FARMACI UTILI E FARMACI NOCIVI


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     E’ INNEGABILE CHE ALCUNI FARMACI SERVANO

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Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

NON HO MAI PENSATO CHE I FARMACISTI SIANO PERSONE IRRESPONSABILI 

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Aggiungo che, paradossalmente, nonostante le mie critiche ai farmaci, ho molti farmacisti che mi seguono con interesse, a conferma che non ho scoperto l’America e che le cose si conoscono e si sanno valutare negli stessi ambienti che a volte prendo di mira. Non è mia abitudine fare di ogni erba un fascio. Se mi capita di farlo, accetto di essere bacchettato.

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SONO FAVOREVOLE ALLE FARMACIE SOBRIE E COMPATTE, CON 30 MEDICINALI E NON 30 MILA

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Del resto, ho sempre detto che, in fase di emergenza e di pronto soccorso, ogni sostanza utile a mantenere in equilibrio ed in vita una persona è giustificabile. Nulla ho contro le farmacie sobrie ed essenziali dei tempi andati. Molto da ridire invece sulle mega-farmacie odierne e sugli spacci di farmaci nei supermarket, che sono un vero insulto alla sicurezza pubblica.

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SERVE UNA CORRETTA EDUCAZIONE AL BENESSERE

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Quando la gente si metterà in testa che medicina e farmacologia vanno intese come attività di urgenza e di emergenza, e non come attività di cura dei sintomi, avremo raggiunto un grande obiettivo di civiltà e di corretta educazione al benessere. Medici e farmacisti sanno troppo bene che ogni farmaco comporta veleni ed effetti collaterali. Tutto sta nel valutare la situazione e nel fare un bilancio tra vantaggi e danni. Tutto sta nel chiarire che ogni cura prolungata significa creare un fenomeno abominevole chiamato dipendenza dal farmaco.

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TENDENZE SUICIDE DELLA GENTE E TELEVISIONI REGINE NEL DISEDUCARE

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Le responsabilità maggiori gravano sulla tendenza suicida della gente, pronta a intossicarsi disinvoltamente col fumo, col caffè, con l’alcol, con la cadaverina, con le diete intasanti e sballanti, e desiderosa poi di guarire dall’oggi al domani, o di dimagrire da una settimana all’altra, col tocco di bacchette magiche che non esistono. E qui le responsabilità ricadono sulla scuola che nulla insegna e sulla televisione che la sostituisce in modo indegno e squinternato, facendo da grancassa ai più lerci interessi delle multinazionali.

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SI VORREBBE CONTESTARE PERSINO L’ALTERNARSI DEL GIORNO E DELLA NOTTE

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Ci sono degli scalcinati che mi accusano sul blog di aver inventato il tetto proteico da 24 grammi/giorno per le proteine, quando la stessa FAO, lo stesso CDC (Central Disease Control), la stessa WHO (World Health Organization), le stesse Università Americane, dalla Loma Linda, ad Harvard, al MIT, sono sulla stessa linea, per non dire il The China Study di Colin Campbell, che solo un deficiente incancrenito oggi può ignorare o sottovalutare.

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su http://valdovaccaro.blogspot.it/

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IL MERCATO DELLA SALUTE


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MUCO, TOSSE, FEBBRE E OTITE, CONDITI DI PAURA MONATTA: 

LIBERAZIONE DAL MUCO

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GUARDIAMO IL PROBLEMA IN FACCIA E CI IMBATTIAMO NEL MANICOMIO SANITARIO

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

 Il grondare del muco non è altro che un accumulo di acidificazione nel corpo in via di smaltimento.

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Parliamo di impregnazione tossica che il corpo, giunto ai massimi livelli di tolleranza-veleni, tende a mandar fuori mediante le tipiche manifestazioni influenzali che poi i medici associano ai vari virus. Virus con caratteristiche varianti di anno in anno, classificati in ipotetici ceppi ed ipotetiche e fantasiose zone specifiche di provenienza, dettate di anno in anno al mondo dagli orchestratori della NDC (National Disease Control). Questo nella normalità dei casi. Se poi ad Atlanta, Chiesa Mondiale della Religione Medica, si pianificano scenari più angoscianti e crisi di emergenza mondiale, come l’Aids, le legionarie, le aviarie, le suine, le messicane, le neo-spagnole, e le cetrioline, scattano tutte le misure di emergenza e il mondo si trasforma in un manicomio di gente spaventata, con campane che suonano a morto e di sirene che annunciano sciagure, contagi ed epidemie.

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PESTI ANTICHE E ALLUNGAMENTO DELLA VITA GRAZIE ALL’IGIENE

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Le morie da peste, da ignoranza e da sporcizia, da mancanza di acqua corrente e di cibi freschi e sani, ci sono sicuramente state nella storia, sia in presenza che in assenza medica. L’allungamento della vita non proviene certamente dalla medicina, come ci vogliono far credere, ma dal progresso tecnologico generale nel campo dell’igiene, come dice il grande igienista tedesco Max Pettenkofer (1818-1901), fondatore del primo istituto di igiene naturale in Europa, docente di medicina a Vienna e a Monaco di Baviera, studioso di ventilazione-fogne e di purezza dell’aria e dell’acqua.

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LA PRESENZA MEDICA NON E’ AFFATTO UN DOGMA

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Il mondo è andato avanti al meglio per secoli e millenni senza terapeuti, con proibizione legale di esistere e di professare nei riguardi dei medici, ritenuti invasivi e pericolosi per la salute e il benessere della comunità, come la storia di Roma antica insegna. Ben 700 anni di divieto-medico rigoroso e totale fino al 100 a.C e altri 800 anni di tolleranza vigilata nei loro riguardi, lo dimostrano. Secoli, tra l’altro, di grande splendore e di costruttiva magnificenza imperiale. Oggi la situazione si è rovesciata. Ogni singolo e ogni nazione si ritrovano ad essere, volenti o nolenti, medico-dipendenti fin dalla nascita. Ogni paese trasformato in parrocchia legata alle disposizioni papali e ai concistori che si attuano in Georgia, nuovo stato Vaticano del pianeta.

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UN REGIME MONDIALE MEDICO-ECCLESIASTICO CON TANTO DI INQUISIZIONE

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Ogni ministro della Sanità trasformato in Cardinale Nazionale e ogni sottosegretario in Arcivescovo, più una marea di pretini obbedienti ed irregimentati nel loro camice verde, disseminati tra cliniche, Asl e ospedali. Non più il sacerdote-curato con le armi rituali della paura spiritica-maligna, dell’acqua santa, del battesimo, della cresima, del matrimonio, e dell’estrema unzione, ma il neo-prete-curato e laureato con le armi della paura microbica e del contagio bubbonico, del vaccino, del farmaco, del bisturi e dell’integratore. Difeso ovviamente dalla politica, dalla appropriazione in esclusiva del mercato della salute, da strumenti legali di pressione non lontani da quelli tipici dell’Inquisizione (ne sanno qualcosa i medici radiati dall’Ordine, e i terapeuti non-medici umiliati e costretti ai margini dell’illegalità).

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LA PAURA E’ UN BENE RIPRODUCIBILE E A BASSO COSTO

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Oggi la medicina moderna, a indirizzo monatto-tecnologico, vive di rendita. Ha investito enormi risorse nel martellamento ossessionante e nella vendita del suo prodotto di punta, la paura. Il petrolio costa, lo devi far spillare dal sottosuolo, lo devi raccogliere e raffinare. L’acciaio costa, lo devi mescolare negli altiforni, trasformare in barre, lamine e tondini. Il calcestruzzo costa, lo devi amalgamare con acqua, ghiaia, sabbia e cemento. La paura no. Nessuno sforzo e nessuna fatica. Basta un’idea tanto brillante quanto malevola. Basta uno schioccare di dita. Basta un programma diseducativo. Basta elaborare un Abecedario manipolato a proprio piacere e lanciarlo dall’alto sulle stupide folle e sui branchi di pecore. Basta trasformare il batterio in diavolo, il virus in satana, il fungo in belzebù e l’allergia in strega maligna, e il gioco è fatto. Ci penseranno le varie televisioni, colluse con Big Pharma a convogliare il messaggio.

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LA PAURA E’ COMODA, LEGGERA E REDDITIZIA

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La paura si presta poi ad essere confezionata ed aviotrasportata, ed anche a guadagnare il rispetto delle borse e dei circoli finanziari. Trasportare un container di macchinari costa carissimo. Camion dalla fabbrica al porto, lungo tragitto in mari tempestosi, gru e carrelli giganteschi ai porti di arrivo e di partenza, e margini ridicoli per vincere la concorrenza. Chi te lo fa fare? La paura invece vale assai di più. Si trasforma in fiale, pastiglie e pillole, in materiale leggerissimo e comodo da trasportare e smerciare. Tanto valore in poco spazio. Un container da 400 mila Euro anziché di soli 100 mila. Azioni in borsa che, per cibi sintetici e integratori, per cibi e bevande-spazzatura, per farmaci e vaccini, sono sempre in costante ascesa.

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CHI MAI FA VERAMENTE USO DEL PROPRIO CERVELLO?

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Chi fa uso del proprio cervello, senza farsi condizionare, sa distinguere il vero dal falso, sa distinguere una malattia etichettata e inventata di sana-pianta come l’Aids da una patologia specifica e reale? Chi sa svegliarsi e destarsi dal torpore in cui lo hanno precipitato il Regime Sanitario e il pretume chiamato Ordine Medico? Chi sa distinguere cosa significa prova del nove e prova del cacchio? La prova del nove significa prova chiara ed inequivocabile, quella che tronca ogni polemica e ogni cervellotica affermazione. Ma quanti fanno oggi uso del proprio cervello, senza dipendere come degli ansiosi beoti da insulse ed incomplete analisi-diagnosi mediche, da diseducative e svianti piramidi alimentari, da devastanti diete dimagranti lowcarb-zoniste-antiglicemiche-grupposanguinee-pseudomediterranee-ortomolecolari-dunkaniane? Quanti usano il raziocinio senza andare dietro a “Lo-ha-detto-Tizio-Caio-Sempronio”?

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CHI E’ IN GRADO DI DISTINGUERE TRA IL VERO E IL FASULLO?

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Quanti fanno uso del proprio cervello senza credere ciecamente al divino dogma del medico, confermato da mamma televisione? Quanti sono disposti a capire che la regola della spremuta d’arancia, del pop-corn e del porridge, del radicchio seguito dalla patata, dalla zucca, dal miglio, dal riso integrale e dai legumi, la regola dei centrifugati, della frutta stagionale con tuberi e verdure, è la sola possibile per la salute, per lo star bene del corpo e della mente? Quanti sono disposti a capire che le scene culinarie e i teatrini alimentari di Gusto e Cotto e Mangiato sono penosi e faziosi tentativi di normalizzare e legalizzare l’odioso crimine dei macelli, delle tonnare, delle baleniere, dello sterminio di elefanti per le zanne, della caccia e della pesca contro innocenti e magnifici animaletti di acqua e di terra?

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LA COMODITA’ DI POTER CONTARE SU UNA MASSA DI PECORELLE SMARRITE

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La risposta è sotto i nostri occhi. La Chiesa di Atlanta ha sottomano una massa di imbecilli e di impecoriti, una massa di ignoranti e di inquadrati, una massa di dopati, di acidificati, di vaccino-dipendenti e di farmaco-dipendenti. Una massa che pende dalle labbra del papa di Atlanta, del Cardinale Governativo e del Curato distrettuale. Nessuno si offenda. Mal comune mezzo gaudio. Una buona sveglia farà di sicuro ridestare il mondo imbavagliato e paralizzato de nostri tempi. Ma intanto, ad ogni fischio e ad ogni sirena, ad ogni piano terroristico prescelto dalle multinazionali del cibo-storto e del farmaco-iatrogeno, scattano i gendarmi negli aeroporti, scattano le mascherine, scattano le amuchine, scattano i brividi, scattano i batticuori e le antiche paure, garanzia di nuove malattie a sfondo mentale come vuole Big Pharma.

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LA SCIENZA IGIENISTICA OFFRE DIMOSTRAZIONI RAZIONALI

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L’igiene dimostra tutti i giorni l’innocenza e l’utilità dei batteri, oltre che l’assoluta neutralità dei detriti cellulari morti chiamati impropriamente virus. L’igiene dimostra che compresenza di virus e batteri nelle patologie è conseguenza del male e non causa del medesimo. L’igiene dimostra che il contagio è una invenzione monatta e che non esistono malattie trasmissibili, ma solo condizioni patologiche pre-esistenti e pronte-a-deflagrare in gente che ha le medesime stolte abitudini alimentari e comportamentali. L’igiene dimostra che la moltiplicazione batterica non è disordinata ed illimitata, ma mirata e gestita intelligentemente dal Sistema Immunitario. L’igiene dimostra che l’intasamento virale non è un attacco proditorio ma semplice accumulazione di materiale cellulare interno destinato all’espulsione e rallentato dalle nostre colpevoli pigrizie metaboliche (cibi carnei e cibi spazzatura, con digestioni difficili e sangue lipo-tossico ed acidificato).

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IPOTESI TERRORISTICHE SMONTATE CON PUNTUALITA’ E PRECISIONE

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L’ipotesi medica è chiaramente terroristica. Se non prendi il vaccino, se non ricorri al farmaco, all’antibiotico, all’antivirale, all’antipiretico, all’antiallergico, vieni divorato dai batteri e sbranato dai virus. Niente di questo accade e la scienza igienistica offre l’incontestabile ed inequivocabile prova del nove. Tu malato, con presenza accertata di batteri e virus, non prendi niente di niente come medicinali antimicrobici e ti metti a totale riposo digestivo, bevendo acqua (o acqua e limone), dovresti finire devastato dalla testa ai piedi. Nulla di questo succede e, in pochi giorni, ti ritrovi vivo, in salute, libero da orde batteriche e da scorie virali. Questa è la prova del nove. Quella che sconvolge e zittisce ogni medico, quella che gli fa ingoiare un rospo amaro. Quella che gli fa andare di storto la sua bistecca al sangue. Senza se e senza ma.

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BENVENUTE SIANO LE INFLUENZE STAGIONALI, PER CHI E’ INTASATO

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I processi catarrali ed influenzali, incluse tonsillite, otite e tutto il resto, sono in realtà tipiche crisi curative in corso. Crisi che, paradossalmente, scelgono le loro vittime tra individui sovraccarichi di sostanze estranee, ma nel contempo vitali e carichi di reattività immunitaria. Il potenziale vitale dei bambini è chiaramente alto. Quello degli anziani no. I giovani sono dunque particolarmente reattivi alle cosiddette epidemie. Muco, tosse, raffreddore, febbre, infiammazioni varie, non sono altro che sintomi di un intasamento interno giunto ai limiti di sicurezza. Il fiume in piena che sta per tracimare gli argini o, se vogliamo, la goccia che fa traboccare il vaso. In questo senso benvenute siano le influenze stagionali, che fanno da indispensabile precursore alla purificazione ed allo sfogo. Il catarro è letteralmente sostanza legata alla acidificazione gastrointestinale e bronchiale, ed è giusto che venga espulso. La febbre è condizione legata al surriscaldamento enterico, ed è giusto che che venga alla fine debellata, ma sempre con meccanismi automatici ed auto-guaritivi interni. 

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LE CRISI ARRIVANO SEMPRE NELLA FASE DI RELAX

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Le crisi depurative arrivano e si sviluppano nella gente normale, non certo quando vive a pieno regime e in fase di accelerazione stimolata e dopata, ma al contrario quando si mette finalmente in relax e magari in vacanza al sole dei Caraibi. Il mondo è pieno di falsi sani, di gente pulita solo esternamente e solo in apparenza. “La sporcizia interna della gente è qualcosa di inimmaginabile”, scriveva Arnold Ehret nel 1916, poco prima che arrivasse la micidiale spagnola, attribuita a tutto fuorché alla sporcizia interna e alle aspirine inflitte alla massa inebetita ed impotente. Oggi non siamo affatto più puliti di allora. Siamo stracolmi di tossine chimiche e psicologiche. Siamo impregnati di falsi miti e falsi desideri. Siamo schiavi di voglie e di obiettivi insostenibili.

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CIVILTA’ DEI CONSUMI SCOMPENSATA E SQUILIBRATA

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Giovani che non guadagnano un singolo Euro, che non trovano uno straccio di posto, che non possono intraprendere qualcosa senza avere il tassometro addosso a controllare e decurtare  i propri introiti, e che nel contempo subiscono quotidiani lavaggi del cervello a suon di moto e auto potenti, riprese su magnifiche e libere strade senza traffico e senza limiti, l’esatto contrario di quanto esiste. Operai senza lavoro e in cassa integrazione, dove la cassa è sempre più vuota e disperata. E lo stato gendarme, vorace ed affamato, pronto a inseguire ogni minima fonte di reddito e di risorse, pronto a demonizzare ogni ricchezza reale ed immaginaria, lesto ad intaccare ogni tuo muro ed ogni tuo mobile di appartenenza. Civiltà opulenta nella mente e prosciugata nel contante. Una civiltà in caduta verticale nelle risorse disponibili. Civiltà in crescita di pretese e in calo di rendimento. Civiltà costosa, illogica e sbilanciata, dove non si torna a casa rassegnati e licenziati in economiche biciclette come nel ’29, ma a bordo di auto che consumano benzina quotata a prezzo d’oro, e non ci si accontenta di un piatto di risi e bisi come nel ’29, ma si pretendono lauti pasti e abbondanti circenses. Ovvio che le premesse per ammalarsi nel fisico e nel morale ci sono tutte, per grandi e piccini.

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VIETATO CONTRASTARE I SINTOMI ELIMINATIVI

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Ribadisco, per tornare al tema di partenza, che la febbre e le manifestazioni di contorno, non sono altro che uno dei mezzi naturali e preziosi del corpo per bruciare ed espellere i veleni del corpo. Lasciare dunque che l’influenza faccia il suo corso indisturbata. Ben venga la febbre, anche quella alta, come insegna Parmenide. “Mandatemi la febbre e ne saprò fare meraviglie!”. Ben venga il muco, o meglio ben vada fuori. Ben vengano l’eruzione e il prurito, l’herpes e la psoriasi, che usano i canali alternativi della purificazione cutanea per risparmiarci da guai peggiori, sostituendosi a un sistema renale evidentemente malandato ed insufficiente. Benedetta sia la febbre influenzale. Mai toccare i sintomi. Capire dov’è il precursore e il fattore causante del male, dargli un nome e un cognome. Prendere in mano il libro giusto per capire correttamente il tutto. I libri da macero vanno buttati al macero. I libri col 90% di verità preparatoria ma un 10% di conclusioni sballate finali, vanno buttati nel cassonetto immondizie, e senza rimpianti.

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CHI SA ACCENDERE IL FUOCO SA ANCHE MANGIARE

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Il 90% delle malattie è dovuto a coliche, a dissenterie, a ideologie assurde sui cibi, ad abitudini tanto vecchie quanto cretine. L’80% delle malattie è dovuto all’ignoranza umana, e soprattutto all’ignoranza di chi dovrebbe insegnare il bene ed il giusto, e che fa invece l’esatto contrario. Quello che sta sul video televisivo, ed anche purtroppo quello che sta nel vasto, sconfinato e caleidoscopico contenitore della rete internet, va vagliato e setacciato con acume e spirito selettivo, altrimenti moriamo di confusione. La realtà esiste ed è una sola. Non è una media tra la A e la Zeta, ma può essere benissimo la A o la Zeta stessa. Smettere di mettere nuova legna in una stufa intasata. Lasciarla raffreddare, pulire i tibi dalle incrostazioni, rimuovere le ceneri, ripristinare la pulizia e il tiraggio. Mettere prima dei legnetti secchi e sottili misti a carta o foglie, e poi procedere progressivamente per gradi, con legna sempre più solida e durevole. Il corpo umano non è molto diverso da quella stufa.

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SIA IL DIGIUNO, CHE IL SEMI-DIGIUNO, CHE IL MIGLIORAMENTO DIETA, PRODUCONO UTILI E PREZIOSE CRISI ELIMINATIVE

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Se il riposo totale, chiamato digiuno ad acqua per 3 giorni e oltre, provoca effetti eliminativi a volte troppo intensi sballanti, sconvolgenti, difficili da capire e da sopportare, soprattutto per i super-intasati e per la gente non abituata a stringere i denti, possiamo cercare vie meno impervie. Possiamo ricorrere al digiuno totale di una giornata, con sola acqua (pulizia della stufa tirando via almeno la cenere e lasciando intanto i tubi incrostati per una futura visita dello spazza-camino), seguito da una settimana a sola frutta di stagione o meglio a sole spremute-succhifreschi-centrifugati puri o 50-50 annacquati con acqua leggera (i legnetti leggeri che creano fiamma e riscaldano l’intera stufa ridandole funzionalità e rendimento). Anche col semi-digiuno si sconfigge il male e si espurgano i veleni, per cui non mancheranno le manifestazioni eliminative, i morbilli, le scarlattine, le tossi, i muchi, le otiti, le riniti, le tonsilliti, le eruzioni e tutto il resto. Non fare mai l’errore disastrante di contrastare questi sintomi guaritivi.

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ALCALINIZZARE ED OSSIGENARE, IN OSSEQUIO A 100 TRILIONI DI CELLULE IN CONTINUO RINNOVAMENTO

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Cibi crudi, vitali, ricchi di acqua biologica e di solare clorofilla, ricchi di vibrazioni elettromagnetiche e di positiva radioattività naturale. Cibi privi di contaminazioni e di sofferenza animale. Cibi basso-proteici come ci insegnava la mente più brillante e sintetica di tutti i tempi, l’uomo del Mediterraneo Classico, l’uomo di Samo e di Crotone, il genio più italico che greco di nome Pitagora. Cibi che non sforino il tetto proteico approssimativo dei 24 grammi per l’adulto e degli 11 grammi giornalieri per infanti e ragazzini. Cibi alcalinizzanti per scardinare l’acidosi e gli acidi urici, dunque. E comportamenti di contorno, basati sul contrasto all’ipossia ed alla pseudo-ossigenazione tipiche della vita sedentaria, della respirazione corta, dell’aria viziata, riscaldata e a volte persino nicotinizzata di scuole, fabbriche, banche ed uffici. Capsule acquose di vita e di energia solare chiamate frutti, contro l’acidosi e la ritenzione idrica, e respirazione profonda contro il soffocamento del sistema cellulare.

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Valdo Vaccaro.  Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it/

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FEBBRE, VIRUS E LA SOLITA ASPIRINA


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L’ ASPEN-SPIRAIN E LE MICIDIALI RICADUTE DI POLMONITE SPAGNOLA 

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dr. Valdo Vaccaro

dr. Valdo Vaccaro

Cosa è e cosa non è un virus

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Il virus non è un mostro vivente. Non è neppure un mostro semi-vivente o uno Zombie vendicativo che si muove in cerca di vittime. Ancor meno è un vampiro tornato dall’al-di-là ed assetato di sangue e di nuove cellule umane da ghermire. Già voler affermare il contrario di questo, come fa sistematicamente e testardamente la medicina, mettendoci incredibili fantasie microbiologiche e geografiche, ci piazzerebbe nel mondo di Walt Dysney, più che in quello della scienza trasparente.

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Su questo punto mi sono espresso con una ventina di tesine, sullo stile di Scienza e fantascienza del virus, Il caso Sandlers e i conigli polio resistenti, Il Tamiflu monatto e il pipistrello alchimistico, La farsa del contagio batterico-virale, Superstizione del contagio e cultura della salute, ecc.

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Un virus non è ammazzabile

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Il virus è sempre e solo materiale morto e spento del tutto, privo di cervello, di volontà, di anima, di mezzi assorbitivi-nutritivi, duplicativi e riproduttivi. Incapace pertanto di pensare e di agire, e meno ancora di intraprendere degli attacchi contro l’uomo o contro chicchessia. Frammento cellulare polverizzato, riconoscibile e catalogabile in base al tipo di cellule morte di provenienza, ma biologicamente amorfo, inattivo e privo di personalità comportamentale. Un virus poi non può essere colpito, deattivato, ammazzato. Si può mai ammazzare un sasso? Si può mai assassinare una cosa già morta?

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Un corpo funzionante a dovere non conosce ostruzioni virali

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Virus come materiale intasante? Quello sì. Come fa ad aumentare e ad intasare se non ha capacità replicative? Molto semplice. Si accumula secondo formula sommatoria e non attraverso moltiplicazione. Si accumula perché è il corpo umano che, per normale legge fisiologica, subisce una ininterrotta disintegrazione cellulare producente detriti organici, chiamati impropriamente virus autogeni o veleni.

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Se il soggetto respira bene, mangia corretto, si muove, utilizza tutte le sue funzioni mentali, fisiche, sessuali e spirituali, il corpo funziona al meglio nel suo metabolismo nutritivo-ripulitivo, e non si creano intasamenti e rallentamenti, blocchi e ostruzioni di alcun genere, in quanto tali virus vengono in parte riciclati e per il resto espulsi mediante gli apparati emuntori (polmoni, reni, intestini, epidermide).

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Le squadre di intervento e l’arma basilare della febbre

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Ogniqualvolta l’uomo si intossica a monte (cibo, stress, emozioni, clima, inquinamento), il sangue si addensa e si viscosizza, il metabolismo si rallenta, gli organi si infiammano (epatiti, nefriti, gastriti, coliti, riniti), i virus si accumulano per sommatoria e creano pesanti ostruzioni. Il servizio batterico interno di nettezza urbana, e di pronto intervento, scatta grazie a Dio con tanto di sirena, e va a piazzare una crisi espulsiva-liberatoria chiamata influenza, facendo buon uso dello strumento principe chiamato febbre, sapientemente dosato dal sistema immunitario.

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Il metodo sicuro per guarire rapidamente da ogni influenza

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Fin dai tempi più antichi esiste un metodo sicuro e garantito, preciso e infallibile, per risolvere una cosiddetta infezione virale (che in realtà è sempre e solo una semplice ostruzione interna e autoctona). Fin da tempi di Sparta e Atene, sin dall’era di Talete, Pitagora e Parmenide, si sapeva benissimo come guarire in una sola notte dalle influenze.

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Guarire in una sola notte, senza farmaci, senza medici e a costo zero, grazie alla febbre alta e all’acqua. Ma cosa stai cianciando? Ti rendi conto almeno della gravità di quello che dici? Stai forse bestemmiando Dio Onnipotente come fece Gesù prima di finire sulla croce? Sei almeno sicuro?

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La febbre? Meglio alzarla che abbassarla!

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Certo che sono sicuro. Non al 99 ma al 100%. Come erano sicuri tutti i medici di qualche decennio fa. Ti arriva la febbre? Non abbassarla mai con niente, nel modo più assoluto. 
Al limite sarebbe meglio alzarla che abbassarla. Bevi dunque semplice acqua in abbondanza, o anche acqua e limone non zuccherati, e infilati in un sacco a pelo o sotto un caldo piumino o sotto le coperte.

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Basta una notte con 6-8 ore di intensa traspirazione, stile sauna, e la mattina dopo ti ritrovi sfebbrato del tutto e senza più intasamento virale.

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I medici condotti di ormai antica memoria

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I medici condotti degli anni 50-60 conoscevano queste tecniche a menadito, e davano pure consigli di questo tipo alla gente, evitando rigorosamente di ricorrere alle armi farmacologiche. Non erano ancora perseguitati e maramaldeggiati da Big Pharma. Facevano il loro dovere con saggezza e con alto senso di responsabilità. Le loro sale d’aspetto, attigue agli ambulatori, non pullulavano ancora di promotori scientifici carichi di nuovi farmaci da proporre e da imporre con le buone o le cattive, con i dolcetti e le carote compensative.

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Il ricorso sistematico alla pillola, al farmaco e al flacone

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I medici di oggi nulla sanno di queste cose e meno ancora sanno dell’importanza della febbre come strumento di guarigione manovrato dal sistema immunitario. Hanno imparato semplicemente che, per ogni diversa patologia, esiste una pillola, un farmaco, un flacone, studiati appositamente per stroncarla. E che la febbre è un accessorio della patologia nemica. Qualcosa dunque da sopprimere senza riserve e senza esitazioni.

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Il risultato finale è che queste cure miracolose riducono prontamente la temperatura, ma nel contempo prolungano la febbre che, da intensa e acuta, si trasforma dopo pochi giorni in leggera e cronica, causando alla fine quel fenomeno di morie collettive chiamate epidemie, attribuite ad agenti virali anziché ad ignoranza o a perfidia terapeutica.
I casi della SARS e dell’Aviaria.

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Nel 2004 il CDC (Central for Disease Control), già autore 20 anni prima della farsa Aids, e la WHO (World Health Organization) lanciarono nel mondo pesanti allarmi sull’influenza SARS e sull’Aviaria, collegabili, secondo loro, alla Spagnola del 1918, maggiore pandemia mondiale di tutti i tempi, sulla base di un virus simil-aviario preso da una vittima di quel disastro sanitario. 

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Tale prelevamento, se davvero effettuato e non inventato (vista la nota inaffidabilità di questi enti), sarebbe del tutto insufficiente a provare alcunché, visto che la Spagnola causò da 20 a 40 per alcuni, e da 100 a 120 milioni di vittime per altri, dati sempre approssimativi, mancando in quel dopoguerra metodi e strumenti per fare dei reali conteggi statistici. Sarebbero servite centinaia di prelevamenti e non uno solo, per ottenere dei risultati significativi.

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L’interessante nascita dell’Aspen e dello Spirain

In realtà, la medicina gioca a rimpiattino. 

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Vediamo come e perché. Ce lo racconta un documento che circola via internet negli Stati Uniti (http://home.earthlink.net/-anitaastrologer/aspirinflu.htm), firmato da Marshal Smith su edizione BroJon Gazette. Nel 1890, un chimico americano produsse un medicinale migliorativo di un vecchio rimedio familiare chiamato Willow o Aspen Tea, che veniva preso da anni per calmare gotta, artrite e dolori reumatici. Il nuovo prodotto, pur mantenendo lo stesso sapore di the, conteneva in più acido salicilico e, mentre bloccava i dolori, aveva effetti collaterali mai prima sperimentati, tipo nausea e vomito. 

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Il chimico stesso si dette da fare e risolse alla fine il problema trovando un neutralizzatore-tampone che limitava tali effetti, e sintetizzandolo in un nuovo additivo chimico coperto da brevetto. A questo punto, e si era nel 1895, il chimico in questione vendette tale brevetto a una grossa azienda farmaceutica europea di nome Bayer.

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Da Aspen Spirain ad aspirina, la grossa fortuna della Bayer

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La Bayer, per vendere sia in America che in Europa, registrò il prodotto col marchio inalterato Aspen Tea sul mercato americano, e col nuovo marchio, Spirain Tea, sul mercato europeo. Dopo alcuni anni raggruppò i due marchi Aspen e Spirain in uno solo, ribattezzandoli col nome di Aspirina. Fin dal 1905 c’erano altre ditte che producevano acido acetilsalicilico con diversi nomi, per cui cominciarono a fioccare denunce e battaglie legali da parte della Bayer. Il gigante tedesco della chimica e della farmacologia stava investendo enormi risorse pubblicitarie sia in Europa che in America, ed era particolarmente intransigente sulla difesa del marchio.

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I collegamenti tra aspirina e la pandemia Spagnola del 1918

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Tuttora oggi, nelle farmacie, appaiono a fianco dell’aspirina Bayer prodotti come Nyquil, Aleve, Tylenol, Motrin, Bufferin, Anacin, e cento altri nomi ancora, tutti contenenti acetilsalicidico o sostanze simili ad essa, e tutti intesi a combattere raffreddamenti, influenza e febbre. In effetto, la riduzione della febbre non era nemmeno menzionata nella licenza originale della Bayer del 1895. La Bayer di allora del resto non conosceva nemmeno l’uso dell’aspirina in ogni suo dettaglio. Ma cosa c’entra l’aspirina con la pandemia Spagnola? C’entra eccome.

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Febbre come espressione del Sistema Immunitario

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La febbre non è il sintomo di una malattia, ma è piuttosto autentica espressione segnaletica del sistema immunitario. La febbre alta, in particolare, agisce sui telomeri, ovvero sui terminali del RNA virale, impedendo loro di duplicare se stessi. I telomeri sono come una chiusura lampo che si chiude in millisecondi e separa il nuovo Rna da quello vecchio. Essi sono termosensibili e non si aprono a temperature inferiori a 37.5 °C. E’ grazie a questo meccanismo che le alte febbri sbloccano gli intasamenti virali. 

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Ragionamenti contorti e contraddittori 

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Creando la febbre, l’infezione virale viene ridotta quanto basta affinchè le cellute T possano catturare ed inghiottire le cellule danneggiate, grazie ai loro acidi forti che disgregano pure i virus Rna in semplici aminoacidi. Questo sistema ammazza i virus e non permette loro di riprodursi, secondo il documento in questione. Solo che, come già detto all’inizio, i virus non sono esseri viventi e non possono essere ammazzati da nessuno. E’ impossibile ammazzare qualcosa che è già morto.

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Le cose sono in realtà molto più semplici, e siamo di fronte a una fisiologica moria cellulare

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Quel ragionamento è dunque di tipo neo-pasteuriano, e non è affatto condivisibile igienisticamente. Serve solo a contrastare l’ideologia pasteuriana del virus usando argomenti pasteuriani. In realtà, non esiste per noi questo meccanismo sofisticato e fantasioso di copiatura e riproduzione dei virus, ma esiste soltanto il semplice avvicendamento cellulare, ovvero la moria normale e fisiologica delle cellule spente che diventano detriti cellulari. Detriti che, in un corpo funzionante normalmente, vengono in parte riciclati (per recuperare le catene di atomi minerali utili al corpo, tipo gli atomi di ferro) e in parte espulsi.

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Il solito sgorbio dell’intervento sul sintomo 

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Non conoscendo un bel nulla di queste problematiche, i nostri medici odierni identificano il nemico da combattere nella febbre stessa, e curano in modo disinvolto e tranquillo l’influenza con l’aspirina o con dei febbrifughi. Nessun ragionamento sulla fonte intossicante a monte (dieta, stress, clima, ecc) che nessuno ha pensato a disattivare e che continua a rallentare il sangue, a procurare ostruzione virale ed accumulazione virale.

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Il risultato è che, entro poche ore, la fastidiosa febbre scompare e il paziente, anche se tuttora carico di materiale virale, si sente provvisoriamente meglio. Ma né il medico, né tanto meno il paziente, sanno che, con la temperatura normalizzata, si inceppa il meccanismo termico stoppa-virus, per cui nel giro di 3 giorni la conta dei virus inespulsi passa da pochi milioni a miliardi e miliardi.

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Lo schema classico della polmonite fulminante

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A questo punto, arriva una drammatica ricaduta, una ripresa della febbre. Il paziente finisce in ospedale con la polmonite e viene trattato, manco a dirlo, con dosi massicce di aspirina, o di prodotti similari. Comincia a boccheggiare e a bramare dell’aria che non riesce ad assumere e, nel giro di 24 ore, passa spesso dalla vita alla morte. Cos’è che ha bloccato il febbrone iniziale? L’aspirina. Cos’è che ha decapitato infine, dopo circa 72 ore, il sistema immunitario nella fase di ricaduta? Ovviamente l’aspirina. Questo è uno schema classico nei decessi da polmonite fulminante. Ecco spiegato quello che successe nell’epidemia del novembre 1918.

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L’aspirina in trincea

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I medici della prima Grande Guerra sapevano che l’aspirina riduceva rapidamente la febbre, pertanto l’adoperavano in modo sistematico. Se a un soldato veniva la febbre gli affibbiavano subito l’aspirina. Tre giorni dopo gli veniva la polmonite fulminante e moriva regolarmente durante la notte. Nessuno si sognava di fare dei collegamenti logici tra quella morte e l’aspirina. Anche perché morire in trincea era cosa normalissima. Se non era il proiettile o la granata, ci pensavano la difterite o la tubercolosi, lo stress e la paura, l’umidità e gli stenti.

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Il passaparola telefonico

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Con l’armistizio del 1918 tutti i soldati tornarono a casa dai vari fronti. Per la prima volta esisteva un mezzo straordinario di comunicazione chiamato telefono. Tutti i soldati avevano memorizzato un fatto soltanto, e cioè che, con la magica aspirina, la febbre calava. Nessuno aveva invece fatto, lo ripetiamo per chiarezza, il collegamento tra aspirina e polmonite fulminante. I combattenti americani che rientravano in patria dall’Europa, telefonavano a casa, e raccomandavano ai familiari di curarsi con la meraviglia del momento, con la poderosa aspirina, rimedio magico contro ogni tipo di febbre.

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La gente moriva come le mosche

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Il 24 novembre del 1918 migliaia e migliaia di pazienti ammalati di polmonite affollavano gli ospedali americani con una misteriosa ricaduta influenzale e con la febbre alta. La stessa cosa succedeva in Europa. I medici di allora furono presi di sorpresa. Non avevano mai visto nulla del genere. I pazienti arrivavano in ospedale, venivano messi a letto ed aspirinizzati, e lasciavano libero il loro posto la mattina successiva, prendendo la via del camposanto. La chiamarono epidemia Spagnola perché i primi a morire, come mosche spruzzate dal DDT, si erano registrati in Spagna. Il vero responsabile però non era il DDT, e nemmeno l’inesistente virus della Spagnola. Il vero responsabile si chiamava aspirina.

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Hai la febbre? Prendi l’aspirina!

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Nessuno fu in grado si spiegare quei cento milioni di morti. Ma oggi lo sappiamo. Quella peste non aveva una comune causa patogena, ma raggruppava centinaia di diversi tipi di febbre esistenti da sempre nelle varie regioni del mondo. La sola differenza, nel fatidico Novembre 1918, era l’esistenza del telefono e del conseguente passaparola internazionale. Hai la febbre? Prenditi una buona dose di aspirina! Questa era la parola d’ordine.

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Il Tamiflu e la SARS

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Ma oggi la situazione non è radicalmente cambiata. Il SARS non è una malattia. Ma è la conseguenza di una nuova aspirina che la FDA ha approvato molti anni fa. Un’aspirina speciale che si chiama Tamiflu. Il Tamiflu ha cominciato ad essere usato nel 2003. Come viene usato? Viene usato su pazienti che avevano la febbre e che erano stati curati con aspirine o con febbrifughi, ritrovandosi dopo alcuni giorni con una ricaduta e una febbre alta. A quel punto i medici impongono il Tamiflu, con dosaggi di 10 cc all’ora, fino a quando la febbre scompare.

