha sprechi) che impiegarne la stessa quantità per nutrire un animale da macello.

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La carne non è necessaria all’uomo

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Non è vero che la carne è necessaria al nostro sostentamento. Non solo i vegetali ci mettono a disposizione tutto quanto occorre alla vita, ma in essi si trovano anche le proteine, contrariamente a quanto la gente crede. Del resto, in termini evoluzionistici l’uomo discende dalla scimmia, è un primate. Proprio la recentissima mappatura del genoma ci ha permesso la prova scientifica dell’intuizione di Darwin. Il 99 per cento del nostro Dna è esattamente identico a quello dello scimpanzé, e noi siamo uguali a lui per le nostre funzioni di ogni tipo. Abbiamo in più il gene del linguaggio, e questo ci differenzia. Senza linguaggio non c’è civiltà, come senza la scrittura non ci sarebbe la storia del genere umano. Per il resto, il nostro metabolismo è quello dei primati, che non sono carnivori e che si nutrono di bacche, cereali, legumi, frutti.

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L’uomo è frugivoro per natura

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Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie. Solo tre anni fa, il Rapporto dell’Organizzazione mondiale della Sanità sulla salute nel mondo attribuiva a un insufficiente consumo di frutta e legumi quasi tre milioni di decessi.

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Umberto Veronesi.

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Sebastiano

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IL CORPO E’ IL TEMPIO DELLO SPIRITO


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IL CORPO E L’ANIMA

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Self Love

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Ci dimentichiamo in continuazione che esiste una  stretta connessione tra il nostro Corpo (“ciò che è fuori”) e la nostra Anima (“ciò che è dentro”).
Il Corpo è il tempio sacro all’interno del quale è custodito un tesoro prezioso, l’Anima. Come tutti i luoghi sacri necessita di profondo rispetto e di continue cure affinchè possa proteggere e preservare nei migliori dei modi il tesoro che ospita proprio al centro della sua possente struttura.
Il tempio non avrebbe motivo di esistere senza un tesoro inestimabile da racchiudere e il tesoro senza un luogo adatto alla sua importanza verrebbe depredato o si disperderebbe nella sabbia dei deserti.

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Massaggio amorevole del corpo-anima

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Mettetevi nudi e guardatevi allo specchio. Guardatevi senza giudizio. Non ascoltate i dettami della società che vi circonda, andate oltre i suoi limiti e le sue etichette. Guardatevi con amore e fate scendere il silenzio intorno a voi. Quello che state vedendo riflesso nello specchio è il Tempio Sacro dentro il quale si cela la vostra Anima d’Oro. Ammiratevi con rispetto così come fareste davanti ad un’opera d’arte importante perché voi siete un’opera d’arte unica al mondo. Non esiste nessuno che sia uguale a voi. Siete unici e nella vostra unicità risiede la vostra  perfezione. Non vi manca nulla.

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 iniziate ad osservarvi

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Prendete poi un olio che racchiuda delle essenze che vi piacciano e che vi trasmettano una sensazione di pace e benessere. Staccando gli occhi dall’immagine dello specchio iniziate ad osservarvi i piedi. Cominciate a toccarli e a massaggiarli. Continuando a massaggiarvi guardatevi e risalite verso le gambe, il vostro apparato genitale, i glutei, il ventre, il busto, il petto. Scendete poi verso le braccia, le mani. Ora portate l’attenzione alla parte posteriore del vostro corpo cercando di raggiungere il più possibile ogni parte della vostra schiena giungendo poi al collo. E infine arrivate alla testa massaggiando nuca, capelli e viso.

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Massaggiate ogni parte del corpo toccandovi con gesti delicati e lenti.

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Vi state accarezzando con dolcezza. Fatelo con consapevolezza. Con la consapevolezza che vi viene dal ricordare che ogni parte del vostro corpo assolve ad una funzione ben precisa e importante. Mettete quindi nel contatto rispetto, gratitudine e amore. Siate grati al vostro corpo che vi accompagna da sempre in questo percorso sulla Terra sopportando anche i momenti in cui lo rifiutate o addirittura lo disprezzate entrando in conflitto con lui. Non dimentichiamoci che se il nostro tempio si ammala mostrando crepe o profonde fessure nella sua struttura o se capita che in alcuni tratti addirittura ceda è solo perché dentro il nostro tesoro si è opacizzato e l’oro non brilla più come prima. Nulla però è perduto perché noi abbiamo sempre, in qualsiasi momento, il potere di lucidare e far brillare di nuovo il nostro tesoro riportando così contemporaneamente all’antico splendore il nostro tempio.