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Dubbi atroci sulle responsabilità sanitarie dell’ultimo secolo

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Quella dose oraria di 10cc è sufficiente per mandare all’altro mondo migliaia e migliaia di persone. Sufficiente per poterle associare alla nuova peste pandemica SARS, demonizzando non certo l’aspirina e il tamiflu, ma il nuovo e terribile mostro virale proveniente dai pollai di Hongkong, dai porcili della Nuova Zelanda, dalle scimmie dell’India, dai ramarri dell’Afghanistan, o dagli uccelli più strani delle Filippine.

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Non è invece che, negli ultimi 100 anni, la medicina, complice la disinformazione galoppante, l’ignoranza e la corruzione promosse per telefono e per internet, ha ucciso disinvoltamente milioni di vite umane?

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO   http://valdovaccaro.blogspot.it

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ANEMIA GUARITA


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ANEMIA SPARITA E GRANDE CAMBIAMENTO INTERIORE

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LETTERA a Valdo Vaccaro

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

 

QUASI CARNIVORO, SPORTIVO E ANEMICO

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Buongiorno Valdo, innanzitutto le faccio i miei più calorosi complimenti per il blog, per il suo lavoro e la passione che ogni giorno dimostra. Le racconto in breve la mia esperienza. Sono stato onnivoro (proprio quasi carnivoro) per tutta la vita (23 anni). Pur praticando attività sportiva, ero affetto da un’anemia che mi ha accompagnato per gran parte della mia esistenza.

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SEI MESI DI PERCORSO VEGETARIANO-VEGANO E L’ANEMIA E’ SPARITA, IN BARBA AI MEDICI

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Da 6 mesi ormai sono diventato inizialmente vegetariano e poi vegano. Nell’ultimo mese, anche avendo conosciuto il suo sito, mi comporto da crudista-fruttariano ad un buon 90%. La salute è migliorata in modo netto, l’anemia sparita, contrariamente a quanto raccomandano amici, parenti e medici sull’alimentazione e il mantenimento della salute.  La ringrazio per la risposta e le rinnovo i miei apprezzamenti. Stefano.

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RISPOSTA di Valdo vaccaro

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I RICORRENTI PREGIUDIZI MEDICI SULL’ANEMIA VEGANA

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Grazie Stefano, per questa magnifica testimonianza. Non sono nemmeno sicuro se sia più importante la guarigione dall’anemia o quella dall’insensibilità alimentare ed etica, che ti avevano afflitto o comunque condizionato per diversi anni. Uno dei pregiudizi più sciocchi e scalcinati della medicina prevalente, e della gente imbevuta di diseducazione nutrizionale medica, riguarda proprio la anemia.

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IL FERRO-CADAVERE NON HA MAI FATTO BENE A NESSUNO

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Se c’è una cosa che nulla ha a che fare con chi si alimenta di frutta e verdura cruda, questa è proprio l’anemia, causata come ben sappiamo non da carenza di ferro, ma da incapacità assimilativa e da disordini putrefattivi derivanti da alimentazione carnea e da eccesso di ferro-cadavere (lo chiamano ferro-eme), alto-proteico e non assorbibile. 
Una cosa è nutrire e un’altra cosa è dopare. La cadaverina ferrosa è un velenoso doping, non un alimento.

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GRAVI AMNESIE SU LORO FALLIMENTARI CURE DEL PASSATO

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Certi medici sono ottimi prestigiatori, bravissimi a ribaltare la situazione e a mostrarla nel senso opposto.
Dimenticano persino per strada le loro cose, affetti come sono da gravi amnesie professionali. Dimenticano che i loro colleghi del medioevo portarono centinaia di anemici a curarsi non negli orti e nei frutteti, ma proprio direttamente nei macelli, ubriacando i loro disgraziati pazienti non di vino brulé, ma di caldo sangue proveniente direttamente dalle vene del povero bovino di turno, sgozzato, piangente e in rapida agonia. 

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VISI PAONAZZI E DEPRESSIONE MORTALE AI MARGINI DEL MACELLO

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A parte l’immaginabile e apocalittico disgusto, a parte il disagio etico di immettere dentro di te la sostanza di una creatura sofferente e morente, i risultati furono regolarmente disastrosi. A un veloce picco di ripresa, con visi che da bianchi e smunti diventavano all’improvviso paonazzi, sopravveniva ben presto una violenta caduta nella più nera depressione.

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Evidentemente si soffre di memoria corta o di rimozione mentale delle esperienze imbarazzanti. E così continua la tradizione della bistecca al sangue, e del mettere la cadaverina nobile in ogni piatto ed in ogni circostanza.

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VEGETARIANO DERIVA DA VEGETUS, CHE SIGNIFICA VIVO, VEGETO, VIGOROSO E SANO

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Quando una disciplina o una tecnica terapeutica non sanno nemmeno far tesoro delle proprie esperienze fallimentari, ci si può aspettare ben poco da essa. La realtà è che non esistono anemie tra i vegani crudisti, mentre sono diffusissime tra gli onnivori e tra gli stessi medici, che dissimulano ed esorcizzano troppo spesso le loro debolezze fisiche a suon di caffè, sigarette e farmaci, finché ce la fanno e finché non gli frana il mondo addosso.

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Il termine vegetariano nulla ha a che fare con la parola vegetale, ma deriva dal latino “vegetus” che significa vivo, vegeto, vigoroso e sano. E’ un dettaglio che i medici dimenticano troppo spesso.

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Valdo Vaccaro

PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su http://valdovaccaro.blogspot.it/

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VITAMINE SINTETICHE E INTEGRATORI ALIMENTARI


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GLI INGANNEVOLI E PRESUNTI BENEFICI DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI

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(Conferenza AVA-Roma del 20 Settembre 2012 del dr. Valdo Vaccaro)

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dr Valdo Vaccaro

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SOLO IL BUON CIBO VIVO E NATURALE FA BUON SANGUE

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Vitamine sintetiche e integratori minerali sono farmaci, fatti da chi fa i farmaci e funzionanti nel corpo come farmaci, questo è poco ma sicuro. Sangue non dà sangue, latte non dà latte, proteina non dà proteina, muscolo non dà muscolo, sperma non dà sperma, vitamina non dà vitamina, minerale non dà minerale. Tutto viene trasformato e subisce una complessa elaborazione. Possiamo accettare invece che il buon cibo vitale faccia buon sangue, come dice l’antico proverbio. Fa buon sangue, a patto però che sia consumato nell’ambiente adatto, nella giusta quantità, nei giusti modi, tempi e combinazioni.

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SERVONO LE GIUSTE PROPORZIONI

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Sappiamo che il cibo ingerito, per trasformarsi in tessuti e secrezioni ghiandolari, deve contenere adeguate quantità ed appropriate proporzioni di tutti gli elementi richiesti per formare tali tessuti e tali secrezioni. Senza proporzioni non si ottiene un bel niente. E’ come voler fare del calcestruzzo senza cemento, senza acqua o senza ghiaia.

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TESINE PRECEDENTI SULL’ARGOMENTO

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- Nessun minerale vale se privo di vibrazioni, del 4/11/09

- Le inique ed arroganti equazioni mediche sugli integratori, del 5/11/08

- La caduta definitiva degli integratori, del 24/12/08

 

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SIMILARITA’ CHIMICA NON SIGNIFICA SIMILARITA’ BIOLOGICA

 

L’errore che facevano i primi nutrizionisti dei secoli scorsi era quello di pensare che la similarità chimica dei minerali organici ed inorganici significasse anche similarità biologica e nutritiva delle molecole che li contenevano (vedi Medicina Ortomolecolare successiva di Linus Pauling e dei suoi seguaci), per cui sia il minerale delle acque dure e marine, che quello dei depositi salini di salgemma, che quello dei suoli, fosse adatto pure alla nutrizione. Tant’è che, nei tempi andati, si ricavavano supplementi minerali direttamente dai chiodi, e molti medici pretendevano di curare gli anemici facendo bere loro bottiglie su bottiglie di acqua ferruginosa, con effetti ancora più debilitanti.

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IL NOSTRO CORPO ACCETTA SOLO I MINERALI COLLOIDALI

E LE VITAMINE ENZIMIZZATE NATURALI

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Purtroppo le cose non stanno affatto in quei termini. Siamo sì dei mangiatori di sale, ma non di quello marino che ci avvelena soltanto. Siamo mangiatori dei sali colloidali, quelli sminuzzati dal processo sintetico clorofilliano e dunque utilizzabili dai nostri microscopici filtri renali. Siamo mangiatori dei minerali che stanno nelle piante, crude e non cotte, crude e non sintetizzate, come quelli del sedano, del prezzemolo, del ravanello, delle carote, dei cavoli, del crescione, delle lattughe e delle cicorie.

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MINERALE INORGANICO E FURBERIE OMEOPATICHE

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La balzana e demenziale idea, di somministrare minerale inorganico come cibo e come rimedio terapeutico, arriva dalla Germania di cento anni fa, da uno squinternato ricercatore di nome Hensel.

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Sulla spinta delle sue prime sperimentazioni, i primi ad abboccare furono i soliti furbastri del quartiere, ovvero gli omeopati, all’eterna ricerca del rimedio magico in minidosi, come i medici e più dei medici. Si tuffarono a capofitto nella preparazione di molti composti minerali chiamati “sali cellulari”, e li proposero al pubblico in centinaia di bottigliette colorate, intese a risolvere tutte le varie carenze umane. Un business eccezionale e remunerativo che invase il mondo.

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LA SCALTREZZA DELL’AMBULANTE JOHN ROCKEFELLER

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Erano i tempi in cui l’ambulante straccivendolo John Rockefeller, scaltro più di una volpe, vendeva in America con grande successo, e a prezzo d’oro, boccette di petrolio grezzo agli ignari e sprovveduti contadini americani, spacciandole per pozione magica, per panacea contro tutti i mali. Chiaramente si trattava di un grosso imbroglio, ma proprio in questo modo nasceva la fortuna della farmaceutica moderna, la fortuna della Standard Oil e gli sviluppi della famigerata Farben (finanziatrice di Hitler e ceppo originario della Bayer, nonché della chimica tedesca).

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GLI ESPERIMENTI DI ABERHALDEN

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Per contro, agli inizi del secolo scorso, uno scrupoloso e onesto scienziato tedesco di nome Aberhalden condusse una serie di esperimenti sul comportamento e sugli effetti concreti del ferro in tutte le sue forme. Operò ovviamente sugli animali, alimentandoli con diete ferro-carenti. Se integrati con ferro inorganico, non erano affatto in grado di produrre emoglobina al pari di quelli sottoposti a dieta normale e virtuosa di erbe e di cereali integrali.

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LA LEGGE DEL MINIMO DI GUSTAV VAN LIEBIG

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La legge del minimo di Gustav von Liebig aggiunge un concetto basilare, ed è che “Lo sviluppo degli esseri viventi è regolato e condizionato dalla fornitura dell’alimento presente nella misura minima”. Se nel corpo c’è una situazione per cui c’è pochissimo manganese che va ad accoppiarsi con un milligrammo di ferro, puoi buttar dentro anche un etto di ferro senza mai risolvere la tua ferro-carenza, e ritrovandoti anzi morto avvelenato.

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GLI AGRICOLTORI USANO I CLORURI COME INSETTICIDI

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Herbert Shelton ha dedicato interi capitoli per dimostrare come tutti gli integratori sono irritanti e nemici del sistema gastrointestinale, per cui causano acidificazione e ritenzione idrica. Irritanti al punto che gli agricoltori usano il cloruro di sodio e di magnesio come sale insetticida. Pure gli antichi egizi conoscevano la velenosità dei minerali inorganici, al punto che li adoperavano per imbalsamare i loro morti, mentre se ne guardavano bene dal toccare i minerali stessi come cibo.

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GLI ESPERIMENTI PFIZER DEL 2003-2008

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Ma torniamo pure ai nostri giorni. Il 10/12/08 apparse sul Financial Time un eccellente articolo firmato da Clive Cookson, su 2 grossi esperimenti condotti nel 2008 in America. Esperimenti simili in tutto e per tutto a quello di Cambridge 2000, pure essi, ironia della sorte, finanziati dalla Pfizer e dalle maggiori industrie medico-farmaceutiche.

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LE PROMESSE DI MARI E MONTI DEGLI ANNI ‘90

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Esperimenti mirati a convincere il grosso mercato americano, dove il 12% della popolazione vive di cibi e bevande stracarichi di queste sostanze mineral-vitaminiche che sono peggiori dei conservanti.

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Esperimenti intesi a confermare le menzognere indicazioni di Linus Pauling degli anni ’90, le quali promettevano mari e monti non solo agli ammalati di cancro e di altre malattie gravi, ma anche alla gente sana che non trovava più il tempo e la voglia di prepararsi la spremuta d’arancia  e di fare shopping all’ortofrutta.

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Esperimenti diretti cioè a dimostrare, con maggior certezza scientifica, che la frutta e il crudismo non servivano e che le pasticche sintetiche valevano molto di più. Esperimenti che in questo caso furono più concentrati rispetto a Cambridge, ma che coinvolsero 40000 persone e durarono dal 2003 al 2008.

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DUE VASTI GRUPPI DI CITTADINI NEL PRIMO ESPERIMENTO, E DI SOLI MEDICI VOLONTARI NEL SECONDO, TESTATI PER 5 ANNI

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Nell’Esperimento 1 si presero 35000 soggetti di mezza età e si divisero in due gruppi.

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Gruppo A (gruppo sottoposto a dosi giornaliere di vitamina C e vitamina E, nonché selenio inorganico come sale minerale) e gruppo B (gruppo sottoposto a pillole colorate placebo, contenenti innocente mollica di pane).

Nell’Esperimento 2 si presero 15000 soggetti medici volontari e si divisero in due gruppi A e B, dando al gruppo A le vitamine C ed E più il selenio (esattamente come sopra) e al gruppo B le pillole placebo (esattamente come sopra).

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I GRUPPI SUPPLEMENTATI RISULTARONO

INDEBOLITI E DEPOTENZIATI

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I due esperimenti provarono alla fine in modo inconfutabile che i minerali inorganici degli integratori, gli antiossidanti farmacologici, le vitamine sintetiche, gli ormoni sintetici, che stanno alla base di tutte le scelleratezze mediche e dietologiche (vedi Atkins, Zona, Gruppi Sanguigni, Montignac, Lemme, Dukan, Dieta Mediterranea, e chi più ne ha più ne metta), non solo non fanno da schermo protettivo contro l’infarto, il cancro e le malattie in genere, ma addirittura comportano un peggioramento consistente e progressivo delle varie situazioni patologiche, visto che i gruppi placebo utilizzati, medici e non-medici, sono usciti dai due esperimenti citati in condizioni marcatamente migliori rispetto ai gruppi mineral-vitaminizzati artificialmente.

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RISULTATI CATASTROFICI, IMPRECAZIONI E SILENZIAMENTI

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Risultati beffardi, scomodi ed imbarazzanti. Una vera e propria catastrofe. L’esatto contrario di quanto Big Pharma voleva. Il diavolo ci aveva messo lo zampino. Immaginarsi le imprecazioni negli uffici dirigenziali della Pfizer! Chiaro che l’unica strada possibile, onde evitare lo scorno e il danno, era quella dell’insabbiamento e del silenziamento, soprattutto nei riguardi del grande pubblico e del mercato.

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NIENTE AL MONDO PUO’ SOSTITUIRE FRUTTA E VERDURA CRUDA

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Il professor Peter Gaun, della University of Illinois-Chicago, invitò i medici americani a non prescrivere più vitamina C, vitamina E, selenio e altri minerali inorganici. Il dr Jody Moffat, health specialist del Cancer Research Institute di Londra, ribadì per l’occasione che i supplementi non possono in alcun modo sostituire una dieta sana e crudista, e che alla fine essi diventavano fattore aggiuntivo ed aggravante di cancro. “Mangiare una dieta ad alto contenuto di frutta e verdura è il miglior modo, oltre che l’unico, per ottenere le vitamine e i minerali che ci servono”, fu la sua precisa conclusione.

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GLI ESPERIMENTI MAYO, ALTRA MAZZATA

ALLA MEDICINA ORTOMOLECOLARE

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Per non dire poi degli esperimenti condotti in 3 fasi successive dalla Mayo Clinic di Rochester, maggiore autorità americana in fatto di analisi comparate, una ulteriore mazzata al castello di carte false e fasulle chiamato Medicina Ortomolecolare, e al suo ideatore Linus Pauling. La Mayo dimostrò che tutte le prove portate da Pauling sulla utilità delle sue supplementazioni erano state condotte in modo scorretto e addomesticato. Non è simpatico contestare il premio Nobel a una persona deceduta. Ma qui si è giocato davvero sporco.

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CHI SI SUPPLEMENTA PUZZA TERRIBILMENTE DI SOSTANZA CHIMICA

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La prova migliore è quella di fare degli esperimenti in prima persona, senza tante chiacchiere inutili.

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Ci si prenda in due soggetti sani che vivono accanto, meglio nella stessa famiglia, e si lasci immutata per entrambi l’alimentazione solita, con uno dei due integrato a vitamine e minerali. 

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La puzza orribile di cloruri, di magnesio, di minerali strani, non tarderà a manifestarsi nel supplementato, al punto di non poter respirare standogli accanto.

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MAI TOCCARE GLI IMBOTTIGLIATORI CHE GOVERNANO IL MONDO

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Vorrei citare la testimonianza di un mio amico imprenditore che fa impianti idrici per alberghi internazionali e comunità. Voleva avviare in Italia la produzione di impianti per acqua distillata da alimentazione. Finì in tribunale. Si era scontrato col club delle acque minerali cariche di “buon minerale inorganico”. Lo stesso “buon minerale” che caratterizza guarda caso il marchio internazionale Bonaqua della Coca-Cola!

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UN OTTIMO TESTO CHE PERO’ NON CIRCOLA IN ITALIA

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Alle pagine 111-112 di “Quit for Good” (Scansali per il tuo bene), uno dei best-seller del dr Ralph Cinque, titolare della Clinica Igienistica Health Retreat a Buda-Texas, si parla di integratori. Cinque è uno uno dei pochi medici allievi diretti di Herbert Shelton (assieme ai celebri Frank Sabatino, Alec Burton, D.J. Scott), persona squisita che ho avuto il piacere di conoscere personalmente a Baltimora quindici anni orsono.

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IRRITAZIONI, ACIDIFICAZIONI, OSTEOPOROSI, RITENZIONE

IDRICA E CALCOLI,   GRAZIE ALLA VITAMINA C SINTETICA

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Troverai scritto quanto segue: “Possiamo prendere alte dosi di vitamina C sintetica al fine di incrementare la nostra resistenza, o allo scopo di moltiplicare la nostra carica immunitaria, ma facendo questo ignoriamo il fatto basilare che tali pasticche disturbano il pH del sangue, irritano lo stomaco, incrementano la produzione di acido ossalico e di acido urico, incoraggiano la formazione di calcoli renali, sovraccaricano il corpo di ferro inutile e nella circostanza patologico, rubano al corpo del prezioso calcio organico sottoforma di osseina, e hanno altri effetti ancora, del tutto indesiderabili”.

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LA MEDICINA FINISCE SEMPRE PER SCEGLIERE IL PEGGIO

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Se tutti questi effetti non significano avvelenamento da supplementi, dimmi tu come chiamarli.

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L’amico Cinque, bontà sua, non ha citato la ritenzione idrica, i miasmi chimici emessi da chi assume supplementi, le pesanti conseguenze per chi rischia la dialisi. Quanto ai medici, essi sono intrappolati e non possono liberarsi da questa ennesima maledizione.

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La medicina moderna è basata sulla ideologia del non-naturale e della integrazione. L’insulina ai diabetici, l’eparina ai lipo-tossici, i litri d’acqua ai sani, il caffè a raffica e la Marlboro agli spompati, i salatini e i dolcetti ai golosi, non sono forse tutte integrazioni?

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NULLA AL MONDO FA BENE SE NON ACCOMPAGNATO

DAI SUOI MICROALIMENTI E DALLA SUA ACQUA BIOLOGICA

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Occorre tornare ai principi e alle leggi della natura. Nulla al mondo fa bene se non è accompagnato dalla sua acqua biologica, dalle sue vitamine, dai suoi minerali, dai suoi enzimi, dai suoi ormoni e dai suoi zuccheri.

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Quando raccomandiamo cibo vivo e vitale, cibo compatibile e digeribile, intendiamo soprattutto sostanze che non alterino il pH e che non creino fenomeni di rallentamento metabolico in seno ai 40 litri d’acqua che noi tutti ci portiamo addosso. Cosa sono le vitamine sintetiche e gli integratori se non sali e sostanze che provocano ritenzione?

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Cosa sono le vitamine sintetiche e gli integratori se non sostanze acidificanti e patologiche? La legge di Liebig si applica a tutto, persino all’acqua. Puoi dare ai bambini in crescita qualsiasi ammontare di sostanze, ma se manca l’acqua, non crescono affatto.

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NON CI SONO PILLOLE VITALI SULLA SCALA SIMONETON

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Se mettiamo le pillole poi all’esame Simoneton, dove stanno mai le loro onde vibrazionali se non lontano dai 6500 Angstrom della media-salute, se non sui bassifondi 300-3000 Angstrom del grigio-nero e dei raggi X, in drammatico contrasto con l’infrarosso e i 10000 Angstrom della frutta viva, i 7000 della verdura cruda, i 6500 delle patate e dei cereali cotti conservativamente e mai al micidiale micro-onde?

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LA VITAMINA-C SINTETICA NON GUARISCE LO SCORBUTO

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La mania vitaminica viene abilmente alimentata dall’industria farmaceutica! Le vitamine sintetiche eccitano e snervano i tessuti cellulari senza dare beneficio reale e duraturo, visto che manca l’azione sinergica e collaborativa con le altre sostanze. Il caso della vitamina-C sintetica è notissimo. Vogliamo la prova del 9? La vitamina C sintetica non guarisce lo scorbuto, che invece viene risolto brillantemente dagli agrumi e dalla frutta acquosa in genere.

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GIOCO DI SQUADRA DI UNA COALIZIONE ANTISALUTISTICA

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OMS, Ordine medico, testi di medicina, università e ministeri continuano a consigliare l’aggiunta di vitamine sintetiche e di minerali al cibo e alle bevande. Un indegno gioco di squadra ai danni dell’umanità. In USA e in Canada il pane comune è un impasto chimico contenente sostanze farmaceutiche di sintesi, niacina, riboflavina, mononitrato di tiamina.

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PRELEVARE ENZIMI SIGNIFICA INGROSSARE IL PANCREAS

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Le vitamine in eccesso si comportano da anti-vitamine nei riguardi delle altre vitamine, naturali e sintetiche. Stesso discorso per i minerali che devono essere trovati nel cibo crudo di ogni giorno, e non nelle capsule di gelatina dell’industria farmaceutica. Alimentarsi con materiale sintetico significa alimentarsi senza enzimi, col risultato di ingrossare il pancreas, la tiroide e la milza.

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GLI ULTIMI TEST DEL MINNESOTA PARLANO CHIARO

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I ricercatori dell’Università del Minnesota, hanno esaminati i dati di 38000 donne sessantenni, sottoposte a test ventennale iniziato nel 1986, con supplementi somministrati nel 1986, nel 1997 e nel 2004, hanno evidenziato un aumentato rischio medio di morte del 2,4%, rispetto al gruppo placebo (non integrato e non supplementato).

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L’autore dello studio, il dr Jaakko Mursu, epidemiologo, ha concluso consigliando alle donne americane di non usare supplementi e di puntare piuttosto a una dieta sana e vitale. (http://news.yahoo.com/(vitamins-may-increase-women-risk-dying-research-finds-212402256.html)

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C’E’ CHI NON CREDE SE NON TOCCA

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Ho provato molti anni fa per un giorno intero l’emozione di una alimentazione sintetica. Dolciastra, tutto polveri, nessuna necessità di mangiare altro. Mi era stata regalata come promozione presso la fiera di Milano. Un bidone tremendo, sete, mal di gola, e altri disturbi ancora. Già allora mi proposi di non avere nulla a che fare con supplementi e integratori.

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Valdo Vaccaro.

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  su http://valdovaccaro.blogspot.it/

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ANGELA STOKES: OBESITA’ SCONFITTA CON L’ALIMENTAZIONE CRUDISTA


NOVE ANNI DI CRUDISMO E 72 CHILI DI MENO

 

DOCUMENTO

VIAGGIO FOTOGRAFICO DI ANGELA STOKES

Quando stavo celebrando il mio nono “anniversario di crudismo” la scorsa settimana, qualcuno ha commentato che gli sarebbe piaciuto vedere le foto di ogni mio anno del viaggio.
L’idea mi piaceva troppo, così ho spulciato attraverso la mia raccolta di foto per sceglierne qualcuna da ciascuno degli ultimi nove anni – Ecco il risultato:

Agosto 2000,
Il mio 22° Compleanno
Aprile 2002,

Cantando a Reykjavik 

Agosto 2002,
Al Matrimonio di un Amico
Settembre 2002,

Sei Mesi di Crudismo 

Marzo 2003,
nel Galles
Novembre 2003,

Nuovo Taglio di Capelli 

Maggio 2004,
Nuovo Amico di penna in Islanda
Febbraio 2005,

In Partenza dall’Islanda 

Agosto 2005,
Nella Campagna del Sussex
Ottobre 2005,

In Norvegia 

Novembre 2005,
Sulla Stampa di Brighton
Marzo 2006,
Primo Viaggio in California,

Aprendo il Primo Durian 

Maggio 2006,
Mercato dei Contadini a Santa Barbara
Maggio 2007,
Celebrando Cinque Anni di Crudismo in Asheville, Carolina

del Nord 

Agosto 2007,
Ritorno a Londra
Settembre 2008,

In Spiaggia in Canada 

21 Giugno 2009,
Il Giorno che ho Sposato
Mr. M in Oregon :) 
Maggio 2010,
Succhiando Acqua di Cocco in Vilcabamba, Ecuador 


Novembre 2010,
Amando la Nostra Terra a Vilcabamba

Se avessi messo queste due fotografie di Angela per una promozione del tipo “Prima e Dopo” ci avresti creduto? Non tutti forse ci crederebbero, ma è tutto vero!


Prima


Dopo, 72 chili in meno

Non credere invece a quei prodotti che ti promettono cambiamenti come quello di Angela in qualche settimana. Occorre più tempo oltre all’assunzione di un nuovo punto di vista, una maggiore consapevolezza spirituale, uno stile di vita di sani principi, esercizio fisico, sole, aria pura, e buoni pensieri liberi dal risentimento. Diversamente la vita sarà una continua rincorsa al peso forma, a prodotti che promettono dimagrimento dal giorno alla notte, un alternarsi delle gioie e delusioni che caratterizzano le cose effimere.

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COMMENTO

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ANCHE LE FOTO VANNO SOPPESATE ED INTERPRETATE

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Ringrazio l’amico Ignazio Podda che da Cagliari mi ha chiesto di pubblicare questa breve ma chiara esposizione fotografica, priva di trucchi e carica di significato. Le foto a volte imbrogliano e serve preparazione per interpretarle in modo corretto. Nella mia modesta biblioteca ho anche le opere  di Robert Atkins, dove non mancano le foto, prima e dopo, di tanti grassoni americani, diventati magri ed atletici nel giro di 6 mesi a suon di dieta low-carb e a suon di bistecche. Ma due foto per ciascun caso non bastano. Serve l’intera storia. Troppa gente ha rovinato Atkins, prima di lasciarci pure lui le penne in anticipo. D’accordo, ha fatto soldi a palate, ed è rimasta pure la fondazione Atkins.

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IL RETAGGIO ATKINS NON E’ PER NIENTE INVIDIABILE

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Ma essere ricordato come colui che capiva di diete quanto il maiale dell’Arkansas capisse di astronomia,
non mi pare davvero una gran cosa. Essere ricordato come colui che ridicolizzava le spremute d’arancia, potendo contare sulle comode megadosi di vitamina-C regalate dal “grande” Linus Pauling, non è gran cosa. Essere ricordato come colui che teneva nelle tasche una sessantina tra vitamine e sali minerali, da prendersi tra una fettina di manzo e l’altra, non è gran cosa. Essere ricordato come colui che ha aperto la strada a diete non meno dannose e cariche di insidie, come la Zona, la Mediterranea tonno-grana-prosciutto, la Gruppi Sanguigni, la Dukan e altre minori, non è gran cosa.

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UN ENNESIMO CASO DI RIPRISTINO DELLA SALUTE

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Angela Stokes è calata di peso in modo naturale, stabile e definitivo, senza tragici accumuli di cadaverina, senza impregnazioni tossiche, e lo prova una sequenza di fotografie scattate nell’arco di 9 anni, oltre che il video qui allegato. Ennesima prova che il vegancrudismo funziona davvero. Dimagrire non rappresenta l’obiettivo principe dell’igiene naturale. La scienza igienistica punta piuttosto al benessere, alla salute, alla forma psico-fisica, e alla pace con la bilancia come logica conseguenza.

E questo è un chiarissimo caso di salute riacquistata, più che di dimagrimento.

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Valdo Vaccaro: http://www.valdovaccaro.blogspot.it

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IGIENE NATURALE: cos’è LA SALUTE e cos’è LA MALATTIA


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Valdo Vaccaro

Valdo Vaccaro

CRISI ELIMINATIVA ED EQUILIBRIO TERMICO

UNICA ALTERNATIVA ALLA PESTE 

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Le magnifiche cliniche americane senza farmaci e senza bisturi

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Abbiamo visto nella tesina Dalla Grecia di Ippocrate all’America di Shelton le origini e lo sviluppo storico del Movimento Igienistico-Naturale concretizzatosi nella ANHS (American Natural Hygiene Society), nella Life Science di T.C.Fry e nella Health Science degli attuali discepoli di Jennings, Graham, Trall, Tilden e Shelton, che sono Alec Burton, D.J. Scott, Ralph Cinque, Frank Sabatino, Joel Fuhrman, Alan Goldhamer, Ronald Criedland, tutti titolari attivi di magnifiche cliniche della salute senza farmaci e senza bisturi negli Stati Uniti ed in Australia.

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Vietato scordare Ehret, Lezaeta, Bircher-Benner e Pritikin

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Sono rimasti fuori quattro importantissimi nomi che, pur non appartenendo a tale movimento, hanno avuto in modi e tempi diversi un ruolo determinante nella promozione del salutismo mondiale, e mi riferisco ad Arnold Ehret, Manuel Ocharan Lezaeta, Max Bircher-Benner e Nathan Pritikin, la cui opera sta continuando grazie al figlio Robert Pritikin, titolare delle due omonime cliniche di Santa Monica-California e Miami-Florida.

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Ma anche Paracelso, Harvey, Béchamp, Priessnitz, Kneipp, Kuhne, Padre Taddeo da Wisent

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Ingiusto sarebbe tralasciare Theoporastus Bombastus Paracelsus (1493-1541), massimo esponente del naturalismo tedesco, William Harvey (1578-1657), scopritore della circolazione del sangue, Antoine Béchamp, contemporaneo di Pasteur e di Metchnikoff, Vincenz Priessnitz (1801-1851), Sebastian Kneipp (1821-1897), Louis Kuhne (1844-1901), uno dei maggiori campioni della guarigione senza farmaci, e lo stesso Padre Taddeo da Wisent, modesto missionario tedesco dei frati cappuccini, che salvò la vita a Manuel Ocharan e gli insegnò i segreti dell’igienismo naturale.
Ogni elenco ha i suoi limiti, e sappiamo di aver lasciato fuori cento o mille nomi importanti, di gente che ha portato il suo contributo e il suo mattone alla causa igienistica.

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L’elogio di un Maestro igienista vivo e vegeto

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Abbiamo detto in soldoni quali sono i concetti dell’igienismo e quali i suoi metodi usando le parole dei maggiori protagonisti di allora. Vediamo oggi di completare quel discorso, ribadendo gli stessi principi alla luce delle nostre esperienze personali ed anche degli ottimi maestri che pure esistono, a saperli scegliere. Carmelo Scaffidi, maestro igienistico, siculo ma bergamasco di adozione, è uno di questi. E’ bravo, prudente, ed esperto quanto pochi altri, e si muove entro una traccia decisamente igienistica. Ma non lo segnalo solo per quello.

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Dedizione alla causa, impareggiabile umiltà, grande rispetto della natura e del Principale

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Le doti che più colpiscono sono la sua grande umiltà, l’assenza di spocchia, di presunzione e di protagonismo, la sua apertura mentale di carattere franco ed anti-bigotto, l’intuito psicologico e l’illuminazione di chi opera in continua correlazione e rispetto per la natura e per il Principale che ci guarda dall’alto.
La sua formazione militare, che in molti porta ad effetti controproducenti, fatti di allineamenti e di osservanza acritica agli ordini superiori, ha invece prodotto in lui un grande senso di ribellione alle direttive sbagliate dei generali della medicina, mantenendo però il senso di disciplina assoluto nelle cose in cui crede.
Le vicende rocambolesche della sua vita e della sua salute, da cui ha saputo saltar fuori con la forza e la grinta della disperazione, gli hanno poi dato quella tempra d’acciaio che fa di lui una persona fuori dell’ordinario.

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Uno per uno, gli ingredienti della salute

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Siamo partiti dal concetto che malattia e salute non sono dovute al caso, ma sono il risultato dei nostri pensieri e dei nostri comportamenti quotidiani. E’ normale pertanto mantenersi in buona salute, quando forniamo al nostro corpo gli elementi naturali che esso pretende da noi (aria pura e non viziata o inquinata, sole, acqua leggera, riposo e sonno regolari lontani da dissonanze e rumori, cibo della specie, movimento, motivazioni, sentimenti positivi, amore e non odio, allineamento con la natura e non contro di essa, armonia e non aggressività, impegno e non apatia, entusiasmo e non disinteresse, scienza e non spazzatura), e nel contempo eliminiamo le cause di malattia (scarsa e corta respirazione, vita all’ombra e al chiuso, cibi e bevande sbagliate, immobilità, insonnia, rumore, sostanze stimolanti e non nutrienti, atteggiamenti e stati d’animo negativi). E’ altrettanto normale che facendo l’opposto sopravvenga lo stato di malattia, una disarmonia tra corpo, mente e spirito.

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Nessuno spazio a batteri, virus e spiriti maligni, che lasciamo al Medioevo della Medicina

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Ed è pressoché tutto. Abbiamo detto cos’è la salute e cos’è la malattia, citando gli ingredienti fondamentali delle stesse. Come avrete notato, non si è parlato di batteri e virus, di influssi e spiriti maligni. Tantomeno abbiamo parlato di correzioni, integrazioni, supplementazioni, vaccinazioni. Non è che ce ne siamo dimenticati.

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Sono tutte cose che lasciamo volentieri al Medioevo e alla Ciarlataneria della Medicina allopatica, ai diplomi e ai titoli che le scuole mediche del mondo rilasciano a getto continuo, per propagare il loro verbo sviante e diseducativo in ogni angolo del globo.

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Il significato recondito della laurea in medicina

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Una laurea in medicina e un bastone da maresciallo non si negano più a nessuno, diceva un arguto docente piemontese ai suoi allievi, alla soglia del diploma in medicina, ironizzando sull’inflazione di gente pronta a partire con la lancia in resta verso la cura del mondo intero. I medici infatti, prima di ricevere la loro incoronazione, firmano fedeltà e rispetto ai principi di Ippocrate. 

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Il giuramento di Ippocrate

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Peccato che non abbiano nemmeno la voglia e il tempo di leggerli. Se lo facessero, si renderebbero conto di essere già in partenza degli spergiuri. Quando la gente capirà che la laurea in medicina è in primo luogo la garanzia di trovarsi di fronte a qualcuno portato a curare con farmaci ed operazioni invasive e a sbarazzarsi alla svelta di te, e solo in secondo luogo di fronte a qualcuno disposto a capire e risolvere costruttivamente i tuoi reali problemi, saprà soppesare meglio la situazione.

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Noi siamo nel mondo della Scienza Salutistica

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Noi siamo nel mondo della Scienza Salutistica e dell’Igienismo Naturale, nel mondo dell’armonia e della serenità, non in quello dell’ansia e della paura, delle tecniche aggressive ed apparentemente risolventi. Siamo nel mondo del rispetto assoluto per i delicati meccanismi interni di regolamentazione termica e biochimica ed elettrica. 

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Siamo nel mondo della non interferenza col sistema immunitario e col sistema nervoso centrale, col sistema ghiandolare e cardiocircolatorio, tutti dotati dei loro superlativi mezzi di auto-aggiustamento.

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Siamo nel mondo di Pitagora ed Ippocrate, di Galeno e Leonardo 

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Siamo semplicemente nel mondo di Pitagora, di Ippocrate, di Galeno e di Leonardo.
Siamo fuori dal sistema oggi prevalente e prevaricante, basato sui macelli a monte (per i poveri bambini piumati e a quattro zampe) e sui macelli a valle (per i disgraziati bipedi che versano lacrime di coccodrillo nei reparti ospedalieri, nelle varie specialità mediche dei nosocomi, gelose prede di un apparato sanitario vorace e interrelato alle analisi, ai medicinali, ai vaccini, agli interventi, ai trapianti, ai farmaci anti-rigetto, alle eparine, agli integratori, ai valium, agli annunci necrologici ed alle onoranze funebri.

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Nessuna cura dei sintomi distrettuali ma solo un aiuto a saltar fuori dai problemi, e soprattutto a non incorrere in essi

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Non promettiamo vita facile e vita eterna (quella già esiste in ogni caso), ma aiutiamo la gente a capire meglio i suoi problemi e a saltarne fuori nel modo più semplice, naturale e indoloroso possibile. L’igienismo naturale non propone dunque terapie a base di farmaci che pretendono di curare il corpo sulla base del dolore locale o del sintomo distrettuale.

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Quella è una prerogativa della Medicina, che vede il corpo ormai a compartimenti stagni, e considera l’organismo come un insieme di tanti organi e di tanti distretti diversi ed indipendenti. Puntiamo all’equilibrio del corpo nel suo assieme, rispettando rigorosamentele sue esigenze, le sue prerogative e le sue caratteristiche.

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Le difese insostenibili degli specialisti

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I medici ovviamente rifiutano questa accusa, e sostengono che la specializzazione ha portato progresso e conoscenze dettagliate dei vari organi. Ma se una donna soffre, poniamo di ipertiroidismo, e di associate condizioni di ipertensione e simpaticotonismo, va dallo specialista della tiroide e si ritrova con una prescrizione bella e buona di farmaci specifici per la tiroide. 

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Se poi tale cura non funziona (non funziona infatti mai, ma sballa soltanto, perché prescinde dalle cause che hanno generano lo squilibrio), lo stesso medico non esita a spingerla verso l’espianto della ghiandola stessa, ignorando le gravissime implicazioni e limitazioni che la rimozione di qualsiasi ghiandola implica.

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Nessuno può sostituirsi alla natura. La migliore cura è la Cura della Non-Cura.

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L’igienismo disegna metodiche semplici e salutari di vita, a sostegno che nessuno al mondo può permettersi di imbrogliare o di sostituire la natura, medico o igienista che sia. E’ la natura, ovvero i meccanismi automatici naturali che abbiamo al nostro interno, a condurre il lavoro di recupero e di ripristino dell’equilibrio perduto.

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L’uomo può al massimo coadiuvare, collaborare col sistema immunitario ai fini di facilitare il suo lavoro, e non certo mettersi in contrasto ed in opposizione ad esso. La migliore forma di collaborazione è la Cura della Non-Cura, ovvero la cura della Non-Interferenza, troncando però nel contempo ogni stile di vita anti-igienico e anti-salutare.

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Il riposo fisiologico chiamato digiuno e la dieta corretta, crudista e a base di frutta

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Quando c’è una crisi di purificazione in atto, che la Medicina allopatica chiama sbrigativamente e riduttivamente malattia, non c’è di meglio che il riposo fisiologico, ovvero il totale digiuno, con acqua distillata da bersi a volontà.
Uno degli obiettivi strategici dell’igienismo è di arrivare a una dieta corretta di almeno il 75% di frutta e verdure crude, che rappresentano il cibo elettivo della specie umana.
Chiaramente, il restante 25% non può essere qualsiasi cosa, ma si devono rispettare anche per esso le caratteristiche di naturalezza, di non-crudeltà, di provenienza vegetale, di eventuale cottura ai minimi termini.

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L’importanza strabiliante della pelle

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L’igienismo naturale annette enorme importanza alla pelle, vero e proprio organo e sistema che viene bistrattato in continuazione con oli, creme, fasciature, veli, vestizioni e tatuaggi. La pelle è quel tessuto che ricopre tutto il corpo con milioni di pori che servono alla doppia funzione di assorbire elementi esterni (pelle come secondo polmone respiratorio), e di eliminare le secrezioni delle acque esauste ed avvelenate delle ghiandole sudorifere (pelle come secondo rene escretorio ed emuntore).

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Aria e sole come ossigenazione-azotizzazione e come nutrizione elettromagnetica

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Da qui si deduce quanto fondamentali siano i bagni d’aria, di luce e di sole, i bagni termali, i bagni di acqua dolce e soprattutto di acqua marina nel periodo estivo. Aria fresca e luce solare sono parte prioritaria della nostra nutrizione. Il calcio lavora sempre in associazione con la vitamina D, e questo fatto rende basilare l’esposizione al sole il più possibile e senza alcuna paura.

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Non occorre laurea in medicina per capire quanto ora detto. Ho diversi alberi di cachi nel mio giardino. Nel lato esposto al sole sono pieni di frutti, e nella parte opposta hanno solo foglie.

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Più magnetizzazione e meno acidificazioni del sangue

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Il corpo è il nostro giardino e la nostra abitazione. Dobbiamo riservargli sempre la massima cura possibile e selezionare per lui il carburante più adatto. L’energia è un valore da assorbire e conservare, non da trascurare e sprecare. Il mondo intero, e dunque anche il nostro sistema cellulare, funziona sul bipolarismo. Le nostre cellule sono bipolari e lavorano col sistema attrazione-repulsione. Il fluido magnetico cerebro-spinale non deve subire ostruzioni da materiale tossico.

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La parte destra del corpo e della testa è il polo positivo, quella sinistra il polo negativo.
Entrambe le parti irradiano ed assorbono energia di polo opposto. Ma serve magnetizzazione solare e assenza di acidificazione nel sangue, poiché le reazioni biochimiche interne avvengono soltanto in regime di sangue alcalino al punto giusto (7.50-7.52 della scala pH, dove lo zero è massima acidità, il 14 massima alcalinità ed il 7 è posizione neutra).

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La rivoluzionaria e contrastata scoperta della circolazione sanguigna

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Già questo fa capire il perché delle tante persecuzioni mediche cui fu soggetto William Harvey, colpevole di aver scoperto e spiegato ai sacerdoti-medici la circolazione del sangue, cosa nella quale non volevano assolutamente credere.

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Chiaro poi che la condizione indispensabile, perché la pelle realizzi al meglio le sue vitali funzioni nutritive-eliminatrici, è che in essa il sangue sia fluido e circoli attivamente.

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La pelle esterna e le mucose interne, con una doppia rete di nervi e di vasi sanguigni

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L’organo epiteliale possiede una doppia rete di capillari sanguigni e di terminazioni nervose, che sono connesse ad una organizzazione uguale a quella delle mucose che coprono le cavità e gli organi interni del corpo, rivestendo pure le vie respiratorie e l’apparato gastrointestinale.

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In altre parole, il corpo ha due tipologie di superfici. Quella esterna, costituita dalla pelle, e quella interna, costituita dalle mucose. Tanto questa quanto le altre possiedono una doppia rete di vasi sanguigni e di nervi che mantengono in continuazione la loro attività funzionale.

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La necessità assoluta di un equilibrio termico generalizzato

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Per far sì che la circolazione del sangue sia normale e virtuosa in tutto il corpo, è assolutamente indispensabile l’equilibrio termico generalizzato, tanto sulla pelle esterna quanto sulle mucose delle viscere.

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Siccome la circolazione del sangue è azionata dal sistema nervoso, affinché essa sia equilibrata, è necessario che tutti i nervi della pelle, delle mucose, dell’apparato digerente, lavorino in sintonia, in armonia, in costante ed analogo stato di equa e minima stimolazione.

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La patologica congestione sanguigna e termica delle viscere

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Ma gli alimenti indigesti, le proteine animali e il cotto in generale, la solita lista di bevande e di sostanze sbagliate, causano avvelenamento e superlavoro delle mucose nell’apparato digerente, provocando non solo la famosa leucocitosi (12-18000 leucociti per mmc al posto dei normali 6000), ma anche avvelenamento, eccitazione e superlavoro alle mucose dell’apparato digerente, nonché la congestione sanguigna delle viscere, aumentandone la temperatura.

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Il che vuol dire surriscaldamento e febbre interna, con grave squilibrio circolatorio.
Uno dei maestri igienisti più attenti a questo problema è stato il cileno Manuel Lezaeta, paziente miracolato e poi allievo di Padre Taddeo da Wisent.

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Come evitare la congestione e gli sbalzi febbrili interni ed esterni

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Questo maggiore afflusso di sangue all’interno del corpo non è senza conseguenze, ma è fattore di squilibrio. Esso indebolisce infatti l’irrorazione sanguigna della superficie, ossia della pelle esterna e delle estremità, alterandone anche la temperatura (vedi dita fredde e piedi freddi). Questa situazione è decisamente patologica e deve pertanto essere evitata e prevenuta.

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Come? Mangiando cibo della specie, cioè frutta e verdura crude principalmente, ma soprattutto astenendosi dalle putrefacenti ed acidificanti proteine animali della carne, del pesce, dei latticini, dei formaggi, dei gelati, ed eliminando pure tutte le bevande alcoliche, nervine e droganti-acidificanti-uricemizzanti, tipo caffè, the, cole, Red Bull e simili, sostanze zuccherate, acque minerali pesanti e gassate.

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Gli interventi decongestionanti di certa terapeutica pseudo-igienistica 

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Certa terapeutica pseudo-igienistica o approssimativamente igienistica, e qui un po’ va di mezzo pure lo stesso Lezaeta, tende a risolvere questo disequilibrio mediante l’eccitamento nervoso della pelle esterna la quale, per reazione, sottrae calore e sangue alle viscere, generando la decongestione delle mucose interne. Da qui l’applicazione di fanghi freddi e di impacchi freddi lungo il corpo. Qualcosa dunque di esterno e di non invasivo, e quindi apparentemente innocente.

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Il panno bagnato e il fango attenuano temporaneamente il sintomo ma non guariscono

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Ma la critica igienistico-naturale all’idroterapia di stampo tedesco è inequivocabile. Trattasi infatti di interferenza impropria, ovvero di rimedio temporaneo ma tutto sommato inefficace. In effetti, lo squilibrio termico e sanguigno non significano affatto disordine, ma necessità imposta dalla situazione balorda creatasi nel corpo per colpa nostra. Necessità che il sistema immunitario sta già gestendo al meglio, per cui il panno bagnato e il fango freddo arrecano sollievo ma non guariscono. Un paziente trattato in quel modo riprenderà pure ad alimentarsi come prima e a rimettersi nei guai come prima.

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La sovranità terapeutica del Sistema Immunitario. Non esistono altri rimedi accettabili se non il digiuno terapeutico e il cambio radicale di dieta.

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Queste terapie idroterapiche, come pure quelle a base di piante medicinali, o a base di manipolazioni e massaggi, tentano sempre di sostituirsi alla sovranità terapeutica del sistema immunitario, che rimane sempre e comunque il più grande tifoso della Cura della Non-Cura, accettando e approvando esso la rimozione di una spina, la pulizia di una ferita, la risistemazione di un nervo, la correzione ortopedica di un osso sfasciato o di una cartilagine distrutta, e qualsiasi altro intervento di emergenza, ma non cure di 
tipo normal-curativo che siano di sua pertinenza e competenza. Il vero metodo risolutore e principe, totalmente approvato dal sistema immunitario, è la decongestione dell’organismo mediante digiuno e cambiamento radicale di dieta. Non esistono altri rimedi.

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La patologia più diffusa ed ignorata della febbre interna, ben nota a oculisti ed iridologi

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Dove c’è più sangue c’è più calore. Questo è verissimo. Dalla lettura dell’iride di tutti gli infermi si denota sempre una congestione nella zona digerente ed una deficiente circolazione sanguigna alla superficie e nelle estremità del corpo. E’ dunque indispensabile ripristinare l’equilibrio termico e l’equilibrio circolatorio, se vogliamo recuperare la salute.

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Non esistono artifici capaci di risolvere alla radice questo problema.

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L’unica soluzione consiste nel carburante giusto che è il succo zuccherino della frutta. Non esistono farmaci, vaccini, applicazioni esterne, trucchi e artifizi capaci di risolvere in modo radicale questo problema. L’unica formula è il carburante giusto, il carburante degli dei, il carburante dell’homo sapiens, che è poi niente altro se non il succo zuccherino mineral-vitaminizzato e disciolto naturalmente nella preziosa acqua biologica della frutta e delle verdure crude, sottoposte alle meraviglie della fotosintesi clorofilliana.

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La perfezione assoluta della Scienza Igienistica e del riposo fisiologico chiamato digiuno

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Ottenuto l’equilibrio termico, l’organismo normalizza le sue funzioni metaboliche di nutrizione ed eliminazione, e riacquista la salute integrale per azione della propria forza vitale enzimatica interna. L’igienismo è dunque uno stile di vita perfetto a tutti gli effetti e va attuato a tutte le età, in tutte le condizioni, tutti i giorni, facendo ricorso, solo quando serve, al digiuno terapeutico. Pochi sanno infatti che in fase di digiuno, che è poi un riposo globale dell’organismo, il corpo conserva e concentra tutte le sue energie nervose.

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Energie prima disperse in digestioni difficili, in tensioni e stress di vario tipo, ma ora tutte direzionabili verso la purificazione e l’eliminazione delle sostanze tossiche accumulate, con l’importante aiuto dell’acqua distillata che le accompagna fuori dal corpo senza portare minerali inorganici avvelenanti (come sono tutti i minerali delle comuni acque potabili non distillate dalla natura, come avviene per la pioggia, la neve e la grandine).

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Continua la storia del cancro, ovvero della putredine reale

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Esattamente il contrario di quanto avviene con i pranzi, le cene e gli spunti sballati a cui la maggioranza della gente, per abitudine, per fame accumulata, o per difficoltà connesse con studio e lavoro, ama ricorrere. La società affluente, nella sua ostentazione di degenerato consumismo, ha issato a suo status symbol non solo l’auto di grossa cilindrata, la villa al mare e ai monti, il conto in banca, ma anche la ricerca del cibo apparentemente gustoso ed elegante, preparato con maestria e stile da gourmet d’eccezione in ristoranti possibilmente quotati sul calendario Pirelli.

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E i popolani seguono pedissequamente, non volendo essere da meno. Si ripete la storia della putredine reale, ovvero del cancro agli esordi, che colpiva inizialmente solo i re e i commensali del re, e che si estese alla contadinanza quando anche lei volle le bistecche e le cotolette sul piatto.

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Non siamo per le mani sporche, ma la corsa teleguidata al sapone e alle amuchine è una delirante idiozia di massa

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La realtà è che i cibi veri non sono quelli gustosi, carichi di sali e zuccheri, di esaltatori di sapidità, come ad esempio gli acclamati formaggi grana e i salumi, strapieni di velenoso glutammato monosodico. I cibi sani non sono quelli camuffati e maneggiati in lungo e in largo da truccatori chiamati cuochi. La gente è terrorizzata da batteri e virus, e continua a lavarsi le mani e ad invadere le farmacie in cerca di amuchina e varechina, di maschere e preservativi, di saponi e creme battericide.

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Non ha ancora capito che più ci si sterilizza e più si diventa deboli e vulnerabili. Non ha capito che la pulizia che più conta è quella interna, quella dell’intestino, del cervello e dell’anima. Quella di tutte le sostanze che portiamo alla bocca e che facciamo disinvoltamente transitare a lungo per il nostro apparato gastrointestinale e per il nostro sistema circolatorio. Quella della cultura e delle idee che ospitiamo spesso acriticamente, e che ci nutrono più nel male che nel bene. 

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L’igienista deve saper spiegare a se stesso e agli altri la motivazione del suo non-intervento

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Ci stanno distruggendo senza che noi possiamo muovere nemmeno un dito. La struttura sanitaria è diventata dispensatrice di terrore e di morte. La Medicina è una medicina della morte.

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L’igienismo invece punta alla vita nel corpo, nello spirito, nelle emozioni. L’igienismo copre tutto l’universo umano. Il buon maestro igienista, medico o non medico, dev’essere preparato a non fare nulla, ma quel nulla deve saperlo fare al meglio, e deve spiegare con chiarezza, a se stesso e agli altri, i motivi del suo non intervento.

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Non deve cadere nella mania sanitaria di intervenire in continuazione da protagonista. Deve piuttosto saper ricorrere ai semi-digiuni, ai digiuni, alle diete disintossicanti, ricordando sempre che Riposo e dieta ogni male acquieta. 

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Malattia come reazione logica del nostro corpo a degli insulti comportamentali

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La malattia è una reazione logica del nostro corpo che cerca di difendersi dagli errori eclatanti del suo precario e dilettantesco gestore. La malattia è un invito a cambiare il nostro modo di pensare e di fare, di agire e di vivere, poiché evidentemente quanto stiamo facendo non è in armonia col creato.

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Questo discorso vale tanto per un comune raffreddore, quanto per un tumore (che è un paracadute di salvataggio pazientemente concepito e costruito dal sistema immunitario).
Non vale invece per il cancro arrivato a livello di metastasi, dove il corpo ormai lavora per abbreviare i tempi e non più per allungarli.

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Anche la foglia secca cade, quando è venuto il suo momento

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Quando un animale si ammala, si ritira mestamente nella sua tana o nel suo spiazzo preferito, riposa, non mangia e si riprende lentamente, salvo che non sia davvero venuto il suo momento, che prima o poi arriva per tutti, giovani e vecchi, sani e malati. Quando la foglia è secca, non possiede più enzimi e vitalità, ed è arrivato pure per lei il momento.

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Essa cade da sola e lo fa senza troppi rimpianti, facendosi da parte serenamente e senza atroci sofferenze. Quando la foglia è secca, nessuno al mondo la può guarire.

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Igienismo come scuola di informazione e di educazione

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I mezzi dell’igienista sono quelli della natura. La miglior medicina è l’informazione corretta.
La nostra è una scuola di corretta informazione, di educazione e di responsabilizzazione
Aria primo alimento, acqua secondo, sole terzo, frutta quarto, anima quinto (o forse addirittura primo).

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Poi c’è il digiuno.

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Se uno non lo sopporta proprio, c’è pure il semi-digiuno, c’è anche il digiuno medicato e semi-medicato, sempre lontano dai farmaci, a cui si ricorre solo in caso di urgente e temporanea emergenza.

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E c’è pure la dieta fruttariana rigida e totale.

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Nel caso di tumore, oltre al digiuno, ci sono i potenti succhi di barbabietola, di rapa e di carote. 

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Nell’igienismo non esistono guarigioni, ma solo e sempre auto-guarigioni.

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Ma ci vuole soprattutto tranquillità, sicurezza, convinzione, visto che l’ansia, i dubbi, le paure non aiutano nessuno.

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Le insidie della chirurgia e il mercato degli organi

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La chirurgia poi è una scorciatoia molto insidiosa. Quante appendiciti, quante tonsille e quante adenoidi sono state fallacemente rimosse, mettendo a repentaglio e mutilando il sistema immunitario?

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Pur ammettendo che esistono casi estremi dove il bisturi può rappresentare la salvezza, il 90-95 percento delle operazioni effettuate nel mondo è rappresentato da casi che non sono da operare, ma che si operano per motivi prettamente economici.

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Nei paesi in cui le assicurazioni non pagano i chirurghi e gli ospedali, ci si guarda bene dall’usare la sala operatoria, salvo che non si tratti di espiantare ricambi destinati al più odioso dei traffici, ovvero al mercato degli organi.

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La natura ha i suoi tempi. Medici e pazienti collusi nelle illusorie scorciatoie.

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Paradossalmente, più intossicati e rovinati sono i pazienti, e più contestano o non accettano l’igienismo naturale. Più malandati sono e meno capiscono il decalogo di Shelton, dove stanno racchiuse le leggi fondamentali relative al funzionamento del corpo umano.
La natura ha ovviamente i suoi tempi. Se uno ci mette una decade a rovinarsi, non può pretendere di tornare nuovo in dieci giorni.

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Ma i malati hanno imparato a memoria la lezione impartita loro dai medici.
Pretendono di guarire in fretta. Ovvero si illudono di guarire in fretta.
I medici sono come i pescatori di frodo che tirano la bomba e pescano 50 chili di pesce in 5 minuti, senza mettere in conto la fauna ittica distrutta, equivalente a 10 volte la loro mala-cattura.

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La lezione indimenticabile di Florence Nightingale alle menti deboli della Medicina

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C’è più da imparare dalla dottoressa Florence Nightingale (1823-1910) che da tutta la spazzatura medica che parte da Pasteur ed arriva ai moderni specialisti dell’espianto e del trapianto. Filantropa inglese e precorritrice delle infermiere di guerra, si prodigò a favore dei feriti nel conflitto di Crimea (1854-1855), e nel 1856 fondò a Londra una famosa scuola per infermiere.

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La Florence ci ha insegnato cose basilari, e cioè che le malattie non sono classificabili in categorie, al pari di cani e gatti, ma sono grossomodo caratterizzate dalla stessa situazione di sporcizia interna. Quando arrivava in una qualsiasi stanza di ospedale, la prima cosa che faceva era quella di spalancare le finestre, imponendo ai pazienti infreddoliti di mettersi sotto le lenzuola.

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E’ il continuo vivere sbagliato che porta alla malattia

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Non è forse il continuo vivere sbagliato che porta la gente ad ammalarsi?
Non sono forse fattori come l’aria pura e la pulizia interna da un lato, e l’aria viziata e la sporcizia intestinale a determinare lo star bene o lo stare male delle persone?
Non sono forse tutte le malattie delle reazioni naturali alle condizioni assurde in cui noi stessi ci mettiamo?

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Mi è stato insegnato da scienziati superbi e da donne ignoranti a temere la febbre

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Mi è stato insegnato da scienziati superbi e da donne ignoranti a temere la febbre, la scarlattina e le varie malattie chiamate infettive. Ma la vera assistente sanitaria non teme le cosidette infezioni, non ne ha paura ed eventualmente le previene.

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Stanze pulite, finestre aperte, cibo vivo e leggero, assistenza amorevole ai degenti. Non esistono malattie specifiche. Ci sono solo condizioni adatte a rendere la gente malata.
La dottrina delle malattie specifiche è il rifugio delle menti deboli e fragili della Medicina.

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Le migliori parole pronunciate in campo medico, le ha dette non a caso una donna

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Un monito di portata mondiale ai medici ed all’umanità disorientata. Ho già definito quelle di Florence, in altri miei scritti, le migliori parole mai pronunciate in campo medico negli ultimi 200 anni. Che esse provengano dalla bocca di una donna assume un significato del tutto particolare.

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Vorticosi interessi ruotano intorno al business della sofferenza umana.

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Oltre 30 mila informatori scientifico-farmaceutici all’assalto dei medici e del mercato.

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Eppure i medici di oggi continuano testardi a combattere le malattie e non a capirle e coadiuvare con esse. Non è sempre e solo una questione di ignoranza. Troppi vorticosi interessi girano intorno al business della sofferenza umana. Un esercito di oltre 30 mila informatori scientifico-farmaceutici gira sguinzagliato per la penisola italica.

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Ognuno di essi visita giornalmente una decina di medici, proponendogli nuovi farmaci e portando omaggi di diverso tipo. Trecentomila incontri al giorno a sostegno della medicalizzazione farmaceutica. Una massa d’urto impressionante.

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Medicina e farmacologia castello di carte fasulle, al di fuori dei loro giusti confini

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Da parte nostra sappiamo che medicina e farmacologia costituiscono, all’infuori dei loro giusti confini dell’emergenza, un castello di carte fasulle, tenute in piedi da strutture politiche e da grossi investimenti pubblicitari, da colossali interessi industriali e sindacali, e non certo da puntelli di ordine scientifico e morale.

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Sappiamo pure che tutte le malattie, e tutte le tonnellate di farmaci e vaccini prodotti per curarle, sono dovute essenzialmente all’intossicazione del corpo mediante sostanze estranee che non avrebbero mai dovuto essere consumate o assunte.

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Gli assiomi dimostrati dell’Igienismo e i contro-assiomi della Medicina

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Che il corpo non vada mai contro se stesso, e che tenda ad autoregolarsi non appena gli diamo la possibilità di farlo, è un assioma dell’igienismo. Anche la Medicina ha un suo assioma, assai perverso, ed è quello secondo cui non siamo in grado di autoguarirci, e che qualsiasi sintomo negativo associato a moltiplicazione batterica o ad accumulazione virale debba essere sempre prevenuto da vaccini o sedato ed eliminato da farmaci.

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Moltiplicazione batterica ed accumulazione virale che sono entrambe, notasi bene, di carattere totalmente o prevalentemente interno, e mai derivate da ipotetiche e mai dimostrate acquisizioni dall’esterno mediante il contagio e lo spirito maligno cari alle fattucchiere e agli esorcisti medievali.

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Medico, macellaro, fumettaro, caffettaro e viagraro, tutti sullo stesso piano a conservare i loro amati privilegi

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Quanto agli stili di vita, medico, macellaro, casaro, fumettaro, caffettaro, vinaro, cocacolaro, viagraro, politicaro, chiesaro, sono tutti sullo stesso piano, attentissimi a fare in modo che nulla cambi in questo mondo sbilenco e squinternato di cui essi sono ideatori, teorizzatori, carpentieri, servi ed aguzzini.

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Tutti a fare in modo che nulla cambi perché la salute del corpo, dell’eros, dell’anima e dello spirito non fa comodo a nessuno, in quanto affloscia ed azzera le voraci speculazioni di diverse bande associate di ladri.

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Se poi la salute si persegue tramite digiuni ed acqua distillata, tramite il vivere secondo natura e non secondo farmacia, come propone la peggiore calamità mai vista sulla faccia del pianeta, ovvero la calamità igienistica, Dio ce ne scampi e liberi.

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La valenza rivoluzionaria del movimento igienistico

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Dire igienismo significa dire degradamento sociale, abbassamento ali e quasi-scomparsa delle categorie più privilegiate e voraci del globo. Ecco dove sta la valenza rivoluzionaria del movimento igienistico.

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Ed ecco dove stanno le persecuzioni, le discriminazioni, i boicottaggi, le accuse di ciarlataneria e di occupazione indebita di suolo e presidio sanitario, le furibonde avversioni mediche a colpi di laurea in medicina, che da sempre caratterizzano l’istanza salutistica. Ma, come abbiamo visto, una laurea in medicina e un bastone da maresciallo, non si negano a nessuno in questo boia de un mond lader. 

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La gente ignora e disconosce il sistema immunitario al pari dei suoi medici della mutua

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La gente non ha ancora inteso una cosa basilare, e cioè che la malattia è un processo istituito dal migliore medico al mondo chiamato sistema immunitario, e rappresenta una vera e propria strategia di guarigione. In altri termini ha paura di se stessa e del Dio che l’ha creata. Gli stessi maestri igienisti, maestri spesso solo sulla carta, si dissolvono e cedono di fronte alle crisi di eliminazione. 

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La gente, come ripete in continuazione Scaffidi, è letteralmente terrorizzata, persino annientata dalla crisi eliminatoria chiamata malattia, di fronte all’acuirsi dei sintomi e del muco, di fronte alla tosse persistente, di fronte all’innalzarsi della temperatura corporea esterna, di fronte al prezioso lavoro espulsivo diretto da un sistema immunitario che essa ignora e disconosce al pari dei suoi medici della mutua.

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Credere a Ippocrate e Leonardo, a Trall e Shelton, a Ehret e Lezaeta, ma soprattutto al grande Rudolf Steiner

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Ripristinare dunque l’equilibrio termico e l’equilibrio spirituale. Credere non tanto a chi scrive, ma a Ippocrate e Leonardo, a Trall e Shelton, a Ehret e Lezaeta, e credere soprattutto al grande Rudolf Steiner. Grande poiché ci ha insegnato come la buona salute dipenda dal rapporto armonioso tra corpo fisico e corpo socio-sessuale, tra corpo etereo, corpo astrale e corpo egoistico. Se mettiamo troppo sangue e troppa enfasi in uno di essi, creiamo febbre in lui e anemia negli altri, per il principio dei vasi comunicanti.

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I vaccinatori e i furfanti di tutte le risme monopolizzano l’informazione e spingono il mondo verso una società sterile, allucinata, asessuata, infelice e moribonda

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Quanto poi alla scempiaggine dei vaccinatori e dei furfanti di tutte le risme, non meritano nessuna attenzione ma solo tanta pietà. Purtroppo sono al potere e monopolizzano l’informazione e l’educazione per disinformare e diseducare a livello di massa, spingendo il gregge verso la tana del lupo, verso i trabocchetti della B12 e dell’Omega3, delle vaccinazioni contro le pesti ricorrenti e contro il Papilloma Virus, verso una società sterile, allucinata, plastificata, asessuata, infelice e moribonda. Verso una società sempre più drogata, zoppa e malata.

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Fonte: http://valdovaccaro.blogspot.it

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma (Associazione Vegetariana Animalista)
- Direzione Tecnica ABIN-Bergamo (Associazione Bergamasca Igiene Naturale)

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MANGIARE SEMPLICE E SANO – PARTE 4


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EVITARE L’ACIDOSI 

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Dr Valdo Vaccaro

Uno dei pericoli più gravi dell’organismo è l’acidosi. Abbiamo già 75 trilioni di cellule che per il loro normale funzionamento ci scaricano nel corpo, senza sosta e 24 ore al giorno, i loro residui metabolici, di tipo acido, per cui non abbiamo per niente bisogno di acidificarci ulteriormente con alimenti industriali, elaborati, raffinati, sintetizzati, pastorizzati, cotti, arricchiti, concentrati, salati e zuccherati.

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cibi naturali dal gusto acido e dal test acido non sono affatto acidificanti come la gente pensa e crede. Gli acidi deboli della frutta (citrico, malico, tartarico) si alleano facilmente con i minerali per formare ottimi sali, per cui sono tutti alcalinizzanti. Caso classico quello del limone, fortemente acido in partenza e maggiore alcalinizzante tra tutti gli agrumi.

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Frutta, mandorle, semini, verdure e ortaggi sono alcalinizzanti. 

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Cereali, legumi secchi, succhi di frutta conservati, farinacei cotti, cibi salati e zuccherati, sono acidificanti (ovvio che cibi animali, the, caffè, alcolici, cole, bevande gassate, farmaci, vaccini, stress psico-fisici ed emozionali, sono tutti fortemente acidificanti).

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PROBLEMI CAUSATI DALL’ACIDOSI

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L’acidosi causa problemi digestivi (bruciore, iperacidità, reflussi, dispepsie, gastriti, sonnolenza post-prandiale), problemi cutanei (eczema, psoriasi, acne, vitiligine), problemi nervosi (instabilità, palpitazioni), problemi osteoarticolari (artrosi, crampi, mialgie, osteoporosi), problemi endocrini (diabete, tiroiditi, mestrui irregolari, sterilità, candidosi), problemi immunitari (iperuricemia, ipertiroidismo).

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I COLORI DELLA NATURA

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L’American Dietetic Association e la Canadian Dietetic Association hanno messo in evidenza che frutta e verdura crude, oltre alle già note componenti qualitative tipo acqua biologica, vitamine (preziose micromolecole antiossidanti), fibre (ottime per il transito intestinale) e minerali, sono pure dotate di una classe di sostanze organiche di straordinaria utilità, chiamate fitochimici o nutraceuti, evidenziati dalle loro diverse colorazioni.

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Bianco indica quercitina, isotiocianati e flavonoidi (utili per sistema osseo e sistema polmonare).

Giallo arancio indica beta-carotene e flavonoidi (vit. A, crescita, mantenimento, collagene, vista).

Verde indica vitale clorofilla, carotenoidi, acido folico B9, vitamina C (pro-ferro) e resveratrolo.

Rosso indica licopene e antocianine (fragilità capillare, aggregazione piastrinica, prostata, vista).

Blu-viola indica antocianine e beta-carotene (funzione urinaria, circolazione, vista).

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DIGIUNO DISINTOSSICANTE

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Mentre il vegan-crudismo è uno stile alimentare stabilmente depurativo e chelante (veleno- disgregante), il digiuno rappresenta una accelerazione depurativa, una specie di sala operatoria senza uso di bisturi.

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Digiuno igienista significa riposo fisiologico assoluto, con risparmio calorico-energetico, anche se ci sono stati esempi di digiuni effettuati sistematicamente prima di gare sportive importanti e persino casi di gente che in fase di digiuno ha addirittura completato una maratona.

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Digiuno significa zero cibo, e zero farmaci. Ammesso il respiro ritmato e profondo (finestra aperta per ricambio aria diurno e notturno), ammesso il movimento muscolare a letto, ammessa e obbligatoria l’acqua leggera da bere a sorsi e in continuazione (almeno 2-3 litri al giorno).

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QUANDO FERMARE IL DIGIUNO

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Meglio iniziare il digiuno la sera. Lo stop logico al digiuno avviene quando arrivano precisi segnali tipo forte ritorno appetito, temperatura e battito cardiaco non più alterati, alito non più pesante, urina non più scura ma di nuovo colore paglierino, lingua non più patinata. Prima di riprendere la normale alimentazione, è suggerito un giorno a base di sola frutta, o di soli centrifugati, o comunque un giorno a soli alimenti crudi.

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CONDIMENTI

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Evitare le salse ricche e complesse. Stare sull’olio extravergine di oliva estratto a freddo (ottimo per i bambini piccoli, per sportivi e per anziani che abbisognano di acido oleico), o su altri oli di semi estratti a freddo (lino, sesamo, girasole, vinacciolo, mais).

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Sale poco e integrale. Pepe andiamoci piano essendo esso irritante.

Per l’aceto va bene quello di mele non pastorizzato, ricco di acido malico utile per favorire la digestione.
L’aceto di vino non pastorizzato e fatto in casa, va bene limitando le quantità.

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La salsa di soia va bene se priva di glutammato. Peperoncino, cannella, curry, si possono usare, ma senza esagerazione.

Col crudismo, le sostanze piccanti diventano progressivamente inutili, al pari delle varie salse giapponesi o macrobiotiche.

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Esistono del resto le rape piccanti, i ravanelli, la rucola, il cren, le varie erbe aromatizzanti.

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CRUDISMO PER GRADI

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L’impatto iniziale col crudismo, per una persona rovinata da anni di cibi cotti e sbagliati, può essere duro sia dal punto di vista biochimico che da quello mentale. Qualcuno riesce a farlo e la cosa sta benissimo. Chi ha difficoltà puòarrivarci per gradi.

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Un primo obiettivo per dei crudisti esordienti può essere il 30% di crudo, per poi andare via via al 50 e al 75% degli avanzati, o al 90% dei quasi perfetti.

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Nella fase iniziale va bevuta più acqua (1 litro al giorno) al fine di aiutare la fase eliminativa. Man mano che aumenta la percentuale di crudità la sete scompare, e l’acqua minerale viene progressivamente soppiantata dall’acqua biologica della frutta e dalla clorofilla delle verdure.

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Se uno lavora e trasuda, o fa sport implicante intensa dispersione idrica, il caso è diverso.

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I VANTAGGI DEL CRUDO

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Nel crudo tutti i nutrienti rimangono intatti. Il crudo abbassa la pressione e fa perdere il sovrappeso.
La dieta cruda inverte il corso delle malattie, energizza il corpo, ritarda l’invecchiamento. Frutta e verdure vengono utilizzate e assimilate 2-3 volte più efficacemente e velocemente nella versione cruda rispetto a quella cotta.

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Migliorando la dieta si ha sempre effetto eliminativo. E’ come quando uno smette di fumare e di bere caffè, dove le tossine nicotiniche e caffeiniche vengono rimosse dai tessuti e dai depositi, con transito verso l’esterno mediante la corrente sanguigna. Ed è per questo che per ridurre le reazioni (mal di testa e sintomi fastidiosi da eliminazione tossine), si raccomanda di gradualizzare la transizione dal cotto al crudo.

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Chi ha problemi con gli agrumi, deve ricorrere alla reintroduzione prudente e progressiva. Un buon succo d’arancia mattiniero regala in ogni caso una freschezza mentale che dura per diverse ore.

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Valdo Vaccaro:

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MANGIARE SEMPLICE E SANO – PARTE 3


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COMBINAZIONI PROTEICHE E AMIDACEE

(di Valdo Vaccaro)

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Dr Valdo Vaccaro

Dr Valdo Vaccaro

Premettiamo che tutti i cibi hanno contenuto proteico, ma che in alcuni le proteine sono più concentrate. In alcuni cibi convivono proteine e amidi, come nei cereali.

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Esistono delle linee guida generali che servono a dare una certa traccia, ma che vanno interpretate in modo non esageratamente rigido.

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In genere si usa chiamare cibi proteici quelli di origine animale e, in campo vegano, i legumi, i cereali e la frutta secca. I cibi proteici vanno sempre preceduti da un piatto di cibo crudo. Non si prendono più di un cibo proteico per pasto. Non si mescolano bene proteine e amidi, proteine e zuccheri, proteine e frutta, proteine e acidi, proteine e grassi.

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Per gli amidi che sono una via di mezzo tra proteine e carboidrati, combinazioni difficili sono amido e amido, amido e proteina, amido e zuccheri, amido e acido. Ricordiamo inoltre che la tendenza verso il monopasto o comunque verso meno mescole possibili è da considerarsi regola d’oro. 

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IL CRITERIO PRATICO DELLA VELOCITA’ DIGESTIVA 

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Il buon senso suggerisce, in ogni caso, di usare il criterio della velocità digestivaIl frutto, a stomaco vuoto, è il più rapido (25-50 minuti, esclusa la banana che richiede 2 ore), ma non associamo comunque la frutta nei pasti principali, visto che la confiniamo nelle colazioni mattiniere e nelle merende pomeridiane.

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La verdura cruda a foglia è digeribile in 60-80 minuti. Le verdure cotte richiedono in genere il doppio, ossia almeno 2 ore di tempo.

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Per cereali con verdure, patate e legumi, paste integrali e pizze alle verdure, occorre considerare 3 ore di tempo (dipendendo da tipo di cottura, tipo di mescola, quantità di cibo ingerito, capacità digestiva del soggetto).

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Per la frutta secca servono 3-4 ore, per cui le inseriamo preferibilmente per ultime a fine pasto.

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Per i prodotti animali, lo citiamo solo per la cronaca, servono non 4, ma 24 ore, creando essi residui proteici indigesti e putrefattivi lungo l’asse digestivo e in zona colon.

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MANGIARE SOLO QUANDO SI HA VERO APPETITO E LIMITARE LE QUANTITA’

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In pratica patate con verdure vanno bene. Idem legumi con verdure.

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Risi e bisi (risotti), ovvero cereali e legumi, non andrebbero bene, ma a livello pratico vengono spesso presi in associazione, per cui questa regola è alquanto controversa.

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La cosa più saggia da farsi, nel caso di dubbi e di situazioni ai limiti, è di mangiare solo quando si ha vero appetito, partire con la terrina di foglie verdi crude, e nelle mescole rischiose limitare la quantità al minimo.

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Le bevande, calde o fredde, a tavola sono tutte proibite. Si ammette al massimo mezzo bicchiere di acqua non gassata.

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Chi mangia tuttora cibi cotti al 50%, deve necessariamente bere acqua leggera a seconda della sete e del consumo idrico e comunque mezzo litro o un litro al giorno, prima o lontano dai pasti.

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COMBINAZIONI FRUTTA E VERDURA

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Chiaro che anguria e melone, frutti a rapida fermentazione, vanno sempre presi rigorosamente da soli.

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Chiaro che la frutta va presa sempre lontano da pranzo e cena.

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Mela, ananas e papaia, essendo dotate di enzimi anti-fermentanti, sono mescolabili praticamente con tutto.

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Le verdure crude, a pranzo e cena, rappresentano ottimo piatto di ingresso davanti a qualsiasi cibo (escluso la frutta).

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Chi decide di mescolare il piatto di radicchio o di insalata con le mandorle, le noci o i pinoli, lo può fare, ma il quel caso il piatto diventa non più introduttivo al pranzo, ma piatto unico e completo.

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LOTTA NON ALLE MALATTIE MA ALLE TOSSINE CHE LE CAUSANO

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Le tossine che ci ammalano provengono da fuori, dall’aria viziata o inquinata che respiriamo, dalle acque dure, dai cibi assurdi e dalle bevande micidiali che consumiamo, dai farmaci che assumiamo, ma anche dalle sostanze di scarto dei processi metabolici interni.

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Il nostro corpo è soggetto dunque a un bombardamento di tossine esterne ed interne, tutte di carattere acidificante.

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OCCHIO AL FEGATO

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Siamo comunque attrezzati per far fronte a tutto questo. Tra gli organi emuntori e purificanti abbiamo un’efficace centrale biochimica chiamata fegato, collegata direttamente all’intestino. Ad ogni minuto passano al suo interno due litri di sangue alcalino per un filtraggio e una trasformazione delle sostanze tossiche in sostanze meno pericolose.