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Non c’è separazione tra Tempio e Tesoro. Noi siamo assieme Tempio e Tesoro.

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So bene che nella nostra cultura occidentale non siamo abituati a toccarci e a prenderci cura del nostro corpo in questo modo ma mettete da parte l’imbarazzo o la timidezza e provate almeno una volta questa piccola esperienza e vi assicuro che vi permetterà di entrare in contatto con voi stessi in modo profondo e appagante. Buon massaggio a tutti!

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Shanti shanti shanti. PadmaDevi

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Fonte: http://www.crudismo.com/

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Sebastiano

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I BENEFICI DI CAMMINARE SCALZI


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PIACERE E BENEFICI DI CAMMINARE A PIEDI NUDI

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Aspetti medici del camminare scalzi

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Il camminare scalzi allena i piedi in modo ideale ad ogni età

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La cosa migliore è camminare scalzi su terreni variati e irregolari. Dopo una breve fase di adattamento i piedi nudi si dimostrano estremamente adatti per tutti i terreni; si prende divertimento all’adattamento al suolo. I piedi ritrovano la postura naturale, tutti i muscoli sono allenati uniformemente, le convessità prendono forza e sostegno; ciò si trasmette con effetto rilassante per tutto il corpo. I bambini camminano subito scalzi senza problemi, mentre gli adulti, avendo trascurato i piedi per anni, hanno bisogno di una fase di adattamento, cominciando da brevi tratti su terreni soffici.

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Camminare regolarmente scalzi e fare ginnastica ai piedi sono una cura attiva della salute


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Quale premessa indispensabile per il sano sviluppo dei piedi a partire dall’infanzia:

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steps.jpg (7768 Byte)I piedi piatti dei bambini piccoli sviluppano nella crescita le giuste convessità soprattutto attraverso l’effetto di allenamento del camminare scalzi. Piedi lievemente piatti con tutti i disturbi che si manifestano in età adulta alla schiena, alle ginocchia ed alle anche vengono evitati. È dimostrato che i popoli che vivono scalzi hanno piedi particolarmente sani. Se, a causa della stagione, le scarpe sono inevitabili, divertenti giochi dei piedi offrono la necessaria compensazione.

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Quale compensazione per piedi danneggiati dalle scarpe:

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Ideali di bellezza innaturali inducono sempre ad indossare scarpe strette che costringono a posture errate. Soprattutto il deformante e doloroso alluce valgo mostra in modo terribile a cosa conducono queste scarpe. Però certi danni causati dal dettato della moda delle scarpe possono essere fatti regredire anche negli adulti. Ognuno sa per esperienza che per esempio alcune settimane di vacanza sulla spiaggia contribuiscono all’agilità ed alla naturale bellezza dei piedi:

per piedi ben formati ed abbronzati, con pelle liscia e dita dritte, senza calli, dita a martello, espostosi, duroni;

per gambe ben proporzionate attraverso un allenamento dolce e naturale di tutta la muscolatura;

per l’eleganza del movimento naturale senza peso superfluo ai piedi.

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Quale premessa per la buona forma sportiva:

Nella maggior parte delle discipline, la prestazione sportiva dipende moltissimo dalla buona forma dei piedi. Dove possibile, bisognerebbe quindi allenarsi scalzi. E quale sport di bilanciamento è raccomandabile camminare scalzi su terreni naturali. Un piede insufficientemente allenato con muscoli deboli e tendini accorciati nasconde un elevato rischio di ferimento!

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Per i dischi intervertebrali:

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Mentre le suole delle scarpe inducono ad appoggiare il piede a terra in modo troppo duro e bloccano i riflessi della pianta del piede addetti al comando fine del camminare, il camminare scalzi attiva il ciclo di movimento naturale. Si appoggia il piede a terra cautamente, si smorzano tutti i colpi e si compensano automaticamente tutte le asperità del terreno. Il passo diventa esente da scosse e risparmia ai dischi intervertebrali il logorante schioccare dei tacchi. E la colonna vertebrale guadagna mobilità, cosicché i dischi intervertebrali non perdono le loro qualità elastiche.