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Le sostanze idrosolubili vengono convogliate ai reni ed espulse tramite le urine. Quelle liposolubili passano invece alla cistifellea dove, mescolate alla bile, vano all’intestino e vengono espulse con le feci. Perché tutto questo avvenga il fegato deve funzionare.

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NULLA DI MEGLIO DEL VEGAN-CRUDISMO

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Lo stile di vita stressante porta a sovraccaricare il fegato che non riesce più a fare il suo lavoro e a neutralizzare le tossine esterne ed interne. Ecco l’importanza basilare dell’alimentazione, dell’eliminare i cibi carnei e i cibi grassi, l’alcol, il caffè, lo zucchero industriale, i cibi stracotti e concentrati, che lo infiammano e lo ingrossano.

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Niente di meglio che una dieta di frutta e verdura di stagione, ricca di acqua biologica zuccherina e di contrastante clorofilla, in un gioco dolce-amaro rigorosamente naturale, con frutti dolci per caricarci di energetiche calorie e verdure amare per stimolare la secrezione biliare.

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Da qui una lode sperticata a tutti i radicchi, all’insalata belga, ai carciofi, ai cardi, al tarassaco, al selene, al farinaccio, agli asparagi, alla fitolacca, alla bardana, all’aloe, allo zenzero, ai ravanelli.

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CICLI CIRCADIANI

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Importante tener conto che dalle 12 alle 20 siamo nel ciclo appropriativo, o della assunzione-cibaria.

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Dalle 20 alle 4 del mattino siamo nel ciclo assimilativo (se ci alimentiamo giusto e leggero, l’assimilazione è rapida per cui avanza anche il tempo, tra la 1 e le 4 del mattino per tre orette di quotidiano di digiuno notturno).

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 Dalle 4 alle 12 siamo in ciclo eliminativo, dove l’alimento più indicato e in armonia con la tendenza detossificante rimane la frutta di tipo acido ed acquoso.

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Assumendo a metà mattina il pop-corn con le banane, o la crema di avena coi semini vari e il germe di grano, si va chiaramente in contrasto rispetto alla eliminazione e si tende a mantenere o ad incrementare il peso corporeo, o si tende comunque a sostenere il corpo nei casi di attività fisiche intense (sport o lavoro) e nel caso di carenze nutritive da vitamine del gruppo B (specie B1, B2, B3, B5 e B6).

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Continua – Valdo Vaccaro

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MANGIAR SEMPLICE E SANO – PARTE 2


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Dr Valdo Vaccaro

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CRITERI SELETTIVI 

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Siamo qui riuniti a parlare di cibo ideale. Quali i criteri selettivi di valutazione? A quale tipo di cibo dobbiamo puntare in vista del nostro benessere? Cosa intendiamo per cibo semplice e sano? 

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1) Cibo che richieda il minimo di tempo, di costo, di impegno preparativo.

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2) Cibo che sia di gradimento agli occhi, al profumo, al gusto, alla mente e, ovviamente, allo stomaco.

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3) Cibo che sia digeribile in modo rapido, e che non diventi mattone che blocca, o bomba chimica che sovverte gli equilibri interni.

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4) Cibo che non crei aderenze e collosità in zona intestinale, che non metta fuori uso i nostri 5 milioni di villi e i nostri 400-600 metri quadri di superficie assimilativa intestinale.

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5) Cibo che produca chiarezza mentale, regalandoci pure il massimo di energia, senza mandarci il cuore in accelerazione stimolata e in tachicardia.

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6) Cibo che non alteri il pH del nostro sangue (7.30-7.50) e non mandi fuori norma le nostre urine (6.50-6.80, con Rh 22-24 microVolt e Ro 30-45 Ohm), e che dunque non crei acidificazione sforando il tetto proteico di 24 grammi/giorno (non i 250-300 invocati anni addietro dalla demenza filo-macellaia della FDA, e dai suoi fidi coloni sanitari, pronti a pendere dalle labbra di Atlanta, e poi pronti con la coda tra le gambe a ridurre a 150, a 100 e agli attuali superesagerati 75 grammi/giorno).

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7) Cibo che non produca leucocitosi digestiva, con pesanti costi immunitari-enzimatici-metilici, portando il sangue dai normali 5000-6000 leucociti per mmc a 12-14000 (nel caso di vegetarianismo cottista), o a 20-25000 (nel caso di carnivorismo cottista).

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8) Cibo vivo e non morto, carico cioè dei suoi catalizzatori originari, dei suoi food-enzyme e dei suoi micronutrienti.

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9) Cibo che sulla scala vibrazionale Simoneton si collochi oltre la soglia minima di sicurezza dei 6500 Angstrom e viaggi possibilmente verso l’infrarosso della vitalità, portando il corpo a una condizione di batteria carica e di irraggiante surplus energetico (aura rossa) e non a condizione di buco nero debilitante ed assorbente di energia altrui (aura grigia e nerastra).

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10) Cibo che non faccia a cazzotti con la nostra struttura biochimica e col nostro disegno psico-fisico ed emozionale.

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11) Cibo che non sia stato rovinato dalla Satana-Monsanto, la corporation americana che sta disseminando la crosta terrestre di OGM e di glifosfato (presente nel suo micidiale veleno Round-Up e causante malformazioni nei feti da laboratorio e disfunzioni endocrine nei consumatori).

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12) Cibo che sia digerito, assimilato ed espulso rapidamente, producendo sangue nuovo e rendendo fluido il sangue esistente, denso, viscoso e lipotossico.

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13) Cibo che serva anche a soddisfare in modo conveniente le condizioni del momento, ma senza doversi troppo pentirsene (assai comodi ma da evitare come stronca-appetito i formaggi, i cracker, i cioccolatini, i gelati, soprattutto per chi è in cura rigida e rigorosa).

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VEGAN-CRUDISMO RISOLUTIVO

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Chiaro che il cibo meglio rispondente alle 13 condizioni appena citate si chiama cibo naturale e pacifico, ovvero frutta, verdura cruda, semini (non acidificano), mandorle (non acidificano), cereali a basso o zero glutine (riso integrale, miglio, quinoa, saraceno, mais, pop-corn senza sale e senza zucchero), lupini e legumi freschi. In altri termini, il cibo di cui parliamo è cibo vegan tendenzialmente crudista, con percentuali di crudismo variabili dal 30% iniziale, al 50% medio, al 75% avanzato, al 90% ideale (con qualche variazione rapportata alle variabili condizioni di vita e alle differenze climatiche stagionali). 

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SITUAZIONI DI EMERGENZA

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Chiaro che a volte ci sono situazioni di emergenza nelle quali non si è in grado di impostare la propria dieta al meglio. Scattano allora le soluzioni di compromesso, dove si opta per il minimo danno e la minima trasgressione possibile (nessuno muore per una manciata di trasgressioni con formaggio crudo di malga, per una manciata di mezzi bicchieri di vino della monaca, per una manciata di cioccolatini non al latte, per una pizza vegana in più). Questo non è un invito a trasgredire, ma solo un richiamo alla flessibilità mentale, e soprattutto al non demordere e a non mandare all’aria tutto, solo perché abbiamo commesso qualche peccato oltremisura.

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DIGERIBILITA’ DEI CIBI

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Molta gente è pronta a demonizzare la frutta. Non si rende conto di essere vittima di un circolo vizioso dove il suo sangue denso e rallentato, dove il suo sistema linfatico impigrito, vanno ormai d’accordo col cibo lento, morto e inquinato. Motore inquinato che richiama carburante inquinato, in coerente andazzo verso il peggio e verso la malattia. 

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La frutta è alimento vivo, vivace e vivificante.

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Cibo che fa sobbalzare il sistema e che mette in crisi una macchina piena di crepe e difetti funzionali. Demonizzare la frutta è ridicolo. I problemi digestivi vengono sempre provocati dai cibi proteici e concentrati, parcheggiatori abusivi di un lungo tubo gastrointestinale di marca vegana.

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LE PROTEINE SONO DA SCHIVARE PIU’ CHE DA CERCARE

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Il mito delle proteine va chiaramente smantellato.

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Del nostro totale fabbisogno calorico, solo il 2,5-10% massimo delle calorie deve venire dalle proteine. La tabella del contenuto proteico (American Standard) dei vari cibi vegani parla chiaro:

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- Latte di donna 5,9 % (per un tot 100 di valore calorico contenuto, c’è un 5,9% di proteine)
- Frutta 6,7 %
- Noci e semi 11,0 %
- Grani 13,0 %
- Vegetali crudi 22,0 %
- Legumi 28,0 %

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La vegetazione, il verde e i frutti colorati, non sono altro che condensazione di luce solare. Basta in ogni caso saziarsi con qualunque cibo e, a occhi bendati, si copre ampiamente il fabbisogno proteico.

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(Continua)  Valdo Vaccaro:

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MANGIAR SEMPLICE E SANO – PARTE 1


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UN MONDO AVVELENATO

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Dr. Valdo Vaccaro

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Oggi saper mangiar significa innanzitutto saper selezionare, saper fare la spesa, saper lavare accuratamente la verdura, saperla presentare e condire, accompagnandola possibilmente da germogli tipo alfa-alfa e da qualche fettina di avocado. 

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Ci si può forse fidare dei cibi confezionati e propinati dalle industrie? No. Per quanto si faccia, si dica, si scriva sulle etichette, siamo vittime di un accerchiamento mirato a prenderci tutti nella rete e ad avvelenarci senza alcuna remissione.

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Volenti o nolenti, stiamo subendo un avvelenamento sistematico e progressivo:

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1) Un avvelenamento da devitalizzazione (da de-enzimizzazione, da de-vitaminizzazione, da de-mineralizzazione dei cibi).

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2) Un avvelenamento da de-idratazione, ovvero di sottrazione della preziosa acqua biologica.

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3) Un avvelenamento da smagnetizzazione, ovvero di sottrazione delle cariche elettriche naturali.

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4) Un avvelenamento da sale evidente e nascosto, dove il sale crea ipertensione, ritenzione idrica, danni a fegato e reni, perversione equilibrio sodio-potassio, sovvertimento equilibrio vasocostrizione e vasodilatazione.

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5) Un avvelenamento da zucchero evidente e nascosto, dove lo zucchero stressa il sistema ormonale, produce candida, sostituisce pessimamente la frutta occupandone abusivamente gli spazi digestivi.

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6) Un avvelenamento da aspartame, dove l’aspartame contiene metanolo al 10%, veleno mortale che causa cecità, danni alla retina e alla ghiandola pineale, e dove non mancano acido formico e formaldeide, neurotossine altrettanto mortali (cole, gelati, caramelle e gomme da masticare), il tutto diretto ai giovanissimi col mito del dimagrimento.

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7) Un avvelenamento da caffeina (caffè, the, cole), dove la caffeina, droga dopante, assuefacente e mutagena al pari della cocaina, irrita il sistema nervoso e sottrae calcio-ferro al sistema.

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8) Un avvelenamento da acido urico (carne, crostacei, pesce, uova, formaggi, caffè, the, cole).

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9) Un avvelenamento da cibi cotti (con formazione di minerali inorganici e non più assimilati, con creazione di veleni pericolosi come l’acrilamide che si formano ad ogni cottura superiore ai 110°C).

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10) Un avvelenamento da metalli pesanti tipo mercurio, alluminio, nickel e piombo (da vaccini, da farmaci, da integratori, da pesce e crostacei, da amalgami dentari, da inquinamento stradale).

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11) Un avvelenamento da caseina, micidiale per i danni ai villi e alla superficie assimilativa intestinale.

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12) Un avvelenamento da glutine, con danni simili a quelli della caseina, ma limitato ai celiaci e ai lattanti privi di enzimi capaci di disgregare il glutine e renderlo più tollerato.

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13) Un avvelenamento ormonale a base di steroidi anabolizzanti, autentiche bombe chimiche a base di testosterone che, uscite dalle tradizionali palestre come gonfia-muscoli, offrono aggressività ai forzati del successo nella finanza, nello sport, nel sesso, con gravi conseguenze per cuore (infarto), fegato (ittero e necrosi fulminante) e reni (dialisi), e conseguente depressione (con la cocaina che scorre a fiumi).

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14) Un avvelenamento mentale, fatto di assenteismo della scuola e delle istituzioni, di disinformazione mediatica e televisiva, di pubblicità deviante e consumistica.

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15) Un avvelenamento morale e spirituale, etico ed estetico, fatto di noncuranza, di disinvoltura, di cinismo, di sadomasochismo, di sopraffazione, di mancanza di rispetto verso il prossimo e verso la natura. 

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AVVELENAMENTO DA ADDITIVI CHIMICI

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Gli additivi alimentari hanno sempre una sigla E, seguita da un numero. 

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Da E100 a E199 abbiamo i coloranti.
Da E200 a E299 i conservanti.
Da E300 a E399 gli antiossidanti o regolatori di acidità.
Da E400 a E499 gli addensanti, gli emulsionanti, i gelificanti e gli stabilizzanti.
Da E600 a E699 gli esaltatori di sapidità.
Da E900 a E999 gli edulcoranti di sintesi, tra cui l’aspartame E951, una delle sostanze più diffuse e più pericolose in commercio. 

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E si continua a quattro cifre, da E1000 a E1999.

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(Da un documento distribuito negli anni scorsi dal Centro Tumori di Aviano-Pordenone, specializzato nella lotta contro il cancro).

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Vengono suddivisi in inoffensivi, sospetti e tossici. 

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La lista completa degli inoffensivi comprende i seguenti numeri:

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100, 101, 103, 104, 105, 111, 121, 122, 126, 130, 132, 140, 151, 152, 160, 161, 162, 163, 170, 171, 172, 173, 174, 175, 180, 181, 200, 201, 202, 203, 206, 237, 238, 260, 262, 272, 280, 281, 282, 290, 300, 301, 302, 303, 304, 305, 307, 308, 309, 325, 326, 327, 331, 332, 333, 334, 335, 336, 337, 400, 401, 402, 403, 404, 406, 408, 410, 411, 413, 414, 420, 421, 422, 440, 470, 471, 472, 473, 474, 475. 

 

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In tutto 81 additivi inoffensivi, o comunque poco offensivi. Nulla da obiettare sul termine “inoffensivi”. Rimane che sono sempre degli additivi chimici e quindi non paragonabili a sostanze naturali. 

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Chiudiamo pure un occhio su di essi. A patto di ricordare che E101 (lattoflavina o vitamina B2 sintetica), che E104 (giallo di chinolina), che E132 (indigotina), che E140 (clorofilla), che E180 (pigmento rosso) ed E304 (palmitato di ascorbile) vengono giudicati sospetti e niente affatto inoffensivi da altre fonti.

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Additivi Sospetti:

 

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E125, E131, E150, E153, E210, E212, E213, E214, E215, E216, E217, E221, E222 (bisolfito di sodio), E223 (metabisolfito di sodio), E224 (metabisolfito di potassio), E226 (solfito di calcio), E231 (ortofenil fenolo), E240(aldeide formica), E241, E338 (acido orto fosforico), E339 (ortofosfato di sodio), E340 (ortofosfato di potassio), E341 (diortofosfato tricalcico), E460, E461, E463, E465, E466, E467. 

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In tutto 29 additivi sospetti.

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Additivi tossici:

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E102 (tartrazina), E110 (giallo arancio S), E120 (cocciniglia), E123 (amaranto), E124 (rosso cocciniglia A), E127 (eritrosina), E220 (anidride solforosa), E221 (sodio solfito), E225, E230 (difenile), E239 (esametil tetramina), E250 (nitrito di sodio), E252 (nitrato di potassio), E311 (octyl gallato), E312 dodecyl gallato), E320 (butil idrossi-anisolo), E321 (butil idrossi-toluolo), E407 (carragenina), E450 (polifosfati), E330 (acido citrico) che è tra i più pericolosi di tutti.

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Alimenti di largo consumo contenenti additivi tossici:

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MERENDINE: Buondì Motta, Jolly Alemagna, Merendina Fabbri, Tin Tin Alemagna, Merendina Bricciola.

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DOLCIUMI: Caramelle Perugina alla frutta e formato a spicchi (limone, arancia), Caramelle fondenti e assortite di varie marche, Sette Sere Perugina, Charms Alemagna.

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BIBITE: Aranciata San Pellegrino, Bitter analcolico, Gingerino, Spume, Crodini, Aranciata Cin Cin, Aranciata Levissima.

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APERITIVI: Aperol Gancia, Americano, Rosso Antico, Amaro Cora, Vov, Punch al mandarino.

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SIGARETTE: MS, Marlboro, Kim, Multifilter.

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NOTA GENERALE: L’elenco non ha scopi demonizzanti nei riguardi degli specifici marchi qui citati, ma vuole solo far capire la scarsa attitudine salutistica delle industrie alimentari in generale. 

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LA VERA RIBELLIONE STA NEL CIBO

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Tutte queste nostre attenzioni sul cibo ci trasformano automaticamente in gente disobbediente, ribelle, carbonara e in controtendenza. Già interessarsi di cibo sta dando fastidio.

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Dimostrare interesse poi per il grappolo d’uva e per le qualità intrinseche del kaki e del melograno rappresenta autentico atto di ribellione contro i satrapi del sistema, contro il regime sanitario mondiale, che ci vuole tutti lontano dagli alberi e dai cespugli, dal sole e dalla natura, preferendoci clienti fissi di salumerie, pasticcerie e fast-food, di farmacie, di ecografie, di cliniche ed ospedali. 

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Non ce l’ho contro i medici onesti, trasparenti ed eroici che per fortuna esistono tuttora, ma contro la chiesa mondiale medica a cui purtroppo appartengono.

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(Continua) Valdo Vaccaro:

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 http://www.nonsoloanima.tv/valdovaccaro/

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COME EVITARE IL DIABETE


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DIABETE, LA PESTE PILOTATA DI VALDO VACCARO

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Dr. Valdo Vaccaro

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IL MONDO DI OGGI CI VUOLE TUTTI MALATI E TUTTI DIABETICI

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Viviamo in un mondo che fa di tutto e di più per farci ammalare. Un mondo dove la persona sana rompe e disturba, mentre quella malata rappresenta sotto ogni punto di vista non soltanto la normalità, ma anche la necessità, la moda, la tendenza che fa mercato. 

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Viviamo in un mondo in cui essere infermi è una stimata virtù popolare, mentre essere sani è un insopportabile vizio antidemocratico, uno stare fuori dal coro.
Queste considerazioni valgono per tutte le patologie, ma ancor di più valgono per la malattia metabolica chiamata diabete.

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TERZA CAUSA PRINCIPALE DI MORTE, DOPO I DUE MAGGIORI KILLER INFARTO E CANCRO

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Il numero di individui sofferenti di menomazione al metabolismo del glucosio, ovvero di pre-diabete, di diabete 1 e 2, e di ipoglicemia, sta raggiungendo nel mondo proporzioni letteralmente epidemiche. Il diabete è ormai la terza causa principale di morte dopo l’infarto e il cancro.
Tra pre-diabetici, diabetici tipo 1, diabetici tipo 2, e gente che ha il diabete senza sapere di averlo, si parla più o meno di 40 milioni di persone nei soli Stati Uniti, una cifra enorme e spaventosa.

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Non certamente spaventosa per la Pfizer e per Big Pharma, che puntano a trasformare il pianeta in un mondo di gente normalmente e coerentemente diabetica, e che trovano anzi conforto e appagamento in tali numeri. Fatte le debite proporzioni, si può stimare che nel mondo si stia andando verso il mezzo miliardo di diabetici.

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KOUCHAKOFF E LA PATOLOGICA LEUCOCITOSI DIGESTIVA

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Il dr Paul Kouchakoff, medico russo operante a Losanna-Svizzera, si prese il merito di illustrare al mondo un fenomeno noto come leucocitosi digestiva, una autentica reazione di rifiuto e di rigetto nei confronti del cibo ingerito. Lo fece nel 1930, durante il primo congresso mondiale di microbiologia di Parigi, dimostrando come, ad ogni ingestione di alimenti cotti e devitalizzati, il nostro organismo reagisce con una iperproduzione di leucociti, in quanto percepisce innaturale e pericolosa ogni materia vivente sottoposta a quella trasformazione molecolare che avviene con la cottura.

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IL NOSTRO LUSIGNANI AVEVA GIA’ DESCRITTO LA LEUCOCITOSI NEL 1924

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Kouchakoff pubblicò i risultati delle sue ricerche col suo saggio del 1937 “Nouvelles lois de alimentation humaine, basees sur la leucocytose digestive”. Ma già il medico italiano C. Lusignani, dell’Università di Parma, aveva pubblicato nel 1924 un importante lavoro sulla leucocitosi digestiva, sostenendo pressoché le stesse cose, e dimostrando come le variazioni leucocitarie successive alla digestione dell’alimento cotto derivino dai meccanismi nervosi centrali e periferici che, regolando il calibro vasale, determinano l’aumento o il decremento dei leucociti tramite fenomeni di vasocostrizione o di vasodilatazione.

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IL CIBO CARNEO E IL CIBO COTTO RAPPRESENTANO UNA AGGRESSIONE BIOCHIMICA AI NOSTRI MECCANISMI IMMUNITARI

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In altre parole, i globuli bianchi, programmati per difenderci da corpi estranei a noi forestieri e dannosi, aumentano di numero in caso di aggressione, ovvero in caso di ingestione impropria di cibi cotti e di cibi morti. “La vita è cruda, perché tutti i processi biologici si svolgono in ambiente naturale, nei limiti della temperatura alla quale le cellule e i tessuti svolgono le loro attività vitali”, scrisse il professor Lino Businco, docente di patologia generale all’Università di Roma. 

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LA VITALITA’  STA NEI CIBI CRUDI

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Il bello è che il corpo sa riconoscere ancora perfettamente, dopo alcuni millenni di deviazione alimentare, i cibi vivi (quelli che gli consentono di mantenere integro il suo capitale di vitalità) da quelli morti. Sono cibi vivi gli alimenti crudi che conservano intatto il loro corredo di fattori vitali, con vitamine, proteine, sali minerali organicati, food-enzyme o vitalie, ormoni, auxoni (fattori di crescita), essenze volatili, antiossidanti naturali, biostimoline, complessi antibiotici, insuline ed inuline naturali, fitochimici (licopene, resveratrolo, antocianine, flavonoidi, ecc).

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CUOCERE E’ DISTRUZIONE DI VALORI NUTRITIVI

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Alimenti morti, invece, sono tutti i cadaveri crudi o cotti di animali di terra, di cielo e di acqua, ma anche prodotti naturali come frutta, verdura, tuberi e cereali, se sottoposti a cottura, e quindi a trasformazioni chimiche irreversibili.
La bollitura provoca l’idrolizzazione e la dispersione delle proteine. Se arrostite, esse coagulano, flocculano e si denaturano già a 60°C, producendo via via sostanze tossiche e cancerogene da piroscissione (benzopirene, benzoantracene, perilene). I grassi cotti diventano acreolina, sostanza micidiale per il fegato.

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Le vitamine vengono distrutte irrimediabilmente, al pari degli enzimi, La linfa vitale chiamata clorofilla si degrada a feofitina, di colore bruniccio, ed è inutilizzabile per il nostro corpo. I minerali, pazientemente elaborati dal processo di fotosintesi, subiscono un processo di disorganicazione e ridiventano inorganici, non assimilabili dai finissimi filtri renali (glomeruli).

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LE PROVE STRUMENTALI SULLA VITALITA’ DEI CIBI

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Tutte queste cose sono state provate e dimostrate strumentalmente dal brillante ingegnere francese Andrè Simoneton, che guarì se stesso da gravi malattie ricorrendo ai cibi vivi e vitali che misurava regolarmente sulla scala Bovis-Simoneton, sulla base delle radiazioni ovvero delle vibrazioni elettromagnetiche registrate in Angstrom. 

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FRUTTA E VERDURE CRUDE SUL TOP DELLA SCALA BOVIS-SIMONETON

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Simoneton espose le sue ricerche sul testo “Radiations des Aliments”, del 1990, spiegando che gli alimenti superiori, vivi, tipo frutta e verdura cruda segnano frequenze altissime da 8000-10000 Angstrom, colorate vivacemente all’infrarosso, mentre i cibi morti, le carni, le proteine animali, i cibi zuccherati e salati, i pani bianchi stracotti, le vitamine sintetiche e gli integratori, stanno tutti sui livelli bassi dei 3000 Angstrom e al di sotto, coi colori del grigio e dei raggi X, ovvero coi colori della malattia e della morte.

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UN CORPO SANO EMETTE AURA ROSSASTRA E NON MENO DI 6500 ANGSTROM

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Lo stesso corpo mano, se è in condizioni di salute e di buona forma psicofisica, emette radiazioni positive ed arricchenti dai 6500 Angstrom in avanti, corrispondenti a un’aura rossastra e rivitalizzante, mentre emette onde negative ed un’aura grigia debilitante ed assorbente quando è in condizioni di debito energetico e biodinamico. I sensitivi, come lo era Antonio Grassi da Udine, l’inventore delle famose solette terapeutiche Grassi distribuite anni addietro nelle farmacie di mezza Italia, riescono a percepire i colori dell’aura, a condizione di essere in ottimo stato di forma.

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Tutti noi siamo comunque in grado di verificare se una persona che ci sta vicino è una stella che illumina e che irradia energia, o se invece è un buco nero che assorbe e ci debilita. Un malato di cancro emette radiazioni scure e 1500 Angstrom, gli stessi valori del pane bianco commerciale.

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70 ANNI PERSI PERSI A NASCONDERE LE VERITA’

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Ora, viene da porci una domanda precisa. Sono passati 70 anni da queste importantissime scoperte.
Come mai si continua a fare di tutto per insabbiarle, per non divulgarle, per contrastarle, per irriderle? Come mai non si trova posto per questi autori sui testi universitari, sui programmi televisivi, sulle commemorazioni dei geni e dei benefattori dell’umanità?

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LE MULTINAZIONALI DEL CIBO COTTO E DEL CIBO MACELLATO

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La risposta è semplicissima. I criteri di valutazione delle scoperte scientifiche e degli scienziati che le realizzano sono profondamente cambiati. Si premia chi fa comodo e si boicotta chi dà fastidio. Il silenziamento di queste scoperte sta premiando le multinazionali del cibo macellato, del cibo precotto, del cibo sintetico, del cibo inscatolato, delle bevande imbottigliate, tetrapackate e in lattina. Il boicottamento di queste scoperte sta pilotando altresì il mondo intero verso l’autodistruzione e verso la diabetizzazione generalizzata del popolo.

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DIABETE 1 INSULINODIPENDENTE

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Non ripeteremo qui tutti i concetti già espressi sul diabete nelle tesine precedenti. Il diabete tipo 1 colpisce a qualsiasi età.  Arriva all’improvviso e costringe a iniezioni multiple di insulina tutti i santi giorni.  La scusa che i medici apportano è che il pancreas non produce più insulina.  Il che racchiude tre inganni. 

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I TRE INGANNI DEL DIABETE 1

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Primo inganno, non sempre è vero che il pancreas è atrofizzato. Il più delle volte il pancreas funziona, ma l’insulina non circola rapidamente come dovrebbe, e non riesce a contrastare i picchi glicemici, impedita da un sangue denso e lipidico che è la vera causa della patologia.

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Secondo inganno, ci si limita a trattare il sintomo iniettando insulina, e nessuno si interessa di chiedersi perché viene prodotta meno insulina, visto che la responsabilità ricadrebbe sulle carni, sui latticini, sui cibi cotti e devitalizzati.

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Terzo inganno, l’insulina e le altre sostanze chimiche di contorno, provocano alla lunga infiammazioni e cancro alla vescica, all’apparato urinario, all’apparato genitale.

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UNA VITA D’INFERNO

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Il diabetico “insulinodipendente” di tipo 1 è costretto a testare lo zucchero del suo sangue sforellando le dita 6 o più volte al giorno! E’ costretto a vivere sul chi va là non solo per le crisi di iperglicemia, ma anche per le insidiose crisi ipoglicemiche, entrambe life-threatening ovvero micidiali. Tre milioni di americani hanno il diabete 1, e ogni anno più di 15000 nuovi bambini e 15000 nuovi adulti vanno ad aggiungersi alla lista come nuovi diagnosticati. Un dramma che cambia la vita alla persone. Un vero e proprio inferno in terra.

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COME EVITARE IL DIABETE 1

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Esiste un metodo per stare lontano da questa maledizione chiamata diabete 1? Certo che esiste. Stare lontanissimi dai cibi animali, dalla carne e dal latte, dai formaggi, dalle besciamelle, dalle cremine, dai dolciumi al latte, dai gelati al latte, dalle cioccolate al latte, dal grana e dalle mozzarelle, dai farmaci e dai vaccini. Questo discorso non vale solo per il diabete 1 e 2 ma anche per tutte le cosiddette malattie auto-immuni, per le artriti, le coliti, le nefriti, il lupus e molte altre.

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UN CONTRIBUTO DALL’UNIVERSITA’ DI SASSARI

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Un team di ricercatori dell’Università di Sassari ha individuato di recente un batterio chiamato MAP (microbacterium avium paratubercolosis) capace di favorire il morbo di Chron, ovvero la sindrome dell’intestino irritabile, ma anche, in alcuni casi, il diabete tipo 1. Chiaramente restiamo dell’opinione che i batteri, più che causare, accompagnano le patologie in qualità di spazzini del materiale guasto che si crea in tali circostanze. In ogni caso, esistono non colline ma montagne di prove sulle responsabilità patologiche delle proteine animali della carne, del pesce, delle uova e dei latticini, in riferimento al diabete 1 e 2, e a tutte le peggiori malattie catalogate dalle strutture sanitarie.

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IL CASO DEL DIABETE TIPO 2

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Cosa dire poi del diabete 2. Qui il pancreas e l’insulina non c’entrano nel modo più assoluto. Se c’è qualcosa che non funziona è il fegato intasato dai grassi che non riesce più a metabolizzare, per cui essi vanno a depositarsi sulle pareti dei vasi sanguigni, e sui capillari, impedendo il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule, che diventano affamate. In tale circostanza il pancreas diminuisce intelligentemente la produzione di insulina per evitare l’aumento di concentrazione zuccherina nel sangue. 

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IN POCHE SETTIMANE SI PUO’ SCONFIGGERE QUESTA PATOLOGIA

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Dare ai diabetici 2 delle sostanze che abbassino il tasso di glucosio è a quel punto una grande idiozia, fatale per milioni di persone. Tutto questo quando in poche settimane, o al massimo in pochi mesi, con una semplice dieta crudista, qualsiasi diabetico può guarire agevolmente senza insulina, senza farmaci e senza tanti ansiogeni e stressanti test. Via le carni, via i grassi animali ed ittici, via il burro e le margarine, via i formaggi e i latticini, via i prodotti industriali con grassi (vedi cracker e grissini), via il caffè, il fumo, gli alcolici, ottimi invece gli oli estratti a crudo, i semini, le mandorle e l’avocado, ottima la frutta acquosa e acidognola, ottimi tutti i tuberi e le verdure crude.

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LA DIETA SOTTOCALORICA DELL’UNIVERSITA’ DI NEWCASTLE

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Porta la data di ieri 24/6 una notizia londinese ANSA, dal titolo “Dieta estrema può curare il diabete”. “Nessun medicinale, nessuna insulina, soltanto una dieta durissima per 2 mesi. E’ così che un’equipe di ricercatori dell’Università di Newcastle ha curato alcuni volontari affetti da diabete 2, dimostrando che non è affatto una malattia incurabile, come qualcuno vuol far credere. I volontari hanno seguito una dieta di soltanto 600 calorie per 8 settimane e, 3 mesi dopo, 7 su 11 erano guariti. Il diabete 2 è caratterizzato da troppo glucosio nel sangue e, a differenza del tipo 1, ha uno stretto legame con l’obesità”.

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CHI SONO I PILOTI DELLA PESTE?

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A questo punto appare chiaro come ci siano delle precise responsabilità. Chi è che pilota la peste diabetica in espansione? La risposta è troppo facile. Sono le stesse persone che manovrano le pesti bubboniche, l’Aids, il Papilloma Virus, le pandemie inventate e quelle ingegnerizzate. Sono quei manigoldi che sventolano giornalmente i 100 morti dell’Escherichia Coli tedesco-francese, e che ignorano i milioni di morti prodotti dal diabete.

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GALLEGGIAMO SU UN SU UN MARE DI IMMONDIZIA E DI FALSITA’

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La gente si scandalizza perché le stiamo aprendo gli occhi sulla farsa Aids? Ma se viviamo sommersi dalle balle e dalle prese per i fondelli. Ma se stiamo galleggiamo su un mare colmo non solo di rifiuti pericolosi, ma pieno zeppo di bugie, di brogli e di farse. La farsa del raffreddore, la farsa del virus, del batterio, dell’appendice, delle tonsille, delle epatiti, del colesterolo, delle tiroiditi, del cancro e del diabete.

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GLI APPESTATORI DELL’AIDS E I DIABETIZZATORI SONO TARGATI ROCKEFELLER

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Chi sono i filibustieri che succhiano sangue e pompano insulina? I presidenti e i ministri di tutti gli stati, i rettori e i baroni delle università mediche, i giornalisti televisivi vergognosamente schierati con le multinazionali, i cuochi televisivi specializzati a diabetizzare ed avvelenare gli utenti, i macellai televisivi osannati ed onorati come salvatori della patria, una marea di galoppini e di servitori.

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Chi rema contro la verità, se non quei medici che sanno come stanno le cose e che ciononostante rimangono collusi col sistema marcio e putrescente? Se non quei manager ospedalieri e quei responsabili ministeriali e regionali che continuano a piazzare sulle bacheche delle ASL le solite diseducative piramidi alimentari della FDA?

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NON MI RISULTA DI AVER DATO NOMIGLIOLI A NESSUNO

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C’è un sito internet che si chiama “diabetizzando” e che mi manda a quel paese perché ho affermato che “Somministrare insulina non significa affatto salvare una persona, ma condannarla a un’esistenza penosa”. “Essere trattati come stupidi caproni non ci va”, è la lamentela di questi anonimi. Preciso di non ho mai dato dello stupido, del caprone, dell’asino o del maiale a nessuno, anche se gli animali citati valgono sicuramente di più di tanti esseri umani che sono bravissimi ad offendersi e a reagire impropriamente, pur avendo magari la coda di paglia.

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CHI STA PILOTANDO IL MONDO VERSO IL DIABETE? OGNUNO SI FACCIA L’ESAME DI COSCIENZA.

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Non ho mai visto un maiale imprigionare un uomo e portarlo al macello. E non ho mai visto un maiale diabetizzarne un altro, né l’ho mai sentito diffamare i suoi simili. Non mi piace fare di ogni erba un fascio. Qui parliamo di fatti circostanziati e di responsabilità precise. Qui si parla di un mondo che va dritto verso il precipizio e verso la rovina. Chi lo sta pilotando verso il cibo proteico, verso la carne, verso il cotto, verso il latticino, verso il farmaco, verso il vaccino, verso il mercurio, verso l’insulina, verso il diabete? Ognuno si faccia un esame di coscienza.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  

http://valdovaccaro.blogspot.it/

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SALUTE E MALATTIA DIPENDONO DAL COLON


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LA SALUTE UMANA PARTE DAL COLON

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(Questo è un documento meritevole di massima divulgazione)

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Dr Valdo Vaccaro

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Dr. Valdo Vaccaro

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Nel colon sta la radice di tutte le malattie 

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Uno dei maggiori specialisti mondiali nel settore della gastroenterologia, è sicuramente il dr Bernard Jensen, che nel suo Hidden Valley Health Ranch, a Escondido-California, ha ospitato negli anni scorsi malati di ogni parte del mondo, insegnando loro ad alimentarsi come si deve e a guarire dai loro problemi all’intestino e soprattutto al colon.

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Nel suo peregrinare intorno al mondo, Jensen si rese ben presto conto che nel colon sta la radice di tutte le malattie umane, ed anche la radice del benessere, quando tutto fila liscio. Chi ha il colon a posto è una persona toccata dalla benevolenza divina, dalla salute, dalla vitalità, dal buonumore, dall’ottimismo a oltranza. Avere un corpo libero da tossine ti permette davvero di vivere in stato di invidiabile relax.

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Intossicarsi vuol dire deperire e morire con largo anticipo

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L’autointossicazione è la fonte numero uno di miseria e decadimento fisico, una condizione che ci è dato spesso di vedere sotto i nostri occhi nella società odierna. L’autointossicazione deruba l’uomo della chiarezza di pensiero. Gli toglie la capacità di scelta e discriminazione, la capacità di giudicare con certezza. Gli porta disillusione, amarezza, caos finanziario e fallimento, oltre che mancanza di salute fisica. Sconfiggere l’autointossicazione può essere un compito lungo e difficile.

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Tutto sta dentro di noi

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Noi igienisti crediamo nell’educazione, non nella medicalizzazione. Anche chi scrive, come Jensen, ha girato ogni località del globo, non solo per questioni di lavoro, ma anche alla ricerca di illuminazione, scoprendo alla fine che la verità e la luce, i poteri magici dell’autoguarigione, non stanno affatto lontano da noi, in Oriente, nel Buddhismo, nell’Himalaya, nel Dalai Lama, nel santo da venerare, nel guru, nel prete o nel muezzin. I poteri magici non stanno a Gerusalemme, alla Mecca o in zona Vaticano. I poteri guaritivi vegono dall’interno di noi medesimi. Abbiamo in dotazione corporale non solo una sala da pranzo di nome bocca e stomaco, ma anche un reparto servizi igienici, con relative tubazioni e canali, da tenere nel massimo ordine e pulizia.

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Serve una cura maniacale per i nostri 5 canali di escrezione

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Quando mangiamo cibi disintegrati, disidratati, devitalizzati, demineralizzati, devitaminizzati, de-enzimizzati, defibrati, decolorati, privi cioè delle loro caratteristiche naturali originarie e della loro acqua biologica, spalanchiamo l’uscio di casa nostra alle peggiori patologie, a problemi e a sofferenze. Essi non possiedono più la lubrificazione e l’umidità vitale necessaria a superare con disinvoltura ed efficacia il travagliato tratto intestinale. Nessun terapeuta e nessun medico al mondo dovrebbero azzardarsi a praticare la propria arte senza prima prendere cura maniacale dei nostri 5 canali di escrezione ed eliminazione che sono la pelle, il sistema linfatico, i reni, i polmoni e il colon.

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Non facciamo il nostro dovere e pretendiamo di essere anche sani

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Se vivessimo tutti correttamente, non staremmo qui a parlare di queste cose. Il problema è che viviamo nella maggioranza dei casi da imbecilli e da dissennati, da autolesionisti e da irresponsabili.