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Importante è inoltre che il terreno irregolare educhi chi cammina scalzo a correggere le posizioni scorrette dei piedi che causano disturbi alla schiena e alle ginocchia. Affinché i sassolini non pungano, si sposta il peso dalla parte sensibile dell’arco plantare alla parte esterne del piede, meno sensibile. Per fare questo, ci si sorregge con le dita e si solleva l’arco plantare. Questo è il programma di allenamento perfetto contro i piedi piatti, dovuti all’infanzia calzata (e spesso anche al soprappeso) della maggioranza di noi cittadini figli del benessere.

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Contro le vene varicose e altri dolori alle vene:

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Contro i disturbi alle vene viene raccomandato di camminare scalzi, poiché il giusto movimento dei piedi non stretti nelle scarpe lascia attivare il muscolo surale quale pompa del sangue in direzione del cuore. Posture scorrette dei piedi in scarpe strette e dal tacco alto ostacolano invece la circolazione sanguigna e peggiorano così la sofferenza.

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schneetrio_small.jpg (5882 Byte)Contro le malattie da raffreddamento:

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L’irrobustimento attraverso moderati stimoli di freddo allena la produzione di calore corporeo e rinforza le difese. Spesso basta camminare scalzi per mezz’ora su un terreno piacevolmente fresco, oppure un minuto di calpestio piacevole nella neve, per avere tutta la notte magnifici piedi caldi! Questo calore si espande in tutto il corpo e toglie ogni possibilità agli agenti patogeni delle malattie da raffreddamento!

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Contro i funghi dei piedi:

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I funghi dei piedi e delle unghie possono annidarsi solo nell’ambiente caldo e umido delle scarpe chiuse. Al contrario, l’essicazione che deriva automaticamente dal camminare scalzi, rende impossibile la vita all’ospite indesiderato.

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Tratto dal sito :  http://www.barfusspark.info/it/

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Sebastiano

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IGIENE MENTALE E SALUTE FISICA


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Messaggi in pillole:  PRENDERSI CURA DI SE STESSI

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Prendersi cura della propria salute è un obiettivo prioritario e imprescindibile per un serio lavoro di Crescita Interiore. Non puoi elevarti realmente nello Spirito se trascuri la buona salute del tuo corpo. E per fare questo bisogna prendersi cura non solo dell’alimentazione  e dell’Igiene Fisica, ma anche dell’Alimentazione Mentale e dell’Igiene Mentale. Dobbiamo aver cura di selezionare che cosa entra non solo nel nostro corpo, ma anche nella nostra mente.

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I buoni pensieri ci aiutano a stare meglio, mentre un pensiero negativo impoverisce lo Spirito, e consuma inutilmente grandi dosi di energie morali. Il parlare troppo degli altri, i pettegolezzi, le lamentele, fino alle imprecazioni, sono un’enorme spreco di energie sia fisiche che mentali, che ci verrebbero invece molto utili per svilupparci e crescere nella comprensione spirituale.

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Ricordiamoci ogni giorno:

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oltre a fare una rilassante doccia giornaliera  per ripulire l’esteriore del nostro corpo,

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facciamo una rilassante igiene mentale a base di Pensieri Positivi, con un fragrante  Balsamo Spirituale di pensieri d’Amore e di Perdono, e per finire una spruzzata di allegria e buonumore per tenere lontane tristezza e depressione.

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Sebastiano

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IL PENSIERO POSITIVO DI EMILE COUE’


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Emile Couè

PENSIERI POSITIVI DI EMILE COUE’.

 “Non si tratta di volere la guarigione, ma di immaginarla! Perché è sempre l’immaginazione che vince sulla volontà.”