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Non mangiamo i cibi giusti.
Non facciamo gli esercizi appropriati.
Non traiamo vantaggio dall’aria pura che respiriamo.
Non catturiamo i benefici raggi del sole le poche volte che c’è.
Non pensiamo in positivo.
Come possiamo pretendere, in tali condizioni, che la parte più preziosa del nostro corpo, ovvero il colon, funzioni a regola d’arte e non diventi un punto critico della nostra vita?

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Dieci grammi di cultura igienistica valgono più di un quintale di trattamenti 

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Esistono diversi livelli culturali tra la gente che ci ascolta. Non tutti afferrano al volo quanto diciamo. Chi ha poi in testa molto ciarpame e poca illuminazione, può anche avere 10 lauree, ma diventa un emerito analfabeta da preparare nei fondamentali. Serve per tutti un salto di qualità nella nostra coscienza e nelle nostre attitudini mentali, un sapersi rimettere in discussione, un mettersi di nuovo con zelo ed umiltà sui banchi di scuola a disimparare il superato e l’obsoleto, se davvero vogliamo capire di più in termini di salute globale. 

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Una cura tira l’altra e un’operazione tira l’altra 

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Troppa gente con stili di vita tipo zuccherino e caffè, stile hamburger e cola, finisce in ospedale, si fa curare e torna poi alle stesse ridicole abitudini. Persino i medici ci scherzano sopra e dicono che “Una cura tira l’altra”! e “Una operazione tira l’altra”! Ma la loro ironia non è solo una battuta. Rappresenta al contrario la realtà dei fatti. La gente va infatti a farsi curare i sintomi dei propri mali, e non le vere malattie causative che stanno a monte, da medici che sono specializzati nel dare esattamente quel servizio, e che quindi li accontentano in tutto e per tutto. Niente viene fatto con la causa originante della prima operazione, e si va alla seconda sempre con gli occhi bendati, come nel caso della prima. Se vai in una clinica igienista, la prima cosa che pretendono è la lista delle cure e delle operazioni subite in precedenza, ovvero il curriculum medicale.

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la nostra preziosa amica febbre

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Le prime cose citate sono le varie vaccinazioni, e un accenno alle demenziali abitudini di stoppare la nostra preziosa amica febbre. Invariabilmente segue l’asportazione delle tonsille, l’organo cioè preposto ad eliminare il catarro, il muco e gli acidi, nelle parti più delicate del corpo. L’unica parte del sistema linfatico che funzioni esternamente e che elimina gli umori e i veleni che il corpo non può utilizzare. Il terzo report cita l’appendice, altro pezzo nobile del tessuto linfoide.

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Il corpo abusivamente medicalizzato e sfebbrato, privato di tonsille e appendice, diventa una pattumiera

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E con questo, all’igienista si rizzano i capelli. Ma come! Qui siamo proprio alla demenza! Qui abbiamo deciso di traformare il nostro corpo da un apparato perfetto ed autopulente in una autentica pattumiera ambulante a vita! Non si può poi pretendere di mettere buon cibo pulito all’interno di un corpo carico di vecchia immondizia, e aspettarci per giunta dei buoni risultati. Non si può mettere dell’ottimo vino in bottiglie piene di ragnatele ed incrostazioni, e pretendere che invecchi bene. La vendita di diuretici e lassativi nel mondo è al top, seconda solo alle aspirine e forse agli antipiretici. I lassativi non mancano in alcuna abitazione umana, al pari del contenitore del sale e dello zucchero. Le sconcezze non stanno nella pornografia delle edicole, ma sui testi liceali e universitari.

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Professori stitici che producono libri di testo per studenti stitici.

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E’ importante rendersi conto che il colon ha la struttura nervosa più povera e scadente di tutti gli organi interni. Non avendo nervi a sufficienza, non è in grado di segnalarci prontamente e compiutamente quanto succede al suo interno. Quando ti accorgi di avere un problema al colon, sei già praticamente nei guai. Esistono testi medici universitari che sostengono cose assurde ed imbarazzanti, come quella per cui un movimento intestinale ogni 5 giorni può essere considerato nella norma. Chi scrive queste sconcezze è uno stitico che produce libri per studenti stitici.

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Divulgare puttanate sul popolo, a spese del popolo

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Chi divulga da una cattedra universitaria queste autentiche puttanate, è il medesimo che poi va a insegnare che i minerali delle acque potabili e imbottigliate sono utili per la salute. E’ il medesimo che va poi a insegnare che il corpo umano ha bisogno di proteina nobile, di latticini carichi di buon calcio, di vitamina B12, di Omega-3 ittica, di ferro-eme, di cloruro di magnesio inorganico e di 2 litri di acqua al giorno, corredati da vaccini, farmaci, viagra e integratori, per funzionare al meglio.

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Il gambero dell’istruzione e l’adepto tolemaico del carnelattismo

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E’ il gambero dell’istruzione, che vede il progresso nell’arretatezza scientifica anziché sul progresso. E’ l’adepto tolemaico del becero carnelattismo. E’ il falso profeta che grida all’Aids e invoca il profilattico, mentre gira e rigira nervosamente le sue disperanti pasticche di Viagra e di Cialis, nelle tasche dei calzoni. E’ lo stesso che porta con arroganza e presunzione microbiologica i gradi di generale in guerra contro virus morti ma fatti resuscitare, e contro batteri amici ma fatti passare per avversari. Il colmo è che il suo lauto stipendio e la sua futura pensione da nababbo provengono dalle tasse estorte ai contribuenti, e non certo dalle industrie alle quali sta facendo grossi ed insperati favori. Divulgatore specializzato in istruzioni diseducative e fallimentari per gente fallita al pari dell’insegnante. 

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Superato il livello di guardia, “trouble lies ahead”

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Quando le acque stagnanti e le tossine salate-zuccherate-caffeinizzate-nicotinizzate-cadaverinizzate-alcolizzate vengono depositate nel corpo ad un ritmo superiore alle nostre capacità organiche di tollerante resistenza e di auto-eliminazione, e quando uno dei citati 5 canali eliminativi lavora male e non a pieno regime, trouble lies ahead, come dicono gli inglesi, a significare che ci stiamo dando una martellata nei cosiddetti, e che davanti a noi ci attendono grosse insidie.

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Un corpo a prova di bomba, ma non di bomba quotidiana

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E’ vero che abbiamo un corpo a prova di bomba, ma se lo bombardiamo in continuazione ne fiacchiamo ogni resistenza. Il nostro organismo può essere sopraffatto dall’accumulazione tossica in seguito a fatica traumatica, a scarsa circolazione, a diete sballate. Man mano che aumenta la tossiemia nel sangue e nel sistema linfatico, i tessuti e le cellule non vengono ossidati al meglio.  Senza ossidazione perdiamo in potenza energetica e bio-chimica, si sviluppano radicali liberi, e il corpo sfiancato continua a lavorare in pena, col freno a mano tirato, in una spirale discendente. Non è in grado di eliminare le sue tossine. 

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Il colon sorgente di ogni problema e di ogni patologia

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La gente malata è immancabilmente gente stanca e spossata. I problemi della salute umana partono dal colon più che da ogni altra parte del corpo, altro che virus e batteri, altro che Eutirox e statine, altro che insuline e glutationi, altro che prevenzioni e vaccinazioni, altro che ghiandole impazzite da ritoccare ormonalmente! Il corpo in salute dipende da un colon pulito. La pulizia e l’efficienza del sangue, delle reni, dello stomaco, del cervello, delle ghiandole endocrine, dipende da quello che troviamo di giusto, o invece di imbarazzante, all’interno del colon. 

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Il percorso del cibo tra i villi dell’intestino tenue

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Quando il cibo è passato dalla bocca all’esofago e allo stomaco, esso fa il suo ingresso nel tubo a spirale chiamato piccolo intestino o intestino tenue. Ed è qui che avviene il 90% dell’assorbimento dei nutrienti, presi dal bolo liquido chiamato chimo. Siamo nella parte alta chiamata duodeno. Attraverso contrazioni ritmiche (12-16 al minuto), chiamate peristalsi intestinale, il chimo si mescola ai succhi digestivi intestinali (bicarbonati), a quelli pancreatici e a quelli epatico-biliari (veri e propri detergenti che emulsionano gli acidi grassi e i gliceridi, sminuzzandoli).

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Dopo otto ore di lavoro, il cibo entra nell’intestino crasso

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La superficie villosa intestinale misura all’incirca 20 metri quadri. I villi, come tanti funghetti affamati, assorbono i nutrienti e, tramite la vena porta li affidano al fegato per una ulteriore riduzione e per la distribuzione a tutte le cellule dell’organismo. A 8-10 ore di distanza dal pasto, il cibo ha superato l’intestino tenue e ha quasi completato la sua digestione, passa l’ileo ed entra nell’intestino crasso (cieco-colon-retto) per la fase digestiva finale e l’eliminazione. Parliamo ovviamente di cibo virtuoso pre-insalivato e pre-digerito al meglio, non di proteine animali sfiorate e non disintegrate dal loro guscio, e dunque putrefacenti e miasmanti, che comprometterebbero tutto e raddoppierebbero i tempi di transito, richiamando batteri in un’area poco adatta ai medesimi.

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Un colon dominio assoluto di batteri buoni e meno buoni

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Il colon ha una superficie liscia, priva di villi, ma ha quella classica sua conformazione a seni e salamini, che gli permette di espandersi a fisarmonica. Grazie alle onde peristaltiche, le feci vengono spinte verso il retto e l’ano per l’eliminazione finale. Quando le operazioni sono virtuose e il colon è sano, c’è scarsa attività batterica nel piccolo intestino ed enorme lavoro batterico in zona colon.

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Il ruolo complesso e insostituibile dell’azione batterica

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L’azione batterica gioca un ruolo inestimabile nella nutrizione e nella digestione. I nostri amici batteri riescono persino a produrre vitamine del gruppo B (chiamate fattore intrinseco) e vitamina K ricavandole dalle feci. Vi si formano anche sottoprodotti della putrofermentazione con indolo, scatolo, solfuro di idrogeno, acidi grassi, metano, ossido di carbonio, sostanze tossiche ed odorose che caratterizzano poi le feci. Quando le feci raggiungono il retto sono all’incirca 60% acqua, 20% batteri e 20% materiale indigesto tipo residui cibari, cellulosa, e cellule morte (virus endogeni dissolti e lisosomizzati, e scaricati dal corpo a getto continuo).

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Se alimentiamo il corpo con cibo sbagliato e incompatibile, casca il palco con tutti i burattini

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Tutto quanto sopra funziona al meglio e il corpo ha tutta l’energia biochimica per farlo. Ma, se alimentiamo la nostra macchina perfetta con cibo nutrizionalmente incompatibile e deficiente, tutto si complica e si compromette, e viene a mancare al corpo l’energia di spinta. Il cibo fornito oggi all’umanità proviene già da suoli spesso impoveriti e desertificati dagli erbicidi e dai fertilizzanti chimici. Viene poi lavorato, seccato, concentrato, cotto e pastorizzato, sterilizzato, chemicalizzato, imbalsamato, arricchito e vitaminizzato. Il cibo devitalizzato manca di fibre e di contenuto. Tende ad essere secco, colloso, pastoso, innaturalmente dolce-salato, totalmente inadatto ad affrontare un transito elaborato e complesso nell’intestino umano. E’ portato semmai ad incollarsi e a rallentare, piuttosto che a procedere agevolmente.

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Il circolo vizioso della fame e della starvazione

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Ecco allora che si rallenta il transito e si abbassa il rendimento nutrizionale netto, per cui il sistema immunitario, istruito dalle cellule affamate, richiede più cibo per compensare. Parte un circolo vizioso di fame e starvazione, con riduzione del rendimento utile e della vitalità. Sintomi come mancanza di energia, irritabilità, irrequietezza, ansia, intolleranza, litigiosità facile, sono il risultato di quanto sopra. Il corpo ha bisogno di più elettricità per svolgere il suo aggravato compito, ed è costretto a lavorare in sovraccarico con rischio raddoppiato di rotture e di funzionamenti irregolari, di sbalzi nei valori ormonali.

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Il muco imputridito e le incrostazioni fecali

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Quando il colon si incrosta con materiale fecale trattenuto a lungo e mai espulso, l’assorbimento dei nutrienti finali viene compromesso, e inoltre si vanno a formare colonie batteriche sul materiale imputridito. Il muco indurito del colon, misto ad antiche incrostazioni fecali, ospita a quel punto colonie batteriche pervertite e anaerobiche (operanti in assenza di ossigeno), portatrici di insidie cancerogene e capaci di reintrodursi nell’organismo.

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Scartare i prodotti bianchi e stracotti da forno e dare priorità ai cereali integrali, come corollario al cibo numero uno che rimane la frutta e la sua acqua biologica

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La pulizia del colon ha tremenda importanza per la salute nell’assieme. Quando il colon si avvelena di stagnazioni velenose e i suoi tessuti vengono rigati da abrasioni e da ulcere, i residui tossici della fermentazione putrefattiva trovano facile accesso al sangue, alla linfa e ai liquidi corporali.

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Pani bianchi e stracotti, torte, crostate, pasticcini, tutte cose da eliminare

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Sei cereali in forma integrale vanno massimizzati e sono: miglio, segale, avena, mais, riso e grano saraceno. Sempre come contorno del cibo base che rimane la frutta.

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Dimostrazioni significative sulle orribili sedimentazioni in zona colon.

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Incrostazioni fecali tipo pneumatici da camion

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La costipazione non è altro che otturazione dell’intestino crasso.

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Le membrane mucose irritate sono costrette a difendersi attraverso diversi strati di materiale fecale. Una delle autopsie esemplari mostrava significativamente un colon che doveva essere 250 mm di diametro utile, e che aveva invece un passaggio libero del diametro di una penna biro, con tutto il resto occupato da incrostazioni fecali simili a pezzi di pneumatico di un camion.

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Una seconda autopsia rivelava 20 kg di materiale fecale, e viene da riflettere come possa una persona portarsi sulla schiena 3 sacchi di patate di peso, dove il contenuto non sono patate ma pezzi di caucciù innerito. In una pulizia intestinale mediante clistere, e quindi dal vivo, sono venuti fuori 14 litri di materiale tossico inguardabile.

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L’importanza stratosferica dell’alimentazione corretta e compatibile

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Le feci trattenute sono una autentica maledizione, e causano pure disordini cardiaci, pensieri annebbiati e scompensi sessuali, incluso impotenza e carenza di desiderio. L’intossicazione intestinale con relativa febbre che attrae il sangue e rende la pelle smorta e gli arti costantemente gelidi, è figlia diretta della costipazione. La corretta nutrizione gioca dunque un ruolo di importanza stratosferica per il benessere corporale e spirituale dell’uomo.

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Un esperimento a dimostrazione della resistenza della cellula all’ingiuria del tempo

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Il dr Alexis Carrell, del Rockefeller Institute of Medical Research, fece un esperimento antipatico e che non approviamo, ma dal valore ciononostante storico. Prese delle cellule dal cuore di un pollo e le immerse in una soluzione nutritiva che veniva cambiata e rinnovata ogni giorno. Il tessuto della gallina sopravvisse per 29 anni e morì solo il giorno in cui un assistente distratto si dimenticò di cambiare il materiale nutritivo. La conclusione fu che la cellula, di per sé, è addirittura immortale. E’ il fluido in cui vive la cellula a costituire il fattore degenerante e mortifero.

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I veleni che ogni stato e ogni governo virtuoso dovrebbero bandire e che vengono invece promossi, supportati, finanziati, protetti e coccolati

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Veleni come la cadaverina e la putrescina, il tabacco, il caffè, l’alcol, lo zucchero industriale, il cioccolato, il sale, i farmaci, gli integratori, i minerali inorganici dei cibi cotti e delle acque minerali, hanno effetti disastranti sulla digestione e sulla eliminazione, in quanto sconvolgono, ribaltano e turbano le secrezioni gastriche e le risposte nervine, e distruggono la flora intestinale.

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La gente vive in continuo stato di penuria idrica, di disidratazione, di mancanza di succo zuccherino fruttaceo. Tutte le malattie del globo terracqueo, nessuna esclusa, sono dovute interamente a carenza di certi principi nutritivi tipo sali minerali organicati, vitamine naturali, enzimi, ormoni, ed all’assenza contemporanea di difese immunitarie e di flora batterica protettiva.

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Se manca intelligenza nella dieta non ci può essere intelligenza nella eliminazione

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La frequenza e la quantità di eliminazione fecale è apprezzabile ma non è indicazione garantita di non-costipazione. C’è gente che ha 4 movimenti al giorno e che ha ciononostante il colon costipato ed incrostato. Il problema è che la popolazione non prende cura di se stessa. Pochissimi sono quelli che hanno un barlume di sana alimentazione. Quando manca regolarità e intelligenza nella dieta, non si può pretendere regolarità e intelligenza nel colon, ma soltanto caos intestinale.

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Il colon è stato trasformato da tempio umano dell’equilibrio in scarico di rifiuti tossici

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La membrana mucosa del colon è stata creata come canale eliminativo e non come magazzino dei veleni, o come scarico rifiuti tossici. Se il colon viene usato come pattumiera stabile e non come strumento di ricambio regolare, i depositi tossici e droganti accumulati nel colon diventano bombe tossiche ad orologeria, e producono nel corpo allergie e intolleranze, celiachismo, malattie autoimmuni, irritazioni, infiammazioni, ulcerazioni, sbalzi ghiandolari, tumori e cancri, nonché spietati scompensi cardiaci. 

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In arretrato di 15 espulsioni, grazie alla diseducazione dei nutrizionisti da strapazzo

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Se mangiamo 3 volte al giorno cibi solidi (la frutta si trasforma generalmente in liquido paglierino, dopo averci regalato un generoso apporto di micronutrienti), e abbiamo un movimento ogni 5 giorni, come piace a certi medici incompetenti, quelli del mangiare un po’ di tutto e bere 2 litri d’acqua, quelli delle diete mediterranee e quelli delle diete a zona e simili, significa che al quinto giorno sei in arretrato di 15 espulsioni!

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I nutrizionisti stile Gusto e La prova del cuoco, i nutrizionisti da strapazzo che macchiano con la loro pseudoscienza le rubriche di mille riviste, dovrebbero leggersi questo documento e tentare magari uno straccio di risposta. Non lo faranno mai. Questo è poco ma sicuro. 
Scaricheranno veleni biliari e osservazioni ciniche. Mi daranno dell’estremista e del fondamentalista.

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Le referenze e le prove scientifiche

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Lamenteranno referenze librarie e prove scientifiche di laboratorio, dimenticando che per provare che c’è della melammina nel latte servono come minimo 5000 Euro di investimento. Le prove di quanto diciamo non mancano, basta un banale esame dell’iride, per scoprire i depositi di caucciù alla cadaverina e alla caffeina in zona colon. Pretendere che la Illy o la Splendid o la Coca Cola Company finanzino degli esperimenti per provare che il caffè non fa male ma malissimo, mi pare esagerato e di cattivo gusto. Pretendere che la Cremonini o la McDonald’s finanzino degli esperimenti per provare che la cadaverina è fonte di ogni disastro fisico, mentale, spirituale, etico ed estetico, mi pare barzellettistico.

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Ecco come diventi cavallo stanco, alla vana ricerca di compensi e stimolazioni

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Ecco allora che diventi un cavallo stanco e che non ti viene nemmeno la voglia di muoverti e di faticare, di riflettere e di pensare, di amare e copulare, di cantare e fischiare, di pregare e rendere grazie a un Dio creatore, di ascoltare con pazienza il prossimo prima di insultarlo e di dire che ha torto quando ha il 100% di ragione, di impossessarti con violenza o cinismo della donna (o di circuire e mandare in tilt l’uomo da parte di quest’ultima), di difendere il fratellino debole piumato o quadrupede, anziché tiranneggiarlo e divorarlo avidamente, trasformando il tuo corpo nel cimitero dei disgraziati.

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Ecco allora che la tua tiroide sottoattiva ti comporta bassa pressione e anemia, per cui tu ricorri alla stimolazione drogante di carni e caffè, di dolciumi e farmaci, di cose che servano a scatenare tempeste leucocitiche e morbose accelerazioni cardiache, picchi glicemici, sbandamenti neurovegetativi, tiroidi ballerine, sbalzi ghiandolari tenuti precariamente a bada dagli azzeccagarbugli dell’endocrinologia.

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Il ruolo dissestante delle ansie e delle paure

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Le coliti significano colon irritato, associato spesso a traumi e stress picologici e nervosi. Poca gente si rende conto dei benefici derivanti da uno stile di vita calmo e rilassato. Paura delle malattie (medici), paura dei virus (monatti e untori dell’insanità mondiale), paura della morte (preti e becchini), paura del sesso (bacchettoni e bigotti), nonché dispiaceri, ossessioni, complessi, disadattamenti, tensioni familiari e sociali, sono tutte cose che possono anche da sole sconvolgere i delicati processi metabolici del corpo, particolarmente quelli della digestione e della eliminazione.

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Le diverticoliti degli emeriti mangiatori di prosciutto e bistecca

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Le diverticoliti sono malattie sempre più diffuse. Quando la dieta è carente di fibra vegetale cellulosica, i muscoli del colon devono lavorare duramente per forzare le feci attraverso il proprio tratto di canale. Va spesso a finire che tali sforzi provocano un’ernia, ovvero una protuberanza e un sacchetto esterno. Questi contenitori fecali aggiuntivi sono ovviamente a fondo cieco, per cui le feci vi si installano e nessuno le tira fuori facilmente, diventando ulteriore sorgente di febbre intestinale, di irritazioni e infiammazioni, che vanno ad aggiungersi al menù intossicativo già di per sé elevato del resto del corpo. Si sono viste, ai raggi X, delle situazioni incredibili, con 142 diverticoli sviluppatisi a grappoli intorno ad un singolo colon.

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Le giuste preoccupazioni del dr Kellogg

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Il dr John Harvey Kellogg dichiarò giustamente che la parte bassa dell’intestino è fatta in modo tale da richiedere una evacuazione ogni 6 ore, mentre l’uomo tende, nel migliore dei casi, a conservar la massa fecale 24 ore ed anche di più, provocandosi tutte le malattie possibili ed immaginabili.

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I più malati risultano come al solito i medici, cioè quelli che dovrebbero insegnare alla gente a stare sana

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Tutti soffrono di ritenzione intestinale, ma è interessante vedere le statistiche relative alle varie professioni, elaborate negli Stati Uniti una ventina di anni fa:

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- Il 19% di lavoratori agricoli è affetto da ritenzione intestinale

- Il 20% dei ferrovieri idem

- Il 28% dei trasportatori, camionisti, tassisti

- Il 30% dei macellai e degli allevatori

- Il 43% dei marinai

- Il 44% degli avvocati e dei notai

- Il 45% degli alberghieri

- Il 50% dei medici

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I più malati sono i medici, e questo c’era da aspettarselo, visto che la laurea in medicina non li aiuta affatto a diventare persone sane o a mantenersi tali, ma semmai produce l’effetto contrario.

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Gli imbarazzi gastrointestinali non arrivano a caso e nemmeno per sfortuna

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La raffinazione dei carboidrati, ai quali viene tolta la lecitina, gli oli e la vitamina E (tutte cose che funzionano da preziosi lubrificanti), trasformano quei cibi in cibi raffinati produttori di feci rallentate. Il non masticare volentieri e con calma, il pelare le patate e le carote, lo sbucciare la frutta e il liberarsi delle bucce e dei semini dell’uva anziché masticarli, sono tutti comportamenti errati che remano contro di noi. Il passare ai cibi comodi, ai panettoni e alla pasta, ai cibi teneri e quasi pre-digeriti, agli integratori che vorrebbero sostituirsi ai cibi veri, sono tutte cose che causano enormi imbarazzi gastro-intestinali.

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Bidoni di latte bovino e damigiane di acqua calcarea, tra le geniali prescrizioni mediche.

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La stanchezza significa perdere tono nervoso e tono muscolare, significa diventare più stalattiti che esseri umani. Mostriciattoli carichi di minerale inorganico e di calcare regalatoci dai bidoni di latte bovino raccomandato dai medici e dalle damigiane di acqua minerale prescritte dai medesimi.

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Più fragili statue di gesso che atleti agili e scattanti, e questo è l’inizio di ogni malattia. Subentra una nuova patologia chiamata gravitosi, che rende pesanti e cadenti tutte le nostre componenti, come la testa, le spalle, le braccia, e gli attributi sessuali in particolare. In Friuli la chiamano, scherzosamente ma non troppo, Le malatìe dal agnèl: e crès le pànse e al cale l’ucèl.

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La caduta gravitazionale del colon trasversale e le relative conseguenze sugli organi sessuali

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Quando il colon trasversale cade rovinosamente in basso, va a pesare sulla vescica creando problemi alla prostata e alla vescica ai maschi, e ancor più problemi alle donne, aggravando le congestioni uterine e le cisti ovariche, con ritenzione aggiuntiva di urine che vengono riassorbite dal corpo, dando la stura a processi artritici, a calcificazioni ai giunti e a decrepitezza precoce. 

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Una feroce critica all’invenzione del water 

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Non è esente da critiche la toeletta moderna, che il dr Jensen giudica la più abominevole invenzione mai concepita dalla civiltà moderna, dove la gente va a sedersi e a leggere il giornale, in attesa che arrivi uno stimolo, stile campa cavallo che l’erba cresce, perdendo anche quella flessuosità muscolare coadiuvante e stimolante, insita nel gesto naturale e semplice della tradizione millenaria.

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La proliferazione dei colibatteri, quelli che amano bistecca a colazione, pranzo e cena

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L’equilibrio batterico del colon è di fondamentale importanza, come ricorda il dr Kellogg. Abbiamo circa 500 diversi tipi di batteri che banchettano allegramente nel nostro intestino crasso, e dovrebbero suddividersi idealmente tra bacteria acidophilis per l’85% e bacillus coli (che sono gas-producing bacteria, assai più offensivi e patologici) per il 15%. Succede invece il fenomeno opposto, e dilaga il colibatterio, quello che preferisce proteine e bistecche a colazione, pranzo e cena, per cui le proteine indigeste e inattacate dal nostro scarso e debole acido cloridrico gastrico, arrivano col loro carico di putredine direttamente al colon, facendoli crescere e prosperare, trasformando il loro normale pasto quotidiano in festa pasquale e natalizia per 360 giorni l’anno.

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Il cambio e la ristrutturazione virtuosa della flora intestinale

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Quando si cambia la flora intestinale? Quando le feci sono cremose e non dure, e quando fluiscono una o due volte al giorno, vagamente dolciastre e campagnole nell’odore, libere da pesanti olezzi putridi ed offensivi oltremisura. Può prendere un anno di tempo, in termini di nuova dieta virtuosa e di digestioni perfette in successione, prima che ci sia un ripristino ottimale della flora batterica e una rinormalizzazione del colon.

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Integrale, naturale e crudo

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Gli studi iridologici confermano lo stato pietoso della popolazione. Il caffè è il distruttore numero uno dei batteri acidofili, seguito dai cibi carnei, dai cibi cotti e dalla cioccolata. La realtà è che non dovremmo introdurre mai niente di sbilanciato e di innaturale nel nostro organismo. Andare contro l’ordine divino della natura è un suicidio. Whole, natural and raw (integrale, naturale e crudo): questo è l’ordine perentorio che arriva dal nostro colon, questa è l’assoluta perfezione, la sola che gli permette di funzionare al meglio. Ogni cosa diversa è presa in giro e mistificazione, imbroglio e ruberia.

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I veleni implacabili dello zucchero, del sale e degli integratori

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Lo zucchero che non sta nella frutta è un veleno implacabile che ruba tutto e porta niente, all’infuori di vuote e deficitarie calorie. Il sale che non sta nelle clorofille vegetali è un veleno implacabile che provoca infarti e ictus, crea ritenzione idrica e porta niente, all’infuori di sballanti e stimolanti reazioni leucocitiche, seguite da crisi depressive, in perfetta linea con gli alti e bassi dei valori tiroidei.

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I minerali e il colon

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Un colon sano è ricco di sodio, carbonio, potassio e magnesio, minerali che alcalinizzano e che mancano. Minerali organicati e in forma collaginosa che non vanno cercati nelle acque dure o negli integratori, ma nei frutti di ogni specie, nel sedano crudo e nei cavoli, nelle rape e nelle carote, nei carciofi e nei finocchi, nella verdura amarognola e nei crescioni, nei tarassachi e nelle cicorie. Il magnesio organicato si trova abbondante nelle pannocchie gialle tenere (da cuocersi leggermente all’interno del loro cartoccio), nel germe di grano, nelle mandorle e nelle rape, ed è minerale prezioso per i movimenti intestinali.

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Saper vivere significa saper metter dentro e saper mandar fuori

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Una buona compagnia spirituale o anche sessuale, un clima rilassato, una musica piacevole e non assordante, servono pure a far funzionare al meglio un tizio esigente e sensibile come il colon. Il colon non funzionerà mai bene se non impariamo a vivere propriamente. Ricordiamoci che esiste un modo giusto e ideale di vivere, e non è solo una questione di cibo e di dieta.

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L’importanza ineguagliabile della salute

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La gente sembra non dare la giusta importanza alla salute, e piazza il benessere fisico-spirituale in secondo piano, mentre l’armonia e la felicità dell’individuo e della nazione, dovrebbero essere sempre stare al di sopra di ogni altro valore, al di sopra di ogni digressione economica, politica, culturale e religiosa. Salvo diventare lamentosa e piagnucolante quando i sintomi del male spuntano sulla pelle o in altre parti del corpo.

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La carne nemica numero uno di tutta l’umanità, anche di quella che la produce e la difende

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La respirazione è basilare per la salute del colon. La carne si riconferma più che mai nemica numero uno dell’umanità, anche dell’umanità che continua testardamente a difenderla e a pretenderla. E si confermano, come nemici numero uno, il pesce e la B12, le diete a zona e le diete mediterranee, la macrobiotica e il vitaminismo sintetico stile Linus Pauling.

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Nessuna malattia esiste, nessuna allergia, nessuna intolleranza, nessuna autoimmunità, nessun Parkinson ed Alzheimer, nessuno sbalzo di tensione, nessun picco diabetico e nessuna caduta ipoglicemica, nessuno strappo simpaticotonico o vagotonico, nessuna ubriacatura ghiandolare. Niente di tutto questo esiste senza intensa presenza di materiale tossico nel corpo e di una insostenibile situazione patologica in zona colon.

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Un appello all’intelligenza intuitiva e geniale delle genti italiche

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Qualcuno mi dice che la mia è fatica sprecata. Qualcuno mi dice che ogni cosa distribuita a titolo gratuito è priva di valore. Qualcuno mi dice che la gente è tonta e non ha il cervello per distinguere il sacro dal profano, lo scientifico dal ciarlatanesco. Il mio è un atto di fede nella intelligenza intuitiva e geniale delle genti italiche, che non possono aver gettato alle ortiche, dall’oggi al domani, i geni di Archimede, Pitagora, San Francesco, Dante, Leonardo, Marconi.

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Mi è successo di conoscere professori universitari ricchi di boria e privi di genialità, e anche di incontrare manovali e carpentieri dalle mani callose ma dall’intelletto fine. Questo mi permette di rivolgermi a tutti senza nessuna discriminazione, senza guardare ai loro titoli, ma alla loro capacità di pensare e di riflettere.

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Sommerso da messaggi, a volte curiosi e a volte angoscianti

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Non riesco purtroppo a rispondere una per una alle centinaia di messaggi e di domande, a volte curiose e a volte angoscianti che mi stanno arrivando. Alla Sarah di Brighton che in fin di vita, da una sala pre-operatoria inglese, con medici che non si decidono se operarla o meno per un cancro al colon, e che mi chiede se la frutta la può salvare spedendola veloce e senza altri patimenti al creatore come da lei auspicato, o se rappresenta invece un ulteriore accanimento terapeutico. 

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Picconare il grande sta benissimo

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All’amico di Roma che mi ricorda con un terzo scritto come non gli abbia risposto ancora nemmeno con una semplice pernacchia! Al simpatico scocciatore che sull’ottimo forum di Promiseland, parlando delle mie idee sull’acqua, dice che al grande Valdo Vaccaro non affiderei nemmeno una pentola d’acqua e del riso da cuocere. Gli ricordo, già che ci sono, che ha perfettamente ragione a dare una picconata a quel grande, che io non mi sognerei di sottoscrivere nemmeno per scherzo, e che ha persino ragione a non affidarmi del cibo da cuocere, soprattutto se si usa il micidiale forno a micro-onde.

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Una risposta sull’acqua da un microbo che ha l’onore di militare in un filone aureo

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Si attenda però una risposta in giornata, dal titolo La controversia sull’acqua. Una risposta non dal grande Valdo, ma dal microbo Valdo. Microbo che ha però l’onore e la responsabilità di lavorare in un filone grande e illuminato, dove ci sono poche concessioni all’errore, alla corruzione e alle incrostazioni dogmatiche personali.

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Questo è un documento meritevole spero di massima divulgazione

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Il presente documento, intende rappresentare una risposta spero efficace a 1000 quesiti sulla flatulenza, sulle carenze, sulle proteine, sulla B12, sull’Eutirox, sull’acqua, sul caffè, sui disturbi mentali e nervosi, su mille nuove malattie dell’infanzia, dell’adolescenza, della maturità e della anzianità. Farò il possibile per soddisfare anche individualmente alcuni messaggi. Ma chiedo scusa ai tanti che ho perso per strada. Non ho cinque centraliniste e 7000 clienti da sgrassare a suon di banconote, come i dietologi lombardi alle porte di Milano. Chiedo un minimo di comprensione.

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Fonte: Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo 

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http://valdovaccaro.blogspot.it/

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MAL DI SCHIENA, ARTROSI, ARTRITI, ARTRITE REUMATOIDE, LOMBALGIE, COLPO DELLA STREGA


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ARTROSI, ARTRITI, FIBROMIALGIE E DELUSIONE LATTEO-CARNEA

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Dr. Valdo Vaccaro

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LETTERA A VALDO VACCARO

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STOP A CARNE E LATTE NEL GIRO DI DUE SETTIMANE

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Buonasera Valdo, è da un po’ che la seguo. Leggo le sue tesine e le trovo molto interessanti. Sono venuta a conoscenza del suo sito tramite mio fratello che da 6 mesi è diventato un vegano a tutti gli effetti e, detto da lui, con effetti molto positivi! Da parte mia ho iniziato da circa 18 giorni a togliere dalla mia alimentazione la carne, che comunque mangiavo già poco, e il latte con tutti i suoi derivati di cui devo ammettere andavo pazza.

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SI VIVE BENE ANCHE SENZA PARMIGIANO

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Ho sempre detto a mio marito : “Toglimi tutto ma non il parmigiano sulla pasta!” E’ proprio vero il detto “Mai dire mai”. Sto mangiando benissimo anche senza parmigiano. Uso molto le verdure come condimento, tipo la rucola, i pomodorini e le cipolle fresche. Poi preparo molte insalatone miste con cavolo o verza, radicchio, sedano e altre ancora. Integro poi il tutto con della frutta secca.

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SUPERATO PURE IL TRAUMA DEL CAFFELATTE

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La colazione all’ inizio è stata un po’ traumatica, per me che ritenevo il rito del caffelatte come quello del parmigiano sulla pasta. Guai a chi me lo toglieva ma, con costanza e buona volontà, ho optato per il latte di soia o di cereali con dei biscotti che preparo da me, a base di spezie. So di essere ancora lontana anni luce rispetto alle sue tesine. Occorre dire però che in casa siamo in 5 e solo io ho intrapreso questa linea di alimentazione. Quindi può ben immaginare quanto mi sia complicato il tutto. A volte mi avvilisco e mollerei tutto! Ma per la salute si fa questo ed altro.

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CAMMINATE, BICICLETTA E MARE PERSE D’UN TRATTO PER LA DISCOPATIA

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E proprio per questo che le scrivo. Ho 50 anni e ho fatto sempre attività fisica, come delle belle camminate che sono la mia vita e non potrei farne a meno, o come delle pedalate quando il tempo permette. Amo il mare e quando posso mi faccio delle lunghe nuotate. Ma, da un po’ di tempo sto rinunciando mio malgrado a tutto questo, per una discopatia.

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VOLTAREN E FARMACI CONTRO I COLPI DELLA STREGA

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Sporadicamente ho avuto dei colpi della strega e, per raddrizzami, il mio medico puntualmente ricorreva alle iniezioni di Voltaren. Un mese fa ho cominciato ad avere dolori alla zona lombare. Scendevano lungo gli arti con delle fitte discontinue. Per fortuna la notte mi lasciavano dormire. Al che il dottore mi ha prescritto Kevindol e Scioreniz fiale, da miscelare insieme per tre giorni. Ho avuto un paio di giorni di sollievo, ma poi sono ricominciate le fitte, con più intensità di prima.

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LASTRE PIUTTOSTO CRUDELI

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Agli esami strumentali, le lastre parlano di RX COLONNA LOMBO-SACRALE. BACINO, FEMORI, GINOCCHIA e GAMBE. Tratto lombare in asse con modesti segni diffusi di artrosi e discopatia L4-L5 ed L5-S1. Coxartrosi bilaterale di modico grado. Lieve sclerosi della sinfisi pubica, gonartrosi bilaterale di modico grado con tenue ipodiafania articolare e modesta artrosi femore-rotulea.

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IL SALUTISMO PROTEICO STILE CARNE E LATTE NON FUNZIONA

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Insomma tutti i miei anni di esercizio fisico non sono serviti a niente! Mi sono comportata da “salutista stile carne e latte” e, alla resa dei conti, il sistema non ha per niente funzionato. Come al solito il mio medico mi liquida con degli antinfiammatori, che non ho nemmeno usato per via degli effetti collaterali (ne sa qualcosa il mio ciclo che, con la prima e ultima iniezione mi è tardato di 15 giorni) .

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CARNE UGUALE ANEMIA E LATTE UGUALE OSTEOPOROSI PIU’ OSTEOARTROSI

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Leggendo le sue tesine mi sono resa conto che tutta la carne mangiata in 50 anni non mi ha affatto salvata dall’anemia che curo per ora con ferro-grad. Altro che bistecche al sangue e ferro-eme! Lo stesso dicasi per le quantità industriali di latte e derivati che ho ingerito in nome del buon calcio, e che invece non mi hanno risparmiato una pesante artrosi degenerativa.

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GENUINA VOGLIA DI RIPARTIRE DA ZERO

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Può pertanto immaginare la mia delusione verso la proteinomania imperante a cui, mio malgrado, ho dato fiducia. E può anche immaginare la mia voglia di ripartire da zero seguendo i consigli e le dritte che spero mi vorrà dare! La ringrazio e mi scuso per averle fatto perdere del tempo, ben sapendo che ha casi molto più seri del mio! Saluti cordiali. A. Anna.

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RISPOSTA di Valdo Vaccaro

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CONFUSIONE DIFFUSA TRA ARTROSI E ARTRITE

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Ciao Anna. Artrite e artrosi riguardano entrambe le articolazioni, e causano entrambe serie limitazioni funzionali, per cui è comprensibile che vengano spesso confuse una con l’altra. Se poi consideriamo che l’artrosi stessa si trasforma spesso, nelle sue fasi finali, in processo infiammatorio-artritico acuto con distruzione cartilaginea, il rebus terminologico artrite-artrosi non fa che ingrossarsi ulteriormente.

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L’ARTROSI E’ UN ASSOTTIGLIAMENTO CARTILAGINI

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L’artrosi è comunque una patologia cronica che ha come organo-bersaglio le cartilagini articolari, apportando progressivo assottigliamento cartilagineo e formazione di speroni ossei chiamati osteofiti, che causano perdita della funzione articolare. Patologia derivante da uso prolungato, da abuso e da stress meccanico (vedi età, sesso, attività lavorativa e traumi sportivi). Errore umano (abuso) e sfortuna umana (cadute e traumi che danno il via a microfratture e a corrosioni invalidanti).

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L’ARTRITE E’ UN FENOMENO INFIAMMATORIO ARTICOLARE

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L’artrite invece, nelle sue moltissime forme (acuta, cronica, degenerativa, artrite reumatoide, spondiloartriti, connettiviti, depositi di micro-cristalli o gotta e condrocalcinosi), è un fenomeno basilarmente infiammatorio avente come principale organo-bersaglio il rivestimento articolare ossia il tessuto sinoviale. Si caratterizza per la comparsa di versamento articolare, gonfiore, tumefazione, infiammazione, calore, rossore. Se il dolore da artrosi è di tipo meccanico, per cui aumenta col movimento (attrito osso contro osso) e diminuisce col riposo, il dolore artritico è invece di tipo infiammatorio, per cui aumenta col riposo notturno e diminuisce con l’attività fisica.

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OSSO CONTRO OSSO

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A differenza delle ossa, che sono nutrite direttamente dalla micro-circolazione sanguigna, le cartilagini non ricrescono e non si rigenerano nell’età adulta. Una volta che si sono completate, esse rimangono le uniche a nostra disposizione per il resto della vita. Una cartilagine danneggiata pare proprio che non si riformi da sola, per cui i movimenti articolari risultano compromessi e si arriva alla condizione di osteoartrite (le ossa che si sfregano fra di loro), con processo infiammatorio acuto o cronico che determina una vera degenerazione cartilaginea, in altre parole una artrosi che si evolve in “artrosi più artrite degenerativa”.

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CARTILAGINE COME CUSCINETTO AMMORTIZZATORE

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La cartilagine è un tessuto connettivo specializzato, avente funzioni di sostegno e di rivestimento protettivo anti-attrito delle estremità ossee articolari. Un tessuto elastico dotato di notevole resistenza a pressione e trazione, dal colore bianco perlaceo. Una specie di cuscinetto ammortizzatore a salvaguardia di una normale e salubre motilità articolare.

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CONDROCITI E CONDROBLASTI

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All’interno delle cartilagini esistono delle cellule chiamate condrociti che, in tenera età si chiamano condroblasti in quanto attive ed auto-rigeneranti, nel senso che producono quella sostanza fondamentale chiamata cartilagine, costituita da acqua, fibre collageniche, proteoglicani, acido ialuronico e glicoproteine. La cartilagine è composta da una parte fluida, capace di assorbire i traumi, e da una parte solida che ne aumenta la resistenza. Entrambe le componenti interagiscono per garantire un cinematismo senza attrito, proteggendo le superfici articolari interne ed esterne dall’usura.

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CARTILAGINI PRIVE DI NUTRIZIONE SANGUIGNA DIRETTA

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Il tessuto cartilagineo solido non è vascolarizzato e nutrito, essendo privo di vasi sanguigni. Ad esclusione della cartilagine ialina articolare, la cartilagine è circondata da uno strato di tessuto connettivo denso chiamato pericondrio, ricco di vasi sanguigni che le permettono di nutrirsi per diffusione indiretta, un processo nutritivo e rigenerante lento e molto meno efficace della nutrizione diretta. La resistenza e la funzionalità del tessuto cartilagineo sono del resto eccezionali. Basti pensare che normalmente esso resiste a 80-100 anni di sollecitazioni e che nessun apparecchio costruito dall’uomo può vantare le medesime proprietà.

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TUTTO COMINCIA DA UNA LESIONE ALLA CARTILAGINE

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Indipendentemente dalle sue origini, dalla sua natura in genere meccanica e traumatica, una lesione della cartilagine segna l’inizio dell’artrosi. Ginocchio e anca sono le parti più spesso colpite, seguite dalla rachide (colonna vertebrale), dalle vertebre lombari, dalle dita delle mani e dei piedi. La prevenzione dell’artrosi si fa regolando e misurando l’attività fisica sulla base delle singole variabili possibilità costituzionali e di forma, mantenendo il tono muscolare e il dinamismo articolare.

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TERAPIE E RIMEDI CONTRO L’ARTROSI

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I rimedi terapeutici all’artrosi sono un argomento carico di tensione, di ricerche e di business. A parte i farmaci anti-infiammatori per la parte antidolorifica, carichi di effetti collaterali, si parla di integrazioni varie per la parte ricostruttiva. E qui si va dall’introduzione di idrogel nella lesione articolare, o nella sostituzione delle cartilagini con proprie cellule fatte crescere in vitro esternamente, per la parte ricostruttiva.

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LE INTEGRAZIONI NUTRITIVE ANTI-ARTROSI

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E si parla di integrazioni varie per la parte nutrizionale, a base di A) Glucosamina fosfato, B) Collagene tipo-1, simile al tessuto cicatriziale, C) Collagene tipo-2, dotato di elevati livelli di idrolissina, D) Condroitina (dagli effetti lubrificanti), E) Estratto di zenzero associato alla vitamina-C, F) Alga Klamath, dotata di acido ialuronico ad alto peso molecolare, idratante e capace di assorbire più acqua, G) Silicio, che è sinergico al boro, al calcio, al potassio e al solito acido ascorbico o vitamina-C.

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GLI INTEGRATORI SONO SOSTANZE PERDENTI E SENZA SPERANZA

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Il problema è che gli integratori sintetici mancano di anima sinergica e sono incompatibili col corpo umano, e con la legge del minimo. Si continua a parlare di minerali senza fare l’indispensabile distinzione tra minerali organicati (a struttura molecolare micro-collaginosa) e filtrabili per via renale e minerali inorganici (a forma molecolare macro-cristallina) non filtrabili e scarsamente assimilabili, e si continua a parlare di vitamina-C senza distinguere tra naturale e sintetica, cosa altrettanto gravissima e sviante.

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IL SILICIO E’ GENEROSAMENTE DISTRIBUITO IN NATURA

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Se davvero è il silice che ci manca, il crudismo è la sola risposta possibile. Troviamo silicio nelle lattughe, nelle cicorie, nel tarassaco, nell’asparago, nel crescione, nel cavolo, nel cavolfiore, nel porro, nella cipolla, nell’asparago, nel sedano, nella zucca, nelle fragole, nei fichi e nelle ciliegie. Come dire che la natura ha pensato sempre a tutto, senza dimenticanze e senza discriminazioni. Se a queste attenzioni alimentari, basate su dieta vitale, basso-grassa e basso-proteica, abbiniamo la regolarità e la moderazione nei movimenti, il peso forma, i bagni, il sole e l’assenza di stress, non cadremo nelle insidie dell’artrosi.

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ARTROSI E ARTRITE AFFRONTABILI SENZA FARMACI E SENZA INTEGRATORI

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Entrambe le patologie, se affrontate in modo rigoroso e non all’ultimo momento, possono essere sensibilmente attenuate ed anche guarite, mediante cambiamento del regime di vita e adozione di un sistema in armonia e non in contrasto con le leggi della fisiologia e della bio-chimica umana. La natura ha il ruolo di direttrice generale d’orchestra e impiega diversi modi per raggiungere uno stato di efficienza operazionale, disponendo dei veleni nel modo più logico ed innocuo possibile.

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LA NETTEZZA URBANA DEL CORPO

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I meccanismi auto-ripulenti del corpo umano, incarnati nel sistema immunitario, farebbero ben volentieri a meno dei veleni autoprodotti dalle mal-combustioni e dalle digestioni difficili, ovvero dei veleni che i glomeruli renali non sono riusciti a filtrare nelle urine e a scaricare fuori dal sistema. Ma, essendo stati chiamati in causa come spazzini di emergenza, hanno i loro metodi per esorcizzare i veleni interni e proteggere il corpo da una intossicazione generalizzata e difficile da gestire.

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INCAPSULAMENTI TUMORALI E DEPOSITI ARTRITICI

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Uno dei metodi preferiti è quello di convogliare il materiale tossico in eccesso in determinati punti e di incapsularlo, creando dei neoplasmi chiamati tumori. Un secondo metodo, spesso utilizzato, è quello di depositare le porcherie (acidi urici, caffeine, sali inorganici) nei giunti, provocando però alla lunga rigidezza, infiammazioni e dolori chiamati generalmente artrite.

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SOLLIEVO TEMPORANEO ED EFFETTI COLLATERALI DEGLI ANTINFIAMMATORI

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Gli anti-infiammatori regalano in genere un temporaneo sollievo, ma la loro tossicità amplifica alla fine le patologie danneggiando reni e fegato, e contribuendo anche al deterioramento dell’artrite in osteoartrite. Il fatto stesso che uno subisca reazioni difensive immunitarie, tipo depositi tumorali e depositi stalattitici nei giunti, prova che ha raggiunto un livello pericoloso nei rifiuti metabolici accumulati, avendo superato i margini di tolleranza-veleni che ognuno di noi possiede in origine.

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DIETA MEDIOCRE, INSUFFICIENZA RESPIRATORIA E CRISI ANSIOGENE

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Le cause prime di artrite sono una dieta povera e mediocre, nonché gli stati di ansietà provocati da insufficienza respiratoria, cioè da un sistema respiratorio patologicamente corto, come succede nella maggioranza della gente, disabituata a respirare in modo corretto, ritmato e profondo. C’è poi scarso nutrimento negli alimenti devitalizzati che comunemente si consumano, e non si può pretendere di costruire una solida casa su basi e fondazione precarie.

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ELIMINARE ACIDO URICO E CIBI PROTEICI E’ UNA SCELTA BASILARE

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Il consiglio d’amico è quello di eliminare urgentemente tutte le fonti di acido urico, tipo the, caffè, cole, e soprattutto carni di tutti i colori, pesci e crostacei, ed anche uova e latticini. Una dieta vegana, il più possibile crudista, servirà a disinfiammare sia l’intestino che il corpo in generale. Devi arricchire il tuo corpo di vitamine e di acqua biologica, derivate da frutta acquosa, da verdure e tuberi, senza dimenticare le mandorle, i pinoli e le noci. Ricorrere ampiamente alle verdure selvatiche tipo tarassaco, acetosa, ortiche, malva, piantaggine, germogli di luppolo (in primavera).

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DIGIUNO AMICO E SANGUE DENSO NEMICO

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Il migliore amico dell’artritico è il digiuno. L’energia impiegata normalmente per digerire e gestire il cibo ingerito, viene risparmiata e viene tutta diretta per incrementare la rapida espulsione delle tossine accumulate nei giunti. La guarigione sta dentro di noi e non all’esterno, non certo nel medico o nel farmaco. Dobbiamo semplicemente far sì che nessun materiale intossicante e velenoso entri in un modo o nell’altro nell’organismo, creando ulteriore intossicazione. Siamo noi stessi i colpevoli, quelli che hanno permesso un progressivo inquinamento del sangue.

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RESPIRO LUNGO ED ESPOSIZIONE SOLARE

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Respirazione approfondita ed esposizione al sole sono indispensabili. Le manipolazioni leggere possono essere d’aiuto localmente, ma solo a condizioni che ci sia una dieta a prova di difetti. Un periodo di riposo è consigliabile, e serve anche pazienza, perché i buoni risultati sono sempre nel lungo periodo. Chiaro che sulle parti doloranti si possono applicare cataplasmi di fango freddo o anche applicazioni di foglie di cavolo o di verza, in caso di infiammazione di tipo caldo. Se la regione dolorante è invece fredda, Lezaeta consiglia l’applicazione di sacchetti di fiori di fieno caldi.

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L’ARTRITE REUMATOIDE, PER QUANTO INSIDIOSA, E’ REVERSIBILE

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Prima che i giunti diventino anchilosati, l’artrite reumatoide ha aspetti di reversibilità e di guaribilità a condizione che le abitudini ammalanti vengano interrotte, rimpiazzandole con uno stile di vita sano e in accordo con i nostri adattamenti biologici. Il ruolo di una nutrizione appropriata di frutta e vegetali, di noci e semi, rimane fondamentale. Le cause dell’artrite, ed anche le cure appropriate, sono note da decenni e stanno tutte nei consigli or ora esposti, purché non rimangano lettera morta ed inascoltata.

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LE CAUSE DEI MALI NEUROMUSCOLARI REUMATICI ED EXTRA-REUMATICI

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Il campo dell’artritismo, con nevriti reumatiche, mialgie, fibrositi, fibromialgie, sciatalgie, cervicalgie e via discorrendo, è un settore praticamente senza limiti, anche per il tipo di persone che colpisce. Ne vanno di mezzo tutti, giovani e vecchi, maschi e femmine, bianchi e neri, sedentari e sportivi, magri e obesi.

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DAL FATTORE CLIMATICO A QUELLO COSTITUZIONALE

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C’entra sicuramente il clima freddo e umido, ma c’entra soprattutto l’alimentazione, la postura, la corretta respirazione, il sole che riusciamo ad incamerare, la capacità diuretica e metabolica, le condizioni del sangue, l’eventuale pigrizia del sistema linfatico, la debolezza del sistema immunitario, le incrostazioni mineral-inorganiche, i depositi pesanti di mercurio-cadmio-alluminio-piombo-arsenico, i microcristalli di sali urici impiantati tra i nostri tessuti articolari, la tonalità e la flessibilità neuromuscolare, la solidità o la precarietà della struttura ossea.

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LA PERDITA DI ELASTICITA’ E DI VITALITA’ ENZIMATICA

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I bambini sono leggeri ed elastici, come dei pneumatici, come palle di gomma che rimbalzano e scattano, saltano ritmicamente al gioco della corda, cadono e non si rompono. Poi si cresce e ci si sviluppa male, sobbarcandoci di cibi morti e devitalizzati che comportano prelevamenti continui al nostro Bancomat enzimatico, caricandoci di calcio sbagliato (da latticini e cibi cotti, anziché dal sesamo e dalle verdure crude), caricandoci di sodio sbagliato (dal sale di cucina anziché dal sedano) e di ferro sbagliato (dalle carni e dagli integratori, anziché dal girasole, dal germe di grano, dai semi di zucca, dal miglio, dal radicchio, dalle ortiche e dal tarassaco), e si finisce per essere induriti, legati, rigidi, fragili, ingessati, calcificati come delle statue e come delle stalattiti, perdendo l’elasticità originaria.

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INDURIMENTI MUSCOLARI, LOMBALGIE E CERVICALGIE

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E infatti parliamo di muscoli rigidi e contratti, duri e doloranti. Un indurimento reumatico dei muscoli che colpisce la parte bassa dei lombi e della zona sacrale, causando forti mali di schiena (lombalgia) e la cervice, ossia la parte inferiore del collo, la zona cervicale, causando il comune torcicollo (cervicalgia). Più che semplice risentimento della zona lombare, parliamo di un male lancinante che costringe a volte a piegarsi in avanti, immobilizzati, con diffuso formicolio agli arti inferiori.

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FIBROSITE O INFIAMMAZIONE DELLA MIELINA

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Tutti sintomi sintetizzabili nella fibrosite, ovvero nella infiammazione della mielina, del tessuto bianco che copre e circonda le articolazioni e i muscoli. La comune lombaggine, o mal di schiena, insomma, che diventa lombosciatalgia, quando il dolore prosegue giù alle natiche, alle gambe e ai polpacci.

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FIBROSITE PIU’ EMICRANIA, INSONNIA E DEPRESSIONE, UGUALE FIBROMIALGIA

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Le fibrositi, al contrario delle artriti (infiammazioni degli arti), comportano più gonfiori al mattino che al momento di andare a letto, perché movimento e dinamismo le portano aiuto, mentre immobilità e riposo le portano danno. Oggi si parla spesso di fibromialgia, associando ai mali neuromuscolari anche le emicranie, le insonnie e le inevitabili debolezze e depressioni che logicamente accompagnano tali condizioni reumatiche, diventando vere e proprie sindromi, ovvero accumulazioni di diversi sintomi associati.

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DOLORI SERI ED INVALIDANTI

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Non parliamo affatto di mali da poco, ma di dolori acuti e prolungati, disabilitanti ed invalidanti, al limite della sopportazione umana. Le cause sono, come dicevamo, multifattoriali, includendo esse il clima, ma soprattutto l’alimentazione e la postura. Il male è intenso e ricorrente. Impedisce di piegarsi, di infilarsi calzini e calzoni, di allacciarsi le stringhe delle scarpe. Non parliamo di starnuti e di tosse, e tanto meno di emozioni erotiche. Tutto bloccato e tutto rimandabile a tempi migliori.

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CAUSE MULTIFATTORIALI DI FIBROMIALGIA

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Si parla di movimenti bruschi, di sforzi eccessivi, di posizioni scorrette e stressanti di studio o di lavoro, di indolenzimento ed infiammazione vertebrale, di sublussazioni non diagnosticate, di obesità e ventre sporgente, di muscolatura poco tonica, di debolezza e quasi atrofia muscolare in zona lombare e sacrale, di torsioni anomale della schiena mal supportate dai muscoli correlati, di sovraccarichi alla colonna vertebrale, di danneggiamento ed assottigliamento dei dischi intervertebrali, di sforzi fisici a freddo (quando la muscolatura non è stata pre-riscaldata), di particolari pressioni su un nervo, di spina irritativa, di stitichezza e scarsa diuresi.

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IL TEMIBILE COLPO DELLA STREGA

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E si parla, nel caso più eclatante e spettacolare (drammatico per chi li subisce e chi gli sta vicino), chiamato in modo alquanto colorito “Colpo della strega”, dove uno può ritrovarsi steso sul pavimento, accasciato al suolo in ansiosa attesa di aiuto e di supporto. Trattasi, nota bene, di un meccanismo difensivo ed involontario, a segnalazione di muscoli stressati ed affaticati all’inverosimile, causato da movimenti bruschi e repentini fatti a freddo, qualcosa di simile a una paresi o a una paralisi improvvisa. Il colpo della strega è doloroso, subdolo ed infido anche più del suo parente stretto che è il mal di schiena, finalizzato ad alleggerire la colonna vertebrale, a sciogliere la dolorosa e momentanea contrazione chiamata crampo.

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SUCCEDE PREFERIBILMENTE ALLA GENTE ATTIVA E SUPER-ATLETICA

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E’ la forma più acuta di lombalgia e si manifesta con fitte strazianti e improvvise nella parte bassa sacrale. Succede tra i 30 e i 45 anni e non dopo, forse anche perché gli anziani stanno un po’ più attenti, e hanno pure acquisito un pizzico di saggezza in più nell’alimentarsi, nel muoversi e nel rispettarsi.

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PERCHE’ SUCCEDE E COME SALTARNE FUORI

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Per quale motivo si ha il colpo della strega? Perché i nervi spinali, radici nervose che controllano i muscoli degli organi addominali, sacrali e degli arti inferiori, vengono irritati e compressi. Quando ciò avviene, occorre stendersi a terra per mezz’oretta, possibilmente su un tappeto, e tirare, in modo vigoroso, i ginocchi verso il petto, prima alternando il destro ed il sinistro per una ventina di volte, e poi entrambi i ginocchi per altre 20 volte, magari facendosi aiutare da qualcuno. Un massaggio con dell’olio caldo sulla zona sacrale può anche essere d’aiuto. In 3 giorni o massimo una settimana, si ritorna nuovi, a patto di mettersi a riposo, evitando però l’immobilità assoluta.

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LA POSTURA E L’ALIMENTAZIONE

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Descritti più o meno i problemi e le cause dei mali neuromuscolari, cerchiamo di passare ai rimedi, concentrandoci però sui due aspetti determinanti che sono la postura e l’alimentazione. La postura è il modo in cui una persona sta in piedi, si muove, respira, si atteggia, lavora, gioca, fa sport, porta pesi. Se tutte queste sue azioni non avvengono in armonia ed in equilibrio dinamico, in stato di comfort e non di strappo, sfruttando il massimo rendimento e il minore sforzo possibile, è impossibile allora avere delle funzioni corrette e prive di dolori correlati. Per chi fa sport è di massimo aiuto la preparazione atletica, l’allenamento, la struttura muscolare e il peso rapportati ai movimenti che ogni determinata disciplina sportiva richiede.

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L’ASSOLUTA IMPORTANZA DELLO STRETCHING E DEL RILASSAMENTO MUSCOLARE

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Quanto ai dolori muscolari e reumatici, che possono colpire i 600 e più muscoli del nostro corpo, serve stare in costante movimento, nei limiti del possibile. Basta sedersi in una posizione sbagliata per offendere e stressare alcuni muscoli, per cui servono anche in quei casi degli allentamenti riposanti, delle contrazioni e delle distensioni, delle contromosse liberatorie allo sforzo.

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I MUSCOLI HANNO LE LORO ESIGENZE

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Ogni esercizio ed ogni camminata saranno seguiti da alcuni minuti di rilassamento, stretching, allungamenti. Occorre ricordarsi che, tutte le volte in cui si impiega ripetutamente un muscolo, lo si stressa e lo si offende, per cui esso ha bisogno di 48 ore per riassestarsi. Questo discorso non vale solo per il calciatore e il tennista, che soffrono spesso di dolori muscolari e di crampi (che sono avvertimenti corporali di interrompere all’istante ogni attività, e di concedere una tregua), ma anche per il giardiniere e la donna di casa, anche per chi pretende di fare l’atleta del nobile rapporto sessuale, senza il giusto allenamento.

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FABBISOGNO MINERALE

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L’attività muscolare richiede calcio, potassio e magnesio, tutti minerali alcalini che si trovano al meglio nella clorofilla del mondo vegetale, vale a dire nei succhi freschi, nella frutta e nelle verdure crude, ossia nell’impeccabile panacea rappresentata dalla dieta crudista-vegana.

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FABBISOGNO VITAMINICO-B, SEMPRE IN COMPRESENZA DI ABBONDANTE VTAMINA C-NATURALE E DI ACQUA BIOLOGICA

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L’attività muscolare richiede tiamina, o vitamina-B1 naturale, per l’utilizzo del glucosio (germe di grano, girasole, pinoli, arachidi, tarassaco, avocado, cavoli, piselli, eliminando però i B-distruttori caffè, fumo, zucchero, sale, alcol, caseina, cadaverina), e richiede riboflavina, o vitamina-B2 naturale, migliore alleata dello sportivo perché immagazzinata nei muscoli (germe di grano, mandorle, peperoncino, tarassaco, sesamo, pinoli, funghi, riso nero, cavolo, crescione, eliminando i B-distruttori).

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SENZA ERITROPOIETINE, SENZA CIALIS E SENZA VIAGRA

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L’attività muscolare richiede piridossina B6 naturale e acido folico-B9 naturale, antianemiche e antistress (arance, pompelmi, meloni, bietole, cavoli, radici, semini vari, sempre eliminando i micidiali B-distruttori, senza tema di noiosità) e richiede biotina-B8 naturale (arachidi, piselli e funghi), sinergica a B2-B6-B9-B12, sinergica alla STH-somatotropina o auxone della crescita ed al testosterone, per cui fa migliorare le performance sportive, eliminando la necessità di doping tipo EPO-eritropoietina, e pure quelle erotiche, eliminando la necessità di doping tipo Viagra.

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SENZA INTEGRATORI, SENZA COENZIMA Q10, SENZA SBALLANTI MELATONINE NOTTURNE (STILE DR PIERPAOLI) E SENZA ALTRI INNATURALI INTRUGLI

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Via dunque tutti i farmaci e tutti gli integratori, via tutti gli intrugli e le pozioni magiche, via tutti i trucchi terapeutici e persino gli aghi dell’agopuntura, palliativi utili all’economia e al pieno impiego dei terapeuti di tutte le razze, ma non certo alla salute dei pazienti. Alla fine il polso ed il battito cardiaco staranno sulle 70 pulsazioni al minuto, la salute rifarà capolino, le funzioni intestinali si normalizzeranno, gli escrementi saranno regolari e liberi da odori malsani, la temperatura corporale sarà omogenea sulla superficie esterna e nelle mucose interne, il ritmo del respiro sarà regolare e profondo, l’appetito, il sonno e le forze ritorneranno, la lingua sarà pulita e l’espressione del viso sarà gaia e rasserenata, e non più una maschera di tensione e di dolore. Il mal di testa e i disturbi muscolari diventeranno a quel punto un lontano ricordo del passato.

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LA CAUSA STA LONTANO DALL’EFFETTO, DISSE MEZIERES

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Che fare dunque in concreto per chi soffre di questi problemi reumatici e para-reumatici? Come ha giustamente insegnato in un suo aforisma il grande fisioterapista francese Francoise Mézières (Hanoi 1909-Parigi 1991), “la causa risiede sempre lontano dal punto dell’effetto”, ed è proprio per questo che le tante promesse basate sulle creme speciali, sui massaggi, sull’agopuntura, sulla magnetoterapia, sulle terapie del calore, sulle terapie micro-gravitazionali, portano regolarmente alla solita lamentela finale di “aver speso tanti soldi per niente”.

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CAMPBELL SCUCE DIECIMILA PER VOLTA A BILL CLINTON

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Oggi rincaro la dose. Il mio amico e collega igienista Colin Campbell, autore del The China Study, ha convinto Bill Clinton a diventare suo paziente fisso, a diventare vegano e a sopravvivere alle cardiopatie e ai diversi bypass che la medicina ufficiale gli aveva imposto. Non ho contato la cifra che si è fatto pagare. Ma sicuramente ogni sua mezz’ora comporta un onorario dai 10.000 US$ in su, e li vale anche tutti, vista la eccezionale ripresa fisica dell’ex-presidente americano, che era finito letteralmente KO con le cure mediche precedenti.

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L’AUTORE DEL FORMIDABILE ” THE CHINA STUDY” HA TUTTA LA MIA AMMIRAZIONE

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Non intendo sottovalutare Campbell, e mi qualifico al contrario suo grande estimatore, per il coraggio, la coerenza, ed il carattere indomito e trasparente, oltre che per la sua preparazione e la sua capacità di imporsi a livello mondiale. Voglio solo osservare che, quanto so, quanto pratico, quanto affermo e quanto scrivo, è tutto in perfetta linea ed armonia con le teorie e le posizioni odierne di Campbell, e che a questi risultati sono arrivato in modalità autoctone e indipendenti, non da ieri ma da almeno 30 anni, con un forte anticipo su tutti i dati oggi affermati e provati dal The China Study.

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CI SONO ANCHE MOLTI FATTORI DI AIUTO

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Per chi soffre di fibrosite e di lombalgie serve un letto duro, un materasso duro, magari degli assi di legno infilati sotto il materasso. Serve una borsa di acqua calda, alternata a bagni freddi pro-circolazione ai piedi e al basso ventre, ed alternata a cataplasmi notturni di fango a temperatura ambiente, pro-decongestione e pro-stemperamento intestinale. Servono anche, come aiuto complementare, le frizioni oleose a base di ruta, timo, rosmarino, camomilla, canfora, eseguite con sapienti massaggi rotatori, avanti e indietro, a destra e sinistra, non escludendo a priori un vigoroso body-massage, poco importa se cinese, thailandese, bolognese o della Padania. E servono 3 tazzine al giorno di infuso di foglie di betulla (3 manciate in un litro d’acqua calda), come bevanda antiurica.

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UNA MAGICA POLTIGLIA CRUDA PER L’INTERNO E PER L’ESTERNO

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Idem per i cataplasmi a base di fango, di cavolo, di lino, orzo e fiori di sambuco. Idem per gli impiastri caldi con farina di avena e qualche goccia di aceto. Dirò di più. E cioè che una poltiglia grattugiata o centrifugata di sedano-rapa, di rafano, di carota, di patata, di zenzero, di cavolo, di crescione, di ortica, di fitolacca-radice (assieme o separatamente), alternati a cipolla e aglio pestati a freddo ed applicati sulla schiena come cataplasma freddo, hanno potere straordinario, o si possono pure nel contempo assumere come cibo, parte all’interno (alimentazione) e parte all’esterno (come impiastro decongestionante).

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UNA DRAMMATICA E STRAORDINARIA ESPERIENZA IN QUEL DI HONG KONG

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Mi successe un fatto probante e significativo 30 anni fa a Hongkong, quando venni accompagnato presso chiropratici cinesi specializzati in medicina riabilitativa-sportiva, dopo che in torneo a calcio giocato su campi in cemento, con cadute varie, ero andato al KO. Entrai come un disperato e sconsolato manichino privo di spina dorsale, appeso alle spalle dell’amico Albert Lui e, dopo mezz’ora venni fuori fischiando, correndo e saltando, incredulo su quanto era riuscito a fare in pochi minuti il terapista di Wanchai. Ricordo che mi applicò un impiastro scottante, cremoso, nero, odoroso di catrame, sostenuto da un ingegnoso e sicuro bendaggio, con obbligo di non rimuoverlo e di non fare docce o altro per 3 giorni consecutivi.

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STOP DEFINITIVO E PER SEMPRE AL MAL DI SCHIENA

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Non solo la guarigione fu immediata, totale, definitiva. Non solo fu insperata e miracolante.
Da quella volta non ho mai provato un solo mal di schiena. Devo però aggiungere che, il mio sbalordimento e il mio choc nel trovarmi drammaticamente tra capo e collo da atleta formidabile in rottame umano flaccido e impotente, mi portò a fare delle scelte drastiche e nette.

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UNA INTERMINABILE ESPULSIONE DI MUCO

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Optai senza esitazione per un digiuno di 3 giorni, e per una eliminazione di uova e formaggi dalla dieta di allora (ero a quel tempo vegetariano), e conobbi infatti una potente ed immediata crisi eliminativa durata oltre due settimane. Una crisi non tanto mineral-chelatoria o decaffeinizzante o farmaco-espulsiva (mai assunsi in vita mia caffè, farmaci, cole, integratori, aspirine), quanto muco-espulsiva e priva di sintomi dolorosi. In pratica consumai 5 pacchetti al giorno di salviette per un raffreddore che non finiva di stupirmi. Un raffreddore che non era raffreddore ma letterale espulsione di muco e di acidificazione da formaggio e da uova.

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LA DIETA STABILE CHE GARANTISCE SALUTE ED EQUILIBRIO A 360 GRADI

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Quanto alla dieta generale per guarire e rinforzarsi nel breve e nel lungo periodo, servono tante buone arance e tante castagne, insalate di cicoria, di lattuga, di valeriana, insalate invernali crude di carciofi e di finocchi, cesti di ciliegie e di uva, piattoni di fragole, lamponi, more-gelso, more-rovo, uva spina, uva ribes e mirtilli al limone, insalate primaverili di tarassaco e primule, di acetosa e crescione, più noci, mandorle, pinoli e semini vari, pomodori estivi, pesche e meloni angurie estive e meloni autunnali, pere, nespole e kaki invernali.

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IL SECONDO IDEALE A PRANZO E CENA

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Qualche passato di verdura, qualche piatto di pasta integrale, di cus-cus e di kamut, qualche pizza alle patate, alle cipolle, alle ortiche, alle punte di luppolo e alle punte di pungitopo, non guastano affatto. Senza dimenticare il pop-corn, la crema di avena coi semi e il germe di grano, e tutti i cereali integrali con in testa il miglio, il grano saraceno, il quinoa, il riso integrale e l’orzo, nonché piselli, fagiolini, ceci, fave, lupini e lenticchie.

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TRE GIORNI DI DIGIUNO DETOSSIFICANTE E STABILE RICORSO A CENTRIFUGATI VIRTUOSI

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Serve pure, una volta l’anno, un digiuno di 3 giorni almeno ad acqua distillata, salvo che uno non rasenti la stabile perfezione come cerco di fare io. Oppure, per chi odia il digiuno (ma lo fa comunque volente o nolente ogni notte tra le 2 e le 7 del mattino), il ricorso a formidabili centrifugati per il tempo di cura specifica, ma anche come regola giornaliera. Un bicchierozzo quotidiano di succo con carote, sedano, sedano-rapa, bietole, mele, ananas, zenzero, rafano, topinambur, patata, patata dolce, fitolacca-radice, scegliendo 3-4 tipi diversi per ciascuna combinazione, e alternando a seconda della stagione e dei propri gusti, può diventare fattore vincente. Consultare la mia tesina”Le meraviglie del betacarotene, della clorofilla e dei succhi vitali”, del 10/4712.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO SU http://valdovaccaro.blogspot.it/

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IL NODULO AL SENO


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IL CALVARIO FEMMINILE DEL NODULO AL SENO

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LETTERA A VALDO VACCARO

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UN GRIDO D’AIUTO E LA SPERANZA PER UNA SOLUZIONE NATURALE

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Gentile dr Vaccaro, ho deciso finalmente di scrivere il mio grido d’aiuto. Vorrei farle tanti complimenti per quello che fa per NOI.  Ed anche perché lo fa gratuitamente. Trovo tutto questo meraviglioso. Non lo fa più nessuno, credo. Vorrei passare subito al problema, anche se sono emozionata e non so da dove incominciare. Chiedo scusa per eventuali errori, ma non sono italiana, e non è semplice per me. Ho scoperto il suo blog solo una settimana fa, frugando tra la rete e cercando una soluzione NATURALE per la mia salute.

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IL NODULO AL SENO E TRE MESI DI INENARRABILE ANGOSCIA, TRA MAMMOGRAFIE, ECOGRAFIE ED AGHI ASPIRATI

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A Settembre ho scoperto di avere un nodulo al seno, molto doloroso e di colore rosso. Il dolore era simile a quello che noi madri proviamo col seno pieno di latte, finchè il nostro bebè non ce lo svuota poppando. Mi sono precipitata in ospedale e mi hanno fatto fare mammografia, ecografia e 3 aghi aspirati. Non sto a dire tutto il mio dolore fisico e psicologico. I medici hanno subito pensato a un tumore, ma l’ago aspirato diceva che era solo materiale infiammatorio. Dopo tante lacrime, che sollievo!

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LA MASTITE, LA SENOLOGA, L’INCISIONE E IL PUS

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Hanno pensato a una mastite, perché nel frattempo l’infezione stava smaltendosi. Era doloroso, ma mi sentivo liberata dall’angoscia. Ho anche raccontato in ospedale dei cataplasmi di ricotta, alternati a cataplasmi di argilla, che avevo fatto a casa, ma i medici mi hanno sgridata per questo. Poi  ho incontrato una brava senologa che ha deciso di farmi una piccola incisione per incrementare la fuoriuscita del materiale. Sembrava che tutto andasse bene. Invece il pus continuava ad uscire, mentre il nodulo rimaneva al suo posto. Alla fine non si sa cosa io abbia veramente.

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DUBBI, RIPENSAMENTI, PRELIEVI, ESAMI ISTOLOGICI

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Mi sono ritrovata perfettamente in una delle sue mail dove scrive che i seni vengono maltrattati (tesina Cisti. Noduli, gozzi e tanti bei seni da preservare, del 22/6/10). Ho sofferto tanto perché, ogni volta che andavo in ospedale, mi affondavano le forbici dentro il seno senza tanti complimenti, senza anestesia, per far drenare il nodulo!  Siccome il nodulo stava sempre lì, la ferita era sempre aperta, e il pus usciva sempre di meno, i medici hanno pensato ad altre malattie e non hanno escluso più nemmeno il tumore.

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NIENTE TUMORE E NIENTE TUBERCOLOSI, MA UN NUOVO APPUNTAMENTO COL BATTICUORE PER IL 12 GENNAIO

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Di nuovo prelievi di tessuto per l’esame istologico e per la tubercolosi! La risposta finale dell’esame istologico è arrivata, confermando che non si tratta di tumore. L’esito dell’esame per la tubercolosi non è ancora arrivato. Ma le radiografie al torace, fatte nel frattempo, confermano che i miei polmoni sono sani. L’ultima sforbiciata l’ho subita mercoledì 22 dicembre. La dottoressa ha notato che il nodulo è ridotto, ma solo leggermente, cosa che avevo notato anch’io. Mi ha detto di ritornare il 12 gennaio. La ferita si sta intanto chiudendo. Ho anche preso 3 antibiotici in questo periodo. Ho il terrore solo a pensare che me la possano riaprire in tale occasione.

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HO GIA’ DECISO DENTRO DI ME DI VOLER GUARIRE DA SOLA

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Infatti ho già deciso, dopo tutta questa angosciante trafila, che voglio guarire da sola. La senologa mi ha sempre detto che sono giovane e che non vorrebbe sottopormi all’intervento. Ma, se non guarisce da solo, lo deve per forza fare.  Altri medici del team volevano togliere subito il nodulo.  Quindi ho apprezzato il suo tentativo di provare altre vie, per risparmiarmi l’operazione chirurgica.

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DA DUE SETTIMANE SONO VEGETARIANA, E HO GIA’ LA SENSAZIONE CHE IL NODO SI STIA SCIOGLIENDO

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Da due settimane non mangio carne, nonostante sia sempre stata una consumatrice di prodotti animali. Ho cominciato a farlo per motivi religiosi, provando a rispettare la mia religione ortodossa, che richiede di non mangiar carne prima di Natale. Poi ho scoperto il suo blog, e a Natale non ho toccato nulla di proibito. Non è stato poi così difficile. Basta volerlo. Mia madre ha cucinato tutte cose tradizionali che a me piacciono moltissimo. Nonostante ciò ho rinunciato ben volentieri e, da ieri 27 Dicembre, sto mangiando soltanto frutta, verdura e castagne. E anche un po’ di pane. Ho la sensazione che il nodo si stia pure sciogliendo.

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CHE SIA SOLO UN ASCESSO?

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Tornando all’ultima visita, nessuno ha saputo dirmi cos’è questo nodulo. La senologa ha detto che per lei è solo un ascesso. Anche lei pensa che si tratti solo di un ascesso? La prego di rispondermi. Oppure, se è troppo impegnato, la prego di darmi un link con la dieta che mi consiglia. Voglio provare. Non voglio più vedere quelle forbici maledette che entrano nel mio seno.