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Non sono gli anni che fanno invecchiare, ma l’idea che si diventa vecchi. Vi sono uomini che sono giovani a 80 anni e altri che si considerano vecchi a 40 anni.
Le parole “mi piacerebbe”  “ma non posso”, sono forme di dubbio, e i dubbi non portano risultati. E’ anche un modo molto efficace per comprendere se una persona abbia intenzione  di portare veramente a termine quello che dice. Quando esordisce con i condizionali: “io vorrei”, “mi piacerebbe”, “sarebbe bello”, significa che non ha nè una motivazione reale dentro se stessa e nemmeno la capacità di farlo.
Siate sicuri di trovare quello che cercate e voi lo otterrete, a condizione che questa cosa sia ragionevole.
Noi stessi possiamo darci suggestioni più potenti di chiunque altro.
Ognuno dei nostri pensieri, buoni o cattivi che siano, si concretizza, si materializza. In una parola, diventa una realtà nel campo delle possibilità.
Ogni giorno, da tutti i punti di vista, sto migliorando.
Non dire mai: “ci proverò” … ma “lo farò” … perché quando ci sono dubbi, non ci sono risultati.
Pensa sempre “io posso”, e  mai “non posso”.
Qualsiasi idea che abbiamo in mente tende a  diventare una realtà per noi,  e a trasformarsi in azione.
Chi attraversa la vita con l’idea “Ce la farò”,  inevitabilmente ce la fa;  perché farà tutto quello che serve per farcela.
È ricco colui che si crede ricco, povero colui che si crede povero.
L’uomo è ciò che pensa.
Se pensi che sia impossibile, sarà veramente impossibile per te; se pensi che  è facile, puoi farlo.
Le tue mani tremano, i tuoi passi sono incerti? dici che tutto questo sta passando, e gradualmente scomparirà.
E’ meglio non sapere da dove viene il male e lasciarlo andare via,  che  conoscerlo  e  trattenerlo.
La paura del fallimento porta certamente il fallimento, così come il pensiero del successo porta al successo, e gli ostacoli che incontra li sormonta sempre.
Con la fiducia in se stessi, si può arrivare a tutto (in cose ragionevoli, ovviamente).
Quanto più si fa del bene agli altri, tanto più lo si fa a se stessi.
L’altruista ha trovato senza cercare quello che l’egoista cerca senza trovare.
Colui che possiede grandi ricchezze dovrebbe dedicarne una grande parte per fare del bene.

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Sebastiano

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EMILE COUE’ E L’AUTOSUGGESTIONE.

EMILE COUE’: AFFERMAZIONI DI GUARIGIONE

IL METODO DI EMILE COUE’: IMMAGINAZIONE E VOLONTA’

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EMILE COUE’ E L’AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE


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Emile Couè

EMILE COUE’, IL PADRE DEL PENSIERO POSITIVO

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Emile Couè fino ad oggi non ha ottenuto il giusto riconoscimento per la sua opera nel campo della Psicoterapia, anzi, il lavoro di Couè fu soprannominato “La Psicoterapia dei poveri” per la sua estrema semplicità. La famosa frase su cui si fonda il Metodo di Couè è “Ogni Giorno, da ogni punto di vista, io vado sempre meglio”. E’ anche opportuno rimarcare che Emile Couè fu anche lo scopritore dell’Effetto Placebo.

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un po’ di storia

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Facciamo un po’ di storia.  Emile Coué nacque nel 1857, in Francia. Fu un brillante studente e si laureò in farmacia nel 1882. Quando dava le medicine alle persone, elogiava l’efficacia della medicina ad alcuni e non diceva niente ad altri sulla loro efficacia. Scoprì così che le persone che avevano acquistato la medicina con l’aggiunta degli elogi sull’efficacia della medicina, avevano maggiori benefici con la stessa medicina. Scoprì in questo modo la realtà dell’Effetto Placebo ed il Potere della Suggestione.

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Nasce l’Effetto Placebo

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Già convinto del potere dell’ Autosuggestione, Emile Coué, per sbarazzarsi di un cliente fastidioso e senza prescrizione medica, gli prescrisse una ricetta a base  di semplice acqua distillata.

Presentò questa ricetta al cliente in modo meticoloso, rafforzando l’idea sull’efficacia ed i risultati dovuti all’assorbimento di questo prezioso farmaco (era solo acqua distillata). Otto giorni dopo, il cliente ritornò per ringraziare Emile Coué per la straordinaria efficace del medicinale prescrittogli. Il Placebo diventa una realtà.