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DALLA ROMANIA ALL’ITALIA, CON DIVERSI SEGNALI PERSI PER STRADA

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Al mio paese si mangia tantissima carne. Quella di maiale in particolare. E’ da 10 anni che sto in Italia e devo dire che IL CIELO mi ha mandato tanti messaggi che io non ho ancora capito bene. Forse riuscirò a interpretarli questa volta. Nel 2003 ho fatto amicizia con una ragazza stupenda. Era vegetariana solo per amore verso gli animali. Ho cominciato a riflettere e ho subito rinunciato alla carne di coniglio, di agnello e di mucca, ricordandomi quanto erano belli e docili questi animali quando li vedevo da mia nonna in Romania, e davo loro il biberon d’inverno. E mi sono pure ricordata di quanto piangevano queste bestiole quando mio zio preparava gli attrezzi di macellazione, e loro capivano in anticipo che lui stava preparandosi alla loro uccisione. 

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UN PROBLEMA DI CALCOLI ALLA COLICISTE IN FASE POST-PARTO

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Nel 2006, un mese dopo il parto, ho avuto delle coliche molto dolorose. Si trattava di coliciste. I medici mi hanno detto che era piena di calcoli e che dovevo asportarla. Ho letto qua e là e ho capito che tutto dipendeva dall’alimentazione.
Avrei dovuto fare l’intervento all’istante perché le coliche sono rischiose, ma io volevo allattare mia figlia e ho rifiutato. Ho rinunciato a tutto quello che era grasso. Niente carne, niente olio, nemmeno quello di oliva, per non avere coliche e arrivare ad almeno 6 mesi di allattamento.

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L’ALLATTAMENTO DELLA BAMBINA E L’ESPERIENZA VEGETARIANA

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Quando mia figlia aveva 6 mesi, mi hanno tolto la coliciste. Ma avevo lasciato un bel po’ del mio latte nel biberon, e ho sperato tanto che al mio ritorno dall’operazione, mia figlia volesse ancora il latte mio. E così è stato. Quello era stato un altro segnale. A significare che si può stare benissimo senza carne, e che potevo avere un latte buono mangiando naturalmente quello che la terra offre. Ed ero anche dimagrita in modo positivo. Mia figlia ha preso poi il latte fino ai 2 anni e mezzo. In tutti questi anni ho sempre pensato agli animali, alle loro sofferenze, ma senza mai rinunciare totalmente alla loro carne. Spero che ora sia davvero la volta buona.

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LE CHIEDO DI AIUTARMI A GUARIRE DA SOLA, SENZA INTERVENTI CHIRURGICI

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Tornando al mio problema, la prego di darmi una soluzione. Vorrei tanto guarire da sola. Le mie paure non sono più così forti, grazie anche al pensiero positivo. Ho letto da qualche parte che i semi di lino possono far ridurre i noduli del seno. Lei cosa ne pensa? Non so cosa dirle ancora di me. So solo che ho tanta stima del suo lavoro, e non so come ringraziarla per quello che scrive. Vi ho anche trovato qualche soluzione valida per mia madre e la sua tiroide, ed anche per l’acne di mia sorella. Le auguro un anno stupendo e le mando un grande abbraccio! Nikol.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO  

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SONO CERTO CHE SAPRAI SUPERARE QUESTO BRUTTO MOMENTO

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Ciao Nikol, molto chiara e dettagliata la tua esposizione. Sono convinto che tu abbia la stoffa per guarire da sola. Non sei solo giovane, e pertanto reattiva, ma anche motivata. Chi più di una giovane madre ha buone ragioni per vivere sana e integra accanto alla sua creatura? Non ti manca poi un pizzico di cultura animalistica, e questo ha pure la sua importanza.

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UN ANIMALISTA, O ANCHE UN BUON CRISTIANO, NON MANGIA CARNE, NE’ SOTTO NATALE NE’ MAI

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Quello che ti è mancato finora è la coerenza. Ami gli animali. Li hai visti e li hai accarezzati. Li hai persino alimentati col biberon da ragazzina. Non puoi amarli ed ammazzarli contemporaneamente. Occorre fare scelte precise nella vita. 
Non puoi stare su entrambe le sponde del fiume. Prendi una decisione e sia solo quella.

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NON ESISTONO PUNTI DI INTESA E DI COMPROMESSO TRA L’IGIENISMO E LA MEDICINA ODIERNA.

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NESSUNA DIFFICOLTA’ INVECE CON IPPOCRATE, CON GALENO E LA SCUOLA MEDICA SALERNITANA.

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Anche in tema salutistico devi fare una scelta di campo netta e rigorosa. Se stai in campo medico, coi tempi che corrono, non puoi praticare nel contempo l’Igienismo. Troppo lontane le posizioni praticamente su tutto. Trovare oggi un compromesso coerente e armonizzato con la medicina sarebbe come pensare a una convivenza pacifica tra l’acqua e il fuoco. Se scegli l’igienismo devi dimenticarti di operazioni, visite, radiografie, mammografie, ospedali, senologhe, farmaci e vaccini, pensando invece a mettere assieme velocemente una adeguata cultura igienistica in alternativa a quella medica.

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UNA CONTESTABILISSIMA ASPORTAZIONE DELLA CISTIFELLEA

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Già hai pagato un pesante pedaggio alla medicina invasiva e violenta, quando ti hanno asportato da incompetenti la cistifellea. Non ho nessun timore ad usare il termine incompetenza, che mi pare anzi troppo diplomatico ed eufemistico. Il termine alternativo a incompetenti potrebbe essere solo quello di irresponsabili.
Se pensi che con un digiuno e un paio di settimane di dieta crudista ti saresti liberata dei calcoli e avresti mantenuto possesso del tuo sacro organo chiamato colicisti o cistifellea, ti verrà la voglia di mangiarti le dita. La cistifellea è un organo di straordinaria importanza al pari del fegato, e non certo qualcosa messa lì per sbaglio a fare la bella statuina. 

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SEI GIA’ PASSATA SOTTO I MUTILATORI DI REGIME, E NON TI SERVE ALCUNA REPLICA

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E’ vero che se asporti il fegato una persona defunge, mentre se le asporti la coliciste no. Nemmeno se le asporti un occhio o una gamba non muore.
Asportare la cistifellea significa inequivocabilmente togliere qualità e quantità alla vita di una persona. In pratica, cara Nikol, sei già passata sotto i mutilatori di regime. E qui ti mando alcune tesine sul sistema epatico: Fegato e cistifellea, nobili ghiandole vegane, del 26/11/10, Fegato, cistifellea e digestioni faticose, del 25/8/10, La disinvolta asportazione della cistifellea, del 21/8/10, e Calcoli alla cistifellea, del 21/9/10.

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LA CHIRURGIA NON E’ L’EVOLUZIONE MA IL FALLIMENTO DELLA MEDICINA

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La chirurgia mondiale si diverte a giocherellare con gli organi della gente in base al cosiddetto indice di asportabilità. Per anni, i medici hanno pensato a un grado di asportabilità 100% per le tonsille e per l’appendice, accorgendosi solo di recente che queste operazioni rappresentano una pericolosa menomazione del sistema immunitario. Gli interventi di asporto non sono operazioni ma menomazioni. Il dr Oliver Wendell Holmes (1809-1894), professore di anatomia ad Harvard e fondatore della Corte Suprema Americana, famoso per voler mandare in fondo al mare tutti i farmaci e tutta la materia medica, disse anche che La chirugia simboleggia non l’evoluzione ma il fallimento della medicina.

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LA SINERGIA DEL CORPO UMANO E’ UN TABU’ PER CERTI MEDIOCRI SPECIALISTI, IPNOTIZZATI DAL CONCETTO DI UN ORGANISMO SUDDIVISO IN TANTI COMPARTIMENTI STAGNI

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In questi ultimi anni, hanno preso di mira tiroide, ipofisi, timo, cistifellea e milza, pensando di fare il buono ed il cattivo tempo col corpo umano. I chirurghi, come tutti gli specialisti, non prendono mai in considerazione il funzionamento sinergico dell’organismo, dove tutte le parti hanno precise ed insostituibili funzioni e dove tutte le parti sono collegate ed armonizzate, per cui vanno religiosamente rispettate. Se la natura ha dotato il fegato di una ghiandola associata di nome cistifellea, lo ha fatto per buoni motivi, e non certo per errore o tanto per farlo.

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NON CONDIVIDO AFFATTO LE POSIZIONI DELLA TUA SENOLOGA

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Non sono d’accordo nemmeno con la senologa che ti sta curando, e col suo modo di ragionare, pur essendo lei di un piccolo gradino superiore ai colleghi che ti avrebbero bisturizzata seduta stante. Vuole salvarti il seno, ma se il nodulo non guarisce da solo ti manda sotto i ferri. E’ forse questo un modo logico di ragionare? Assolutamente no. Questa non è medicina intelligente ma terrorismo medicale.

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ASCESSO O TUMORE, CHE DIFFERENZA FA? E’ SEMPRE OPERA LOGICA E SMONTABILE DEL SISTEMA IMMUNITARIO.

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Mi chiedi se penso che si tratti di un ascesso, condividendo la sua opinione?
Potrebbe anche essere. Un ascesso è una raccolta di pus o di materiale puriforme in una cavità formatasi nei tessuti, accompagnata da infezione batterica. Ma in realtà che differenza fa? Tumore, ciste, ascesso, escrescenza, crosta. Trattasi sempre di formazioni sintomatologiche che nascono da qualcosa che sta a monte. Tutte innocenti e risolvibili con un processo di detossificazione chiamato digiuno.

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Mi chiedi se i semi di lino riducono i noduli. Assolutamente no. Niente e nessuno riduce i noduli, all’infuori di un sistema immunitario da riattivare mediante una perfetta detossificazione, sostenuta da una coerente alimentazione vegana, inclusiva dei semi di lino, che troverai tra gli alimenti da me raccomandati in fondo a questa tesina.

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LE DONNE VANNO AMATE E RISPETTATE, E NON RIDOTTE IN STRACCI

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Già una leggera manipolazione del seno è pericolosa, figurarsi aprire un seno ed amputarne una parte, scive Herbert Shelton, su Tumori e cancri. Le operazioni al seno non sono così semplici e innocenti come la medicina vuol far credere. Comportano frequentemente conseguenze gravissime, e a volte anche la morte. Le donne così vengono ridotte in stracci di persone. Spesso i tumori sono poi recidivi. Se un seno viene asportato, compare un tumore anche nell’altro.

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IL PARAOCCHI IN SALA OPERATORIA

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I medici non pensano mai alle cause di questi tumori. Li trattano come fossero idiopatici (esistenti di per sé) e non sintomatici (causati da qualcosa), cripto-genetici e non medico-causati. Mai che un chirurgo si ponga la fatidica domanda Perché ha la ghiandola infiammata? Il fatto che la donna abbia mangiato per anni al di là delle proprie capacità digestive ed assimilative, e che sia rimasta avvelenata cronicamente da tale eccesso, non è di alcun interesse per i chirurghi.

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Il fatto che ad ogni mestruazione i suoi seni fossero dolenti al tatto, e che tale stato abbia finito per diventare cronico, e che ne sia conseguito un indurimento, sfugge loro completamente. Il fatto che le abbiano tolto una ghiandola basilare come la coliciste, e che potrebbe essere intossicata proprio da questa menomazione, niente gli importa. Ciò che vedono è soltanto una enfiagione. Ciò che sanno è soltanto che bisogna tagliare.

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SOLO I TUMORI PRIVI DI FLUSSO SANGUIGNO PORTANO A CACHESSIA E METASTASI

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Il dr John Tilden (1851-1940), uno dei padri dell’igienismo ha espresso un concetto basilare di differenziazione tra tumore e cancro: Se il tumore non raggiunge quello stato d’indurimento che impedisce alla circolazione del sangue di raggiungere il suo centro, il tumore non ha ancora raggiunto lo stato canceroso.

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Dunque, se il tumore non rimane isolato dal circuito sanguigno e non è ancora avvenuta in esso alcuna decomposizione, la salvezza è vicina, sempreché il caso venga trattato oculatamente (con digiuno ad acqua distillata, e con susseguente adozione di dieta virtuosa).

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LA CACHESSIA E’ DISPERAZIONE, ANCHE SE IL DR MAX GERSON RIPESCAVA DEI CASI ESTREMI CURANDOLI CON DIETA CENTO PER CENTO FRUTTARIANA

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Quando invece il centro del tumore è colpito a morte, rimanendo isolato dal flusso del sangue, esso entra in decomposizione, venendo a mancare l’alimentazione e la pulizia da parte del sangue. Il passaggio della materia purulenta conseguente nel resto dell’organismo produce una rapida cachessia.
Ed è a questo stadio della malattia che le speranze svaniscono, in quanto c’è diffusione del pus e creazione di metastasi in diversi punti del corpo. La cachessia è disperazione. Ma la natura aveva abbondantemente messo sull’avviso il paziente. La natura non è avara di avvertimenti e di luci rosse.

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GONFIORI, ASCESSI E TUMORI SI AUTOLIDONO E SPARISCONO DA SOLI. BASTA CHOIUDERE IL RUBINETTO DEI VELENI E DETOSSIFICARE IL SANGUE.

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Tali gonfiori, o tumori, o qualsiasi cosa essi siano, spariscono da soli, senza bisogno di cure. La correzione drastica del modo di vivere pone fine alla tossiemia, all’avvelenamento del sangue, nonché all’intossicazione intestinale, ovvero ai fattori che hanno causato i gonfiori stessi. Dire invece a una donna che ha un cancro, significa sconvolgerla e distruggerla, angosciarla ed annientarla. 
Una persona terrorizzata può già morire di quello. Le può venire un vero cancro solo per quello.

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CERCA DI ACQUISIRE IGIENISMO E DI PERDERE MEDICALISMO 

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Ti posso intanto ricordare i miei due libri in circolazione, editi dal Gruppo Anima di Milano, e il http://www.valdovaccaro.blogspot.com, da cui prendo per l’occasione una trentina di tesine e te le mando in allegato.

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DIGIUNO DI 3-5 GIORNI E SEMIDIGIUNO FRUTTARIANO

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Posso anticiparti che devi semplicemente puntare a una detossificazione generale dell’organismo, partendo con un digiuno di almeno 3 giorni, preferibilmente 4-5 giorni, con riposo assoluto a letto e acqua leggera a volontà, oppure con acqua più spremuta di limone senza zucchero. Poi ti fai 3 giorni di alimentazione fruttariana, con agrumi di mattina, melograni o kaki a metà mattina, banane e ananas a pranzo, kiwi o uva nel pomeriggio, mele o pere a cena, con qualche mandorla o qualche noce volendo. Puoi anche assumere, al posto della frutta di metà mattina, un centrifugato di carote, sedano, ananas e zenzero, oppure di bietole e mele, oppure di rape, topinambur e mele.

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I RISULTATI ARRIVERANNO RAPIDAMENTE

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Alla fine di tale settimana detossificante, parti con una dieta vegana tendenzialmente crudista, tipo quella contenuta nella tesina Quando è il medico a chiedere aiuto, personalizzandola un po’ e adattando lo schema alle tue esigenze, alle tue possibilità e ai tuoi gusti, ma senza stravolgerla troppo. Già con queste mosse comincerai ad ottenere dei risultati. Se questo non bastasse, ovvero se tu avessi ancora dei problemi al seno, puoi rifare una seconda seduta di digiuno, identica alla prima, dopo uno o due mesi.

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SOSTANZE CHE PROVOCANO I TUMORI E SOSTANZE CHE LI DISSOLVONO

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Prendi nota comunque che per tutte le forme tumorali, per tutte le cisti, per tutti i noduli, per tutte le escrescenze di qualunque tipo ed origine esse siano, ci sono sostanze in grado di favorirle e di provocarle come le carni bianche e rosse, i latticini, il tabacco, il caffe, il sale, lo zucchero (non quello della frutta viva, che niente ha a che vedere con lo zucchero sintetico), le bevande gassate.

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Ma ci sono anche sostanze in grado in grado di annientare ed esorcizzare i tumori. Le bevande fresche e vitali derivanti dalla frutta e dalle verdure crude, cariche di clorofilla, di glucosio vivo e mineralvitaminizzato rappresentano il massimo come cura antitumorale.

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ALTRI IMPORTANTI RIMEDI DELLA NATURA

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In particolare il succo d’uva fresco, specialmente quello da uva da vinificazione, ha poteri eccezionali contro ogni forma di tumore. Anche il succo di cavolo-patata-carota-zenzero ha grande reputazione. Esistono pure rimedi erboristici, come la salvia, la piantaggine (i conigli la consumano avidamente e non a caso sono sanissimi), l’aglio, la radice della fitolacca (specifica per il tumore al seno), il cavolo grattugiato e i ravanelli (e tutte le radici piccanti), e tutti i germogli.

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LA DIETA ANTI-CANCRO NON PUO’ CHE ESSERE BASSO-PROTEICA E BASSO-LIPIDICA, SULLA FALSARIGA DI QUANTO INDICATO DAL NOSTRO IMMENSO MAESTRO PITAGORA

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La dieta anticancro per eccellenza è la dieta fruttariana crudista, come ampiamente dimostrato anche fuori dal campo igienistico, col dr Max Bircher-Benner (1867-1939) e dal dr Max Gerson (1891-1959). E’ estremamente importante che la dieta sia di tipo basso-proteico, in conformità a quanto auspicava Pitagora. I semi di lino e di sesamo, ed anche il loro rispettivo olio, sono pure da includere tra i rimedi anti-tumore.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  http://valdovaccaro.blogspot.it/

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AUTOINTOSSICAZIONE del COLON e DISINFORMAZIONE MEDICA


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SALUTE E COLON

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COLITE

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Uno dei maggiori specialisti mondiali nel settore della gastroenterologia è sicuramente il dr Bernard Jensen, che nel suo Hidden Valley Health Ranch, a Escondido-California, ha ospitato negli anni scorsi malati di ogni parte del mondo, insegnando loro ad alimentarsi come si deve e a guarire dai loro problemi all’intestino e soprattutto al colon. Nel suo peregrinare intorno al mondo, Jensen si rese ben presto conto che nel colon sta la radice di tutte le malattie umane, ed anche la radice del benessere, quando tutto fila liscio.

 

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AUTOINTOSSICAZIONE

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Chi ha il colon a posto è una persona toccata dalla benevolenza divina, dalla salute, dalla vitalità, dal buonumore, dall’ottimismo a oltranza. Avere un corpo libero da tossine ti permette davvero di vivere in stato di invidiabile relax.

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L’autointossicazione è la fonte numero uno di miseria e decadimento fisico, una condizione che ci è dato spesso di vedere sotto i nostri occhi nella società odierna. L’autointossicazione deruba l’uomo della chiarezza di pensiero. Gli toglie la capacità di scelta e discriminazione, la capacità di giudicare con certezza. Gli porta disillusione, amarezza, caos finanziario e fallimento, oltre che mancanza di salute fisica. Sconfiggere l’autointossicazione può essere un compito lungo e difficile.

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I CINQUE CANALI DI ESCREZIONE

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Quando mangiamo cibi disintegrati, disidratati, devitalizzati, demineralizzati, devitaminizzati, de-enzimizzati, defibrati, decolorati, privi cioè delle loro caratteristiche naturali originarie e della loro acqua biologica, spalanchiamo l’uscio di casa nostra alle peggiori patologie, a problemi e a sofferenze. Essi non possiedono più la lubrificazione e l’umidità vitale necessaria a superare con disinvoltura ed efficacia il travagliato tratto intestinale.

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Nessun terapeuta e nessun medico al mondo dovrebbero azzardarsi a praticare la propria arte senza prima prendere cura maniacale dei nostri cinque canali di escrezione ed eliminazione che sono la pelle, il sistema linfatico, i reni, i polmoni e il colon.  

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VIVERE CORRETTAMENTE

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Se vivessimo tutti correttamente, non staremmo qui a parlare di queste cose. Il problema è che viviamo nella maggioranza dei casi da imbecilli e da dissennati, da autolesionisti e irresponsabili. Non mangiamo i cibi giusti. Non facciamo gli esercizi appropriati. Non traiamo vantaggio dall’aria pura che respiriamo.

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Non catturiamo i benefici raggi del sole le poche volte che c’è. Non pensiamo in positivo. Come possiamo pretendere, in tali condizioni, che la parte più preziosa del nostro corpo, ovvero il colon, funzioni a regola d’arte e non diventi un punto critico della nostra vita?

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Troppa gente con stili di vita stile zuccherino e caffè, stile hamburger e cola, finisce in ospedale, si fa curare e torna poi alle stesse ridicole abitudini… 

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Se vai in una clinica igienista, la prima cosa che pretendono è la lista delle cure e delle operazioni subite in precedenza, ovvero il curriculum medicale. Le prime cose citate sono le varie vaccinazioni, e un accenno alle demenziali abitudini di stoppare la nostra preziosa amica febbre.

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Invariabilmente segue l’asportazione delle tonsille, l’organo cioè preposto ad eliminare il catarro, il muco e gli acidi, nelle parti più delicate del corpo. L’unica parte del sistema linfatico che funzioni esternamente e che elimina gli umori e i veleni che il corpo non può utilizzare. Il terzo report cita l’appendice, altro pezzo nobile del tessuto linfoide.

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E con questo, all’igienista si rizzano i capelli. Ma come! Qui siamo proprio alla demenza! Qui abbiamo deciso di trasformare il nostro corpo da un apparato perfetto ed autopulente in una autentica pattumiera ambulante a vita!

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DISINFORMAZIONE MEDICA

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Non si può poi pretendere di mettere buon cibo pulito all’interno di un corpo carico di vecchia immondizia, e aspettarci per giunta dei buoni risultati. 

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E’ importante rendersi conto che il colon ha la struttura nervosa più povera e scadente di tutti gli organi interni. Non avendo nervi a sufficienza, non è in grado di segnalarci prontamente e compiutamente quanto succede al suo interno. Quando ti accorgi di avere un problema al colon, sei già praticamente nei guai.

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Esistono testi medici universitari che sostengono cose assurde ed imbarazzanti, come quella per cui un movimento intestinale ogni 5 giorni può essere considerato nella norma. Chi scrive queste sconcezze è uno stitico che produce libri per studenti stitici.

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Chi divulga da una cattedra universitaria queste autentiche puttanate, è il medesimo che poi va a insegnare che i minerali delle acque potabili e imbottigliate sono utili per la salute.

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E’ il medesimo che va poi a insegnare che il corpo umano ha bisogno di proteina nobile, di latticini carichi di buon calcio, di vitamina B12, di Omega-3 ittica, di ferro-eme, di cloruro di magnesio inorganico e di 2 litri di acqua al giorno, corredati da vaccini, farmaci, viagra e integratori, per funzionare al meglio.

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UN CORPO BOMBARDATO

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Quando le acque stagnanti e le tossine salate-zuccherate-caffeinizzate-nicotinizzate-cadaverinizzate-alcolizzate vengono depositate nel corpo ad un ritmo superiore alle nostre capacità organiche di tollerante resistenza e di auto-eliminazione, e quando uno dei citati cinque canali eliminativi lavora male e non a pieno regime, trouble lies ahead, come dicono gli inglesi, a significare che ci stiamo dando una martellata nei cosiddetti, e che davanti a noi ci attendono grosse insidie.

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E’ vero che abbiamo un corpo a prova di bomba, ma se lo bombardiamo in continuazione ne fiacchiamo ogni resistenza. Il nostro organismo può essere sopraffatto dall’accumulazione tossica in seguito a fatica traumatica, a scarsa circolazione, a diete sballate.

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Man mano che aumenta la tossiemia nel sangue e nel sistema linfatico, i tessuti e le cellule non vengono ossidati al meglio. Senza ossidazione perdiamo in potenza energetica e bio-chimica, si sviluppano radicali liberi, e il corpo sfiancato continua a lavorare in pena, col freno a mano tirato, in una spirale discendente. Non è in grado di eliminare le sue tossine.

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IL VIAGGIO DEL CIBO

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Il corpo in salute dipende da un colon pulito. La pulizia e l’efficienza del sangue, delle reni, dello stomaco, del cervello, delle ghiandole endocrine, dipende da quello che troviamo di giusto, o invece di imbarazzante, all’interno del colon. 

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Quando il cibo è passato dalla bocca all’esofago e allo stomaco, esso fa il suo ingresso nel tubo a spirale chiamatopiccolo intestino o intestino tenue. Ed è qui che avviene il 90% dell’assorbimento dei nutrienti, presi dal bolo liquido chiamato chimo. Siamo nella parte alta chiamata duodeno.

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Attraverso contrazioni ritmiche (12-16 al minuto), chiamate peristalsi intestinale, il chimo si mescola ai succhi digestivi intestinali (bicarbonati), a quelli pancreatici e a quelli epatico-biliari (veri e propri detergenti che emulsionano gli acidi grassi e i gliceridi, sminuzzandoli).

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La superficie villosa intestinale misura all’incirca 20 metri quadri. I villi, come tanti funghetti affamati, assorbono i nutrienti e, tramite la vena porta li affidano al fegato per una ulteriore riduzione e per la distribuzione a tutte le cellule dell’organismo.

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A 8-10 ore di distanza dal pasto, il cibo ha superato l’intestino tenue e ha quasi completato la sua digestione, passa l’ileo ed entranell’intestino crasso (cieco-colon-retto) per la fase digestiva finale e l’eliminazione.

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Parliamo ovviamente di cibo virtuoso pre-insalivato e pre-digerito al meglio, non di proteine animali sfiorate e non disintegrate dal loro guscio, e dunque putrefacenti e miasmanti, che comprometterebbero tutto e raddoppierebbero i tempi di transito, richiamando batteri in un’area poco adatta ai medesimi.

 

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BATTERI BUONI E MENO BUONI

 

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Il colon ha una superficie liscia, priva di villi, ma ha quella classica sua conformazione a seni e salamini, che gli permette di espandersi a fisarmonica. Grazie alle onde peristaltiche, le feci vengono spinte verso il retto e l’ano per l’eliminazione finale. Quando le operazioni sono virtuose e il colon è sano, c’è scarsa attività batterica nel piccolo intestino ed enorme lavoro batterico in zona colon.

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L’azione batterica gioca un ruolo inestimabile nella nutrizione e nella digestione. I nostri amici batteri riescono persino a produrre vitamine del gruppo B (chiamate fattore intrinseco) e vitamina K ricavandole dalle feci.

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Tutto quanto sopra funziona al meglio e il corpo ha tutta l’energia biochimica per farlo. Ma, se alimentiamo la nostra macchina perfetta con cibo nutrizionalmente incompatibile e deficiente, tutto si complica e si compromette, e viene a mancare al corpo l’energia di spinta.

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CIBO E NUTRIZIONE

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Il cibo fornito oggi all’umanità proviene già da suoli spesso impoveriti e desertificati dagli erbicidi e dai fertilizzanti chimici. Viene poi lavorato, seccato, concentrato, cotto e pastorizzato, sterilizzato, chemicalizzato, imbalsamato, arricchito e vitaminizzato. Il cibo devitalizzato manca di fibre e di contenuto.

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Tende ad essere secco, colloso, pastoso, innaturalmente dolce-salato, totalmente inadatto ad affrontare un transito elaborato e complesso nell’intestino umano. E’ portato semmai ad incollarsi e a rallentare, piuttosto che a procedere agevolmente.

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Ecco allora che si rallenta il transito e si abbassa il rendimento nutrizionale netto, per cui il sistema immunitario, istruito dalle cellule affamate, richiede più cibo per compensare. Parte un circolo vizioso di fame e starvazione, con riduzione del rendimento utile e della vitalità.

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Sintomi come mancanza di energia, irritabilità, irrequietezza, ansia, intolleranza, litigiosità facile, sono il risultato di quanto sopra. Il corpo ha bisogno di più elettricità per svolgere il suo aggravato compito, ed è costretto a lavorare in sovraccarico con rischio raddoppiato di rotture e di funzionamenti irregolari, di sbalzi nei valori ormonali.

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MUCO E INCROSTAZIONI

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Quando il colon si incrosta con materiale fecale trattenuto a lungo e mai espulso, l’assorbimento dei nutrienti finali viene compromesso, e inoltre si vanno a formare colonie batteriche sul materiale imputridito. Il muco indurito del colon, misto ad antiche incrostazioni fecali, ospita a quel punto colonie batteriche pervertite e anaerobiche (operanti in assenza di ossigeno), portatrici di insidie cancerogene e capaci di reintrodursi nell’organismo.

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La pulizia del colon ha tremenda importanza per la salute nell’assieme. Quando il colon si avvelena di stagnazioni velenose e i suoi tessuti vengono rigati da abrasioni e da ulcere, i residui tossici della fermentazione putrefattiva trovano facile accesso al sangue, alla linfa e ai liquidi corporali. 

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Pani bianchi e stracotti, torte, crostate, pasticcini, tutte cose da eliminare.
Sei cereali in forma integrale vanno massimizzati e sono: miglio, segale, avena, mais, riso e grano saraceno. Sempre come contorno del cibo base che rimane la frutta.

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ALIMENTAZIONE CORRETTA

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La costipazione non è altro che otturazione dell’intestino crasso. Le feci trattenute sono una autentica maledizione, e causano pure disordini cardiaci, pensieri annebbiati e scompensi sessuali, incluso impotenza e carenza di desiderio.

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L’intossicazione intestinale con relativa febbre che attrae il sangue e rende la pelle smorta e gli arti costantemente gelidi, è figlia diretta della costipazione. La corretta nutrizione gioca dunque un ruolo di importanza stratosferica per il benessere corporale e spirituale dell’uomo.

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veleni che ogni stato e ogni governo virtuoso dovrebbero bandire e che vengono invece promossi, supportati, finanziati, protetti e coccolati. Veleni come la cadaverina e la putrescina, il tabacco, il caffè, l’alcol, lo zucchero industriale, il cioccolato, il sale, i farmaci, gli integratori, i minerali inorganici dei cibi cotti e delle acque minerali, hanno effetti disastranti sulla digestione e sulla eliminazione, in quanto sconvolgono, ribaltano e turbano le secrezioni gastriche e le risposte nervine, e distruggono la flora intestinale. La gente vive in continuo stato di penuria idrica, di disidratazione, di mancanza di succo zuccherino fruttaceo.

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Tutte le malattie del globo terracqueo, nessuna esclusa, sono dovute interamente a carenza di principi nutritivi quali sali minerali organicati, vitamine naturali, enzimi, ormoni, ed all’assenza contemporanea di difese immunitarie e di flora batterica protettiva.

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UN CANALE ELIMINATIVO

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La frequenza e la quantità di eliminazione fecale è apprezzabile ma non è indicazione garantita di non-costipazione. C’è gente che ha 4 movimenti al giorno e che ha ciononostante il colon costipato ed incrostato.

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Il problema è che la popolazione non prende cura di se stessa. Pochissimi sono quelli che hanno un barlume di sana alimentazione. Quando manca regolarità e intelligenza nella dieta, non si può pretendere regolarità e intelligenza nel colon, ma soltanto caos intestinale.

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La membrana mucosa del colon è stata creata come canale eliminativo e non come magazzino dei veleni, o come scarico rifiuti tossici. Se il colon viene usato come pattumiera stabile e non come strumento di ricambio regolare, i depositi tossici e droganti accumulati nel colon diventano bombe tossiche ad orologeria, e producono nel corpo allergie e intolleranze, celiachismo, malattie autoimmuni, irritazioni, infiammazioni, ulcerazioni, sbalzi ghiandolari, tumori e cancri, nonché spietati scompensi cardiaci.

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LE DIVERTICOLITI

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Le diverticoliti sono malattie sempre più diffuse. Quando la dieta è carente di fibra vegetale cellulosica, i muscoli del colon devono lavorare duramente per forzare le feci attraverso il proprio tratto di canale. Va spesso a finire che tali sforzi provocano un’ernia, ovvero una protuberanza e un sacchetto esterno.

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Questi contenitori fecali aggiuntivi sono ovviamente a fondo cieco, per cui le feci vi si installano e nessuno le tira fuori facilmente, diventando ulteriore sorgente di febbre intestinale, di irritazioni e infiammazioni, che vanno ad aggiungersi al menù intossicativo già di per sé elevato del resto del corpo. Si sono viste, ai raggi X, delle situazioni incredibili, con 142 diverticoli sviluppatisi a grappoli intorno ad un singolo colon.

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Il dr John Harvey Kellogg dichiarò giustamente che la parte bassa dell’intestino è fatta in modo tale da richiedere unaevacuazione ogni 6 ore, mentre l’uomo tende, nel migliore dei casi, a conservar la massa fecale 24 ore ed anche di più, provocandosi tutte le malattie possibili ed immaginabili.

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ZUCCHERO, SALE E MINERALI

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Lo zucchero che non sta nella frutta è un veleno implacabile che ruba tutto e porta niente, all’infuori di vuote e deficitarie calorie. Il sale che non sta nelle clorofille vegetali è un veleno implacabile che provoca infarti e ictus, crea ritenzione idrica e porta niente, all’infuori di sballanti e stimolanti reazioni leucocitiche, seguite da crisi depressive, in perfetta linea con gli alti e bassi dei valori tiroidei.

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Un colon sano è ricco di sodio, carbonio, potassio e magnesio, minerali che alcalinizzano e che mancano. Minerali organicati e in forma collaginosa che non vanno cercati nelle acque dure o negli integratori, ma nei frutti di ogni specie, nel sedano crudo e nei cavoli, nelle rape e nelle carote, nei carciofi e nei finocchi, nella verdura amarognola e nei crescioni, nei tarassachi e nelle cicorie.

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Il magnesio organicato si trova abbondante nelle pannocchie gialle tenere (da cuocersi leggermente all’interno del loro cartoccio), nel germe di grano, nelle mandorle e nelle rape, ed è minerale prezioso per i movimenti intestinali.

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SAPER VIVERE

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Una buona compagnia spirituale o anche sessuale, un clima rilassato, una musica piacevole e non assordante, servono pure a far funzionare al meglio un tizio esigente e sensibile come il colon. Il colon non funzionerà mai bene se non impariamo a vivere propriamente. Ricordiamoci che esiste un modo giusto e ideale di vivere, e non è solo una questione di cibo e di dieta.

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LA CARNE

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La carne si riconferma più che mai nemica numero uno dell’umanità, anche dell’umanità che continua testardamente a difenderla e a pretenderla. E si confermano, come nemici numero uno, il pesce e la B12, le diete a zona e le diete mediterranee, la macrobiotica e il vitaminismo sintetico stile Linus Pauling.

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Nessuna malattia esiste, nessuna allergia, nessuna intolleranza, nessuna autoimmunità, nessun Parkinson ed Alzheimer, nessuno sbalzo di tensione, nessun picco diabetico e nessuna caduta ipoglicemica, nessuno strappo simpaticotonico o vagotonico, nessuna ubriacatura ghiandolare. Niente di tutto questo esiste senza intensa presenza di materiale tossico nel corpo e di una insostenibile situazione patologica in zona colon.

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UN APPELLO

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Qualcuno mi dice che la mia è fatica sprecata. Qualcuno mi dice che ogni cosa distribuita a titolo gratuito è priva di valore. Qualcuno mi dice che la gente è tonta e non ha il cervello per distinguere il sacro dal profano, lo scientifico dal ciarlatanesco. 

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Il mio è un atto di fede nella intelligenza intuitiva e geniale delle genti italiche, che non possono aver gettato alle ortiche, dall’oggi al domani, i geni di Archimede, Pitagora, San Francesco, Dante, Leonardo, Marconi.

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Mi è successo di conoscere professori universitari ricchi di boria e privi di genialità, e anche di incontrare manovali e carpentieri dalle mani callose ma dall’intelletto fine.
Questo mi permette di rivolgermi a tutti senza nessuna discriminazione, senza guardare ai loro titoli, ma alla loro capacità di pensare e di riflettere.

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Non riesco purtroppo a rispondere una per una alle centinaia di messaggi e di domande, a volte curiose e a volte angoscianti che mi stanno arrivando. Farò il possibile per soddisfare anche individualmente alcuni messaggi.

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Ma chiedo scusa ai tanti che ho perso per strada. Non ho cinque centraliniste e 7000 clienti da sgrassare a suon di banconote, come i dietologi lombardi alle porte di Milano. Chiedo un minimo di comprensione.

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Fonte: Valdo Vaccaro  http://valdovaccaro.blogspot.it/

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Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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ALIMENTAZIONE NATURALE IN 10 PASSI


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VEGAN: DA CHE PARTE COMINCIARE?

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LETTERA A VALDO VACCARO

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Illustrissimo dr Vaccaro, mi chiamo Matteo, ho 55 anni ed è da almeno 35 anni che consumo regolarmente tabacco, caffè, alcool, non escludendo sporadicamente analgesici e antibiotici. Volevo chiederle cosa fare, in modo dettagliato, per passare da onnivoro a vegano. In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente. Matteo.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

 

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SIAMO PER UNA NORMALE E RESPONSABILE ALIMENTAZIONE DESTINATA ALL’UOMO

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Ciao Matteo, trovi nel mio blog diverse tesine dedicate all’argomento. Vorrei anche aggiungere una considerazione. Il termine “vegano” non è la parola più adatta. La usiamo tuttora solo perché ci manca un’alternativa sintetica e azzeccata per descriverci meglio.

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Ci chiamiamo vegani per convenzione. Siamo degli esseri umani normalissimi che praticano un modo di vivere, di pensare, di agire e di nutrirsi, secondo determinate regole e determinati criteri di salutismo e di rispetto ambientale. Siamo per un’alimentazione umana, salutista, piacevole, appagante e responsabile.

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DIECI PASSI FONDAMENTALI

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1) Crearsi una cultura alternativa a quella corrente e maggioritaria, fortemente impregnata da ideologie di comodo e di interesse. L’unica scuola al mondo radicalmente alternativa alla medicina e alla “curomania” dilagante, nonché al becero nutrizionismo corrente, è proprio l’igienismo naturale. Ho due libri in circolazione come Alimentazione Naturale Storia dell’Igienismo Naturale, Anima Edizioni – Milano, e penso che ti potrebbero servire. Dovresti anche pescare tra le 1500 tesine del mio blog.

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2) Cambiare al più presto alimentazione, seguendo lo schema vegano tendenzialmente crudista e adattandolo a te stesso, secondo le tue personali tendenze, gusti, necessità, ma sempre rispettandone i principi fondamentali.

 

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Si tratta in breve di massimizzare l’apporto di frutta piazzandola in 5 pasti sazianti (3 colazioni al mattino e 2 merende pomeridiane), trasformando pranzo e cena in buona occasione per un gran piatto di verdure crude come primo, e in un secondo di compromesso coi cibi cotti in modo limitato e intelligente (patate, cavolfiori, cavolini, legumi, cereali integrali, passato di verdure, pasta vegana, pizza vegana). 

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3) Già il semplice cambio di alimentazione dovrebbe generare degli effetti eliminativi, ovvero degli effetti temporanei fastidiosi, derivanti dal lavoro detossificante intrapreso dal sistema immunitario, liberato dalle leucocitosi digestive del passato e dunque più reattivo sul campo suo specifico. Occorre prepararsi a questo e saper resistere nella fase iniziale.

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4) C’è il rischio che il corpo, non abituato più alla frutta e alla verdura crude, abbia qualche difficoltà iniziale di adattamento. Occorre in questo caso procedere per gradi. Sarebbe il caso anche di fare un digiuno fai-da-te di 3 giorni circa per ripulire il sistema ed evitare che i nuovi cibi producano gonfiori ed irritazioni, al contatto con vecchi residui in zona intestinale. Partire però subito con un digiuno sarebbe forse un po’ troppo pesante. Meglio in caso unasettimana a centrifugati di tuberi (carote-sedano-mele, rape-carote-mele, sedano-rapa-topinambur-patata- zenzero, ecc).

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5) In ogni caso vietato l’uso di farmaci e integratori.

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6) Siamo in presenza non di una dieta ma di un sistema alimentare e comportamentale commisurato al corpo umano, per come è fatto e disegnato, e per quali sono le sue reali esigenze di salute e di armonia. Un sistema basato sui cibi al naturale e sul basso-proteico, in ossequio a principi che l’igienismo conosce da sempre, ma che ora persino le autorità mediche cominciano a riconoscere (vedi 24-30 grammi/giorno come tetto massimo proteico oltre il quale il sangue va in acidificazione).

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7) Tieni presente che la frutta va mangiata da sola senza fare troppe mescole. Succo d’arancia meglio a digiuno da solo. Meloni e angurie rigorosamente da soli e lontano dai pasti di pranzo e cena. Tutta la frutta lontano da pranzo e cena, anche se per mela, ananas e papaia si possono accettare prima-durante-dopo il pranzo e la cena, per le loro doti antifermentanti.

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8 ) Altro principio importante, in caso di più pietanze a tavola, prima quelle a rapida digestione, poi quelle a medio tempo di digestione e infine quelle a tempi lunghi. La frutta (escluso banana e avocado che richiedono un paio d’ore), se consumata correttamente a stomaco vuoto, finisce nel sangue in mezz’ora. Ma non si mangia comunque ai pasti principali, anche per evitare che porti via spazio all’insalata. Pertanto, a pranzo e cena, importante rimane anticipare qualsiasi piatto di cibo cotto con un piatto di crudità (d’inverno si tratterà di cicorie, carciofi, finocchi, carote, rafano, rape, valeriana, sedano, ecc).

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9) Non si beve a tavola, se non mezzo bicchiere di acqua al massimo.

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10) Non mi resta che darti il benvenuto nella comunità umana che ha scelto un’alimentazione sana, responsabile verso se stessa e l’ambiente, non crudele verso le altre creature animali.

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A presto. Valdo Vaccaro.

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO  http://valdovaccaro.blogspot.it/

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CHE COSA E’ LA LEUCEMIA?


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STOP IGIENISTICO ALLA LEUCEMIA 

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Dr. Valdo Vaccaro

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LETTERA A VALDO VACCARO

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CHIARIMENTI SUI PERCHE’ DELLA LEUCEMIA

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Ciao Valdo, mi chiamo Francesco e vorrei sapere da te, quali sono le cause che determinano l’insorgere della leucemia. Chiedo pure se sia possibile curarla con una dieta tendenzialmente crudo-vegana. Grazie.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

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MIDOLLO E MILZA, ORGANI COINVOLTI NELLA PRODUZIONE E NEL CONTROLLO DELLE CELLULE SANGUIGNE (GLOBULI ROSSI, GLOBULI BIANCHI E PIASTRINE)

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Ciao Francesco, parliamo intanto di midollo e milza.
La milza è un organo con diverse funzioni, come quella di distruggere i globuli rossi invecchiati. Una specie di spugna e di valvola di controllo, preposta al ricambio del plasma, al rinnovo dei globuli rossi, alla produzione di globuli bianchi e di piastrine, alla difesa contro gli agenti infettivi, alle reazioni immunitarie, alla riutilizzazione del ferro da cellule esauste, alla detossificazione da minerali pesanti.
Il tutto in stretta collaborazione col midollo osseo.

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E’ il midollo che produce tutte le cellule del sangue (globuli rossi, bianchi e piastrine) partendo sempre dal precursore che è la cellula staminale ematopoietica. Eppure, la medicina definisce la milza come organo asportabile e non indispensabile, solo perché si sopravvive anche senza di essa. Cose da chiodi. Si sopravvive sì, ma menomati. In realtà, non appena si toglie la milza, tutte le ghiandole linfoidi si ingrossano, dovendo esse sobbarcarsi tutto il lavoro della milza stessa.

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L’INGROSSAMENTO DELLA MILZA E’ UNA VERA IATTURA 

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La milza si trova in prossimità del rene sinistro, e si fa sentire se uno ha corso o faticato troppo rispetto alle sue possibilità, per cui si ingrossa e duole sul fianco sinistro in basso. La milza pesa mediamente 190 grammi. Il suo ingrossamento è una vera iattura. Può derivare da sforzi e da traumi fisici e psichici, ma può anche nascondere malattie come la malaria, la malattia di Hodkin (ingrossamento ghiandolare generalizzato), la febbre tifoide, la febbre paratiroidea, diverse forme di anemia, la tubercolosi ed anche la leucemia. Non a caso, le più importanti terapie contro la leucemia, hanno come primo obiettivo la riduzione del volume della milza e dei linfonodi ingrossati.

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CLAMOROSA GUARIGIONE DA LEUCEMIA

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L’importanza della milza si deduce con chiarezza da una testimonianza di guarigione raccontata da Manuel Lezaeta. Nel Settembre 1957, Alessandro Diaz Vog di 10 anni fu visitato dal prof R.E., specialista formatosi alla Harvard University di Boston. Dopo accurati e minuziosi esami il ragazzo fu dichiarato spacciato per leucemia o cancro del sangue. Gli venne dato al massimo 1 mese di vita, o 6 mesi mediante intense cure farmacologiche. Il ragazzo venne allora portato dal dr Taylor, insigne docente di ematologia all’Università di Chicago, ma anche lì ci fu la medesima diagnosi.

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IN QUINDICI GIORNI ALESSANDRO DIAZ GUARI’ PERFETTAMENTE

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Nel Novembre 1957, il padre di Alessandro, disperato, portò il ragazzino nello studio di Lezaeta a Santiago. Esaminata l’iride degli occhi, Lezaeta rilevò una presenza di sangue denso e alterato oltremisura, e quindi una situazione non esattamente disperata. Bastarono infatti 15 giorni per far sparire dal fluido vitale le cellule cancerose o immature. Bagni di vapore e di acqua fredda, cataplasmi di fango sul ventre a decongestionare l’intestino intasato, e una rigorosa alimentazione a base di frutta e insalate crude di stagione, accompagnate da noci e mandorle, produssero il “miracolo” di disintossicare e disinfiammare la milza.

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Sette mesi dopo, Alessandro venne riesaminato all’Ospedale J. Joaquin Aguirre di Santiago, e venne confermata la scomparsa totale delle cellule immature, nonché la decongestione della milza, che prima era stata definita “deformata ed infiammata gravemente”. Otto mesi dopo, senza alcun farmaco, non solo il ragazzo non era morto, ma risultava guarito perfettamente, e aveva recuperato i suoi colori e la sua grande voglia di vivere.

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PRECARIETA’  PERSISTENTE DELLE CURE MEDICHE

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Tornando ai tempi attuali, non è poi che la medicina abbia capito troppe cose in più e in meglio sulla leucemia, sul come e sul perché succede, e sulle terapie di contrasto. Prova ne è che ricorre ampiamente a trattamenti sintomatici mediante farmaci, oppure alla chirurgia, con asportazione della milza o con trapianto di midollo osseo.

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NON TASTABILE MASSA TUMORALE MA SFUGGENTE PROCESSO PROLIFERATIVO

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Cos’è dunque la leucemia? Viene definita come tumore delle cellule sanguigne. Non tumore caratterizzato da una massa tumorale tastabile, trattabile o asportabile, ma da una proliferazione incontrollata di linfociti (globuli bianchi) che invadono tessuti e organi. Trattare un corpo estraneo è un conto, bene o male lo si fa, ma trattare qualcosa che si chiama proliferazione significa mandare i chirurghi in catalessi. Tiri via al chirurgo il bisturi, lo metti davvero in crisi.

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SINTOMI E CAUSE DI LEUCEMIA

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Quali i sintomi? Astenia o grave debolezza organica, anemia, tendenza alle emorragie, ecchimosi, sanguinamento gengive, febbre bassa ma persistente. Quali le cause? Esposizione al benzene, ai pesticidi, ai raggi X, al fumo attivo e passivo, ai metalli pesanti, ai cibi stracotti, all’acrilammide, ai farmaci antitumorali, alle radiazioni (anche di uranio impoverito).

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COS’E’ DUNQUE LA LEUCEMIA

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Le cellule normali che si trovano nel sangue di una persona sana (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) prendono origine da cellule immature dette anche staminali, prodotte dal midollo osseo.
Nelle persone affette da leucemia vi è una produzione incontrollata di queste cellule. Una produzione esagerata che interferisce con la crescita e lo sviluppo delle normali cellule del sangue. In pratica, siamo di fronte a una malattia che colpisce le cellule del midollo osseo, progenitrici dei globuli bianchi o leucociti, caratterizzata da gravi alterazioni dei meccanismi che regolano i processi di sintesi e di maturazione cellulare. Le cellule immature si sviluppano cioè in modo troppo rapido ed invasivo, sostituendosi a quelle normali e tendendo a invadere milza, fegato e sistema nervoso centrale.

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I VARI TIPI DI LEUCEMIA

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Quando una delle forme immature (cellule allo stadio intermedio) inizia a riprodursi in modo incontrollato, si ha leucemia.I leucociti in circolazione sono di tipo T (da timo, avendo essi luogo di maturazione nel timo) di tipo B (da Bursa, con riferimento alla borsa di Fabrizio scoperta negli uccelli dal fisiologo veneto Fabrici d’Acquapendente (1533-1619), e di tipo NK (natural killers, nostri linfociti ancestrali). Mentre i T maturano nel timo, i B e i NK maturano nel midollo.

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Ci sono poi i granulociti (neutrofili, eosinofili e basofili) e i monociti (che si trasformano in macrofagi o spazzini). I linfociti T e B hanno un progenitore linfoide, mentre granulociti e monociti hanno un progenitore mieloide. Quando il tumore colpisce i precursori intermedi di T e B, siamo in presenza di leucemia linfoblastica, linfatica o linfoide. Negli altri casi si ha invece leucemia mieloide (mieloblastica, mielocitica, granulocitica).

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C’ENTRANO ANCHE I TRAUMI EMOTIVI, MA LA FORMULA RISOLUTIVA RESTA QUELLA IGIENISTICA

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La Nuova Medicina Germanica del dr Hamer contesta di sana pianta le tecniche mediche usate per la leucemia, e riconduce tutte le forme di tumore sanguigno a fatti di tipo traumatico-emotivo.
L’igienismo contesta entrambe le scuole e dimostra che con l’adozione di una dieta crudista vegana rigorosa, e con precise scelte comportamentali, si sconfigge la leucemia, come nel caso citato di Lezaeta.

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LA LEUCOCITOSI DIGESTIVA

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A pensarla bene, gli esperimenti di Paul Kouchakoff dovrebbero già essere di per sé illuminanti.
Le leucocitosi digestive che scattano regolarmente ad ogni pasto grasso-proteico, ad ogni pasto carneo, ad ogni pasto cotto, non sono forse delle prove di trasmissione, ovvero degli assaggi leucemici?
Leucosizza oggi e leucosizza domani, midollo e milza finiscono per apprendere a memoria il giochino, e magari imparano anche ad abituarsi e ad affezionarsene.

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Chi mangia in stile vegano e crudista tendenziale, non sa nemmeno cosa sia la leucocitosi digestiva, e parte con 6-7000 leucociti per mmc di sangue prima di pranzo, per terminare con 6-7000 in fase post-digestiva, in perfetta linea con le esigenze di una digestione virtuosa e temperata. Chi si abbuffa di proteine animali parte con 6-7000 e si ritrova con 22000 leucociti per mmc a fine pranzo, una vera e propria emergenza patologica, con tanto di accelerazione cardiaca, di surriscaldamento intestinale e di batterosi putrefattiva.

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COME PROCEDERE

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La procedura è semplice e si parte con uno stop totale ai farmaci (immediato o progressivo a seconda dei casi), un digiuno totale di 3 giorni (acqua leggera a volontà), seguito da 2 giorni di dieta crudista o a base di centrifugati di carote-sedano-ananas, e quindi da adozione in pianta stabile di una dieta vegana tendenzialmente crudista. Alcune piante tipo il tarassaco, il crescione, le ortiche, le punte di millefoglio, sono preziose nel ridare vigore al midollo spinale.

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Ma in realtà, la guarigione avviene sempre in modo globale e non a compartimenti stagni. E’ sempre il sistema immunitario a condurre la danza. Mangiamo vegano, sgrassiamo il sangue, disinfiammiamo l’intero sistema, e la proliferazione leucemica si sgonfierà senza tanti preamboli.

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LA LEUCEMIA E’ RARA TRA I VEGETARIANI, ED E’ SCONOSCIUTA TRA I VEGANI

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E’ risaputo comunque che la leucemia è rarissima tra i vegani, e ancor di più tra i vegani-crudisti.
Ed è risaputo che, adottando una dieta vegana, carica di succhi rivitalizzanti, rigorosamente priva di grassi e di proteine animali, il leucemico si riprende velocemente e con notevole facilità. La leucemia, al pari di molte altre patologie gravi, è una perdita di equilibrio conseguente all’impurità del sangue oltre i livelli di guardia. Importantissimo ridare funzione agli organi detossificanti ed emuntori, migliorando la respirazione polmonare e la traspirazione cutanea, migliorando le digestioni mediante dieta vegana.

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LE OVVIE DIFFICOLTA’ DELLA SCELTA MEDICO-SINTOMATICA

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Ma se è così facile vincere la leucemia, come mai la medicina ufficiale la mette sempre sul lato grave, tragico e pessimistico? Viene naturale porsi una domanda del genere. Rispondo subito. Per guarire esiste un passo indispensabile, una mossa vincente dalla quale non si può prescindere, ed è quella della detossificazione rigorosa del sangue, mediante ovvia scelta vegano-crudista. Siccome la medicina esclude categoricamente tale metodologia, e anzi punta ad ulteriori addensamenti sanguigni, mediante farmaci apportatori di altri veleni e di altre acidificazioni, è ovvio che tutte le patologie acquisiscano per i medici aspetti gravi ed inquietanti.

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Valdo Vaccaro (AVA-Roma e ABIN-Bergamo)

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO   http://valdovaccaro.blogspot.it/

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EMBOLIA POLMONARE E MALATTIE CARDIOCIRCOLATORIE


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EMBOLIA POLMONARE E DIVIETO DI VERDURA A FOGLIA

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LETTERA A VALDO VACCARO

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SENTO LA DIFFERENZA E I PROGRESSI

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Salve Valdo! Volevo augurare buone feste a lei e alla sua famiglia e ringraziarla per i consigli sempre preziosi. Li seguo da circa 1 anno tra alti e bassi, ma sento la differenza. Dico tra alti e bassi perché la vita è molto caotica per chi ha figli e lavora, ma già ho fatto progressi e cercherò sempre di migliorare.

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EMBOLIA PROVOCATA DA UN COAGULO DI SANGUE

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Ora le volevo chiedere di scrivere qualcosa per una persona a me cara che è stata recentemente colpita da embolia polmonare. In ospedale le hanno detto che l’embolia è stata provocata da un problema di coagulazione del sangue di tipo genetico.

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NESSUN REGIME MA UN DIVIETO PER LE VERDURE A FOGLIA

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La cosa che più mi ha stupito è che non le è stato prescritto nessun regime alimentare particolare, se non evitare verdure “a foglia” perché conterrebbero una sostanza che modifica la fluidità del sangue. La ringrazio se vorrà rispondermi e le mando tanti cari saluti. Chiara.

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RISPOSTA DI VALDO VACCARO

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DEFINIZIONE DI EMBOLIA

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Chiamasi embolia l’occlusione di un vaso sanguigno per opera di corpi estranei tipo un coagulo sanguigno, un frammento di tessuto osseo, un corpuscolo adiposo, una bolla gassosa, un tessuto neoplastico. Le conseguenze possono essere più o meno gravi a seconda di dove l’embolo è localizzato.

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INFIAMMAZIONI (FLEBITI) e DILATAZIONI (VARICI) A CARICO DELLE VENE

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Le vene e le arterie sono vasi, ossia formazioni tubulari, deputate al trasporto del sangue circolante nel corpo. Nelle vene passa il sangue venoso, cioè quello carico di residui del consumo organico. Le vene sono più inclini ad ammalarsi rispetto alle arterie, che hanno il vantaggio di essere a contatto con un sangue più puro.
Le malattie delle vene sono le infiammazioni venali (flebiti) e le dilatazioni delle vene (varici), Altre malattie sono le formazioni di trombi (trombosi), di emboli (embolie) e di infarti.

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PELLE CHE NON TRASPIRA E CORPO CHE NON SI MUOVE

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Tutte queste malattie sono dovute all’impurità del sangue per cronici disturbi digestivi e per le complicazioni causate dai farmaci, oltre che per una deficiente eliminazione da parte della pelle, mantenuta inattiva dalla vita sedentaria e dalla scarsa esposizione all’aria e al sole.

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OBIETTIVO NUMERO UNO E’ LA DEPURAZIONE DEL SANGUE

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Per prevenire le embolie si possono somministrare sostanze aventi la funzione di depurare il sangue, e dunque di evitare la formazione degli emboli. Esse sono la cipolla, la cicoria, la piantaggine, la borragine e la bardana, ottime verdure sia per normale alimentazione che per la preparazione di decotti.

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Chiaro poi che il regno vegetale offre una caterva di piante utili e operanti nella stessa direzione.
Carciofi, cardi, finocchi, cavoli, crescione, aloe, porri, sono tutti carichi di sostanze amiche.

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IL RICORSO A BAGNI DECONGESTIONANTI

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L’obiettivo in ogni caso rimane quello di purificare il sangue, provocando l’eliminazione delle sostanze estranee. Idroterapia e fangoterapia possono dare una mano nel senso che migliorano la circolazione. Due o tre bagni giornalieri di 10 minuti cadauno alla zona basso-ventrale, dove il sangue tende costantemente a confluire, a concentrarsi e a surriscaldarsi, servono a decongestionare l’area e a farlo circolare nelle zone periferiche.

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IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA CLOROFILLA

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L’obiettivo maggiore è quello di formare sangue puro mediante ottime digestioni in serie.
Cos’è che garantisce ottime digestioni se non la dieta a base di frutta e di verdure crude?
L’ossigenazione del sangue del sangue si otterrà respirando aria pura profondamente, sia di giorno che di notte (tenere sempre la finestra leggermente socchiusa). Ovvio che ci vorranno anche le carote, le rape, le bietole, le patate e si semini. Ovvio che ci vorranno anche le mandorle, le noci e i pinoli. Ma a giocare un ruolo fondamentale rimane una sostanza verde chiamata clorofilla.

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AGLI ANTIPODI DELLA VERITA’ E DELLA SALUTE

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La sola cosa che ha saputo dire il medico è stata quella di evitare assolutamente le verdure a foglia verde. Ha pronunciato laconicamente una sola cosa e si è trattato di una cosa sbagliata! Nessuno si sorprenda o si sbalordisca di questo. Quel medico ha risposto con coerenza e secondo i suoi schemi mentali e professionali. Quegli schemi che collocano oggi la medicina agli antipodi della verità e della salute.

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Valdo Vaccaro

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO su   

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http://valdovaccaro.blogspot.it

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PROTEINOMANIA E REALE FABBISOGNO PROTEICO GIORNALIERO


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ENORMI BENEFICI SU TUTTI I FRONTI,
CON TANTA FRUTTA E POCHE PROTEINE

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LETTERA A VALDO VACCARO

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Sia io che la mia famiglia siamo molto contenti del cambiamento operato

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Gentilissimo Valdo, mi chiamo Giusy e scrivo da Udine. Io e la mia famiglia abbiamo letto il suo libro sull’Alimentazione Naturale e già da un paio di mesi ci stiamo attenendo alle sue indicazioni, con enormi benefici su tutti i fronti. Mio padre avrebbe una domanda per lei e ci farebbe molto piacere, con i suoi tempi, avere una risposta al nostro dubbio.

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Chiarimenti sugli aminoacidi e sulle combinazioni alimentari

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Ci piacerebbe avere delle possibili combinazioni alimentari (frutta con frutta e verdura con verdura) di cibi contenenti tutti i 23 aminoacidi (compresi i 9 essenziali). Esempio la carota contiene 8 aminoacidi essenziali ma ne manca uno per poter avere una proteina e quindi poter usufruire di una buona alimentazione proteica. Con quale altra verdura posso abbinarla per avere l’aminoacido mancante?

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Chiarimenti sulle associazioni e sulle incompatibilità dei vari frutti

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Vorrei avere le informazioni anche per le associazioni della frutta. Inoltre, cosa ne pensa dei legumi come alimentazione proteica? Io, al contrario degli altri membri della famiglia, non amo mescolare troppo gli alimenti, per cui amo mangiare ad esempio un solo alimento a pasto (mele, pomodori). Secondo lei è troppo poco e squilibrato mangiare così? Nell’attesa di una sua risposta le invio fin d’ora un grazie di cuore e i nostri più cordiali saluti.

Giusy e famiglia

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RISPOSTA di Valdo Vaccaro

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La cultura nutrizionistica medica usa linguaggi e concetti non condivisi

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Ciao Giusy, dal tipo di domande che mi avete posto deduco che non abbiate letto le mie tesine che si trovano sul http://www.valdovaccaro.blogspot.com , dove parlo spesso delle proteine, tipo Alla ricerca spasmodica della proteina, del 15/8/09 e Il fabbisogno proteico giornaliero, del 13/7/10.
Siccome siete di Udine, spero di avere la possibilità di incontrarvi e di chiarire al meglio la questione, e questo lo faremo alla prima occasione. State parlando con un igienista, ma lo fate col linguaggio e con le problematiche falsate della cultura nutrizionistica medica.

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La cultura medica è caratterizzata da proteinomania acuta ed irreversibile

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Perché mai mi parlate di proteine, ovvero delle sostanze meno importanti per il corpo umano, ed invece non mi chiedete dove trovare un buon rifornimento di acqua biologica strutturata (che altro non è se non il succo di frutta fresco oppure il centrifugato fresco di tuberi e sedani)?

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Tra l’altro, la stragrande maggioranza delle malattie che affliggono l’umanità odierna sono originate da eccesso di proteine, mentre la carenza proteica non esiste sul pianeta Terra.

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Neanche volendolo, si riesce a impostare una dieta dichiaratamente carente in proteine.

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La prima regola della nutrizione è quella di non acidificare il sangue

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Servono più o meno 25 grammi di proteine al giorno, quota che si raggiunge agevolmente con qualsiasi dieta vegana o fruttariana. Se superiamo i 30 grammi, andiamo in zona proibita ovvero in acidificazione del sangue.

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Esistono diete carenti di vitamine o di minerali, diete carenti di calorie, ma mai diete carenti di proteine.

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Come mai questi incredibili strafalcioni nel nutrizionismo medico? Perché ogni medico, scemo o intelligente che sia, deve seguire i fallaci dogmi imposti dalla FDA e dall’OMS.

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Uno dei migliori medici in circolazione, il dr Giuseppe Nacci di Trieste, la sa lunga

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E’ normale constatazione medica che, negli adulti, un’alimentazione a basso tenore proteico, o addirittura priva dei 9 aminoacidi essenziali, sia correlata ad assenza di malattie cronico-degenerative e, quindi, ad una più lunga aspettativa di vita. Questa frase non arriva da Herbert Shelton o da Arnold Ehret, ma dall’eccellente medico italiano dr. Giuseppe Nacci (“Diventa medico di te stesso!”, Editoriale Programma).

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Ad ogni buon conto, è stato scoperto in questi ultimi anni, che in realtà gli aminoacidi cosiddetti essenziali (che il corpo non sarebbe in grado di fabbricare), non sono 9 ma soltanto 2, e sono la lisina e la treonina, che si trovano poi abbondanti nei legumi (fagioli, piselli, soia, lenticchie, ceci, fave, arachidi, lupini).

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L’errore più comune è quello di andare alla ricerca della proteina

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Adottare il sistema vegano-crudista nell’ambito di una scelta igienistico-naturale, non significa affatto andare alla ricerca di proteine o di un sostituto per le carni e i formaggi, che caratterizzavano la nostra dieta precedente. La carne non era e non è il nostro cibo, e non va dunque sostituita con delle proteine, ma soltanto con tanta frutta. Il latte non era e non è il nostro cibo, e non va dunque sostituito con altre proteine, ma soltanto con tanta frutta e tanta verdura possibilmente allo stato naturale (non cotto e non lavorato).

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Impariamo a vivere da un animale saggio e paziente come la mucca

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Ribadisco anche a voi che il corpo umano non è un lego. Non funziona per sostituzione pezzi, ma per trasformazione continua delle sostanze. Proteina non fa proteina, latte non fa latte, fegato non fa fegato, come ci insegna la paziente mucca, che dall’umile filo d’erba ricava il suo latte e i suoi muscoli, ed ogni cosa necessaria a sostenere la pesante prigionia, nonchè la maternità impostagli dai bipedi.

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La proteinomania umana è un difetto culturale che ha quasi dell’incurabile

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Fatto sta che il corpo umano si fabbrica da sè tutte le proteine partendo addirittura dal fruttosio della frutta, per cui le proteine esterne immesse direttamente nel sistema, in funzione cibaria, rappresentano non un apporto proteico ma un disvalore, in quanto costringono il corpo a spendere molta energia nella disgregazione delle proteine stesse in aminoacidi.

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Le proteine animali hanno poi gravi difetti aggiuntivi

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Questo vale particolarmente per le proteine animali le quali, oltre che essere materiale proteico e dunque pesante, da disgregare chimicamente in assimilabile aminoacido, hanno anche altri difetti fondamentali, come l’eccesso di B12 e la penuria di C, l’eccesso di grassi saturi e la penuria di fibre, l’eccesso di ammoniaca e la grave penuria di acqua biologica, la presenza di diverse sostanze incompatibili col corpo umano e quindi ammalanti e cancerogene per il medesimo (cadaverina, ptomaine, putrescina, scatolo, indolo e fenolo, ecc).

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Il monito divino contro la carne si riscontra clamorosamente nell’acido urico

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Se pensiamo poi che un kg di carne (o di pesce) contiene una incredibile percentuale di acido urico (28 grammi rappresentano infatti una enormità), mentre il creatore ci ha ammoniti fin dall’inizio di non mangiare carne e pesce, non fornendoci nemmeno un milligrammo di enzima uricasi adatto alla disgregazione di tale micidiale acido (quando a cani e gatti ne ha dato in abbondanza), comprendiamo la gravità della disobbedienza e della trasgressione umana.

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Le proteine vegetali stanno in modo bilanciato in ogni pianta e in ogni frutto

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Con le proteine vegetali, che si trovano in ogni pianta a livelli minimi ed assimilabili, il discorso è assai diverso, visto che nei vegetali la natura ha inserito fibre e acqua biologica in abbondanza, enzimi e micro-nutrimenti bilanciati, anch’essi in abbondanza.

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Persino una fetta di anguria ha la sua bella e valida quota di proteine, per cui uno che si alimenti di sola anguria da mattina a sera non andrebbe mai in crisi proteica, ma solo in crisi calorica perché non ne mette dentro abbastanza, in quanto dovrebbe mangiarne circa 2 chili e mezzo, di anguria netta senza la buccia, per raggiungere i 25 grammi totali della quota media giornaliera di proteine.

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Sia le proteine che i minerali di traccia, e le vitamine di traccia (tipo la B9 o acido folico, e la B12 o cobalamina), stanno dappertutto ci sia un filo di vita, e quindi in ogni foglia e in ogni stelo d’erba, anche se in quantità strumentalmente non rilevabili.

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Ma l’uomo continua a credere più ai suoi imprecisi apparecchi di misura, che alla saggezza del creato.

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Tuberi, radici, semi e frutta da guscio, ci garantiscono il massimo apporto proteico

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Per non dire della carota, dei tuberi e delle radici in genere, alimenti ricchi di proteine e di acqua biologica, di ormoni vegetali, incluse insuline e inuline (essenziali ed innocue per i diabetici), di vitamine e soprattutto di minerali.
Esistono poi nel mondo vegetale prodotti ricchissimi di proteine concentrate, e ci riferiamo a tutti i cereali, ai semi e alla frutta da guscio, nonché ai legumi, dove il frutto edule è nel contempo il seme della pianta stessa.

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I prodotti di origine animale rappresentano il fattore numero uno di malattia per l’umanità

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Con una minima quota giornaliera di questi prodotti naturali, consumati il più possibile allo stato crudo, o al massimo con cotture intelligenti, cioè conservative ed abbreviate, l’essere umano si nutre alla perfezione e non rovina la sua salute e il suo benessere, come succede invariabilmente alimentandosi coi prodotti di origine animale, intasanti, acidificanti, putrescenti e causatori di radicali liberi.

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Le combinazioni degli alimenti sono legatissime ai tempi di digestione

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Veniamo alle combinazioni degli alimenti. Per capire le varie compatibilità, l’indice di coesistenza, l’ordine di precedenza tra una sostanza e l’altra, occorre considerare le caratteristiche chimiche ed organolettiche di un prodotto, e soprattutto i suoi tempi di digestione.

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I tempi digestivi-assimilativi-espulsivi sono facili da intendere, ed è da lì che, con semplice buon senso, possiamo capire come comportarci. Non prendiamo nemmeno in considerazione le proteine animali, visto che esse restano nel corpo come residui degenerati per 2-3 giorni interi, se non di più, per cui sono materiale scartato in partenza.

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Meloni e angurie lontano da tutto il resto, o al massimo usabili come apertura del pasto, lasciando passare mezz’ora prima di partire col piatto di insalata cruda

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La frutta è velocissima da digerire, e l’anguria è la numero uno, a condizione di essere fresca e sana, e consumata a stomaco vuoto, senza mescole con nessun’altra sostanza.
Folle è chi mette l’anguria a tavola, soprattutto a fine pasto.
Stessa cosa per il melone. Vietato anche l’uso di cucurbitacee nella macedonia (la stessa macedonia di frutta è piatto da evitare in linea generale).

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In mezz’ora di tempo le sostanze della frutta si ritrovano nel nostro sangue

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Tutta la frutta acidognola (agrumi), acquosa e dolce, viene digerita ed assimilata assai velocemente se consumata in modo corretto, vale a dire sempre a stomaco vuoto e senza troppe associazioni tra i vari frutti. Nel giro di mezz’ora le sue preziose sostanze ce le ritroviamo già nel sangue, a costo digestivo zero.

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Mele, ananas e papaie hanno la speciale caratteristica di possedere enzimi anti fermentanti, per cui, in quote modeste, possono essere consumate prima, durante e dopo un pranzo senza mandare il tutto in fermentazione alcolica, come succederebbe con gli altri frutti.

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Frutti non dolci, verdure da taglio e verdure amidacee

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I frutti non dolci da orto, tipo pomodori, cetrioli, zucchine, peperoni, finocchi, carciofi, vanno considerati alla stregua dei frutti normali, anche se la loro velocità di digestione è in genere leggermente minore.

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Le verdure a foglia si dividono in verdure da taglio (radicchi, valeriane, lattughe, tarassaco) e in verdure amidacee (vedi le crucifere, ossia cavoli, cavolfiori, verze, broccoli, cavolini di Bruxelles).

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Nelle combinazioni, il crudo va mangiato sempre prima del cotto, perché va giù più veloce grazie ai micronutrienti intatti e agli enzimi non disattivati.

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Le verdure fresche, prese in apertura, si combinano bene con qualsiasi cibo (non con la frutta)

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Le verdure tutte si combinano bene con cibi amidacei e con cibi proteici, e non con la frutta. E’ consigliato iniziare i pasti tradizionali di pranzo delle 13 e cena delle 19 (che nella mia versione ho alleggerito e ridotto a pasti non più principali e pesanti, ma ad autentici spuntini), con un bel primo piatto di insalata da taglio, più dei ravanelli o della rucola, più dei germogli e un quarto di avocado, oltre che olio vegetale da spremitura a freddo, più spruzzata di limone o spruzzatina di aceto balsamico. La verdura si può accompagnare con del buon pane integrale stile multi-cereali.

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Una vasta gamma di scelte per i secondi

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Per i secondi piatti, optare preferibilmente per le pietanze crude tipo il gazpacho spagnolo, arricchito con crocchette di pane integrate o con crostini di mais.

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La seconda scelta sarà per cibi cotti al minimo tipo patate con la buccia, patate dolci con la buccia, melanzane alla piastra o alla parmigiana, zucca, cipolle, peperoni, melanzane, asparagi, funghi.

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La terza scelta, ai limiti, sarà per cibi cotti tipo il mais fresco nel cartoccio, i vari cereali con piselli o fagioli o fave o lenticchie, la pasta integrale al dente (con pomodoro crudo o con cavolfiore o altre verdure), la pizzetta alle verdure fresche.

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Chiusura di pranzo e cena con mandorle e altra frutta da guscio

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Per la portata finale si va su una semplice manciata di frutta secca, tipo mandorle, noci, nocciole, pinoli, pistacchi, anacardi, o anche carrube.

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Qualche crocchetta secca di pane integrale o di cruschini o di crostino di mais, si può anche prendere quando ci fosse dell’appetito residuo o della semplice voglia di masticare ancora qualcosa.

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Mai nessuna bevanda a pranzo e cena, per non diluire i succhi gastrici ed allungare i tempi della digestione.
Al massimo, metà bicchiere d’acqua naturale.
Vietatissimi il caffè e il the (dopantoi e carichi di acido urico), nonché i cosiddetti digestivi.

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Acqua e vino lontano dai pasti

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Chi mangia correttamente beve anche correttamente, cioè non beve affatto, se non per motivi di reale emergenza, tipo grandi sudate o cose del genere. In ogni caso, chi ama il vino alla follia lo può sorseggiare (a pochi bicchierini, si intende, e non a bicchieri) lontano dai pasti. Chi ha sete residua e vuole farsi la bevuta d’acqua, lo faccia anche lui lontano dai pasti.

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Cambridge ha dimostrato al mondo che con il five-per-day tieni il medico away, per cui niente cancri e niente cardiopatie

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Gli esperimenti di Cambridge del 2000 hanno dimostrato al mondo che con 5 pasti sazianti di frutta al giorno, non solo ti togli il medico di torno, ma riesci a schivare vita-natural-durante i due maggiori killer mondiali che sono il cancro e le cardiopatie.

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Al five-per-day ci ero arrivato 60 anni fa da solo

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Non mi serviva Cambridge per sapere tutto questo. I cinque pasti di frutta al giorno io li facevo sin da ragazzino nell’orto di Tavagnacco e nei boschi del Roccolo, del Citon (Fontanabona) e del Cormor, sempre ricchi di frutti eduli, tipo gli spizzecui (rosa canina), le more di rovo, le more di gelso, i lamponi neri, i cuàrgnui (corgnoli), le bacche di biancospino, le mele selvatiche, le pesche selvatiche, le susine selvatiche, gli swìsui (ciliegine), gli emoli selvatici, le fragole di bosco, le bacche del sambuco, le uve residue o secche dei vigneti, le noccioline, le noci, le castagne.

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Cinque pasti di frutta scaraventati a colazione e merenda, alternabili a buoni centrifugati di tuberi e sedani

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Tornando ai miei schemi alimentari, ho dato grossa importanza ai 5 pasti sazianti di frutta, scaraventandoli lontano da pranzo e cena, in 3 colazioni alle 7, alle 9 e alle 11, e in due merende alle 16 e alle 18.

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Chi ha bisogno di rivitalizzarsi e rimineralizzarsi con una centrifuga di carote-sedano-ananas o rape-sedano-ananas o bietole-sedano-mele, o topinambur-patate-patate-dolci-zenzero, lo può fare in sostituzione del pasto mattiniero di frutta delle ore 9.

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La crema di avena, il pop-corn o altri fiocchi di cereali fatti preferibilmente in casa, per chi vuole acquisire del peso

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Chi ha bisogno di mettere su peso, o comunque di non calare ulteriormente con la frutta, che nutre ma anche pulisce e tende a far dimagrire, può optare per la crema di avena, in sostituzione del pasto-frutta delle 11, oppure optare per il pop-corn fatto in casa (senza i veleni sale e zucchero) da consumarsi con banane, o con fichi o con datteri o con uvetta secca.

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Può anche incrementare la quota cereali, o la quota di frutta secca, senza ricorrere troppo ai famosi dolcetti o agli stimolanti salatini.

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Esistono pure sul mercato non solo attrezzature per far germogliare i cereali, ma anche delle macchine portatili per produrre fiocchi integrali e freschi con diversi tipi di cereale.

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Chi ha voglia di salute, si dia pertanto da fare.

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Valdo Vaccaro – Direzione Tecnica AVA-Roma e ABIN-Bergamo

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PUBBLICATO DA VALDO VACCARO:  http://valdovaccaro.blogspot.it

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Valdo Vaccaro, nato a Mattuglie (Fiume), ex-Italia, nel 1943, da padre friulano e madre italo-croata, vivenei pressi di Udine con la moglie hongkonghiana Kathleen e i suoi due ragazzi Francesco (19) e William(12), tutti vegetariani e bravi, anche se non sempre entusiasmanti a scuola. Laureatosi in economia nel 1972 all’Università di Trieste, si è dedicato per tre anni all’insegnamento e al giornalismo. Dal 1975, dopo aver girato tutti i continenti per una grossa fabbrica udinese, ha iniziato a collaborare con diverse aziende nazionali per l’affermazione del made in Italy nell’area asiatica. Ma, parallelamente a questo filone professionale, ha continuato a credere e praticare la sua fede etica e salutistica, ad affinare il suo rispetto irremovibile per gli animali più brutalizzati e meno protetti, per i bovini e i suini delle stalle e dei porcili, per le lepri, le anatre e i fagiani dilaniati dalle doppiette, per i tonni, i cetacei e gli abitanti dei mari tiranneggiati dai pescherecci e dalle baleniere. Dopo una proficua militanza nella sheltoniana ANHS (American Natural Hygiene Society), si è laureatonel 2002 in filosofia e naturopatia.

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