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L’AUTOSUGGESTIONE COSCIENTE

E IL PENSIERO POSITIVO

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Vediamo brevemente i principali concetti del Metodo di Couè:

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1. Il suo metodo è semplice, pratico, facile da implementare e gratuito! Le possibilità dell’Autosuggestione sono senza limiti.

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2. Il nostro Subconscio è la fonte del nostro stato fisico e psichico. E’ attraverso la nostra Immaginazione che siamo in grado di comunicare con il nostro Subconscio. Le nostre immagini e le nostre rappresentazioni negative hanno effetti insidiosi e devastanti sul nostro corpo. Ma noi abbiamo anche la libertà e la capacità di scegliere cosa vogliamo immaginare, sia il negativo che il positivo.

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3. Infatti l’immaginazione è più potente della Volontà, contrariamente a quanto recita  il vecchio adagio “Volere è Potere”. L’insonne vuole dormire, come un alcolizzato vuole lasciare il suo stato di dipendenza, ma il volere non sarà sufficiente. Non basta volere per guarire, ma è necessario IMMAGINARSI GUARITI.

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“Non si tratta di volere la guarigione, ma di immaginarla! Perché è sempre l’immaginazione che vince sulla volontà.”

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4. Per illustrare i suoi postulati di base, Emile Coué spesso cita questo testo di Blaise Pascal su “le vertigini e la volontà”:

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Ognuno di noi è in grado di camminare su una tavola di 10 metri di lunghezza e 25 centimetri di larghezza, se questa è posizionata a terra.  Supponiamo che questa tavola sia posta tra le due torri di una cattedrale, quante persone sarebbero capaci di attraversare la tavola senza cadere?

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Nonostante tutti gli sforzi possibili della volontà, la caduta è inevitabile. Perché succede questo, dato che si tratta di attraversare la medesima tavola? La risposta sta nella nostra Immaginazione.

Nel primo caso, l’immaginazione ci dice che il passaggio è facile da compiere, mentre nel secondo noi immaginiamo la caduta da un momento all’altro, e così ci avverrà.

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Cinque principali ipotesi di base:

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1. Un pensiero, buono o cattivo, che abbiamo in mente, è per noi la realtà, e tende a realizzarsi. (Vedi sopra: l’immaginazione della caduta)

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2. La Prima e più potente Facoltà dell’uomo è l’Immaginazione.

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3. Quando c’è una lotta tra l’Immaginazione e la Volontà è sempre l’Immaginazione che vince, senza eccezione.

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4. Quando volontà e immaginazione sono d’accordo, esse fanno più che sommarsi, si moltiplicano.

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5. L’Immaginazione può essere guidata.

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“Non si tratta di volere la guarigione, ma di immaginarla! Perché è sempre l’immaginazione che vince sulla volontà.”

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Emile Coué formalizza l’approccio al suo Metodo in un’unica frase, ed esorta i suoi pazienti a ripeterla per venti volte e per tre volte al giorno (Sussurrata, bisbigliata o ad alta voce, ma pur sempre udibile):

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“Ogni giorno, da ogni punto di vista, io vado sempre meglio”.

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LA PRATICA DEL METODO

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1. Stabilire un obiettivo

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Non possiamo ottenere risultato desiderato, se non lo abbiamo previsto.

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2. Praticare senza sforzo

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L’autosuggestione si pratica in uno stato di rilassamento, lasciandosi andare.

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3. Parlare a voce alta (o mentalmente quando non sia possibile)

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Per un autosuggestione  generale ripetere più volte (20 volte e 3 volte al giorno):

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“Ogni giorno, da  ogni punto di vista, io vado sempre meglio.”

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4. Autosuggestione specifica per una parte del corpo:

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“Ogni giorno, (citare la parte del corpo),  va sempre meglio.”

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Esempi: “Ogni giorno, la mia schiena  va sempre meglio.”

“Ogni giorno, le mie ginocchia,  vanno sempre meglio.”

“Ogni giorno, le mie gambe,  vanno sempre meglio.”

“Ogni giorno, i miei occhi,  vanno sempre meglio.” Etc. etc.

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5. Praticare regolarmente

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Non aspettate di avere un bisogno impellente, la pratica quotidiana dell’autosuggestione è una buona norma  per tutta la vita.

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 Sebastiano.

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